Madrid

Madrid è la capitale e la città più popolosa della Spagna, nonché capoluogo dell'omonima comunità autonoma; si tratta del secondo comune più popoloso nell'Unione europea, dopo Berlino, e la sua area metropolitana è la sesta più popolosa d'…

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Aprile, Maggio, Giugno, Settembre, Ottobre

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio 11° 38 mm
Febbraio 14° 27 mm
Marzo 16° 59 mm
Aprile 19° 60 mm
Maggio 24° 11° 31 mm
Giugno 30° 16° 22 mm
Luglio 35° 20° 6 mm
Agosto 34° 20° 12 mm
Settembre 27° 15° 50 mm
Ottobre 22° 11° 68 mm
Novembre 15° 49 mm
Dicembre 12° 41 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Madrid è la capitale e la città più popolosa della Spagna, nonché capoluogo dell'omonima comunità autonoma; si tratta del secondo comune più popoloso nell'Unione europea, dopo Berlino, e la sua area metropolitana è la sesta più popolosa d'Europa dopo Mosca, Londra, la Ruhr e Parigi: l'area comunale si estende su un totale di 604,3 km² mentre la popolazione della municipalità è di 3 280 782 abitanti, ma la popolazione dell'area metropolitana è calcolata in 7,5 milioni.

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Guida pratica di Madrid 13 sezioni

9.359 parole scritte da viaggiatori, da Wikivoyage.

Da sapere

È una città segnata dalla storia varia e tumultuosa della Spagna, Madrid ha alcuni dei patrimoni culturali e architettonici più impressionanti d'Europa, che includono grandi viali, piazze, edifici e monumenti, gallerie d'arte e musei di fama mondiale, squadre di calcio molto popolari ed eventi culturali per tutti. Madrid è anche rinomata per le delizie gastronomiche e una vita notturna che dura fino all'alba.

La capitale è spesso ignorata dai turisti che gravitano verso altre parti del paese. Ma anche se può sembrare che manchi un po' dell'architettura mozzafiato di Barcellona, dell'energia frenetica di Londra e Berlino o del fascino di Parigi e Roma, Madrid è un enorme scrigno di tesori che ha qualcosa per coloro che sono disposti a uscire dai sentieri battuti dai turisti. Potrebbe non essere la città più ambita, ma coloro che cercano ciò che ha da offrire scopriranno una città di inaspettata bellezza. Siate consapevoli che l'infrastruttura dei trasporti è spesso rotta, disfunzionale o eccessivamente complicata. Che stiate viaggiando in città o prendendo un treno a lunga percorrenza, prendetevi del tempo extra perché non sarà così semplice come in altre città europee o come vi dice la vostra app di mappe.

Cenni geografici

Dopo Londra e Berlino, Madrid è la terza area urbana più popolata dell'Unione europea ed è anche una delle più alte capitali europee, infatti si trova a 655 m s.l.m. Sono presenti comunità di africani occidentali, nordafricani, altri europei (in particolare rumeni), cinesi, filippini, pakistani e soprattutto latinoamericani.

Sul marciapiede di Puerta del Sol si trova una targa che indica il chilometro zero, da cui si misurano le distanze dalle altre località spagnole.

Quando andare

Il clima di Madrid è di transizione tra il tipo continentale, il tipo semi arido freddo e il tipo mediterraneo. Il periodo migliore per visitare Madrid è nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre. L'inverno è sorprendentemente rigido rispetto alla maggior parte delle località italiane e spagnole. A merito del regime comunque secco del clima, vestirsi a strati è la cosa migliore da fare, soprattutto nel caso si incontrino belle giornate di sole. Nei periodi da inizio marzo a metà aprile e da metà ottobre a fine novembre il clima è più mite che in inverno ma mantiene un carattere piuttosto fresco, con temperature rigide rispetto agli standard italiani (Nord escluso). Maggio e settembre sono mesi di transizione tra il freddo inverno e la calda estate, con temperature generalmente gradevoli intorno ai 20 °C. Attenzione però alla pioggia, poiché sono mesi abbastanza piovosi. L’estate è calda e molto secca. È consigliabile di consultare un servizio on line di previsioni del tempo prima di partire, poiché il tempo può sempre variare dalle indicazioni stagionali.

Cenni storici

Al tempo del dominio dei Mori Madrid o Mayrit, come era allora chiamata, era un semplice avamposto militare a difesa di Toledo contro la riscossa dei regni cristiani che avanzavano minacciosamente verso sud. Intorno all'Alcazar che si ergeva là ove oggi sta il palazzo reale, sorse presto una medina con qualche moschea. Di quel periodo non rimangono che le "Muralla Árabe", un tratto di mura che sta dietro l'abside della cattedrale, lungo la Cuesta de la Vega.

Madrid fu comunque espugnata nel 1085 dal re cristiano Alfonso VI di Castiglia. Alle truppe seguirono i religiosi che fondarono varie confraternite. Tra questi San Isidro Labrador che poi divenne il patrono della città. I Mori tentarono di riprendersela nel 1109 ma furono respinti.

Nel 1202 Madrid ottenne lo status di città ma non fu che sotto Filippo II che cominciò a espandersi. Il sovrano infatti la scelse a sorpresa come capitale nell'anno 1561 attratto probabilmente dalla sua posizione, al centro della penisola iberica.

In epoca medievale e poi asburgica Madrid si espanse seguendo una direttiva verso est. A quel periodo risale la plaza Mayor, il luogo dove il tribunale delle inquisizioni teneva le sue sedute ma anche il luogo dove erano allestiti i roghi per quanti erano stati riconosciuti colpevoli.

Fu però solo con l'avvento dei Borboni che la città assunse l'aria di una grande capitale grazie all'apertura di viali e piazze di ampio respiro sui quali si affacciavano lussuosi palazzi nobiliari. In particolare fu il re Carlo III [1716 – 1788] a preoccuparsi dell'urbanistica della sua città. Per questa sua alacrità Carlo III ricevette il nomignolo di "el rey alcalde", ovvero il re-sindaco. Gli interventi urbanistici dell'epoca interessarono soprattutto la zona intorno ai Jardines del Retiro, nota come prado (prato) in epoca asburgica. La fontana di Cibele, uno dei simboli di Madrid, fu inaugurata nel 1782.

A metà Ottocento fu varato un piano urbanistico detto "ensanche" (ampliamento), in conseguenza del quale sorse, a est del Paseo de la Castellana, il quartiere alto borghese di Salamanca con pianta a scacchiera. Ancora oggi il barrio di Salamanca è considerato come uno dei più eleganti della città.

Sempre intorno al 1860 fu elaborato un progetto urbanistico che prevedeva lo sventramento del vecchio centro ma il piano non fu approvato che nel 1904. Quattro anni più tardi fu inaugurato il primo tratto della Gran Via di Madrid, a partire dal Calle de Alcalá. L'ultimo segmento fino alla plaza de Espana fu completato solo nel 1929. Oggi la Gran Via di Madrid è famosa per i suoi music hall oltre che per i magnifici palazzi Art Déco.

Nel periodo della dittatura franchista furono costruiti i grattacieli che si elevano nella Plaza de España. Dal 1970 in poi cominciò a svilupparsi il quartiere AZCA, il business district di Madrid.

Come orientarsi

Centro

Quasi tutte le aree turistiche più famose si trovano nel centro della città, tra cui Puerta del Sol, Plaza Mayor, Palacio Real e Plaza de Colón. Le strade principali di Madrid includono la Gran Via, Alcalá Street e Paseo de la Castellana.

Il Centro di Madrid è tagliato in due dalla 1 Gran Via di Madrid e dal suo proseguimento, 2 Calle de Alcalá. Entrambe le arterie hanno un andamento nord-ovest sud-est.

Il 3 Paseo del Prado è la zona dei musei molti dei quali sono stati allestiti in sontuosi palazzi nobiliari di epoca borbonica, ha invece un andamento sud-nord e va dalla stazione ferroviaria di Atocha alla 4 plaza de Cibeles, oltrepassata la quale, muta il nome in 5 Paseo de Rocoletos e ancora in 6 Paseo de la Castellana per terminare dopo 6 km alla stazione ferroviaria di Chamartin. Dominata dal lezioso Palazzo municipale, Plaza de Cibeles è all'incrocio di importanti viali, quali il Paseo del Prado, il Calle de Alcalá

Il centro di Madrid appare pertanto limitato a est dal 7 paseo del Prado e a ovest dal rio Manzanarres. Il suo confine meridionale è invece costituito da "Las Rondas", strade curvilinee che seguono il tracciato delle mura che un tempo cingevano Madrid.

Zona sud del centro

La zona a sud della Gran Via raccoglie molti dei monumenti cittadini risalenti a epoca medievale e asburgica. A essa ci si riferisce comunemente come la "Madrid de los Austrias".

8 Puerta del Sol è il cuore del centro storico. Qui si trova la targa che indica il chilometro zero da cui si misurano le distanze con le altre città spagnole. Vi si affaccia il palazzo "Casa de Correos", oggi sede della Comunità di Madrid. Fu edificato tra il 1766 e il 1768 dall'architetto francese Jaime Marquet ed è caratterizzata dal color rosso e dalla torre con l'orologio. Al centro stanno la "Estatua ecuestre de Carlos III" e la "Estatua del Oso y el Madroño" raffigurante un orso, simbolo della città di Madrid e opera di Antonio Navarro Santafé.

1 Huertas è un piccolo quartiere a est della Puerta do Sol, uno dei tanti in cui si incentra la movida madrilena.

9 Plaza Mayor è tra le più famose piazze della vecchia Madrid. Ha forma rettangolare ed è contornata da edifici a portici in stile Herrerano, dal nome dell'architetto che la designò, Juan de Herrera (1530-1597), lo stesso che realizzò il palazzo dell'Escorial. La piazza fu poi ultimata da Juan Gomez de la Mora nel 1617. Tra i palazzi spicca la Casa de la Panadería, la cui facciata è adorna di dipinti allegorici. Al centro di Plaza Mayor sta la statua equestre di Filippo III, realizzata da Giovanni da Bologna e dal suo allievo Pietro Tacca nel 1606. Sulla piazza si tenevano i processi dell'Inquisizione ma anche parate, corride ed esecuzioni capitali. In piazza Mayor ebbe luogo l'esecuzione di Rodrigo Calderon, segretario di Filippo III. La zona intorno a questa bella piazza è oggi rinomata per i numerosi locali che servono ottimi bocadillos de calamares (panini con calamari fritti).

10 Plaza de la Villa è la piazza più antica della città. È circondata su tre lati da palazzi in stile barocco-madrileno del XVII secolo:, il municipio Casa de la Villa, la Torre de los Lujanes del 1400 e la Casa de Cisneros.

Nel settore a sud del centro sono dislocati anche i barrios popolari Lavapiés e La Latina dove abitano i Castizos, ovvero gli autentici madrileni.

Zona ovest del centro

11 Plaza de Oriente, dominata da un lato dal Palacio Real e dall'altro dal Teatro Real

12 Plaza de España dominata dall'architettura franchista, come la Torre Madrid e l'Edificio España. Al centro sorgono le tre statue del 1928 che rappresentano Cervantes, Don Chisciotte e Sanzo Panza. Metro: linea 3 gialla e 10 blu. Il quartiere di 2 Argüelles è situato a nord di Plaza de España,

Zona nord del centro

Il settore a nord della Gran Via è occupato dai barrios Malasaña e Chueca, divisi fra loro dal 13 Calle de Fuencarral, la strada ove si concentrano parecchi "hostal" economici.

3 Chueca è il quartiere tra la Gran Via di Madrid e il Paseo de Recoletos. È dedicato a Federico Chueca, compositore di zarzuela (operette) vissuto nella II metà del XIX secolo. Ha fama di essere il quartiere gay di Madrid. I primi locali per la comunità gay aprirono i battenti nel 1980 favoriti dal degrado che aveva subito il quartiere nel decennio precedente, quando prostituzione e droghe dilagavano costringendo molti commercianti a chiudere bottega. Oggi il barrio si è rivalutato. A Chueca si svolge a giugno il Gay Pride.

Zona est del centro

4 AZCA — Incentrata intorno alla stazione metro di Nuevos Ministerios, AZCA è il business district di Madrid, caratterizzato da moderni grattacieli che accolgono centri commerciali o sedi dei più importanti istituti bancari del paese.

Come arrivare

In aereo

L'1 aeroporto di Madrid-Barajas (IATA: MAD) è a 12 km dal centro città. Tutti i voli commerciali per Madrid utilizzano questo aeroporto, che si trova a 13 km a nord-est della città. Ci sono voli diretti dalla maggior parte delle principali città della Spagna e da tutta Europa, diversi dalle Americhe e alcuni collegamenti africani e asiatici. Ci sono due complessi di terminal, ampiamente separati: i Terminal 1, 2 e 3 e i Terminal T4 e T4S. Tutti i terminal dispongono della consueta gamma completa di servizi per i passeggeri, sia lato terra che lato volo.

Madrid ha altri due aeroporti più piccoli, Torrejón e Cuatro Vientos, che però non effettuano voli commerciali.

2 Aeroporto di Madrid-Cuatro Vientos (IATA: MCV). Usato per voli privati.

In auto

Le principali strade che raggiungono la capitale spagnola sono: A1 Madrid-Burgos-Irún, A2 Madrid-Barcellona-La Junquera, A3 Madrid-Valencia, A4 Madrid-Siviglia, A5 Madrid-Badajoz e A6 Madrid-La Coruña.

In treno

La compagnia ferroviaria statale renfe ( ☎ +34 902-240-202) e gli operatori low cost ouigo, iryo e avlo (della renfe) gestiscono treni per Madrid. Frequenti treni a lunga percorrenza collegano Madrid e Alicante (2 ore e 30 min), Barcellona (2 ore e 40 min), Bilbao (6 ore), Cordova (2 ore), Malaga (2 ore e 30 min), Salamanca (2 ore e 30 min), Santiago de Compostela (6 ore), Siviglia (2 ore e 20 min), Valencia (2 ore) e Saragozza (1 ora e 15 min).

Il treno notturno da Lisbona è stato sospeso nel 2020, forse a tempo indeterminato. Viaggiare dal Portogallo ora prevede un cambio a Merida e Badajoz.

C'è un treno diretto diurno da Marsiglia, che impiega 8 ore. Madrid può essere raggiunta da Parigi e altre città in Francia e oltre, anche cambiando a Barcellona. Tuttavia, per la costa atlantica francese (ad esempio Bayonne e Bordeaux ) è più veloce viaggiare via Hendaye .

Madrid ha due stazioni ferroviarie principali, Atocha e Chamartín, entrambe con ampi collegamenti con la metropolitana e i treni locali Cercanías. Per cambiare tra loro, prendete la linea 1 della metropolitana (1,50 € o 1 viaggio, 30-40 min) o le linee Cercanías c3 e c4 (1,35 €, 15 min).

Tutte le stazioni ferroviarie sono gestite dalla compagnia nazionale di infrastrutture ferroviarie ADIF, potete controllare gli orari di percorrenza dei treni e le banchine lì e sulla loro app. Ricordate che i treni locali Cercanías sono elencati separatamente da quelli a lunga percorrenza.

Mentre i biglietti per i treni Regional e Cercanías non devono essere acquistati in anticipo e non vanno esauriti, i biglietti per AVE, Avant e altri treni a lunga percorrenza vanno esauriti una volta esauriti i posti. Se volete fare una gita di un giorno a Siviglia o prendere uno dei treni più veloci per Segovia, acquista i biglietti in anticipo.

3 Stazione di Madrid Atocha. La stazione ferroviaria di Atocha (da vedere anche come attrazione turistica) si trova a pochi passi dal Museo Reina Sofia e del Parque de El Retiro.È divisa in due sezioni principali, Madrid Puerta de Atocha Almudena Grandes per i treni locali e regionali della linea principale e Madrid Atocha Cercanías. La parte della linea principale è situata all'interno dell'imponente vecchio edificio della stazione, dove l'ex area dei binari è stata trasformata in un centro commerciale e alimentare, insieme a un giardino tropicale con uno stagno pieno di piccole tartarughe. La parte Cercanías, adiacente, ha un memoriale per le vittime dell'attacco terroristico dell'11 marzo 2004. Sebbene entrambe le parti richiedano biglietti ai passeggeri per accedere alle piattaforme, la parte della linea principale ha anche punti di controllo di sicurezza in stile aeroporto per i passeggeri in partenza, quindi assicuratevi di arrivare alla stazione molto prima dell'orario di partenza del treno per ridurre il rischio di perderlo a causa delle lunghe code di sicurezza. I coltelli più lunghi di 6 cm non sono ammessi a bordo, saranno confiscati e potrebbero essere distrutti. Ciò vale in particolar modo per i treni per Barcellona.

4 Madrid Chamartín Clara Campoamor (Questa stazione si trova a 4 km a nord del centro città sulle linee della metropolitana 1 e 10). Chamartín ha più servizi diretti di Atocha per le città del nord-ovest come Bilbao, Leon, Santiago e Salamanca, e anche la cuccetta di Lisbona parte da qui. Questa è una stazione molto grande, quindi calcolate del tempo extra. I servizi di questa stazione includono un centro informazioni turistiche, un ufficio postale, un hotel, un autonoleggio, negozi e un deposito bagagli.

In autobus

Tra le principali stazioni di autobus extraurbani di Madrid sono:

5 Estación Sur de Autobuses, Calle de Mendez Alvaro (a 1 km a sud-est di Atocha. Stazione Méndez Álvaro), ☎ +34914684200. La più grande di Madrid. Vi fanno capolinea gli autobus internazionali e altri provenienti dalle regioni meridionali della Spagna. Le tratte includono Lisbona (3 al giorno, 8 ore, con Avanza), Milano (due volte al giorno, 26 ore, con Alsa) e Parigi (ogni giorno, 16 ore, con Flixbus).L'edificio è piuttosto vecchio, ma adeguato, con diverse biglietterie delle compagnie di autobus, un corridoio commerciale con un paio di bar e servizi igienici.

6 Estación de Moncloa (Metro ). Vi fanno capolinea gli autobus provenienti dalle regioni settentrionali della Spagna, principalmente da León, Valladolid, Palencia e Segovia.

7 Estación de Avenida de América, Avda de América, 9 (2 km a nord-est del centro). Partono gli autobus per il nord, ad esempio Barcellona e Bilbao.

Le principali compagnie di autobus extraurbani che operano alle succitate stazioni sono:

Alsa la più importante di Spagna con molte destinazioni nazionali e internazionali

Samar molte destinazioni internazionali

La sepulvedana - Collega la capitale con centri della Sierra Norte e con Salamanca

Flixbus

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

Madrid vanta con orgoglio una delle migliori reti di trasporto pubblico al mondo e la seconda rete metropolitana più grande d'Europa dopo quella di Londra. Autobus e metropolitana funzionano con gli stessi biglietti e operano all'interno della rete di trasporto integrata di CRTM (Consorcio Regional de Transportes de Madrid).

Un biglietto singolo per la Zona A costa 1,50 € (max. 5 stazioni), ma il costo sale a 2 € se si visitano più di 10 stazioni e può essere acquistato presso le biglietterie automatiche della metropolitana o direttamente dall'autista dell'autobus all'ingresso. Un biglietto da dieci viaggi Metrobús (10 viajes) costa 12,20 € (6,10 € fino a luglio 2025) per la Zona A (non sono consentiti trasferimenti da un mezzo di trasporto all'altro); questi biglietti possono essere condivisi con altri viaggiatori. I bambini di età inferiore ai 4 anni possono viaggiare senza biglietto e i bambini di età inferiore agli 11 anni hanno uno sconto del 50%. I biglietti possono essere acquistati presso le stazioni della metropolitana, le edicole e i tabaccai. A Madrid non sono più in uso biglietti cartacei, quindi, se non ne avete già uno, dovrete acquistare una Multi Card, una carta ricaricabile e contactless per 2,50 € (gennaio 2025). È una carta anonima, quindi può essere utilizzata per più persone, passandola alla persona successiva del gruppo. Queste carte supportano la maggior parte dei tipi di biglietti, eccetto quelli stagionali e quelli agevolati. La Multi Card non supporta i viaggi in treno locali, eccetto i biglietti turistici.

Se si prevede di utilizzare molto i trasporti pubblici, è possibile acquistare un Tourist Ticket, che consente viaggi illimitati e ingressi scontati per alcune attrazioni turistiche. La tessera può essere acquistata in qualsiasi stazione della metropolitana e presso la sede centrale del CRTM. Per i viaggi all'interno della Zona A si applicano le seguenti tariffe: 1 giorno (€ 10), 2 giorni (€ 17,00), 3 giorni (€ 22,50), 5 giorni (€ 32,50) o 7 giorni (€ 41,00). Questi biglietti sono personalizzati, quindi non possono essere condivisi. Possono essere utilizzati sui treni locali (Cercanías) nell'area di validità.

