Monaco di Baviera

Monaco di Baviera è una città extracircondariale della Germania meridionale, capitale (Landeshauptstadt) della Baviera. Situata sulle rive del fiume Isar, dopo Berlino ed Amburgo è la terza città tedesca per numero di abitanti, con una pop…

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Giugno, Luglio, Agosto

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio -3° 63 mm
Febbraio -2° 55 mm
Marzo 10° 68 mm
Aprile 15° 64 mm
Maggio 19° 113 mm
Giugno 22° 13° 104 mm
Luglio 24° 15° 101 mm
Agosto 24° 15° 106 mm
Settembre 19° 11° 85 mm
Ottobre 15° 65 mm
Novembre 63 mm
Dicembre -2° 67 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Monaco di Baviera è una città extracircondariale della Germania meridionale, capitale (Landeshauptstadt) della Baviera. Situata sulle rive del fiume Isar, dopo Berlino ed Amburgo è la terza città tedesca per numero di abitanti, con una popolazione di circa 1 510 378 (31-12-2023) residenti nel comune, 1 808 550 se si considera anche il circondario e circa 2,9 milioni nell'area metropolitana.

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Guida pratica di Monaco di Baviera 9 sezioni

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Da sapere

Monaco è situata sulle rive dell'Isar, fiume che ghiaccia nei mesi invernali.

Se chiedete ad un tedesco in quale città del suo paese gli piacerebbe vivere, molto probabilmente la risposta sarà "Monaco".

Tra le ragioni di questa preferenza sono da includere il carattere cordiale degli abitanti (la cultura della birra ne è una prova), l’atmosfera calda della città che ha conservato il carattere rococò e barocco del passato, i dintorni verdissimi e infine le facili comunicazioni con i paesi vicini: l'Austria e le sue Alpi, L'Italia e i suoi litorali sono facilmente raggiungibili in treno, in autostrada o con voli economici di poche ore.

Questi sono i pregi ma ci sono anche alcuni piccoli nei da considerare:

Monaco è una delle città più care della Germania.

I Bavaresi sono molto conservatori di mentalità, quasi dei reazionari (anche se tradizionalmente Monaco è retta da un consiglio comunale socialdemocratico). Familiarizzare con loro può essere duro soprattutto se si adotta una moda appena un po’ stravagante: così indossare blue jeans strappati può provocare disapprovazione che in genere si manifesta con un’alzata di sopracciglia.

Monaco è una città delle arti e delle scienze. Nel XVIII e XIX secolo tutti i sovrani avvicendatisi sul trono di Baviera si sono dati da fare per abbellire la città. Furono anche dei grandi mecenati, protettori di artisti famosi. Il richiamo culturale di Monaco non cessò con l'annessione della Baviera all'impero di Germania: Leo von Klenze, Franz von Lenbach, Wassily Kandinsky e gli altri artisti della scuola espressionista del Blaue Reiter operarono a Monaco. Gli scrittori Thomas Mann e leone Feuchtwanger vissero a Monaco finché i Nazisti non ne decretarono l'espulsione a causa della loro arte considerata "degenerata". Questa tradizione di Monaco come centro della cultura continua anche ai nostri giorni: La città è sede di una famosa Università e di un'apprezzata scuola di cinematografia.

Gli abitanti si Monaco vorrebbero che il visitatore si ricordasse di tutto questo e non collegasse la loro città semplicemente all'Oktoberfest che suona alquanto riduttivo.

Quando andare

A causa della vicinanza delle Alpi, durante l'inverno nevica maggiormente rispetto ad altre città tedesche. Nei mesi invernali, le temperature di solito oscillano tra i 4 e i -4 gradi Celsius. In estate, la temperatura media aumenta fino a raggiungere i piacevoli 23 gradi, ma durante il giorno possono raggiungere anche i 30 gradi. I mesi piu' piovosi vanno da maggio ad agosto, quando a Monaco cade più pioggia che durante il resto dell'anno.

Cenni storici

Nel 1632 la città fu occupata dalle truppe di Gustavo II Adolfo di Svezia, durante la guerra dei Trent'anni e successivamente 1705 fu sottomessa agli Asburgo per alcuni anni. Nel 1759 venne fondata la prima istituzione accademica bavarese. Nel 1806 divenne capitale del nuovo regno di Baviera e furono costruiti i palazzi del parlamento e dell'Arcidiocesi di Monaco e Frisinga. Vent'anni più tardi l'Università della Baviera si insediò nella nuova sede cittadina. Molti degli edifici e delle piazze più belle di questo periodo sono stati costruiti durante i regni di Ludovico I e Massimiliano II, come la Ruhmeshalle o molti palazzi della Ludwigstraße e del Königsplatz (opere degli architetti Leo von Klenze e Friedrich von Gärtner) e la statua della Baviera di Ludwig Michael von Schwanthaler. Nel 1882 a Monaco fu introdotta la luce elettrica e la città ospitò nello stesso anno la prima fiera dell'elettricità in Germania. Diciannove anni più tardi venne aperto lo zoo Tierpark Hellabrunn.

Dopo la prima guerra mondiale la città fu preda e covo di inquietudini sociali e politiche. Nel novembre del 1918 i comunisti presero il potere fondando la Repubblica Sovietica di Monaco (Münchner Räterepublik) che venne però rovesciata il 3 maggio 1919 dai Freikorps, alcuni dei quali furono successivamente arruolati da Adolf Hitler e dal Nazismo. Nel 1923 Hitler ed i suoi sostenitori, che si erano riuniti a Monaco, effettuarono il Bierhallenputsch (o Hitlerputsch), un tentativo di spodestare la Repubblica di Weimar e di dare la giusta dimensione al loro potere. La rivolta fallì e costò al fanatico ideologo un arresto e la messa al bando del neonato partito nazista, che era sconosciuto al di fuori di Monaco.

Tuttavia la città divenne una roccaforte nazista una volta che Hitler prese il potere in Germania, nel 1933 e fu indispensabile per l'ascesa del Nazismo, tanto da essere chiamata dai nazisti stessi Hauptstadt der Bewegung ("capitale del movimento"). Il quartier generale del NSDAP fu stabilito a Monaco e costruito, assieme ad altri edifici utili al partito, a Königsplatz; molti di questi edifici quali sono tutt'ora esistenti. Nel 1939 Monaco fu teatro del fallimento di Georg Elser nel tentativo di assassinare Hitler mentre arringava la folla col suo discorso annuale per commemorare il Putsch della birreria nel Bürgerbräukeller. Monaco fu inoltre la città dove nacque la "Rosa Bianca" (in tedesco Die Weiße Rose), formata da un gruppo di studenti che si costituirono in un movimento di resistenza al nazismo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando il nucleo del gruppo venne arrestato ed ucciso dopo la distribuzione di volantini all'Università di Monaco da parte di Hans e Sophie Scholl. Monaco di Baviera fu molto danneggiata dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale. Dopo la liberazione americana, il 30 maggio 1945, la città fu in gran parte ricostruita con un meticoloso lavoro tendente a restituire la stessa fisionomia a strade e palazzi rispetto alla situazione pre-bellica. Nel 1972 Monaco ospitò la XX edizione delle Olimpiadi, tristemente famosa per il massacro di undici atleti israeliani da parte di terroristi palestinesi. Nel 1974 fu sede di molte partite dei Mondiali tenutisi in Germania Ovest. A trentadue anni di distanza ha ospitato ancora le partite della stessa competizione, nel corso dei mondiali di Germania 2006.

Come orientarsi

Monaco di Baviera è divisa in 25 distretti amministrativi. Tuttavia, tali distretti non riflettono necessariamente divisioni storiche e interconnessioni tra i quartieri quindi non hanno rilevanza per i viaggiatori. Pertanto, i distretti forniti qui di seguito descrivono aree turistiche anziché amministrative. La maggior parte delle principali attrazioni di Monaco si trovano nel centro città e in Maxvorstadt. I distretti di Ludwigsvorstadt-Isarvorstadt e Haidhausen sono i principali fulcri della vita notturna. Le altre aree, per lo più residenziali, presentano alcune gemme nascoste che valgono sicuramente una visita.

Come arrivare

Aeroporto di Monaco di Baviera

1 Aeroporto internazionale di Monaco di Baviera (Flughafen München Franz Josef Strauß IATA: MUC) – È il secondo per importanza tra quelli tedeschi. Ha due terminali: il 2 è utilizzato dalla Lufthansa e da compagnie associate. L'1, più vecchio, è utilizzato da tutte le altre linee.

L'aeroporto è situato a nord-est di Monaco. L'enorme espansione del traffico aereo da e per Monaco richiede che i viaggiatori si presentino almeno due ore prima dell'imbarco. I tempi di attesa sono in genere lunghi e si formano code di una certa consistenza. L'aeroporto è collegato alla stazione centrale da treni della S-Bahn (linee S1 o S8). Una corsa semplice costa €8.80 e il tragitto si compie in 30-40 minuti.

Si seguito un elenco di linee aere che al 2009 effettuavano voli dall'Italia:

TUIfly

Condor

Air Dolomiti

Eurowings

Aeroporto di Memmingen

2 Aeroporto di Memmingen (Allgäu Airport Memmingen - IATA: FMM) – Aeroporto per voli low cost.

In auto

L'itinerario E45 è quello comunemente seguito dagli Italiani diretti a Monaco. Si percorre l'autostrada del Brennero fino ai confini e si raggiunge quindi Innsbruck in Austria per poi proseguire fino a Monaco. Il consiglio è quello di lasciare la propria auto in un parcheggio e di servirsi dei mezzi pubblici particolarmente efficienti.

In treno

3 Stazione di Monaco di Baviera Centrale (München Hbf) (situata nel settore ovest del centro appena due fermate metro (S-Bahn) da Marienplatz.). La maggior parte delle città europee compresa Roma sono collegate a Monaco di Baviera da treni internazionali che partono in genere la sera. Hauptbahnhof è la stazione principale di Monaco.La stazione ferroviaria è dotata di parecchi servizi di accoglienza per il viaggiatore compresi uffici di informazione turistica e di prenotazione alberghiera. Gli alberghi meno cari si trovano in quest'area. Da Monaco è facile raggiungere qualsiasi altro centro della Germania con i treni della Deutsche Bahn ed anche molte città di paesi limitrofi (Austria, Svizzera e Repubblica Ceca).

4 Stazione di Monaco di Baviera Est (München Ost).

5 Stazione di Monaco di Baviera-Pasing (München-Pasing).

In autobus

6 Autostazione di Monaco di Baviera (ZOB Munich), ZOB Munich. Autostazione per bus extraurbani. Qui vi arrivano diverse compagnie tra cui Flixbus.

Come spostarsi

Monaco è facile da percorrere a piedi o in bicicletta, essendo completamente piatta con un'unica piccola altura.

Con mezzi pubblici

Per un turista il miglior modo per spostarsi in città è offerto da tram e autobus. La metropolitana è veloce ma, essendo sotterranea, non permette di vedere le attrazioni della città. Sobborghi e dintorni si visitano con i treni suburbani della S-Bahn, segnalati da una "S" bianca su fondo verde.

Esistono biglietti giornalieri, settimanali e per gruppi. Le stazioni della metro (U-Bahn) sono segnalate da una lettera "U" maiuscola di colore bianco su un fondo blu.

L'idea migliore, appena scesi dall'aereo è quella di comprare un biglietto giornaliero valido per l'intera rete (Gesamtnetz).

Se si rimane a Monaco per più di tre giorni, allora può esser conveniente acquistare una carta settimanale.

S-Bahn (Servizio ferroviario suburbano)

S 1 Frisinga / Aeroporto - Leuchtenbergring

S 2 Altomünster / Petershausen - Erding

S 3 Mammendorf - Holzkirchen

S 4 Geltendorf - Ebersberg

S 6 Tutzing ↔ Ostbahnhof (- Ebersberg)

S 7 Wolfratshausen ↔ Kreuzstraße

S 8 Herrsching ↔ Aeroporto

S 20 Pasing ↔ Höllriegelskreuth

U-Bahn (Metropolitana)

La rete metropolitana di Monaco di Baviera è lunga 103 km e conta 100 stazioni. È composta da 6 linee e due linee di rinforzo: la U7 è operativa solo nelle ore di punta, mentre la U8 è operativa solo il sabato pomeriggio.

In bicicletta

La bicicletta è un altro ottimo mezzo per visitare la città. I percorsi ciclabili ammontano a più di 200 km e poi non bisogna dimenticare che a Monaco non ci sono alture di rilievo.

Le biciclette possono essere noleggiate presso "Call a Bike", un servizio gestito da "Deutsche Bahn", le ferrovie tedesche.

Cosa vedere

1 Municipio vecchio (Altes Rathaus), Marienplatz 15. Nonostante sia stato quasi interamente ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, il vecchio municipio conserva il fascino del suo design gotico originale. La Sala del Consiglio (Festsaal) è una splendida sala tardo-gotica dal soffitto a botte utilizzata oggi dal Comune per cerimonie e premiazioni. Viene aperta al pubblico in occasioni speciali o eventi istituzionali. Lo Spielzeugmuseum (Museo del Giocattolo) è l'attrazione principale del municipio vecchio. Si sviluppa sui quattro piani della torre del palazzo. Ospita una collezione storica di giocattoli europei e americani (bambole, trenini, orsacchiotti e persino una collezione di Barbie).

2 Peterskirche (Chiesa di San Pietro). Salite i 306 gradini della torre per avere una vista sulla citta'.

3 Bier- und Oktoberfestmuseum (Museo della birra e dell'Oktoberfest), Sterneckerstraße 2 (Linea metro U3 o U6, fermata Marienplatz), ☎ +49 089 242316 07, fax: +49 089 242316 08, info@bier-und-oktoberfestmuseum.de. Adulti 4 €; ridotto 2,50 €. Mar-Sab 13:00-18:00. Sito nella più antica casa della città, ospita strumenti, documenti, foto e disegni d'epoca legati alla storia della birra.

4 Bayerisches Nationalmuseum (Museo Nazionale Bavarese).

5 Deutsches Theatermuseum, Galeriestraße 4a, info@deutschestheatermuseum.de.

6 Jüdisches Museum München (Museo ebraico), St.-Jakobs-Platz 16, ☎ +49 089 233 96096, fax: +49 089 233 28040, juedisches.museum@muenchen.de. Adulti 6 €; ridotto 3 €. Mar-Dom 10:00-18:00. Fornisce un approfondimento sulla storia degli Ebrei di Monaco di Baviera. Fa parte del complesso del nuovo Centro ebraico sito a St.-Jakobs-Platz.

7 Deutsches Museum (Museo della scienza e tecnica), Museumsinsel 1, ☎ +49 089 21791, fax: +49 089 2179324, besucherservice@deutsches-museum.de. Adulti €12; scolari/studenti €4. Apertura 9:00-17:00. Situato su un'isola sul fiume Isar, è uno dei più grandi musei al mondo dedicati alla tecnica. Per visitarlo considerate almeno un giorno intero, meglio 2.

8 Glyptothek (Gliptoteca), Königsplatz, ☎ +49 089 286100, info@antike-am-koenigsplatz.mwn.de. Intero 3,50 €; ridotto 2,50 €; domenica 1 €. Mar-Dom 10:00-17:00; Gio 10:00-20:00. Ospita sculture, mosaici e rilievi dell'epoca classica, partendo dall'epoca greco-arcaica (ca. 650 a.C.) per finire a quella tardo-romana (ca. 400).

9 Alpines Museum (Museo delle Alpi), Praterinsel 5 (Linea tramviaria 18, fermata Mariannenplatz; linea metro U4 o U5, fermata Lehel), ☎ +49 089 2112240, fax: +49 089 21122440, alpines.museum@alpenverein.de. Adulti 4,50 €; ridotto 3 €. Mar-Ven 13:00-18:00; Sab-Dom 11:00-18:00. Il museo illustra gli aspetti scientifici ed artistici delle Alpi.

10 Museo di Stato dell'Arte Egizia (Staatliches Museum Ägyptischer Kunst), Arcisstraße 16 (Linee tramviarie 27 e 28, fermate Pinakotheken o Karolinenplatz; linea metro U2, fermata Königsplatz), ☎ +49 089 2892763, info@smaek.de. Ingresso gratis per tutti le domeniche. Mar-Dom 10:00-18:00. Vengono esposti oggetti di tutti i periodi egiziani, dal 3000 a.C. al 400 d.C.

11 Städtische Galerie im Lenbachhaus (Galleria Lenbachhaus), Luisenstraße 33, ☎ +49 089 23332000, fax: +49 089 23332003, lenbachhaus@muenchen.de. Normale 10 €; ridotto 5 €. Mar-Dom 10:00-18:00. Ospita opere di Kandinsky e di altri esponenti dell'Espressionismo tedesco.

12 Campo di concentramento di Dachau. La visita del campo di Dachau può essere un'esperienza da shock e non è consigliabile portarsi appresso i bambini.

13 BMW-Museum (Museo della BMW), Am Olympiapark 2 (Linea metro U3, fermata Olympia Zentrum), ☎ +49 089 125016001, fax: +49 089 125016009. Intero 9 €; ridotto 6 €. Mar-Dom 10:00-18:00. Ospitato presso la sede della BMW, tratta la storia della storica casa automobilistica bavarese.

14 Alte Pinakothek (Vecchia pinacoteca), Barer Straße 27, Eingang Theresienstraße, ☎ +49 089 23805216. Intero 9 €; ridotto 6 €; domenica rispettivamente 3 € e 2 €. Mar-Dom 10:00-18:00; Mar 10:00-20:00. Raccoglie pitture a carattere religioso dal XV al XVIII secolo.

15 Neue Pinakothek (Nuova pinacoteca), Barer Straße 29, Eingang Theresienstraße, ☎ +49 089 23805-195. Intero 7 €; ridotto 5 €; domenica 1 €. Mar-Dom 10:00-18:00; Mer 10:00-20:00. Raccoglie opere legate all'Impressionismo e all'Espressionismo.

