Berlino

Berlino è la capitale e maggiore città della Germania. Città-land e sede del governo tedesco, è uno dei più importanti centri politici, culturali, scientifici, fieristici, economici, commerciali e mediatici del mondo, ed è anche il comune …

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio -1° 56 mm
Febbraio 48 mm
Marzo 10° 44 mm
Aprile 14° 32 mm
Maggio 19° 10° 39 mm
Giugno 24° 14° 68 mm
Luglio 25° 15° 64 mm
Agosto 25° 16° 51 mm
Settembre 21° 12° 39 mm
Ottobre 15° 56 mm
Novembre 48 mm
Dicembre 51 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Berlino è la capitale e maggiore città della Germania. Città-land e sede del governo tedesco, è uno dei più importanti centri politici, culturali, scientifici, fieristici, economici, commerciali e mediatici del mondo, ed è anche il comune più popoloso dell'Unione europea, con 3 700 577 abitanti.

Descrizione da Wikipedia · leggi la voce completa

Guida pratica di Berlino 10 sezioni

2.971 parole scritte da viaggiatori, da Wikivoyage.

Da sapere

Berlino ha un'atmosfera più rilassata rispetto ad altre città tedesche e comunque non improntata a modi "rigidi" (per la mentalità italiana, beninteso) di concepire la vita quotidiana. L'euforia e la voglia di vivere che seguì all'abbattimento del muro dopo decenni di guerra fredda non si sono ancora estinte. A distanza di anni, ormai, da quell'evento, lo slancio perdura e Berlino rimane una delle mete più ambite di giovani a caccia di socializzazione e divertimento. Gli amanti della musica techno trovano Berlino una meta ideale, anche perché in passato è stato fondato qui l'evento Love Parade.

A favorire il turismo giovanile concorre anche il fatto che Berlino non è affatto cara per quanto riguarda le spese di alloggio e la città rigurgita di buoni ostelli dai prezzi irrisori.

Berlino comunque si adatta anche ad altre categorie di visitatori e visitatrici, ad esempio le famiglie: i suoi straordinari musei possono stimolare la curiosità dei loro pargoli e accelerarne le capacità intellettive.

Quando andare

In genere Berlino fa il pieno di turisti fra giugno e settembre, periodo di alta stagione con prezzi maggiorati del 30% per quanto riguarda gli alloggi. Gli albergatori praticano prezzi più alti anche in concomitanza delle feste natalizie e degli eventi di maggior richiamo riportati più avanti. Durante il periodo pre-natalizio sino al 27-28 dicembre la città pullula di mercatini caratteristici. Il più grande si trova a ridosso dell'isola dei Musei e l'entrata è a pagamento per pochi euro a persona.

Per quanto riguarda il clima, quello di Berlino è definito come continentale a carattere umido. La media delle temperature invernali è attestata sui 4 -1 °C, quella dei mesi estivi sui 22–25 °C., fatto che spiega l'assenza di aria condizionata in molti alberghi di fascia medio-alta. Tenete comunque presente che il clima è mutevole come ovunque nel mondo e se programmate di visitare la città d'inverno potreste incappare in temperature eccezionalmente rigide. Emblematico, in questo senso, fu l'inverno del 2010 con il termometro rimasto costantemente sotto lo 0 per tutta la stagione e con picchi di -21° nel mese di gennaio.

Come orientarsi

Come Parigi, Berlino è una città dai viali molto ampi sui quali si affacciano caseggiati per lo più di 4-7 piani che formano grandi e articolati cortili interni. Anche i marciapiedi sono talmente larghi da poterne ricavare piste ciclabili senza apportare disagio alcuno ai pedoni.

Se non volete finire investiti da una bici, imitate i Berlinesi che hanno cura di percorrere il lato interno del marciapiede e mai quello sul bordo della strada.

I numeri civici compaiono solo sugli androni degli stabili. Molto di rado sugli esercizi commerciali.

Un punto di riferimento può essere costituito dalla torre della televisione che spunta ovunque nel centro e anche a notevoli distanze da questo.

L'unico inconveniente per chi visita Berlino per la prima volta sta nell'orientarsi all'interno delle stazioni d'interscambio dei trasporti pubblici. Esse sono infatti a più livelli e spesso ospitano centri commerciali. Trovare la linea giusta della metro o la piattaforma giusta del treno suburbano può rivelarsi un'impresa ardua per i pivellini. La segnalazione all'interno delle stazioni è tuttavia ottima per cui basterà non distrarsi e seguire attentamente le indicazioni.

Se siete proprio a digiuno della città dovrete conoscere almeno per le linee metro principali ambo i capolinea altrimenti rischiate di andare nella direzione opposta. In questo senso vi aiuta la cartina distribuita alle stazioni che ogni turista ignaro della città reca sempre con sé. Ne troverete alcune versioni on line all'indirizzo https://www.bvg.de/en/connections/network-maps-and-routes.

Una volta guadagnata l'uscita giusta, dovrete raggiungere il vostro punto d'interesse. Se avete un cellulare dotato di ricevitore GPS non esitate ad usarlo come fanno i Berlinesi quando devono attraversare un quartiere che non conoscono. In alternativa potrete collegarvi al sito http://mobil.bvg.de dell'azienda dei trasporti che presenta una cartina (statica) della città molto ben fatta. In ambo i casi non perderete tempo prezioso.

Distretti

Berlino è suddivisa in distretti amministrativi (Bezirke) numerati dall'1 al 12:

Come arrivare

In aereo

1 Aeroporto di Berlino-Brandeburgo – Ha iniziato le operazioni il 31 ottobre 2020 nell'area estesa dell'ex aeroporto di Schönefeld (ora Terminal 5), il principale aeroporto della Germania dell'Est, appena fuori dal confine sud-orientale della città vera e propria. L'aeroporto di Berlino non ha un "carrier domestico" e non è l'hub di nessuna compagnia aerea, ma ha una rete piuttosto completa di destinazioni europee servite da Easyjet, Ryanair, Eurowings e un gruppo di vettori legacy, un buon numero di "sole destinazioni del Mediterraneo" (molte stagionali) ma solo una manciata di rotte transatlantiche.

Potreste anche prendere in considerazione l'idea di volare negli aeroporti di Amburgo, Francoforte sul Meno o Hannover. Da lì potete prendere un treno (alta velocità) o un autobus interurbano per Berlino. I vicini aeroporti di Lipsia e Dresda hanno meno voli di linea.

Gli aeroporti di Berlino sono ereditati da entrambi i lati del muro di Berlino. Berlino Ovest, per la quale il trasporto aereo era fondamentale, al momento della riunificazione ne aveva tre: la RAF Gatow nel settore britannico, utilizzata solo dagli inglesi e chiusa nel 1994, l'aeroporto di Tempelhof nel settore americano, chiuso nel 2008 e trasformato in un parco pubblico e in una zona fieristica e l'aeroporto di Tegel nel settore francese, chiuso l'8 novembre 2020. C'era un aeroporto minore chiamato Johannisthal nel settore sovietico, ma è rimasto inutilizzato dagli anni '50 alla sua chiusura ufficiale a metà degli anni '90. Il principale aeroporto di Berlino Est e in effetti il ​​Zentralflughafen dell'intera Germania dell'Est si trovava a Schönefeld, appena a sud del confine della città. È in questo sito che un nuovo aeroporto, l'aeroporto di Berlino-Brandeburgo, è stato costruito e inaugurato nel 2020, con otto anni di ritardo e diverse centinaia di volte in più rispetto al budget.

In treno

2 Stazione di Berlino Centrale (Berlin Hauptbahnhof) – La principale stazione ferroviaria di Berlino. È una stazione mastodontica e spettacolare, inaugurata il 26 maggio 2006. Non esistono collegamenti ferroviari diretti con città italiane (2011) e dovrete cambiare a Monaco dove fanno capolinea treni internazionali da Roma/Firenze/Bologna, Verona e Venezia. Maggiori informazioni sul sito [trenitalia.com].

È possibile raggiungere Berlino via Berna anche partendo da Milano, ma il percorso è più lungo: il viaggio dura circa 12 ore. Si parte da Milano al mattino, si cambia a Berna in piena mattinata ed in serata si raggiunge Berlino. Bisogna però prenotare per tempo su internet sul sito delle ferrovie tedeschee il biglietto viene spedito a casa per posta entro 5 giorni dall'acquisto. Se si è fortunati si possono spendere circa 100 euro per la sola andata (Milano-Berna-Berlino).

In autobus

3 Stazione centrale degli autobus extraurbani (Zentraler Omnibusbahnhof Berlin - ZOB Berlin). Il principale capolinea degli autobus extraurbani è situato nel quartiere di Charlottenburg vicino alla stazione metro (U-Bahn) di Kaiserdamm e quella ferroviaria (S-Bahn) di Messe Nord/ICC. I pullman dell'Eurolines provenienti da città italiane fermano invece al capolinea di Schoenefeld.

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

I trasporti pubblici sono costituiti da 10 linee di metropolitana (U-Bahn Berlin), da 22 linee tranviarie e da una estesa rete di treni suburbani e linee di autobus gestite dall'azienda BVG.

Grosso modo la metro è in funzione dalle 4 del mattino fino a 40 minuti dopo la mezzanotte nei giorni feriali mentre nei week end le corse sono prolungate fino alla 2 di notte e alcune linee sono in funzione addirittura 24 ore di seguito. In ogni caso. autobus notturni che riportano il numero della linea metro preceduto dalla lettera N sostituiscono i treni durante le loro eventuali interruzioni. La rete dei trasporti urbani è dunque estremamente efficiente e anche molto capillare.

Si può affermare con certezza che tutti i punti di principale interesse sono a breve distanza da stazioni o da fermate di autobus e tram e raggiungibili facilmente a piedi. È anche grazie a questo mirabile sistema di trasporti pubblici che i Berlinesi appaiono rilassati e senza stress potendo permettersi anche il lusso di vivere intensamente ogni attimo della propria vita. A conclusione del proprio lavoro conservano ancora le energie per godersi pienamente la notte.

Per quanto riguarda i biglietti ne troverete di tipologie più svariate ma forse quelli più interessanti sono i biglietti validi 24 ore o gli abbonamenti settimanali e mensili. Berlino è suddivisa in due zone A e B più C. Tutti i luoghi d'interesse si trovano nella prima zona (A e B) ma i due aeroporti di Berlino ne rimangono al di fuori.

Se siete interessati alla visita dei musei potete usufruire della City Tour Card offerta in diversi tagli (48, 72 ore o 5 giorni) e valida per l'intera zona urbana (A B) o, con un piccolo sovrapprezzo, anche per gli immediati dintorni (zona C).

Chi desidera può acquistare la "Berlin welcome card" che comprende la libera circolazione sui mezzi pubblici: metropolitane, bus e treni locali, (zone A,B,C) e Potsdam; trasporti pubblici da e per gli aeroporti; sconto sull'entrata o quota di partecipazione per diversi eventi culturali e teatri di Berlino e Potsdam; sconto in ristoranti e negozi. Ogni card adulti include tre ragazzi fino a 14 anni. Tariffe ad oggi (ottobre 2013): 2 giorni (48 ore) 19€; 3 giorni (72 ore) 25€, 5 giorni (120 ore), 32€.

La Berlin Welcome Card-Isola dei musei include oltre ai suddetti servizi della Berlin card welcome per 3 giorni il libero ingresso nei musei dell'isola dei musei: 3 giorni (72 ore) 36€. Praticamente con 11€ in più rispetto alla normale Berlin welcome card, oltre a viaggiare si possono vedere i suddetti musei per tre giorni.

L'ingresso nelle stazioni della metropolitana non prevede il superamento di tornelli (come avviene ad esempio a Madrid), ma ciò non significa che i controlli siano assenti: il biglietto acquistato va obliterato utilizzando gli apparecchi gialli che si trovano sulla piattaforma. I controllori non sono muniti di divisa o documenti di riconoscimento visibili; quando sono presenti sul treno, si identificano solo dopo che le porte del vagone si sono chiuse, e non esiteranno a multarvi se sarete sprovvisti di biglietto regolarmente obliterato.

La multa per chi viene pizzicato sprovvisto di titolo di viaggio idoneo ammonta a 60.- EUR (nel 2016).

Gli autobus della linea 142 fanno la spola tra la stazione centrale (Hauptbahnhof - Lehrter Bahnhof) e quella orientale (Ostbahnhof).

Con tour guidati

Molte compagnie di pullman turistici hanno il loro capolinea sulla Kurfürstendamm, all'altezza dell'omonima stazione metro. Tra queste citiamo la BEX Sightseeing con un'ampia scelta di tour.

Se invece vi piacciono le passeggiate potete rivolgervi alla "Berlin Walks" ma dovrete essere in grado comprendere l'inglese. Giri della città e dei suoi dintorni in lingua italiana sono proposti dalla Insider Tour .

Fra le svariate forme di trasporto presenti in città vi sono anche i servizi di autonoleggio con conducente. Questi ultimi sono particolarmente indicati per coloro che desiderano il massimo comfort e la più totale riservatezza per i loro city tours e transfers. Tra le aziende che offrono questa tipologia di servi citiamo myDriver.

Durante la bella stagione avrete anche la possibilità di mini crociere sul corso dello Sprea e dei suoi affluenti nonché sulla rete di canali che collegano i fiumi ai numerosi laghi cittadini. La compagnia con la flotta più consistente è la Stern-und Kreisschif-fahrt. Alcune imbarcazioni salpano dal molo vicino al Berliner Dom.

In bicicletta

I Berlinesi sono patiti della bicicletta. La usano a tutte le età, di giorno come di notte e anche quando il termometro segna -20 °C. Potete portarla con voi in metro o in treno dietro pagamento di un piccolo sovrapprezzo. Le agenzie di noleggio le troverete nelle vicinanze della Torre della televisione. È possibile noleggiare una bicicletta con 10€, anche in moltissimi alberghi. per l'intera giornata, dietro cauzione di 50€, per visitare la città che è vastissima e policentrica; l'unico inconveniente è dato dalla rigidità del clima nei mesi invernali.

Cosa vedere

Centro

La città è attraversata dal fiume Spree al centro del quale si trova l'isola Sprea. Al centro dell'isola si trova la Schloßplatz con il Duomo di Berlino e il Palazzo del Consiglio, adiacenti sono i giardini Lustgarten che fino al 1950, anno di demolizione del Castello di Berlino, costituivano il cortile del castello stesso. A sud dei giardini si trova Fischerinsel, antico quartiere abitato da pescatori completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e ricostruito in stile contemporaneo con alti e moderni grattacieli. A nord invece si estende l'Isola dei Musei, chiamata così perché ospita moltissimi musei,tra cui il famosissimo Perganonmuseum. Di fronte all'isola, sulla riva occidentale del fiume,si trovano la vivace zona di Nikolaiviertel, formata da eleganti palazzine medioevali e con al centro la Chiesa di San Nicola e il Rotes Rathaus, il municipio cittadino. Sulla riva orientale si trovano il Viale Unter den Linden, via principale della città, i resti del Muro di Berlino, la Porta di Brandeburgo, la Cattedrale di Sant'Edvige, la Colonna della Libertà, il Memoriale alle Guerre di Liberazione,il Judisches Museum, dedicato alla storia degli ebrei, il Palazzo del Parlamento, il Tiergarten, il più grande parco pubblico cittadino, la Gendarmenmarkt, piazza del mercato sulla quale si affacciano eleganti edifici neoclassici, la Alexanderplatz con la Torre della Televisione e l'orologio universale e la Potsdamerplatz con il Sony Center e la Panoramapunkt, torre alta 100 metri. Alcune zone leggermente periferiche ma ugualmente interessanti sono i castelli di Charlottenburg e Zitadelle-Spandau.

Cosa fare

Berlino vanta parecchi stabilimenti termali (Stadtbad) dove potrete rilassarvi con una nuotata o tra i vapori del bagno turco. Ne citiamo un paio:

Stadtbad Charlottenburg, Krumme Straße 10, Charlottenburg ( Richard-Wagner Platz).

Stadtbad Neukölln, Ganghoferstraße 3, Neukölln ( Rathaus Neukölln). Questi bagni termali non citati dalle guide turistiche godono degli apprezzamenti di chi li ha visitati.

Itinerari

Sono tante le proposte di itinerari (tour) offerte. Eccone alcune dal profilo non di massa.

Culture Labs (Berlin-Gay tours), strapani@culturelabs.de. Proposte di itinerari insoliti ben curati, anche su temi quali la vita omosessuale odierna e storica nella capitale. Alto livello didattico unito a elementi come svago e piacere culturale.

Eventi e feste

Festival internazionale del cinema (Berlinale). febbraio.

Carnevale delle Culture. febbraio.

Classic Open Air. luglio.

Festival Internazionale della Birra. agosto.

Maratona di Berlino. settembre.

Young Generation Jazz. ottobre.

Festival Jazz. novembre.

Acquisti

Tra i grandi magazzini citiamo Karstadt dislocati in corrispondenza delle stazioni metro, come quello a Hermannplatz.

Se siete interessati ad acquistare abbigliamento di marca a prezzi ribassati al di fuori del tempo dei saldi, vi conviene fare una scappatina al centro commerciale "Designer Outlets Berlin" fuori città a Alter Spandauer Weg 7A a Wusterhausen, OT Elstal, che incorpora negozi di più di cento marche, come l'Adidas outlet, Boss, etc. Al venerdì e al sabato viene offerto un servizio autobus navetta per dieci euro (andata e ritorno) dal Kudamm al centro città ovest.

Per gli interessati a generi di elettronica i nomi da tenere a mente sono le catene Saturn e Media-Markt, presenti sia a est, a Mitte, sull'Alexanderplatz, come pure a ovest, a Charlottenburg e nel Wedding sulla Pankstraße. Particolarmente allettanti i prezzi degli smartphones ma anche di semplici cellulari corredati di SIM prepagata pronti per l'uso se vi siete scordati il telefonino a casa o non volete dare i soldi al vostro gestore in Italia (telefonino e sim li pagherete meno di 10 euro).

Se invece vi piacciono i mercati di frutta e verdura dal sapore orientale non c'è niente di meglio di una scappatina a ovest a Neukölln al Maybachufer, la via che costeggia il canale, che separa Kreuzberg da Neukölln, e sul quale lato sud di Neukölln sta il pittoresco mercato turco (stazione metro più vicina: Schönleinstraße‎ sulla linea U8).

Dove mangiare

Il cibo di strada tipico, a Berlino, è sicuramente il curry-wurst e il döner-kebap che si possono acquistare praticamente ovunque. Ambedue ideazioni culinarie inventate a Berlino.

Prezzi elevati

Secondo il giudizio della guida Michelin pubblicata nel 2012 il miglior ristorante di Berlino è Tim Raue. Il locale ha tolto lo scettro al Fischers Fritz, all'interno dell'hotel Regent. Hanno guadagnato le stelline della blasonata guida altri due ristoranti: Lorenz Adlon all'interno dell'omonimo albergo e il Reinstoff restaurant dove lo chef Daniel Achilles propina agli avventori piatti sperimentali basati sulle sue apprezzate capacità inventive.

Come divertirsi

La guida di riferimento nel settore dell'intrattenimento è Ex Berliner. Esce a cadenza mensile in lingua inglese ed è reperibile nelle rivendite di giornali.

Berlino è considerata la capitale gay d'Europa. Schöneberg è stata a lungo considerata il quartiere gay della città. Troverete molti bar e ristoranti gestiti da gay sulla Nollendorfplatz e la Mozarstrasse. Con il passare degli anni, però, Schöneberg è rimasta sostanzialmente la stessa, mentre altri quartieri che facevano parte di Berlino Est hanno accolto sempre piu numerosi locali per gay da quando è stato abbattuto il muro che divideva in due la città. Dopo la riunificazione Kreuzberg si è affermata come il quartiere della cultura gay alternativa ma Neukölln tende sempre piu' a soppiantarla. Nel 2013, uno dei club gay più longevi di Berlino, lo SchwuZ, si è trasferito da Kreuzberg a Neukölln, segnando un ulteriore spostamento verso sud est della scena gay di Berlino. La città cambia e mentre Nollendorfplatz non cesserà' di attrarre turisti gay che visitano Berlino per la prima volta, la scelta si fa sempre piu' ampia. Berlino ha molto da offrire a turisti gay, qualunque siano le loro preferenze. Può però risultare difficoltoso trovare il locale adatto ai propri gusti. Le guide gay abbondano in rete ma sono schematiche e non danno molto rilievo ai parties cosi una parte della vita gay è tenuta nascosta forse anche per motivi di sicurezza ma se si usano precauzioni elementari non c'è proprio nulla da temere. Quelli che sono ben addentro alla vita gay sanno di potersi muovere senza problemi nei club di Kreuzberg e Neukölln. Mentre Schöneberg è sostanzialmente un ghetto per gay, Kreuzberg e Neukölln accolgono locali aperti a tutti secondo la mentalita tedesca improntanta alla promiscuita sessuale piu spinta e non è raro vedere tra i clienti donne etero in vena di stranezze. L'aspetto piÙ interessante per i gay sono i parties. Uno dei parties piu' attesi è lo SNAX che si tiene al famoso club Barghain che apre le sue porte ai gay solo a pasqua e a novembre. Ce ne sono molti altri a frequenza mensile e bimestrale, regolari o occasionali. Ad esempio il Gegen Love un queer party a frequenza bimestrale che si tiene ogni primo venerdì del mese al Kit Kat Club, il piu'famoso sex club di Berlino. Madonnamania anche è molto atteso e si tiene quattro volte l'anno allo SchwuZ, il primo club gay alternativo di Berlino Ovest.