Se state pensando di rimanere a lungo, potreste prendere in considerazione l'idea di investire nella Tarjeta Transporte Público personalizzata. Potete caricare gli abbonamenti stagionali in base alla vostra età: regular (adulto), joven (giovane) o mayor (anziano). La richiesta deve essere presentata in anticipo presso qualsiasi stazione della metropolitana con una domanda compilata e una copia del passaporto. Gli abbonamenti stagionali possono essere caricati da qualsiasi distributore automatico della metropolitana.

Metropolitana e tram

La Metro de Madrid (metropolitana di Madrid) è una delle migliori e meno costose metropolitane d'Europa. I tunnel sotterranei possono offrire sollievo dal sole nelle giornate calde.

Le biglietterie automatiche sono multilingue con istruzioni in spagnolo; potete cambiare la lingua in inglese premendo il pulsante circolare con diverse bandierine. Strisciare la smartcard una volta vi consente di utilizzare la rete metropolitana per tutto il tempo e la distanza che desiderate, ma assicuratevi di rimanere all'interno della zona A della metropolitana, perché una volta che la lasciate dovrete strisciare di nuovo la smartcard. Se viaggiate nel centro città, più persone possono entrare utilizzando la stessa Multi card; non devono acquistare la propria card individuale. Tuttavia, alcune stazioni periferiche e le stazioni aeroportuali hanno un altro controllo all'uscita dove dovete "strisciare fuori" perché la tariffa dal centro di Madrid è più alta. Se ci andate più di una volta, acquistate il biglietto "dieci viaggi tutta la rete" (che è leggermente più costoso del biglietto "dieci viaggi area centrale") o un biglietto giornaliero. Quando viaggiate da/per le stazioni aeroportuali, c'è un supplemento aggiuntivo di 3 €, che può essere pagato all'ingresso o all'uscita. I biglietti turistici non richiedono questo supplemento poiché è incluso nel prezzo.

Generalmente la metropolitana è operativa tutti i giorni dalle 06:00 alle 01:30, anche se alcuni treni partono anche alle 02:00. Le frequenze variano da 2-4 minuti durante le ore di punta fino a 15 minuti da mezzanotte in poi.

Le biciclette sono ammesse sulla metropolitana nella maggior parte dei periodi, eccetto durante le ore di punta, generalmente dal lunedì al venerdì dalle 07:30 alle 09:30, dalle 14:00 alle 16:00 e dalle 18:00 alle 20:00. Sono ammessi anche animali domestici nei trasportini e cani.

I borseggiatori sono all'ordine del giorno in metropolitana e i viaggiatori dovrebbero prendere le dovute precauzioni. Gli annunci sui treni e nelle stazioni della metropolitana sono fatti principalmente in spagnolo, anche se alcuni cartelli sono bilingue in spagnolo e inglese.

La rete consta attualmente di 13 linee metropolitane e 3 metrotranvie:

Tutte le zone di Madrid sono collegate da oltre 100 linee di autobus EMT e 12 linee della metropolitana:

Autobus

Ciò che non copre la Metro, lo fanno gli autobus EMT. In genere gli autobus circolano dalle 06:00 alle 24:00. Gli autobus notturni Búho ( gufo ) hanno il loro terminal principale a 8 Plaza de Cibeles, che copre gran parte della città a intervalli di circa 20 minuti.

Tutti gli autobus sono dotati di Wi-Fi gratuito (EMTmadrid), facile da usare con qualsiasi tipo di laptop o dispositivo mobile. Per i viaggiatori con smartphone, c'è un'utile app ufficiale EMT per iPhone e Android con un pianificatore di percorsi e orari.

Treno

Madrid ha un sistema di treni locali chiamato Cercanías che collega i sobborghi e i villaggi periferici con il centro della città. Sebbene sia più utile per visitare destinazioni storiche o all'aperto fuori dal centro della città, è utile anche per spostarsi rapidamente da un'estremità all'altra della città, così come per il 9 Terminal T4 dell'aeroporto di Barajas. Se si vola da un altro terminal; c'è un bus inter-terminal gratuito ma bisogna calcolare del tempo extra per usarlo. Si evita anche il supplemento di 3 € della metropolitana in aeroporto e può essere molto più veloce della metropolitana. I biglietti vengono acquistati singolarmente e il prezzo varia in base al numero di zone della Cercanías che si attraversano ma sulla macchinetta si seleziona la stazione verso cui si viaggia. I biglietti vengono emessi su una tessera riutilizzabile +Renfe & Tú per la quale c'è un addebito di 0,50 € con il primo acquisto. C'è una mappa delle linee separata ma indica le stazioni di interscambio della metropolitana.

La 10 Estación de Nuevos Ministerios si trova a nord, mentre 11 Estación de Sol al centro e 12 Atoche Cercanías si trova nella parte sud della città.

In taxi

Oltre alla sua rete metropolitana, Madrid vanta una delle flotte di taxi più grandi d'Europa. I taxi sono solitamente numerosi e facili da trovare, ma diventano più difficili da trovare nelle ore tarde dei fine settimana, soprattutto se piove. A differenza di altre città europee, ci sono poche stazioni di taxi; basta stare sul ciglio di una strada principale o di una fermata dell'autobus e agitare la mano per segnalare un taxi disponibile che passa. I taxi disponibili hanno un cartello verde libre sul parabrezza e una luce verde in cima.

I taxi ufficiali sono bianchi e hanno una striscia rossa e la bandiera di Madrid sulla portiera anteriore. La tariffa è esposta sulla parte superiore dell'auto: 1 durante il giorno e 2 di notte, che diventano 2 e 3 nei giorni festivi come la vigilia di Natale.

Alcuni tassisti faranno quello che viene chiamato la vuelta al ruedo, ovvero vi faranno fare un giro nei viali affollati per aumentare la tariffa.

La maggior parte dei tassisti non parla fluentemente inglese, quindi dovreste avere i nomi e gli indirizzi delle destinazioni scritti in spagnolo da mostrare al tassista. Allo stesso modo, prendete il biglietto da visita del vostro hotel nel caso vi perdeste. Quando date un indirizzo a un tassista, è utile dire il nome del quartiere oltre al nome della via e al numero, ad esempio: Calle de Don Ramón de la Cruz, 74, Lista. Un'altra opzione è quella di usare un'app come Free Now o PideTaxi, dove puoi inserire la tua destinazione e l'app chiamerà un taxi per te.

Per chi cerca un'alternativa al taxi, in tutta la città sono operativi anche i servizi di ride sharing Bolt, Cabify e Uber .

In auto

Le auto sono state uno dei temi più scottanti nella politica municipale di Madrid nel ventunesimo secolo. Il sindaco di sinistra Manuela Carmena ha introdotto un piano per ridurre drasticamente il numero di auto nel centro di Madrid, tuttavia ha perso la rielezione nel 2019 e il nuovo sindaco di destra José Luis Martínez-Almeida ha cambiato rotta prima di essere costretto dalla legislazione dell'Unione Europea che aveva violato a ripristinare parzialmente il divieto. In breve: guidare un'auto a Madrid può essere un incubo, ma non così grave come in città come Parigi o Bruxelles. Alcune parti del centro della capitale spagnola soffrono dei tipici problemi della maggior parte delle grandi città: troppe auto e non abbastanza spazio per ospitarle. Tuttavia, spesso si possono vedere lavori di costruzione sulle strade volti a trovare un migliore equilibrio tra auto e autobus, e le prove indicano una più facile coesistenza tra tutte le modalità di trasporto. Detto questo, gli ingorghi nelle arterie principali come il Paseo de la Castellana possono verificarsi fino a notte fonda. Il problema è aggravato dalle strette vie del centro storico, dove un camion che consegna barili di birra a un bar locale può causare un'enorme coda.

Trovare un parcheggio può richiedere molto tempo ed essere difficile se non si è abili nell'arte del parcheggio parallelo ravvicinato. Anche molti spagnoli sono carenti in quest'arte, il che li spinge a parcheggiare semplicemente in strada, bloccando le altre auto. Se ti ritrovi bloccato da una simile pratica, suona il clacson finché l'autista non torna. La maggior parte dei madrileni parcheggia solo in base al rumore: non proveranno alcun rimorso nel tamponare ripetutamente l'auto davanti e dietro mentre cercano di entrare o uscire da uno spazio stretto. Se tenete alla vernice della vostra auto o avete noleggiato un'auto, potrebbe essere meglio parcheggiare sottoterra. Sebbene ciò non garantisca che nessuno possa tamponare l’auto, le possibilità sono in qualche modo ridotte.

Per un parcheggio gratuito ma a 20 minuti a piedi da Sol, provate la strada alla fermata della metropolitana Principe Pio . Il posto dove parcheggiare è la strada vicino al centro commerciale chiamata "Calle de Mozart". È piena di auto la mattina dei giorni feriali perché le persone vanno alla stazione della metropolitana. Durante le serate e i fine settimana è facile trovare un posto auto.

Noleggiare un'auto non è consigliato per spostarsi nel centro di Madrid e, se si soggiorna solo in questa zona, un'auto potrebbe rappresentare più un peso che un vantaggio. I visitatori dovrebbero invece utilizzare gli eccellenti trasporti pubblici di Madrid. Noleggiare un'auto, tuttavia, ha senso se si ha intenzione di lasciare il centro di Madrid per avventurarsi nei quartieri periferici o nelle città vicine. I servizi di autonoleggio sono disponibili presso l'aeroporto, le stazioni ferroviarie e altri siti di viaggio principali e le auto dei servizi di car sharing come Free2move, GoTo, Voltio, WiBLE e Zity sono ampiamente disponibili per strada per il noleggio al minuto. Assicurati sempre di avere una mappa stradale a portata di mano! Le strade all'interno di Madrid sono difficili da percorrere perché non ci sono posti in cui fermarsi e consultare una mappa o controllare il percorso.

Ci sono diversi incroci consecutivi sotterranei vicino al centro e il tuo GPS potrebbe non ricevere segnale sottoterra. Pianificate le tue svolte prima di entrare nei tunnel.

In bici

A prima vista, Madrid non sembra una città adatta alle biciclette . Le cose stavano cambiando lentamente per rendere più confortevole l'esperienza in bici, ma nel 2019 il nuovo sindaco di destra ha pianificato di rendere la città l'unica capitale al mondo in cui le piste ciclabili vengono rimosse. Diverse strade del centro città sono state trasformate in spazi a traffico misto in cui pedoni e biciclette hanno la precedenza sulle auto. Ci sono nuove piste ciclabili facili lungo tutto il fiume e che collegano importanti parchi.

È anche possibile utilizzare molte strade strette e facili dove il traffico è lento e calmo per viaggiare lungo la città senza dipendere da piste ciclabili esclusive. Ci sono alcune pubblicazioni ufficiali e non ufficiali con queste strade lungo il web.

Per evitare alcuni inconvenienti di Madrid, come il caldo o le strade in pendenza, è possibile portare le biciclette anche sui treni della metropolitana e delle ferrovie, con alcune restrizioni di orario, e su tutti i mezzi pubblici senza restrizioni, se si utilizzano biciclette pieghevoli.

Il servizio pubblico di noleggio biciclette di Madrid, chiamato BiciMAD . Vanta 1560 biciclette elettriche distribuite in 123 stazioni. Sfortunatamente, il sito non è ancora disponibile in inglese. Tuttavia, le informazioni presso le stazioni delle biciclette sono disponibili in più lingue. Un utente occasionale non paga alcuna quota iniziale, ma 2 € per ogni prima ora o frazione e 4 € per la seconda (ottobre 2019). Una carta contactless viene emessa istantaneamente al momento dell'iscrizione presso qualsiasi stazione delle biciclette. Il processo è relativamente rapido e richiede alcune informazioni di base come nome, documento di identità, e-mail e numero di carta di credito. Fai scorrere la carta attraverso l'apertura leggermente più grande sulla sinistra di qualsiasi bicicletta per recuperarla. Utilizzate i pulsanti a sinistra del manubrio per attivare l'assistenza elettrica. Qui troverete anche un pulsante per accendere le luci. Quindi fate attenzione, dovrai farlo da solo quando fa buio! Fai altrettanto attenzione quando usi l'assistenza elettrica per la prima volta, poiché potrebbe richiedere un po' di tempo per abituarsi.

Ci sono anche alcuni negozi di noleggio nella zona del centro storico, come la società Baja Bikes Madrid . Questa società offre diversi punti di noleggio a Madrid a Retiro, Atocha, Madrid-Río, ecc. Offrono tour in bicicletta guidati e autoguidati, utilizzando biciclette elettriche o convenzionali.

Cosa vedere

Gli elenchi delle strutture possono essere trovati negli articoli dei singoli distretti urbani.

Madrid è uno dei luoghi più gettonati al mondo per l'arte, sia contemporanea che non così contemporanea, con le opere più famose di Goya al Prado, la Guernica di Picasso al Reina Sofía e innumerevoli altre opere in quei due musei e nel Museo Thyssen-Bornemisza. Il Prado risale alla collezione d'arte reale che, per una nazione che è stata la principale superpotenza mondiale per due secoli, è ovviamente piuttosto impressionante. Il Reina Sofía è stato aperto per ospitare ciò per cui il Prado "non aveva spazio", con una linea di demarcazione basata sull'epoca che alla fine è stata tracciata. Oltre all'arte, Madrid vanta anche un'architettura impressionante per gentile concessione di re che avevano accesso alla ricchezza di due continenti e non si facevano scrupoli a spenderla per residenze reali stravaganti.

Cosa fare

Gli elenchi delle strutture possono essere trovati negli articoli dei singoli distretti urbani.

Se volete andare a Madrid per imparare lo spagnolo, ci sono diverse scuole di lingua private che offrono corsi di spagnolo per stranieri. Le scuole sono elencate negli articoli distrettuali. Un'altra possibilità è quella di seguire un corso di spagnolo all'università: l'Università Complutense di Madrid offre corsi di spagnolo per stranieri che si svolgono presso la Facoltà di Filologia e Lettere.

Tour guidati

Il Bus turistico Madrid Vision propone due itinerari: l'itinerario Storico (rosso) l'itinerario Moderno (blu). Il biglietto per gli adulti costa 16 € per 1 giorno o 20,50 € per due giorni, mentre i ragazzi dai 7 ai 16 anni e gli over 65 pagano 8,50 € per 1 giorno o 11 € per 2 giorni, under 6 gratis.

Madrid Storica: Teatro Reale - Palazzo Reale - Porta di Toledo – San Francisco – Piazza Mayor - Porta del Sol, 5 - Circolo di Belle Arti - Museo Thyssen - Museo Reina Sofía - Atocha - Giardino Botanico - Museo del Prado – Paseo de Alfonso XII - Porta di Alcalá – Quartiere Barrio de Salamanca - Piazza Colón - Piazza di Cibeles - Gran Vía, 14 - Gran Vía 32 - Gran Vía 54 - Piazza España - Tempio di Debod.

Madrid Moderna: Museo del Prado - Piazza di Cibeles - Piazza Colón - Museo di Scultura - Museo delle Scienze Naturali - Complesso Azca - Piazza di Lima - Santiago Bernabeu - C.S.I. Centro Superiore di Ricerca Scientifica - Museo Lázaro Galdiano - ABC Serrano - El Corte Inglés - Museo Archeologico - Porta di Alcalá - Alcalá, 39 - Las Cortes (Parlamento)

Eventi e feste

Gli eventi della città possono essere trovati qui.

Madrid Fusion. gennaio. Evento gastronomico.

Art-Madrid. febbraio. Salone dell'arte moderna e contemporanea.

Mercedes-Benz Fashion Week Madrid. A febbraio.

ARCO. marzo. Fiera internazionale di arte contemporanea.

Festival de Arte Sacro. A marzo.

La noche de los libros. aprile.

Documentamadrid. A maggio. Festival internazionale dei documentari.

Premio Rock Villa de Madrid. A maggio.

Suma Flamenca. A maggio e giugno.

Fiera del Libro de Madrid. A maggio.

San Isidro Labrador. 15 maggio. santo patrono della città

Giornata internazionale dei Museo. 18 maggio.

1 PHotoEspaña. A giugno. Festival internazionale di fotografia e arte visive.

San Antonio de la Florida. 13 giugno.

Fiesta de San Juan. 23 giugno.

Nuestra Señora del Carmen. 16 luglio. patrona dei distretti Puente de Vallecas e Chamberí

San Cayetano. 7 agosto. patrono del quartiere Cascorro

San Lorenzo. 10 agosto. patrono del quartiere Lavapiés

Virgen de la Paloma. 15 agosto. patrona dei distretti Centro e Arganzuela

Virgen del Pilar. 12 ottobre. patrono del quartiere Salamanca

Festival de Jazz de Madrid. A ottobre e novembre.

Festival de Otoño. A ottobre e novembre. Teatro, danza, musica e circo.

Festival Internazionale di Cinema lesbico e gay di Madrid. A novembre.

Semana de la Ciencia. A novembre. Oltre 500 attività gratuite.

Fiera Internacional de Arte Y Antiguedades, Anticuarios y galerias de Arte. A novembre.

Semana de Cine Experimental de Madrid. A novembre.

Cinemad Festival de cine independiente y de culto. A novembre.

Virgen de la Almudena. 9 novembre. patrona di Madrid

Acquisti

Gli elenchi delle strutture possono essere trovati negli articoli dei singoli distretti urbani.

La maggior parte dei negozi è aperta tutto il giorno; solo i negozi più piccoli sono spesso chiusi durante la siesta. I lavoratori e coloro che sono più afflitti dallo stile di vita occidentale scelgono di non osservare questa lunga pausa e lavorano di solito tra le 09:00 e le 18:00-19:00. Tuttavia, durante l'estate, molti uffici hanno un orario estivo che richiede ai lavoratori di iniziare alle 08:00 e finire alle 15:00 (il più delle volte senza la pausa standard di 1-2 ore per il pranzo).

Gli uffici solitamente chiudono durante il weekend, ma le attività commerciali sono spesso aperte il sabato mattina, o fino al pomeriggio nel centro città. La maggior parte dei negozi di alimentari sono chiusi la domenica, ma alcune grandi catene e grandi magazzini legati alla "cultura" (libri, musica, ecc.) saranno aperti tutti i giorni. I negozi e i grandi magazzini nella zona di Puerta del Sol sono aperti tutti i giorni.

Le principali carte di credito e le carte di credito straniere sono accettate nella maggior parte dei negozi, ma è prassi comune che venga chiesto un documento d'identità con foto (DNI). Se viene chiesto il DNI, presenta il passaporto, il permesso di soggiorno o la carta d'identità straniera: qualsiasi cosa con la tua foto e il tuo nome verrà accettata dalla maggior parte dei negozianti. Le firme sulle carte di credito di solito non vengono controllate.

Quartieri dello shopping

La zona più comoda per i turisti è intorno a Calle de Preciados e Calle del Carmen, tra le stazioni della metropolitana Sol e Gran Vía, sede dei grandi magazzini El Corte Inglés, nomi di alta moda come Zara, Gran Vía 32, H&M, Sephora, Pimkie.

Il quartiere dello shopping più esclusivo si trova a nord-est del centro, attorno a Calle Serrano e alle sue vie laterali a Salamanca. I nomi più importanti della moda come Chanel, Versace, Hermès, Hugo Boss, Louis Vuitton, Emporio Armani e Dolce & Gabbana, compresi i tessuti fluidi e i tagli eleganti dello stilista spagnolo Adolfo Domínguez, si trovano in Calle Ortega y Gasset. Dirigetevi verso Calle Serrano per Purificación García, Roberto Verino, Ermenegildo Zegna, Loewe, Carolina Herrera, Manolo Blahnik, Cartier e Yves Saint Laurent. Prada si trova in via Goya e in via Jorge Juan potete trovare ancora più negozi di lusso.

Zona Chueca e Calle Fuencarral. Questa parte della città era un'area abbandonata e marginale. Tuttavia, si è rapidamente trasformata nella parte più all'avanguardia e moderna di Madrid. Grazie alla comunità gay, i vecchi negozi sono stati rilevati e trasformati nei luoghi più cool di Madrid. Oggi è un esempio di modernità, un paradiso per l'intrattenimento dove tutto è possibile. Le strade sono piene di ristoranti, caffè alternativi e negozi, un buon esempio è il Mercado de Fuencarral, un nuovo concetto di centro commerciale. Oltre al puramente commerciale, questa zona propone un'ampia gamma di gastronomia e locali notturni durante i fine settimana.