16 Pinakothek der Moderne (Pinacoteca moderna), Barer Straße 40, ☎ +49 089 23805360. Intero 10 €; ridotto 7 €; domenica 1 €. Mar-Dom 10:00-18:00; Gio 10:00-20:00. Raccoglie, come indica il nome, opere di correnti d'avanguardia del XX secolo.

Statua della Baviera, Theresienhöhe 16 (Linea metro U4 o U5, fermata Theresienwiese), ☎ +49 089 290671. Intero €3,00; ridotto €2,00. Si tratta di una statua di 20 m d'altezza. Possibilità di salire fino alla testa della statua dove è stata allestita una piccola piattaforma panoramica.

17 Spielzeugmuseum (Museo del Giocattolo), Marienplatz 15. Adulti: 4 €, bambini: 1 €, Familienkarte: 8 €. 10:00-17:30.

Architetture religiose

18 Paulskirche (Chiesa di San Paolo), St.-Pauls-Platz 10. 8:00-20:00.

19 Heilig-Geist-Kirche (Chiesa dello Spirito Santo).

20 St. Maximiliankirche, Auenstraße 1.

21 Michaelskirche (Chiesa di San Michele).

22 Theatinerkirche (Chiesa di San Gaetano).

23 Asamkirche.

24 Frauenkirche.

Torri panoramiche

25 Olympiaturm. La torre della TV ha un'altezza di 291 metri. A 182 metri c'è il ristorante e poco più su la piattaforma panoramica.

Parchi

26 Englischer Garten (Nella zona di Schwabing). L'entrata ai giardini inglesi è libera e sono un buon posto per il relax. La seconda birreria-giardino più grande di Monaco è situata qui. Si raggiunge con l'autobus 54 che fa capolinea alla torre cinese (Chinesischer Turm) ma ci sono fermate della metropolitana. In alcune zone del parco, quando il clima lo consente, i visitatori usano prendere il sole e rilassarsi completamente nudi.

27 Hirschgarten (Nella zona di Neuhausen). Il più grande biergarten di Monaco di Baviera.

28 Zoo di Hellabrunn (Tierpark Hellabrunn) (Situato a Thalkirchen nella zona di Monaco est).

Palazzi e Castelli

29 Schloss Nymphenburg (A Neuhausen & Nymphenburg).

30 Residenz (Nel Centro di Monaco, vicino a Marienplatz).

31 Schloss Schleißheim (Poco fuori Monaco, raggiungibile con la linea S1 S-Bahn, scendendo alla fermata di Oberschleißheim).

Eventi e feste

Mercatini di Natale a Marienplatz. Lun-Sab 10:00-21:00, Dom 10:00-20:00. Dal 22 Novembre al 24 Dicembre. Vi aspettano il Kripperlmarkt (il Mercatino del Presepe) e l'Himmelswerkstatt (Laboratorio celeste per bambini), e tornerà anche il Krampuslauf (Corsa del Krampus).

1 Oktoberfest, Theresienwiese. fino alle 22:30. Si tiene ogni anno dal sabato successivo al 15 settembre alla prima domenica di ottobre. Se l'1 o il 2 ottobre è una domenica, si prolunga fino al 3 ottobre (un giorno festivo in Germania).

2 Tollwood Festival Invernale, Schwanthalerstraße 13. Da fine novembre al 23 dicembre.

Fiera di Natale a Chinesischer Turm. Lun-Ven 12:00-20:30, Sab-Dom 11:00-20:30. Presente dall'inizio di Dicembre fino a Natale.

Dove mangiare

Cucina bavarese

Monaco di Baviera è la patria di tutto ciò che è la quintessenza bavarese ed è particolarmente nota per la Münchner Weisswurst, una salsiccia da colazione a base di vitello che viene tradizionalmente consumata come colazione tardiva con un Brezn (prezel), una senape dolce e una Weissbier ("birra bianca", che fuori dalla Baviera di solito prende il nome più descrittivo Weizenbier, "birra di frumento") ed è stata tradizionalmente disponibile nei ristoranti solo fino a mezzogiorno (oggi può essere ordinata tutto il giorno).

Il pasto bavarese inizia spesso con una zuppa, di cui esistono molte varietà. I piatti principali sono la Leberknödelsuppe (zuppa con gnocchi rotondi contenenti fegato), la Grießnockerlsuppe (zuppa con gnocchi di semolino) e la Pfannkuchensuppe (zuppa di pancake). I piatti principali sono tipicamente a base di carne. Alcuni esempi, che dovreste assaggiare, sono Schweinsbraten (maiale arrosto), Schweinshaxe (stinco di maiale arrosto), Spanferkel (maialetto arrosto), Brathendl o semplicemente Hendl (pollo arrosto) o Bauernente (anatra arrosto). Questi sono solitamente serviti con sugo e Knödel (grandi gnocchi rotondi in camicia o lessati di patate o pane) o Späzle (gnocchetti all'uovo). C'è sempre stato uno stretto scambio con la vicina Austria. La Wiener Schnitzel è quindi un ingrediente fondamentale dei menu bavaresi. I dolci tipici sono la Bayrische Creme (crema pasticcera con frutta o marmellata), la Dampfnudeln (a base di pasta lievitata e servita con crema pasticcera alla vaniglia) o il Kaiserschmarrn di importazione austriaca (leggero mix caramellato di piccole frittelle e uvetta con salsa di mele).

Se avete voglia di uno spuntino, quasi ogni macellaio vende il Leberkässemmeln, un rotolo bianco riempito con una spessa fetta calda di "Leberkäse" che nonostante il nome non contiene assolutamente né fegato né formaggio, ma consiste in un misto di carne di vitello, maiale, spezie e una punta di scorza di limone cotta in padella aperta e tradizionalmente servita con una senape dolce e granulosa. Tendono ad essere molto economici (circa 1,50 euro), buoni e saziano. Potete trovare alcuni dei migliori Leberkässemmeln di Monaco di Baviera in una delle numerose macellerie al margine occidentale del Viktualienmarkt. Se volete qualcosa di più tra le fette di pane, provate un Schweinsbratensemmel (un rotolo bianco ripieno di carne di maiale arrosto). Vi costeranno un po' di più, ma valgono ogni centesimo. A seconda del negozio/venditore potreste dover chiedere una fetta di pane, un po' di salsa, sale e pepe, ma di solito vi chiedono loro stessi se lo volete (sì!). La carne di questi macellai è molto più succosa e saporita di quella che si trova nelle macellerie in franchising - e sanno fare il pane croccante, cosa che purtroppo non è così comune se non si compra nei negozi veramente tradizionali. Un'alternativa che si può avere sono i rotoli con Fleischpflanzerl, che sono delle polpette di carne di maiale macinata e carne di manzo macinata mangiata con senape piccante. Un'altra opzione locale sono le Bratwurstsemmeln.

Non perdetevi le meravigliose torte in stile bavarese/austriaco e le torte a fetta in una delle innumerevoli panetterie e caffè. Sono tutti tradizionalmente realizzati con ingredienti naturali e di alta qualità. Lo stesso vale per la straordinaria gamma di pane che può essere acquistato in qualsiasi panificio.

Altre cucine

Monaco ospita numerose e diverse comunità straniere e ognuna di esse ha portato la propria cultura gastronomica in terra bavarese. Oltre ai tanti ristoranti italiani si possono trovare ristoranti afgani, cinesi, etiopi, francesi, indiano, nigeriani, irlandesi, giapponesi, coreani, greci, libanesi, kenioti, serbo-croati, pakistani, spagnoli e turchi nonché il tipico fast food americano.

Come divertirsi

Spettacoli

1 Allianz Arena. È il moderno stadio di calcio dove giocano le due principali squadre cittadine, il Bayern ed il Monaco 1860.

Locali notturni

Birrerie

Se chiedete cose tipicamente tedesche, la birra è uno dei simboli della cultura tedesca. E nessun'altra città simboleggia la cultura tedesca della birra come Monaco di Baviera. Ci sono sei grandi e famose birrerie: Augustiner, Hacker-Pschorr, Hofbräu, Löwenbräu, Paulaner, Spaten-Franziskaner.

Oltre a queste ci sono molte altre birrerie nei dintorni - anche l'aeroporto internazionale di Monaco di Baviera ha un proprio birrificio chiamato Airbräu. Le birrerie di Monaco di Baviera offrono molte varietà di birra. In tutti i menu dei ristoranti e bar di Monaco di Baviera troverete Helles (una birra chiara lager), Dunkles (una birra scura maltata), Weissbier (birra di grano chiaro), Weissbier Dunkel (birra di grano scuro) e in molti casi una birra Bock. Le specialità stagionali sono la pesante Starkbier, un doppelbock scuro prodotto durante il periodo della Quaresima, e la Oktoberfest-Märzen, che è una birra lager più forte e maltato prodotta per l'Oktoberfest.

Se visitate la città in un periodo diverso da quello dell'Oktoberfest non disperate. La cultura della birra bavarese si può comunque vivere al meglio in uno dei tanti biergarten all'aperto così come in ristoranti e bar. Le birrerie possono essere descritte come giganteschi ristoranti che servono piatti bavaresi e spesso sono di proprietà delle stesse birrerie della città. La Hofbräuhaus' può essere la birreria più famosa (e certamente la più turistica), ma ci sono innumerevoli altre belle birrerie sparse in tutta Monaco.

D'estate i tradizionali Biergarten sono molto frequentati. Si tratta di un'ampia area esterna, solitamente situata sotto grandi ippocastani (Kastanienbäume) che fanno ombra. Di solito ci sono file di tavoli pieghevoli e self-service. Se vedete le tovaglie su alcuni tavoli, questi tavoli sono serviti dai camerieri. In una tradizionale birreria bavarese, se siete seduti ai tavoli self-service, potete portare con voi il vostro cibo. Solo le bevande (di solito tazze da un litro di birra locale (chiamata Maß) o Radler che è un mezzo e mezzo mix di birra e sprite) possono essere acquistate nel Biergarten. Molti locali si aggrappano ancora a questa usanza, anche se il cibo è sempre disponibile. Provate i "Riesenbrezn" (grandi pretzel) e lo "Steckerlfisch" (pesce stagionato). I biergarten sono solitamente visitati da una folla mista di persone da cui nasce la particolare atmosfera, anche se normalmente la gente non ci va da sola.

Se non riuscite a trovare un tavolo libero, non esitate a chiedere se potete unirvi a qualcuno. Nessun locale rifiuterebbe questa richiesta, se c'è un posto libero. I Biergarten sono adatti alle famiglie, con parchi giochi per bambini sul posto. Anche i cani ben educati sono i benvenuti. I Biergarten sono un'istituzione culturale bavarese e si trovano ovunque a Monaco e nei dintorni, ad esempio ci sono due grandi birrerie all'"Englischer Garten".

Paulaner am Nockherberg, Hochstr. 77.

Flugwerk Feldkirchen.

Forschungsbrauerei München-Perlach, Unterhachinger Str. 78.

Giesinger Bräu, Martin-Luther-Str. 2.

Airbräu am Flughafen, MAC - Ebene 03 85356 Flughafen.

Augustiner Bräustuben, Landsberger Str. 19. 10:00-24:00.

Löwenbräu Keller, Nymphenburger Straße 2 Stiglmaierplatz.

Paulaner Bräuhaus, Kapuzinerplatz 5 (Ubahn (linee U3/U6 fermata Goetheplatz) oppure in Bus (N°58 fermata Kapuziner Platz).). 11:00-24:00.

Augustiner Keller, Arnulfstraße 52 (S-bahn S7, fermata Hackerbrücke).

Hofbräuhaus, Platzl 9. 9:30-23:30.

Altes Hackerbräuhaus, Sendlinger Str. 14.

Dove alloggiare

Sia che si parta per visitare Monaco, o che ci si rechi per motivi di lavoro, nella città è possibile trovare numerosissime strutture dove alloggiare, aperte in tutto il periodo dell'anno. La città è accogliente e i prezzi sono molto flessibili; è possibile dormire a poco prezzo in pratici ostelli oppure trovare sistemazione in più comodi alberghi

Prezzi modici

Haus International, Elisabethstraße 87 - 80797 Schwabing-West (Fermata tram n°12 di Barbarastraße), ☎ +49 089 120 060, +49 089 120 060. Un "Youth Hotel" che accetta viaggiatori di tutte le età.

Prezzi medi

Catena Accor Hotels. Dispone di vari alberghi in centro e in periferia a prezzi spesso interessanti.

Hotel Atlanta, Sendlinger Straße 58, ☎ +49 89 263 605.

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Cosa vedere a Monaco di Baviera

  1. Alte Pinakothek
  2. Frauenkirche
  3. Gliptoteca
  4. Neue Pinakothek
  5. Haus der Kunst
  6. Lenbachhaus
  7. Giardino botanico Nymphenburg di Monaco di Baviera
  8. Villa Stuck
  9. Collezione Schack
  10. Bayerische Staatsgemäldesammlungen
  11. Alter Botanischer Garten
  12. cattedrale della Beata Vergine Maria e di Sant'Andrea apostolo
  13. Forstenrieder Park
  14. Regattastrecke Oberschleißheim
Mappa di Monaco di Baviera con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Alte Pinakothek

Museo d'arte · Monaco di Baviera

Alte Pinakothek

La Alte Pinakothek è un museo d'arte situato nella Kunstareal di Monaco di Baviera, in Germania. È una delle più antiche e ricche gallerie del mondo. Il nome (Pinacoteca antica) si riferisce al periodo coperto dall'arte — la Neue Pinakothek copre l'arte del XIX secolo e la recentemente aperta Pinakothek der Moderne copre l'arte moderna. Tutte le gallerie fanno parte del Kunstareal di Monaco (l'area dell'arte).

== Storia ==

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La collezione fu fondata da Guglielmo IV che ordinò ad importanti pittori contemporanei di creare alcuni dipinti storici. L'Elettore Massimiliano I acquistò soprattutto dipinti di Albrecht Dürer e suo nipote Massimiliano II Emanuele comprò moltissimi dipinti olandesi e fiamminghi mentre era Governatore dei Paesi Bassi Spagnoli. Dopo la riunificazione della Baviera e del Palatinato le gallerie di Mannheim, Zweibrücken e Düsseldorf furono spostate a Monaco (le prime due nel 1798-99, la terza nel 1806), anche per proteggere le collezioni dalle guerre e dalle spoliazioni napoleoniche. Durante questo periodo, inoltre, in seguito alla secolarizzazione, molti dipinti appartenenti alle chiese e ai monasteri soppressi furono confiscati dallo Stato.

Ludovico I di Baviera collezionò principalmente dipinti tedeschi, olandesi ed italiani del Rinascimento; in particolare acquistò a proprie spese, nel 1827, la famosa collezione di Sulpiz e Melchior Boisserée di Colonia, frutto della passione di due fratelli che avevano comprato moltissime opere dei primitivi tedeschi e fiamminghi svendute negli anni napoleonici; nel 1828, quella Wallenstein, che portò a Monaco altre opere di Dürer; mentre durante i suoi viaggi in Italia da principe ereditario comprò dipinti di Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi e Beato Angelico, tra gli altri. Famosa resta la sua perseveranza per l'acquisto della Madonna Tempi di Raffaello Sanzio dalla famiglia Tempi di Firenze, che durò vent'anni.

Nel frattempo (la prima pietra fu posta nel 1826) aveva ordinato a Leo von Klenze di erigere la galleria. Le sale del museo furono concepite appositamente per ospitare pale come il Grande Giudizio Universale di Rubens, uno dei quadri più grandi che siano mai stati dipinti. Molto moderna per quei tempi, la costruzione divenne un esempio per gli edifici museali in Germania ed Europa a partire dalla sua inaugurazione nel 1836; in particolare divenne anche un modello per le nuove gallerie a Roma, San Pietroburgo, Bruxelles e Kassel. Le acquisizioni proseguirono sporadicamente fino alla seconda metà dell'Ottocento, con alcuni colpi di fortuna come l'acquisto della Madonna del Garofano di Leonardo nel 1889, o dell'Annunciata di Antonello da Messina.

La pinacoteca fu parzialmente distrutta durante la Seconda guerra mondiale dai bombardamenti, che danneggiarono gravemente le decorazioni interne originarie, ma venne ricostruita e riaperta al pubblico alla fine degli anni cinquanta. Dalla fine degli anni sessanta l'appoggio di alcune banche bavaresi ha permesso l'arrivo di numerose opere italiane e francesi del Settecento, ambito nel quale la galleria era carente. Nel 1988 fu necessaria un'ulteriore chiusura, allorché uno squilibrato armato di acido solforico danneggiò gravemente diversi dipinti di Dürer, tra cui l'Altare Paumgartner (oggi restaurato), e la Mater Dolorosa, il cui restauro è terminato solo nel 2009. La galleria fu riaperta solo nel 1998. Gli aggiornamenti ai sistemi di sicurezza hanno comportato la protezione, tramite cristalli invisibili, di tutti i dipinti più importanti.

L'edificio

L'Alte Pinakothek costituisce uno degli episodi più importanti della collaborazione tra Ludovico I e il suo architetto di fiducia Leo von Klenze che dettero vita ad un periodo di grandi realizzazioni che trasformarono l'immagine urbana della città nella stagione più feconda del neoclassicismo tedesco.

L'architetto costruì l'edificio tra il 1826 e il 1836. In quel momenti l'Alte Pinakothek era il più grande museo del mondo e uno dei primi ad essere espressamente progettato per tale utilizzazione. A tal fine fu cercata una perfetta funzionalità, sia per la disposizione in pianta che per la ricerca di illuminazione idonea, ottenuta anche tramite lucernari. L'esterno si presenta in stile neorinascimentale.

L'Alte Pinakothek divenne esemplare per edifici museali in Germania e in Europa dopo la sua inaugurazione nel 1836, per esempio per il Museo dell'Ermitage.

L'edificio del museo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma fu ricostruito cercando che l'edificio rimanesse fedele alla sua architettura originale quanto meno per l'esterno.

Collezione

Il museo ospita un'ampia collezione di varie migliaia di dipinti europei dal XIII al XVIII secolo. Le sue collezioni di antichi dipinti italiani, tedeschi, olandesi e fiamminghi sono tra le più importanti nel mondo. Sono esposti circa 700 dipinti.