Da Wikivoyage · leggila alla fonte · CC BY-SA 4.0

Cosa vedere a Berlino

  1. Porta di Brandeburgo
  2. Museum für Islamische Kunst
  3. National Gallery Berlin
  4. Bröhan-Museum
Mappa di Berlino con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Porta di Brandeburgo

Punto di riferimento · Berlino

Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo (in tedesco Brandenburger Tor) è una porta in stile neoclassico di Berlino. Ubicata sul lato occidentale di Pariser Platz, nel quartiere di Mitte, è il monumento più famoso di Berlino, ed è conosciuta in tutto il mondo come simbolo della città stessa e dell’intera Germania.

== La porta preesistente ==

Leggi tutto su Porta di Brandeburgo (5.655 parole)

In seguito alla fondazione del quartiere di Dorotheenstadt, avvenuta intorno al 1670, e alla sua integrazione nel sistema di fortificazioni urbane di Berlino, venne edificata la prima porta. Questa era costituita da un varco praticato nel bastione rialzato e da un ponte levatoio che attraversava il fossato circostante. La sua collocazione corrispondeva approssimativamente all'attuale Schadowstraße.

Con l'espansione occidentale di Dorotheenstadt e la costruzione del muro doganale della città di Berlino, nel 1734 l'architetto Philipp Gerlach realizzò sul sito dell'attuale Porta di Brandeburgo una porta cittadina più semplice, orientata sulla strada che conduceva a Brandeburgo sulla Havel. Il complesso architettonico era costituito da due piloni in stile barocco ornati con pilastri e trofei, ai quali si collegavano le ali laterali della porta. Accanto alla struttura principale, destinata al transito cerimoniale, erano presenti passaggi pedonali più semplici, ricavati nel muro doganali ed arricchiti da un apparato decorativo di vasi ornamentali. Già all'interno del muro doganale si trovavano, rispettivamente a sud e a nord della porta, l’edificio della guardia e quello adibito alle autorità fiscali.

In vista della successiva ricostruzione della porta, la stazione dei pompieri situata a nord fu demolita nel maggio 1788, al fine di consentire la realizzazione di un percorso provvisorio intorno all'area di cantiere. La demolizione della precedente Porta di Brandeburgo ebbe inizio nell'estate dello stesso anno.

Simbolismo

La Porta di Brandeburgo fu ricostruita con l’intento di simboleggiare il potere politico, sia interno che estero, di Federico Guglielmo II. In alcune delle prime proposte progettuali si considerò l’idea di collocare sull'edificio la scritta “Federico” in lettere di bronzo, quale espressione diretta della sovranità monarchica.

Il progetto architettonico della nuova porta si ispirava ai Propilei dell'Acropoli di Atene, suggerendo così un parallelismo tra Federico Guglielmo II e Pericle: il sovrano prussiano, in questo modo, desiderava presentarsi come un monarca illuminato, capace di inaugurare una nuova "età dell'oro" in Prussia. Pericle, dopo aver conquistato la direzione della politica ateniese, consolidò il suo potere con una saggia politica di alleanze strategiche, garantendo così per la sua polis un lungo periodo di pace, nonché di supremazia, all'interno della neocostituita Lega delio-attica. Questo era esattamente ciò che desiderava Federico Guglielmo II, il quale, dopo aver pacificato con la forza la Repubblica dei Paesi Bassi Uniti nel 1787 attraverso l'invasione delle truppe prussiane e aver promosso un'alleanza tra Prussia, Paesi Bassi e Gran Bretagna, aspirava a instaurare un nuovo equilibrio nel quadro politico europeo retto dall'egemonia prussiana.

In tale contesto politico e ideologico la porta venne inizialmente designata come "Porta della Pace". Oltre al sovrano stesso, anche la sorella, Guglielmina d'Orange - principessa ereditaria della Repubblica dei Paesi Bassi - doveva essere celebrata come artefice della pace. Fu infatti grazie alla sua azione diplomatica che Federico Guglielmo II decise di intervenire nei Paesi Bassi, rafforzando così la posizione della Prussia in Europa. Il nome "Porta della Pace" non risultava in contraddizione con la scelta di coronare l'edificio con una figura allegorica della Vittoria; al contrario, tale accostamento rifletteva coerentemente la concezione assolutista del potere nel XVIII secolo.

Sia la conformazione architettonica delle ali quanto il suo apparato decorativo facevano sì che la porta fosse rivolta simbolicamente soprattutto verso l'interno della città. L’intento non era quindi di impressionare chi arrivava, ma di comunicare visivamente ai cittadini il potere e la grandezza del sovrano. In questo senso, la Porta di Brandeburgo assumeva la funzione di sfondo scenografico per l’ingresso trionfale del re a Berlino, arricchendo la capitale con un simbolo monumentale della regalità e della rappresentanza.

Architettura

La Porta di Brandeburgo è un monumentale complesso architettonico in stile neoclassico, composto dalla struttura principale della porta e da due ali laterali. Queste ultime non solo assicurano una transizione armoniosa tra la porta e gli edifici adiacenti, definiscono uno spazio architettonico simile a un cortile d'onore, magnificato ulteriormente dalla scelta stilistica neoclassica.

Fu l'architetto Carl Gotthard Langhans a essere incaricato dal re Federico Guglielmo II della realizzazione del monumento in qualità di direttore dell'Oberhofbauamt. Il progetto prevedeva la costruzione della porta ispirandosi al modello dei Propilei, la monumentale porta d'ingresso all'Acropoli di Atene. Poiché Langhans non si era mai recato in Grecia, egli si basò su descrizioni e disegni di viaggiatori e studiosi, come Julien-David Le Roy, James Stuart e Nicholas Revett. Il re, inoltre, intendeva che la porta fosse collocata in modo da poter valorizzare visivamente l’asse urbano e il vicino Tiergarten, assicurandole la massima apertura e visibilità. Questo obiettivo rese necessarie alcune modifiche rispetto al modello greco: Langhans ridusse sensibilmente la profondità della struttura e adottò colonne più snelle e alte, consentendo una visuale più ampia e una minore ostruzione del paesaggio. L'architrave rialzato contribuiva ulteriormente a questo effetto.

La porta si compone di due file parallele di sei colonne doriche scanalate con base, per un totale di dodici colonne; le rudentature inserite tra le scanalature, tuttavia, si allineano maggiormente all'ordine ionico. Tra ciascuna coppia di colonne è inserita una parete in mattoni intonacati, poiché le colonne da sole, essendo molto snelle, non avrebbero potuto sostenere i carichi della sovrastruttura, sulla quale gravava anche il peso della quadriga posta in sommità. Le sei coppie di colonne, insieme ai muri intermedi, formano così cinque passaggi, con quello centrale più ampio, secondo il modello dei Propilei. Sopra di essi si sviluppa la trabeazione, la quale, a differenza del modello classico, non è realizzata in grandi blocchi di pietra sovrapposti, bensì è stata costruita orizzontalmente. Per ridurre il peso gravante sulle colonne, inoltre, la trabeazione non è piena, ma racchiude (insieme all'attico) uno spazio di circa 250 m², la cosiddetta «Soldatenkammer» [Camera dei soldati], accessibile tramite il tetto del corpo di guardia. La trabeazione è decorata su entrambi i lati con un fregio dorico con metope e triglifi, sormontato da un geison. Sopra di esso, al posto del tradizionale frontone triangolare greco, si trova un attico, anticipato da una serie di gradini piatti, i quali, con il loro profilo, evocano la forma archetipica del frontone e conducono simbolicamente al centro della struttura. L’attico è infine coronato dalla quadriga, collocata sopra il portale centrale.

Originariamente, ai lati della porta si trovavano brevi tratti murari con nicchie destinate a statue di Marte e Minerva, disposte in modo da inquadrare visivamente la piazza antistante (oggi Pariser Platz). Più all'esterno vi erano rimesse a due piani per carrozze, integrate nel muro di cinta cittadino e situate dietro gli edifici laterali, risultando così invisibili dalla piazza. Queste rimesse erano collegate agli edifici laterali mediante una copertura comune che si estendeva lungo il lato interno delle mura, definendo così uno spazio chiuso antistante alla porta. Con la demolizione del muro di cinta tra il 1867 e il 1868, anche le rimesse vennero abbattute. Nel 1868, l'architetto Heinrich Strack progettò dei nuovi colonnati per collegare la porta agli edifici laterali, creando due ulteriori passaggi pedonali. Durante questo intervento, le statue di Marte e Minerva persero la loro posizione originaria e furono ricollocate nei muri esterni della porta.

Le ali odierne non corrispondono fedelmente alle strutture originarie. In passato, esse erano collegate lateralmente agli edifici contigui e presentavano colonnati dorici soltanto sulle facciate rivolte verso la piazza. Le ali furono distrutte durante la Seconda guerra mondiale e successivamente ricostruite, questa volta circondate da colonnati su tutti i lati, soluzione che ha reso possibile un ulteriore passaggio pedonale lungo il lato rivolto verso la porta.

Misure

La Porta di Brandeburgo presenta una struttura monumentale con un'altezza complessiva di 20,3 metri, mentre la quadriga posta sulla sommità raggiunge un'altezza totale di circa 26 metri. L’intero complesso ha una larghezza di 62,5 metri e una profondità di 11 metri. Le colonne doriche che caratterizzano la facciata misurano 13,5 metri in altezza e hanno un diametro di 1,73 metri. Il passaggio centrale, destinato originariamente al traffico cerimoniale, ha una larghezza di circa 5,65 metri (equivalenti a 18 piedi), mentre ciascuno dei passaggi laterali misura circa 3,80 metri (pari a 12 piedi e 1 pollice).

Sculture

Oltre alla sua rilevanza architettonica, la Porta di Brandeburgo fu arricchita da un programma decorativo scultoreo molto articolato, comprendente sia opere a tutto tondo sia rilievi. Le decisioni relative all'apparato ornamentale furono in parte definite durante il corso stesso dei lavori, riflettendo una progettazione artistica in evoluzione. La maggior parte dei disegni e dei progetti scultorei fu realizzata da Johann Gottfried Schadow, che operava in qualità di direttore del laboratorio di scultura della corte e responsabile della sezione scultura presso l'Oberhofbauamt (Ufficio Edile della Corte Suprema). L’esecuzione delle opere fu affidata a numerosi scultori, rendendo il cantiere della Porta di Brandeburgo un prezioso laboratorio stilistico, nonché una significativa fonte di impiego per gli artisti prussiani dell’epoca.

Elemento scultoreo più iconico della Porta di Brandeburgo, la quadriga è il principale elemento decorativo della Porta di Brandeburgo, concepito già nella fase progettuale da Carl Gotthard Langhans. L'ispirazione per questa composizione sembra provenire dal Mausoleo di Alicarnasso, una delle sette meraviglie del mondo antico. La figura centrale della quadriga è la dea romana della Vittoria, in trionfale ingresso nella città sul suo carro trainato da quattro cavalli, simboleggiando così l'arrivo della pace a Berlino. Il più antico verbale noto riguardante la quadriga, risalente al marzo 1789, cita esplicitamente l’intenzione di rappresentare la dea Vittoria: "[Si] decise che il signor Schadow avrebbe dovuto realizzare un modello [...] che esprimesse chiaramente le dimensioni di un gruppo di quattro cavalli e un carro insieme a Vittoria". Anche durante la fase di cantiere non venne operata alcuna reinterpretazione della figura, e il maestro lattoniere Koehler ricevette compensi già nel 1791 per la realizzazione della "figura in rame della Vittoria". Non sono documentate, secondo lo stato attuale della ricerca, versioni alternative della figura come Nike (dea greca della vittoria) o Eirene (dea ellenica della pace). Secondo la storica dell’arte Zitha Pöthe:

Fino alla fine del XIX secolo circolarono ipotesi secondo cui la quadriga fosse inizialmente orientata verso ovest, verso Charlottenburg, ma questa teoria fu definitivamente smentita nel 1912 da Emil von Siefart.

Il 13 marzo 1789, sotto la direzione di Langhans, si tenne una conferenza per definire il progetto della quadriga (Char de Triomphe), alla quale presero parte, tra gli altri, Johann Gottfried Schadow, scultore di corte, ed Emanuel Jury, maestro ramaio. Fu deciso che Schadow avrebbe dovuto realizzare un modello della quadriga in scala 1:8. Fu deciso che Schadow avrebbe realizzato un modello in scala 1:8; i cavalli dovevano essere alti circa 10 piedi (3,15 m). Un modello in legno a grandezza naturale fu realizzato dai fratelli scultori Johann Christoph e Michael Christoph Wohler di Potsdam. Nel corso dei lavori, l’Accademia di Belle Arti modificò le proporzioni previste: i cavalli raggiunsero l’altezza definitiva di 12 piedi (3,77 m); per ottimizzare la produzione, inoltre, si decise di scolpire solo due cavalli in pose differenti, con quattro teste intercambiabili. Il rame fu sagomato sulla base del modello in legno e la realizzazione fu affidata nuovamente a Koehler, già autore della figura sulla Cattedrale Francese e di gruppi scultorei nel Belvedere di Charlottenburg.

A metà del 1793, la quadriga fu trasportata e installata sulla Porta di Brandeburgo. Non era stato ancora deciso se la scultura dovesse essere lasciata al naturale o dorata, pur essendo stata predisposta una superficie di 2.276 piedi quadrati (circa 223 m²) per una potenziale doratura, l’Accademia raccomandò di evitarla. La decisione definitiva, presa l’11 luglio 1793 da Federico Guglielmo II, fu di non procedere alla doratura. Dopo l’installazione, furono apportate inoltre due modifiche significative alla raffigurazione della dea Vittoria. Inizialmente, ella portava un elmo su una lancia, un’armatura e due scudi, ma da lontano tale composizione fu giudicata eccessivamente grossolana. Schadow propose quindi un nuovo emblema, un’asta con corona di quercia sormontata da un’aquila, richiamo diretto all’aquila romana, simbolo di regalità e sovranità sui popoli. Inoltre, su sua ulteriore proposta, la figura fu drappeggiata con una veste svolazzante, così da correggere la rigidità visiva del retro della scultura, che risultava eccessivamente nuda e statica.

Napoleone fu il primo ad usare la porta di Brandeburgo come arco trionfale per celebrare la propria vittoria sui prussiani nel 1806 alla battaglia di Jena. Per suo ordine la quadriga fu rimossa e portata a Parigi. La quadriga ritornò a Berlino a seguito della sconfitta di Napoleone ad opera della Guerra della Quarta Coalizione nel 1814 quando le armate prussiane del generale Ernst von Pfuel entrarono a Parigi. In tale occasione del ritorno alla sua collocazione originaria, il segno simbolico della vittoria fu sostituito da una nuova iconografia ideata da Karl Friedrich Schinkel, che coronò il palo con una corona di quercia racchiudente al proprio interno una Croce di Ferro, illustre decorazione militare della Prussia. In cima al tutto si trovava un'aquila coronata con le ali spiegate, emblema tradizionale del potere prussiano. Le ragioni precise che portarono alla modifica dell’originario simbolo non sono documentate con certezza. Una delle ipotesi più accreditate suggerisce che l’elemento precedente, realizzato nel XVIII secolo, fosse andato distrutto durante una tempesta nel 1806, cadendo dal portale; il nuovo ornamento sarebbe stato dunque installato solo dopo la conclusione del conflitto, come parte del rinnovato programma celebrativo dopo la conclusione della guerra.

Nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale, furono realizzati calchi protettivi della quadriga, comprendenti i cavalli e la dea. A partire dal 1957, su questi calchi furono basati i modelli per una replica in rame sbalzato, che fu installata nel 1958 dopo complesse trattative tra Berlino Est e Ovest. Dell’originale settecentesco si conserva soltanto una testa di cavallo, attualmente esposta presso il Märkisches Museum di Berlino.

Rilievo dell'attico

Sotto la quadriga, sul lato interno della Porta di Brandeburgo rivolto verso il centro di Berlino, si trova un imponente rilievo in arenaria inserito nell'attico. L'opera fu concepita come parte integrante del programma iconografico della porta. Secondo le indicazioni fornite dall'architetto Carl Gotthard Langhans, il rilievo doveva rappresentare «la protezione delle armi giuste, che esse offrono all'innocenza». Il disegno del rilievo fu affidato nel 1791 al pittore Bernhard Rode, mentre Johann Gottfried Schadow realizzò un primo modello tridimensionale basato sul progetto grafico. L'esecuzione scultorea fu affidata agli artisti Conrad Nicolaus Boy e Christian Unger. In una lettera datata agosto 1791, Schadow descrisse nel dettaglio il significato allegorico del rilievo e le figure rappresentate, chiarendo l’intento morale ed estetico dell’opera all’interno del più ampio contesto della simbologia neoclassica della Porta di Brandeburgo:

La descrizione delle figure scolpite nel rilievo interno dell’attico fu confermata anche da Bernhard Rode, la cui descrizione iconografica coincide con l’interpretazione fornita da Schadow. Secondo questa lettura esegetica, di fronte al carro trionfale recante la dea della Pace sono raffigurate le allegorie dell'Unità e dell'Amicizia, a sottolineare l’ideale pacificatore che il sovrano intendeva promuovere attraverso l’opera.

Era inizialmente previsto un rilievo analogo sul lato esterno della Porta di Brandeburgo, volto a completare il programma simbolico. Questo secondo rilievo avrebbe dovuto stabilire un collegamento diretto con quello interno, illustrando come, tramite le «armi giuste [...] sette frecce sparse si possano riannodare in una». L'immagine avrebbe fatto riferimento all'intervento prussiano nel conflitto olandese del 1787 e all'unità restaurata delle sette province dei Paesi Bassi, promossa dal re Federico Guglielmo II e da sua sorella Guglielmina d’Orange. Il rilievo esterno, tuttavia, non fu mai realizzato, per ragioni non documentate. Lo spazio previsto per esso sulla facciata esterna della porta è rimasto vuoto fino a oggi.

Fregio dorico

Sui lati est e ovest della trabeazione della Porta di Brandeburgo si trovano due fregi composti da metope e triglifi, ispirati all’ordine dorico dell’architettura classica. I fregi si articolano in 32 rilievi quadrati, ciascuno di circa un metro quadrato, suddivisi equamente: 16 sul lato orientale e 16 su quello occidentale.

Il tema iconografico, scelto da Carl Gotthard Langhans, rappresenta la celebre disputa tra i Centauri e i Lapiti, nota come Centauromachia. L’ispirazione diretta proviene dal fregio dorico presente sul lato sud del Partenone ad Atene, richiamo coerente con l’intero impianto neoclassico dell’opera. La narrazione mitologica si riferisce all'episodio delle nozze del re lapita Piritoo, durante le quali i Centauri, invitati come ospiti, tentarono di rapire e violentare la sposa Ippodamia e le altre donne presenti. L’azione scatenò una violenta lotta tra i Centauri e i Lapiti, in cui questi ultimi, con l’aiuto dell’eroe Teseo, prevalsero. Fin dall'antichità, tale episodio è stato interpretato come allegoria del conflitto tra barbarie e civiltà, dove quest’ultima riesce infine a imporsi. Nel contesto della Porta di Brandeburgo, il soggetto assume un significato simbolico più specifico: rappresenterebbe, in chiave allegorica, le guerre condotte dalla Casa di Brandeburgo contro popoli stranieri, esaltando il ruolo civilizzatore e ordinatore della monarchia prussiana.

Le metope del lato occidentale, affacciato verso la città, furono realizzate su modelli di Johann Gottfried Schadow, mentre quelle del lato orientale furono eseguite dallo scultore Johannes Eckstein di Potsdam. I primi rilievi furono completati alla fine del 1789.

Rilievi dei passaggi

Soltanto intorno al 1791, in prossimità dell'apertura ufficiale della Porta di Brandeburgo, una commissione artistica composta tra gli altri da Carl Gotthard Langhans e Johann Gottfried Schadow prese in esame la possibilità di arricchire l'interno della struttura con rilievi decorativi. Fu così stabilito di collocare due pannelli scultorei per ciascuno dei cinque passaggi, su entrambi i lati della porta. Il programma iconografico prescelto prevedeva la rappresentazione della leggenda di Ercole, figura mitologica esemplare di forza e virtù eroica. Le gesta del semidio greco dovevano fungere da allegoria delle imprese e del coraggio di Federico II di Prussia, esaltandone il ruolo di sovrano illuminato e condottiero vittorioso.