El Corte Inglés è un'istituzione spagnola, l'unica catena di grandi magazzini rimasta nel paese. I negozi El Corte Inglés sono onnipresenti e dominano il mercato al dettaglio, dando il tono e riflettendo le preferenze dei clienti spagnoli. Sebbene non siano entusiasmanti quanto visitare i grandi magazzini di lusso esagerati di New York o Londra, offrono un ambiente piacevole per lo shopping e molti offrono ottime (e ragionevoli) opzioni di cibo. Quindi, se il tempo è brutto, uno dei loro negozi potrebbe essere la tua ultima spiaggia.

La maggior parte dei centri commerciali si trovano nella periferia di Madrid.

Mercati interessanti si trovano nei quartieri La Latina - Austrias e Retiro - Paseo del Arte

Dove mangiare

Gli elenchi delle strutture possono essere trovati negli articoli dei singoli distretti urbani.

Anche a Madrid si servono piatti tipici della cucina spagnola.

Inoltre, Madrid offre una serie di piatti tipici regionali:

Gallinejas e entresijos – Frattaglie di agnello fritte nel loro grasso. Molto tradizionali e tipiche della città di Madrid.

Callos a la madrileña – Una pentola calda di trippa di manzo piccante simile a quelle che si trovano in Turchia e nei Balcani.

Cocido madrileño – Stufato di ceci con carne e verdure. La particolarità di questo stufato è il modo in cui viene servito. La zuppa, i ceci e la carne vengono serviti e mangiati separatamente.

Oreja de cerdo – Orecchie di maiale fritte in aglio. Questo piatto popolare è ampiamente consumato in tutta la Spagna centrale.

Sopa de ajo – La zuppa all'aglio è una zuppa ricca e oleosa che generalmente include paprika, prosciutto spagnolo grattugiato, pane fritto e un uovo in camicia. Una variante di questa zuppa è nota come sopa castellana .

È ironico che Madrid, al centro della Spagna, abbia frutti di mare di qualità superiore rispetto a molte regioni costiere. Questa qualità ha un prezzo, e la maggior parte degli spagnoli sborsa solo occasionalmente per una mariscada o un banchetto di frutti di mare. Provare i frutti di mare di Madrid può essere, per il visitatore, un'esperienza che varrà la spesa.

A Madrid la carne fresca e i prodotti a base di carne (jamón iberico, morcilla, chorizo ​​ecc.) sono generalmente di ottima qualità.

Ristoranti

Molti dei ristoranti e delle cervecerías nella zona di Sol e Plaza Mayor hanno manifesti pubblicitari generici sui marciapiedi con immagini che pubblicizzano vari piatti di paella. Queste paella sono solitamente di cattiva qualità e andrebbero evitate. Se cercate una buona e autentica paella spagnola, di solito è meglio trovare un ristorante più costoso, tipo "sit-down", che offra una varietà di piatti di paella.

Un'opzione molto migliore è il quartiere La Latina appena a sud di Plaza Mayor, specialmente lungo Calle Cava Baja. Ci sono anche un certo numero di negozi di gastronomia lungo Calle Arenal che offrono cibo da asporto ( para llevar ).

Nei bar, di solito si ordinano piatti di varie dimensioni: una ración, che significa piatto intero, una media ración o mezzo piatto, o una versione più piccola che sarebbe una tapa, un pinxto o un pincho .

Gli spagnoli non pranzano prima delle 14:00 o delle 15:00 e la cena non inizia prima delle 21:00 o delle 22:00. Come regola generale, i ristoranti servono il pranzo dalle 13:00 alle 15:30, poi chiudono e riaprono per la cena alle 20:00, servendo fino alle 23:00. Questo programma è solitamente per i ristoranti, poiché i bar e i mesones sono solitamente aperti tutto il giorno e offrono un'ampia varietà di tapas e panini a prezzi economici. Se sei davvero disperato, il gruppo standard di catene di fast food rimane aperto tutto il giorno.

The Wok. Ristoranti e take away sparsi un po' in tutta la città. Propongono ottimi piatti della cucina asiatica. Molto convenienti sono i menù a pranzo (non disponibili per la cena), che per 10 o 13€ propongono un antipasto, un piatto principale, una bibita e un dolce.

Bar di tapas

Nei tapas bar, dovreste avere cibo gratis con i drink. La più alta concentrazione di tapas bar è a La Latina e intorno a Plaza Santa Ana nel barrio de las Letras, ma li troverete in tutta la città, compresi Malasaña e Chueca, così come i quartieri occidentali, dove probabilmente sono meno invasi dai turisti.

Caffè

Caffè e pasticcerie si trovano in tutta la città, ma la concentrazione più alta si trova intorno a Puerta del Sol, barrio de las Austrias e Lavapiés, nella Città Vecchia e a Malasaña e Chueca . Un dolce locale molto popolare e tipico che viene venduto sia nei caffè che dai venditori ambulanti è il Churros . Questi dolci di pasta fritta sono lontanamente imparentati con le ciambelle, ma hanno una forma più allungata e sono molto più croccanti. Di solito sono ricoperti di zucchero o cioccolato.

Come divertirsi

Gli elenchi delle strutture possono essere trovati negli articoli dei singoli distretti urbani.

Spettacoli

La Plaza de Toros si trova nel distretto di Salamanca.

La nazionale maschile di calcio non ha uno stadio fisso, ma spesso gioca negli stadi Bernabéu e Metropolitano di Madrid. I club più noti sono il Real Madrid e l'Atlético de Madrid, entrambi con sede nella periferia nord . Giocano nella Liga, la massima serie, e si qualificano regolarmente per i tornei europei. Altre squadre includono il Rayo Vallecano a Vallecas e il Getafe nella vicina periferia, raggiungibile con la metropolitana di Madrid.

Basket: Estudiantes e Real Madrid giocano al Palacio de los Deportes. Il Fuenlabrada, con sede nell'omonimo sobborgo di Madrid, gioca al Polideportivo Fernando Martín.

Rugby Union: la nazionale spagnola XV gioca all'Estadio Nacional Complutense nel campus universitario. I Cisneros giocano lì nella División de Honor, la massima serie spagnola. Gli Alcobendas giocano vicino all'aeroporto, sempre nella massima serie.

Anche la pallamano è uno sport praticato a Madrid, ma non più nella massima serie, il che rende il BM Alcobendas la squadra più quotata.

Teatri

I teatri dell'opera sono sparsi nel centro della città. Inoltre, diverse orchestre non hanno una sede stabile/sede in cui suonare.

Nel distretto Sol, Letras e Lavapiés sono presenti il Teatro Español e il Teatro del Barrio

I music halls della Gran Via ed adiacenze richiedono una certa precauzione prima di varcarne la soglia, in quanto parecchi sono orientati a una clientela di turisti americani danarosi e mascherano spesso attività collaterali di escort club se non di veri e propri bordelli. Tra i locali più ambigui figurano quelli con spettacoli di streap-tease (bikini & topless dancers). Il primo a rimetterci potrebbe essere il proprio portafoglio per giunta senza alcuna prestazione erotica della controparte.

Flamenco

Gli spettacoli di flamenco possono essere visti in numerosi locali a Sol-Letras-Lavapiés, Moncloa e La Latina-Austrias. Snobbati dai residenti, i locali di flamenco sono orientati esclusivamente a visitatori stranieri e dunque tendono ad essere cari.

Cinema

I cinema offrono film in inglese, insieme a film in altre lingue. Questi film originali sono indicati negli elenchi con la dicitura "VO" che sta per versión original . I cinema di Madrid a volte hanno días del espectador (giorni per gli spettatori) con prezzi dei biglietti più bassi, solitamente il lunedì o il mercoledì. C’è anche il cinema multisala più grande del mondo, con 25 schermi diversi.

Locali notturni

Madrid ha probabilmente il maggior numero di bar pro capite di qualsiasi città europea e una vita notturna molto attiva; i madrileni sono noti per restare svegli fino alle 05:00-07:00. È abbastanza comune vedere una Gran Vía affollata nelle notti del fine settimana. A causa di questo stile di vita, alloggiare vicino alle aree di divertimento può rivelarsi un incubo per chi ha il sonno leggero se la finestra si affaccia sulla strada.

Bar

La vita notturna a Madrid inizia più tardi, con la maggior parte delle persone che si dirigono nei bar tra le 22:00 e le 23:00. Una delle migliori opzioni per godersi la vita notturna è nel famoso quartiere Barrio de las Letras, in particolare sulla sua strada principale, Calle Huertas, e altre vie vicine. Un'ampia scelta di bar è disponibile anche nella più tradizionale zona di La Latina, così come nei quartieri più giovani e alternativi di Malasaña e Chueca .

La birra alla spina (cerveza) viene solitamente ordinata in cañas (200 ml), ma può essere ordinata anche in dobles (400 ml) o in jarras (boccali).

Club

I club aprono generalmente verso mezzanotte. Se ci andate prima, potreste trovarli piuttosto vuoti. Molti club non chiudono prima delle 06:00, e anche allora tutti sono ancora pieni di vita.

Zone della vita notturna

Tra i quartieri ove ferve la movida madrilena, oltre alla zona intorno a Plaza de Espana e ai barrios di La Latina, Salamanca, Chueca, Malasana, sono da ricordare: Arguelles, Conde-Duque, Barrio de Bilbao e Alonso Martinez.

Calle de los Cuchilleros, vicino alla Plaza Mayor rigurgita di locali di ogni tipo.

Alonso Martínez - Molti pub e piccole discoteche. Fino alle 03:00 circa, una folla molto giovane, e se siete da queste parti prima di mezzanotte, e avete più di 20 anni, preparatevi a sentirvi decisamente vecchi. La maggior parte dei locali chiude intorno alle 03:00, poi la gente si sposta nei club di Gran Vía o Tribunal per continuare a far festa.

Tribunal/Malasaña - Zona alternativa. Principalmente locali di musica rock e pop, alcuni dei quali sono ancora aperti da "La movida madrileña" (inizio anni '80). Calle Manuela Malasaña è un ottimo posto dove mangiare, Calle del Pez un ottimo posto dove bere qualcosa e Plaza Dos de Mayo è il cuore del quartiere.

Gran Vía - "Il posto che non dorme mai". Strada principale che ospita molti locali notturni molto frequentati, solitamente aperti dall'01:00 alle 06:00-07:00.

La Latina - Vicino a Lavapiés, è il posto dove andare per le tapas ed è pieno di giovani bohémien in cerca di bar alla moda. Nella parte vecchia ci sono molti piccoli bar e pub che si rivolgono a persone tra i 20 e i 30 anni. Diversi bar che servono fantastiche tapas nella Cava Baja e Cuchilleros.

Lavapiés - Quartiere multiculturale della città, con oltre il 50% di residenti stranieri, per lo più provenienti da Africa, Asia e America Latina. Tanti bar di world music. Lavapiés è forse la zona più cosmopolita e hippy allo stesso tempo di Madrid.

Moncloa/Ciudad Universitaria - Grazie alla sua vicinanza alla Universidad Complutense, Moncloa è associata agli studenti e allo stile di vita studentesco, con molti bar e discoteche economici. Alcuni posti sono da evitare. Ci sono alcuni bar economici con una fantastica vita notturna a partire dal giovedì direttamente nella Ciudad Universitaria vicino ai principali dormitori per studenti.

Torre Europa - C'erano diversi pub e club eleganti sotto la torre di fronte allo stadio. Ci sono quattro o cinque bar e discoteche nella zona di Avenida de Brazil che si rivolgono a un pubblico giovane e studentesco.

Locali gay

Madrid non ha la grande varietà di locali che contraddistingue Berlino. Pur inferiori di numero, i locali madrileni sono ugualmente disinibiti e qualche volta votati all'eccesso ancor più di quelli di altre città europee, ragion per la quale si può affermare che ogni capriccio in merito può essere soddisfatto in un batti baleno nei meandri della capitale di Spagna.

Chueca - Vicino a Malasaña e Gran Vía, è noto come il quartiere gay, ma non esclude gli eterosessuali. Musica pop ed elettronica. Di gran lunga, il posto più cosmopolita della città. È diventato piuttosto chic e costoso.

Dove alloggiare

Gli elenchi delle strutture possono essere trovati negli articoli dei singoli distretti urbani.

L'elenco completo degli hostal di Madrid è consultabile sul sito dell'ente turistico spagnolo, cliccando sulle voci Madrid e poi alloggi.

Sebbene sia ovviamente più comodo avere un alloggio vicino alle attrazioni del centro città, dovresti anche considerare hotel o appartamenti negli altri quartieri. Ad esempio, Malasaña e Chueca sono a solo 1 km a nord del centro città, Chamberí a 2 km, ma le tariffe potrebbero essere già notevolmente più basse. Quando viaggi in famiglia o in un piccolo gruppo, potresti anche pensare di affittare un appartamento tramite AirBnB o piattaforme di condivisione simili. Di solito si trovano in quartieri residenziali e includono una cucina, così puoi fare la spesa nei mercati, nei supermercati o nei negozi di alimentación e preparare tu stesso alcuni pasti. In questo modo potresti sperimentare di più la vita quotidiana dei madrileni e ridurre significativamente il costo totale del tuo soggiorno. Troverai anche ristoranti in questi quartieri che si rivolgono alla gente del posto piuttosto che ai turisti.

Prezzi modici

Ostelli economici a partire da 8 € per un letto in dormitorio si possono trovare vicino a Plaza de España, a Lavapiés o nella zona di Sol. Ci sono anche ostelli un po' più confortevoli che offrono camere singole per 30-40 €, doppie per 40-50 €, ad esempio a Malasaña o nel barrio de las Austrias.

Gli hotel economici e i B&B costano circa 30-60 € per una camera singola, 55-100 € per una doppia. Molti di questi si trovano nel quartiere Barrio de las Letras o Chueca.

Prezzi medi

Una stanza in un hotel di fascia media ti costerà circa 60-150 € a notte. La maggior parte di essi si concentra nella zona del Barrio de las Letras e del Sol, così come nel Paseo del Arte.

Prezzi elevati

Un soggiorno in un hotel di lusso vi costerà almeno 90 € a notte e non c'è un limite massimo. La maggior parte di essi si trova nel quartiere elegante di Salamanca, lungo la Gran Vía, nel centro storico e nella zona del Retiro e del Paseo del Arte . Tra i nomi più famosi del settore ci sono l' Hotel Villa Magna, il Gran Meliá Palacio de Los Duques e il Madrid Ritz .

Sicurezza

Madrid è una città molto sicura, con alcuni dei tassi di criminalità più bassi tra le città più grandi d'Europa. La polizia è molto visibile e la città è dotata di telecamere. Ci sono sempre persone per strada, anche di notte, quindi potete camminare per la città in genere senza paura. I viaggiatori che rimangono consapevoli di ciò che li circonda e tengono d'occhio i loro effetti personali, non dovrebbero avere molto di cui preoccuparsi.

Come la maggior parte delle grandi città, tuttavia, c'è una consistente popolazione di vagabondi e mendicanti che costeggiano le strade.

Quartieri e sobborghi

Come in ogni luogo del mondo, ci sono zone di Madrid e della sua area metropolitana che sono meno attraenti e, di conseguenza, meno sicure di altre.

Il quartiere di Malasaña, situato a nord della Gran Via, è un vivace quartiere bohémien, ma è anche noto per attrarre folle losche a tarda notte.

Alcuni quartieri a sud (Carabanchel, Puente De Vallecas, Villaverde) e a est (Ciudad Lineal) sono leggermente meno abbienti del resto di Madrid e possono dare un'atmosfera inquietante a chi non ha familiarità con questi luoghi. Sono più sicuri di molti "quartieri malfamati" in altri paesi dell'Europa occidentale, ma state in guardia di notte. La maggior parte dei luoghi raggiungibili dalle stazioni della metropolitana sono sicuri.

Alcune delle periferie di Madrid a sud (Móstoles, Alcorcon, Parla) e a est (Alcala de Henares) hanno una reputazione piuttosto immeritata di squallore. In realtà, sono per lo più sicure, anche se è sempre saggio attenersi a strade ben illuminate e affollate.

Calcio

Nonostante la rivalità notoriamente intensa e politicamente carica tra Real Madrid e FC Barcelona, ​​alla maggior parte delle persone non importerà se indossate una maglia da calcio dell'FC Barcelona, ​​e infatti vedrete spesso persone (solitamente turisti) indossare quella maglia in giro per la città. Poiché Madrid è la capitale della Spagna, attrae persone da tutto il paese, inclusa la Catalogna. Un'eccezione degna di nota: nei giorni delle partite, fate attenzione, perché è noto che si verifichino episodi di violenza tra i sostenitori di entrambi i club.

Inoltre, c'è un rapporto di amore/odio tra i due principali club calcistici della città: Real Madrid e Atletico Madrid. Entrambi sono club storici con identità divergenti; il Real Madrid è sempre stato visto come il club dell'élite, mentre l'Atletico Madrid è visto come il "club del popolo". Molti tifosi e analisti credono che il "Derbi Madrileño" sia più divertente di "El Clasico", in parte a causa di queste differenze di identità, ma anche perché i tifosi dei club sono noti per impegnarsi in accese discussioni. Se mai vedete i tifosi del Real e dell'Atletico litigare, fate attenzione se le cose iniziano a degenerare.

Uno dei club meno noti in Spagna, il Rayo Vallecano è noto per la sua cultura, le sue tradizioni e la sua tifoseria molto di sinistra. Mentre le partite sono solitamente divertenti e innocue, ci sono state segnalazioni di rapine dentro e intorno allo Stadio Vallecas, che si trova nel quartiere operaio di Puente De Vallecas.

Borseggio

Come altre grandi città europee, Madrid ha la sua giusta quota di furti non violenti, anche se non si avvicina minimamente ai livelli stratosferici di città come Roma o Barcellona. Fai sempre attenzione a tutti gli effetti personali (soprattutto borse e portafogli) che hai con te, soprattutto sulla metropolitana e negli spazi pubblici più affollati. Alcune aree con gravi problemi di furto includono Gran Via (soprattutto vicino a Plaza de Callao e Calle de Fuencarral), Puerta del Sol, la stazione ferroviaria di Atocha e il quartiere degli affari AZCA (anche se quest'ultimo ha visto miglioramenti in tal senso). Anche alcuni grandi locali notturni come Kapital e Mondo Disko attraggono i borseggiatori.

I borseggiatori spesso creano una distrazione mentre un complice vi deruba. Le distrazioni includono presentarti una mappa e chiederti indicazioni, o chiederti di firmare una petizione, seguita da una richiesta di donazione. È meglio ignorare qualsiasi sconosciuto che si avvicina per strada chiedendoti aiuto. Fate attenzione quando trasportate bagagli perché questo può rendervi un bersaglio per i borseggiatori.

Un problema diffuso e duraturo a Madrid sono i venditori ambulanti, soprattutto nei pressi di Puerta del Sol. Di solito sono innocui e prenderanno un "no" come un segnale che non dovrebbero disturbarti, ma non provocateli. Inoltre, questi venditori ambulanti reagiscono rapidamente alle auto della polizia, quindi fai attenzione quando scappano dalla polizia.

Nei bar e nei ristoranti non lasciate mai portafogli o telefoni sul tavolo perché gli oggetti in mostra sono facili bersagli. I ladri di passaggio creano una distrazione e rubano gli oggetti. La zona attorno a Calle de las Infantes vicino alla Gran Via è particolarmente rinomata per questo.

Quando usate gli sportelli bancomat, fate attenzione a ciò che vi circonda, proprio come fareste ovunque. Portate un amico se dovete prelevare denaro dopo il tramonto. Se qualcuno ti si avvicina mentre usi uno sportello bancomat, premi CANCELAR, recupera la tua carta e vai avanti.

Quando uscite, ubriacarvi può rendervi un bersaglio per i ladri. Tenete anche d'occhio il drink. Non portate oggetti di valore quando uscite la sera.

Truffe

Plaza Mayor e Puerta del Sol possono essere delle bellezze da ammirare, ma sono la mecca delle truffe.

Evitate le persone che offrono massaggi ( masajes ); spesso si tratta di una truffa per estorcere denaro. Siate fermi e dite "No me toque" ("Non toccarmi") o "No tengo dinero" ("Non ho soldi")

Nei dintorni

Le gite di un giorno facili da Madrid includono:

Alcalá de Henares è un'affascinante vecchia città universitaria, luogo di nascita di Miguel Cervantes, l'autore del Don Chisciotte . Raggiungibile in treno locale in 50 minuti.