I dipinti di scuola tedesca spaziano dal XIV al XVII secolo, con alcuni capolavori assoluti, come la più ricca collezione di lavori di Dürer al mondo.

La collezione dei dipinti fiamminghi e olandesi, spazianti dal XV al XVIII secolo, è una delle più impressionanti al mondo, specialmente dei primi fiamminghi. La collezione dei Rubens, ospitata in ben tre sale, è una delle maggiori al mondo, seconda solo a quella del Museo del Prado.

Le opere di scuola italiana spaziano dal gotico, al Rinascimento fino al Barocco e il XVIII secolo, da Giotto a Canaletto.

Malgrado la stretta relazione del Wittelsbach con la Francia, la collezione francese è la penultima per grandezza, spaziando dal XVI al XVIII secolo.

Per quanto riguarda invece la sezione d'arte spagnola, nonostante sia la più piccola, vi sono rappresentati tutti i grandi maestri dei secoli XVI, XVII e XVIII. I dipinti di Francisco de Goya sono stati trasferiti nella Neue Pinakothek.

Le opere maggiori
Scuola italiana

Beato Angelico

Pietà, 1443

San Cosma e san Damiano davanti a Lisia, 1443

San Cosma e san Damiano salvati dall'annegamento, 1443

Crocifissione dei santi Cosma e Damiano, 1443

Jacopo de' Barbari

Natura morta con pernice, guanti di ferro e dardo di balestra, 1504

Domenico Beccafumi

Sacra Famiglia con san Giovannino e l'agnellino, 1521-

Sandro Botticelli

Compianto sul Cristo morto con i santi Girolamo, Paolo e Pietro, 1495 circa

Domenico Ghirlandaio

Pala Tornabuoni, 1490-1498

Giotto

Ultima cena, Crocifissione e Discesa al Limbo, 1320-1325 circa

Guido Reni

Assunzione di Maria, 1642

Leonardo da Vinci

Madonna del Garofano, 1473 circa

Filippino Lippi

Apparizione di Cristo alla Madonna, 1493 circa

Filippo Lippi

Annunciazione delle Murate, 1450 circa

Madonna col Bambino, 1465 circa

Lorenzo Lotto

Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria, 1506-1508 circa

Masolino da Panicale

Madonna dell'Umilità, 1435 circa

Moretto

Ritratto di un ecclesiastico, 1545 circa

Perugino

Apparizione della Vergine a san Bernardo,1488-1489

Raffaello Sanzio

Sacra Famiglia Canigiani, 1507 circa

Madonna Tempi, 1508 circa

Madonna della Tenda, 1513-1514 circa

Luca Signorelli

Madonna col Bambino, 1492-1493 circa

Tintoretto

Cristo in casa di Marta e Maria, 1567 circa

Battaglia del Taro, 1578-1579

Tiziano

Madonna col Bambino, il Battista e un donatore, 1514 circa

Vanità, 1515 circa

Ritratto di giovane, 1520 circa

Ritratto di Carlo V seduto, 1548

Scuola tedesca

Albrecht Altdorfer

Battaglia di Alessandro e Dario a Isso, 1529

Albrecht Dürer

Altare Paumgartner, 1496-1504 circa

Ritratto di Oswolt Krel, 1499

Autoritratto con pelliccia, 1500

Compianto Glimm, 1500 circa

Ritratto di giovane, 1500

Mater Dolorosa, 1500 circa

Madonna del Garofano, 1516

Suicidio di Lucrezia, 1518

Quattro Apostoli, 1526

Adam Elsheimer

Fuga in Egitto, 1609

Scuola francese

François Boucher

Ritratto di Madame de Pompadour, 1756

Ragazza distesa, 1752

Scuola fiamminga e olandese

Rogier van der Weyden

Trittico di santa Colomba, 1455 circa

Hans Memling

Venuta e trionfo di Cristo, 1480

Hieronymus Bosch

Giudizio universale, 1506-1508

Pieter Bruegel il Vecchio

Paese della cuccagna, 1567

Testa di vecchia contadina, 1568 circa

Jan Gossaert detto il Mabuse

Danae, 1527

Rembrandt Harmenszoon Van Rijn

Deposizione dalla croce, 1633

Peter Paul Rubens

Autoritratto con la moglie Isabella Brant, 1609-1610

Grande Giudizio universale, 1614-1617

Battaglia delle Amazzoni, 1615

Caccia all'ippopotamo e al coccodrillo, 1615-1616)

Cristo con i quattro grandi penitenti, 1617 circa

Due satiri, 1618-1619

Hélène Fourment con il figlio Frans, 1635

Strage degli Innocenti, 1636-1638

Antoon van Dyck

Autoritratto (van Dyck Monaco), 1617-1618

Riposo durante la fuga in Egitto, 1630

Informazioni pratiche

Indirizzo
Barer Straße 27
Orari
Tu,We 10:00-20:30; Th-Su 10:00-18:00
Telefono
+49 89 2380 5216
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.pinakothek.de

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Frauenkirche

Chiesa parrocchiale cattolica · Monaco di Baviera

Frauenkirche

La Frauenkirche, letteralmente Chiesa della Signoria, conosciuta anche come Der Münchner Dom, ovvero Duomo di Monaco, è la chiesa parrocchiale di Monaco che fu costruita tra il XV e il XVI secolo in stile tardo gotico; è una delle principali chiese della città e la cattedrale arcivescovile dell'Arcidiocesi di Monaco e Frisinga. Caratterizzata da tre navate e da torri coronate da cupole a cipolla, è un simbolo della città. La navata centrale raggiunge i 37 metri di altezza, tra le più elevate al mondo per una chiesa a sala. L’interno ospita numerosi affreschi, altari neogotici e una cripta dove sono sepolti diversi membri del casato di Wittelsbach. La chiesa ha subito restauri significativi dopo i danni della Seconda guerra mondiale.

== Storia ==

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Origini e prima chiesa parrocchiale

Nel 1158, Enrico il Leone, duca di Sassonia e Baviera, fece demolire il ponte sul fiume Isar nei pressi di Oberföhring, soggetto a dazi doganali, che apparteneva al vescovo di Freising. Il duca trasferì l’importante attraversamento pedonale nel suo dominio, vicino al piccolo insediamento di Monaco, insieme ai diritti di zecca e di mercato. Tuttavia, il vescovo Alberto riuscì a ottenere il ripristino degli antichi diritti episcopali durante l’assemblea di Ratisbona del 13 luglio 1180. Di conseguenza, il mercato, di recente fondazione, tornò temporaneamente sotto il controllo della diocesi.

La prima chiesa a essere costruita fu la Chiesa di San Pietro, che ricevette i diritti parrocchiali per l’insediamento. Già nel 1240, però, il vescovo di Frisinga Corrado I perse il controllo di Monaco dopo anni di dispute con il duca Ottone II Wittelsbach. La dinastia Wittelsbach si stabilirono nella città, consolidando la loro presenza politica; il casato governò la Baviera fino al 1918.

Nel 1271, a causa della crescita della popolazione, fu necessario riorganizzare le parrocchie cittadine. Oltre alla chiesa di San Pietro, situata a sud di Neuhauser Straße e sede del decano, fu costruita una nuova parrocchia nella parte settentrionale della città, dedicata a Nostra Signora. L’area intorno all’ospedale Heilig Geist fu elevata a terza parrocchia, comportando la costruzione di un nuovo edificio ecclesiastico nell’area della parrocchia femminile. La Chiesa di Nostra Signora (in tedesco Frauenkirche ), fondata nel quartiere nord-ovest, sorge probabilmente sul sito di un grande granaio episcopale. Resti delle mura e del magazzino originari sono tuttora visibili sotto l’attuale chiesa e furono studiati durante la ricostruzione postbellica. Questi reperti permettono di ricostruire la pianta della prima Frauenkirche, leggermente più grande della contemporanea chiesa parrocchiale di San Pietro.

La costruzione dell’edificio riflette chiaramente l’intento dei Wittelsbach di affermare la loro autorità cittadina in contrasto con il precedente dominio episcopale. La basilica, in stile tardo romanico, a tre navate con facciata a doppia torre, fu ampliata all’inizio del XIV secolo con l’aggiunta di un coro più grande.

Nuovo edificio tardo gotico

A metà del XV secolo, il parroco, il capitolo ecclesiastico e soprattutto il duca promossero la ricostruzione della chiesa di Nostra Signora, la Frauenkirche , che nel frattempo aveva subito diversi danni. Contestualmente, si intendeva accrescerne il prestigio mediante l'istituzione di un capitolo collegiale dedicato alla Vergine Maria, che avrebbe comportato la presenza di un numeroso clero. Il 9 febbraio 1468 fu posta la prima pietra della nuova chiesa sotto la direzione del maestro muratore Jörg von Halsbach. L'evento è ricordato da due targhe commemorative collocate presso il portale sud-orientale.

La scelta di Jörg von Halsbach fu legata alla decisione di realizzare l'edificio prevalentemente in laterizio anziché in pietra da taglio. La Frauenkirche rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura tardogotica in mattoni della Germania meridionale e fu completata in circa vent'anni, un periodo relativamente breve per un edificio di tali dimensioni. Tra le costruzioni coeve comparabili per concezione e ambizione vi è la Chiesa di San Martino di Landshut, anch'essa eretta sotto il patrocinio dei Wittelsbach.

Nel 1599, all'interno della Frauenkirche fu eretto un arco trionfale riccamente decorato a stucco. La sua realizzazione fu affidata allo scultore e stuccatore Hans Krumpper, che vi lavorò fino al completamento dell'opera nel 1604. Poiché l'arco sovrastava l'altare dedicato a san Benno, da poco proclamato patrono della città, esso divenne popolarmente noto come «Arco di Benno». Dal 1620, l'asse visivo dell'edificio fu ulteriormente enfatizzato dall'inserimento, sull'altare maggiore, del dipinto dell'«Assunzione della Vergine» realizzato da Pietro Candido. Dopo il 1622, con l'edificazione sotto l'arco del sepolcro della dinastia dei Wittelsbach ad opera dello stesso Krumper, l'Arco di Benno assunse anche il significato di monumento celebrativo della fedeltà alla casa regnante bavarese. Nel contesto della Controriforma, l'interno della chiesa fu sottoposto a un ampio programma di rinnovamento. Gli interventi interessarono soprattutto l'apparato decorativo e gli arredi liturgici, in particolare gli altari, senza tuttavia modificare in modo sostanziale la struttura architettonica dell'edificio.

Riqualificazione e modifiche

L'elevazione della Frauenkirche a cattedrale arcivescovile nel 1821 accrebbe l'interesse per l'edificio e per il recupero del suo presunto aspetto originario. La riscoperta di affreschi ritenuti medievali fornì l'impulso per un ampio intervento di riqualificazione, volto a conferire alla chiesa un aspetto più coerente con il suo nuovo ruolo di cattedrale. Nel corso dei lavori furono rimossi numerosi elementi aggiunti in epoca successiva. L'Arco di Benno venne demolito, mentre il mausoleo dei Wittelsbach fu trasferito dal coro in una posizione più arretrata. Furono inoltre ricostruiti gli stalli del coro realizzati da Erasmus Grasser. Le pareti e i pilastri furono ridipinti in tonalità argillose e giallastre, mentre la volta venne decorata con un cielo stellato dipinto, concepito per creare l'illusione di osservare il firmamento attraverso l'intreccio delle nervature gotiche. Altari e arredi liturgici furono sostituiti o ridisegnati secondo un linguaggio stilistico unitario di gusto neogotico.

Questi interventi riflettevano una concezione ampiamente diffusa nel XIX secolo, secondo la quale l'architettura gotica rappresentava la forma più autentica e solenne dell'arte sacra cristiana, mentre gli stili rinascimentale e barocco erano considerati meno adatti agli edifici religiosi. Tale impostazione caratterizzò l'aspetto della Frauenkirche fino al 1932, quando un nuovo e approfondito restauro portò all'adozione di un diverso schema cromatico per le pareti e le volte dell'edificio.

Distruzione e restauri

Dopo la Seconda guerra mondiale, la Frauenkirche subì gravi danni a seguito dei bombardamenti: la maggior parte degli arredi, della volta storica e delle strutture interne fu distrutta, mentre le due torri principali rimasero in piedi. Sul sito del sepolcro dei Wittelsbach vennero temporaneamente collocate strutture provvisorie e segnate le aree principali dell’altare maggiore. La maggior parte delle opere d’arte più importanti e delle vetrate storiche era stata messa in salvo prima dei bombardamenti. v

Il cardinale Michael Faulhaber promosse la ricostruzione della cattedrale come simbolo di speranza cristiana. Successivamente, la gestione e l’organizzazione dell’edificio furono curate dai cardinali Joseph Wendel e Julius August Döpfner. Nei decenni successivi, l’aspetto della chiesa fu percepito da alcuni visitatori come austero. Nel 1971, l’area del coro fu adattata alle nuove esigenze liturgiche introdotte dal Concilio Vaticano II.

Un restauro completo, condotto tra il 1989 e il 1994, ha riguardato la ricostruzione degli affreschi originali di Jörg von Halsbach, il rinnovamento degli arredi liturgici, degli stalli del coro con le sculture di Erasmus Grasser, del pavimento, delle panche, della cantoria, degli organi e delle cappelle. In queste ultime sono stati ricollocati affreschi e sculture restaurati. Durante il restauro sono state inoltre realizzate nuove sovrastrutture per le pale d’altare, reinterpretando in chiave creativa lo schema originario degli altari barocchi. Con un'altezza di 37 metri, la navata della Frauenkirche è tra le più alte al mondo.

Descrizione

L'attuale edificio è una grande chiesa a sala a tre navate, nella quale la navata centrale si eleva solo leggermente al di sopra di quelle laterali. Le volte a stella contrastano con la sobrietà delle superfici murarie e dei pilastri ottagonali privi di decorazioni. Il deambulatorio è integrato senza interruzioni nella struttura e le cappelle disposte tra i contrafforti esterni si sviluppano lungo l'intero perimetro della navata, contribuendo all'unità spaziale dell'insieme. Le proporzioni dell'edificio sono particolarmente rigorose: la lunghezza dello spazio interno corrisponde a circa tre volte la sua larghezza. All'esterno predominano le ampie superfici in laterizio a vista, caratterizzate da un disegno architettonico improntato alla simmetria e alla chiarezza formale.

La concezione dell'edificio, fondata su volumi compatti e geometrie essenziali, è stata interpretata come un richiamo simbolico alla Gerusalemme celeste descritta nella tradizione cristiana. Le caratteristiche cupole a cipolla che coronano le due torri, oggi uno dei simboli più riconoscibili di Monaco di Baviera, furono realizzate solo intorno al 1525, diversi decenni dopo l'avvio dei lavori. Secondo alcune interpretazioni, la loro forma potrebbe essere stata ispirata dalle raffigurazioni della Cupola della Roccia diffuse nell'Europa tardomedievale. Il completamento delle torri subì probabilmente ritardi sia per la morte di Jörg von Halsbach sia per le difficoltà economiche e politiche connesse alla Guerra di successione di Landshut.

L'interno della Frauenkirche riflette i principi dell'architettura tardogotica sviluppatisi nella seconda metà del XV secolo, caratterizzati da una stretta integrazione tra spazio e struttura. Entrando dal portale principale, il visitatore percepisce una successione di alti pilastri ottagonali che scandiscono la navata e guidano lo sguardo verso il coro. I pilastri, illuminati dalla luce proveniente dalle vetrate, contribuiscono a creare un effetto di verticalità e luminosità che accentua il carattere unitario dello spazio. Le cappelle laterali, aperte sulla navata mediante eleganti griglie, si integrano armoniosamente con il sistema delle vetrate e delle volte, rafforzando la continuità visiva dell'intero ambiente interno.

Cripta Wittelsbach

All'interno della Frauenkirche si trova una cripta in cui sono sepolti diversi membri del casato dei Wittelsbach. I membri sepolti sono:

Luigi IV di Baviera, imperatore del Sacro Romano Impero

Ludovico V di Baviera

Stefano II di Baviera

Giovanni II di Baviera

Ernesto di Baviera

Guglielmo III di Baviera

Adolfo di Baviera

Sigismondo di Baviera

Alberto IV di Baviera

Guglielmo IV di Baviera

Alberto V di Baviera

Ludovico III di Baviera

Coro

Il "Coro della Cattedrale", composto da circa 70 cantanti adulti, costituisce la spina dorsale della musica sacra della Cattedrale di Monaco. Il suo compito principale è l'arrangiamento musicale della liturgia. Con regolari esecuzioni di grandi opere di musica sacra, occupa anche un posto di rilievo nella vita concertistica di Monaco. Probabilmente si formò intorno al 1820 come coro non di corte, dopo l'istituzione della nuova arcidiocesi di Monaco e Frisinga nel 1817 e l'elevazione della Frauenkirche al rango di cattedrale.

Nel XVI secolo, il duca Alberto V di Baviera fondò l'Albertinum, che porta il suo nome, offrendo a dodici ragazzi istruzione gratuita, canto, vitto e alloggio. In cambio, gli studenti dovevano partecipare alle attività musicali della chiesa. Il primo prefetto musicale dell'Albertinum fu il direttore d'orchestra di corte Orlando di Lasso. Nel 1992, questa tradizione è stata ripresa nella sede storica. Oggi, i bambini a partire dai 6 anni frequentano la Scuola di Canto della Cattedrale di Monaco uno o due pomeriggi a settimana, dopo le normali lezioni scolastiche. Qui, il Coro dei Ragazzi e il Coro Femminile della Cattedrale provano in quattro livelli (Principianti, Coro C, Coro B, Coro A), così come il Coro Giovanile della Cattedrale. La Scuola di Canto della Cattedrale offre anche pranzo, assistenza nello svolgimento dei compiti, lezioni di strumento, nonché spazi per il gioco e lo sport. Oltre all'educazione musicale, si promuove lo sviluppo sociale dei bambini e dei giovani secondo i principi cristiani.