Nonostante l'ambizioso intento simbolico, Schadow stesso espresse in seguito delle riserve sull'efficacia della scelta espositiva, definendo i rilievi come «bassorilievi nei cinque passaggi che nessuno può vedere», a causa della loro posizione poco favorevole alla fruizione pubblica. Nel marzo 1792, gli incarichi per la realizzazione dei rilievi furono affidati a una serie di scultori attivi presso la corte prussiana, tra cui Emanuel Bardou, Heinrich Bettkober, Conrad Nicolaus Boy, Johann Eckstein, Johann Daniel Meltzer, Christian Räntz, Johann Christoph Wohler, Michael Christoph Wohler, Christian Unger, e Wilhelm Christian Meyer, figlio dello scultore Meyer. I bozzetti preparatori furono disegnati da Bernhard Rode, già autore del progetto per il rilievo dell’attico rivolto verso la città. Prima di procedere con l’esecuzione in pietra, gli artisti furono tenuti a presentare modelli in scala da sottoporre al beneplacito di Schadow.

I rilievi realizzati raffigurano come già accennato diverse scene tratte dal ciclo mitologico di Ercole. Da sud a nord vi sono le seguenti scene:

Ercole combatte contro un gigante (registro superiore).

Ercole al bivio: l'eroe, guidato da Minerva, indica il Tempio della Fama; sullo sfondo giace Venere (registro inferiore).

Ercole sconfigge un gigante (sopra).

Ercole negli Inferi; sale sulla barca del traghettatore Caronte con Alcesti, che intende ricondurre nel mondo superiore; Plutone e la moglie Persefone osservano la scena. Sotto il suo trono giace Cerbero (in basso).

Ercole uccide gli uccelli del lago Stinfalo (sopra).

Ercole spezza i legami e uccide il crudele re egizio Busiride (sotto).

Ercole uccide il leone di Nemea (sopra).

Ercole uccide il centauro Nesso, che stava rapendo Deianira (sotto).

Il giovane Ercole strangola i serpenti inviati da Era (sopra).

Ercole salva Esione dal mostro marino (sotto).

Ercole uccide il drago Ladone e ruba le mele delle Esperidi (sopra).

Ercole combatte contro i centauri (sotto).

Ercole conduce i cavalli di Diomede a Micene (sopra).

Ercole sostiene gli dei dell'Olimpo nella Gigantomachia (sotto).

Ercole uccide l'Idra di Lerna (sopra).

Ercole con la veste inviata da Deianira (sotto).

Ercole doma il toro cretese (sopra).

La morte di Ercole sul rogo, con Filottete con la torcia e gli amici piangenti (sotto)

Ercole schiaccia il gigante Anteo (sopra).

Ercole viene condotto sull'Olimpo: Mercurio, in piedi accanto a Minerva, adorna Ercole con una corona d'alloro. Giunone gli porge una coppa e Giove lo accoglie (sotto).

Marte e Minerva

Nelle nicchie delle mura esterne della Porta di Brandeburgo, prospicienti i due colonnati laterali realizzati nel 1868, si trovano le statue delle divinità romane Marte (lato sud) e Minerva (lato nord). Attualmente collocate in un'area più arretrata, esse occupavano in origine una posizione più prominente: le nicchie erano infatti inserite nei tratti murari che collegavano il corpo centrale della porta con le tettoie retrostanti le ali, risultando visivamente interposte tra la porta e le ali, nella veduta principale dalla Pariser Platz.

La decisione di collocare due statue ai lati della porta fu presa già nel marzo del 1792, benché i soggetti non fossero ancora stati definiti. In una prima fase, Johann Gottfried Schadow – direttore del laboratorio di scultura di corte – propose le personificazioni allegoriche della Diligenza e della Vigilanza. In alternativa, suggerì di rappresentare le figure simboliche di Berlino e della Prussia. Fu tuttavia l’Accademia delle Arti a stabilire che le sculture raffigurassero le divinità di Marte e Minerva, considerate emblematiche della protezione e della forza civica. Nel settembre 1792, Schadow presentò bozzetti e modelli: Marte è rappresentato seduto, nell'atto di riporre la spada, a simboleggiare la conclusione del conflitto e il ritorno dell’ordine, mentre Minerva, anch'essa seduta, è raffigurata con il braccio poggiato su uno scudo e una lancia nella mano opposta, evocando la sapienza, la vigilanza e la funzione protettiva, in particolare in relazione alle porte e ai varchi urbani.

Nel marzo del 1793, l’Accademia approvò i progetti e affidò l'esecuzione delle statue in arenaria agli scultori Johann David Meltzer (per Minerva) e Conrad Nicolaus Boy (per Marte). A seguito della morte prematura di Boy nel maggio dello stesso anno, fu Schadow stesso a modellare la figura di Marte. L’esecuzione finale in pietra fu affidata allo scultore Karl Wichmann. Le statue, infine, furono collocate nel luglio 1794.

Durante la Seconda guerra mondiale, la statua di Minerva andò distrutta. Tra il 1951 e il 1952, essa fu sostituita da una replica realizzata dal collettivo di scultori Kranolda.

Pittura

In origine, i soffitti dei passaggi della Porta di Brandeburgo erano decorati con dipinti murali a tema simbolico, eseguiti in grisaille – tecnica pittorica che simula bassorilievi attraverso l’uso del grigio monocromatico. Il progetto fu ideato e realizzato dal pittore Bernhard Rode, figura di spicco dell'arte accademica prussiana. Procedendo da sud a nord, si susseguivano le seguenti raffigurazioni allegoriche:

un trofeo bellico, come simbolo di eroismo e forza militare;

La lira di Ercole accostata alla clava avvolta nell'alloro, come simbolo dell'unione del coraggio e le arti musicali;

lo scudo di Minerva con la testa di Medusa, allegoria delle arti,

due cornucopie intrecciate con il caduceo di Mercurio, rappresentazione dell'unità e dell'abbondanza,

un'aquila con una corona d'ulivo, simbolo della pace conseguita attraverso la forza.

Nel 1841, questi dipinti furono sostituiti da decorazioni ornamentali in stile più sobrio. Nel passaggio centrale fu dipinto un medaglione circolare con un’aquila, mentre nei quattro passaggi laterali furono aggiunte rosette decorative. L’intervento fu ulteriormente rinnovato nel 1875 dal decoratore Gustav Eilers. In occasione del restauro del 1926–1927, si decise di non ripristinare le pitture ornamentali. Le decorazioni furono giudicate disarmoniche rispetto alle proporzioni monumentali della struttura, e il pannello circolare centrale non si integrava efficacemente con i rilievi rotondi sottostanti. In seguito a questa decisioni, i soffitti furono dipinti in un tono grigio chiaro uniforme, mantenuto fino ad oggi.

Destinazione funzionale

Oltre alla sua funzione cerimoniale e simbolica, la Porta di Brandeburgo svolgeva un ruolo essenzialmente funzionale nel controllo degli accessi alla città. Al suo passaggio venivano riscossi i dazi doganali, mentre le guardie incaricate della sorveglianza impedivano l’ingresso e l’uscita non autorizzata; tra i compiti delle guardie vi era anche quello di prevenire la diserzione dei soldati. L’ala meridionale della porta, così, ospitava l’alloggio per le guardie, mentre quella settentrionale era destinata agli uffici delle autorità fiscali.

Con l’eccezione del passaggio centrale, tutti i varchi erano protetti da due cancelli, ciascuno costituito da due ante: un cancello in legno e un cancello a traliccio metallico. I cancelli di legno venivano chiusi esclusivamente durante la notte, per non ostruire la vista verso il Tiergarten durante il giorno. I cancelli a traliccio, al contrario, presentavano un’apertura relativamente ampia. Il passaggio centrale era dotato solamente di un cancello di legno, riservato generalmente al transito delle “carrozze di corte”. All'esterno di questo varco si trovava un posto di guardia per proteggerne l’accesso. Nelle pareti di mattoni che delimitano i passaggi erano scavate delle nicchie apposite per accogliere i cancelli, in modo che questi non sporgessero quando aperti; tali nicchie sono tuttora visibili. Per facilitare la chiusura notturna, nel grande cancello di legno del passaggio centrale era stato ricavato un cancello più piccolo, permettendo di evitare l’apertura simultanea di entrambe le ante.

Fin dalla sua costruzione, i pesanti cancelli generarono problemi di manutenzione: già nel 1795 le porte in legno necessitavano di riparazioni, e il grande cancello del passaggio centrale si deformò al punto da non poter più essere chiuso correttamente. I cancelli in ferro, divenuti inutilizzati per anni, furono infine rimossi nel 1840. Con l’espansione urbana del 1861, anche i cancelli di legno persero la loro funzione e furono smantellati.

Un’innovazione significativa della Porta di Brandeburgo fu infine l’installazione di lampade a gas, presenti fin dall'epoca della sua costruzione (ma oggi rimosse a favore di un nuovo impianto illuminotecnico), a testimonianza dell’importanza strategica e funzionale della struttura.

Storia
La Quadriga a Parigi

Dopo la sconfitta dell'esercito prussiano nelle battaglie di Jena e Auerstädt durante la guerra della quarta coalizione contro la Francia, Napoleone Bonaparte entrò trionfalmente a Berlino il 21 ottobre 1806, attraverso proprio la Porta di Brandeburgo. Accompagnato da Dominique-Vivant Denon, che stava raccogliendo tesori d'arte dai territori conquistati per il Musée Napoléon, l'odierno Louvre, Napoleone ordinò il prelievo della Quadriga come trofeo di guerra. La Quadriga fu così smontata nel dicembre 1806, imballata in dodici casse e trasportata a Parigi attraverso un lungo viaggio che incluse tappe ad Amburgo, nel Mare del Nord, lungo il Reno e i canali francesi. Giunse a Parigi il 17 maggio 1807 e fu restaurata sotto la supervisione del ramaio Christian Caulers, a causa dei danni subiti durante lo smontaggio e il trasporto. Sebbene Napoleone inizialmente volesse erigere la Quadriga su un nuovo arco di trionfo, poi la destinò alla Porta di Saint Denis, dove però non fu mai collocata, in favore di una esposizione museografica al pubblico, nelle collezioni del Louvre.

In Prussia, la rimozione della Quadriga fu vissuta come una «vergogna e una presa in giro», soprattutto perché sulla Porta di Brandeburgo rimase solo la staffa verticale in ferro che sorreggeva la Vittoria, diventata un simbolo doloroso dell’umiliazione subita.

Dopo la vittoria prussiana nelle guerre di liberazione, l’esercito di Berlino marciò su Parigi il 31 marzo 1814. Il 4 aprile dello stesso anno il feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher (secondo un'altra fonte, il commissario generale di guerra Friedrich von Ribbentrop) comunicò che la quadriga era stata ritrovata, e il re ne ordinò l'immediato rientro a Berlino. Il gruppo scultoreo fu imballato in quindici casse e trasportata via terra da Parigi attraverso numerose città europee: Compiègne, Noyon, La Fère, Saint-Quentin (21 aprile), Beaumont, Bruxelles (4 maggio), Lovanio, Tirlemont, Saint-Trond, Liegi (8 maggio), Aquisgrana (9 maggio), Jülich, Düsseldorf (10 maggio), Elberfeld (12 maggio), Schwelm, Hamm (16 maggio), Bielefeld (20 maggio), Minden (22 maggio), Hannover (24–27 maggio), Halberstadt (1 giugno), Schönebeck, Magdeburgo, Brandeburgo sulla Havel, Werder e Potsdam (8 giugno). Durante il trasporto, in alcune città come Lovanio, Tirlemont e Aquisgrana, si dovette demolire alcune porte cittadine per permettere il passaggio del convoglio; da Düsseldorf in poi, invece, il viaggio si trasformò in una processione trionfale, con le carrozze decorate da ghirlande e iscrizioni patriottiche e salutate da ali di folle plaudenti.

La Quadriga fece infine definitivamente ritorno a Berlino, dove arrivò il 9 giugno 1814. Fu inizialmente portata al padiglione di caccia di Grunewald, dove iniziò il restauro, diretto da Johann Friedrich Moser, perito e ispettore edile. Si praticò un’apertura nel soffitto del passaggio centrale della Porta di Brandeburgo per facilitare il lavoro di inserimento e montaggio. I danni furono riparati e la Vittoria ricevette un nuovo simbolo: la corona d’alloro originale fu sostituita da una corona di quercia che racchiudeva una Croce di Ferro con l’anno «1813», progettata da Karl Friedrich Schinkel e realizzata in parte con un modello di legno dipinto. Tra il 24 e il 27 giugno 1814, le parti restaurate della Quadriga furono trasportate nuovamente alla Porta di Brandeburgo, dove furono assemblate e fissate con l’aiuto di gru. Il 14 agosto 1814, le truppe prussiane marciarono solennemente attraverso il cancello, alla guida il re Federico Guglielmo III. La Quadriga, circondata da dodici candelabri e decorata con fogliame, fu svelata tra luci di bracieri, in un’atmosfera di festa e patriottismo.

I lavori finali sul nuovo simbolo della Vittoria si conclusero il 10 settembre 1814. La corona di quercia era composta da 169 foglie e 90 ghiande, mentre la Croce di Ferro era nera con bordi argentati. Per i berlinesi, la Quadriga divenne popolarmente nota come la «rappresaglia» dopo il suo ritorno in patria.

Età imperiale e Repubblica di Weimar

Il 1871 fu un anno fondamentale nella storia della Germania, con la fine della fine della guerra franco-prussiana e la fondazione dell'Impero tedesco. Per celebrare l'evento, nel giugno dello stesso anno, una grandiosa parata di vittoria si svolse dal Tempelhofer Feld, passando per la Porta di Brandeburgo fino al Lustgarten. Fino all'abdicazione del Kaiser Guglielmo II nel 1918, solo i membri della famiglia imperiale e i loro ospiti potevano attraversare il passaggio centrale della porta.

Dopo il 1900, a causa degli agenti atmosferici e dei danni ambientali, frammenti sempre più grandi di pietra iniziarono a cadere dalla porta. Ampi lavori di restauro ebbero inizio nel 1913, ma furono interrotti dallo scoppio della Prima guerra mondiale e si conclusero solo nel 1926. Nel frattempo, la Rivoluzione di novembre aveva provocato ulteriori danni, in particolare alla quadriga. Il restauro fu guidato da Kurt Kluge, che alloggiò la quadriga in una struttura di legno, soprannominata dai berlinesi "la scuderia più alta di Berlino", per poter lavorare anche in caso di maltempo. Sotto la direzione artistica di Wilhelm Wandschneider, numerosi rilievi in arenaria furono restaurati e in parte rinnovati, con la rimodellazione di una delle metope dei centauri con un motivo diverso.

Il nazionalsocialismo e la seconda guerra mondiale

Il 30 gennaio 1933 i nazionalsocialisti celebrarono la loro “presa del potere” (Machtergreifung) con una fiaccolata delle SA attraverso la Porta di Brandeburgo.

Nell'ambito del progetto per trasformare Berlino nella cosiddetta "capitale mondiale" (Welthauptstadt Germania), la porta fu inserita nell'asse est-ovest della città. In vista di questa espansione urbanistica, un tratto di sette chilometri tra la Porta di Brandeburgo e Adolf-Hitler-Platz (oggi: Theodor-Heuss-Platz) fu ampliato e inaugurato nel 1939. Durante i piani di ulteriore espansione - mai realizzati - si prevedeva in aggiunta di traslare i padiglioni laterali della porta, consentendo al traffico di passare anche intorno alla struttura.

Durante la seconda guerra mondiale, la Porta di Brandeburgo fu gravemente danneggiata, ma rimase in piedi. Entrambe le ali laterali bruciarono, e la quadriga fu quasi completamente distrutta. Solo una testa di cavallo, oggi esposta al Märkisches Museum di Berlino, si salvò dalla distruzione.

17 giugno 1953

In occasione della rivolta del 17 giugno 1953, tre uomini salirono sul tetto della Porta di Brandeburgo e rimossero la bandiera rossa del socialismo. Poco dopo mezzogiorno, al suo posto, issarono una bandiera nero-rosso-oro, simbolo congiunto della Germania Est e Ovest. Uno dei tre autori del gesto, Wolfgang Panzer, scomparve dopo l’azione e non fu mai più ritrovato; si presume abbia perso la vita.

La Quadriga dopo la guerra

Il 21 settembre 1956, il magistrato di Berlino Est ordinò il restauro dell'unica porta cittadina sopravvissuta alle devastazioni belliche: la Porta di Brandeburgo, infatti, era fortemente danneggiata ma si manteneva ancora in piedi. Il comunicato stampa corrispondente affermava specificamente:

Nonostante accese discussioni e accuse reciproche, entrambe le parti di Berlino collaborarono attivamente al restauro. La Quadriga fu completamente ricreata sulla base di un calco in gesso del 1942: la ricostruzione fu affidata allo scultore Otto Schnitzer e alla fonderia tradizionale Hermann Noack di Friedenau. I lavori terminarono il 14 dicembre 1957.

Nella notte tra il 2 e il 3 agosto 1958, la quadriga fu segretamente trasferita al Neue Marstall e l'aquila prussiana e la Croce di Ferro furono rimosse o saldate: il Consiglio comunale di Berlino Est dichiarò poi che gli "emblemi del militarismo prussiano-tedesco" non potevano più essere esposti.

Durante la Cortina di Ferro

Con la costruzione del Muro di Berlino, il 13 agosto 1961, la Porta di Brandeburgo finì nella zona di confine e divenne inaccessibile sia da Est che da Ovest. Solo le guardie di frontiera della RDT e gruppi di visitatori ufficiali, accompagnati dal personale del Centro Informazioni, potevano avvicinarsi alla struttura.

Il futuro presidente federale Richard von Weizsäcker osservò durante la Guerra Fredda:

Il 12 giugno 1987, presidente degli Stati Uniti d'America Ronald Reagan pronunciò la seguente frase davanti alla Porta di Brandeburgo durante una visita a Berlino:

A differenza del resto del Muro di Berlino, la Porta di Brandeburgo era separata da ovest da un muro corazzato più basso ma comunque particolarmente solido, che rimase in piedi fino al 1989.

Caduta del Muro e restauro

Dopo 28 anni dalla costruzione del Muro, la Porta di Brandeburgo fu riaperta il 22 dicembre 1989 tra gli applausi di oltre 100.000 persone: le barriere furono definitivamente rimosse, e il monumento tornò a essere un simbolo di unità, divenendo uno dei luoghi centrali delle celebrazioni per la riunificazione della Germania. L’apertura della Porta, in questo modo, segnò non solo la fine di una divisione fisica, ma anche ideologica tra Berlino Est e Berlino Ovest, sancendo un momento di profonda svolta nella storia tedesca ed europea.

Durante la notte di Capodanno 1989/1990, alcuni spettatori salirono sulla Porta e rubarono parti della Quadriga. Successivi controlli rivelarono gravi danni strutturali dovuti alla mancanza di manutenzione: molte parti in acciaio erano arrugginite. La Quadriga fu smontata e restaurata, compresi l’aquila e la Croce di Ferro. Dopo anni di abbandono e danni ambientali, l’intera struttura fu sottoposta a un restauro completo e riaperta il 3 ottobre 2002. I lavori, durati 22 mesi, furono realizzati dalla Fondazione per la tutela dei monumenti di Berlino. Per l’occasione, lo studio Kardorff Ingenieure sviluppò un nuovo sistema di illuminazione per valorizzare quello che comunque era l'edificio più importante di Pariser Platz - e di tutta Berlino.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Pariser Platz 1
Orari
24/7
Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Museum für Islamische Kunst

Museo archeologico · Berlino

Museum für Islamische Kunst

Il Museo d'arte islamica (in lingua tedesca Museum für Islamische Kunst) fa parte del Pergamonmuseum sull'Isola dei musei a Berlino.

È dedicato all'archeologia e all'arte islamica.

Leggi tutto su Museum für Islamische Kunst (561 parole)
Storia

Il museo venne fondato nel 1904 da Wilhelm von Bode come dipartimento islamico (Islamische Abteilung) del Kaiser-Friedrich-Museum (oggi Bode-Museum) e costruito da Friedrich Sarre. Il pezzo più importante della sua collezione è il dono che fece il sultano ottomano Abdul Hamid II all'imperatore Guglielmo II e costituito dalla facciata omayyade del palazzo di Mchatta (oggi in Giordania) datante dell'VIII secolo. Questo è quindi l'origine della fondazione del museo, così come ventuno tappeti donati da Wilhelm von Bode. Il museo, nel 1932, venne trasferito al piano superiore dell'ala sud del museo di Pergamo di nuova costruzione. Venne chiuso nel 1939 e le sue collezioni inviate nel bunker del Museo Zoologico di Berlino nel 1941, durante la seconda guerra mondiale.

Tuttavia molti oggetti scomparvero o vennero danneggiati dai bombardamenti alleati. Una delle torri d'ingresso del palazzo di Mushatta venne distrutta dai bombardamenti, come molti pezzi (compresi gli antichi tappeti). La collezione - che era a Berlino Est - venne nuovamente aperta al pubblico nel 1954 e prese il nome di museo islamico. I pezzi del museo che erano stati depositati, durante la guerra, in quella che divenne in seguito l'area occupata della Germania Ovest, vennero esposti al Museo di Dahlem a Berlino Ovest nel 1954. Dal 1968 al 1970, venne aperto al pubblico un dipartimento di arte islamica presso il castello di Charlottenburg e nel 1971 la mostra d'arte islamica venne trasferita in un nuovo complesso museale costruito a Dahlem.