Aranjuez ospita il Palacio Real, la residenza estiva dei monarchi Borbone, e la sontuosa Casa del Labrador vicino al fiume. I treni locali impiegano 45 minuti da Atocha, 55 minuti da Chamartin.

Ávila ha la città vecchia murata più intatta della Spagna, spettacolare quando è illuminata di notte. I treni veloci da Chamartin impiegano 90 minuti.

Chinchon è una cittadina in cima a una collina che conserva il suo carattere del 1700. Niente treno, auto o autobus.

San Lorenzo de El Escorial è un enorme monastero e palazzo, il Monastero Reale di San Lorenzo de El Escorial. Raggiungibile in un'ora con il treno locale da Atocha o Chamartin. Vicino a El Escorial si trova il monumento più controverso della Spagna: la Valle de los Caìdos. Costruita dai repubblicani spagnoli fatti prigionieri durante e dopo la guerra civile, è una gigantesca chiesa sotterranea con un'enorme croce in cima alla montagna, un edificio in pieno stile fascista. È il luogo di sepoltura di molti caduti della guerra civile e ha ospitato la tomba del dittatore Francisco Franco fino all'ottobre 2019. C'è un autobus pubblico poco frequente per l'ingresso, da dove si percorrono altri 9 km a piedi. Le vicine montagne, la Sierra de Guadarrama, sono lo scenario del Parco Naturale di Peñalara.

Segovia è una città medievale arroccata su una collina, è famosa per le sue opere di architettura medievale inserite nella lista dei Patrimoni Mondiali. Qui si trova un grande acquedotto romano che attraversa la valle per portare l'acqua. È a 30 minuti di treno da Chamartin.

Toledo è una città medievale cinta da mura ed ex capitale della Spagna, con un'eccellente architettura e opere d'arte. Vanta un centro storico che figura nella lista UNESCO dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità fin dal 1987. La città è nota soprattutto per l'Alcazar, la Cattedrale ove sono custoditi capolavori di El Greco, le numerose chiese e anche per i negozi di armatura medievale. È a 30 minuti di treno da Atocha.

2 Museo Picasso Colecciòn Eugenio Arias (Museo Picasso de Buitrago), Buitrago del Lozoya (78 km da Madrid / per raggiungere il museo dovrete recarvi all'Intercambiador de Plaza de Castilla da cui partono gli autobus della linea 191 per la Sierra Norte (autolinee Continental Pza. de Picasso 1, Buitrago del Lozoya,Auto, S.A)), ☎ +34 091 8680056. Mar-Ven 11:00-14:00 e 16:00-18:00, Sab 10:00-14:30 e 15:30-18:30, Dom e festivi 10:00-14:30.

Più lontano — mete raggiungibili in giornata ma che meritano almeno un pernottamento, sono Salamanca, Leon, Valladolid, Saragozza e Cordova.

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Cosa vedere a Madrid

  1. Museo del Prado
  2. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía
  3. Palazzo reale di Madrid
  4. Cattedrale dell'Almudena
  5. Museo Thyssen-Bornemisza
  6. Parco del Retiro
  7. Puerta del Sol
  8. Museo archeologico nazionale di Spagna
  9. Palazzo della Moncloa
  10. Palazzo della Zarzuela
  11. Puerta de Alcalá
  12. Real Jardín Botánico de Madrid
Mappa di Madrid con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Museo del Prado

Organizzazione · Madrid

Museo del Prado

Il Museo del Prado è uno dei musei più importanti del mondo e si trova a Madrid in Spagna. Vi sono esposte opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, fra cui Beato Angelico, Andrea Mantegna, Raffaello Sanzio, Hieronymus Bosch, Rogier van der Weyden, Bruegel il Vecchio, El Greco, Peter Paul Rubens, Tiziano, Caravaggio, Diego Velázquez, Rembrandt, Francisco Goya.

Il Museo del Prado, insieme al Museo Thyssen-Bornemisza e al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, formano il Triangolo d'oro dell'arte, iscritto tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 2021.

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Storia

L'edificio che ospita il Museo del Prado fu voluto da Carlo III di Spagna, come il Gabinete de Historia Natural, insieme ad una serie di istituzioni di carattere scientifico situate nel progetto di riurbanizzazione chiamato Salón del Prado. A tal fine, Carlo III poté fare affidamento su uno dei suoi architetti preferiti, Juan de Villanueva, autore, oltre che della sede del Museo, del vicino giardino botanico.

Il progetto architettonico della pinacoteca attuale venne approvato nel 1786 da Carlo III, rivelandosi il culmine della carriera di Villanueva ed uno dei vertici del neoclassicismo spagnolo, benché, data la lunga durata delle opere e delle successive modifiche, il risultato definitivo si allontanerebbe abbastanza dal disegno iniziale.

Sebbene la costruzione si svolga durante i regni di Carlo III e Carlo IV, al suo completamento, all'inizio del XIX secolo, la venuta delle truppe francesi in Spagna e la successiva guerra di indipendenza lasciarono tracce pesanti nell'edificio, che era destinato a fini militari (caserma della cavalleria), arrivando quasi alla distruzione totale. Solo grazie all'interesse manifestato da Ferdinando VII e, soprattutto, della sua seconda moglie Maria Isabella di Braganza a partire dal 1818 inizia il suo recupero della struttura sulla base di nuovi disegni proprio del Villanueva, sostituito alla morte dal suo discepolo Antonio López Aguado.

La prima denominazione del museo, Museo Real de Pinturas, venne attribuita il 19 novembre 1819, mettendo in mostra alcune delle migliori opere della Collezione Reale Spagnola, trasferite dai vari siti reali. Il salone ovale (l'attuale Sala di Velázquez), che a quel tempo aveva un balcone da cui si poteva vedere la galleria della scultura del piano sottostante, verrà battezzato, in seguito, in riconoscimento al suo lavoro. In questo periodo il museo conta 3 sale e 311 quadri, tuttavia negli anni successivi si aggiungeranno nuove sale ed opere d'arte, rendendolo indipendente dall'aggregazione con i fondi del polemico Museo de la Trinidad, creato a partire da opere d'arte sequestrate in virtù della Desamortización di Mendizábal (1836) e fuso con il Prado nel 1974.

Descrizione dell'edificio di Villanueva

L'edificio è composto da un corpo centrale, fiancheggiato da gallerie allungate che finiscono in baldacchini quadrati, il suo interno ospita le rotonde. Il corpo centrale si distingue in una costruzione di sei colonne in ordine tuscanico, una trabeazione, una cornice ed un attico.

Le due gallerie laterali si estendono per due piani: quello inferiore con finestroni profondi ed allungati che finiscono in un arco a mezzo punto e quello superiore costituito da una galleria di colonne ioniche (oggi esiste un terzo piano ricavato, opera posteriore).

La facciata nord ha un portico con colonne ioniche sovrastate da una trabeazione. Questa facciata corrisponde alla seconda pianta dell'edificio. Quando questo venne costruito, la prima pianta si trovava, da questo lato, sotto il livello del terreno, che a quell'epoca scendeva in una piccola costa fino alla passeggiata del Prado. Più tardi il dislivello venne distrutto fino a ridurlo alla stessa altezza del suolo reale del monumento, per cui fu necessario costruire una scalinata per l'accesso (1882).

La facciata sud (che dà sulla piazza di Murillo, di fronte al giardino botanico) ha un'anticamera di accesso all'interno ed una loggia, o galleria, con sei colonne di ordine corinzio sulle quali poggia una trabeazione. L'interno dell'edificio si sviluppa nelle sue sale centrali. Nella parte nord c'è una rotonda con otto colonne ioniche, la cui volta è decorata a cassettoni.

All'esterno, sulla facciata che dà sul Paseo del Prado, si trova la Porta di Velázquez, con un frontone di ordine dorico che incorpora il rilievo dell'attico, le statue ed i medaglioni allegorici del re Fernando VII protettore delle scienze, delle arti e della tecnica. Di fronte a questa porta si trova la statua di Velázquez, opera dello scultore Aniceto Marinas. Il piedistallo, di Vicente Lampérez, riporta la dedica a "Gli artisti spagnoli, per iniziativa del Círculo de Bellas Artes, 1899". Questo monumento venne inaugurato il 14 giugno dello stesso anno, alla presenza della regina reggente e di Alfonso XIII. Fu una cerimonia molto commovente, durante la quale si rese omaggio e riconoscimento al grande pittore Velázquez ed alla pittura spagnola. Oltre ai re, accorsero alla celebrazione:

I pittori Jean-Paul Laurens e Crolus Durand come delegati di Francia, i quali depositarono corone e nastri con i colori francesi, si cui si poteva leggere: Au grand Velázquez, les peintres français.

Gli ambasciatori di Austria e Germania.

Edward Poynter, direttore della Royal Academy e National Gallery di Londra.

Mariano Benlliure in nome degli artisti di Roma.

Rappresentanza dell'Accademia delle belle arti e della Giunta di Siviglia.

Associazione degli scrittori ed artisti.

Scuola di belle arti di Madrid, Barcellona e Valladolid.

Società di architettura, Giunta, Deputazione e Circolo delle belle arti di Madrid.

Opere maggiori
Scuola spagnola

Pedro Berruguete

San Domenico e gli albigesi, 1493-1499

Jerónimo Cósida

Noli me tangere, 1570

Juan Martín Cabezalero

Assunzione della Vergine, 1665 circa

Juan Vicente Macip

Ultima Cena, 1555 - 1562 circa

Francisco Goya

Ritratto dei duchi di Osuna con i figli, 1788

Il fantoccio, 1791-1792

Ritratto del duca de Alba, 1795

La famiglia di Carlo IV, 1800-1801

Il colosso, 1808-1812

Il 3 maggio 1808, 1814

La maja vestida, 1800

La maja desnuda, 1800

La marchesa di Santa Cruz, 1805

Duello rusticano, 1820–1821

Saturno che divora i suoi figli, 1819-1823

Jusepe de Ribera

Democrito

Isacco e Giacobbe

Il martirio di san Filippo

Il sogno di Giacobbe

La Trinità

La Maddalena

La resurrezione di Lazzaro

Sant'Andrea, 1631 circa

San Paolo eremita

San Pietro liberato da un angelo

Duello tra donne

El Greco

Fuga in Egitto, 1570 circa

Trinità, 1577-1579

San Benedetto 1577-1579

Velo della Veronica, 1586-1595

Sant'Andrea e san Francesco 1595 circa

Vergine Maria, 1597

La crocefissione, 1597-1600

Battesimo di Cristo 1597-1600

La resurrezione, 1597-1600

Pentecoste, 1600 circa

San Francesco in estasi, 1600

San Giacomo il Maggiore, 1608-1614

Salvatore, 1608-1614

Adorazione dei pastori, 1612-1614 circa

L'annunciazione

Luis de Morales

Madonna del Latte, 1565 circa

Murillo

L'apparizione della Vergine a san Bernardo

Buon Pastore, 1660

Natività della Vergine, 1661

Immacolata Concezione dell'Escorial, 1660-1665

Bambini della conchiglia, 1670

Visione di sant'Antonio da Padova, 1656

Immacolata Concezione di Los Venerables, 1678

Martirio di san Andrea

L'Annunciazione

Sacra Famiglia col cagnolino, 1650

Madonna del Rosario, 1650-1655

Madonna del Tovagliolo, 1666

San Francesco abbraccia Cristo crocifisso, 1668-1669

Galiziane alla finestra, 1670

Bambini che mangiano un dolce, 1670-1675

Immacolata Concezione, 1665 -1675

Immacolata Concezione di Aranjuez, 1675 circa

Cristo crocifisso, 1675

Cristo crocifisso, 1677

Due Trinità, 1680

Bartolomé González y Serrano

Retrato ecuestre de la reina Margarita

Diego Velázquez

Adorazione dei Magi, 1619

La fucina di Vulcano (Velázquez)

Le filatrici (Velázquez)

Ritratto d'uomo (Francisco Pacheco?), 1620

Ritratto di giovane (Autoritratto?), 1623

Ritratto di Filippo IV da giovane, 1624 circa

Trionfo di Bacco (I bevitori), 1628-1629

Crocifisso in un paesaggio, 1631

Cristo crocifisso, 1631

Pablo de Valladolid (o il comico), 1632-1633

Ritratto di Don Juan de Austria, 1632-1633

Ritratto del Conte Duca di Olivares a cavallo, 1634

Ritratto di Filippo IV cacciatore, 1634-1635

La resa di Breda, 1634-1635

Santi Antonio Abate e Paolo Eremita, 1634-1660

Ritratto del principe Baltasar Carlos a cavallo, 1635 circa

Ritratto di scultore, 1635-1636

Juan Calabazas detto "Calabacillas", 1638-1639

Menippo, 1639-1642

Esopo, 1639-1642

Marte, 1640

Nano con cane, 1640-1645

Incoronazione della Vergine, 1641-1644 circa

Francisco Lezcano, detto Il ragazzo di Vallecas, 1642

Ritratto di Diego de Acedo, el Primo, 1644

Ritratto di Sebastian de Morra, 1644 circa

Ritratto di Juan Francisco de Pimentel conte di Benavente, 1648

Padiglione di Arianna nel giardino di Villa Medici a Roma, 1650 circa

Entrata della grotta nel giardino di Villa Medici a Roma, 1650 circa

Ritratto di Maria Anna d'Austria, 1652-1653

Ritratto di Filippo IV, 1655

Las Meninas, 1656

Mercurio e Argo, 1659

Ritratto dell'Infanta doña Margherita d'Austria, 1660 circa

Scuola italiana

Beato Angelico

Madonna della melagrana (Madonna Alba)

Annunciazione, 1435 circa

Andrea del Sarto

Madonna della Scala, 1522-1523 circa

Sacrificio di Isacco, 1527-1530 circa

Antonello da Messina

Cristo in pietà e un angelo, 1476-1478

Giovanni Bellini

Madonna col Bambino tra le sante Maria Maddalena e Orsola, 1490

Bonifacio Veronese

Adorazione dei pastori, 1540-1545

Sandro Botticelli

Nastagio degli Onesti, primo episodio, 1483

Nastagio degli Onesti, secondo episodio, 1483

Nastagio degli Onesti, terzo episodio, 1483

Annibale Carracci

Assunzione della Vergine, 1587-1590

Venere, Adone e Cupido, 1595 circa

Correggio

Madonna col Bambino e san Giovannino, 1518

Noli me tangere, 1523-1524 circa

Federico Barocci

Natività, 1597

Caravaggio

Davide e Golia, 1597–1598

Artemisia Gentileschi

Nascita di san Giovanni Battista, 1633-1635 circa

Luca Giordano

Disfatta di Sisera, 1692 circa

Maddalena penitente, 1660-1665 circa

Corrado Giaquinto

Allegoria della Giustizia e della Pace, 1753-1754

Pentecoste, 1740 circa

Pietà, 1756

Daniele Crespi

Pietà, 1626

Giulio Romano

La Perla (su disegno di Raffaello), 1522-1523 circa

Lorenzo Lotto

Ritratto di Marsilio Cassotti e della sua sposa Faustina, 1523

Andrea Mantegna

Morte della Vergine, 1462

Parmigianino

Santa Barbara, 1523 circa

Sacra Famiglia con angeli, 1524 circa

Ritratto di Pier Maria Rossi di San Secondo, 1534 circa

Ritratto di Camilla Gonzaga coi tre figli (attr.), 1534 circa

Raffaello Sanzio

Sacra Famiglia con l'agnello, 1507 circa

Ritratto di cardinale, 1510-1511 circa

Madonna del Pesce, 1514 circa

Spasimo di Sicilia, 1517

Visitazione, 1517 circa

Sacra Famiglia sotto la quercia, 1518,

Madonna della Rosa, 1518

Tiziano Vecellio

Madonna col Bambino tra i santi Antonio da Padova e Rocco, 1511 circa

Madonna tra i santi Giorgio e Dorotea, 1516 circa

Baccanale degli Andrii, 1523–1524

Ritratto di Federico II Gonzaga, 1529

Ritratto di Carlo V con il cane, 1533

Ritratto di Filippo II in armatura, 1550-1551

Danae, 1553

Venere e Adone, 1553-1554

La Gloria 1551-1554

Paolo Veronese

Disputa di Gesù con i dottori del Tempio, 1560 circa

Venere e Adone, 1580

Mosè salvato dalle acque, 1580 circa

Scuola olandese e fiamminga

Sconosciuto

Fonte della Grazia, 1440-1450

Madonna dei Re Cattolici, 1491-1493

Hans Memling

Trittico dell'Adorazione dei Magi, 1470-1472

Dieric Bouts

Trittico della vita della Vergine, 1445 circa

Hieronymus Bosch

Giardino delle delizie, 1480-1490 circa

Trittico dell'Adorazione dei Magi, 1485-1500

Estrazione della pietra della follia, 1494 circa

Carro di fieno, 1500-1502

Tentazioni di sant'Antonio, 1500-1525

Sette peccati capitali, 1500-1525

Rembrandt Harmenszoon Van Rijn

Artemisia riceve le ceneri di Mausolo, 1634

Bruegel il Vecchio

Trionfo della Morte, 1562 circa

Festa di san Martino, 1565-1568 circa

Robert Campin

Sposalizio della Vergine, 1420-1430 circa

Annunciazione, 1430 circa

Pala Werl (frammenti), 1438

Gerard David

Riposo durante la fuga in Egitto, 1515 circa

Joachim Patinir

Passaggio agli Inferi, 1515-1524 circa

Peter Paul Rubens

Giardino d'amore, 1632-1633 circa

Ratto di Ganimede, 1636-1638

Origine della Via Lattea, 1636-1638

Diana e Callisto, 1637-1638

Giudizio di Paride, 1638-1639?

Rogier van der Weyden

Madonna Durán, 1435-1438

Deposizione, 1435

Antoon van Dyck

Cattura di Cristo, 1620

Autoritratto con Sir Endymion Porter, 1635 circa

Scuola tedesca

Albrecht Dürer

Autoritratto con guanti, 1498

Adamo ed Eva, 1507

Mostre temporanee

Il museo ospita, oltre alle collezioni permanenti, anche mostre temporanee con opere conservate nei suoi depositi o ottenute col prestito intermuseale.

Nell'ottobre 2020 è stata aperta la mostra temporanea Invitadas. Fragmentos sobre mujeres, ideología y artes plásticas en España (1833-1931) curata da Carlos G. Navarro. Tra le opere esposte il Nudo di donna di Aurelia Navarro Moreno, pittrice spagnola che nel 1923 si chiuse in convento.

Onorificenze

Anno: 1819

Informazioni pratiche

Indirizzo
Paseo del Prado
Orari
Mo-Sa 10:00-20:00; Su 10:00-19:00
Telefono
+34 913302800
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.museodelprado.es

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Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía

Museo d'arte · Madrid

Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía

Il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía è un museo d'arte moderna ed arte contemporanea di Madrid, dedicato alla produzione artistica dall'inizio del Novecento ad oggi.

== Storia ==

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Inaugurato l'11 settembre 1992 dai reali di Spagna, ha sede nell'antico Ospedale generale di Madrid, edificio settecentesco originariamente eretto per volere di Carlo III.

Tra il 1980 ed il 1988 gli architetti José Luis Iniguez de Onsoño ed Antonio Velasquez de Castro hanno curato il restauro ed il ripensamento degli spazi della struttura, conferendogli l'attuale aspetto. Un ampliamento della superficie espositiva di 8000 m2, costato 97 milioni di euro e progettato dall'architetto francese Jean Nouvel, è stato inaugurato nell'ottobre del 2005. Altre sedi per esposizioni temporanee del museo sono il Palacio de Velázquez ed il Palacio de Cristal.

Le opere più importanti

La grande attrazione del museo è la Guernica di Pablo Picasso. Il Reina Sofía possiede inoltre opere di Salvador Dalí, Juan Gris, Joan Miró, Julio González, Eduardo Chillida, Antoni Tàpies, Jorge Oteiza, José Luis Gutiérrez Solana, Pablo Gargallo, Joan Rebull, Elena Asins, Francisco Bores, Pierre Bonnard, Medardo Rosso, Vassily Kandinsky, Georges Braque, Joseph Beuys, René Magritte, Wolf Vostell, Nam June Paik, Mark Rothko, Roy Lichtenstein, Francis Bacon, Lucio Fontana, ed altri artisti significativi.

Il museo presenta anche una libreria specializzata in arte, con una collezione di oltre 100.000 libri, 1.000 video e 3.500 registrazioni.