Campane

Entrambe le torri contengono dieci campane, fuse nel XIV, XV, XVII e XXI secolo. La loro combinazione è unica e incomparabile in Europa. La campana più pesante, la "Susanna" o "Salveglocke", è una delle campane più grandi della Baviera e fu fusa nel 1490 da Hans Ernst per ordine del duca Alberto IV.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Frauenplatz 1
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.muenchner-dom.de

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Gliptoteca

Museo nazionale · Monaco di Baviera

Gliptoteca

La Gliptoteca di Monaco di Baviera è uno dei più famosi musei tedeschi.

== Architettura ==

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L'edificio venne realizzato a partire dal 1815 dall'architetto tedesco Leo von Klenze sulla base di schizzi di Karl von Fischer. Si trova davanti a Königsplatz ed è un palazzo in stile neoclassico. Il promotore della costruzione dell'edificio fu il futuro re Ludovico I, che voleva dare una nuova sistemazione alla città ed alla nascente piazza. L'edificio venne realizzato in stile ionico. Il colonnato è affiancato dalle statue di divinità, artisti e mecenati dell'epoca classica.

Collezione

Ospita sculture, mosaici e rilievi dell'epoca classica, a partire dall'arte greca del periodo arcaico (ca. 700 a.C.) per finire a quella tarda dell'Impero romano (ca. 400). Le opere sono ripartite in quattro sezioni storiche (tre greche ed una romana):

Epoca arcaica (700 ca. - 510 a.C.)

Epoca classica (510 ca. - 323 a.C.)

Epoca ellenistica (323 - 30 a.C.)

Epoca romana (753 a.C. - 476 d.C.)

I pezzi più importanti di questa collezione sono sicuramente le figure arcaiche provenienti dal tempio di Atena Afaia a Egina del 500 a.C. circa, il Fauno Barberini del 220 a.C. circa e l'Alessandro Rondanini del 338 a.C. circa. Di epoca tardo-repubblicana è una parte dell'Ara di Domizio Enobarbo.

Tra le altre opere si ricordano le seguenti:

Frontoni di Egina, 505-480 a.C. circa

Ritratto di Alessandro Magno, III secolo a.C.

Vecchia ubriaca, II secolo a.C.

Parti dell'Ara di Domizio Enobarbo, 113 a.C.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Königsplatz 3
Orari
Mo off; Tu-We 10:00-17:00; Th 10:00-20:00; Fr-Su 10:00-17:00
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.antike-am-koenigsplatz.mwn.de

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Neue Pinakothek

Museo nazionale · Monaco di Baviera

Neue Pinakothek

La Nuova Pinacoteca (Neue Pinacothek) è un museo di pittura e scultura che conserva opere a partire dal periodo post Rivoluzione francese (1790) fino a al Simbolismo e al Liberty (1910).

Si trova al numero 29 di Barerstraße nel quartiere di Maxvorstadt, nella zona dei grandi musei di Monaco di Baviera chiamata Kunstareal.

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Fu inizialmente costruito da Ludovico I di Baviera. Molto danneggiato durante la seconda guerra mondiale e completamente distrutto nel dopoguerra, venne ricostruito negli anni ottanta da Alexander von Branca in stile moderno.

La pinacoteca espone opere di: Francisco Goya, Thomas Gainsborough, Jacques-Louis David, Eugène Delacroix, Paul Gauguin, Paul Cézanne, Gustave Courbet, Edgar Degas, Gustav Klimt, Wilhelm Leibl, Max Liebermann, Claude Monet, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Giovanni Segantini, Georges-Pierre Seurat, Paul Signac, Alfred Sisley, Carl Spitzweg, Vincent van Gogh, Hans von Marées, Egon Schiele, Franz von Stuck, Ferdinand Hodler, Antonio Canova, Angelika Kauffmann, Max Zimmermann, Karl Spitzweg, Caspar David Friedrich, Anton Graff, Johann Friedrich Overbeck, James Ensor, Edvard Munch, Fernand Khnopff, Arnold Böcklin, Theo van Rysselberghe, Édouard Vuillard, Constantin Meunier, Johann Christian Reinhart e altri artisti.

Dal gennaio 2019 la pinacoteca è chiusa per lavori di ristrutturazione (fino al 2025 presumibilmente).

Una parte dei capolavori si trova al pian terreno ala est della Alte Pinakothek.

Le opere maggiori

Édouard Manet

Monet che dipinge sulla sua barca

Paul Cézanne

Terrapieno, 1870

Vincent van Gogh

I girasoli, 1888

Informazioni pratiche

Indirizzo
Barer Straße 29
Telefono
+49 89 23805195
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.pinakothek.de

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Haus der Kunst

Museo d'arte · Monaco di Baviera

Haus der Kunst

L'Haus der Kunst (it. "Casa dell'Arte") è un museo di Monaco di Baviera.

== Storia ==

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Il palazzo espositivo venne costruito tra il 1933 ed il 1937 in stile impero nazista-classicheggiante, su progetto di Paul Ludwig Troost per volontà di Adolf Hitler, che posó anche la prima pietra. L'edificio divenne uno degli esempi della nascente architettura nazionalsocialista, designata precedentemente dallo stesso Adolf Hitler in gioventù che durante gli anni di soggiorno a Linz, disegnò progetti innovativi di urbanistica ed architettura, che riguardavano le città austriache di Linz e di Vienna.

Il museo venne inaugurato nel 1937 con una mostra di arte di propaganda, Große Deutsche Kunstausstellung, dichiarata dai nazisti l'autentica arte tedesca. In contemporanea si organizzò in un palazzo non molto lontano, La mostra d'arte degenerata, in cui veniva ridicolizzata l'arte di avanguardia e i suoi cosiddetti capolavori, che doveva da lì in poi sparire dalla Germania del Terzo Reich.

Oggi l'edificio viene utilizzato per varie mostre di arte.

Informazioni pratiche

Orari
Mo-Su 10:00-20:00; Th 10:00-22:00
Telefono
+49 89 21127-113
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.hausderkunst.de

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Lenbachhaus

Edificio museale · Monaco di Baviera

Lenbachhaus

La Städtische Galerie im Lenbachhaus ("Galleria Civica nel Lenbachhaus") si trova nella Luisenstraße 33 a Monaco di Baviera (Germania); è un museo d'arte ottocentesca, moderna e contemporanea.

== Storia ==

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L'edificio che oggi ospita il museo venne commissionato dal pittore Franz von Lenbach all'architetto Gabriel von Seidl, come residenza privata. La casa ed il giardino vennero realizzati sullo stile di una villa neorinascimentale italiana, con l'inclusione di elementi barocchi. Nel 1924 la villa venne acquistata dal comune per essere adibita a galleria d'arte, con l'aggiunta di una nuova ala.

Dal 2009 al 2013 il museo è stato oggetto di lavori di ristrutturazione ed ampliamento su progetto dell'architetto Norman Foster.

Collezione

La collezione comprende opere di pittori che soggiornarono a Monaco dal XIX al XX secolo. Tra gli autori più importanti ospitati presso la galleria vi sono Franz von Stuck, Franz von Lenbach, Richard Riemerschmied, Max Slevogt, Wilhelm Leibl, Lovis Corinth, Der Blaue Reiter. Nel 1957 Gabriele Münter, compagna di Vasilij Kandinskij fino al 1914, offrì al museo la propria collezione privata di quadri dell'artista, soprattutto del periodo di Monaco e di Murnau. Un'altra importante donazione fatta al museo comprende opere di Paul Klee, Franz Marc, Joseph Beuys, Andy Warhol, Wolf Vostell e August Macke.

Le opere maggiori

Vasily Kandinsky

Gabriele Münter mentre dipinge a Kallmünz, 1903

Gabriele Münter (Kandinskij), 1905

Coppia a cavallo, 1906

La vita variopinta, 1907

Murnau. Veduta con ferrovia e castello, 1909

Africano (Improvvisazione 6), 1909

Montagna, 1909

Improvvisazione 19, 1911

Improvvisazione 21, 1911

Dama a Mosca, 1912

Remi (Improvvisazione 26), 1912

Crepaccio (Improvvisazione), 1914

Macchia rossa II, 1921

Alcune opere

Informazioni pratiche

Indirizzo
Luisenstraße 33
Orari
Mo off, Tu-Su,PH 10:00-18:00; Th 10:00-20:00
Telefono
+49 89 233 32004
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.lenbachhaus.de

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Giardino botanico Nymphenburg di Monaco di Baviera

Orto botanico · Monaco di Baviera

Giardino botanico Nymphenburg di Monaco di Baviera

Il giardino botanico Nymphenburg di Monaco di Baviera è un orto botanico situato a fianco dell'omonimo parco che ha una estensione di circa 22 ha.

Ogni anno attira più di 400.000 visitatori e si tratta di uno dei giardini botanici più grandi della Germania.

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Informazioni pratiche

Indirizzo
Menzinger Straße 65
Orari
Oct 29-Mar 30 09:00-16:30 "letzter Einlass um 16 Uhr, Südeingang schließt um 16:15 Uhr", Mar 31-Oct 28 09:00-17:30 "letzter Einlass um 17:00 Uhr, Südeingang schließt um 17:45 Uhr"; Dec 24, Dec 31: off
Biglietto
5.50 EUR
Telefono
+49 89 17861 316
Come arrivare
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Sito ufficiale
botmuc.snsb.de

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Villa Stuck

Museo d'arte · Monaco di Baviera

Villa Stuck

La Villa von Stuck si trova a Monaco di Baviera nel quartiere di Bogenhausen. Dal 1992 è stata aperta al pubblico come museo. Qui si possono ammirare l'abitazione storica e l'atelier dell'artista monacense Franz von Stuck (1863–1928). Sia la Villa stessa come anche l'arredamento furono tutti disegnati dall'artista. Il museo è oggi un grande Gesamtkunstwerk delle opere Liberty classicheggianti di questo artista di origine umile che fu elevato al rango di conte per le sue doti artistiche.

La Villa neoclassica fu costruita sulla Prinzregentenstraße (n. 60) negli anni 1897/98, quando von Stuck era trentacinquenne.

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Dimora assai sontuosa, la villa comprende stanze di abitazione privata come pure sale di rappresentanza (salone di ricevimento, sala da musica, boudoir, biblioteca, salotto per le dame, fumoir ecc.) e inoltre l'atelier del pittore. Mentre la bianca, lineare ed elegante facciata, con le sue colonne doriche, rimanda alla severa sobrietà dell'arte classica, nell'interno le decorazioni, le sculture, le tappezzerie e il mobilio fondono in una sintesi raffinata elementi diversi ispirati all'arte antica, ai Bizantini, all'Oriente e al Rinascimento italiano, tuttavia con una personale e unificatrice reinterpretazione, da parte dell'artista, che tiene conto degli sviluppi e delle più importanti linee di tendenza del tardo Ottocento.

Von Stuck adornò la dimora con pregevoli copie di sculture famose, come ad es. la cosiddetta Medusa Rondanini (originale alla Glyptotheck di Monaco), oppure la celebre Venere de' Medici (originale agli Uffizi). Vi si trova anche la copia di un autoritratto di von Stuck (anche di questo dipinto l'originale si trova agli Uffizi) e soprattutto è notevole una sorta di altare pagano, realizzato espressamente dall'artista, con marmi e nicchie a mosaici dorati, sovrastato dal più celebre dei suoi dipinti (Die Sünde - "Il peccato", 1893), che suscitò grande scalpore all'epoca della sua prima esposizione a Monaco: circondata da una massiccia cornice dorata, emerge da un fondo scuro una donna nuda (probabilmente Eva) dai capelli bruni e dallo sguardo provocante, quasi ipnotico, avvolta da un enorme serpente.

Curiosità

Fra le iscrizioni dorate su fondo scuro, incise sulle pareti della sala da musica, Franz von Stuck fece apporre questa citazione tratta da Il mercante di Venezia di Shakespeare: "L'uomo che non ha in sé un istinto musicale, che non è commosso dall'armonia di dolci suoni, è capace di tradimento, di rapina e di inganno. Non fidarti di un tipo così".

Il suo celebre quadro Die Sünde ("Il Peccato") approdava 50 anni fa in Italia, come 'pezzo forte' della Mostra "Le Muse inquietanti - I Maestri del Surrealismo" (Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna, novembre 1967 - gennaio 1968).

Informazioni pratiche

Indirizzo
Prinzregentenstraße 60
Orari
Tu-Su 11:00-18:00
Telefono
+49 89 455 551-0
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.villastuck.de

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Collezione Schack

Museo d'arte · Monaco di Baviera

Collezione Schack

La Schack-Galerie è una pinacoteca di Monaco di Baviera.

== Storia ==

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La collezione della pinacoteca apparteneva al conte Adolf Friedrich von Schack che, appassionato di arte e grande viaggiatore, era conservata presso la propria abitazione, un palazzo nei pressi dei Propyläen. Alla sua morte, lasciò la propria collezione all'imperatore Guglielmo II a patto che però rimanesse a Monaco. L'imperatore decise di far costruire un edificio per ospitare la vasta collezione. Il progetto venne realizzato da Max Littmann e l'edificio venne ultimato nel 1910. L'edificio ha una facciata neoclassica ed è simile al castello che von Schack possedeva a Berlino. Il conte viene encomiato nell'iscrizione sulla facciata. Nel 1939 il museo venne unito alla Collezione Statale Bavarese.

Collezione

Le 17 sale della pinacoteca ospitano una collezione di autori tedeschi che parte dal periodo tardo-romantico. Tra gli oltre 270 quadri della collezione, si annoverano opere di Moritz von Schwind, Arnold Böcklin, Anselm Feuerbach, Karl Spitzweg, Franz von Lenbach e Hans von Marées. Oltre a tali famosi autori, sono esposte opere di pittori di giovani pittori sovvenzionati da von Schack.

Di questa collezione ha parlato con entusiasmo nel 1942 anche Adolf Hitler, il quale ne esaltava il fatto che fosse stata fondata e costituita attraverso la passione e l'impegno di un solo uomo.

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Informazioni pratiche

Indirizzo
Prinzregentenstraße 9
Orari
We-Su 10:00-18:00
Telefono
+49 89 23805 224
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.pinakothek.de

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Bayerische Staatsgemäldesammlungen

Museo d'arte · Monaco di Baviera

Bayerische Staatsgemäldesammlungen

Museo in Germania

Informazioni pratiche

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Alter Botanischer Garten

Orto botanico · Monaco di Baviera

Alter Botanischer Garten

L'Alter Botanischer Garten (Vecchio Giardino Botanico) è un giardino di Monaco di Baviera, nelle vicinanze della Karlsplatz, dirimpetto al palazzo della giustizia.

== Storia ==

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Il giardino, a pianta semicircolare, venne costruito tra il 1804 ed il 1814 su progetto di Ludwig von Sckell, ideatore anche dell'Englischer Garten.

L'accesso al giardino avviene attraverso un portale in stile neoclassico, realizzato nel 1811 da Emanuel Joseph d'Herigoyen e recante un'iscrizione tratta da un'opera di Goethe.

Nel 1854 all'interno del giardino venne costruito il Glaspalast, ispirato al Crystal Palace di Londra. Il palazzo venne costruito per la prima Esposizione Industriale.

Nel 1875 fu smantellata la Fontana del Glaspalast (creata da August von Voit nel 1853), poi ricostruita integralmente nel quartiere di Haidhausen, in Weißenburger Platz.

Nel 1914 fu realizzato un nuovo Giardino botanico Nymphenburg di Monaco di Baviera adiacente ai giardini del Castello di Nymphenburg, pertanto il vecchio giardino botanico divenne un parco comunale.

Nel 1931 il palazzo andò distrutto a causa di un incendio e andarono perduti anche vari dipinti del periodo romantico tedesco. Nel decennio successivo al suo posto fu costruito un padiglione per esposizioni d'arte di dimensioni modeste, nel quale ancora oggi vengono organizzate mostre.

Tra il 1935 ed il 1937 venne costruito un ristorante all'interno del parco e Joseph Wackerle realizzò la Neptunbrunnen (Fontana di Nettuno), con una statua ispirata al David di Michelangelo.

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cattedrale della Beata Vergine Maria e di Sant'Andrea apostolo

Cattedrale · Monaco di Baviera

cattedrale della Beata Vergine Maria e di Sant'Andrea apostolo

La cattedrale della Beata Vergine Maria e di Sant'Andrea apostolo (in tedesco Kathedrale Maria Schutz und St. Andreas; in ucraino Собор Покрови Пресвятої Богородиці та Св. Андрія Первозванного?, Sobor Pokrovy Presvjatoï Bohordyci ta Sv. Andrija Pervozvannoho) è una chiesa di Monaco di Baviera e cattedrale dell'esarcato apostolico di Germania e Scandinavia.

== Storia e descrizione ==

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La chiesa è stata edificata nel 1976 in stile costruttivista, su progetto dell'architetto tedesco Erwin Schleich, e consacrata il 17 ottobre dello stesso anno. Il 22 novembre 2008 vi è stato inaugurato un memoriale per le vittime dell'Holodomor.

L'esterno è arricchito da rilievi in bronzo rotondi raffiguranti i fondatori del cristianesimo in Ucraina: a sinistra dell'ingresso San Vladimiro di Kiev e a destra Santa Olga.

L'interno è decorato con opere d'arte di Sviatoslav Hordynsky.

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
www.ukr-kirche.de

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Forstenrieder Park

Foresta di stato · circondario di Monaco di Baviera

Forstenrieder Park

Il Forstenrieder Park è un'estesa foresta a sud-ovest di Monaco di Baviera. La foresta, principalmente di proprietà demaniale, è perlopiù un'area non incorporata di 37,08 km² del circondario di Monaco. Assieme al Forst Kasten (a cui è collegato senza interruzione) e alla foresta di Fürstenried forma un territorio naturalistico protetto di 4 912 ettari.

In passato questi territori rappresentavano un'area silvopastorale e una zona di caccia dei nobili e dei signori del casato dei Wittelsbach, mentre oggi costituiscono un'estesa foresta di conifere e di boschi misti molto importanti sia come fonte di materie prime e acqua potabile sia per il clima locale. Inoltre, il territorio fa parte della cosiddetta cintura verde di Monaco, una superficie di circa 335 km² di aree naturali che circonda la città. Il Forstenrieder Park viene utilizzato come area di relax e di numerose attività per il tempo libero da parte della popolazione di Monaco di Baviera.