Il museo di Berlino Est, nel 1958, recuperò gran parte del bottino, che i sovietici avevano presero come riparazione dei danni di guerra tra il 1945 e il 1946. Nel 1992, dopo la caduta del muro di Berlino, i due musei vennero uniti con il nome di Museo d'arte islamica (Museum für Islamische Kunst). L'esposizione del sito di Dahlem venne chiusa nel 1998 e trasferita al Museo di Pergamo. La nuova struttura nell'ala sud dedicata alle arti dell'Islam è stata inaugurata nel 2000.

Collezione

Il museo ospita collezioni di pezzi provenienti da diversi popoli dell'area islamica, dall'VIII secolo (dal Mediterraneo all'India) fino al XIX secolo. I reperti archeologici di Ctesifonte, di Tabgha e Samarra e le seguenti acquisizioni provenienti principalmente dall'Egitto, dal Medio Oriente e dall'Iran costituiscono il fulcro del museo. Altre regioni o raccolta di oggetti importanti sono raggruppate per tema, come ad esempio, calligrafia, manoscritti miniati dell'Impero Moghul e sculture in avorio della Sicilia durante l'occupazione musulmana.

Pezzi importanti

Facciata del palazzo di Mchatta

Sala di Aleppo

Cupola dell'Alhambra

miḥrāb di Kachan (XIII secolo)

miḥrāb di Konya

Tappeto con dragone e fenice (Asia centrale, inizio del XV secolo)

Numerosi manoscritti e libri antichi

Nel 2009, il museo acquisì, per donazione, la collezione del collezionista londinese Edmund de Unger (1918-2011), detta il Keir Collection. Essa rappresenta più di cinquanta anni di raccolta di circa 1500 oggetti d'arte, molti dei quali sono di origine pre-islamica, i più antichi dei quali risalgono a più di duemila anni addietro. Essa è considerata la più importante collezione privata di arte islamica in tutto il mondo. Più di un centinaio di oggetti della Keir Collection erano già stati presentati al pubblico nel 2007-2008 in occasione della mostra Sammlerglück. Islamische Kunst aus der Sammlung Edmund de Unger. Un'altra parte venne presentata a marzo 2010, sotto il titolo di Sammlerglück. Meisterwerke islamischer Kunst aus der Keir Collection.

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

National Gallery Berlin

Edificio museale · Berlino

National Gallery Berlin

Museo in Germania

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

Bröhan-Museum

Museo d'arte · Berlino

Bröhan-Museum

Il Bröhan-Museum (Landesmuseum für Jugendstil, Art Deco und Funktionalismus (1889-1939)) è un museo di Berlino, sito nel quartiere Charlottenburg. L'edificio che ospita il museo, come anche il vicino Museum Berggruen, è in stile neoclassico ed era precedentemente usato come caserma.

== Collezione ==

Leggi tutto su Bröhan-Museum (105 parole)

Il museo ospita la collezione raccolta a partire dal 1966 da Karl H. Bröhan, il quale iniziò a raccogliere opere d'arte in stile Art Nouveau e Art Déco. Numerosi sono i dipinti legati alla secessione di Berlino, come ad esempio opere di Karl Hagermeister e Hans Baluschek. La collezione comprende anche mobili, ceramiche, vetrerie. Ogni sala del museo è dedicata ad un singolo artista.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Schloßstraße 1A
Orari
Tu-Su,PH 10:00-18:00; Dec 24,Dec 31 off
Telefono
+49 30 32690600
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.broehan-museum.de

La voce completa su Wikipedia

Nei dintorni di Berlino

36 luoghi nei dintorni, a distretto di Mitte, distretto di Charlottenburg-Wilmersdorf, distretto di Treptow-Köpenick, distretto di Steglitz-Zehlendorf, distretto di Friedrichshain-Kreuzberg, distretto di Reinickendorf

Mappa dei dintorni di Berlino
Dati della mappa © OpenStreetMap

Pergamonmuseum

Museo d'arte · distretto di Mitte

Pergamonmuseum

Il Museo di Pergamo (in tedesco Pergamonmuseum) è un museo statale di Berlino, sito sull'Isola dei musei.

Considerato uno dei più importanti musei archeologici della Germania e del mondo, prende il nome dall'antica città ellenistica di Pergamo in Anatolia (oggi in Turchia), da cui proviene la maggior parte delle opere esposte. Attualmente il museo è in ristrutturazione ed è totalmente chiuso al pubblico. Una riapertura parziale è prevista per il 2027 ed una completa almeno per il 2037.

Leggi tutto su Pergamonmuseum (604 parole)
Storia

Nel 1830 con la costruzione del Museo Antico ad opera di Karl-Friedrich Schinkel di fronte al castello di Berlino, fu creato il primo nucleo museale pubblico di opere antiche. Già da allora il visitatore veniva colto dallo stupore osservando la disposizione delle sculture antiche di divinità. Poi seguirono le prime acquisizioni al museo, che in breve tempo si rivelò troppo piccolo, tanto da far decidere la costruzione di un nuovo edificio. Esso fu eretto dall'architetto Friedrich August Stüler tra il 1843 e il 1855 e denominato dapprima Neues Museum ("Museo Nuovo"). La nuova area espositiva permise l'esposizione delle numerose opere egizie acquisite in quegli anni, in un ambiente nuovo e più appropriato.

Successive campagne di scavo in Grecia (Olimpia) e Turchia (Pergamo) incrementarono e arricchirono enormemente il patrimonio museale, determinando l'esigenza di un nuovo edificio dedicato all'esposizione greca e romana. Nel 1930 sorse il nuovo edificio progettato da Alfred Messel e realizzato da Ludwig Hoffmann. Così fu possibile ricostruire gli antichi edifici nelle dimensioni naturali, ponendo le basi al futuro Museo di Pergamo.

Durante gli anni della seconda guerra mondiale il museo soffrì i bombardamenti, anche se fu sostanzialmente risparmiato dalle bombe. Le opere furono protette dagli effetti delle esplosioni grazie a muri di mattoni, mentre i pezzi più piccoli vennero collocati nei sotterranei. Poté riaprire i battenti nel 1951 in maniera parziale, e nel 1953 in maniera completa.Negli anni 1983-1984 l'esposizione venne riallestita, mutando e migliorando il percorso logico espositivo.

Nel 2014 l'ala nord e quella centrale, contenente l'altare di Pergamo, sono state chiuse al pubblico per ristrutturazione. Inizialmente prevista per il 2019, la riapertura è stata rallentata dall'incremento dei costi previsti, almeno il doppio di quanto stimato inizialmente, a causa delle condizioni dell'edificio, dell'inflazione e del ritrovamento di due sale contenenti pompe utilizzate per la costruzione dell'edificio originale. Parallelamente è stato aperto un padiglione temporaneo contenente alcuni importanti reperti del museo altrimenti impossibili da vedere. Nel 2023 il museo è stato completamente chiuso, per iniziare la ristrutturazione dell'ala sud, contenente la Porta di Ištar e quella di Mileto, a causa delle pessime condizioni dell'edificio, nel contesto di un progetto più grande che prevede un collegamento con le altre attrazioni dell'isola dei Musei. È inoltre prevista la realizzazione di una quarta ala. La riapertura dell'ala nord è prevista non prima del 2027, mentre la riapertura completa del museo è stimata fra il 2037 e il 2043.

Il Museo di arte antica (Antikensammlung)

Senza dubbio l'opera più importante in esso contenuta è l'altare di Pergamo, uno dei principali richiami del museo. Ma anche la porta del mercato di Mileto costituisce un'importante attrattiva, oltre alle diverse esposizioni di statue antiche, colonne e fregi d'epoca. In alcune stanze è esposta una parte dell'immensa collezione di monete antiche di epoca romana e greca. Il museo ospita anche la ricostruzione di opere assire e babilonesi.

Il Museo di arte islamica (Museum für Islamische Kunst)
Il Museo dell'Asia Anteriore (Vorderasiatisches Museum)

Il Pergamonmuseum non comprende solo esposizioni greche e romane, ma anche altre sezioni come quella del Museo dell'Asia Anteriore (noto anche come Museo del Vicino Oriente). Grazie alle opere di acquisizione e scavo nel 1936 fu ricostruita la porta di Ištar e la strada processionale. Molti pezzi provengono dagli scavi delle città di Uruk, Babilonia, Assur, Zincirli, Tell Halaf e Toprakkale.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Am Kupfergraben 5
Orari
off
Telefono
+49 30 20905577
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

torre della televisione di Berlino

Torre televisiva · distretto di Mitte

torre della televisione di Berlino

La torre della televisione di Berlino (in tedesco Berliner Fernsehturm) è una torre per le antenne trasmittenti radiotelevisive nel centro di Berlino in Germania. Fa parte della World Federation of Great Towers. È un conosciuto punto di riferimento della città, presso Alexanderplatz.

Con i suoi 368 m è la costruzione più alta di tutta la Germania e la quarta costruzione più alta d'Europa.

Leggi tutto su torre della televisione di Berlino (2.087 parole)

La torre della televisione è stata eretta tra il 1965 e il 1969 dalle Poste tedesche della DDR nel centro storico di Berlino (parte del distretto Mitte). Il 3 ottobre 1969 vi fu l'inaugurazione. La costruzione è di oltre 220 metri più alta rispetto alla torre della radio risalente agli anni '20 e locata nella parte ovest della città. Simbolo e punto di riferimento ben visibile anche da lontano, la torre della televisione fa parte dello skyline cittadino.

La costruzione, chiamata internamente anche "Torre radioemittente 32" svolge, oltre che il suo compito principale di emittente per molteplici stazioni radiofoniche e televisive, anche la funzione di torre panoramica con un bar e ristorante girevole a 203 metri di altezza. La torre, già simbolo di Berlino Est e della Repubblica Democratica Tedesca, è diventata dopo il 1989 uno dei simboli della Berlino riunificata.

In considerazione della sua importanza storica e tecnica, la torre è posta sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).

Posizione e dintorni

La torre della televisione di Berlino si trova a sud-ovest della Stazione di Alexanderplatz e a nord-est rispetto al Marx-Engels Forum. Spesso il luogo della costruzione si attribuisce erroneamente ad Alexanderplatz che, tuttavia, si trova a nord-ovest rispetto alla torre.

Oltre alle linee della metropolitana (U-Bahn) e del servizio ferroviario suburbano (S-Bahn), anche tram e autobus cittadini fermano alla stazione di Alexanderplatz, dalla quale l'uscita intermedia porta proprio all'edificio di ingresso della torre della televisione.

Storia

Nel 1952 alla Conferenza europea sulla radio di Stoccolma, responsabile della coordinazione delle onde di frequenza in Europa, alla ex-DDR, allora non riconosciuta politicamente dalla maggior parte degli Stati, furono attribuite soltanto due bande di frequenza televisive. Visti i presupposti, questa zona di Berlino non poteva più essere attrezzata con tanti piccoli emittenti senza che si manifestassero sovrapposizioni e, quindi, interferenze o falle nella ricezione televisiva. Per una copertura completa e non lacunosa era quindi necessario dotarsi di un grande trasmettitore più potente e collocato il più possibile in alto. Negli anni '50 a svolgere questa funzione c'erano soltanto trasmettitori molto deboli della radiodiffusione televisiva.

Già nel 1952 le Poste tedesche della DDR iniziarono a progettare una torre della televisione per Berlino. Inizialmente, il luogo designato per la sua costruzione doveva trovarsi a sud-est di Berlino. I lavori furono però interrotti perché il luogo prescelto si trovava soltanto a otto chilometri di distanza dall'Aeroporto di Berlino-Schönefeld e, a causa della sua altezza ai limiti della pista di atterraggio, la torre rischiava di compromettere il servizio aereo. In seguito al fallimento di diverse soluzioni di compromesso, nel 1956 venne presentato un nuovo progetto. Negli anni successivi, tuttavia, si continuarono a ricercare alternative e si discusse di altre eventuali collocazioni dell'opera, tra le quali il distretto di Friedrichshain.

La ricerca di una nuova collocazione proseguì anche negli anni a seguire. Oltre alla motivazione oggettiva della fornitura di radiodiffusione, cominciava tuttavia a farsi strada anche l'idea di ottenere, con la torre, un nuovo simbolo per Berlino. Per questo motivo, nel 1964, anche il Governo e il Partito Socialista Unificato di Germania (SED) caldeggiarono la scelta di una collocazione centrale per la realizzazione della torre. La decisione in merito al luogo di costruzione fu quindi determinata politicamente.

Diversi architetti si occuparono della progettazione e della realizzazione della torre, tra questi: Hermann Henselmann e Jörg Streitparth per la progettazione iniziale, Fritz Dieter, Günter Franke e Werner Ahrendt per la progettazione tra il 1965 e il 1969, oltre che Walter Herzog, Gerhard Kosel ed Herbert Aust.

Costruzione della torre

La torre della televisione fu costruita tra il 1966 e il 1969 nella zona est della città di Berlino. La gettata della base iniziò il 15 marzo 1966 e procedette rapidamente, tanto che il 4 ottobre 1966 si superarono i 100 metri. Lo stelo, che raggiunse la sua altezza definitiva il 16 giugno 1967, pesava 26.000 tonnellate e raggiungeva un'altezza di 248,78 metri. Solo per esso si utilizzarono 8000 metri cubi di cemento.

Parallelamente alla costruzione dello stelo, procedettero anche i lavori preventivi per la costruzione della sfera. Il gruppo di lavoro VEB Ipro mise a punto la procedura di montaggio della sfera sullo stelo, secondo la quale la sfera separata in 120 segmenti poteva essere montata a terra. A tal fine, nell'aprile del 1967, sul cantiere collocato tra la Chiesa di Santa Maria e il municipio rosso si erse una copia dello stelo alta 35 metri sulla quale furono premontati i segmenti della sfera. Tali lavori si protrassero sino al novembre del 1967. Nel febbraio del 1968 si iniziò a montare la sfera sullo stelo. L'ultimo segmento della sfera fu posato il 7 ottobre 1968. Sempre nell'ottobre del 1968, la torre fu dotata della sua punta e delle antenne sopra alla sfera, in modo che durante l'anno successivo ci si potesse occupare della costruzione dell'interno.

Con i suoi 53 mesi di costruzione la torre era stata conclusa in tempi record. I costi si attestarono attorno ai 132 milioni di marchi.

L'opera, che fu ufficialmente denominata torre della televisione e VHF di Berlino, era, nel 1969, la seconda torre della televisione al mondo per altezza. La prima in ordine di altezza era, infatti, la torre della televisione di Ostankino a Mosca. Inoltre, la torre era la terza costruzione più alta al mondo dopo la torre della televisione di Mosca e l'Empire State Building di New York.

Dall'inaugurazione in poi

Il 3 ottobre 1969 Walter Ulbricht, accompagnato dalla moglie Lotte e da una delegazione di accompagnatori di alto rango, tra i quali Günter Mittag, Herbert Warnke, Paul Verner, Rudolph Schulze, Erich Honecker, Werner Lamberz ed Erich Mielke, inaugurò la torre della televisione, fornendo il primo segnale per il secondo programma statale, DFF 2. Così iniziò l'era della televisione a colori su due canali nella DDR. La torre fu accessibile per il pubblico dal 7 ottobre 1969, giorno della Repubblica.

Il 16 febbraio 1970 dalla torre furono trasmessi cinque programmi VHF, un primo programma televisivo seguì il 4 aprile 1970. All'inizio del 1972 furono ultimati anche gli ultimi due padiglioni mancanti. Essi furono destinati a mostre e centro informazioni dell'ufficio turistico di Berlino. In essi trovarono inoltre collocazione un cinema e strutture dedicate alla gastronomia. I ristoranti offrivano coperti per circa 1000 persone. Dopo che, nel 1975, fu stabilita una linea base per la tutela monumentale, nel 1979 la torre della televisione di Berlino ottenne questo status. Dopo l'annessione della DDR, la Repubblica Federale Tedesca rinnovò questo status.

In seguito all'annessione tedesca del 1990, si fecero forti i pareri secondo i quali la torre dovesse essere abbattuta, nell'ottica politica di cancellazione di tutte le testimonianze dell'esistenza della DDR, indipendentemente dai valori qualitativi. La Repubblica Federale Tedesca decise, tuttavia, di conservare l'opera. Il nuovo gestore, Deutsche Telekom, investì in conclusione oltre 50 milioni di marchi nella modernizzazione degli impianti trasmittenti. Anche l'edificio fu in parte rinnovato. La precedente antenna ricevette, a partire da 327 metri di altezza, una punta nuova. Con essa, nell'estate del 1997, la torre fu innalzata di qualche metro: dai 365 metri originali a 368 metri.

La torre della televisione si annovera tra le opere di Berlino che, dal 2004, ogni ottobre vengono artisticamente illuminate con luce artificiale per più giorni durante il Festival of Lights. Nel 2006, in occasione dei mondiali di calcio e per un'iniziativa pubblicitaria del gestore Telekom, la sfera fu rivestita da una livrea magenta a rappresentare un pallone da calcio.

L'architettura

La torre della televisione costituisce un'architettura di notevole eleganza e la sua costruzione fu un'impresa eccezionale di ingegneria. Il design, originale e snello, ricorda il fascino della tecnologia degli anni sessanta, con evidenti richiami alla stagione dei viaggi spaziali. La sezione trasversale della struttura, infatti, riprende il profilo di un razzo spaziale.

La scelta del sito per la realizzazione presso Alexanderplatz fu determinata dalla natura del sottosuolo della città, elemento di particolare importanza per la costruzione di edifici di notevole altezza. Infatti la presenza del fiume Sprea e dei suoi canali rende il sottosuolo di molte aree della città di carattere paludoso. Pertanto fu individuato un sito che, con il sottofondo sabbioso, ben si prestava allo scavo per la realizzazione delle notevoli opere di fondazione.

La struttura

La tipologia strutturale della torre è a trave a mensola verticale. I materiali usati sono l'acciaio e il calcestruzzo armato. La torre ha una sezione rastremata che passa dai 16 metri del diametro della base ai 9 metri della sommità. La particolare forma della torre la rende poco suscettibile al carico del vento, elemento importante per tutti gli edifici di notevole altezza. L'oscillazione è appena percettibile e arriva a una deformazione massima nella parte alta dell'antenna pari a circa 60 cm, mentre al culmine della piattaforma che ospita il bar è solo di circa 15 cm.

Notevoli furono i problemi superati per l'installazione della sfera all'altezza di 200 metri, il cui guscio strutturale fu prefabbricato a terra e poi sollevato con delle gru fino alla piattaforma circolare che completava il fusto in cemento della torre. Questa fase della costruzione suscitò una particolare attenzione e curiosità negli osservatori in quanto la sfera, sospesa su cavi d'acciaio, sembrava galleggiasse in aria (vedi foto del 3 ottobre 1967).

I nuovi ascensori

All'inizio del 1996, dopo ventisette anni di funzionamento, gli ascensori furono sostituiti. I nuovi impianti, con una capienza di 13 persone e con una velocità di 6 metri al secondo, permettono di raggiungere la piattaforma di osservazione in soli 40 secondi.

L'antenna

L'antenna bianca e rossa posta sulla sommità costituisce il coronamento della torre della televisione. Essa porta la torre della TV a raggiungere l'altezza complessiva di 368 metri. Dall'antenna vengono trasmessi più di 60 programmi radiofonici e televisivi.

Dati tecnici

Altezza alla punta dell'Antenna: 368 m (prima dei lavori del 1997 su di essa l'altezza era di 365 m)

Lunghezza dell'antenna: 118 m

Diametro della punta dell'antenna: 1,80 m

Altezza media della sfera: 212 m

Punto di osservazione a 203,78 m

Telecafé a 207,53 m (Due giri all'ora, inizialmente uno)

Diametro del basamento: 32 m

Diametro del piano di osservazione: 24 m

Diametro del Telecafés: 29 m

Diametro della sfera: 32 m

Peso del cemento armato: 26.000 t

Peso della sfera: 4.800 t

Peso dell'antenna: 245 t

Velocità degli ascensori: 6 m/s

Profondità delle fondamenta: 8,75 m

Visitatori e turismo

La torre della televisione di Berlino non è soltanto un'antenna, ma anche un simbolo, un'attrazione turistica e un luogo per manifestazioni. La torre della televisione di Berlino è l'edificio pubblico accessibile più alto d'Europa: già nei primi tre anni successivi alla sua inaugurazione i visitatori furono oltre quattro milioni. Dopo l'annessione della DDR il numero di visitatori annuo oscillava attorno a 1,2 milioni provenienti da circa 90 paesi. Di questi, nel 2010, circa il 60% erano stranieri, la maggior parte dei quali spagnoli (8,1%), italiani (7,6%) e danesi (6,7%). Il numero massimo di persone consentite all'interno della sfera ammonta a 320. Dei circa 5000 visitatori giornalieri, circa 1500 si fermano anche nel ristorante della torre.