Salvador Dalí

Orcio, 1922-1923

Autoritratto cubista, 1923

Ritratto di Luis Buñuel, 1924

Ragazza alla finestra, 1925

Arlequí, 1927

Il grande masturbatore, 1929

Pablo Picasso

Donna in blu, 1900

Guernica, 1937

Anno: 1992

Informazioni pratiche

Indirizzo
Calle de Santa Isabel 52
Orari
Mo 10:00-21:00; We-Sa 10:00-21:00; Su 10:00-19:00
Telefono
+34 917741000
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.museoreinasofia.es

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Palazzo reale di Madrid

Palazzo · Madrid

Palazzo reale di Madrid

Il Palazzo reale di Madrid, anche chiamato Palazzo d’Oriente, riprendendo il nome della piazza sulla quale si affaccia ad est (un paradosso, perché il palazzo si trova nella zona più occidentale della città), è stata ed è ancora oggi la residenza ufficiale della famiglia reale spagnola. Oggi il palazzo è utilizzato esclusivamente per le cerimonie, le conferenze e gli atti ufficiali, dato che i monarchi vivono nel Palazzo della Zarzuela, situato alla periferia di Madrid.

== Storia ==

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Il palazzo fu costruito nello stesso luogo dove sorgeva l'Alcázar, fortezza musulmana del IX secolo edificata su ordine dell'emiro Mohamed I per difendersi dall'avanzata dei cristiani, divenuta nel XVI secolo palazzo reale dopo la decisione di stabilire a Madrid la capitale dell'Impero spagnolo; fu residenza della famiglia reale spagnola fino alla sua distruzione, causata da un terribile incendio avvenuto alla vigilia di Natale del 1734, ai tempi di Filippo V.

La ricostruzione del palazzo avvenne sotto la commissione dello stesso re di Spagna Filippo V, il quale ordinò che il palazzo venisse ricostruito nello stesso luogo, ma che fosse fatto solo di pietra senza neanche un pezzo di legno (esclusi gli arredi) per evitare futuri incendi. L'incarico venne affidato a Filippo Juvarra, ma sarà Giovanni Battista Sacchetti a proseguire il progetto dopo la morte di Juvarra. I lavori iniziarono nel 1735 e durarono ventisei anni. Il primo sovrano a stabilirsi nel palazzo fu Carlo III nel 1764.

L'edificio, costituito da 3418 stanze che insistono su un'area di 135 000 m², è la più grande residenza reale d'Europa.

Campo del Moro

Campo del Moro si estende da est a ovest, dalla facciata ovest del Palazzo Reale al Paseo de la Virgen del Puerto. Deve il suo nome al fatto che nel 1109 si stanziò in quella zona l'esercito moresco guidato dal condottiero arabo Ben Alì Jusuf. La realizzazione di quest'area verde risale all'epoca di Filippo IV, che vi fece piantare almeno 70 specie diverse di alberi; il terreno fu utilizzato inizialmente come terreno di caccia, fino al regno di Filippo V, sotto il quale i giardini iniziarono ad assumere le funzionalità che hanno tuttora. Diversi gli architetti e paesaggisti che furono incaricati di disegnare la struttura, aggiunsero decorazioni come statue fontane; nei giardini ci sono due famose statue: quella dei Tritoni e quella delle Conchiglie.

La zona in cui sorgono i giardini ha avuto nel tempo scopi diversi, inizialmente è stata usata come accampamento militare, poi come parco in cui si svolgevano tornei per i cavalieri cristiani, alla fine del XIX, durante il regno di Isabella II, venne usata come parco giochi per bambini di sangue reale, nello stesso periodo venne ridisegnato all'inglese con sentieri sontuosi, erba e tratti boscosi, fontane e statue.

Il parco venne definitivamente aperto al pubblico nel 1983.

Jardines de Sabatini

I Jardines de Sabatini, situati a nord, progettati negli anni '30 sul sito dove erano ubicate le scuderie reali. La costruzione dei giardini è terminata dopo la guerra civile. La sua funzione di estensione architettonica e ornamentale del palazzo reale è stata enfatizzata quando vennero collocate delle sculture che inizialmente erano destinate a decorare il cornicione del palazzo.

Plaza de la Armería

Al piano terra, sui due lati opposti di "Plaza de la Armería" (nella quale si svolge quasi ogni primo mercoledì di ciascun mese a mezzogiorno il cambio della guardia), si trovano:

sulla destra, la Real Botica (farmacia reale), composta da diversi ambienti, tra cui una sala per la distillazione. Contiene numerose giare in ceramica Talavera contenenti medicinali che venivano usati per curare gli ammalati della corte, cassetti per le erbe e ricettari con medicazioni prescritte alla Famiglia Reale. La stanza è stata ricostruita fedelmente, riprendendo lo stile dell’epoca di Alfonso XII;

sulla sinistra, la Real Armería, importante raccolta di armi e armature appartenenti alla famiglia reale spagnola, le varie partecipazioni datano dal XIII al XIX secolo; questa collezione è considerata la più importante del suo genere in tutto il mondo. Nella sala spiccano l'armatura a cavallo di Carlo V d'Asburgo e quelle di Carlo V e Filippo II

La facciata principale, nella parte superiore, ha due grandi statue vicino allo scudo di Spagna che rappresentano due re visigoti Recaredo II e Ervigio, anche se alla base delle due sculture sono indicati nomi differenti. Anche nel resto della piazza sono presenti sculture di re visigoti.

Le sale

Lo scalone principale in marmo, adiacente alla statua di Carlo III nelle vesti di imperatore romano, conduce al piano nobile. Venne progettato dal Sabatini, e vanta un affresco nella volta raffigurante La monarchia spagnola che rende omaggio alla Religione, opera di Corrado Giaquinto.

La prima sala, quella degli Alabarderos, con pregevoli opere di artisti italiani: nella volta un affresco del Tiepolo raffigurante l'Apoteosi di Enea mentre NELLE pareti ci sono alcuni arazzi e dei dipinti di Luca Giordano.

Segue il Salón de Columnas (Salone delle Colonne) nella quale è presente un affresco del Giaquinto, una serie di arazzi tessuti a Bruxelles su cartoni di Raffaello raffigurano gli Atti degli Apostoli, e alcune sculture barocche raffiguranti dei personaggi dell'Impero romano e Carlo V. Inoltre questa stanza è stata anche scenario di importanti avvenimenti, tra cui la firma dell’Atto di adesione della Spagna alla Comunità Economica Europea nel 1986 o, più recentemente, l’atto di abdicazione di Re Juan Carlos a favore del figlio; e durante i primi anni di vita del palazzo, in questo salone, ogni Giovedì Santo i reali celebravano il “Lavatorio y comida de los pobres”, evento in cui davano da mangiare e lavavano i piedi a 25 poveri, di fronte alle più alte autorità di Spagna.

Le sale che portano agli appartamenti di Carlo III prendono il nome da Mattia Gasparini, l'artista veneziano che ne curò la decorazione.

Si inizia dalla Saleta de Gasparni, usata da Carlo III come sala da pranzo a cui segue l'anticamera, con 4 quadri di Goya che ritraggono Carlo IV e Maria Luisa. La stanza successiva è la camera da letto di Carlo III, seguita dalla Stanza di passaggio di Carlo III contenente un arazzo del Goya, olio su tela, The boar hunt (La caccia al cinghiale) e ritratti di Ferdinando VII e la sua quarta moglie Maria Cristina di Borbone.

Più avanti si trova la Sala di Carlo III. In origine camera da letto di Carlo III; mostra un ritratto del re in cui indossa il mantello del suo ordine, dipinto da Mariano Salvador Maella; un lampadario francese del XIX secolo nella forma di un fleur-de-lis, e l'affresco dipinto da Vincente López, allegoria dell'istituzione dell'ordine di Carlo III, del 1828.

La stanza successiva è la Sala de porcelana avente alle pareti numerose maioliche, raffiguranti cherubini e ghirlande, eseguite dalla manifattura del Buen Retiro e un grande planetario. Era la sala destinata agli uomini fumatori, mentre le donne parlavano e mangiavano cioccolatini nella vicina Stanza Gialla contenente una cassettiera del XVIII secolo e delle sedie comunemente indicate con il nome sillas de Peineta a causa della loro somiglianza con un pettine ornamentale.

Segue la sala del Comedor de Gala o Salone del banchetto (Sala da pranzo da gala), luogo ufficiale per il banchetti di corte, la quale, con una lunga tavolata apparecchiata riusciva a ospitare fino a 140 invitati. Questa grande sala banchetti e questa grande sala da ballo sono state create nel 1879 su ordine di Alfonso XII unendo tre sale appartenenti alla regina, la moglie di Carlo III, Maria Amalia di Sassonia. È degno di nota per i magnifici arazzi fiamminghi del XVI secolo, in porcellana francese e cinese e 15 lampadari di cristallo. È ancora usato tutt'oggi dal re e dalla regina per i banchetti di Stato.

La stanza successiva dispone di un centro tavola di pietre dure, smalto e bronzo dorato, creato dall'orafo romano Luigi Valadier. Risalgono ai primi anni del XIX secolo i decori da tavolo in bronzo di Pierre-Philippe Thomire. Fatti di pietre dure e stucchi realizzato dai laboratori reali durante il periodo di Carlo IV.

La stanza del argenteria mostra argenteria e oggetti dorati che arrivano dal XIX secolo fino ai primi del XX secolo, mentre la camera di vetro e porcellana espone servizi da cena in porcellana e bicchieri di diversa provenienza datati dal XVIII al XX secolo.

La Galleria fornisce ai membri della famiglia reale l'accesso ai rispettivi appartamenti. Lo stile barocco classico sereno del cortile del principe si può ammirare dalle finestre panoramiche.

La Sala de Relojos, con molti orologi, di cui alcuni molto preziosi. Nelle sale successive ci sono piatti, pezzi di argenteria e molti strumenti musicali tra cui alcuni rarissimi Stradivari e una bellissima chitarra del 1796 tutta decorata di madreperla.

La Real Capilla è situata nel cuore del lato nord del piano nobile del palazzo ed è accessibile dalle gallerie che circondano il cortile. La pianta è circolare e contiene splendide decorazioni in marmo e ad affresco del Giaquinto.

Il Camón (balcone chiuso) dispone di una vista della scala principale, consentendo di osservare da una prospettiva differente l'affresco sul soffitto dipinto dal Giaquinto.

L’Anticamera Ufficiale conserva ritratti di Carlo III, Alfonso XIII e Victoria Eugenia, i primi e gli ultimi monarchi vissuti nel Palazzo.

L’Anticamera della regina conserva arazzi tessuti al Real Fábrica de Tapices de Santa Bárbara nel XVIII secolo. L'affresco sul soffitto rappresenta il potere della monarchia spagnola e fu dipinto dal Tiebolo.Il Salón del Trono conserva ancora l'arredamento datogli da Carlo III con mobili dorati in stile rococò (realizzati a Napoli, dove Carlo III regnava) pareti rivestite da velluto e orologi di fattura inglese e svizzera. Gli specchi, enormi e costosissimi per l'epoca, furono realizzati dalla Real Fábrica de La Granja mentre i lampadari provengono da Venezia, così come i quattro Leoni dorati che difendono i due troni color oro e scarlatto, riproduzioni di quelli di Carlo V. Gli affreschi sono del Tiepolo e rappresentano l'Allegoria della Monarchia Spagnola. Inoltre la sala ospita alcune statue che erano presenti nell’Alcazar (la fortezza che precedentemente insisteva su questo territorio).

Anno: 1735

Informazioni pratiche

Indirizzo
Plaza de la Armería
Orari
Oct-Mar: 10:00-18:00; Apr-Sep: 10:00-20:00; Jul 25,Oct 12,Nov 01,09,Dec 24: 10:00-15:00; Jan 01,06: off
Telefono
+34 91 4548800
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.patrimonionacional.es

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Cattedrale dell'Almudena

Cattedrale cattolica · Madrid

Cattedrale dell'Almudena

La cattedrale dell'Almudena (il nome completo in lingua spagnola è Catedral de Santa María la Real de la Almudena) è il principale luogo di culto cattolico di Madrid, cattedrale dell'omonima arcidiocesi metropolitana.

Il tempio, consacrato da Giovanni Paolo II nel 1993, si trova nella centrale piazza de la Armería, di fronte al Palazzo Reale, ed è dedicato alla patrona della città, la Virgen de la Almudena.

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Storia

Il desiderio di avere una cattedrale a Madrid, capitale del regno, esisteva dai tempi di Filippo II, nel XVI secolo, ma l'attuazione venne sempre rimandata per diversi motivi, non ultima l'opposizione degli arcivescovi di Toledo, che non volevano la separazione di Madrid dai territori della loro arcidiocesi. La situazione si risolse nel 1885, quando Leone XIII decretò la creazione della diocesi di Madrid.

Come chiesa cattedrale venne scelta la parrocchiale di Santa Maria de la Almudena, la cui costruzione era iniziata nel 1883, con la posa della prima pietra da parte di re Alfonso XII di Spagna, sui terreni dove sorgeva un precedente tempio dedicato alla patrona di Madrid, demolito nel 1868. Quest'area, vicina al palazzo Reale, venne ceduta al patrimonio reale nel 1879, grazie alla mediazione della regina Mercedes d'Orléans, devota alla Vergine dell'Almudena.

Il progetto iniziale della cattedrale, che andava a modificare quello per la parrocchiale dell'Almudena, si deve agli architetti Giovanni Battista Sacchetti e Francisco de Cubas y González-Montes, noto come marchese di Cubas, il quale, ispirandosi a Viollet-le-Duc, prevedeva una monumentale opera in stile neogotico. La costruzione iniziò dalla cripta, in stile neoromanico, terminata dall'architetto Enrique María Repullés y Vargas e aperta al culto nel 1911. I lavori ripresero dal 1950, sotto la direzione di Fernando Chueca Goitia e Carlos Sidro, con alcune modifiche al progetto originario, che stabilirono l'utilizzo dello stile neoclassico per l'esterno della cattedrale, mantenendo lo stile neogotico all'interno. I lavori proseguirono sino al 1965, per poi riprendere nel 1984. Il 15 giugno 1993 la cattedrale di Madrid venne dedicata da papa Giovanni Paolo II.

Durante la costruzione dell'Almudena, fu cattedrale "provvisoria" di Madrid la collegiata di San Isidro (dal 1885 al 1993).

Descrizione
Esterno

La facciata principale, che guarda verso il palazzo Reale, è caratterizzata da un porticato di ispirazione toscana e dalla sovrastante loggia, caratterizzata dall'ordine ionico. Sopra la loggia, in una nicchia baroccheggiante, si trova la statua della Vergine dell'Almudena, affiancata da altre quattro sculture, raffiguranti sant'Isidoro, santa Maria de la Cabeza, santa Teresa d'Avila e san Ferdinando. Ai lati della facciata si elevano due campanili.

Interno

La cattedrale ha pianta a croce latina, con tre navate e transetto. Lungo le pareti sono presenti triforio e vetrate colorate. Nel braccio destro del transetto è presente l'altare della Virgen de la Almudena, impreziosito da un retablo di Juan de Borgoña, databile tra il XV e il XVI secolo; sotto l'altare, sopraelevato e raggiungibile tramite due rampe di scale, si trova la tomba della regina Mercedes d'Orléans, qui traslata nel 2000 dall'Escorial. Nel presbiterio è presente un crocifisso ligneo, chiamato Cristo de la Buena Muerte, opera seicentesca dello scultore Juan de Mesa (1583-1627), proveniente dalla collegiata di San Isidro.

Le pitture e le vetrate nelle pareti dell'abside sono opera di Kiko Argüello; inaugurate dall'arcivescovo Antonio María Rouco Varela il 28 aprile 2004, vi sono raffigurati il Battesimo di Gesù, la Trasfigurazione, la Crocifissione, il Pantocratore, la Resurrezione, l'Ascensione e la Pentecoste, eseguite in stile moderno, seguendo però il canone iconografico della chiesa ortodossa. Le vetrate, poste sopra le pitture, provengono dall'isola di Murano.

Nel deambulatorio si trovano alcune cappelle, tra cui quella del Santissimo Sacramento, dove è collocata la tela Los preparativos para la Crucifixión, opera del pittore barocco Francisco Rizi. Ai piedi del quadro è posta la scultura del Cristo yacente, dello scultore Juan de Ávalos (1911-2006). La cappella centrale del deambulatorio è dedicata a sant'Isidoro l'Agricoltore e a sua moglie santa Maria de la Cabeza; qui è custodita l'arca funeraria del XIII secolo che contenne le spoglie del santo, patrono di Madrid, attualmente custodite nella collegiata di Sant'Isidoro.

Organo a canne

Sulla cantoria in controfacciata, si trova il grande organo a canne. Questo, costruito nel 1999 dall'organaro tedesco Gerhard Grenzing, è a trasmissione integralmente meccanica ed ha quattro tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera di 32. Il prospetto, che si ispira all'arte neogotica, è stato realizzato dall'architetto Simon Platt ed è caratterizzato dal doppio positivo tergale, posto ai lati della consolle.

Galleria d'immagini

Anno: 1883

Informazioni pratiche

Indirizzo
Plaza de la Armería
Telefono
+34 915480930
Come arrivare
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Museo Thyssen-Bornemisza

Museo · Madrid

Museo Thyssen-Bornemisza

Il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid è un'importante pinacoteca e centro culturale della capitale spagnola. Si trova ospitato nel palazzo di Villahermosa lungo il Paseo del Prado, a pochi passi dal museo del Prado. Le circa ottocento opere che vi sono conservate spaziano dal Rinascimento italiano alla pittura moderna.

Il nucleo pittorico del museo proviene da una raccolta privata della famiglia del magnate tedesco–ungherese dell'acciaio Thyssen-Bornemisza, che conobbe fasti economici nel periodo bellico del primo conflitto mondiale. Le opere attualmente presenti erano precedentemente collocate in un museo a Lugano, in Svizzera. Con il matrimonio del barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza de Kászon con la spagnola Carmen Cervera la raccolta venne trasferita in un palazzo madrileno, dono del governo spagnolo, e nel luglio del 1993 è stato acquistata come museo statale. Della sua collezione facevano parte ulteriori ottanta pezzi di arte medievale, rinascimentale e barocca, poi successivamente trasferiti al MNAC a Barcellona.

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La Fuente de Apolo (1803), disegnata da Ventura Rodriguez e considerata come la più bella fontana del Prado, si trova di fronte al palazzo che ospita il Museo Thyssen-Bornemisza.

Storia
Primo barone: i maestri antichi

Il patrimonio della collezione Thyssen-Bornemisza iniziò a formarsi a L'Aia verso il 1928, come collezione privata del primo barone Thyssen-Bornemisza, Heinrich (1875-1947)..

In soli dieci anni, dal 1928 al 1938, i Thyssen-Bornemisza raccolsero la maggior parte dei quadri antichi più importanti sul mercato: Dürer, Holbein, Baldung Grien, Van Eyck, Fra Angelico, Carpaccio, Del Piombo, Caravaggio, Hals, Tiepolo. Sembra che l’acquisto di tanti capolavori sia stata possibile per la grande disponibilità sul mercato di opere d'arte a seguito del crack del 1929 e alla difficile situazione economica nell'Europa tra le due guerre. Molte famiglie aristocratiche (come i Barberini o la famiglia Spencer) e magnati americani (come J.P. Morgan Jr) furono costretti a vendere i loro quadri più preziosi e i Thyssen-Bornemisza ne approfittarono per acquistarli a prezzi vantaggiosi. Va tuttavia smentita la diceria secondo cui la formazione della collezione si sia avvantaggiata per una presunta contiguità con il regime hitleriano: i Thyssen-Bornemisza non risiedettero mai in Germania bensì in Ungheria, Olanda e Svizzera. La confusione deriva dall’esistenza di un altro ramo della famiglia (Fritz Thyssen), alieno ai Bornemisza, che nelle sue attività industriali appoggiò effettivamente Hitler ai suoi inizi.

La collezione crebbe con tanta rapidità da meritare, già nel 1930, una esposizione alla Neue Pinakothek di Monaco di Baviera con il titolo Sammlung Schloß Rohoncz ("Collezione del castello Rohoncz", in riferimento all’antico castello ungherese della famiglia). Questa mostra con più di 400 opere sorprese i critici che non immaginavano che tanti capolavori fossero posseduti da una sola persona: il barone aveva infatti l'abitudine di acquistare tramite intermediari e di non far trapelare l’identità del compratore.

Nel 1932 il barone Heinrich acquistò Villa Favorita, una casa del XVII secolo sulle rive del lago di Lugano, in Svizzera, che divenne la sua residenza abituale, e costruì nei giardini un padiglione con diciotto sale per esporre la collezione. Il museo privato fu inaugurato nel 1936, ma chiuso allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale per riaprire poi dieci anni dopo. Alla sua morte, nel 1947, il primo barone aveva raccolto 525 opere e aveva sperato di affidarle ad una fondazione che se ne prendesse cura: ma tre dei quattro figli impugnarono il testamento e ottennero che la collezione fosse divisa tra loro.