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Geografia e geologia
Posizione

Il Forstenrieder Park confina con i quartieri meridionali di Monaco Solln, Forstenried e Fürstenried. In senso orario, gli altri confini del Forstenrieder Park sono: Pullach, Baierbrunn, Hohenschäftlarn, Oberdill, Leutstetten, Buchendorf e Neuried. L'autostrada Monaco–Garmisch-Partenkirchen (A 95) passa in mezzo al Forstenrieder Park. La foresta è altresì attraversata da numerose altre strade, perlopiù parallele o disposte ad angolo retto l'una con l'altra. A est, la foresta è localmente delimitata dalla strada federale 11, che collega Monaco a Wolfratshausen.

Un tempo, a nord il territorio del Forstenrieder Park si estendeva fino all'Hirschgarten, a est fino all'Isar e a sud fino al lago di Starnberg, mentre a ovest i villaggi di Buchendorf, Krailling, Planegg e Lochham erano ancora terreni boschivi.

Suddivisione amministrativa

All'area non incorporata del Forstenrieder Park appartengono quattro distretti boschivi statali, a ognuno dei quali sono associati un numero romano e il nome di una delle strade che attraversa il bosco (i cosiddetti "Geräumt"):

distretto boschivo statale XII Hirschwiese (a est)

distretto boschivo statale XIII Spitzelsgräben (a sud)

distretto boschivo statale XV Heuberg (a ovest)

distretto boschivo statale XVI Sauschütt (a nord).

I distretti sono separati l'uno dall'altro dall'autostrada 95, che nel tratto tra Monaco e Starnberg corre in direzione nord-est-sud-ovest lungo lo storico tracciato della strada Chaußee, e dal Ludwigsgeräumt, posto approssimativamente ad angolo retto rispetto all'autostrada.

A nord-est, un'enclave di circa 910 m² del Forstenrieder Park si trova all'interno della città di Monaco di Baviera.

Geologia

Nell'ultima era glaciale (la glaciazione di Würm) le acque provenienti dal ghiacciaio Isar-Loisach trasportarono grandi quantità di detriti arrotondati verso nord, in particolare nella pianura ghiaiosa di Monaco su cui giace gran parte del Forstenrieder Park. Nella parte settentrionale della foresta, lo strato di ghiaia risalente alla suddetta era glaciale ha uno spessore medio di 20-30 metri e si appoggia su sedimenti di molassa di epoca pre-glaciale ricchi di falde acquifere. Nella parte meridionale, tra i solchi di deflusso risalenti alla glaciazione di Würm sono rimaste antiche morene e ghiaie ricoperte di löss della penultima era glaciale (glaciazione di Riss). Si tratta di valli lunghe fino a 5 km e profonde fino a 10 metri, come ad esempio l'Ottertal, caratterizzate da Fließerden e ghiaie periglaciali.

Storia
Dal XIV al XVIII secolo

Nel 1399 Ludovico VII di Baviera-Ingolstadt comprò l'antica Baierbrunn assieme al Forstenrieder Park. Da quel momento in poi, la foresta diventò il luogo di caccia preferito dei Wittelsbach, cosicché per secoli la foresta poté godere di una particolare protezione. Secondo una leggenda, tra il 1640 e il 1650 il Forstenrieder Park fu colpito da una grande invasione di lupi.

Dal 1687 il principe Massimiliano II Emanuele fece realizzare una serie di ampie vie (i "Geräumt"), sentieri e spiazzi per esercitare la cosiddetta "caccia par force".

Un tempo la foresta si estendeva molto oltre i suoi attuali confini. In particolare, il Forstenrieder Park arrivava fino al castello di Fürstenried, fatto costruire da Massimiliano Emanuele come residenza di caccia nel mezzo di quello che una volta era chiamato Hirschjagdpark, un parco per la caccia al cervo. Sull'esempio del castello Bouchefort di Bruxelles, il castello di Fürstenried servì come alloggio per battute di caccia, banchetti, feste e balli. Tra il 1733 e il 1735 Il principe Carlo VII di Baviera, successore di Massimiliano Emanuele, fece costruire nel Forstenrieder Park altre quattro residenze di caccia, soprannominate in base ai loro colori: la casa gialla, la casa blu, la casa rossa e la casa verde. Nonostante della casa gialla, già demolita nel 1746, non ci sia più oggi alcuna traccia, nel suo viaggio attraverso Monaco Johann Jakob Küchel annotò come l'edificio avesse un'impostazione simile a quella del Pagodenburg del parco di Nymphenburg, che fosse circondato da otto padiglioni e che giacesse nel quadrato che oggi è delimitato dal Zyllnhardgeräumt, dall'Augustengeräumt, dal Preysinggeräumt e dalla Spitzelbergweg, oggi corrispondente a un'ordinaria area boschiva nel mezzo della foresta. Dalla casa gialla partiva una delle vie che conduceva al castello di Fürstenried.

Traccia storica degli attuali quattro distretti boschivi del Forstenrieder Park si trova in una mappatura del 1796.

XIX secolo

All'inizio del XIX secolo, il Forstenrieder Park diventò teatro delle grandi battute di caccia di Massimiliano II, seguite da festosi banchetti di corte al castello di Fürstenried. La più famosa di queste battute vide la partecipazione di Napoleone Bonaparte e fu indetta il 6 gennaio 1806, in occasione della nomina della Baviera a regno.

Nella prima metà del XIX secolo si assistette tuttavia a un progressivo cambiamento d'uso della foresta. Nel 1803 tutte le proprietà private furono scorporate. Nel 1810 fu per la prima volta istituita una mirata gestione forestale, e in luogo dei vecchi varchi di caccia furono realizzati i Geräumt.

Al fine di proteggere l'area dalle devastazioni da parte di branchi di animali, nel 1850 si provvide all'erezione di una recinzione, che nella parte occidentale del Forstenrieder Park fu tuttavia demolita nel 1919. A causa di frequenti incidenti stradali dovuti all'attraversamento da parte di animali selvatici, la strada tra Monaco e Starnberg fu in seguito corredata di una nuova recinzione su entrambi i lati.

Mappa storica del 1877

La forma attuale del Forstenrieder Park risale al 1853, con lo scorporamento delle foreste private di Pullach e della foresta municipale di Buchendorf.

Tra il 1889 e il 1892 una grande fetta degli alberi della parte orientale della foresta fu colpita da un attacco da parte di larve falene suore, che rese necessario il taglio di circa 550000 metri cubi di legna. Quest'area fu in seguito riforestata.

XX secolo

Il parco fu colpito da incendi boschivi nel 1747, nel 1815, nel 1912, nel 1915, nel 1920, nel 1921 e nel 1926.

Il poligono di tiro di Hubertus, istituito nel 1924 al confine con il distretto di Unterdill di Forstenried, viene ancora oggi regolarmente utilizzato per eventi di tiro.

Nel 1925 sul Ludwigsgeräumt venne installata una linea elettrica che corre in direzione sudest-nordovest.

L'11 agosto 1932 nel Forstenrieder Park fu aperto il primo campo di lavoro nazionalsocialista nell'Alta Baviera (quattro anni dopo chiamato con il nome di un ufficiale nazista di nome Hermann Gmelin). In occasione delle Olimpiadi invernali del 1936, la strada statale da Monaco a Starnberg fu raddrizzata e ampliata. Da allora, la strada viene chiamata Olympiastraße.

Seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale nel Forstenrieder Park si sarebbero dovute costruire molte fabbriche di munizioni ma l'opposizione di buona parte della città di Monaco riuscì a evitare questo cambio di destinazione d'uso. Le fabbriche furono invece costruite nella foresta di Wolfratshausen, vicino a Geretsried. Verso la fine della guerra, circa 400 ettari di foresta furono distrutti da bombardamenti. Le incursioni aeree su Monaco di Baviera si svolsero principalmente da sud sul lago di Starnberg e sul parco di Forstenried. All'estremità meridionale dell"Hochspannungsgeräumt, i nazisti avevano fatto costruire una stazione fittizia di legno, comprensiva di locomotive, da utilizzare come bersaglio fantoccio per i nemici.

Incursioni aeree mirate da parte degli alleati ebbero come obiettivo la zona industriale di Höllriegelskreuth (in particolare Linde). Per questa ragione, si presume che il Parco di Forstenried contenga ancor oggi ordigni inesplosi, come quello rinvenuto nell'autunno del 2010.

Dal secondo dopoguerra a oggi

Il 25 settembre del 1963 il Forstenrieder Park e le aree forestali adiacenti furono dichiarate zona protetta. L'associazione Schutzgemeinschaft Freunde des Forstenrieder Park, fondata nel 1965 e che oggi conta oltre 500 membri, da allora collabora con l'ufficio forestale statale di Monaco per curare e mantenere la foresta in ordine.

A fianco alla strada statale da Monaco a Starnberg, tra il 1966 e il 1969 fu costruita un'autostrada che da allora taglia l'area del parco in due. La costruzione dell'autostrada significò la fine di alcuni esercizi storici come la locanda nella Forsthaus Oberdill (che da allora è una stazione di polizia) e la Holzhackerhaus, una casa per falegnami demolita nel 1963.

Durante i temporali della primavera del 1990 (uragano Wiebke), nel Forstenrieder Park - come del resto in gran parte della Baviera - si registrarono grossi danni, e tutti gli alberi più vecchi dovettero essere abbattuti. Da allora, l'amministrazione forestale statale ha compiuto sforzi crescenti per dare alla foresta una struttura più resistente e per sostituire le colture di solo abete rosso con foreste miste. Questo approccio è anche utile in vista di un possibile cambiamento climatico, in cui gli abeti rossi a radice piatta su superfici di ghiaia con solo una piccola quantità di humus possono essere danneggiati più facilmente durante periodi più lunghi di siccità.

A partire dal 2008 le città di Monaco e di Starnberg, nonché i comuni di Gauting, Neuried, Schäftlarn e Pullach hanno rivendicato l'inclusione delle aree non incorporate facenti parte della foresta. Alla fine del 2013, non essendo ancora in vista alcun accordo per via di controversie sui confini nate tra i comuni, l'ufficio comunale e distrettuale di Monaco ha tuttavia richiesto un'interruzione provvisoria del processo di integrazione del parco Forstenried.

Flora e fauna
Fauna

Oltre ad animali selvatici come volpi, tassi, procioni, caprioli, puzzole, conigli selvatici e scoiattoli, la foresta ospita anche cervi, daini e cinghiali. Contrariamente alla foresta di Ebersberg, situata est di Monaco, nel Forstenrieder Park non ci sono mufloni.

All'interno del Forstenrieder Park sono state rilevate 56 specie di uccelli, tra cui il picchio grigio, il picchio verde, la sterpazzola, l'avèrla piccola e il passero mattugio, ma anche alcune specie incluse nella lista rossa come l'astore, lo sparviero eurasiatico, il cuculo, la civetta nana e la civetta capogrosso. Il rospo comune è uno degli anfibi che vivono nella foresta.

Nel Forstenrieder Park vivono insetti come il locustone brizzolato, le barbitistes e l'osmoderma eremita. Vi si ritrovano inoltre farfalle come l'argo azzurro, la pafia, l'aglaia, la boloria selene, l'iperanto, la maniola jurtina, la ninfa minore, la galatea, la vanessa levana, la vanessa del cardo, l'occhio di pavone, la vanessa dell'ortica, l'ochlodes sylvanus,, la vanessa antiopa, l'iride e l'apatura ilia. Alla fine del XX secolo nel Forstenrieder Park si poteva osservare anche la coenonympha hero, una specie di farfalle della famiglia delle ninfalidi che in Baviera è in via d'estinzione.

Flora

Nel XVIII secolo il Forstenrieder Park consisteva ancora principalmente di latifoglie come faggi, querce, betulle e carpini bianchi. Dal 1810, i prati del parco furono prima riforestati con olmi, aceri e fraxini e in seguito, dal 1837, con abeti rossi e pini silvestri. Oggi il panorama del parco è dominato dalle conifere e, in particolare, dall' abete rosso. Nella foresta trovano posto anche pini di Weymouth e larici.

Una delle attrazioni principali del Forstenrieder Park è una quercia di 400-500 anni, con una circonferenza del tronco di 4,5 metri, situata lungo la via Julia, una strada romana che connetteva Günzburg (Guntia) a Salisburgo (Iuvavum) attraverso Augusta (Augusta Vindelicorum) e che passava attraverso il Forstenrieder Park. Nella foresta si trova anche un faggio con una circonferenza di 4 metri.

Tra i fiori occorre menzionare l'arnica, la salvastrella maggiore, il lilioasfodelo minore e la liliagine.

Luoghi d'interesse
Aree archeologiche

Nell'area del Forstenrieder Park compresa tra le valli dei fiumi Würm e Isar si trovano quindici aree contenenti tumuli risalenti all'età del bronzo e alla cultura di Hallstatt. In totale, si registrano oltre 73 tumuli preistorici.

Altra particolarità del Forstenrieder Park sono due pietre commemorative che ricordano l'antico tracciato della Via Julia, una strada romana risalente al 50 d.C. che, attraverso la foresta, portava da Augusta Vindelicorum (Augusta) a Juvavum (Salisburgo). Le pietre commemorative furono fatte installare da Massimiliano II di Baviera agli incroci che la Via Julia formava con la Wolfratshauser Straße e con la Starnberger Landstraße. Fino al 1979 la pietra sulla strada per Starnberg si trovava nello spartitraffico dell'Autostrada A95 Monaco-Garmisch-Partenkirchen, dopodiché fu spostata a ovest rispetto alla sede autostradale. Il tracciato dell'antica Via Julia attraverso il Forstenrieder Park appare oggi come un sentiero boschivo, ai lati del quale si possono ancora trovare tracce delle cave di materiale usate per la costruzione della strada.

Edifici e monumenti

Ai margini del Forstenrieder Park ci sono diversi uffici e case forestali, tra cui:

la Forsthaus Oberdill, situata all'ingresso sud-occidentale della foresta, che attualmente ospita una stazione di polizia ma che fino al 1964 era adibita al servizio forestale (funzione che dal 1965 fu trasferita in un altro edificio appositamente costruito a Baierbrunn);

la Forsthaus Forstenried, situata nel centro di Forstenried, monumento storico che ospita la sede dell'ufficio forestale di Monaco.

Altri uffici dell'amministrazione forestale si trovano ai confini della città di Monaco, a Unterdill e Maxhof.

La Casa gialla, una capanna di servizio costruita nel 1842 all'incrocio tra i Geräumt Ludwig e Karolinen (da non confondere con l'omonima residenza di caccia esistita tra il 1734 e il 1746), contiene affreschi di Friedrich Anton Wyttenbach. In corrispondenza di questo incrocio nel centro del parco naturale, vicino ad alcuni pannelli informativi dell'ufficio forestale sulla storia del parco si trovano una fontana, una croce di legno e le cosiddette Brüdereichen, due querce piantate da un forestale di nome Goebel in memoria dei suoi due figli caduti nella prima guerra mondiale.

La cosiddetta Casetta delle streghe, situata all'intersezione del Ludwigsgeräumt e dell'Elisengeräumt, è una capanna per l'alloggio dei lavoratori, che la tradizione vuole essere stata abitata da spiriti.

Ai tempi delle cacce alla corte, ci furono ripetuti scontri tra cacciatori e bracconieri, con vittime da entrambi i lati. A testimonianza di questi fatti, lungo i sentieri della foresta si trovano ancora tavole commemorative come il Grüne Marter, una colonna commemorativa che la tradizione vuole eretta in memoria della fortuita uccisione di un cacciatore. Menzionata per la prima volta nel 1701, il Grüne Marter fu restaurato nel 1772 e nel 2000. In seguito all'istituzione di una zona protetta, nel 2004 la colonna fu spostata circa 300 metri più a est sul Karolinengeräumt, a poco più di un chilometro a sud-ovest della casetta di servizio della Casa gialla. ll Grüne Marter riporta una tavola con un'immagine di Maria e della Maddalena accanto a Cristo crocifisso, corredata di un'iscrizione (già nel 2010 illeggibile) che in origine recitava:

Disse Daffel hat verlobt der erengeachtete Franz Jägerhuber chrfstl. Revierförster. anno 1772.

L'iscrizione menzionava dunque il fatto che la tavola fosse stata apposta nel 1772 da un forestale di nome Franz Jägerhuber, assieme a una preghiera (dacci o Gesù la tua benedizione / che noi confessiamo vera penitenza / di risorgere dai morti / e con te vivere in eterno).

Altri luoghi d'interesse

Sul Linckgeräumt tra il Max-Joseph-geräumt e il Karlgeräumt si trova l'Achterlacke (precedentemente noto come Sauschutt), un abbeveratoio del XIX secolo con annesso una fontana con acqua potabile. L'Achterlacke intercetta la condotta che porta l'acqua lunga da Großhesselohe a Warnberg. Nei pressi dell'Achterlacke si trova il Königseichengruppe, un insieme di alberi che il guardaboschi reale e supervisore del parco Heller piantò in modo tale da formare le lettere L e M, in onore dei re Ludovico I e Massimiliano II. Gli alberi del Königseichengruppe sono oggi alti circa 80 metri e, nonostante il rimboschimento, sono ancor oggi ben riconoscibili.

L'Eichelgarten (lett. "giardino delle ghiande") è un pascolo boschivo di circa otto ettari situato lungo l'antica strada romana tra l'autostrada e Buchendorf. Caratterizzato dalla presenza di querce secolari, l'Eichelgarten fornisce un'idea di quale aspetto dovesse avere buona parte del Forstenrieder Park nel XVI e XVII secolo, quando agli allevatori era concesso di condurre il bestiame nei boschi per il pascolo. L'area di queste zone silvopastorali era fino a cento volte più grande di quella dell'odierno Eichelgarten. Con la progressiva diminuzione dell'utilizzo di queste zone a pascolo, all'inizio del XIX secolo si procedette a una sempre maggiore riforestazione con abeti rossi. Oggi l'Eichelgarten rappresenta un habitat per specie rare, e 18 ettari di questa area sono protetti come Zona Speciale di Conservazione. In virtù della particolare importanza di quest'area per Forstenrieder Park, è stato sviluppato uno speciale concetto di gestione.