I due ascensori destinati ai visitatori trasportano ciascuno dodici persone in circa 40 secondi sino al punto panoramico a 203 metri di altezza, dove si trova anche il bar più alto di tutta Berlino. Dalle 60 finestre si gode il panorama sull'intera città di Berlino e sulle sue zone limitrofe. 21 livelli sopra al piano panoramico, a 207 metri di altezza, si trova il ristorante girevole. Il ristorante ruota di 360° ogni ora. Per scongiurare eventuali incendi la cucina principale si trova ai piedi della torre. Le pietanze sono trasportate con l'ascensore sino al ristorante, dove vengono ultimate in una piccola cucina satellite. Sempre per evitare eventuali incendi, oltre alle due piattaforme di evacuazione al di sotto del canestro della torre, in tutta la costruzione vige l'assoluto divieto di fumare.. La visita della torre della televisione di Berlino è interdetta ai disabili in sedia a rotelle e alle persone con difficoltà di deambulazione, poiché, in caso di emergenza, non sarebbero in grado di utilizzare le vie di fuga senza l'aiuto di terzi. Sempre per ragioni di sicurezza, anche animali, passeggini e bagagli di grandi dimensioni non possono essere introdotti all'interno della torre.

Poco meno di 42 anni dopo la sua inaugurazione, il 14 giugno 2011, il sindaco allora in carica, Klaus Wowereit, festeggiò i 50 milioni di visitatori. Dalla terrazza panoramica della torre della televisione si può ammirare l'intera città.

La torre della televisione, accessibile tutto l'anno per il pubblico di turisti, presenta orari di apertura adattati alla stagione. L'ultima salita al piano panoramico è alle 23.30, mentre l'ultimo accesso al ristorante è previsto per le 23.00. La zona destinata al pubblico può essere affittata per particolari eventi, feste, ricevimenti ecc. sino ad un massimo di 200 ospiti. Sulla torre della televisione è inoltre possibile sposarsi con rito civile. A tal fine si riserva per un'ora la zona adibita a bar del piano panoramico ad uso della coppia di sposi e dei loro invitati sino ad un massimo di 30 persone.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Panoramastraße 1a
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.tv-turm.de

La voce completa su Wikipedia

Zoologischer Garten

Destinazione turistica · distretto di Mitte

Zoologischer Garten

Lo Zoologischer Garten Berlin (giardino zoologico di Berlino) è insieme al Tierpark Berlin uno dei due giardini zoologici di Berlino. Con i suoi 350 000 m² di superficie a terra, risulta essere uno dei più grandi zoo della Germania. È anche uno dei più forniti al mondo in termini di specie animali.

== Descrizione ==

Leggi tutto su Zoologischer Garten (133 parole)

Si trova al limite occidentale del quartiere Tiergarten, nelle vicinanze del Kurfürstendamm e della stazione ferroviaria di Berlino Giardino Zoologico (le vicende del libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino sono per la maggior parte ambientate nei dintorni di questa stazione), entrambi siti invece nel quartiere Charlottenburg.

All'interno dello zoo ci sono molti giardini e piccoli laghetti. Nel dicembre 2006 vi è nato l'orso polare Knut, rapidamente diventato una delle maggiori attrazioni.

Adiacente ad esso si trova il grande parco pubblico Großer Tiergarten.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Hardenbergplatz 8
Orari
Oct 28-Feb 25 Mo-Su,PH 09:00-16:30; Feb 26-Mar 24 Mo-Su,PH 09:00-18:00; Mar 26-Sep 22 Mo-Su,PH 09:00-18:30; Sep 23-Oct 27 Mo-Su,PH 09:00-18:00
Telefono
+49 30 254010
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.zoo-berlin.de

La voce completa su Wikipedia

duomo di Berlino

Court church · distretto di Mitte

duomo di Berlino

Il duomo di Berlino è il principale luogo di culto luterano della Germania.

Si trova nel quartiere Mitte, sulla Schloßplatz, la piazza del Castello di Berlino, il principale palazzo dei Re di Prussia, a cui era collegato e di cui era la chiesa di Corte. L'ingresso principale si apre sul Lustgarten.

Leggi tutto su duomo di Berlino (669 parole)

Tradotta in italiano come duomo, ossia chiesa di particolare importanza, la chiesa non è una cattedrale nel senso stretto della parola, perché non è mai stata sede d'un vescovo. Il vescovo della Chiesa evangelica di Berlino-Brandenburgo-Slesia e Alta Lusazia (un'istituzione creata solo dopo la Seconda guerra mondiale) ha sede nella Marienkirche.

Tuttavia prima del 1918 il Sovrano prussiano era il summus episcopus della Chiesa protestante e questa, come chiesa palatina e luogo di culto a lui direttamente legato, era quindi la chiesa più importante.

Storia

La chiesa originaria venne costruita intorno alla metà del XVIII secolo su disegno di Johann Boumann in stile barocco. Nel 1822 venne rimaneggiata in stile neoclassico su progetto di Karl Friedrich Schinkel. Nel 1894 l'imperatore Guglielmo II ordinò la demolizione della chiesa e la sua ricostruzione. I lavori iniziarono immediatamente, su progetto dell'architetto Julius Raschdorff in uno sfarzoso stile neobarocco. Venne ultimata nel 1905. È uno dei maggiori monumenti dell'età guglielmina.

Il duomo è stato gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale. Nel corso dei bombardamenti aerei del 24 maggio 1944, venne colpita la lanterna della cupola e si propagò per tutta la copertura un furioso incendio che ne determinò il crollo. In seguito, il duomo venne restaurato e la cupola ricostruita fra il 1975 e il 1981, in forme più sobrie con il mancato ripristino delle elaborate lanterne della cupola e dei campanili, dall'architetto Günther Stahn. Misura un'altezza di 98 metri e un diametro di 33m .

Fino alla riapertura della chiesa, il 6 giugno 1993, per i servizi religiosi è stata utilizzata la cripta del duomo. Nel 2006, poi, è stato rimosso il coronamento della lanterna della cupola per un restauro e ricollocato al suo posto nel corso dello stesso anno.

Descrizione
Interno

La struttura interna della chiesa è a croce greca con grande aula circolare all'incrocio dei bracci e profonda abside sul lato opposto al portale maggiore. Il braccio d'ingresso e i due laterali sono soppalcati a circa un terzo della loro altezza formando un ampio matroneo sorretto da colonne in marmo nero. Il matroneo posto sopra l'ingresso principale venne adibito a palco destinato alla famiglia reale, mentre quello di sinistra a cantoria per l'organo. L'apparato decorativo dell'interno della cattedrale venne progettato dallo stesso Julius Raschdorff.

L'abside semicircolare accoglie il monumentale altare, proveniente dalla cattedrale precedente, opera di Friedrich August Stüler. Questo è costituito dalla mensa in marmo con crocifisso, sorretta da colonnette corinzie, e dall'alzata in legno dorato con le statue dei dodici apostoli. Ai lati dell'altare, vi sono due grandi lampadari barocchi. Le vetrate dell'abside raffigurano scene della vita di Gesù e furono dipinte da Anton von Werner. Alla sinistra dell'abside vi è il grande pulpito ligneo con base marmorea.

La superficie interna della cupola (del diametro di 33 metri) è decorata con stucchi dorati e mosaici raffiguranti personaggi biblici. Al centro, in corrispondenza della lanterna, vi è una grande vetrata con raffigurante la colomba dello Spirito Santo.

Hohenzollerngruft

All'interno della cripta del duomo vi sono le tombe di numerosi componenti della famiglia reale prussiana Hohenzollern, tra cui spiccano:

i sarcofagi di Federico I e della moglie Sophie Charlotte, opera di Andreas Schlüter;

il sarcofago di Giovanni I di Brandeburgo, risalente al 1530 circa, opera del grande scultore tedesco Peter Vischer il Vecchio.

Organi a canne

Sulla tribuna del braccio sinistro del transetto si trova il monumentale organo a canne, costruito nel 1905 dall'organaro tedesco Wilhelm Sauer; a trasmissione pneumatico-tubolare, con i suoi 113 registri per 7269 canne è uno dei più grandi organi della Germania. La sua consolle, situata al centro della cantoria, dispone di quattro manuali e pedaliera. La chiesa dispone anche di un organo positivo, l'opus 97 di Kristian Wegscheider (2014), di 4 registri.

Nella cappella del battesimo e del matrimonio si trovano due strumenti: un positivo napoletano del XVII secolo e uno strumento della ditta Schuke del 1943 a due manuali e pedale, con 16 registri.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Am Lustgarten
Orari
Mo-Fr 09:00-18:00; Sa 09:00-17:00; Su,PH 12:00-17:00; Jun-Aug Mo-Sa 09:00-19:00; Jun-Aug Su,PH 12:00-19:00
Telefono
+49 30 20269119
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.berlinerdom.de

La voce completa su Wikipedia

Potsdamer Platz

Complesso di edifici · distretto di Mitte

Potsdamer Platz

Potsdamer Platz è un'importante piazza berlinese, posta nel quartiere Tiergarten, al confine con Mitte.

Prende nome dalla città di Potsdam, situata 25 km a sud-ovest, e si trova nel punto in cui la strada per Potsdam (denominata nel ventunesimo secolo come Bundesstraße 1) oltrepassava la cinta doganale attraverso la Potsdamer Tor.

Leggi tutto su Potsdamer Platz (3.010 parole)

La piazza ha avuto una storia travagliata, risentendo degli eventi che hanno trasformato Berlino durante il XX secolo: negli anni della repubblica di Weimar costituiva il maggiore centro commerciale, culturale e di trasporti della città; successivamente fu spodestata dall'area del Neuer Westen circostante Breitscheidplatz; devastata dalla guerra e segnata dall'erezione del Muro, ha costituito negli anni novanta il più ambizioso progetto urbano della città riunificata.

Potsdamer Platz è oggi il centro di un nuovo quartiere residenziale, direzionale e commerciale; costituisce un richiamo turistico e simboleggia la nuova Berlino. La piazza resta tuttavia separata dalla città circostante e non è riuscita ad imporsi come "nuovo centro" della città.

Fondamenti storici

La nascita di Potsdamer Platz fu dovuta alla necessità di un centro, dal momento che l'area della piazza costituiva, come l'intera Berlino, un punto di passaggio dalla intensa attività commerciale, situata un tempo al di fuori delle mura cittadine. La storia di Potsdamer Platz nasce, probabilmente, il 29 ottobre 1685, quando venne emesso l'Editto sulla tolleranza di Potsdam, in seguito al quale Federico Guglielmo, Grande Elettore di Brandeburgo e Prussia dal 1640 al 1688, permise a molti rifugiati religiosi, tra cui gli ebrei provenienti dall'Austria e gli Ugonotti espulsi dalla Francia, di insediarsi sul proprio territorio (infatti, per un certo periodo di tempo, il 20% dei berlinesi erano di lingua francese). Questo influsso ebbe altri due risultati. Per prima cosa, le fortificazioni medioevali di Berlino, ricostruite in stile olandese (1658-74) con grandi spese, divennero improvvisamente inutili; e, secondariamente, la città già sovrappopolata si congestionò ulteriormente.

Molti nuovi distretti vennero creati all'esterno del perimetro cittadino, subito fuori le vecchie mura. Il più grande di questi fu Friedrichstadt, a sud-ovest del centro storico di Berlino, iniziata nel 1688, che deve il proprio nome al nuovo Elettore Federico Guglielmo III di Prussia, che in seguito divenne Re Federico I di Prussia. L'aspetto delle proprie strade seguiva lo stile barocco in voga a quei tempi, ed era basato su due assi principali: Friedrichstraße (nord-sud) e Leipziger Straße (est-ovest). Tutti i nuovi sobborghi vennero assorbiti da Berlino intorno al 1709-10. A partire dal 1723 l'espansione verso ovest di Friedrichstadt venne ordinata da Re Federico Guglielmo II di Prussia, e venne completata nel 1732-34 dall'architetto Filippo Gerlach il Giovane (1679-1748). Durante l'espansione prese vita un nuovo asse nord-sud, Wilhelmstraße.

Negli anni 1735-7, dopo che l'espansione di Friedrichstadt fu completata, un muro lungo 8 km (l'Akzisemauer) venne eretto intorno al nuovo perimetro di Berlino. Inizialmente era composto da pannelli in legno, in seguito rimpiazzati da mattoni e pietre, e costellato da 18 porte corrispondenti alle 18 strade entranti in città. Vennero aggiunti dazi per le merci in transito, soprattutto per carne e farina. La porta più famosa era quella di Brandeburgo, anche se 1 km a sud un'altra porta stava guadagnando fama.

Questa strada era stata costruita nel Medioevo come collegamento verso il borgo rurale di Schöneberg, ma in seguito venne sviluppata fino a far parte della strada che collegava Parigi a San Pietroburgo passando per Aquisgrana, Berlino e Königsberg. Nel 1660 il Grande Elettore aveva costruito la propria strada verso Potsdam, dove era situato il suo palazzo, ristrutturata. A partire dal 1754 una diligenza percorreva la tratta Berlino-Potsdam, nonostante fosse in pessime condizioni. Nel 1740 Federico il Grande divenne Re. Non era un grande amante di Berlino, per cui costruì un nuovo palazzo, il Sanssouci, a Potsdam nel 1744-7, seguito dal Neues Palais del 1763-9, rendendo la strada "non all'altezza" del passaggio di un re. Dopo una serie di migliorie, nel 1791-3, la strada venne inclusa nell'elenco delle migliori vie della Prussia. In seguito prese il nome di Potsdamer Straße; il suo punto d'ingresso in città fu, ovviamente, la Porta di Potsdam, e fu intorno a questa porta che nacque Potsdamer Platz.

I primi giorni

Come entità fisica, Potsdamer Platz nacque come accozzaglia di strade e vie che passavano per la porta di Potsdam. Secondo quanto riportato da una vecchia guida, non divenne mai una vera e propria piazza, bensì un incrocio a cinque strade che collegava i principali centri europei. Subito all'interno della porta c'era una grande area ottagonale, creata durante l'espansione di Friedrichstadt nel 1732-4 e tagliata in due da Leipziger Straße; questo luogo fu uno dei tanti usati da migliaia di soldati del Regno di Prussia per le parate. All'inizio era conosciuta con il nome di Achteck (Ottagono), il 15 settembre 1814 venne rinominata in Leipziger Platz dopo la sconfitta di Napoleone alla battaglia di Lipsia (16-19 ottobre 1813) che pose fine alla Guerra di Liberazione che proseguiva dal 1806. Potsdamer Platz e Leipziger Platz vengono spesso trattate come se fossero un'unica entità. A quei tempi Leipziger Platz non era ancora utilizzata per le parate, ed i tentativi di stabilirvi la sede del mercato al fine di spostarvi il centro economico fallirono.

Nel 1828 venne sistemata a giardino, disegnato da Peter Joseph Lenné.

Nel 1823-4 Karl-Friedrich Schinkel ricostruì la Porta di Potsdam. Quella che era stata poco più di un buco nelle mura, venne rimpiazzata da un'opera mastodontica composta da due edifici in pietra che seguivano lo stile dorico, simili a piccoli templi, uno di fronte all'altro intorno a Leipziger Straße. L'edificio sul lato nord veniva utilizzato come dogana, mentre il suo gemello sul lato sud era la guardiola militare, il cui compito era impedire la diserzione dei soldati prussiani. I contadini non erano benvisti in città per cui le porte venivano utilizzate anche per limitarne l'accesso. Ai popolani era permesso scambiare merci subito fuori dalle mura cittadine, specialmente della porta di Potsdam. La speranza era che questo avrebbe potuto incoraggiare lo sviluppo delle strade migliorandone la percorribilità, trasformandole in una versione tedesca dei boulevard parigini - strade ampie, dritte e magnificenti, anche se l'obiettivo primario sarebbe stato quello di velocizzare lo spostamento delle truppe.

Non assunse il nome moderno fino all'8 luglio 1831, anche se quest'area iniziò il proprio sviluppo nei primi anni del 1800, sotto forma di quartiere tranquillo. Mentre Berlino cresceva e si congestionava, molti dei cittadini più ricchi si spostarono all'esterno delle mura cittadine costruendo nuove case spaziose intorno alle stazioni di posta, lungo le nuove boulevard, e attorno al lato meridionale del Tiergarten. Questa nuova zona, subito ad ovest di Potsdamer Platz, schiacciata tra Tiergarten ed il lato settentrionale del Landwehrkanal, crebbe diventando un distretto residenziale di particolare importanza conosciuto come "Il Quartiere dei Milionari". Il punto focale di questa nuova area fu la St. Matthäuskirche (Chiesa di San Matteo), costruita nel 1844-6, un edificio in stile romanico con fasce alterne di mattoni rossi e gialli, opera di Friedrich August Stüler (1800-65), pupillo di Schinkel. Questa chiesa, il solo edificio della zona sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale ed alle successive demolizioni, è compresa nel Kulturforum.

In più, molti degli Ugonotti fuggiti dopo dalla Francia in seguito alle persecuzioni, ed i loro discendenti, si stabilirono nelle aree circostanti alle stazioni di posta. Notando che spesso si formavano code all'entrata della Porta di Potsdam per colpa dei controlli lenti, queste persone iniziarono ad offrire caffè, pane e torte dalle loro case, dando vita alla tradizione alimentaria del posto. Negli anni seguenti vennero creati insediamenti di dimensioni sempre maggiori, che a loro volta venivano soppiantati da altri ancora più estesi. La tassazione della metà degli anni 1860 rese inutili le mura, per cui nel 1866-7 la maggior parte venne demolita insieme alle porte. Solo due porte sopravvissero a questo intervento, la Porta di Brandeburgo e la Porta di Potsdam. Nonostante gli fosse stato tolta la loro funzione, i templi di Schinkel continuarono a vivere per altre otto decadi.

La rimozione delle mura permise alla strada che la attraversava di unirsi a quelle che confluivano in Potsdamer Platz, aumentandone il livello di traffico. Questa strada, sia a nord che a sud della piazza, prese il nome di Königgrätzer Straße dopo la vittoria prussiana sull'Austria nella Battaglia di Sadowa il 3 luglio 1866, durante la Guerra austro-prussiana.

L'arrivo delle ferrovie

La ferrovia arrivò a Berlino nel 1838 con l'apertura del Potsdamer Bahnhof, capolinea di un tratto di 26 km che univa la città a Potsdam, inaugurata il 29 ottobre (nel 1848 la linea venne estesa fino a raggiungere Magdeburgo ed oltre). Dal momento che le autorità non permettevano ai treni di oltrepassare le mura, ancora in piedi a quei tempi, il terminale venne costruito in Potsdamer Platz, e fu questo fatto a dare il via ai cambiamenti che avrebbero trasformato la piazza.

All'inizio i terminali non erano sfruttati in modo intensivo ma, con il tempo, divennero più grandi. Potsdamer Bahnhof venne riammodernata e riaperta il 30 agosto 1872.

Una linea ferroviaria fu fatta passare attraverso la stessa Potsdamer Platz. Si trattava di un collegamento aperto nell'ottobre 1851 che fungeva da circonvallazione all'interno delle mura, incrociando numerose strade e piazze principali, ed il cui proposito era quello di permettere il trasporto delle merci tra le varie stazioni cittadine, creando un odioso traffico per oltre venti anni. Per quasi dieci volte al giorno Potsdamer Platz veniva bloccata per permettere il passaggio di un convoglio da 60 o 100 vagoni, preceduto da un capostazione che suonava una campana. La costruzione della Ringbahn attorno al perimetro della città, collegando le varie stazioni, permise nel 1871 di mettere in disuso la vecchia linea.

Negli anni seguenti Potsdamer Platz venne servita da due linee ferroviarie locali. La prima linea della U-Bahn (successivamente chiamata U2), in arrivo da sud, costruita nel 1902, con una nuova stazione creata nel 1907, e la stessa linea estesa a nord e ad est nel 1908. Nel 1939 venne seguita dalla S-Bahn.

Cuore della metropoli

Berlino crebbe ad alta velocità per un certo periodo di tempo, ma il suo sviluppo ebbe il picco massimo dopo la sua nomina a capitale tedesca il 18 gennaio 1871. Potsdamer Platz e la vicina Leipziger Platz cominciarono ad assumere l'aspetto definitivo. Si trovavano nel centro di una metropoli che aveva raggiunto i 4,4 milioni di abitanti (terza città del mondo dopo Londra e New York). Grandi alberghi e centri commerciali, centinaia di piccoli negozi, teatri, sale da ballo, bar, ristoranti, birrifici ed enoteche, l'economia stava avendo un boom. Alcuni di questi posti ebbero addirittura una fama internazionale.

Inoltre, una grande presenza governativa con molti dipartimenti e sotto-dipartimenti ebbero sede in quest'area, portando alla costruzione di 26 palazzi e magioni aristocratiche a Leipziger Platz, Leipziger Straße e Wilhelmstraße. Lo stesso Reichstag, il parlamento tedesco, occupò l'ex casa del compositore Felix Mendelssohn (1809-47) a Leipziger Straße, prima di spostarsi nel 1894 nel nuovo edificio nei pressi della Porta di Brandeburgo, eretto da Paul Wallot (1841-1912). Il parlamento prussiano occupò un'ex fabbrica di porcellane prima di spostarsi nella nuova sede costruita al posto dell'abitazione della famiglia Mendelssohn nel 1899-1904 da Friedrich Schulze Colditz (1843-1912). Questo edificio dava le spalle ad un edificio altrettanto grande nella vicina strada (Prinz-Albrecht Straße), anch'essa opera di Colditz, costruito per la camera bassa prussiana nel 1892-9.