Il secondo barone: antichi e moderni

Il secondo barone, Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza (1921-2002), proseguì l’attività della famiglia in campo artistico, collezionando antichi maestri europei ma soprattutto pittura impressionista e moderna, sino ad allora esclusa dal padre che aveva gusti più tradizionalisti. Il primo obiettivo del nuovo barone fu riunificare la collezione paterna, ricomprando le opere dai suoi fratelli; l’attività durò decenni, e nel 1986-88 recuperò la Madonna dell'Umiltà di Fra Angelico, la Ninfa alla fonte di Lucas Cranach e il Giardino dell'Eden di Jan Brueghel il Vecchio..

Alle opere ereditate o recuperate dal barone si aggiunsero a partire dal 1956 molti capolavori antichi e moderni, da Petrus Christus, Antonello da Messina, Palma il Vecchio e El Greco, fino a Vincent van Gogh, Pablo Picasso, Jackson Pollock e Tom Wesselmann. Questa intensa attività di acquisto arrivò a contare cento opere in un solo anno; oltre ai quadri, furono raccolti disegni, sculture, pezzi in avorio, oggetti d'argenteria, mobili, tappeti e arazzi. La collezione Thyssen-Bornemisza era forse tra le collezioni private più importanti al mondo, ma la sua formazione e le dispute ereditarie non ne garantivano la continuità. Il barone confessava all’inizio degli anni '80 di essere preoccupato per il futuro della collezione.

Nel 1985 Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza sposò l'attrice e modella Carmen Cervera, notissima in Spagna e che condivideva con lui la passione per l'arte: si occupavano insieme delle acquisizioni e delle mostre, e l'influenza di Carmen si rivelò decisiva per il futuro della collezione. Dopo il matrimonio infatti la visibilità della coppia in Spagna era molto alta, e quando il barone dovette decidere sulla destinazione finale delle opere considerò Madrid tra le opzioni più interessanti.

Lugano

Ancora a quell'epoca la collezione del barone era ripartita tra diverse residenze in vari paesi. Progettava di riunirle in una istituzione stabile, ampliando per questo la galleria di Villa Favorita, che esponeva "solo" trecento opere antiche. Il progetto preliminare, affidato all'architetto James Stirling, risultava molto costoso e le autorità svizzere non erano disponibili a sostenere economicamente il progetto. Oltretutto Lugano non era considerata la sede ideale per un grande museo con alti costi fissi, data la sua posizione piuttosto marginale. Iniziò allora una sapiente campagna di «seduzione» per raccogliere proposte e scegliere la più favorevole.

Una collezione in viaggio

La Collezione Thyssen-Bornemisza godeva già allora di un notevole prestigio tra gli esperti, e i suoi capolavori partecipavano a molte esposizioni importanti. Nel 1961 era stata organizzata una mostra antologica alla National Gallery. Il barone incrementava la conoscenza e il valore dei suoi capolavori publicando lussuose edizioni e cataloghi. Negli anni '80 Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza aumentò ancora la conoscenza della collezione prestando opere a musei europei e americani, e collaborò anche con l'Unione Sovietica negli anni della Perestroika, scambiando opere con l'Hermitage e il Puškin. Una mostra di opere di Thyssen-Bornemisza viaggiò in sette città statunitensi, una selezione di opere antiche giunse a Parigi nel 1982 e a San Pietroburgo nel 1987, mentre una selezione delle opere moderne fu esposta alla Royal Academy di Londra, al Metropolitan Museum di New York e a Palazzo Pitti. Infine in Spagna l'Accademia di San Fernando e la Biblioteca Nazionale di Spagna esposero 50 opere antiche e 117 moderne nel 1986 e 1987.

Offerte e negoziazioni

La notizia che il barone era disponibile a “cedere” i suoi quadri circolò rapidamente e stimolò offerte più o meno ufficiali. Bonn e Londra manifestarono interesse, Parigi propose come sede il Petit Palais, si parlò di offerte dal Giappone e si diceva che la Fondazione Getty di Los Angeles offrisse la favolosa cifra di 300 000 milioni di pesetas per Villa Favorita e il suo contenuto, con l'obiettivo di farne la sede europea del museo. Perfino il parco Disneyworld di Orlando (Florida) si interessò alla collezione.

Gli esperti consideravano la collezione la più importante al mondo in mani private, a livello della Royal Collection britannica, ed era decisamente insolito che fosse in cerca di una sede. Per le città interessate si trattava di un’occasione unica per arricchire il loro patrimonio, assicurandosi in un solo colpo una serie impressionante di opere di altissimo valore e un museo di valore turistico internazionale. Per la Spagna in particolare l'interesse era ancor più forte dato che molti degli artisti compresi nel suo catalogo erano scarsamente presenti nelle collezioni nazionali, e le opere di alcuni (come Jan van Eyck e Holbein) non erano ormai più presenti sul mercato.

D'altra parte, le condizioni poste dal barone non erano solo economiche: la collezione doveva restare unita in un museo proprio e conservare il nome e il carattere di collezione familiare. Ciò impediva, ad esempio, una ipotetica fusione con il Prado ed escludeva anche l'offerta milionaria del Museo J. Paul Getty, che voleva semplicemente aggiungere le opere alle proprie. Per di più il barone rifiurava qualsiasi accordo con il museo californiano con il quale si era spesso trovato a competere per le stesse opere nelle aste pubbliche: avrebbe considerato una umiliazione cedere loro le sue opere dopo averle vinte.

L'accordo con la Spagna

Grazie al suo matrimonio con Carmen Cervera il barone Thyssen-Bornemisza intensificò i suoi rapporti con la Spagna; questo aiuta a spiegare perché il governo di Felipe González si rivolse a lui nel 1986, paradossalmente in merito a un'opera che non faceva parte della sua collezione, ovvero La marchesa di Santa Cruz di Goya che era stata esportata illegalmente e per la quale il Ministero della cultura cercava finanziatori per riacquistarla: quando il Ministero si rivolse al barone, questi inaspettatamente si disse non disposto a finanziare l’acquisto dell’opera, ma (anche su iniziativa della moglie) propose che la Spagna ospitasse la sua pinacoteca familiare.

Dopo un anno di trattative riservate, il governo spagnolo ottenne la cessione della collezione offrendo come sede del museo il Palazzo di Villahermosa a Madrid, un edificio storico nei pressi del Museo del Prado con vista sulla Plaza de Neptuno che garantiva un'importante affluenza di pubblico e una visibilità internazionale. L'accordo prevedeva che un gruppo di opere fosse esposto nel monastero di Pedralbes a Barcellona, a seguito di un patto siglato due anni prima tra il barone e il sindaco della città catalana.

L'accordo tra il barone Thyssen-Bornemisza e il governo spagnolo dell'aprile 1988 era molto singolare e fu ampiamente commentato dalla stampa internazionale. Prevedeva infatti il prestito di un'ampia selezione di opere, in regime di affitto (cinque milioni di dollari l’anno) per un periodo massimo di nove anni e mezzo. Il termine non era casuale: in Spagna le opere d’arte vengono registrate come beni di interesse culturale se restano nel Paese per dieci anni. In questo caso ne è vietata la successiva esportazione. I Thyssen-Bornemisza si riservavano così la possibilità di riportare i quadri in Svizzera se non fossero stati soddisfatti della nuova situazione. La premier britannica Margaret Thatcher considerò l'accordo spagnolo una sconfitta in campo culturale, dato che sperava di portare la collezione a Londra nell’area di Canary Wharf, antica zona portuale in via di ristrutturazione.

Il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid aprì al pubblico nell’ottobre 1992. Dopo soli otto mesi, verificata l'idoneità della nuova sistemazione, l'accordo di affitto fu superato con la vendita al Governo spagnolo nel giugno 1993 della parte principale della collezione: 775 pezzi compresi i più importanti (definiti "nucleo indivisibile") al prezzo di 350 milioni di dollari. La somma elevata provocò discussioni alla Camera dei Deputati spagnola, benché il valore della collezione fosse stimato da Sotheby's nell'ordine di 2 miliardi di dollari; contrariamente a quanto molti credevano, quindi, l'obiettivo del barone non era il profitto, che sarebbe stato assai maggiore vendendo separatamente le opere. Il suo desiderio, come spiegò all’epoca, era di mantenere unita la collezione, tanto che divise il ricavato tra i suoi eredi per prevenire ogni possibile controversia o pretesa successiva. La famiglia cedette in deposito al museo anche varie opere rimaste di sua proprietà, come il San Sebastiano del Bernini.

Nel 2004 il museo fu ampliato in un edificio contiguo: al piano terreno si organizzano mostre temporanee, mentre il primo piano ospita le 250 opere della Collezione Carmen Thyssen-Bornemisza, che non fanno parte di quelle cedute allo Stato, ma costituiscono un deposito temporaneo.

Nel 2017 il Ministero della Cultura ha aggiunto la qualifica di “Nacional” alla denominazione del museo, equiparandolo al vicino Museo del Prado e al Museo Reina Sofia. La baronessa Thyssen-Bornemisza ha firmato il 29 gennaio 2021 un accordo con il ministro della cultura Josè Manuel Rodriguez Uribes per cedere per quindici anni 427 opere per sei milioni di euro l’anno.

Percorso espositivo

Il tardo-settecentesco Palazzo di Villahermosa fu trasformato in sede di una banca dopo i pesanti interventi dei primi del Novecento; grazie al ripristino progettato dall'architetto Rafael Moneo, l'edificio ha ritrovato splendore e una funzione nobile, dal momento che ospita circa 800 opere della collezione (altre 80 sono esposte nel MNAC a Barcellona). Rastrellando i mercati internazionali per una settantina d'anni, i baroni Thyssen-Bornemisza hanno messo insieme una delle maggiori raccolte private del mondo, acquisita dallo Stato nel 1993 e qui presentata su tre piani, con inizio del percorso al secondo piano.

Dopo il Cristo e la Samaritana di Duccio di Buoninsegna, il Dittico dell'Annunciazione di Jan van Eyck e una Madonna col Bambino (cosiddetta Madonna dell'albero secco) di Petrus Christus, ha inizio una straordinaria serie di ritratti: il Ritratto di Giovanna Tornabuoni di Domenico Ghirlandaio, Giovane in preghiera di Hans Memling, Uomo di Antonello da Messina, Enrico VIII di Hans Holbein il Giovane, Caterina d'Aragona di Juan de Flandes, Giovane cavaliere sullo sfondo di un paesaggio di Vittore Carpaccio, Giovane di Raffaello, Il doge Francesco Venier di Tiziano, Donna di Hans Baldung. Tra le molte opere di Lucas Cranach il vecchio spicca la Ninfa della fonte. Quindi Gesù tra i dottori di Albrecht Dürer, Riposo dalla fuga in Egitto di Joachim Patinir, San Gerolamo nel deserto di Tiziano; un gruppo di opere di El Greco, Santa Caterina d'Alessandria (una delle prime prove di Caravaggio), seguita dalla Pietà dello Spagnoletto e dal San Sebastiano, scultura di Gian Lorenzo Bernini. Seguono la Madonna col Bambino, di Bartolomé Murillo; La morte di Giacinto, di Giambattista Tiepolo; i vedutisti Canaletto, Bellotto e Francesco Guardi; Venere e Cupido, di Peter Paul Rubens; Ritratto di Jacques Le Roy, di Antoon van Dyck; Autoritratto, di Rembrandt; Uomo che legge, di Gerard ter Borch.

Al primo piano, la Famiglia davanti a un paesaggio, di Frans Hals, è seguita dalla pittura sette-ottocentesca: Watteau, Lancret, Boucher, Fragonard, Chardin, Robert, Delacroix, Goya (Ritratto di Asensio Julià), Thomas Gainsborough, Lawrence, Corot, Courbet. Ben rappresentati impressionismo e post-impressionismo: Edgar Degas (Ballerina che dondola), Édouard Manet (Amazzone), Claude Monet, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Vincent van Gogh (Les Vessenots a Auvers), Paul Gauguin (Mata Mua), Paul Cézanne (Contadino), Pierre Bonnard; seguono la pittura fauves, Edvard Munch (Tramonto con Laura), espressionismo e la Neue Sachlichkeit (Ernst Ludwig Kirchner, Max Beckmann, Mercato dei cavalli, di Max Pechstein; Metropolis, di George Grosz). Infine, il pianterreno è dedicato in parte alle avanguardie storiche dal futurismo al cubismo (Vasilij Kandinskij, Gino Severini, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Umberto Boccioni, Piet Mondrian, Juan Gris, Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger) sia alle esperienze postbelliche della pittura nordamericana e inglese, dall'espressionismo astratto alla Pop art: Jackson Pollock, Mark Rothko, Francis Bacon, Lucian Freud, Edward Hopper, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Tom Wesselmann, David Hockney.

Opere principali

Canaletto

Piazza San Marco verso la Basilica, prima 1723

Giambattista Pittoni

Riposo durante la fuga in Egitto, ca. 1725-26

Sacrificio di Polissena, ca. 1730

Caravaggio

Santa Caterina d'Alessandria, 1597

Vittore Carpaccio

Ritratto di cavaliere, 1510

Bramantino

Cristo dolente, 1490 circa

Correggio

Ritratto di scolaro, 1525 circa

Albrecht Dürer

Cristo dodicenne tra i dottori, 1506

Domenico Ghirlandaio

Ritratto di Giovanna Tornabuoni, 1488

Giovanni Bellini

Nunc dimittis, 1505-1510

El Greco

Annunciazione, dal 1575 al 1576

Giambattista Tiepolo

Morte di Giacinto, 1752-1753

Tiziano

Madonna col Bambino, 1528 circa

Mattia Preti

Il Concerto, 1630-1640

Paolo Uccello

Crocifissione, 1457-1458 circa

Vincent van Gogh

Paesaggio al tramonto, 1885

Jan van Eyck

Annunciazione, 1440 circa

Edward Hopper

Ragazza alla macchina da cucire, 1921

Il mio tetto (My roof), 1928

Stanza d'albergo (Hotel room), 1931

Martha Mac Keen, 1944

Jacopo Palma il Vecchio

La Bella, 1528

Anno: 1992

Informazioni pratiche

Indirizzo
Paseo del Prado 8
Orari
Tu-Su 10:00-19:00; Mo 12:00-16:00
Telefono
+34 902760511
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.museothyssen.org

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Parco del Retiro

Parco · Madrid

Parco del Retiro

Il parco del Retiro (da non confondersi con i giardini del Buon Ritiro) è un parco di Madrid che si estende per 118 ettari e rappresenta uno dei principali luoghi di interesse della capitale spagnola.

Dal 2021 forma parte dei beni dichiarati Patrimonio mondiale dell'umanità, insieme al Paseo del Prado a formare il Paisaje de la Luz.

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Storia

I giardini, così come il palazzo Reale del Buon Ritiro, furono progettati e realizzati nel decennio dal 1630 al 1640, allorché il conte-duca di Olivares Gaspar de Guzmán y Pimentel donò al re Filippo IV alcuni terreni affinché fosse creato uno spazio per gli ozi di corte, in prossimità del Monastero de los Jerónimos.

L'area originale del parco era di 145 ettari e la collocazione era nelle immediate vicinanze del nucleo urbano di Madrid.

Sotto la direzione degli architetti Giovanni Battista Crescenzi e Alonso Carbonel furono costruiti diversi edifici, fra i quali il Teatro del Buen Retiro (dove furono rappresentate numerose rappresentazioni dei grandi autori spagnoli del Siglo de Oro come Pedro Calderón de la Barca e Lope de Vega), il Casón del Buen Retiro (l'antico salone da ballo), il Museo del Esercito.

I giardini furono realizzati allo stesso tempo degli edifici. Vi lavorò, fra gli altri Cosimo Lotti, scenografo del Granduca di Toscana; fu progettata una grande gabbia per l'esibizione degli animali feroci e una voliera per accogliere gli uccelli esotici. Il grande laghetto e lo Stagno delle Campanule furono costruiti in quest'epoca.

Alle prime realizzazioni sono state apportate molte modifiche, non sempre pianificate, che hanno cambiato la fisionomia del giardino, come il parterre disegnato durante il regno di Filippo V, la Fabbrica reale di porcellana del Buen Retiro, costruita ai tempi di Carlo III e l'osservatorio astronomico, opera di Juan de Villanueva. Il re Carlo III permise ai cittadini di accedere al parco, purché fossero puliti e ben vestiti.

Durante l'invasione francese, nel 1808, i giardini furono utilizzati come fortificazione dalle truppe napoleoniche, e subirono gravi danni. Il Palazzo Reale del Buon Ritiro, andò distrutto.

Dopo la Guerra d'indipendenza spagnola Ferdinando VII iniziò la sua ricostruzione e aprì una parte del parco al pubblico, come già aveva fatto Carlo III. Il monarca si riservò una zona, compresa tra la calle de O'Donnell e calle Menéndez Pelayo, dove fece costruire una serie di edifici, seguendo lo stile paesaggistico dell'epoca; tutt'oggi sono conservate la Casa del pescatore e il monte artificiale.

Dopo la rivoluzione del 1868 i giardini divennero proprietà municipale e furono definitivamente aperti al pubblico. In questo periodo furono aggiunte la Fontana delle Tartarughe, la Fontana del Carciofo e la Fontana dell'Angelo caduto, opera di Ricardo Bellver e furono edificati il Palazzo di Cristallo e il Palazzo di Velázquez, opera di Ricardo Velázquez Bosco.

Le ultime opere di sistemazione dei giardini furono portate a termine da Cecilio Rodríguez, che disegnò La Rosaleda e le aiuole che portano il suo nome.

Punti di interesse
Porta di Spagna

La Porta di Spagna (Puerta de España) (1893) è opera dell'architetto José Urioste y Velada (1850–1909). La Porta di Spagna permette di accedere al parco dalla via Alfonso XII e, percorrendo il Paseo de la Argentina si raggiunge il laghetto principale.

La Rosaleda

La Rosaleda (il roseto) fu progettata e realizzata nel 1915 dal giardiniere maggiore e direttore del Dipartimento dei Parchi e Giardini del Comune di Madrid, Cecilio Rodríguez. L'idea gli fu suggerita dall'allora sindaco Carlos Prats, per copiare la moda dei roseti presenti nei parchi di altre città europee.

Il roseto di Bagatelle, ubicato nel Bois de Boulogne di Parigi e realizzato da Jean-Claude Nicolas Forestier, fu scelto come modello da imitare. Rodríguez viaggiò a Parigi per studiarla, ma durante il soggiorno scoppiò la prima guerra mondiale e i lavori subirono i ritardi dovuti alle difficoltà connesse con il rientro in patria del giardiniere.

La Rosaleda fu realizzata con pianta ellittica; fu utilizzata una grande varietà di rose, portate dai principali giardini d'Europa. Durante la Guerra Civile Spagnola i roseti andarono completamente distrutti. Nel 1941 furono piantate 4.000 nuove rose. Nonostante la sua bellezza non fu seguito alcun criterio botanico e le diverse varietà di rose risultavano essere mescolate. Per rimediare a questa carenza, il 24 maggio 1956 fu inaugurato un nuovo roseto nel Parque del Oeste, realizzato questa volta secondo un rigoroso criterio botanico.

Altri punti di interesse

Anno: 1680

Informazioni pratiche

Orari
Oct-Mar: 06:00-22:00; Apr-Sep: 06:00-24:00
Come arrivare
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Puerta del Sol

Piazza · Madrid

Puerta del Sol

La Puerta del Sol è una piazza pubblica di Madrid, una delle più note e frequentate della città.

È il centro della rete radiale delle strade spagnole. La piazza ospita il famoso orologio le cui campane scandiscono la tradizionale usanza di mangiare i dodici chicchi d’uva e segnano l’inizio del nuovo anno. La celebrazione di Capodanno viene trasmessa in diretta dal 31 dicembre 1962 dalle principali reti radiofoniche e televisive, tra cui Atresmedia e RTVE.

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Storia

La Puerta del Sol ebbe origine come una delle porte della cinta muraria che circondava Madrid nel XV secolo. Al di fuori della muraglia, crebbero sobborghi medievali intorno alla muralla cristiana del XII secolo. Il nome derivava dal sole nascente che decorava l’ingresso, poiché la porta era orientata a est.