Il 25 aprile 1990 l'associazione Schutzgemeinschaft Freunde des Forstenrieder Park piantò lungo un tratto del Karolinengeräumt 26 alberi di diverse specie prevalentemente autoctone: quercia peduncolata, carpine, tiglio selvatico, sorbo degli uccellatori, sicomoro, betulla della neve, faggio, robinia, quercia rossa, ippocastano, sorbo, olmo montano, ciliegio aspro, frassino, olmo bianco, noce canaletto, acero campestre, ciliegio, melo selvatico, acero riccio, pero selvatico, pioppo bianco, pruno, betulla, pioppo tremulo e albero dei tulipani. Per l'occasione, questo tratto del Karolinengeräumt fu ridenominato Allee der Freundinnen e Freundes der Forstenrieder Park (Viale delle amiche e degli amici del Forstenrieder Park).

Il Gottesdienstwiese Kreuzbichll è un prato nel Forstenrieder Park su cui, di norma, una volta all'anno la parrocchia della Santa Croce di Forstenried celebra una messa. La radura, che si trova a sinistra del percorso verso Warnberg che poco dopo si dirama dalla Neuhauser-Weg a sud di Unterdill, fu consacrata nel 1979. Nel 1993 vi furono installati una croce e un altare per le messe.

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Regattastrecke Oberschleißheim

Campo di regata · Monaco di Baviera

Regattastrecke Oberschleißheim

Il Regattastrecke Oberschleißheim, noto anche come Regattaanlage Feldmoching-Oberschleißheim, è un lago artificiale, rettangolare e lungo 2,23 km, sito al confine settentrionale di Monaco di Baviera. È stato realizzato per i Giochi olimpici estivi di Monaco di Baviera 1972 ed è stato sede delle competizioni di canoa e di canottaggio. La struttura è stata dichiarata edificio storico dal 2018.

== Posizione geografica ==

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La struttura si trova nel punto più basso di Monaco a circa 480 metri sul livello del mare. A circa 600 metri dell'estremità nord-est del percorso di regata si trova lo svincolo Oberschleißheim dell'autostrada federale 92 con la strada federale 471, che attraversa l'autostrada e supera la regata pochi metri a nord; nella zona sono stati edificati numerosi parcheggi. La A 92 si dirama a 2,7 km a sud-sud-est del percorso di regata dall'autostrada federale 99. Nel quartiere orientale, al confine tra Monaco e Oberschleißheim, si trova il Regattaparksee, un laghetto di cava, utilizzato per le discipline del nuoto.

Corso di regata

Dal giorno del suo completamento nell'agosto 1971, la lunghezza dello specchio d'acqua è di complessivi 2 230 metri, è larga 140 metri e profonda 3,5 metri. Il paesaggio circostante ha un'altitudine variabile e passa da 485,5 metri nella parte iniziale a sud-ovest a 480 metri nella parte finale a a nord-est. L'asse della piscina è stato disposto parallelamente alla direzione principale del vento, sudovest-nordest, con lo scopo di garantire condizioni di equità agli atleti. Il percorso di regata è popolarmente conosciuto come la Ruderregatta (letteralmente "regata di canottaggio"). Questa espressione, che in realtà descrive un evento sportivo, si trova anche su diversi cartelli e cartelli stradali del territorio circostante.

Ancora oggi il percorso di regata è utilizzato da vogatori e canoisti per gli allenamenti, e si svolgono campionati nazionali e internazionali di canottaggio e canoa, compresi i campionati mondiali di canottaggio 2007. Attorno alla piscina v'è un sentiero asfaltato, molto frequentato dai pattinatori a rotelle. Il percorso di regata comprende numerosi edifici complementari (struttura ricettiva con palazzetto dello sport, sale nautiche con servizi igienici, edificio giuria, torre bersaglio) e una tribuna.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Dachauer Straße 35
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Sito ufficiale
www.leistungszentrum-muenchen.de

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Nei dintorni di Monaco di Baviera

26 luoghi nei dintorni, a Chiemsee, Starnberger See, Schönau am Königssee, Ammersee, Kochel am See, Tegernsee

Mappa dei dintorni di Monaco di Baviera
Dati della mappa © OpenStreetMap

Chiemsee

Lago · Chiemsee

Chiemsee

Il Chiemsee (pronuncia: ˈkiːmzeː; in bavarese Cheamsee), detto anche Bayerisches Meer (in bavarese Boarische Mee), cioè "Mare Bavarese", è il più grande lago della Baviera e, dopo il lago di Costanza e il Müritz, è il terzo lago della Germania per estensione (tuttavia il lago di Starnberg ha un volume maggiore).

Come molti laghi prealpini, il Chiemsee è di origine glaciale e si è formato circa 10 000 anni fa. In origine la superficie occupata dall'acqua era di quasi 240 km², cioè circa il triplo di quella attuale. Attualmente il volume idrico è di circa 2 047 840 000 m³, la lunghezza complessiva delle sue sponde è di 64 km (83 km considerando anche le isole) e il bacino idrografico è di 1 398,56 km². Gli immissari (il Tiroler Achen e il Prien) portano nel lago notevoli quantità di sabbia e detriti, che ne causano un graduale interramento e una conseguente diminuzione della profondità massima (72,7 metri nel maggio 2005) e di quella media. Durante l'ultimo secolo la superficie è diminuita di circa 200 ha.

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Il nome del lago, così come quello del comune di Chieming e quello della regione del Chiemgau, trae origine dal conte Chiemo, vissuto tra il VII e l'VIII secolo. La zona circostante il Chiemsee, chiamata Chiemgau, è una delle aree della Baviera che attirano il maggior numero di visitatori.

Le isole del lago sono:

Herrenchiemsee (238 ha), su cui si estende un ampio parco, all'interno del quale sorgono il "castello vecchio" (che in realtà è un ex convento dei Canonici Regolari di Sant'Agostino Confederati), e il Castello nuovo di Herrenchiemsee del re Ludovico II di Baviera, costruito sul modello della reggia di Versailles;

Frauenchiemsee (15,5 ha), su cui sorge l'Abbazia femminile di Frauenwörth;

Krautinsel (3,5 ha), la più piccola e disabitata.

In particolare sono molto note le due principali isole, la Herrenchiemsee e la Frauenchiemsee (o Fraueninsel).

Ci sono poi altri tre minuscoli isolotti:

Lo Schalch (22 m²), a ovest della Fraueninsel;

Altri due isolotti di pochi metri quadri coperti da vegetazione a sud della Krautinsel.

Mentre le tre isole maggiori formano il comune di Chiemsee, appartenente al circondario di Rosenheim, il lago stesso e le isole minori assieme al delta del Tiroler Achen fanno parte del circondario di Traunstein ma non appartengono ad alcun comune.

La parte sud-occidentale del Chiemsee è detta Inselsee ed è caratterizzata dalla presenza delle isole, mentre la parte nord-orientale è detta Weitsee.

Il paesaggio è caratterizzato dalla vicinanza delle montagne del Chiemgau, le principali fra le quali sono l'Hochfelln, il Hochgern, la Hochplatte e il Kampenwand.

Il lago è una zona umida di importanza internazionale protetta dalla Convenzione di Ramsar.

Secondo alcuni geologi a nord del lago attorno al 500 a.C. sarebbe avvenuto un impatto da parte di una cometa.

Cultura

Il Chiemsee è da sempre fonte di ispirazione per numerosi artisti e di conseguenza esistono molti dipinti rappresentanti il lago, le sue isole e, più in generale, la regione del Chiemgau. In particolare, attorno al pittore Paulus di Prien si è formato un circolo, noto come Chiemseemaler; dopo la sua morte, le opere del pittore sono rimaste alla comunità, che ha organizzato una mostra permanente dei suoi dipinti.

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lago di Starnberg

Lago · Starnberger See

lago di Starnberg

Il lago di Starnberg (in tedesco Starnberger See, in bavarese Starnberga See) è situato in Baviera, a sud-ovest di Monaco, e non appartiene ad alcun comune. Grazie alla sua notevole profondità media, tra i laghi tedeschi, il lago di Starnberg è secondo per volume solo al lago di Costanza (che però non è interamente in territorio tedesco). Vicino alla costa occidentale, a sud di Possenhofen (nel comune di Pöcking), sorge l'isola Roseninsel.

== Suddivisione amministrativa ==

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I seguenti comuni lambiscono la riva del lago (in senso orario partendo da nord):

Starnberg (a nord, Circondario di Starnberg);

Berg (a nord-est, Circondario di Starnberg);

Münsing (a sud-est, circondario di Bad Tölz-Wolfratshausen);

Seeshaupt (a sud, Circondario di Weilheim-Schongau);

Bernried (a sud-ovest, Circondario di Weilheim-Schongau);

Tutzing (a ovest, Circondario di Starnberg);

Feldafing (a nord-ovest, Circondario di Starnberg);

Pöcking (a nord-ovest, Circondario di Starnberg).

Storia

Il nome antico del lago è Wirmsee, come risulta da un documento dell'imperatore Ludovico il Bavaro (1282 – 1347). Tale toponimo deriva dal nome del fiume Wirm, oggi chiamato Würm, che è l'unico emissario del lago. Nel XIX secolo il fiume assunse la sua denominazione odierna ed il nome del lago si tramutò in Würmsee. Con la costruzione di una linea ferroviaria di collegamento con la stazione centrale di Monaco, il lago divenne meta di numerosi cittadini della metropoli bavarese, che iniziarono ad usare la denominazione Starnberger See (cioè "lago di Starnberg"), ufficializzata soltanto nel 1962.

La notorietà del lago oltre i confini della Baviera è legata alla misteriosa morte del re Ludovico II nel 1886. Nei pressi del luogo del decesso è stata edificata una cappella votiva e nelle acque del lago è stata innalzata una croce. Il lago, proprio a proposito di questo evento, è citato anche nel poema La terra desolata di T. S. Eliot, dove Ludovico è messo in relazione al Re Pescatore del ciclo arturiano. Nell'estate del 1937, il lago fu teatro di vacanze da parte di Eva Braun, amante di Hitler. Eva e la sorella Gretl furono raggiunte dalla madre Franziska e dal padre Friedrich.

Geomorfologia

Il bacino del lago si è originato dopo l'ultima era glaciale, grazie all'azione del ghiacciaio dell'Isar-Loisach, che si estendeva fino alla sponda settentrionale del lago. L'acqua derivante dallo scioglimento dei ghiacci era in gran parte convogliata lungo gli attuali corsi dei fiumi Loisach e Isar e questa circostanza di fatto impedì l'interramento del lago di Starnberg. Solo alla fine della glaciazione, l'acqua iniziò a scavare la valle del Würm.

Idrogeologia

A causa del notevole volume idrico, il lago ha una notevole capacità termica ed è monomittico, cioè ha una sola piena circolazione all'anno. Esso non ha immissari di tipo alpino e le sue acque derivano da alcuni torrenti e da varie sorgenti. Il suo bacino idrografico ha una superficie di 314 km².

Il maggiore immissario è l'Ostersee-Ach a sud, che 500 m prima della foce riceve le acque del Bodenbach, mentre 500 m più a est troviamo lo Singerbach.

A nord sfociano nel lago il Georgenbach ed il Lüßbach, vicino alla Würm, l'unico emissario.

Sulla sponda occidentale il maggiore immissario è il Rötlbach (a sud di Tutzing), mentre il Starzenbach, il Martelsgraben ed il Seeseitenbach sono ruscelli minori.

A est sfociano nel lago il Grenzgraben (vicino ad Ambach), l'Eichgraben e lo Straßgraben.

Molti degli altri immissari non hanno alcuna denominazione.

A causa della scarsa portata degli immissari, l'acqua del lago è ricambiata mediamente nell'arco di 21 anni; inoltre l'altezza dell'acqua non subisce oscillazioni superiori a 1,3 metri nel corso dell'anno (nel caso dell'Ammersee o del Chiemsee tale dato è di circa 3 metri). Il massimo livello storico dell'acqua fu misurato nel giugno del 1965. A maggio del 1999, in seguito ad alcuni giorni di pioggia, in sole 36 ore il livello dell'acqua salì di ben 40 cm, corrispondenti ad un volume di 14 milioni di metri cubi d'acqua. Tale capacità di immagazzinamento di grandi quantità di acqua protegge dalle alluvioni i paesi della valle del Würm. Lo scarso ricambio delle sue acque, rende il lago estremamente delicato come ecosistema. A partire dagli anni 1960 si è quindi deciso di non scaricarvi più le acque di scolo dei paesi della zona e ciò ha portato ad una graduale diminuzione delle sostanze inquinanti. Oggi è uno dei grandi laghi più puliti della Baviera, con una notevole trasparenza ed uno scarso sviluppo di alghe.

Pesca

La storia della pesca nel lago di Starnberg inizia con i primi insediamenti nella zona, circa 30.000 anni fa. Durante gli scavi archeologici sull'isola Roseninsel, è stato scoperto un amo in bronzo. Sempre vicino alla Roseninsel nel 1989 fu rinvenuto un cayuco dell'VIII o del XIX secolo a.C. Oggi la pesca è praticata sia a livello sportivo, sia a livello commerciale. Le zone più pescose si trovano nei punti in cui vi sono dei rilievi sul fondale del lago. I pescatori locali sono spesso eredi di una lunga tradizione famigliare ed abitano in antiche abitazioni lungo le rive, che in alcuni casi riportano ancora i segni della storica corporazione delle arti e mestieri con l'anno di ammissione ad essa.

Mentre i primi abitanti pescavano liberamente a seconda delle loro necessità, a partire dal 1000 d.C. la nobiltà bavara iniziò ad esigere tributi dai servi della gleba autorizzati a praticare la pesca. In seguito i duchi della Baviera cedettero i diritti di pesca a signorotti locali o monasteri. I pesci dei laghi bavaresi occupavano, accanto alla selvaggina, un posto importante sulle tavole dei benestanti. Le condizioni di vita dei pescatori erano invece estremamente modeste ed il loro lavoro era molto duro ed a volte anche pericoloso.

Il valore commerciale dei pesci variava notevolmente a seconda della specie. Il coregone, la trota ed il salmerino erano i pesci più pregiati, mentre l'abramide comune, il luccio, la carpa, la bottatrice ed il pesce siluro erano considerati di qualità inferiore. I coregoni ed i lucci erano tra i pesci più abbondanti nelle acque del lago ed erano alla base dell'alimentazione di molte famiglie. Durante il XVIII secolo un'epidemia decimò la popolazione dei lucci, che fino ad oggi non ha più raggiunto i livelli di un tempo.

Cultura di massa

Il lago di Starnberg, assieme ad altri luoghi legati a Ludovico II di Baviera, ha un ruolo importante nell'avventura grafica videoludica Gabriel Knight 2, dove compare la sponda presso cui sorgono la cappella votiva e la croce commemorativa.

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Königssee

Lago · Schönau am Königssee

Königssee

Il Königssee (in bavarese Kenigssää; letteralmente “lago del Re”) è un lago tedesco situato in Baviera nel Berchtesgadener Land, vicino al confine con l'Austria e in parte compreso nel Parco nazionale Berchtesgaden. Si trova ai piedi della falda orientale del monte Watzman (2.713 m s.l.m.), nelle Alpi di Berchtesgaden.

== Etimologia ==

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La denominazione proviene presumibilmente non da König (Re), ma dal nome Kuno (Cuniberto). Questo emerge da più fonti storiche ed è confermato dal fatto che in passato era chiamato anche Kunigsee. È poi ancora in uso la denominazione Bartholomäsee (lago di Bartolomeo).

Geografia

L'attuale lago si trova in una faglia tettonica che probabilmente esisteva già verso la fine del giurassico. Deriva certamente da un grande ghiacciaio che aveva raggiunto una profondità di circa 900 m e il cui ritiro ha lasciato il lago che oggi vediamo.

Da esso fluiscono il Königsseer Ache e il Berchtesgadener Ache (verso il fiume Salzach), mentre viene alimentato da vari torrenti che scendono dalle ripide valli circostanti, alcuni anche sotto forma di piccole cascate. Insieme alle slavine, nel corso dei secoli i depositi di materiale roccioso trasportati da uno di questi torrenti hanno creato la penisola di San Bartolomeo, un'estensione di circa 85 ha, sulla quale è stato eretto il santuario noto come Cappella di San Bartolomeo sul Königssee, un casino di caccia ed un punto di ristoro turistico.

L'estremità settentrionale del lago appartiene al comune di Schönau am Königssee, ove si trova anche un porticciolo da cui partono i battelli turistici (rigorosamente ad energia elettrica, essendo vietato nel parco di cui fa parte il lago l'utilizzo di motori a combustione interna) che fanno la spola fra il porto, la penisola di San Bartolomeo e l'estremità meridionale del lago, dalla quale con un cammino in lieve salita in una ventina di minuti si raggiunge un laghetto alpino, l'Obersee. All'estremità settentrionale vi è anche uno sbarramento che serve a regolare il flusso d'acqua in uscita dal lago. Il lago ha una sola isola, disabitata: l'isola di Christlieger.

Galleria d'immagini

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Sito ufficiale
www.berchtesgadener-land.com

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Ammersee

Lago · Ammersee

Ammersee

L'Ammersee (letteralmente "lago di Ammer") è un lago dell'Alta Algovia ed è il terzo lago in ordine di grandezza della Baviera (ed il sesto lago della Germania).

Si trova a circa 35 km da Monaco di Baviera all'altitudine di circa 532,9 metri, ha una profondità massima di 81,1 metri e una superficie di 46,6 km².

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Geografia

Con una superficie di 47 km² è il sesto lago più grande della Germania e il terzo della Baviera.

Posizionato a circa 35 chilometri a sud-ovest di Monaco, fa parte della Regione dei Cinque Laghi comprendenti il più grande lago di Starnberg, il lago di Wörth, il lago di Pilsen e il più piccolo di tutti: il lago di Weßling.