Il vecchio Quartiere dei Milionari, situato ad ovest di Potsdamer Platz, divenne il luogo perfetto per ospitare le ambasciate dei paesi stranieri. Per questo motivo assunse gradualmente il nome di Diplomatenviertel.

L'età dell'oro prima della guerra

L'età dell'oro di Potsdamer Platz fu negli anni venti e trenta. In questo periodo sviluppò un intenso traffico nel centro Europa, e divenne il cuore della vita notturna di Berlino. Rappresentò il centro geografico della città, punto di incontro delle cinque maggiori strade dell'intera Europa. Queste cinque vie erano:

Königgrätzer Straße (lato nord), si collegava a nord alla Porta di Brandeburgo. Il 6 febbraio 1930 venne rinominata in Ebertstraße in onore di Friedrich Ebert (1871-1925), primo Presidente della nuova Repubblica Tedesca (nota anche come Repubblica di Weimar). Nel 1935 i Nazisti la rinominarono in Hermann Göring Straße, per il fatto che Hermann Göring vi aveva preso residenza. Nel 1947 torno al suo originario nome di Ebertstraße.

Königgrätzer Straße (lato sud), comprende parte della vecchia strada che costeggiava le mura, porta a sud-est. Il 6 febbraio 1930 prese il nome di Stresemannstraße in onore di Gustav Stresemann (1878-1929), primo cancelliere sotto la presidenza Ebert. Nel 1935 i Nazisti la chiamarono Saarland Straße per riprendere il nome moderno nel 1947.

Leipziger Straße, verso est.

Potsdamer Straße, sviluppata partendo dalla vecchia strada che univa Berlino a Schoneberg ed a Potsdam, parte della vecchia arteria commerciale che attraversava l'Europa, in direzione sud-ovest. Questa parte è conosciuta con il nome di Alte Potsdamer Straße, sostituita da una nuova sezione, Neue Potsdamer Straße, che dirige a sud per poi ricongiungersi al suo vecchio corso nei pressi di Potsdamer Brücke, sul Landwehrkanal.

Bellevuestraße, in direzione nord-ovest che un tempo, attraverso il Tiergarten, raggiungeva Schloss Bellevue, successivamente residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Federale di Germania.

Si crede (nonostante qualcuno sollevi dubbi) che le prime linee elettriche stradali vennero installate a Potsdamer Platz nel 1882 dal gigante berlinese Siemens. Quello che è indubbio è che il primo semaforo venne creato qui il 20 ottobre 1924 nel tentativo di controllare il traffico imponente. Nel 1900 più di 100.000 persone, 20.000 macchine e carrozze a cavalli oltre a migliaia di biciclette passavano quotidianamente nella piazza. Le prime quattro linee tranviarie apparvero nel 1880, divenendo 13 nel 1897, tutte trascinate da cavalli. Dopo l'elettrificazione avvenuta tra il 1898 ed il 1902 raggiunse il livello di 35 linee nel 1908 per poi attestarsi su 40, percorse da 600 tram ad ogni ora del giorno e della notte. I semafori, anche loro opera della Siemens, vennero montati su tutti e cinque i lati ad un'altezza di 8,5 metri. Un poliziotto sedeva in una piccola cabina in cima alla torre e regolava manualmente l'alternanza del traffico, fino alla loro automatizzazione avvenuta nel 1926. Il 26 settembre 1997 una copia esatta di questa torre venne eretta vicino a quella originale dalla stessa Siemens per festeggiare il suo 150º anniversario.

Alle ore 20 dell'8 ottobre 1923 venne creata la prima stazione radiofonica tedesca che faceva uso di trasmettitori ad onde medie. Venne piazzata in un edificio (Vox-Haus) vicino a Potsdamer Straße. Nonostante i numerosi miglioramenti che ebbero luogo tra il dicembre 1923 ed il luglio 1924, il vicino Grand Hotel Esplanade ne impediva la trasmissione per cui, nel dicembre 1924, venne sostituita da una stazione più moderna, ma la Vox-Haus è ancora viva e detiene il record di prima stazione tedesca, Radiostunde Berlin, fondata nel 1923, rinominata in Funkstunde nel marzo 1924, trasferita in altro luogo nel 1931 ed infine chiusa nel 1934.

La seconda guerra mondiale e la guerra fredda

Come nel resto di Berlino, gran parte degli edifici andarono completamente distrutti o furono pesantemente danneggiati da incursioni aerei e bombardamenti d'artiglieria soprattutto nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Le cose non vennero migliorate dalla vicinanza dell'enorme Cancellierato del Reich di Adolf Hitler costruito nei pressi di Voßstraße, e di molti altri edifici governativi. Potsdamer Platz fu uno dei principali obiettivi alleati.

Mentre la città veniva divisa in settori durante l'occupazione degli alleati alla fine della guerra, la piazza venne a trovarsi sul confine dei territori reclamati da americani, inglesi e russi.

Con il nascere della guerra fredda negli anni cinquanta, vennero posti limiti al transito tra settore russo (Berlino Est) e settore occidentale (Berlino Ovest). Trovandosi su questa invisibile frontiera, Potsdamer Platz perse il suo importante ruolo di accentramento dei berlinesi.

Con la costruzione del Muro di Berlino, il 13 agosto 1961, lungo questa frontiera, Potsdamer Platz si trovò divisa in due: quello che una volta era un centro trafficatissimo diventò desolato.

Dopo aver abbattuto quanto rimaneva, la zona divenne un'area vuota di confine di una dozzina di ettari.

Dopo il muro

Dopo la caduta del muro avvenuta il 9 novembre 1989, l'ex Pink Floyd Roger Waters organizzò un immenso concerto di beneficenza, The Wall, a cui parteciparono numerosi numerose superstar internazionali ma non il suo ex gruppo di cui era tra i fondatori. Il concerto si tenne il 21 luglio 1990 per commemorare la fine della divisione tra Repubblica Democratica Tedesca e Germania Ovest e venne organizzato proprio nella vuota Potsdamer Platz di fronte ad oltre 500.000 spettatori.

Dopo il 1990, la piazza ridivenne il fulcro dell'attenzione e tornò ad essere argomento di discussione tra i migliori architetti europei. Il governo cittadino divise l'area in quattro parti, da vendere separatamente a quattro diversi investitori. Durante la ricostruzione la Potsdamer Platz era la più vasta area edificabile d'Europa.

La più ampia delle quattro zone andò alla Daimler-Benz (ora parte della Daimler AG) che incaricò l'architetto genovese Renzo Piano della pianificazione dell'opera. I singoli edifici vennero costruiti da singoli architetti basandosi sul piano generale, inclusi il Potsdamer Platz No.1 di Hans Kollhoff, ora sede di numerosi studi legali. Potsdamer Platz è anche sede della Panoramapunkt, situata a 100 metri d'altezza, a cui si accede attraverso il più veloce ascensore d'Europa. Dalla Panoramapunkt si possono vedere alcuni punti di riferimento berlinesi come il quartiere Die Bahn, la Porta di Brandeburgo, il Reichstag, la Cancelleria Federale, il palazzo Bellevue, la Cattedrale, il Gendarmenmarkt, il Memoriale agli ebrei uccisi in Europa e la Chiesa della Commemorazione.

La seconda sezione più grande andò alla Sony, la quale eresse i suoi nuovi uffici centrali europei. Il Sony Center venne progettato da Helmut Jahn ed è considerato uno dei migliori pezzi di arte moderna di Berlino.

L'intero progetto fu molto criticato fin dall'inizio dall'opinione pubblica e ci sono ancora critiche al metodo con cui venne venduto e ricostruito il sito. In ogni caso, la piazza attira migliaia di turisti al giorno, ed alcuni critici sono sorpresi dal suo successo. A qualsiasi ora del giorno la piazza è viva. È diventato una tappa obbligata per i visitatori, un'area in cui fare shopping, ed un centro culturale per gli amanti del cinema in lingua inglese con oltre 40 sale divise in tre cinema. Nella sottostante Marlene Dietrich Platz, creata dopo che Potsdamer Platz si è ridotta per la costruzione dei molti edifici, si trova il Berlinale Palast dove ogni anno si svolge il Berlin International Film Festival, uno dei festival cinematografici più importanti al mondo.

Alcune scene del film Der Himmel über Berlin (in italiano: Il cielo sopra Berlino, film del 1987 di Wim Wenders) sono state girate quando la piazza era vuota, prima della caduta del Muro.

Trasporti
Trasporto ferroviario
Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

castello di Charlottenburg

Summer residence · distretto di Charlottenburg-Wilmersdorf

castello di Charlottenburg

Il castello di Charlottenburg (in tedesco Schloss Charlottenburg, già Castello di Lietzenburg dalla costruzione fino alla morte di Sofia Carlotta di Hannover) è il più grande palazzo storico rimasto a Berlino dopo la seconda guerra mondiale. Si trova nel quartiere di Charlottenburg.

In considerazione della sua grande importanza storica e architettonica, il palazzo è posto sotto tutela monumentale (Denkmalschutz), così come il grande giardino retrostante.

Leggi tutto su castello di Charlottenburg (466 parole)
Storia

Inizialmente, sotto il nome di Lietzenburg (nome originario della località dove venne edificato), lo Schloss (palazzo, castello) fu costruito nello stile barocco italiano dall'architetto Arnold Nering commissionato da Sofia Carlotta di Hannover, la moglie di Federico III di Brandeburgo.

Dopo l'incoronazione di Federico nel 1701 come re Federico I di Prussia e Charlotte come regina, il palazzo, che era stato inizialmente concepito come una residenza estiva presso Berlino (Sommerhaus), fu ingrandito dall'architetto Eosander Von Göthe in un meraviglioso edificio. Dopo la morte della moglie nel 1705, Federico chiamò lo Schloss e la zona circostante Charlottenburg in sua memoria. Dal 1709 al 1712 furono aggiunti ulteriori edifici tra i quali le caratteristiche torrette e l'orangerie.

Splendidi ambienti rococò si scoprono durante la visita del palazzo, caratterizzato da sale in infilata, ovvero comunicanti direttamente tra loro. Da non perdere la Camera della Porcellana (stanza 95), una delle più grandi e antiche in Germania, le cui pareti sono completamente rivestite di porcellane cinesi di ogni foggia risalenti al Seicento e ai primi anni del Settecento. Un'altra splendida sala è la Galleria dorata, lunga 42 metri e destinata ai balli e ai ricevimenti.

Dopo la morte di Federico I nel 1713, Charlottenburg entrò in una nuova era con il nuovo possessore, re Federico Guglielmo I, che diede in dono allo Zar Pietro I di Russia la camera d'ambra nel 1716. Subito dopo la sua morte, nel 1740, il nuovo incoronato Federico II di Prussia permise l'espansione di Charlottenburg da parte di Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, che fece costruire l'Ala Nuova ad est. In seguito l'interesse di Federico II per Charlottenburg sparì a favore dello Schloss Sanssouci a Potsdam. Il palazzo venne completato definitivamente sotto il regno di Federico Guglielmo II, con la nuova ala occidentale e la piccola orangerie, opera di Carl Gotthard Langhans.

Durante la Seconda guerra mondiale, il palazzo è stato gravemente danneggiato dai bombardamenti, tanto che si è temuto potesse essere demolito (come è successo a residenze analoghe parimenti danneggiate, ad esempio il Castello di Berlino).

Giardino

Il giardino del castello venne progettato da Siméon Godeau a partire dal 1697, sullo stile di un giardino alla francese. Dal 1788 venne man mano trasformato in parte in un giardino all'inglese. All'interno del giardino si trovano il Belvedere, costruito nel 1788-89 da Carl Gotthard Langhans per il re Federico Guglielmo II; il Neuer Pavillon, costruito nel 1824-25 da Karl Friedrich Schinkel ispirandosi ad una villa napoletana; il Mausoleum, costruito per la regina Luise, moglie di Federico Guglielmo III.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Spandauer Damm 10
Orari
Apr-Oct Tu-Su 10:00-17:30; Nov-Mar Tu-Su 10:00-16:30
Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Alexanderplatz

Piazza · distretto di Mitte

Alexanderplatz

Alexanderplatz è un'importante piazza di Berlino, nel quartiere Mitte, situata a nord del centro storico.

Importante centro commerciale, nodo viabilistico e di trasporti, Alexanderplatz è storicamente considerata il centro della parte orientale della città.

Leggi tutto su Alexanderplatz (1.018 parole)
Storia

In origine era un mercato di bestiame, ed era perciò denominata Ochsenplatz ("piazza dei buoi"); le fu dato nome Alexanderplatz in onore di una visita dello zar russo Alessandro I il 25 ottobre 1805.

La piazza divenne importante nel tardo XIX secolo con la costruzione di una stazione omonima e dei mercati generali: Alexanderplatz divenne così una delle maggiori zone commerciali della città, e tale rimase fino al 1945, quando i bombardamenti la danneggiarono gravemente.

La piazza è stata soggetta a numerosi riaggiustamenti nella sua storia; tra i più recenti, negli anni sessanta, fu allargata, in un'ottica di riqualifica del centro urbano attuato dalla Repubblica Democratica Tedesca. Alexanderplatz è circondata da diversi edifici famosi, tra i quali la torre della televisione (Fernsehturm), la seconda struttura più alta in Europa. La piazza ospita anche l'Hotel Park Inn, la struttura abitabile più alta della città, e l'Orologio del tempo del mondo, una struttura che ruota continuamente mostrando l'ora nelle varie zone della Terra.

Sulla scia delle rivoluzioni del 1989 è il centro di una grande manifestazione contro il regime politico della Repubblica Democratica Tedesca.

A seguito della riunificazione tedesca, Alexanderplatz è stata gradualmente modificata, con il rinnovamento di molti degli edifici che la circondano. Nel 1993 furono presentati progetti per la costruzione di numerosi grattacieli.

Edifici
Alexanderhaus e Berolinahaus

I due edifici furono costruiti tra il 1932 e il 1956 su progetto dell'architetto Peter Behrens. Erano parte, l'unica realizzata, del progetto di completo rifacimento della piazza elaborato alla fine degli anni 1920.

Entrambi gli edifici hanno otto piani: il piano terreno e il primo erano a uso commerciale, i sei piani superiori terziario.

I corpi scala simmetrici dei due edifici segnalano l'inizio della Rathausstraße e, all'epoca della costruzione, costituivano una sorta di porta sul centro storico (pesantemente colpito dai bombardamenti della seconda guerra mondiale). Sono altresì un esempio di Lichtarchitektur (architettura luminosa).

Gravemente danneggiati durante la seconda guerra mondiale, i due edifici furono successivamente ricostruiti e integrati nella nuova sistemazione della piazza. Il Berolinahaus divenne sede dell'amministrazione del distretto urbano (Stadtbezirk) Mitte, nell'Alexanderhaus si insediò invece un grande magazzino.

L'Alexanderhaus fu restaurata nel 1993-1995, il Berolinahaus nel 2005-2006. Entrambe sono oggi sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).

Haus des Lehrers e Kongresshalle
Haus der Statistik

La Haus der Statistik ("casa della statistica") fu costruita nel 1968-1970 su progetto degli architetti Hörner, Senf e Härter.

L'edificio, alto da 9 a 11 piani, si estende lungo la Otto-Braun-Straße.

Ospitava originariamente gli uffici statistici centrali della Repubblica Democratica Tedesca. È oggi sede dei Bundesbeauftragten für die Unterlagen des Staatsicherheitsdienstes der ehemaligen Deutschen Demokratischen Republik ("commissione di supporto del servizio segreto statale dell'ex RDT"), e ospita la sede berlinese dell'Ufficio federale di statistica.

È in previsione, a lungo termine, l'abbattimento dell'edificio e la costruzione sull'area di un edificio più piccolo, affiancato da un parco pubblico.

Haus des Reisens
Haus der Elektroindustrie

La Haus der Elektroindustrie ("Casa dell'industria elettronica"), detta anche Haus der Elektrotechnik ("Casa dell'elettrotecnica"), è un edificio di 10 piani, con una facciata lunga ben 220 metri.

Fu costruita nel 1967-1969 su progetto degli architetti Emil Leibold, Heinz Mehlan e Peter Skujin.

Inizialmente ospitava la sede del Ministero dell'industria elettronica ed elettrotecnica della RDT. Al piano terreno vi erano spazi commerciali, che vendevano prodotti dell'industria elettronica nazionale.

Dopo la riunificazione divenne sede della Treuhandanstalt, la società federale incaricata di privatizzare le aziende statali dell'ex RDT.

L'edificio è stato restaurato fra il 1998 e il 2000. In tale occasione, sulla facciata si sono poste in opera grandi lettere alfabetiche (una per ogni pannello della facciata), che formano un brano tratto dal romanzo Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin (1929).

Dopo il restauro la Haus der Elektroindustrie, ribattezzata Alex 6, è diventata sede dei Ministeri dell'Ambiente e della Famiglia.

I progetti prevedono, a lungo termine, l'abbattimento dell'edificio, e la sua sostituzione con tre blocchi (denominati A9, A10 e A11), due dei quali dominati da due grattacieli.

Haus des Berliner Verlags
Hotel Park Inn Berlin
Grande magazzino "Galeria Kaufhof Berlin-Alexanderplatz"

L'edificio situato a ridosso della piazza, nel 2004 è stato completamente ristrutturato.

Stazione ferroviaria
Trasporti
Trasporto privato

In passato Alexanderplatz era il punto di partenza per le tre strade che portavano alle porte di Prenzlauer, Bernauer e Landsberger all'interno del Zollmauer ed è quindi stato un importante snodo per il traffico stradale già dal XVIII secolo. Oggi la Bundesstraße 1, 2 e 5 si incrociano ad Alexanderplatz.

Metropolitana

La stazione della metropolitana di Alexanderplatz è — insieme a quella di Nollendorfplatz — una delle più grandi e trafficate di Berlino. Si incrociano le linee U2, U5 e U8. Le banchine sono disposte a forma di H, con la U2 che corre nel braccio orientale, la U8 nel braccio occidentale e la U5 che corre trasversalmente nel livello inferiore.

Nei dintorni
Polizeipräsidium

L'edificio che ospita il Polizeipräsidium, o "presidio di polizia", si trova a nord della piazza, lungo la Otto-Braun-Straße. È un grande edificio, articolato intorno a ben 7 cortili interni. Ha 7 piani (con una torre di 9 a segnalare l'ingresso principale) e una facciata, ricoperta in pietra scura, di ben 177 metri di lunghezza.

Dal 1945 ospita la sede del presidio di polizia. Attualmente si trova sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).

Monumenti
Brunnen der Völkerfreundschaft

La Brunnen der Völkerfreundschaft (lett.: "fontana dell'amicizia fra i popoli"), al centro dell'area pedonale, fu inaugurata nel 1970.

La fontana è di forma circolare, con un diametro di 23 metri e un'altezza massima di 6,2 metri.

Fu disegnata da un gruppo di artisti sotto la guida di Walter Womacka. La base è decorata con ceramiche smaltate. La parte superiore è invece costituita da 17 strutture a forma d'ombrello, dalle quali scende l'acqua.

La fontana, sotto tutela monumentale (Denkmalschutz), è stata restaurata nel 2002. Nel 2007 è stata ripristinata l'originale illuminazione subacquea.

Urania Weltzeituhr

L'orologio Urania Weltzeituhr è una struttura atta a indicare l'ora unita a una rappresentazione simbolica del mondo. Dal momento della sua installazione il 30 settembre 1969 costituisce uno dei più amati punti di incontro di Berlino.

Nella cultura di massa

Alla piazza si è ispirato Franco Battiato nella scrittura della canzone Alexander Platz, interpretata da Milva nel 1982, dall'album Milva e dintorni, che presenta un quadro di vita quotidiana nella Berlino Est.

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Neues Museum

Edificio museale · distretto di Mitte

Neues Museum

Il Neues Museum ("museo nuovo") è un museo statale di Berlino, sito sull'Isola dei musei.

Ospita la collezione egizia, della quale fanno parte alcuni pezzi di straordinario valore come, tra gli altri, il busto di Nefertiti.

Leggi tutto su Neues Museum (201 parole)
Storia

Il Neues Museum fu costruito per volere di Federico Guglielmo IV di Prussia fra il 1841 e il 1859, per accogliere la collezione egizia. Architetto fu Friedrich August Stüler, allievo di Karl Friedrich Schinkel, che diede all'edificio una veste classicista, con due cortili interni.

Gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, rimase in rovina fino al 1986. In seguito alla riunificazione tedesca, si decise di restaurare l'antico edificio. Il progetto di restauro fu affidato all'architetto inglese David Chipperfield, il quale operò in linea con i principi dichiarati nella Carta di Venezia, il documento redatto nel 1964 per disciplinare le modalità di conservazione e restauro dei beni architettonici. Egli non ha cercato di proporre una mera imitazione dell’elemento passato ormai scomparso, ma ha tentato piuttosto di rievocarlo, lasciando ben visibili le tracce della distruzione subita dall’edificio per effetto della guerra e del tempo. Il museo ha riaperto nel 2009 e il progetto di restauro è stato insignito del Premio Ue 2011 per l’architettura contemporanea / Premio Mies van der Rohe.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Bodestraße 1
Orari
Mo off; Tu-Su 10:00-18:00; PH 10:00-18:00; Dec 24 off; Dec 31 off
Telefono
+49 30 266424242
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

Castello di Berlino

Ex edificio o struttura · distretto di Mitte

Castello di Berlino

Il castello di Berlino (Berliner Schloss) è un edificio di Berlino, posto nel pieno centro della città, al centro della Schloßplatz. Opera monumentale di grande importanza, fu residenza degli elettori di Brandeburgo, dei re di Prussia e degli imperatori tedeschi, ed era considerato il centro fisico e morale di Berlino e dell'intera Prussia.