Tra XVII e XIX secolo l’area fu un importante luogo d’incontro: era la meta dei corrieri provenienti dall’estero e da altre parti della Spagna diretti all’Ufficio Postale, e frequentata da chi era in cerca di notizie. Le scale della chiesa di San Filippo, sulla piazza, erano note come Gradas de San Felipe e costituivano uno dei principali mentideros de la Corte, termine che letteralmente può sembrare "diffusori di bugie della Corte", ma che deriva dal verbo mentar ("parlare di qualcuno"), quindi più propriamente "luoghi della città dove si sparla e si pettegola".

La Casa de Correos fu costruita dall’architetto francese Jacques Marquet tra il 1766 e il 1768. L’edificio fu sede del Ministero dell’Interno e della Sicurezza dello Stato durante la Spagna franchista; oggi ospita la Presidenza della Comunità autonoma di Madrid.

La Puerta del Sol ha visto proteste contro gli attentati di Madrid del 2004 e contro il coinvolgimento spagnolo nella guerra in Iraq. Nel 2011 la piazza divenne simbolo del Movimento 15-M e delle proteste contro l’austerità, con accampamenti iniziati il 15 maggio 2011 in piena campagna elettorale. Le manifestazioni si estesero a oltre sessanta città spagnole. Dal 12 giugno 2011 la piazza ospitò una struttura a cupola fatta di pallet, punto informativo del movimento, che rimase fino all’alba del 2 agosto, quando la polizia nazionale la sgomberò.

Un tempo punto di convergenza delle sei principali strade radiali di Spagna, nel 2020 la piazza è stata pedonalizzata e chiusa al traffico, con eccezioni per rifornimenti ai negozi, servizi di emergenza e campagne di donazione del sangue.

Altri eventi

Durante il Capodanno 2018-2019, per la prima volta nella storia, l’orologio della Puerta del Sol scandì le campane secondo l’orario delle Isole Canarie. Dopo i dodici rintocchi di mezzanotte, si riportò indietro di un’ora per adeguarsi all’arcipelago e ripeté le campane.

Edifici e monumenti

La Puerta del Sol ospita diversi luoghi simbolici della città e della Spagna. Sul lato sud, l’antico Ufficio Postale fu sede del Ministero dell’Interno e della Sicurezza dello Stato durante il franchismo. I sotterranei della Dirección General de Seguridad erano tristemente noti come luogo di tortura per i prigionieri politici. Oggi l’edificio è sede del Presidente della Comunità di Madrid. Due targhe commemorative sono poste sulla facciata: una ricorda i madrileni che insorsero il 2 maggio 1808 contro l’invasione napoleonica; l’altra è dedicata alle vittime degli attentati del 2004.

Nel 2020 è stata aggiunta una targa per le vittime della pandemia di COVID-19 in Spagna.

Sempre sul lato sud si trova la statua equestre di Carlo III di Spagna, soprannominato el rey alcalde ("il re sindaco") per le grandi opere pubbliche da lui promosse. Il celebre cartello luminoso di Tío Pepe campeggiò a lungo sull’edificio orientale tra Calle de Alcalá e Carrera de San Jerónimo (oggi sede di Apple Store), e ora è collocato sopra l’ex Hotel París. Sul lato est si trova anche la statua dell'orso e il corbezzolo (el Oso y el Madroño), simbolo araldico di Madrid. La Mariblanca (figura femminile di marmo bianco, forse una Venere) è una copia di una statua che un tempo ornava una fontana della piazza.

Il chilometro zero è una placca incastonata nel suolo a nord della Casa de Correos, centro simbolico della Spagna e punto da cui si misurano le distanze del sistema stradale.

Ubicazione

La piazza si trova nel cuore di Madrid. Il Km 0 fu stabilito nel 1857, segnando l’inizio delle sei grandi strade radiali:

N-I verso Irún (Francia), passando per Burgos

N-II verso La Jonquera (Francia), passando per Saragozza e Barcellona

N-III verso Valencia

N-IV verso Cordova, Siviglia e Cadice

N-V verso Badajoz (Portogallo)

N-VI verso A Coruña

La targa originale, ormai consunta, fu sostituita nel 2009. Da essa derivano anche i numeri civici di Madrid, che iniziano dal lato più vicino alla Puerta del Sol.

Subito a sud-ovest si trova la Plaza Mayor; più a ovest il Palacio Real; a est il Congreso de los Diputados e il distretto dei musei; a sud-est la stazione ferroviaria Madrid Atocha.

Sotto la piazza si trova un nodo della metropolitana di Madrid (linee 1, 2 e 3) e la stazione ferroviaria Cercanías, inaugurata il 27 giugno 2009 con quattro anni di ritardo, anche a causa del ritrovamento della chiesa di Nuestra Señora del Buen Suceso durante gli scavi. La stazione collega la Puerta al sistema ferroviario metropolitano e nazionale, con connessioni dirette ad Atocha e Chamartín.

La zona circostante è principalmente commerciale e turistica, con grandi magazzini El Corte Inglés, la pasticceria La Mallorquina e numerosi locali. La vita notturna si protrae fino all’alba, con bar e discoteche che aprono spesso dopo l’una. Comune è anche la musica di strada.

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Museo archeologico nazionale di Spagna

Museo archeologico · Madrid

Museo archeologico nazionale di Spagna

Il Museo archeologico nazionale di Spagna (in castigliano Museo arqueológico nacional de España) è stato fondato da Filippo III ed è situato a Madrid, nell'edificio che si riferisce al Palacio de bibliotecas y museos, insieme alla Biblioteca nazionale. Il Museo mostra pezzi dalla Preistoria al XIX secolo. Conserva reperti egizi, greci e romani, arte medievale, repliche dei dipinti delle caverne e opere iberiche.

== Lista delle opere più celebri esposte nel museo ==

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Bicha de Balazote

Centauro di Royos

Dama di Elche

Dama di Baza

Dama di Galera

Dama di Ibiza

Dama del Cerro de los Santos

Piatti di Axtroki

Pyxis di Zamora

Sirena di Canosa

Sfinge di El Salobral

Sfinge di Agost

Statua di Livia Drusilla

Tesoro di Abengibre

Tesoro di Aliseda

Tesoro di Guarrazar

Tori di Costitx

Toro di Azaila

Toro di Osuna

Vaso con albero della vita

Vergine in trono e angeli musicali

Galleria d'immagini

Anno: 1867

Informazioni pratiche

Indirizzo
Calle de Serrano 13
Orari
Mo off; Tu-Sa 09:30-20:00; Su 09:30-15:00; PH 09:30-15:00; Jan 01,06,May 01,Dec 24,25,31 off
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+34 915 77 79 12
Come arrivare
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Sito ufficiale
man.mcu.es

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Palazzo della Moncloa

Palazzo · Madrid

Palazzo della Moncloa

Il Palazzo della Moncloa è un edificio storico di Madrid, che si trova nell'omonimo quartiere, che, dal 1977, ospita la sede della Presidenza del Governo del Regno di Spagna e la residenza ufficiale del Presidente e della sua famiglia.

Anno: 1955

Informazioni pratiche

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Palazzo della Zarzuela

Residenza reale · Madrid

Palazzo della Zarzuela

Il Palazzo della Zarzuela è la residenza privata del re di Spagna a Madrid.

== Il nome della Zarzuela ==

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Probabilmente il nome zarzuela deriva dall'abbondante presenza di rovi di more (in lingua spagnola "mora" si dice zarza).

Altre ipotesi riguardano il fatto che nella zona si celebrarono le prime recite con musica, in una sorta di inconsapevole anticipazione di ciò che in Italia sarebbe stata definita opera. L'operetta spagnola fu chiamata così zarzuela, a causa del luogo in cui essa fu dapprima elaborata e celebrata.

L'"Ippodromo de la Zarzuela", costruito nel XX secolo, deve il suo nome alla vicinanza del Palazzo. Nel 1856 si inaugurò inoltre il "Teatro de la Zarzuela", che prese il nome dalla suddetta forma musicale.

Il Palazzo

Anche se la residenza ufficiale è il Palazzo reale di Madrid, la Zarzuela è l'edificio dove risiedono il re e la regina. Esso si trova alla periferia di Madrid, a nord-ovest del centro, all'interno del Monte de El Pardo. Juan Carlos e sua moglie Sofia di Grecia risiedevano nel palazzo. Filippo VI e sua moglie Letizia, insieme alle loro figlie, risiedono invece nel Padiglione del Principe, una palazzina fatta costruire nella tenuta della Zarzuela dallo stesso re quando era ancora principe delle Asturie, da qui il nome, come sua residenza privata, essendo il palazzo della Zarzuela troppo piccolo per tutti i membri della famiglia.

Nel XVII secolo Filippo IV di Spagna ordinò la costruzione di un piccolo palazzo in un luogo chiamato "La Zarzuela", nei pressi di Madrid. Esso era costituito da un edificio rettangolare, con tetto in ardesia e due arcate laterali. Carlo IV modificò l'edificio per adeguarlo al gusto del XVIII secolo e lo adornò con tappezzerie e porcellane, oltre che con mobili e una magnifica collezione di orologi.

Anno: 1627

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
www.casareal.es

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Puerta de Alcalá

Porta cittadina · Madrid

Puerta de Alcalá

La Puerta de Alcalá è uno dei monumenti più significativi di Madrid, Spagna assieme alla vicina fuente de Cibeles. La costruzione fu ordinata dal re Carlo III e fu messa in opera dall'architetto Francesco Sabatini. Si trova nella Plaza de la Independencia, all'incrocio delle vie Alcalá, Alfonso XII, Serrano e Salustiano Olózaga e assieme alla Puerta de España, entrata principale al Parco del Retiro. Come la via nella quale si trova, il monumento porta questo nome per trovarsi sulla strada che conduceva alla località di Alcalá de Henares.

== Storia ==

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La Porta antica

Anteriormente all'attuale esisteva un'altra Puerta de Alcalá. Era costruita in mattoni e si trovava un po' più ad ovest, all'altezza dell'attuale calle de Alfonso XI. Fu costruita nel 1599 in occasione dell'arrivo in città di Margherita d'Austria, sposa del re Felipe III.

La porta aveva un arco centrale e due laterali più piccoli. Sopra quello centrale vi era un'altra piccola arcata, nella quale si trovava una statua in pietra di Nuestra Señora de las Mercedes. Sopra gli archi laterali stavano le statue di San Pietro Nolasco e della beata Maria Anna di Gesù. Fu demolita nel 1764 per ampliare la calle de Alcalá con terreni presi a quello che attualmente è il Parco del Retiro, allora appartenenti al palacio del Buen Retiro.

Questa porta, che serviva di accesso alla città dalla strada reale di Aragona e Catalogna, era una delle cinque principali della città, assieme alle porte di Toledo, Segovia, Bilbao e Atocha.

La Porta attuale

Dopo la sua entrata a Madrid, il 9 dicembre 1759, attraverso l'antica Porta, che non era di suo gradimento, Carlos III decise di demolirla e di costruirne una nuova, progetto che si trovava tra i suoi piani di miglioramento della città. Si convertì così nell'entrata principale della città e in uno dei monumenti più rappresentativi del suo regno, asse delle riforme che portò a termine in tutta la zona est della città: il Reale Giardino Botanico, il Paseo del Prado, le fontane di Cibele e Nettuno, ecc.

Per la costruzione della nuova Porta vennero presentati diversi progetti, tra i quali cinque di Ventura Rodríguez e uno di José de Hermosilla, sebbene alla fine venne scelto quello di Sabatini, di stile neoclassico e settanta piedi di altezza. Il progetto originale offriva due soluzioni distinte, uno con pilastri e l'altro con colonne addossate. Vennero fusi entrambi in uno solo e per questo le facciate sono distinte.

Venne inaugurata nel 1778, non come monumento, ma come autentica porta, dato che da entrambi i lati continuava ad esistere la cinta muraria che delimitava la città ad est e che sarebbe rimasta in piedi fino al 1869, anno in cui venne rimodellata la piazza.

Descrizione

La Porta, costruita in granito, ha cinque campate: tre con archi a tutto sesto, con chiavi a forma di testa di leone, e due laterali con arco dentellato, con alcune coppie di cornucopie intagliate su di essi da Roberto Michel. Queste campate disponevano in origine di inferriate che venivano chiuse tutti i giorni al tramonto.

La facciata esterna, quella che guarda ad est, presenta dieci colonne di granito addossate. Nell'interna, quella che guarda verso il centro della città, si sostituiscono le sei esterne per pilastri e solo due coppie assieme all'arco centrale continuano ad essere colonne. Tutte loro appoggiano su basamenti. I capitelli sono di ordine ionico e su di essi appoggia una cornice.

Sulla campata centrale, da ambo le parti, figura un'iscrizione latina: Rege Carolo III. Anno MDCCLXXVIII ("reggente Carlo III. Anno 1778"). Sull'iscrizione esterna figura uno scudo sostenuto da Fama e da Genio. Da ambo le parti, quattro sculture di bambini.

Nella facciata interna, sopra gli archi laterali, figurano le quattro virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza. Tutti questi motivi ornamentali furono scolpiti in pietra calcarea di Colmenar, come le cornucopie, da Francisco Gutiérrez Arribas e dal suo stile più barocco, che contrasta con il resto dell'architettura.

Avvenimenti storici

In quanto uno dei monumenti più rappresentativi e importanti della città, la Puerta de Alcalá è servita come supporto per ogni tipo di manifestazione politica e artistica e nelle sue vicinanze sono avvenuti numerosi fatti storici:

Nel 1823 la Puerta de Alcalá ricevette l'impatto di vari proiettili durante l'intervento dell'esercito francese in appoggio di Ferdinando VII. Gli effetti possono ancora essere osservati.

Il 30 luglio 1854, il conte di Vistahermosa attraversò la Porta proveniente da Vicálvaro, dove era stato sconfitto, portando come trofeo una lancia del nemico, cosicché fu soprannominato dai madrileni “Longino”, come il soldato romano del quale si dice che attraversò con la sua lancia il costato di Cristo.

L'8 marzo 1921, il Presidente del Consiglio dei ministri, Eduardo Dato, che usciva dal Senato e viaggiava in macchina, fu assassinato da un uomo a bordo di una motocicletta che sparò vari proiettili.

Foto dei dettagli

Facciata ovest:

Facciata est:

Anno: 1769 · Autore: Francesco Sabatini

Informazioni pratiche

Indirizzo
Plaza de la Independencia
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Real Jardín Botánico de Madrid

Parco · Madrid

Real Jardín Botánico de Madrid

Il Real Jardín Botánico de Madrid è un orto botanico ubicato in Plaza de Murillo, nelle vicinanze del Museo del Prado a Madrid.

== Storia ==

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Il giardino venne fondato il 17 ottobre 1755, per volere di Ferdinando VI, e ubicato nell'Orchard di Migas Calientes, vicino all'odierna Puerta de Hierro, sulle rive del Manzanarre. Conteneva più di 2000 piante raccolte da José Quer y Martínez, botanico e medico.

Nel 1774 Re Carlo III ordinò il suo trasferimento nel sito attuale del Paseo del Prado, affidandone la progettazione agli architetti Francesco Sabatini e Juan de Villanueva che organizzarono il giardino in tre terrazze a più livelli, sistemando le piante secondo il metodo di Linneo. Questo nuovo sito fu inaugurato nel 1781. La sua missione non era solo quella di esporre le piante, ma anche di insegnare la botanica, promuovere spedizioni per la scoperta di nuove specie di piante e di classificarle.

L'erbario è il più grande in Spagna, con oltre un milione di esemplari.

Il giardino venne ampliato con l'inserimento di 10000 piante portate in Spagna da Alessandro Malaspina nel 1794. Nel corso della guerra d'indipendenza spagnola del 1808 il giardino venne abbandonato, ma nel 1857 il suo direttore Mariano de la Paz Graëlls y de la Aguera lo dotò di una nuova serra e sistemò la terrazza superiore. Sotto la sua direzione venne creato anche uno zoo successivamente spostato nel Parque del Buen Retiro. Fra il 1880 ed il 1890 il giardino subì delle perdite, prima per la costruzione del Ministero dell'Agricoltura, nel 1882, e quindi, nel 1886, quando perse 565 alberi a seguito di un ciclone.

Pubblicazioni scientifiche

Annali del Giardino Botanico di Madrid

Questa è la rivista pubblicata dal Giardino Botanico, che pubblica documenti sulla tassonomia vegetale e sistematica, sui funghi e campi correlati, quali biogeografia, bioinformatica, conservazione, ecofisiologia, filogenesi, filogeografia, floreale, morfologia funzionale, nomenclatura e relazioni fra vegetali-animali, comprese le opere di sintesi e revisione. La rivista invia le informazioni sulle nuove specie pubblicate da inserire nelle banche dati W3TROPICOS (piante vascolari, briofite), Indice internazionale dei nomi delle piante o Index Fungorum.

Flora Iberica

Pubblicazione della ricerca tassonomica sulle piante vascolari che crescono spontaneamente nella penisola iberica e le isole Baleari pubblicato in 21 volumi.

Flora Iberica Mycologica

Si tratta di una serie aperiodica, pubblicata con numerazione progressiva, di monografie che non seguono un ordine predefinito sistematico. L'opera si presenta in due colonne, con testi in spagnolo e in inglese. Porta chiavi di identificazione, descrizione, distribuzione, commenti e informazioni bibliografiche. La maggior parte delle specie sono accompagnate da un'illustrazione (disegni a inchiostro in bianco e nero).

Flora Huayaquilensis

Si tratta di un grande gruppo di documenti che descrivono le spedizioni di Juan José Tafalla Navascués, uno spagnolo fra i primi a viaggiare in Sud America e a documentare le diverse piante indigene, con meravigliosi dipinti e descrizioni precise. Tutto questo lavoro, presente negli archivi, venne pubblicato da Eduardo Estrella Aguirre dopo aver cercato la documentazione nell'archivio del Real Jardín Botánico di Madrid.

Galleria d'immagini

Anno: 1755

Informazioni pratiche

Indirizzo
Plaza Murillo 2
Orari
Jan,Feb,Nov,Dec: 10:00-18:00; Apr,Sep: 10:00-20:00; Mar,Oct: 10:00-19:00; May-Aug: 10:00-21:00
Telefono
+34 91 420 30 17
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.rjb.csic.es

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Nei dintorni di Madrid

5 luoghi nei dintorni, a San Lorenzo de El Escorial, Aranjuez, Sol, Palacio, Atocha

Mappa dei dintorni di Madrid
Dati della mappa © OpenStreetMap

Monastero dell'Escorial

Monumento del patrimonio storico della Spagna · San Lorenzo de El Escorial

Monastero dell'Escorial

Il Regio monastero dell'Escorial, anche detto di San Lorenzo del Escorial, in italiano Escuriale o Escoriale, si trova in Spagna, nella comunità autonoma di Madrid, nel comune di San Lorenzo de El Escorial. Fu fatto costruire da Filippo II come residenza e pantheon dei re di Spagna; fu costruito tra il 1563 e il 1584 per essere monastero e chiesa, oltre che dimora regale. Nel 1984 è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

== Storia e vicende ==

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Il complesso monumentale progettato e iniziato nel 1563 da Juan Bautista de Toledo fu poi continuato con poche modifiche e finito nel 1585 dall'architetto Juan de Herrera con l'ausilio di altri architetti come Juan de Minjares, Giovan Battista Castello detto Il Bergamasco e Francisco de Mora, tanto da essere considerato un esempio di stile manieristico herreriano.

L'enorme costruzione, che si presenta esternamente in forma quadrangolare con quattro torri angolari e una facciata monumentale, è lunga 208 metri e larga 162, è costruita con granito grigio-bruno e coperta di lastre di ardesia blu e conta 4 000 stanze, 7 600 finestre, più di 3 200 porte, 86 scaloni, 16 cortili, 15 chiostri e 88 fontane.

La pianta dell'edificio ha la forma di una graticola in ricordo del supplizio di morte subito da san Lorenzo arso vivo. L'impressione che si ricava è di austera, freddezza nonostante la sua grandiosità, rispecchia l'ortodossia cattolica e la grandezza imperiale di Filippo II che ne seguì le fasi della costruzione. Il re amava riposare in questo luogo e vi volle trascorrere i suoi ultimi giorni fino alla morte, avvenuta nel 1598.

È considerato a ragione un tempio della storia, della cultura e dell'arte dei secoli XVI-XVII, particolarmente felici per la Spagna. A costruzione completata inviarono opere oppure furono chiamati dall'Italia e dalla Spagna gli artisti più accreditati del tempo: Pellegrino Tibaldi, Federico Zuccari, Alonso Sánchez Coello, Leone e Pompeo Leoni, Tiziano, El Greco, Juan Gómez de Mora, Giovanni Battista Crescenzi, Diego Velázquez, Luca Giordano, Luca Cambiaso, il già citato Giovan Battista Castello, Juan Bautista Monegro, Luis de Carvajal, Juan Fernández de Navarrete, Granello e altri.