Formatosi come lago glaciale a seguito dello scioglimento dei ghiacciai dell'ultima era glaciale, la sua altitudine è di 520 metri e la profondità massima di 81 metri. Il fiume Ammer, un affluente dell'Isar, attraversa il lago e prende il nome di Amper dopo aver lasciato il lago. La qualità delle sue acque è molto buona (è considerata addirittura potabile) grazie all'introduzione, negli anni '60, di una fognatura circonferenziale che trasporta le acque reflue a un impianto di trattamento alla foce del lago a Eching.

Clima

L'Ammersee si trova in un'area con clima atlantico umido e continentale secco. Il vento (Favonio) porta aria calda e secca da sud verso le prealpi bavaresi. La visibilità è spesso molto buona ed è possibile vedere le Alpi molto chiaramente. La temperatura media mensile non scende sotto i -3 °C, mentre la massima è compresa tra i 10 e i 22 °C.

Storia

Come altri laghi bavaresi, l'Ammersee si è sviluppato in seguito allo scioglimento dei ghiacciai dell'era glaciale. Come il vicino lago di Starnberg, simile per dimensioni e forma, è un luogo popolare per gli sport acquatici. Piacevoli località come Dießen am Ammersee o Herrsching offrono vela, nuoto e gite in barca.

L'Ammersee e l'Amper fanno parte dell'antica via commerciale celtica dell'ambra verso il Brennero e i loro nomi potrebbero derivare dalla parola ambra.

Seconda vita per la nave «Utting»

Anziché radiare e demolire la nave, varata nel 1950 e ritirata dal servizio nel 2016, che porta il nome Utting (dalla località con lo stesso nome che dista dalla sua nuova collocazione 44 km) si è pensato a una diversa soluzione. Dal 2018 è perennemente esposta col nome Alte Utting a Monaco di Baviera, sopra un ex ponte ferroviario in zona Sendling. Trasformata in bar, ristorante, salone per feste oltre che per la capitale bavarese resta una pubblicità invogliando a visitare anche il lago.

Lunga 40 mt. e larga 7,5 ospita 400 persone e altre 200, in aggiunta, sui ponti esterni oltre i 100 che possono stare nel salone ricavato dallo svuotamento della sala macchine.

Suddivisione amministrativa

I comuni in prossimità del lago sono:

Dießen am Ammersee

Schondorf am Ammersee

Utting am Ammersee

Eching am Ammersee

Pähl

Inning am Ammersee

Herrsching am Ammersee

Greifenberg

Panorama

Informazioni pratiche

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Walchensee

Lago · Kochel am See

Walchensee

Il Walchensee (in bavarese Woichnsää) è un lago tedesco sito nella Baviera del sud, vicino al confine austriaco.

Analogamente ad altri laghi bavaresi è un'importante meta turistica, rinomata per gli sport acquatici come il windsurf, la vela e il canottaggio.

Informazioni pratiche

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Tegernsee

Lago · Tegernsee

Tegernsee

Il Tegernsee è un lago tedesco situato nella Baviera meridionale, vicino al confine austriaco, sulle Alpi Bavaresi; sulle sue sponde si affacciano Tegernsee, Bad Wiessee, Gmund am Tegernsee e Rottach-Egern.

L'area è una popolare meta turistica per gli abitanti dell'adiacente Monaco e della Germania in generale.

Informazioni pratiche

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Museo Brandhorst

Museo d'arte · Maxvorstadt

Museo Brandhorst

Il museo Brandhorst è situato nel quartiere Maxvorstadt a Monaco di Baviera. Fa parte dei grandi musei del Kunstareal (zona musei) di cui fanno parte anche la Pinacoteca Vecchia, la Pinacoteca Nuova, la Pinacoteca dell'Arte Moderna e Museo Egizio di Monaco di Baviera. Il museo fu inaugurato il 18 maggio 2009 e ospita la raccolta di arte moderna e contemporanea dei coniugi Brandhorst. Il direttore del museo è Armin Zweite.

== L'edificio ==

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Fu realizzato dallo studio di architettura Sauerbruch-Hutton ed ha una superficie espositiva di 3.200 m² su di un totale di 5.000 m², suddiviso su tre piani. La facciata eccentricamente colorata, è stata dipinta in 23 colori diversi. 36.000 mattonelle di ceramica cotta posizionate in senso verticale formano il rivestimento esterno del museo. Da ogni angolatura si creano effetti cromatici diversi.

Opere esposte

La collezione comprende una raccolta di più di 700 opere, privilegiando l'arte che va dal 1945 in avanti. Nel museo Brandhorst vengono esposte in maniera particolare le opere dei seguenti artisti:

Andy Warhol: Self-Portrait; Eggs; Knives; Marilyn; Natalie Wood

Joseph Beuys

Cy Twombly: Bacchus; Summer Madness; Lepanto; Roses; Untitled 2007

Damien Hirst: Waste

Sigmar Polke: Die drei Lügen der Malerei; Freiheit, Gleichheit …

John Chamberlain: Lord Suckfist

Bruce Nauman: 2 Heads on Base; Mean Clown welcome

Eric Fischl: Livingroom Nr. 3; Japanese Bath

Mario Merz

Jannis Kounellis

Gerhard Richter

Georg Baselitz

Jean-Michel Basquiat

Rober Gober

Mike Kelley

L'artista al quale è stato dato maggior rilievo è Twombly. A lui è dedicato un intero piano del museo. Una sala è stata concepita dall'architetto in funzione dell'esposizione dei 12 quadri di grande formato di Twombly con il titolo di battaglia di Lepanto.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Theresienstraße 35a
Orari
Tu,We,Fr-Su 10:00-18:00; Th 10:00-20:00
Telefono
+49 89 23805-2286
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.museum-brandhorst.de

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lago di Schliersee

Lago · Schliersee

lago di Schliersee

Il lago di Schliersee (in tedesco semplicemente Schliersee) è un lago tedesco sulle Alpi bavaresi, nel territorio comunale di Schliersee.

== Geografia ==

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Lo Schliersee si trova a cira 50 km a sud-est di Monaco di Baviera, tra la valle del Tegernsee e quella dell'Inn, vicino al confine austriaco nelle prealpi bavaresi. Posto ad un'altezza di 777 m s.l.m., ricopre una superficie di 2,22 km². La sua profondità media è di 23,9 m, con una punta di 40,5 m.

Il suo bacino misura 27,15 km². Nel lago vi è la piccola isola di Wörth, sulla quale vi è solo una trattoria.

Il lago è di proprietà del land della Baviera, sotto la tutela dell'Amministrazione bavarese dei Castelli, Giardini e Laghi.

Geologicamente parlando, la parte settentrionale del lago si trova su una zona di rocce Flysch, nelle Alpi Nord-orientali.

Il lago si trova interamente nell'omonimo comune; le frazioni di Neuhaus, Fischhausen e Spitzingsee sono tra le più amate località per vacanze ed escursioni della Baviera.

Ecologia

Il lago di Schliersee si trovò a lungo in una situazione ecologica preoccupante, poiché, nonostante una canalizzazione tutt'intorno, a metà degli anni settanta fu accertato, che il lago soffriva ancora di eutrofizzazione. La forte crescita di alghe rosse, un tipo di alghe cianoficee, diede alla superficie lacustre un aspetto color rosso-sangue. Presto ci si rese conto che la zona riparata dal vento e la lunga copertura di ghiaccio in primavera inibivano la circolazione dell'acqua.

Per modificare tale situazione, fu installata in entrambi i bacini del lago nel 1982 una circolazione forzata, che generava il rimescolamento totale delle acque lacustri ogni due/tre giorni. Questo provvedimento ebbe successo, poiché da allora né la proliferazione delle alghe rosse né la moria di pesci si presentarono più in misura significativa

Sport e tempo libero

Annualmente si svolge sullo Schliersee, a fine giugno, il "Triathlon delle Alpi". Questo triathlon su distanze olimpiche (1,5 km di nuoto, 40 km di ciclismo, 10 km di corsa) viene disputato come campionato tedesco.

Nei mesi estivi, da maggio a settembre, è operativa una linea di navigazione sul lago. Al contrario degli altri laghi dell'Alta Baviera, questo collegamento non è operato dalla Bayerischen Seenschifffahrt ma da una società di navigazione privata di Schliersee. Giornalmente, dalle 11 alle 17, ha luogo un giro di navigazione di 45 minuti primi.

Immagini dello Schliersee

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cattedrale di Frisinga

Cattedrale · Frisinga

cattedrale di Frisinga

Il duomo di Frisinga (in tedesco Freisinger Dom), ufficialmente duomo di Santa Maria e San Corbiniano (in tedesco Dom St. Maria und St. Korbinian) è la chiesa cattolica maggiore di Frisinga e co-cattedrale dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.

Fu ricostruito dopo un incendio a partire dal 1159 e consacrato nel 1250. Nella sua cripta si trovano la tomba del patrono della diocesi, san Corbiniano, e la cosiddetta "colonna delle bestie" (Bestiensäule).

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La chiesa è nota per essere stata la sede dell'ordinazione sacerdotale di papa Benedetto XVI.

Storia

Già verso il 715 sulla collina detta Domberg vi era la prima chiesa, dedicata alla Madonna, dell'attuale arcidiocesi, ove nel 739 san Bonifacio fu proclamato vescovo.

Verso l'860 il vescovo Annone di Frisinga fece costruire una nuova chiesa a tre navate, che dopo un incendio venne ricostruita nel 903. L'attuale, terza versione della cattedrale, è un edificio religioso a cinque navate lunghe 78 m, fiancheggiata in facciata da due torri, originariamente di stile romanico, che fu iniziata nel 1159, terminata e consacrata nel 1205, per la quale venne in parte utilizzato il precedente edificio, che era stato distrutto da un incendio la domenica delle Palme di quell'anno (5 aprile). La cattedrale subì numerosi ritocchi nel corso dei secoli.

L'originaria copertura romanica in legno venne sostituita fra il 1481 ed il 1483 da una volta di stile gotico, ancor oggi presente. Nel corso della prima trasformazione in stile barocco (1619) furono rimosse le nervature gotiche. Nel 1724, dopo meno di un anno e mezzo di lavori, la cattedrale assunse l'attuale forma in stile rococò ad opera dei fratelli Cosmas Damian ed Egid Quirin Asam. Essi si orientarono, nella scelta dei colori degli affreschi e degli stucchi, ai dipinti dell'altar maggiore, in modo da creare l'impressione di uno spazio unitario.

Negli anni venti del XX secolo gli affreschi vennero restaurati e, in parte, ridipinti, ma a causa dell'umidità i colori utilizzati subirono presto gravi danni e questo strato di colori venne rimosso chimicamente con l'ultimo restauro nel 2006.

Dal 1946 fino al 1951 presso il duomo di Frisinga, studiò teologia Josef Ratzinger, vi fu ordinato sacerdote e divenne a sua volta docente nella materia. Il 14 settembre 2006 papa Ratzinger terminò il suo viaggio in Baviera a Frisinga ed incontrò il clero nella cattedrale.

Descrizione
Esterno

Le due torri furono realizzate in mattone ed in parte anche in pietra tufacea. La torre settentrionale, a differenza di quella meridionale, è rastremata nei due basamenti, che traggono origine dalla struttura romanica. La sua scala di accesso a chiocciola è originale. Sono ben visibili tracce degli archetti pensili e lesene di stile romanico, che furono rimossi nel 1724 in occasione del rinnovo della pittura della cattedrale.

Atrio

Lo stretto portale, risalente al 1681 con la statua di san Corbiniano in una nicchia, è una pregevole opera di scultura salisburghese in marmo rosso di Adnet. Le volte laterali del vestibolo tripartito, sono realizzate in stile proto-gotico (1314). Sull'altare laterale sinistro vi è un dipinto del pittore bavarese Johann Andreas Wolf, La decapitazione di santa Caterina (1699/1700).

Sotto le crociere tardogotiche della volta della navata centrale, risalenti al 1483 vi è il maestoso portale principale in stile romanico, appartenente alla precedente costruzione (prima del 1190). Sopra di questo sono scolpite in pietra le statue di Federico Barbarossa insieme a quella dello zio, vescovo e storico, Ottone di Frisinga, sulla sinistra, mentre sulla destra quella della consorte dell'imperatore, Beatrice di Borgogna. Sotto quella di Beatrice è scolpito un rospo, simbolo di fertilità. Queste statue risalgono al 1159, anno d'inizio della ricostruzione della cattedrale dopo l'incendio, ricostruzione che fu patrocinata dallo stesso Federico.

Altar maggiore

L'attuale altar maggiore è opera dello scultore Philipp Dirr e venne realizzato nel 1625, in sostituzione del vecchio altar maggiore in stile gotico. Tra il 1623 ed il 1625 Rubens dipinse la pala Donna dell'Apocalisse, oggi custodita all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, sostituita nella cattedrale da una copia di Emil Böhm. La tela è una tempesta di colori e di movimento: in centro si vede la Madonna, che assiste tranquilla al combattimento fra l'arcangelo Michele ed il demonio, in una catastrofica nuvola nera, mentre solo un lembo della sua veste pare tremolante. Con la dolce pressione del suo piede, Ella può trattenete il serpente maligno. La parte destra del dipinto è eccezionalmente luminosa, con gli angeli che acclamano la Madonna. Con orgoglio materno, essa porta il Figlio, il Salvatore del mondo, dinnanzi al Padre Celeste.

Coro

Attorno all'altar maggiore si sviluppa il coro con stalli in legno risalenti al 1488, con la serie dei vescovi a partire dal 724.

Navate laterali

La chiesa è oggi composta da cinque navate. Nella zona nord vi è la cappella del Sacramento con il Gruppo di donne piangenti di Erasmus Grasser (II altare laterale); nella navata estrema settentrionale vi è una pala d'altare del 1626 di Pieter de Witte, rappresentante Maria rende visita alla cugina Elisabetta. Nell'abside della navata laterale sud si trova la cappella di san Giovanni Nepomuceno (I altare laterale). Egidio Quirino Asam la realizzò tra il 1737 ed il 1738 in stile tardobarocco italiano. Le figure a stucco dell'altare rappresentano i tre santi di nome Giovanni: san Giovanni Battista, san Giovanni Evangelista e san Giovanni Nepomuceno.

Entrambe le navate laterali esterne si sono sviluppate in piccole cappelle laterali, che dal XIV al XV secolo vennero via via aggiunte.

Tra le navate laterali interne ed esterne si sviluppano eleganti cancellate in ferro dorato, realizzate intorno al 1630.

Cripta

La cripta a quattro navate riveste un significato particolare. Presumibilmente il 6 settembre 1161 questa era pronta a ricevere, in presenza dell'arcivescovo salisburghese Eberardo di Regensberg, le reliquie di san Nonnoso che vi furono sistemate.

La volta della cripta è sostenuta da crociere poggianti su tre file di otto colonne e due di otto semicolonne ciascuna, che si suddividono equamente il carico. Ciascuna colonna e relativo capitello sono lavorate individualmente. Al centro della cripta vi è una colonna particolare, del tipo detto Bestiensäule (Colonne delle bestie), poiché vi sono raffigurati in bassorilievo, lungo tutto il fusto della colonna, figure di uomini che lottano contro fiere. Tale colonna risale al XII secolo ed è l'unica di questo tipo esistente in Germania.

Nella cripta è custodita una teca aurea contenente le ossa di San Corbiniano; inoltre vi sono custoditi anche i resti di san Lamberto.

Cappella di Massimiliano

L'ottogonale Cappella di Massimiliano fu costruita ad est della cripta nel 1710 ad opera dell'architetto svizzero Giovanni Antonio Viscardi. Essa contiene stucchi di Nikolaus Liechtenfurtner e un soffitto dipinto da Hans Georg Asam. Sotto le nicchie, vi sono dipinti a parete del 1772 di Giovanni Battista Deyrer. La pala d'altare è un progetto di Johann Andreas Wolf.

La cappella ospita inoltre un piccolo reliquiario del cardinale Friedrich Wetter contenente le reliquie del beato Kaspar Stassinger.

Chiostro

Direttamente ad est della chiesa vi è un chiostro gotico. Ricostruito nel XVI secolo, contiene stucchi del 1716, opera di Giovanbattista Zimmermann.

Dalla sua zona nordorientale si passa alla chiesa di San Benedetto (XIV secolo) e sopra, a sud del chiostro, vi è la biblioteca.

Campane

Le undici campane della cattedrale risalgono al periodo rinascimentale ed a quello barocco.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Domberg 27
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Sito ufficiale
www.freisinger-dom.de

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cattedrale di Eichstätt

Cattedrale · Eichstätt

cattedrale di Eichstätt

Il duomo di San Salvatore, Santa Maria e San Villibaldo (o duomo di Eichstätt o Dom zu Eichstätt) è la chiesa cattolica maggiore di Eichstätt e cattedrale della diocesi di Eichstätt. La chiesa attuale tardo gotica è stata completata nel 1718 con una facciata barocca.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Domplatz 10
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Wörthsee

Lago · Alta Baviera

Wörthsee

Lago della Baviera

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Staatliches Museum Ägyptischer Kunst

Museo nazionale · Maxvorstadt

Staatliches Museum Ägyptischer Kunst

Il Museo Statale Egizio (Staatliches Museum Ägyptischer Kunst) è un museo di Monaco di Baviera, Germania.

Ospita le collezioni di arte egizia appartenenti allo Stato di Baviera. A lungo situato nella Residenza di Monaco di Baviera, nel 2013 è stato spostato in un nuovo edificio realizzato nel Kunstareal.

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Storia

Le collezioni risalgono già ad Alberto V di Baviera e furono poi ampliate da Carlo V e Ludovico I, oltre che da donazioni private e dell'Accademia bavarese delle scienze. Comprendono reperti risalenti ad Antico, Medio, Nuovo Regno, all'Egitto ellenistico e romano, oltre a una piccola porzione di arte del vicino Oriente antico.