Danneggiato in maniera non irreparabile dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, venne abbattuto nel 1950 per ordine del governo della neonata Repubblica Democratica Tedesca in considerazione della sua importanza simbolica. Dopo un lungo dibattito, nel 2003, ne è infine stata prevista la ricostruzione, iniziata nel 2013, il cui completamento è avvenuto nel 2020.

Leggi tutto su Castello di Berlino (3.066 parole)
Storia
Il castello medioevale

La costruzione di quello che sarebbe diventato il palazzo iniziò nel 1443 per ordine dell'Elettore Federico II di Brandeburgo, soprannominato "Dente di Ferro". Il nuovo castello, situato sulla riva occidentale della Sprea, nella piccola Cölln, doveva servire a controllare il fiorente commercio della doppia città di Berlino/Cölln e a sottolineare il nuovo status degli Hohenzollern, nominati Elettori di Brandeburgo dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo nel 1415.

La posizione strategica del castello permetteva di controllare il flusso commerciale attraverso la Sprea e il ponte di legno che collegava Cölln a ovest e Berlino a est. Poco dopo l'inizio dei lavori di costruzione, tra il 1447 e il 1448 scoppiò in città una serie di sommosse e rivolte contro il governo degli Hohenzollern. Anche se in seguito furono sedate, segnarono l'inizio delle complicate relazioni tra la futura Berlino e la casa degli Hohenzollern. La costruzione del nuovo castello fu completata intorno al 1451.

Di questo castello tardogotico sono rimasti nel tempo solo due elementi, la cosiddetta Grüne Hut (Cappello Verde), una torre coperta da un tetto di rame, e la Erasmuskapelle (Cappella di Erasmo), iniziata dopo il 1450 e completata intorno al 1454, quando Papa Niccolò V le concesse lo status di chiesa parrocchiale con una bolla.

L'epoca rinascimentale

Il primo castello rimase inalterato per circa un secolo, fino a quando l'Elettore Gioacchino II (1535-1571) decise di ricostruire completamente l'edificio tra il 1538 e il 1540 in stile rinascimentale, ispirandosi al sontuoso castello di Torgau degli Elettori di Sassonia. Gli architetti Caspar Theiss e Kunz Buntschuh furono incaricati di creare il nuovo edificio, che sarebbe diventato il centro della vita di corte e del governo.

I successivi ampliamenti avvennero sotto il suo successore, l'Elettore Giovanni Giorgio (1571-1598). La Haus der Herzogin (Casa della Duchessa, 1585-1590) per la giovane moglie Elisabetta di Anhalt-Zerbst fu costruita di fronte al fiume, a sud-est, e la Hofapotheke (Farmacia di Corte, 1585-1596) a nord-est. All'estremità occidentale del cortile, l'architetto Rocco Guerrini, costruì un'ala (1593-1595) per gli ospiti, i consigli e l'amministrazione del principe, che in seguito portò il suo nome.

Durante i regni degli Elettori Gioacchino Federico I (1598-1608), Giovanni Sigismondo I (1608-1619) e Giorgio Guglielmo I (1619-1640) il castello non subì cambiamenti significativi, ma le devastazioni della Guerra dei Trent'anni sì, e nel 1637 la corte decise di trasferirsi nella città di Königsberg, meno colpita dal conflitto. Solo nel 1645 il nuovo Elettore Federico Guglielmo I, noto come "il Grande Elettore", si trasferì nuovamente a Berlino/Cölln. L'architetto Johann Arnold Nering intraprese allora una revisione completa del castello e la creazione di nuove stanze.

Di particolare rilievo furono i nuovi Kurfürstlichen Gemächer (Camere elettorali, 1679-1681) rivolti verso il fiume per Federico Guglielmo I, l'ampliamento della Haus der Herzogin (Casa della Duchessa, 1685-1690) a sud e la Braunschweigische Galerie (Galleria di Brunswick, 1690) che li collegava tra loro. Nering costruì anche la Alabastersaal (Sala dell'Alabastro, 1681-1685) all'estremità occidentale del castello, annessa all'ala Lynar. Si trattava di un grande e lussuoso spazio per i grandi ricevimenti, decorato con le statue in marmo di quattro grandi monarchi storici: Alessandro Magno, Giulio Cesare, Carlo Magno e Rodolfo I d'Asburgo, opera di Bartholomäus Eggers, e di altri elettori del Brandeburgo.

I miglioramenti al palazzo elettorale continuarono nonostante la morte del "Grande Elettore" nel 1688, fino alla morte di Nering nel 1695. A quel punto il nuovo Elettore Federico III (1688-1713) aveva già in mente nuovi importanti progetti.

A partire dal 1646 iniziò anche la riqualificazione urbana di Berlino/Cölln, con la creazione di nuovi quartieri a ovest del castello e la realizzazione di una strada che conduceva al Tiergarten, la riserva di caccia dell'elettore; questa strada sarebbe poi diventata il famoso viale Unter den Linden. Il castello perse così la sua posizione periferica e divenne il centro della fiorente capitale del Brandeburgo.

L'epoca barocca

Durante il regno dell'Elettore Federico III (re Federico I di Prussia dal 1701), il castello subì la seconda grande ristrutturazione, probabilmente la più grande della sua storia, trasformandolo in un grande palazzo barocco. L'architetto Andreas Schlüter fu nominato direttore dei lavori nel 1699 e progettò un grande edificio delle stesse dimensioni del precedente, anch'esso con un cortile centrale e facciate barocche ispirate al Palazzo Madama di Roma. Con l'incoronazione di Federico I di Prussia nel 1701, l'edificio divenne una residenza reale.

Nel 1706, tuttavia, Schlüter fu licenziato in seguito allo scandalo della Münzturm (Torre della Zecca), quando la torre monumentale che aveva iniziato a costruire accanto al castello dovette essere demolita per problemi strutturali. Gli subentrò lo svedese Johann Friedrich Eosander von Göthe, che presentò un progetto ancora più sontuoso per il palazzo: raddoppiare il palazzo creando un nuovo cortile interno e creare un nuovo ingresso ad arco trionfale coronato da una torre (che non fu costruita). I costi faraonici del progetto mandarono quasi in bancarotta il piccolo Stato prussiano e nel 1713, con l'ascesa al trono del re Federico Guglielmo I, Eosander von Göthe fu licenziato e sostituito da Martin Heinrich Böhme (un discepolo di Schlüter), che completò il palazzo nel 1716.

Federico Guglielmo I (1713-1740) mostrò scarso interesse per l'architettura e lo sfarzo, facendo trasformare il grande lustgarten (giardino di piacere) di fronte al lato nord del palazzo in un campo di manovra. Tuttavia, completò l'ampliamento del palazzo nel 1716 e nel 1726 creò le Polnischen Kammern (Camere polacche) al piano terra del palazzo, una lussuosa serie di stanze destinate ad accogliere il re Augusto II di Polonia durante la sua visita nel 1728. D'altra parte, le riforme amministrative e finanziarie che egli portò avanti durante il suo regno furono esemplari.

Nel 1740, con l'inizio del regno di Federico II "il Grande", un monarca interessato all'arte e alla cultura, ci fu un rinnovato interesse per il palazzo di Berlino e il suo ambiente urbano, con grandi progetti come il Forum Fridericianum e l'installazione degli appartamenti del monarca nell'angolo sud-est, di fronte al fiume, con un gabinetto circolare in stile rococò che ricordava quello che aveva a Rheinsberg come principe ereditario. Tuttavia, il sovrano preferì presto i palazzi di Potsdam e Sanssouci, vivendo a Berlino solo in inverno e durante le celebrazioni del carnevale. A differenza della corte maschile di Federico II, la regina Elisabetta Cristina e la regina madre Sofia Dorotea (morta nel 1757) trascorrevano gran parte dell'anno a palazzo, tenendo ricevimenti e concerti. Il calendario annuale di Federico II era solitamente il seguente: trascorreva dicembre e gennaio a Berlino, poi la primavera allo Stadtschloss, in maggio e agosto presiedeva le manovre militari a Berlino, ma risiedeva a Charlottenburg; l'estate era trascorsa a Sanssouci e l'autunno di nuovo allo Stadtschloss di Potsdam.

Il breve regno di Federico Guglielmo II (1786-1797) fu comunque un periodo di splendore per il palazzo berlinese, che fu dotato di sontuosi interni neoclassici. Gli architetti più emblematici del neoclassicismo tedesco, Friedrich Wilhelm von Erdmannsdorff, Carl von Gontard e Carl Gotthard Langhans, realizzarono per il re le Königskammern (Camere Reali) al primo piano, affacciate sul Lustgarten.

Fra il regno prussiano e l'impero tedesco

Il re Federico Guglielmo III (1797-1840) fu il primo monarca a non abitare nel castello, preferendo l'intimità del Kronprinzenpalais sull'Unter den Linden. Dopo anni di spese durante il regno del suo predecessore, Federico Guglielmo II, il nuovo monarca trovò le casse vuote, quindi i suoi interventi a palazzo furono eminentemente pratici. Il sovrano è sempre stato contrario alle spese eccessive, ma visto il deterioramento dell'edificio, intraprese importanti lavori di restauro per rinnovare i cornicioni e le statue.

Le prime riparazioni furono effettuate nel 1798, in risposta al pericolo rappresentato dal distacco di pezzi di cornicione. I restauri proseguirono negli anni successivi, estendendosi anche ai tetti e alle cornici di porte e finestre. Anche nell'anno drammatico del 1806, in cui non era possibile investire denaro per la ristrutturazione, furono eseguiti piccoli lavori di manutenzione, anche se per evitare sforamenti di bilancio Federico Guglielmo III si riservò il diritto di autorizzare ulteriori lavori. Nell'aprile 1814, da Parigi, il monarca ordinò l'acquisto di diverse tonnellate di pietra arenaria da Pirna per i lavori. Nel 1817 iniziò il restauro dei portali, nel 1821 delle facciate esterne, nel 1833 dell'arco trionfale principale (Portale III), dopo diverse lamentele per il suo deterioramento e per il fatto che era pieno di urina e sporcizia, e nel 1839 vennero rinnovati i cornicioni e le statue nei cortili interni.

Inoltre, nel 1824, i dintorni del palazzo furono abbelliti dal completamento dello Schlossbrücke (Ponte del Castello), progettato da Karl Friedrich Schinkel, e nel 1830 fu inaugurato il nuovo Königliches Museum (Museo Reale) dall'altra parte del Lustgarten.

A differenza del padre, Federico Guglielmo IV (1840-1861) abitò nel palazzo già nel 1815, quando era ancora principe ereditario. Con il permesso del padre, si trasferì negli ex appartamenti di Federico II il Grande nell'angolo sud-est del castello, a cavallo tra la Schlossplatz e la Sprea. Il monarca, amante e conoscitore dell'arte e della cultura, fece rinnovare queste stanze in diverse occasioni. Karl Friedrich Schinkel creò sontuosi spazi neoclassici di chiara impronta storicista, conservando il gabinetto rococò di Federico II e trasformando la cappella gotica di Erasmo nell'ufficio del monarca.

Dopo la sua ascesa al trono nel 1840, Federico Guglielmo IV intraprese importanti modifiche interne al castello, aiutato dalla sua stretta amicizia con l'architetto reale Schinkel e il suo successore Friedrich August Stüler. Nel 1845, ispirandosi ai progetti di Eosander von Göthe e alla chiesa veneziana di Santa Maria della Salute, l'architetto Stüler creò la grande cupola sopra il portale principale. Il suo interno conteneva una nuova cappella con seicento posti a sedere, che fu completata nel 1853, ma inaugurata il 18 gennaio 1854, anniversario dell'incoronazione del monarca.

Allo stesso tempo, la vicina Weisser Saal (Sala Bianca), la sala più grande del palazzo, fu completamente ristrutturata. La grande sala fu completamente rinnovata in stile rinascimentale, così come la scala adiacente che consentiva l'accesso diretto agli ospiti dal Portale III durante le feste e i balli di corte. L'insieme fu completato nel 1847 e nel 1851 fu aggiunta una fontana in cima alla scalinata.

Durante la rivoluzione del 1848, il 18 marzo, ci furono manifestazioni e gravi disordini del palazzo e nei dintorni, ma a differenza di Luigi Filippo I che dovette abdicare e fuggire dalle Tuileries, l'abilità politica del monarca e la sua promessa di riforme e di una costituzione riuscirono a stabilizzare la situazione. Tuttavia, il monarca non risiedette mai più a Berlino, trascorrendo gli inverni nel palazzo di Charlottenburg fino alla sua morte, avvenuta nel 1861.

Anche il re Guglielmo I (imperatore tedesco dal 1871) non abitò nel palazzo, preferendo la sua residenza privata nell'Altes Palais sull'Unter den Linden. Ancora una volta, il grande edificio barocco servì solo per grandi ricevimenti e come sede dell'amministrazione di corte prussiana, dove avevano sede del Tesoro della Corona, il Königliches Haus-Archiv (Archivio della Casa Reale) e il Königliches Hof-Marschall (Maresciallo di Corte Reale).

Nel 1862 fu istituita nel castello la Königliche Hausbibliothek (Biblioteca della Casa Reale, da non confondere con l'ex Biblioteca Reale, oggi Biblioteca di Stato di Berlino). In origine la biblioteca conteneva solo i circa 20.000 volumi appartenenti al re Federico Guglielmo IV ed era situata nell'ex Kunstkammer elettorale al terzo piano, ma dal 1874 fu trasferita in diverse stanze al primo piano, di fronte alla Sprea. Nel corso degli anni si aggiunsero le biblioteche personali di altri monarchi, come quella di Federico Guglielmo III e della regina Luisa nel Kronprinzenpalais nel 1865, quella di Federico Guglielmo II nel castello stesso nel 1869, la collezione del Castello di Monbijou nel 1899 e quella dell'imperatore Federico III nel 1900. La Biblioteca della Casa Reale era a disposizione della famiglia imperiale e del personale di corte e di casa e di solito era accessibile al pubblico al mattino.

Le ultime modifiche importanti al palazzo avvennero durante il regno dell'ultimo imperatore tedesco e re di Prussia, Guglielmo II (1888-1918). Seguendo l'estetica neobarocca guglielminista e con il desiderio di trasformare Berlino nella grande capitale di un impero globale in piena espansione, l'area intorno al palazzo fu decorata con costruzioni pompose come il Monumento nazionale al Kaiser Guglielmo (1895-1897) o la nuova Cattedrale di Berlino (1895-1905).

Anche all'interno del palazzo, l'architetto di corte Ernst von Ihne eseguì ampi interventi e ristrutturazioni. La Weisser Saal (Sala Bianca, 1891-1895) fu completamente rinnovata, creando uno spazio monumentale con illuminazione completamente elettrica, completata nel 1902. Al di sotto di questa grande sala furono creati due lussuosi e moderni gruppi di appartamenti per gli ospiti, al piano terra la Mecklenburgische Wohnung (Appartamenti del Meclemburgo) e al primo piano la Wilhelmische Wohnung (Appartamenti del Guglielmo). I lussuosi mobili di queste stanze furono creati dai migliori artigiani berlinesi nel tentativo di competere con l'egemonia artistica della Francia e furono esposti all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

D'altra parte, il palazzo era dotato dei più recenti progressi tecnici. L'elettricità fu introdotta per la prima volta nel 1889, in occasione della visita del re d'Italia Umberto I, e dal 1906 il palazzo disponeva di generatori elettrici propri che lo rendevano indipendente dalla rete elettrica generale. Nel 1865, l'edificio fu collegato alla rete municipale che forniva acqua corrente alle cucine e ai bagni, ma dal 1891 il palazzo aveva un proprio pozzo e una propria sottoalimentazione, che fu gradualmente ridotta a partire dal 1913 a causa dei lavori per la vicina Museumsinsel. Infine, fu migliorato il sistema di protezione antincendio, con l'installazione di porte antincendio nei sottotetti e di allarmi elettrici in tutto l'edificio nel 1911.

Dalla rivoluzione al nazismo

Il palazzo, un tempo simbolo del potere degli Hohenzollern, fu anche uno degli scenari della Rivoluzione tedesca. La sera del 9 novembre 1918, alla notizia dell'abdicazione di Guglielmo II, il palazzo fu occupato da soldati e lavoratori e il leader socialista Karl Liebknecht proclamò la Libera Repubblica Socialista Tedesca. Contrariamente a quanto si crede, però, non lo fece dallo stesso balcone del Portale V che l'imperatore aveva usato nel 1914, ma dal cofano di un'automobile. Durante la crisi natalizia del 1918, il palazzo, dove era accampata la Volksmarinedivision (Divisione Marina del Popolo), fu teatro di scontri tra i marinai rivoluzionari e l'esercito regolare, che danneggiarono le facciate dell'edificio. Ci furono anche dei saccheggi, ma il castello sopravvisse relativamente indenne alla Rivoluzione tedesca.

Durante la Repubblica di Weimar, il castello non ebbe alcuna funzione politica o rappresentativa, le sale più importanti furono aperte al pubblico come museo di belle arti e varie istituzioni culturali furono ospitate nell'edificio, come la Società Kaiser Wilhelm. L'edificio non fu utilizzato dai nazisti a causa del suo legame con la monarchia prussiana, ma il Lustgarten fu ristrutturato nel 1935 per ospitare i grandi eventi del regime e il castello fu ridotto a un semplice sfondo su cui appendere grandi svastiche. Nel 1936 la fiamma olimpica ardeva davanti al castello e nel 1940 vi fu esposto trionfalmente il carro dove fu firmato l'armistizio di Compiègne nell'ottobre 1918.

Durante la Seconda guerra mondiale, il palazzo fu vittima dei bombardamenti alleati su Berlino. Nel maggio del 1944, una bomba fece un grande buco nell'ala nord del castello che si affaccia sul Lustgarten, raggiungendo le cantine e mandando in frantumi tutti i vetri dell'edificio. Il 3 febbraio 1945 fu nuovamente bombardato, ma questa volta bruciò per quattro giorni senza che nessuno spegnesse l'incendio a causa del caos in città. Il 28 aprile la facciata sud fu danneggiata dall'artiglieria sovietica durante la battaglia di Berlino. Tuttavia, data la natura massiccia dell'edificio, i danni complessivi furono meno gravi rispetto al castello di Charlottenburg, ampiamente ricostruito. Anche la collezione d'arte del palazzo fu colpita dalla guerra: la Königliche Hausbibliothek (Biblioteca della Casa Reale), che conteneva circa 71.000 libri, fu evacuata a Sanssouci, ma fu ripresa dall'esercito sovietico e inviata alla Biblioteca di Stato Lenin, che distribuì i libri a varie biblioteche regionali. Nel 1958 l'Unione Sovietica ha restituito alcuni spartiti musicali, nel 1997 la Georgia ha restituito 110 libri e nel 2007 l'Armenia ha restituito 10 libri.

La demolizione e la sostituzione

Nei primi anni del dopoguerra, dopo alcune riparazioni di base, alcune aree del palazzo, come la Weisser Saal, furono utilizzate per mostre temporanee. Tuttavia, dopo la spartizione di Berlino nel 1948, la SED e il suo leader Walter Ulbricht iniziarono a chiedere la demolizione dell'edificio. I leader socialisti della DDR lo consideravano troppo costoso da ricostruire e un simbolo del militarismo e dell'imperialismo prussiano. Nonostante l'opposizione dell'opinione pubblica e di alcuni intellettuali, tra cui Friedrich Ebert junior, il 7 settembre 1950 iniziò la demolizione del palazzo con la dinamite. Al suo posto fu lasciato un grande spazio vuoto per manifestazioni e raduni politici. Solo il Portale V, da dove Liebknecht aveva proclamato la Repubblica socialista nel 1918, si salvò. Il frammento barocco del palazzo fu inserito nella facciata moderna dello Staatsratsgebäude (edificio del Consiglio di Stato).

Dopo oltre due decenni di vuoto, nel 1974 il leader socialista Erich Honecker decise di costruire un edificio rappresentativo del regime sul sito del vecchio castello. Il nuovo Palast der Republik (Palazzo della Repubblica) fu inaugurato nel 1976 e, oltre a ospitare ristoranti, gallerie d'arte e un teatro, fu anche la sede della Camera del Popolo, il parlamento della DDR. Meno di quindici anni dopo, il Palast der Republik dovette chiudere a causa della contaminazione da amianto.

Poco dopo la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione della Germania, è iniziato il dibattito sulla demolizione del Palast der Republik, contaminato dall'amianto e associato alla ex DDR, e sulla ricostruzione del castello di Berlino. La rimozione dell'amianto è iniziata nel 1997 ed è stata completata nel 2002, lo stesso anno in cui il Bundestag ha votato a grande maggioranza per la ricostruzione dell'ex castello. La demolizione è avvenuta tra il 2006 e il 2008.