L'Escorial è stata la tomba dell'imperatore Carlo V, e nel monastero venne anche sepolta Isabella Gonzaga († 1593), figlia di Ferrante Gonzaga, primo marchese di Castiglione. Nel 2013 la zecca spagnola ha dedicato una moneta commemorativa da 2 euro al monastero.

Il Real monastero fu affidato ai Padri girolamini fino alla soppressione del governo "liberale" del 1837 (quando vi erano ben 150 monaci), poi passò ai cappellani (secolari) del clero palatino fino al 1875, quindi ai padri scolopi (che già gestivano dal 1869 il locale "collegio reale" creato da Filippo II di Spagna) e finalmente, dal 1885, agli eremitani di Sant'Agostino che ancora vi abitano (anche se la gestione dell'edificio, del patrimonio librario e delle opere d'arte è curata direttamente dallo Stato spagnolo).

Nel 1892 vi fu fondato il Real Colegio Universitario María Cristina, in onore della regina di Spagna Maria Cristina d'Austria, gestito dagli agostiniani e affiliato all'Università Complutense di Madrid, oggi Real Centro Universitario Escorial-María Cristina con corsi in teologia, lingua e letteratura spagnola, giurisprudenza, economia, etc.

Descrizione

Il monumento si compone di diverse parti:

Il Palacio de los Austrias, con l'appartamento dell'infanta Isabella Clara Eugenia di Spagna con mobili e arredi d'epoca, originariamente destinato alla moglie di Filippo II morta prima che l'Escorial fosse finito, l'appartamento del re e alcune sale.

I Nuevos Museos, ricchi di dipinti di grandi artisti spagnoli, italiani e fiamminghi, fra gli altri El Greco, Velázquez, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Bosch.

La Basilica, una delle maggiori opere dell'architettura spagnola a pianta quadrata, tre navate e una grandiosa cupola, le volte affrescate da Cambiaso e Giordano, pale d'altare di grandi artisti barocchi e un Crocifisso in marmo bianco di Benvenuto Cellini. La Capilla Mayor è un complesso cinquecentesco di grande ricchezza: l'altare con il tabernacolo a forma di tempio, un retablo in marmo e bronzo (le sculture sono di Pompeo e Leone Leoni), numerosi dipinti e due gruppi in bronzo, capolavori dei Leoni, raffiguranti uno Filippo II in preghiera con la sua famiglia, l'altro Carlo V anche lui in preghiera con la famiglia. La chiesa è Basilica minore.

Le Salas Capitulares, aule per le sedute del Capitolo con soffitti decorati con "grottesche" di artisti genovesi del secolo XVI. Nelle diverse sale ci sono dipinti di grandi artisti: El Greco, Velázquez, Tintoretto, Veronese, Bosch.

Il Panteón, sotterraneo, preceduto dal Pudridero dove venivano lasciati i cadaveri per 20 o 30 anni prima di essere inumati; comprende il Panteón de los Reyes che contiene i sepolcri dei re di Spagna e delle regine che sono state madri di re, voluto da Filippo II, iniziato soltanto nel 1617 e terminato nel 1654 sotto Filippo IV, e il Panteón de los Infantes cioè dei principi reali e delle altre regine, iniziato da Isabella II e terminato nel 1888. Vi sono inumati tutti i re di Spagna da Carlo I, eccettuati Filippo V, Ferdinando VI, Giuseppe I Buonaparte e Amedeo I di Savoia, sepolti, rispettivamente, a La Granja de San Ildefonso, nella chiesa del Convento de las Salesas Reales di Madrid, all'Hôtel des Invalides di Parigi e nella Basilica di Superga di Torino.

La Biblioteca fu voluta da Filippo II, che intendeva riunire in questa sala tutto il sapere del tempo. Negli eleganti scaffali dell'italiano G. Frecci trovano posto molti libri di valore, fra cui grandi collezioni di manoscritti greci, ebraici e arabi (edizioni del Corano miniate del X-XI secolo), manoscritti medievali, incunaboli, cinquecentini, ecc. Vi si trovano i libri di Carlo V e autografi di santa Teresa d'Avila. Le volte e le pareti della vastissima sala sono riccamente affrescate da Pellegrino Tibaldi.

La Casita del Principe è un piccolo edificio dalle forme neoclassiche eretto a est del monastero nel 1772 da Juan de Villanueva per il principe e futuro re Carlo IV. La costruzione è immersa nei giardini ed è arredata secondo gli stili Luigi XVI e Impero con mobili, arazzi, lampadari, porcellane e notevoli dipinti di pittori italiani quali i Carracci, Luca Giordano, il Domenichino, Corrado Giaquinto.

Pochi chilometri più a sud, a sinistra della strada per Avila, sulla sommità di un colle roccioso, c'è la Silla del Rey (la Sedia del re); un incavo nella roccia in cui Filippo II era solito sedere e osservare dall'alto i lavori della costruzione dell'Escorial. Nelle vicinanze si trova la Casita de Arriba, già piccola residenza e studio del principe Juan Carlos I di Spagna con mobili e arredi in stile impero.

Opere d'arte

Seguace di Hieronymus Bosch, Incoronazione di spine, 1533 circa

Benvenuto Cellini, Crocifisso, 1556-1562

Tiziano Vecellio, Crocifissione, 1555 circa

Tiziano Vecellio, San Girolamo penitente, 1575

El Greco, Adorazione del Santo Nome di Gesù, 1577-1580

El Greco, San Pietro, 1608

Galleria d'immagini

Anno: 1563

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Sito ufficiale
www.patrimonionacional.es

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Palazzo Reale (Aranjuez)

Museo · Aranjuez

Palazzo Reale (Aranjuez)

Il Palazzo reale di Aranjuez è una delle residenze del Re di Spagna. Si trova ad Aranjuez (Comunità autonoma di Madrid).

== Storia ==

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Venne commissionato da Filippo II di Spagna e progettato da Juan Bautista de Toledo e Juan de Herrera, già progettisti del Monastero dell'Escorial. Al progetto collaborò in parte anche Filippo Juvarra oltre ad altri architetti illustri come Francesco Sabatini e Rafael Contreras Muñoz mentre Giuseppe Gricci operò in qualità di scultore. Venne completato durante il regno di Ferdinando VI; Carlo III aggiunse due ali. Anche un ulteriore edificio, la Casa del Labrador, fa parte del complesso.

Gli immensi giardini, costruiti per elevare la residenza dallo spoglio paesaggio delle mesetas spagnole, utilizzano acqua pescata dai vicini fiumi Tago e Jarama, e sono i più importanti del Paese tra quelli risalenti al periodo asburgico. I Jardin de la Isla si trovano su di un'isola artificiale attorniata dal fiume Tago e dal Ria Canal.

Le importanti strutture museali comprendono il Museo de la Vida en Palacio, che descrive la vita quotidiana dei monarchi spagnoli, ed il Museo de las Falúas Reales, che ospita la più ricca collezione di materiale tratto dai tesori reali.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Plaza de Parejas
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Plaza Mayor (Madrid)

Destinazione turistica · Sol

Plaza Mayor (Madrid)

La Plaza Mayor è una delle piazze principali di Madrid Ed è situata al centro della capitale spagnola. Le sue origini risalgono al XV secolo.

== Storia ==

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Le origini della piazza risalgono al XV secolo quando in questo luogo, alla confluenza dei caminos (oggigiorno calles) di Toledo e Atocha e ai confini della città medievale, si celebrava il mercato principale della città. A quel tempo vi era una zona porticata, per regolare il commercio nella piazza, conosciuta come Plaza del Arrabal.

Nel 1580, dopo aver trasferito la corte a Madrid nel 1561, Filippo II diede l'incarico di rimodellare la piazza a Juan de Herrera, e cominciò la demolizione delle casas de manzanas dell'antica piazza quello stesso anno. La costruzione del primo edificio della nuova piazza, la Casa de la Panadería, cominciò nel 1590 ad opera di Diego Sillero. Nel 1617, Filippo III, incaricò la prosecuzione dei lavori a Juan Gómez de Mora, che li avrebbe conclusi nel 1619.

La Plaza Mayor ha sofferto tre grandi incendi nella sua storia, il primo dei quali nel 1631, e lo stesso Juan Gómez de Mora si incaricò dei lavori di ricostruzione. Il secondo avvenne nel 1670, e questa volta l'incaricato della ricostruzione fu l'architetto Tomás Román. L'ultimo dei tre avvenne nel 1790, con Francesco Sabatini incaricato di dirigerne l'estinzione. L'incaricato della ricostruzione fu in quest'occasione Juan de Villanueva, che abbassò l'altezza del caseggiato che circonda la piazza da cinque a tre piani e chiuse gli angoli ponendo grandi arcate per l'accesso. I lavori di ricostruzione si prolungarono fino al 1854, e li continuarono, dopo la morte di Villanueva, i suoi discepoli Antonio López Aguado e Custodio Moreno.

Nel 1848 venne collocata la statua equestre di Filippo III al centro della piazza, opera del Giambologna e di Pietro Tacca, datata 1616. Nel 1880, si restaurò la Casa de la Panadería, ad opera di Joaquín María de la Vega. Nel 1921 toccò al caserío, lavoro a carico di Oriol. Nel 1935 un altro intervento, portato a termine da Fernando García de Mercadal. E negli anni sessanta si effettuò un restauro generale, che la chiuse al traffico su ruote e dotò la piazza di un parcheggio sotterraneo. L'ultima operazione, portata a termine nel 1992, consistette nella decorazione murale, opera di Carlos Franco, della Casa de la Panadería, che rappresenta personaggi mitologici come la dea Cibele.

Il nome della piazza

Il nome della piazza è cambiato nel corso della storia, dal primo nome di Plaza del Arrabal passò a chiamarsi Plaza Mayor.

Venne chiamata Plaza del Arrabal quando, al rimanere fuori dalla cerchia delle mura medievali, passò a costituire il centro dei nuovi quartieri creati dall'ampliamento della città verso est durante il regno di Juan II de Castilla, chiamati el Arrabal.

Nel 1812, in ottemperanza al decreto che disponeva che tutte le piazze maggiori di Spagna passassero a chiamarsi Plaza de la Constitución, cambiò di nome, ma sarebbe durato solo al 1814, anno in cui venne ribattezzata Plaza Real. Recuperò il nome di "Plaza de la Constitución" nei periodi dal 1820 al 1823, dal 1833 al 1835 e dal 1840 al 1843.

Nel 1873, cambiò ancora in Plaza de la República, e ancora a Plaza de la Constitución dalla restaurazione di Alfonso XII nel 1876 fino alla Dittatura di Primo de Rivera nel 1923. Dopo la proclamazione della II Repubblica si tornò a cambiare il nome della piazza in Plaza de la Constitución fino alla fine della guerra civile spagnola quando venne recuperato il popolare nome di Plaza Mayor, nome che sarebbe durato fino ai giorni nostri.

Caratteristiche
Targhe commemorative
Arco de Cuchilleros

L'Arco de Cuchilleros è la più famosa delle nove porte di accesso alla piazza ed è situato nell'angolo sud-ovest della stessa. La considerevole altezza di quest'arco si deve al grande dislivello che esiste tra la Plaza Mayor e la Cava de San Miguel.

L'arco de Cuchilleros è opera di Juan de Villanueva che, dopo l'incendio del 1790, chiuse completamente la piazza ponendo in essere una serie di arcate per l'accesso.

L'origine del suo nome sta nella calle de Cuchilleros alla quale porta, in cui anticamente si trovavano le officine della corporazione dei coltellieri (cuchilleros), e che somministravano i loro articoli alla corporazione dei macellai, che stavano all'interno della piazza.

Oggi, tanto la Plaza Mayor, come l'arco e calle de Cuchilleros, sono un importante polo turistico della capitale spagnola, dove si trovano numerosi bar e ristoranti tipici. Tra di loro il ristorante Sobrino de Botín, che figura nel Guinness dei primati per essere il ristorante più antico del mondo, essendo stato fondato nel 1725.

Le quattro facciate

Si tratta di una piazza porticata a pianta rettangolare, di 129 metri di lunghezza per 94 di larghezza, completamente chiusa da edifici di abitazione di tre piani, con 237 balconi che si affacciano sulla piazza. Dispone di nove porte di accesso, delle quali la più conosciuta è quella dell'Arco de Cuchilleros, nell'angolo sudovest della piazza. Al centro del lato nord della piazza si alza la Casa de la Panadería e di fronte ad essa, sul lato sud, la Casa de la Carnicería.

Statua di Filippo III

La statua equestre di Felipe III che si trova al centro della piazza fu iniziata dal Giambologna e terminata dal suo discepolo Pietro Tacca nel 1616. Fu regalata al re spagnolo dall'allora Gran Duca di Toscana, ed era situata inizialmente nella Casa de Campo. Nel 1848 la Regina Isabella II ordinò il suo trasferimento nella Plaza Mayor. Attualmente, sul piedistallo della statua, figura quest'iscrizione:

Usi

La Plaza Mayor si convertì fin dall'inizio, non solo nel principale mercato della città, tanto di alimentari (venduti dai numerosi tablajeros vigilati dal Repeso) come di altri generi (installati sotto i portici erano le principali corporazioni); ma anche nel palcoscenico di numerosi atti pubblici, come corride o autodafé, immortalata dal pittore Francisco Ricci nell'anno 1680, esecuzioni pubbliche; di fronte alla Casa de la Panadería avvenivano le impiccagioni e davanti alla Casa de la Carnicería, se avvenivano tramite coltello o ascia. Nella Plaza Mayor avvenne anche la beatificazione di San Isidro, santo patrono di Madrid.

La Plaza Mayor è attualmente un importante punto turistico, visitato da migliaia di turisti ogni anno. Nei locali commerciali che si trovano lungo i portici vi sono numerosi bar e ristoranti, che occupano parte della piazza con i tavoli. È inoltre uno spazio molto utilizzato per i festival, come i concerti che vengono offerti gratuitamente ai madrileni durante le feste di san Isidro.

Tutti i mesi di dicembre si svolge il tradizionale mercatino natalizio, abitudine che si mantiene dall'anno 1860.

Informazioni pratiche

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Teatro Real

Teatro · Palacio

Teatro Real

Il Teatro Real (letteralmente Teatro Regio), o semplicemente El Real (come è noto colloquialmente), è un teatro dell'opera che si trova a Madrid, in Spagna.

== Storia ==

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Dopo trentadue anni di progettazione e costruzione, un regio decreto del 7 maggio 1850 deliberò l'immediato completamento del "Teatro de Oriente" e i lavori di costruzione furono terminati entro cinque mesi. Il teatro, situato proprio di fronte al Palazzo Reale, residenza ufficiale della regina che aveva ordinato la costruzione del teatro, Isabella II, fu finalmente inaugurato il 19 novembre 1850 con La favorita di Donizetti con Erminia Frezzolini e Marietta Alboni.

Nel 1863 Giuseppe Verdi visitò il teatro per la prima spagnola del suo lavoro La forza del destino. Nel 1925, i Balletti russi di Sergej Djagilev furono eseguiti in teatro con la presenza di Nijinsky e Stravinsky.

Dal 1852 fu sede del Conservatorio Reale di Madrid fino al 1925, quando un regio decreto del 6 dicembre lo chiuse per i danni che la costruzione della Metropolitana di Madrid aveva causato all'edificio.

Il teatro fu riaperto nel 1966 come teatro di concerti e sala concerti principale della Nazionale spagnola RTVE Orchestra e dell'Orchestra Sinfonica. Nel 1969, il 14° Eurovision Song Contest si è tenuto presso il teatro, con una scultura in metallo sul palco creata dall'artista surrealista spagnolo Salvador Dalí.

Nel 1990, il Teatro è stato ristrutturato per ospitare la lirica e riaperto nel 1997. L'Auditorium mantiene la struttura originaria, in stile italiano, e ha recuperato l'arredamento d'epoca del 1880. Nonostante le piccole dimensioni della platea, la capacità totale raggiunge i 1958 posti grazie alle 15 file accolte nell'area denominata "paradiso", aggiunta al di sopra del quarto piano sfruttando la maggior altezza ottenuta con gli interventi novecenteschi e dalle quali si può godere di una vista frontale e completa del palcoscenico. È stato anche possibile aumentare leggermente il tempo di riverbero, portandolo a un valore ideale per un teatro d'opera di queste dimensioni.

Per il palcoscenico è stata progettata una complessa macchina scenica teatrale destinata a eseguire in verticale i movimenti di scena richiesti, vista la mancanza di spazio laterale prevista nel disegno della pianta del teatro. Lo spazio disponibile per le scenografie supera i 600 metri quadrati a livello del palco e va fino a 1.430 metri quadrati se si aggiungono le aree di montaggio a 16 metri sotto il palco e la platea. Il palco è composto da 9 piattaforme per lo spostamento dei set tra i due livelli. Il boccascena dispone di 18 metri in larghezza e 14 in altezza, mentre la torre scenica erge una graticciata con tutti i tiri (a motore, a controllo elettronico) a 37 metri sopra il pavimento del palco.

Per la riapertura del 1997 (serata di gala dell'11 ottobre presieduta dai sovrani spagnoli) sono state eseguite due opere di Manuel de Falla: il balletto El sombrero de tres picos (con scene e costumi originali di Pablo Picasso) e l'opera La vida breve (messa in scena da Francisco Nieva). A seguire si tenne la prima mondiale di Divinas Palabras del compositore spagnolo Antón García Abril, con il tenore madrileno Plácido Domingo. Nel 2007, la compagnia del Teatro Real ha anche messo in scena il primo revival moderno de Il burbero di buon cuore di Vicente Martín y Soler.

La compagnia

L'orchestra del Teatro Real è l'Orquesta Sinfonica de Madrid. L'attuale direttore artistico è Joan Matabosch.

Il teatro offre visite guidate in diverse lingue, tutti i giorni. Il tour include l'auditorium, il palcoscenico, workshop e sale prove.

Direttori artistici (dal 1995)

Stéphane Lissner (1995-1997)

Luis Antonio García Navarro (1997-2001, artistico e direttore musicale)

Emilio Sagi (2001-2005)

Antonio Moral (2005-2010)

Gerard Mortier (2010 - 2014)

Joan Matabosch (2014 - )

Direttori musicali (dal 1997)

Luis Antonio García Navarro (1997-2001, artistico e direttore musicale)

Jesús López Cobos (2003-2010)

Ivor Bolton (2014 - )

Le opere più rappresentate al Teatro Real

Informazioni pratiche

Indirizzo
Plaza de Isabel II
Telefono
+34 902 24 48 48
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.teatroreal.es

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Bosco degli scomparsi

Monumento · Atocha

Bosco degli scomparsi

Il bosco degli scomparsi (in spagnolo: Bosque de los Ausentes) è un monumento commemorativo che si trova all'interno del Parco del Retiro di Madrid. È dedicato alle 191 vittime degli attentati dell'11 marzo 2004 ed all'agente delle forze speciali rimasto ucciso dai sette kamikaze che si sono fatti esplodere il 3 aprile 2004.

Il monumento si trova in prossimità della zona sportiva La Chopera, nell'angolo sud-ovest, a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Atocha, teatro degli attentati, ed è composto da 192 alberi, 22 olivi e 170 cipressi, uno per ogni persona rimasta uccisa, ed è circondato dall'acqua, un simbolo per indicare la vita.

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Un breve sentiero conduce alla cima di quella che è a tutti gli effetti una collinetta, nessuna targa commemorativa è posta sul luogo. Una lapide che ricorda l'evento si può vedere alla Puerta del Sol.

Inaugurazione

Il re Juan Carlos I e la regina Sofia hanno inaugurato il monumento l'11 marzo 2005 ed hanno avuto l'onore di lasciare il primo mazzo di fiori in memoria dei deceduti. Quel mazzo di fiori bianchi recitava:

Alla cerimonia hanno partecipato molte altre persone di rilievo, come:

Felipe, il principe delle Asturie, e Letizia Ortiz

José Luis Rodríguez Zapatero, il primo ministro della Spagna

Kofi Annan, il Segretario generale delle Nazioni Unite

Mohammed VI, il re del Marocco

Hamid Karzai, il presidente dell'Afghanistan

Abdoulaye Wade, il presidente del Senegal

Marek Belka, il presidente della Polonia

Maíua Walad Sidaméd Taya, il presidente della Mauritania

Jorge Sampaio, il presidente del Portogallo

Enrico, il granduca del Lussemburgo

Javier Solana, il ministro degli esteri dell'Unione europea

Josep Borrell, il presidente del parlamento europeo

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Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026