Sede

La nuova sede del museo è un edificio sotterraneo sito di fronte alla Alte Pinakothek, progettato dall'architetto Peter Böhm e ispirato a una stanza funeraria egizia. L'ingresso, che ricorda i piloni egizi, conduce a tre sale illuminate e di lì a stanze interrate illuminate solo in parte e organizzate tematicamente ("Il faraone", "La religione", "Il regno dei morti", e così via). Il nuovo museo ha 2200 m² di spazi espositivi: 1800 m² per le esposizioni permanenti e 400 m² per le mostre temporanee.

La nuova sede è stata aperta al pubblico l'11 giugno 2013; vi è stato esposto anche l'obelisco di Monaco, che in precedenza era collocato all'aperto di fronte alla Residenz.

All'ingresso è presente l'opera Present Continuous dell'artista Henk Visch.

Collezioni

Assieme alle collezioni di Hildesheim e dell'Ägyptisches Museum und Papyrussammlung di Berlino, la collezione egizia di Monaco è la più significativa della Germania. Vengono esposti oggetti di tutti i periodi egiziani fino alla cultura copta cristiana, come anche alcuni reperti archeologici delle civiltà vicine: Nubia, Assiria, Babilonia.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Indirizzo
Gabelsbergerstraße 35
Orari
Tu 10:00-20:00; We-Su 10:00-18:00
Telefono
+49 89 28927630
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Sito ufficiale
smaek.de

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Waginger See

Lago · circondario di Traunstein

Waginger See

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Glaspalast

Kunsthalle · Maxvorstadt

Glaspalast

Il Glaspalast (Palazzo di vetro in tedesco) era un padiglione espositivo in ghisa e vetro situato nell'Alter Botanischer Garten (Vecchio Giardino Botanico) di Monaco di Baviera che fu inaugurato il 15 luglio 1854 e andò distrutto in un incendio doloso il 6 giugno 1931.

== Storia ==

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Il Glaspalast fu commissionato, sul modello del Crystal Palace di Londra, da Massimiliano II re di Baviera per ospitare la Prima Esposizione Industriale Tedesca del 1854.

Progettato dall'architetto August von Voit, fu realizzato nel 1854 dalla MAN AG in un'area a nord del Giardino botanico vicino a Karlsplatz, piazza di Monaco detta anche Stachus. Originariamente si era pianificato di erigerlo in Maximiliansplatz, ma la commissione pertinente del caso optò per un'area vicino alla stazione ferroviaria. Come fu anche per il Palazzo di Cristallo di Londra il progetto iniziale era più articolato, ma a causa dei tempi brevi fu significativamente semplificato facendo uso di componenti standard.

Le tecniche di costruzione dei pannelli in vetro e ghisa stampata furono le stesse che erano già state usate per il Mercato coperto Schrannenhalle e per il Giardino d'inverno della Residenza di Monaco. Furono adoperati solo vetro e ghisa, omettendo completamente le parti in muratura tradizionale, che non sarebbe stato possibile erigere nel breve tempo a disposizione.

Le 1700 tonnellate di pezzi in ghisa prefabbricati furono fornite da Cramer-Klett di Norimberga, leader a quel tempo nel campo delle realizzazioni in ghisa avendo già fornito i materiali per la costruzione del ponte Großhesseloher a Monaco e per il conservatorio Massimiliano II sempre a Monaco. Il vetro fu prodotto nel modo tradizionale che si usava a Schmidsfelden, borgo celebre per le sue vetrerie.

L'edificio, a due piani, era lungo 234 metri, largo 67 e alto 25 metri.

La costruzione, iniziata il 31 dicembre 1853, fu completata in soli sei mesi: si impiegarono due mesi per gettare le fondamenta, tre mesi per costruire la struttura in ghisa e poter così installare le 37000 finestre, e si finì il 7 giugno 1854 con un costo totale di 800000 marchi dell'epoca.

L'esposizione aprì i battenti cinque settimane dopo, il 15 luglio 1854, solo tre anni dopo che era stato inaugurato il Crystlal Palace di Londra che fece da modello; l'evento fu oscurato però dall'epidemia di colera che colpì prima lo staff e poi gli ospiti della mostra.

Quando fu costruito era stato dato per scontato che si sarebbe poi convertito in una serra, invece non fu mai usato a tal scopo.

Nel 1858 vi venne organizzata la Prima mostra d'arte e storia tedesca, a cui seguirono la Prima Mostra internazionale d'arte del 1869 e la Terza Mostra internazionale d'arte del 1888.

Nel 1882 vi ebbe luogo la prima mostra illuminata elettricamente: dalla centrale di Miesbach, lontana 50 km, l'elettricità fu portata a Monaco tramite una linea di corrente continua ad alta tensione da 2000 volt costruita dall'ingegnere tedesco Oskar von Miller, dimostrando la possibilità di portare la corrente a grandi distanze.

Dal 1889 il palazzo fu destinato quasi esclusivamente alle mostre d'arte, sia a fini di commercio che non, divenendo così una parte importante della vita sociale, artistica e culturale della città di Monaco, che a sua volta era ormai il punto di riferimento per l'arte e la cultura in Germania.

Il palazzo fu distrutto da un incendio, poi scopertosi doloso, il 6 giugno 1931.

L'incendio al Glaspalast fu definito come uno dei peggiori disastri d'Europa nel campo dell'arte: era dai tempi della Guerra dei trent'anni che in Germania non si vedeva la distruzione di tante opere d'arte. Tra le 2820 opere esposte, dipinti, sculture e opere grafiche, furono distrutti più di 110 dipinti dei primi del XIX secolo di autori tra i quali Caspar David Friedrich, Moritz von Schwind, Karl Blechen e Philipp Otto Runge; circa 1000 lavori di artisti contemporanei furono pesantemente danneggiati, e solo 80 opere furono salvate intatte. Il danno fu stimato tra i 25000 e i 30000 marchi dell'epoca. Circa le cause dolose si ipotizzò l'attacco di qualche artista deluso ma non fu mai confermato dalle indagini ufficiali. Nei tentativi di domare l'incendio furono feriti 20 pompieri che si arresero solo quando si constatò che le 75 stanze erano ormai completamente bruciate.

Dopo l'incendio si pensò più volte di ricostruire il Glaspalast ma nel '33, con l'ascesa al potere del Nazismo, il progetto fu abbandonato a favore della costruzione del Haus der Kunst (Casa dell'Arte) in Prinzregentenstraße vicino al Giardino Inglese.

Nel 1936 vi fu eretta una piccola costruzione, distrutta durante la seconda guerra mondiale e in seguito ricostruita da alcuni artisti al termine della guerra.

Adesso nello stesso posto c'è il ristorante Park Café.

La fontana del Glaspalast, rimossa dalla sua originale collocazione nel 1875, rimase intatta ed è ora visibile in Weißenburger Platz, nel quartiere di Haidhausen.

Informazioni pratiche

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Hintersee (lago)

Lago · Ramsau bei Berchtesgaden

Hintersee (lago)

L'Hintersee è un lago situato nel territorio comunale di Ramsau bei Berchtesgaden nel sud della Baviera, in Germania. Il lago si trova circa 2 km a ovest del centro della cittadina, sulla sua riva si affaccia la frazione omonima.

Il lago si è formato oltre 1000 anni fa in seguito ad una frana

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Il piccolo lago, per la sua suggestiva posizione circondata da vette alpine è stato un soggetto per numerosi pittori romantici tra i quali Carl Rottmann, Ferdinand Waldmüller, Friedrich Gauermann e Wilhelm Busch, alle rappresentazioni del lago è dedicato un percorso escursionistico.

Il lago è circondato da un sentiero escursionistico chiamato Prinzregent Luitpold Weg, d'inverno il piccolo specchio d'acqua ghiaccia completamente ed è una meta per i pattinatori su ghiaccio.

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
www.ramsau.de

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Sammlung Goetz

Museo d'arte · Bogenhausen

Sammlung Goetz

La Sammlung Goetz (in italiano collezione Goetz) è una collezione privata di arte contemporanea attualmente esposta a Monaco di Baviera. La raccolto di opere, che è stata creata dall'ex gallerista Ingvild Goetz, è ospitata in un edificio progettato dallo studio di architettura svizzero Herzog & de Meuron nel 1993.

== Descrizione dell'opera ==

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La Sammlung Goetz rappresenta una fase iniziale, dello studio architettonico, caratterizzata da un rigoroso minimalismo. L'edificio si configura come un volume puro e geometrico, un parallelepipedo regolare la cui facciata è definita dalla ripetizione di pannelli rettangolari prefabbricati in calcestruzzo chiaro, alternati a superfici vetrate. In questo progetto, il calcestruzzo non è impiegato unicamente per la sua intrinseca funzione strutturale, ma diviene protagonista per le sue qualità intrinseche: la texture della superficie, la tonalità cromatica neutra e la sua capacità di definire volumi nitidi e precisi. All'interno, la scelta di lasciare il calcestruzzo faccia a vista contribuisce in maniera determinante alla creazione di un ambiente espositivo neutro, sobrio e silente, concepito per non distrarre l'osservatore dalle opere d'arte contemporanea esposte, che richiedono uno sfondo il più possibile minimale per risaltare in tutta la loro espressività. Un aspetto particolarmente significativo è la cura maniacale nella lavorazione del materiale, ottenuta attraverso l'impiego di casseforme appositamente progettate per garantire superfici di elevatissima qualità, prive di imperfezioni. Questa apparente freddezza materica del calcestruzzo viene bilanciata dall'introduzione di elementi caldi e naturali come il legno, utilizzato per i pavimenti e per alcuni dettagli costruttivi, creando un dialogo tra la rigidità minerale e la morbidezza organica, tra temperature percettive differenti che arricchiscono l'esperienza spaziale.

Casseforme e Mix Design

La qualità superficiale del calcestruzzo nella Sammlung Goetz è un tratto distintivo dell'edificio. Per ottenere tale perfezione, gli architetti hanno imposto requisiti elevatissimi sulle casseforme, quelle utilizzate erano specifiche e progettate appositamente per l'opera in questione. Non si trattava di modelli standard, ma di elementi con la capacità di controllare ogni dettaglio della superficie del calcestruzzo. Per raggiungere una finitura liscia e uniforme, priva di imperfezioni come bolle d'aria o disomogeneità, sono state impiegate casseforme realizzate con legno piallato con precisione o con pannelli rivestiti di materiali non assorbenti, come il melaminico. Questi materiali evitano che l'acqua venga assorbita dal calcestruzzo e impediscono che il materiale aderisca, garantendo un distacco pulito e una superficie omogenea. Anche l'assemblaggio delle casseforme è stato eseguito con la massima precisione. Ogni giunzione è stata sigillata alla perfezione per evitare la fuoriuscita di boiacca di cemento, che avrebbe potuto causare sbavature o alterazioni del colore. I sistemi di fissaggio delle casseforme sono stati progettati per essere estremamente robusti, capaci di resistere alla pressione esercitata dal materiale durante le fasi di getto. Herzog & de Meuron spesso incorporano i segni lasciati dai tiranti come parte integrante dell'estetica del calcestruzzo a vista, trasformando un elemento tecnico in un dettaglio di design. La fase di disarmo, ovvero la rimozione delle casseforme, è stata eseguita con estrema delicatezza e al momento opportuno, per non danneggiare la superficie appena indurita e mantenere intatta la texture desiderata.

La composizione del calcestruzzo, o mix design, è stata studiata non solo per garantire la resistenza, ma anche per le sue proprietà estetiche. Per ottenere la tonalità chiara e neutra, spesso descritta come un "grigio caldo" o "grigio perla", sono stati impiegati:

Cementi a basso contenuto di ferro: Questi cementi contribuiscono a ottenere una tonalità più chiara rispetto al cemento Portland comune.

Aggregati selezionati: Sabbie e ghiaie provenienti da un'unica fonte e con una granulometria costante e uniforme sono state usate per evitare variazioni di colore o di texture superficiale.

Controllo dell'acqua di impasto: L'acqua utilizzata è stata rigorosamente pulita e la sua quantità mantenuta costante, essenziale per prevenire macchie o aloni.

Per assicurare che il calcestruzzo riempisse ogni parte delle casseforme senza lasciare vuoti o bolle d'aria, è stato utilizzato un calcestruzzo ad elevata lavorabilità e fluidità. Ciò ha permesso un getto omogeneo, senza la necessità di eccessive vibrazioni che avrebbero potuto causare segregazioni o nidi di ghiaia. Un rapporto acqua/cemento basso, ottenuto grazie all'uso di additivi superfluidificanti, ha contribuito a creare un calcestruzzo denso, resistente e con una superficie compatta e poco porosa, fondamentale per l'estetica liscia e "fredda" desiderata. Tutti gli additivi sono stati scelti per non alterare il colore finale del calcestruzzo. L'intero processo, dalla selezione delle materie prime al dosaggio e alla miscelazione, è stato sottoposto a un rigoroso controllo qualità per garantire l'uniformità di ogni singolo getto.

Informazioni pratiche

Orari
"Bis auf weiteres geschlossen."
Telefono
+49 89 95939690
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.sammlung-goetz.de

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Partnachklamm

Slot canyon · Garmisch-Partenkirchen

Partnachklamm

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Parco del Castello di Nymphenburg

Giardino alla francese · Neuhausen-Nymphenburg

Parco del Castello di Nymphenburg

Parco del Castello di Nymphenburg a Monaco di Baviera

Informazioni pratiche

Orari
Nov-Dec,Jan-Mar 06:00-18:00 "Haupttor"; Apr,Oct 06:00-20:00 "Haupttor"; May-Sep 06:00-21:30 "Haupttor"; Nov-Dec,Jan-Mar 06:00-17:30 "Übrige Parktore"; Apr,Oct 06:00-19:30 "Übrige Parktore"; May-Sep 06:00-21:00 "Übrige Parktore"
Telefono
+49 89 179 08-0
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.schloesser.bayern.de

Achenpass

Passo di montagna · Kreuth

Achenpass

L'Achenpass (941 m s.l.m.) è un valico alpino situato nelle Alpi Bavaresi in Germania. Si trova ad 1 km dalla frontiera con l'Austria.

Il passo collega le valli del Tegernsee a nord con la valle dell'Achen in Tirolo a sud, sullo spartiacque tra i bacini del Danubio e dell'Inn.

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Storia

Già dal 1495, il passo era attraversato da un'importante strada commerciale usata per trasportare il sale a Monaco di Baviera, oltre che come percorso per l'esercito bavarese, che controllava il Tirolo all'epoca di Napoleone. Nel XIX secolo il passo perse la sua importanza commerciale ma divenne una meta turistica.

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Inntal bavarese

Valle · Alta Baviera

Inntal bavarese

Inntal è il toponimo tedesco con cui si indica la valle alpina attraversata dal fiume Inn, affluente del Danubio, considerata parte della regione storica e geografica dell'Alta Baviera.

== Sottoregioni ==

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La valle dell'Inn è fondamentalmente divisa in due sezioni convenzionalmente separate dal confine di stato tra Austria e Svizzera.

Engadina

La sezione svizzera della valle dell'Inn viene solitamente chiamata Engadina, usando un toponimo di origine romancia. L'Engadina è a sua volta divisa in Alta Engadina e Bassa Engadina, separate dal Punt'Ota.

Inntal

La sezione austro-tedesca della valle dell'Inn, invece, mantiene il toponimo di Inntal e viene tradizionalmente divisa in Alto Inntal (in tedesco Oberinntal) e Basso Inntal (in tedesco Unterinntal), il cui confine è convenzionalmente collocato presso Rosenheim.

L'Alto Inntal, che separa le Alpi Settentrionali dalle Alpi Centrali, nel tratto tra il confine svizzero e Zirl, alla confluenza del Melach, è tendenzialmente stretto, soprattutto nell'Oberes Gericht, e forma sia gole (come a Zams e Roppen) e uno sturzstrom nell'Ötztal. Quest'ultima, insieme al Gurgltal, al Pitztal e al Stanzertal, è una delle principali sottovallate dell'Alto Inntal. Da Silz in poi, il fondovalle è più ampio e ai suoi bordi si estendono altipiani come quello di Mieming. Il tratto tra Zirl e Rosenheim (talvolta chiamato Mittelinntal), caratterizzato da un dislivello inferiore, è costituito da un'ampia valle glaciale e le principali sottovalli di questa zona sono la Silltal, la Zillertal e la Brixental.

Il Basso Inntal, invece, costituisce il tratto pianeggiante che va da Rosenheim a Passavia, dove l'Inn confluisce nel Danubio, segnando in un punto anche il confine tra Austria e Germania. Questa sezione della valle è caratterizzata dalla presenza di numerose centrali idroelettriche, i cui bacini artificiali si sono trasformati in un'area naturale di importanza mondiale in poco più di mezzo secolo, ottenendo il riconoscimento come area protetta.

Posizione e descrizione

L'Inntal è una valle lunga e stretta, orientata approssimativamente in direzione nord-est. Nell'area dell'Alta Engadina la valle è particolarmente stretta e ospita diversi laghi montani e sulle sponde di uno di questi sorge l'importante località turistica di Sankt Moritz. Nella Bassa Engadina, prima raggiungere il confine austro-svizzero, la valle si restringe ulteriormente, formando gole come quella di Finstermünz.

In Austria la valle si allarga leggermente e, dopo un'ansa verso ovest, raggiunge Landeck in direzione nord-est. Da lì la valle piega nuovamente verso est e, passando per Imst, si raggiunge l'area metropolitana di Innsbruck . Da Zirl in poi la valle si allarga considerevolmente, rivelando un ampio fondovalle che si estende fino al confine con la Germania, vicino a Kufstein, dove le montagne che incorniciano la valle si appiattiscono in morene terminali collinari. Dopo Rosenheim la valle diventa pianeggiante sino alla confluenza dell'Inn nel Danubio, presso a Passavia.

L'Inntal è una tipica valle glaciale con fianchi ripidi, con scarpate e terrazze fluviali. Le caratteristiche di valle glaciale sono visibili anche nel tratto che va da Fischbach am Inn a Wasserburg am Inn, dato che di origine glaciale è anche il bacino di Rosenheim, del quale sono ancora visibili le alte morene terminali lungo i suoi bordi.

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Da dove vengono queste informazioni

Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.

Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026