Ricostruzione

Nel 2003 se n'è decisa la ricostruzione nelle facciate Nord, Ovest, Sud e della Schlüterhof, una corte interna, come Humboldt Forum.

Nel novembre 2008 è stato scelto il progetto di Franco Stella per la ricostruzione.Il costo stimato alla fine dei lavori è di circa 600 milioni di euro. L'inaugurazione è avvenuta nel 2020.

L'edificio oggi ospita al suo interno, realizzate secondo canoni moderni, strutture museali come il Museo Etnologico, il Museo di Arte Asiatica, la Biblioteca Centrale e Regionale di Berlino e la Humboldt Universität, nonché circa 1.000 eventi individuali all'anno per i tre milioni di visitatori previsti.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Altes Museum

Museo storico · distretto di Mitte

Altes Museum

L'Altes Museum ("Museo vecchio") è un museo statale di Berlino, sito sull'Isola dei musei.

Chiamato inizialmente Königliches Museum ("museo reale"), assunse il nome attuale nel 1845, con l'apertura del Neues Museum ("Museo nuovo").

Leggi tutto su Altes Museum (227 parole)

Si affaccia sul giardino detto Lustgarten, non lontano dal fiume Sprea, dal viale Unter den Linden e dal duomo.

Storia

L'Altes Museum fu eretto secondo i canoni dell'architettura neoclassica tra il 1823 ed il 1828 ad opera dell'architetto Karl Friedrich Schinkel. Come suggeriva il nome originale, fu inizialmente concepito per ospitare la collezione d'arte della famiglia reale (per iniziativa di Federico Guglielmo III di Prussia). Finì poi per ospitare reperti antichi di vario genere.

Aprì le porte al pubblico nel 1830 come primo museo pubblico in Prussia. Danneggiato dalle fiamme durante la seconda guerra mondiale, fu restaurato dal 1958 al 1966. Oggi è sede della collezione antica dei Musei statali di Berlino, e ha ospitato, in attesa della riapertura del Neues Museum (nel 2009), il Museo egizio.

Architettura

L'Altes Museum mostra il sobrio ed ampio colonnato della facciata a chi si trova nel giardino del Lustgarten.

La spiccata orizzontalità dell'esterno è compensata dalla decorativa serie di colonne, di ordine ionico ed alleggerite da scanalature.

L'edificio è a pianta rettangolare, ma in esso è integrato un ampio blocco centrale a pianta quadrata. Quest'ultimo sovrasta il resto della costruzione ed è quindi visibile anche dall'esterno; il blocco ospita la rotonda, della quale il visitatore ha un'immagine solo all'interno.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Am Lustgarten
Orari
Mo off; Tu-Fr 10:00-17:00; Sa-Su 10:00-18:00; PH 10:00-18:00; Dec 24 off; Dec 31 off
Telefono
+49 30 20905544
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

Colonna della Vittoria

Colonna trionfale · distretto di Mitte

Colonna della Vittoria

La colonna della Vittoria (in tedesco: Siegessäule) si trova al centro della piazza stellare denominata Großer Stern, all'interno del parco del Tiergarten, a Berlino.

Come il resto della piazza, la colonna è posta sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).

Leggi tutto su Colonna della Vittoria (485 parole)
Storia

Fu realizzata tra il 1864 e il 1873 su progetto dell'architetto Johann Heinrich Strack. Inizialmente pensata per commemorare le vittorie della Prussia nella guerra prussiano-danese, in un breve periodo a questa vittoria si aggiunsero la vittoria nella Guerra austro-prussiana e in quella Guerra franco-prussiana, le tre guerre che diedero origine all'Impero tedesco. I tre segmenti della colonna ricordano queste tre vittorie.

Inaugurata il 2 settembre 1873 da Guglielmo I di Germania era inizialmente collocata nella piazza Königsplatz, l'attuale Platz der Republik a lato del Palazzo del Reichstag.

Nel 1938-39 il regime nazista fece spostare il monumento all'interno del parco perché potesse essere visto dalla porta di Brandeburgo.

Differentemente dai piani originari, venne aggiunta una scultura di bronzo della Vittoria alta 8,3 m e pesante 35 tonnellate. La scultura, opera di Friedrich Drake, venne aggiunta per celebrare le vittorie della Prussia sull'Austria e la Francia. Nel 1941 terminarono i lavori per l'aggiunta di un quarto blocco ai tre originali, teso a celebrare la recente vittoria sulla Francia. Dopo la guerra, i francesi avrebbero voluto distruggere la colonna, che ricordava le sconfitte inflitte dai tedeschi alla Francia, trovando però la ferma opposizione degli alleati anglo-americani. Diversi elementi decorativi vennero comunque rimossi per "depotenziare" il monumento e ripristinati solo successivamente.

Johann Heinrich Strack, autore del progetto, affermò che l'idea venne dopo aver visto il faro del cimitero monumentale di Brescia.

Architettura

Fissata su un pesante fondamento di granito rosso, la colonna si trova al di sopra di una cerchia di pilastri con un mosaico in vetro progettato da Anton von Werner, che rappresenta la nascita dell'Impero tedesco. La colonna in sé è composta di quattro grossi blocchi di arenaria, tre dei quali sono decorati con le bocche da fuoco dei cannoni dei nemici sconfitti nelle tre guerre, mentre l'ultimo è decorato con una ghirlanda aggiunta quando il monumento fu ingrandito. Il basamento è decorato con quattro bassorilievi di bronzo, che commemorano le tre guerre e l'entrata trionfale delle truppe a Berlino. I bassorilievi furono opera di quattro artisti berlinesi, ossia di Moritz Schulz, Karl Keil, Alexander Calandrelli e Albert Wolff.

L'altezza complessiva è di 66,89 m. I berlinesi la chiamano Goldelse, "Elsa d'Oro".

Circondata da una grande rotonda trafficata, la Großer Stern, i pedoni possono raggiungere la colonna attraverso quattro tunnel costruiti nel 1941. Attraverso una scalinata a spirale di 285 gradini si giunge appena sotto la statua, con una spettacolare vista della città e del Tiergarten.

Nella cultura di massa

La colonna della Vittoria compare nel film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin), così come nel sequel Così lontano così vicino (In weiter Ferne, so nah!).

Il monumento è diventato il simbolo della comunità gay di Berlino ed è il punto di arrivo dell'annuale "Christopher Street Parade".

Informazioni pratiche

Orari
Nov-Mar: Mo-Fr 10:00-17:00; Sa,Su 10:00-17:30; Apr-Oct: Mo-Fr 09:30-18:30; Sa,Su 09:30-19:00
Telefono
+49 30 391 29 61
Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Bode-Museum

Museo d'arte · distretto di Mitte

Bode-Museum

Il Bode-Museum è un museo statale di Berlino, sito sull'Isola dei musei.

Accoglie le collezioni di scultura (Skulpturensammlung), il ricco monetiere e medagliere (Münzkabinett), il museo bizantino e una piccola parte delle collezioni della Pinacoteca (Gemäldegalerie).

Leggi tutto su Bode-Museum (117 parole)
Storia

Il museo è ospitato in un edificio di interesse storico, progettato dall'architetto Ernst von Ihne e inaugurato nel 1904. In origine fu chiamato Kaiser-Friedrich-Museum, o museo Kaiser Friedrich, dall'imperatore Federico III di Germania. Nel 1956 fu rinominato Bode-Museum in onore del suo fondatore e primo direttore, Wilhelm von Bode.

Fu chiuso per manutenzione nel 1997, e riaperto il 18 ottobre 2006.

Opere principali

Arnolfo di Cambio

Dormitio Virginis

Donatello

Madonna Pazzi

Putto con tamburello

Madonna Huldschinsky

Madonna col Bambino e quattro cherubini

Raffaello

Madonna Diotallevi

Informazioni pratiche

Indirizzo
Am Kupfergraben 1-3
Orari
Mo off; Tu-Fr 10:00-17:00; Sa-Su 10:00-18:00; PH 10:00-18:00; Dec 24 off; Dec 31 off
Telefono
+493020905577
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa

Monumento commemorativo dell'Olocausto · distretto di Mitte

Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa (in tedesco Denkmal für die ermordeten Juden Europas), conosciuto anche come Memoriale dell'Olocausto (o, meglio, Memoriale della Shoah) (in tedesco: Holocaust-Mahnmal), è un memoriale situato nel quartiere Mitte di Berlino, progettato dall'architetto Peter Eisenman, assieme all'ingegnere Buro Happold, per commemorare le vittime della Shoah. Il Memoriale è composto da un campo di 2 711 stele e accoglie ogni anno al Centro d'Informazione più di 500 000 visitatori provenienti da ogni nazione.

== Storia ==

Leggi tutto su Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa (793 parole)
Ideazione e realizzazione

Tra il 1988 e il 1989 numerose personalità, quali Lea Rosh, Willy Brandt, Günter Grass e Christa Wolf, sottoscrissero un appello per la realizzazione di un monumento nel centro della città di Berlino per ricordare lo sterminio degli ebrei in Europa. Nel 1994 vi fu un primo concorso pubblico per la progettazione del monumento, che terminò tuttavia senza una definitiva assegnazione.

Nel 1997 ci fu un nuovo concorso pubblico, al quale vennero direttamente invitati numerosi artisti e architetti di fama mondiale; nonostante anche il cancelliere Helmut Kohl si fosse pronunciato a favore del progetto di Peter Eisenman, la votazione finale venne ritardata a causa delle elezioni politiche del Bundestag, che approvò la realizzazione del memoriale il 25 giugno 1999.

Il 1º aprile 2003 cominciarono ufficialmente i lavori, che si conclusero il 15 dicembre 2004 con la posa dell'ultima stele. L'inaugurazione del monumento si tenne il 10 maggio 2005, due giorni prima dell'apertura al pubblico. Il costo approssimativo del complesso è stato di venticinque milioni di euro.

Dal 2009, in memoria anche delle categorie dimenticate dell'olocausto

La Fondazione del Memoriale, dal 3 luglio 2009, dopo una modifica di legge del Bundestag, sovrintende anche ai monumenti in memoria

di alcune categorie dimenticate dell'olocausto, e specificatamente, quelli relativi alla persecuzione nazista dei sinti, dei rom e degli omosessuali.

Già dal 12 dicembre 2003 il Bundestag (il parlamento federale tedesco) aveva approvato una risoluzione per costruire un Memoriale agli omosessuali che recitava:

Struttura

Il monumento è stato edificato nell'area originariamente occupata dal palazzo e dalle proprietà di Joseph Goebbels e occupa l'intera superficie dell'isolato tra le Ebertstraße, Behrenstraße, Cora-Berliner-Straße e Hannah-Arendt-Straße; consiste in una superficie di 19073 m² occupata da 2 711 stele in calcestruzzo colorate di grigio scuro, organizzate secondo una griglia ortogonale, totalmente percorribile al suo interno dai visitatori. Le stele sono tutte larghe 2,375 m e lunghe 95 cm, mentre l'altezza varia da 0,2 a 4 m. Dalla vista esterna appaiono tutte di altezze simili, ma, poggiando su di un fondo variamente inclinato, le più basse lungo il perimetro esterno "fagocitano" gradualmente il visitatore che si addentra fra esse. In base al testo di progetto di Eisenman, infatti, le stele sono realizzate per disorientare e l'intero complesso intende rappresentare un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere il contatto con la ragione umana in un'angosciante solitudine.

Nell'angolo sud-est dell'area delle stele si ha accesso al sotterraneo (Centro di documentazione degli ebrei morti nella Shoah), con ingresso gratuito, dove è possibile seguire un percorso che tratta simbolicamente le vicende personali e i destini di alcune vittime dell'Olocausto attraverso citazioni, immagini e voci di testimoni.

Sale

Nella prima sala viene riassunta la storia della politica nazionalsocialista dello sterminio dal 1933 al 1945 attraverso testi e fotografie. Si passa poi alla Sala delle dimensioni, nella quale, disposte ordinatamente sul pavimento, vengono riportate quindici testimonianze autentiche di uomini e donne ebrei durante la persecuzione e rinvenute in varie forme (messaggi lanciati dai treni della deportazione, lettere, ecc.). Alle pareti, le cifre delle vittime dell'Olocausto suddivise per nazione.

Nella Sala delle famiglie, quindici grandi pannelli riportano le origini, gli stili di vita, la cultura e il destino di altrettante famiglie ebree di tutta l'Europa caduta sotto il dominio nazista, corredati da fotografie e documenti personali. La Sala dei nomi è invece una sala vuota, nella quale vengono proiettati sulle quattro pareti e letti ad alta voce in più lingue i nomi e una breve biografia di ciascuna delle vittime ebree conosciute dello sterminio in Europa; nonostante la lista sia largamente incompleta, la sua lettura completa richiede un tempo di 6 anni, 7 mesi e 27 giorni.

Nel foyer adiacente alla sala, è possibile accedere alla banca dati del Memoriale di Yad Vashem, che mette a disposizione i dati di oltre tre milioni di perseguitati per ricerche personali.

Alle pareti della Sala dei luoghi, pannelli che descrivono con testi e immagini i principali luoghi dello sterminio. Inoltre, schermi sui quali vengono proiettati filmati commentati 220 episodi e luoghi di deportazione e sterminio in tutta Europa. In nicchie lungo le pareti, telefoni dai quali è possibile ascoltare la descrizione e la storia dei campi della morte. Nella sala conclusiva, detta Portale dei memoriali il visitatore può usufruire di terminali informatici che aggiornano riguardo agli istituti di ricerca sull'olocausto e alle manifestazioni che si svolgono nei luoghi storici.

Collegamenti coi mezzi

S-Bahn Unter den Linden e Potsdamer Platz (linee S1, S2 e S26).

U-Bahn Potsdamer Platz e Mohrenstraße (linea U2).

Bus linee 100, 123, 148, 200, M41, TXL.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Indirizzo
Cora-Berliner-Straße 1
Orari
24/7
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+49 30 2639430
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.stiftung-denkmal.de

La voce completa su Wikipedia

Ägyptisches Museum und Papyrussammlung

Museo egizio · distretto di Mitte

Ägyptisches Museum und Papyrussammlung

L'Ägyptisches Museum und Papyrussammlung ("Museo egizio e collezione di papiri") fa parte del Neues Museum sull'Isola dei musei a Berlino.

== Collezione ==

Leggi tutto su Ägyptisches Museum und Papyrussammlung (227 parole)

Fanno parte della collezione numerose sculture, sarcofagi e frammenti architettonici di varie epoche. Tra le opere esposte sono degne di menzione il busto di Nefertiti e la "Testa verde berlinese" (una testa del IV secolo a.C. ricavata da pietre verdi) e la testa di Amasis in ardesia.

Storia

Le origini del museo risalgono al 1828, a partire da una collezione del mercante triestino Giuseppe Passalacqua. Nuovi reperti vi si aggiunsero a seguito di una spedizione in Egitto, a Tell el-Amarna, ad opera dell'egittologo Karl Richard Lepsius.

Inizialmente ospitato allo Schloss Monbijou, dal 1850 il museo fu ospitato nel Neues Museum. Il famoso busto di Nefertiti si aggiunse alle collezioni nel 1920.

Durante la seconda guerra mondiale la collezione fu divisa e trasferita in altri luoghi, per proteggerla dai danni dei bombardamenti: l'edificio del Neues Museum fu gravemente danneggiato nel 1943.

Nel dopoguerra la maggior parte della collezione fu ospitata nel Bode-Museum, a Berlino Est. Alcuni pezzi (fra cui il busto di Nefertiti), rimasti a Ovest, furono esposti a Charlottenburg.

Con la riunificazione della città l'intera collezione è stata riunita a Charlottenburg (l'edificio del Bode-Museum è stato chiuso per restauri). Dal 2005 la collezione è stata trasferita all'Altes Museum.

Nell'ottobre 2009 l'intera collezione è stata riportata al Neues Museum, sua sede definitiva.

Galleria di reperti

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Gemäldegalerie

Museo d'arte · distretto di Mitte

Gemäldegalerie

La Gemäldegalerie (letteralmente: «galleria dei dipinti») è un museo di Berlino. Si trova nel complesso del Kulturforum e custodisce una delle raccolte di dipinti più significative a livello mondiale, con opere di artisti europei dal XIII al XVIII secolo, quali Giotto, Botticelli, Raffaello, Mantegna, Lippi, Tiziano, Pittoni, Caravaggio, Antonello da Messina, Van Eyck, Petrus Christus, Dürer, Rubens, Vermeer e Rembrandt.

== Storia ==

Leggi tutto su Gemäldegalerie (472 parole)

La Gemäldegalerie fu, fin da principio, il reparto più importante del museo vecchio (Altes Museum), aperto nel 1830. Alla Galleria era stato riservato l'intero piano superiore. Dai castelli reali provennero circa 350 dipinti, 70 dalla raccolta del romano Vincenzo Giustiniani, acquisita nel 1815, e 677 opere giunsero dalla collezione del commerciante inglese Edward Solly.

Su tali basi si operò una sistematica e riuscita politica d'acquisto guidata da esperti come Gustav Waagen, Karl Friedrich Schinkel, Christian Daniel Rauch, Wilhelm von Humboldt e Wilhelm von Bode, che seguirono gli esempi delle maggiori scuole europee e completarono la raccolta.

Nel 1904 la Gemäldegalerie fu trasferita, come collezione propria, nell'appena costruito Kaiser-Friedrich-Museum, l'odierno Bode-Museum, in cui i dipinti furono in parte raggruppati in ensembles con delle sculture coeve. Nel 1930 una gran parte della raccolta fu deposta nel Deutsches Museum e nel Pergamonmuseum per ragioni di spazio.

Negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale l'Hochbunker Friedrichshain fu raso al suolo dalle fiamme. Nell'incendio furono distrutti 400 dei dipinti di grandi dimensioni, fra i quali anche molti significativi.

Dopo la divisione di Berlino nel 1945 una parte della raccolta rimase nel Bode-Museum, tuttavia la maggior parte delle opere fu portata nei Musei Berlin-Dahlem. Dopo la riunificazione tedesca si poterono riportare i contenuti di Berlino Ovest e di Berlino Est nella Gemäldegalerie, appena costruita, nel Kulturforum.

L'edificio del museo

La nuova costruzione, progettata dagli architetti Heinz Hilmer e Christoph Sattler, ha pianta rettangolare, con circa 7000 metri quadrati di spazio espositivo, suddiviso in 72 sale.

Le sezioni di maggior rilievo presentano opere della pittura italiana dal XIII al XVI secolo, e della pittura fiamminga del XV e XVI secolo.

Una grande sala ottagonale è dedicata a Rembrandt, con 16 opere che costituiscono una delle collezioni più rilevanti dell'artista olandese; 6 sale sono riservate alla pittura europea del XVIII secolo, con dipinti di Canaletto, Watteau, Antoine Pesne e Thomas Gainsborough.

Sezioni

Pittura tedesca dei secoli XIII-XVI

Pittura italiana dei secoli XIII-XVI

Pittura tedesca dei secoli XIV-XVI

Pittura fiamminga e olandese del XVII secolo

Pittura tedesca, francese e spagnola del XVII secolo

Pittura italiana dei secoli XVII-XVIII

Pittura francese, inglese e tedesca del XVIII secolo

Miniature dei secoli XVI-XVIII

Opere principali
Scuola tedesca

Albrecht Dürer

Ritratto di Federico il Saggio, 1496

Fürlegerin con i capelli raccolti, 1497

Ritratto di veneziana, 1506 circa

Madonna del Lucherino, 1506

Ritratto di ragazza con berretto rosso, 1507

Madonna in preghiera, 1518

Ritratto di Hieronymus Holzschuher, 1526

Ritratto di Jakob Muffel, 1526

Scuola italiana
Scuola fiamminga e olandese
Scuola francese

Jean Fouquet

Etienne Chevalier presentato da santo Stefano (1450-1455 circa)

Informazioni pratiche

Orari
Mo off; Tu-Su 10:00-18:00
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

Alte Nationalgalerie

Museo d'arte · distretto di Mitte

Alte Nationalgalerie

La Alte Nationalgalerie (letteralmente «vecchia galleria nazionale», in contrapposizione alla Neue Nationalgalerie, «nuova galleria nazionale») è un museo statale di Berlino, sito sull'Isola dei musei.

== Architettura ==

Leggi tutto su Alte Nationalgalerie (244 parole)

L'edificio fu costruito fra il 1866 e il 1876 su progetto di Friedrich August Stüler, che si basò sugli schizzi fatti da Federico Guglielmo IV. L'edificio poggia su di un alto basamento ed è raggiungibile tramite una doppia scalinata, sulla cui sommità vi è una statua equestre di Federico Guglielmo IV, opera dell'artista berlinese Alexander Calandrelli. La facciata dell'edificio è preceduta da una fila di colonne, sul timpano vi è la raffigurazione della Germania come patrona delle arti, mentre in cima all'edificio si trova una scultura rappresentante l'arte. Sul frontone vi è poi un'iscrizione: Der Deutschen Kunst (All'arte tedesca).

Collezione

Originariamente il museo doveva ospitare la collezione di arte esposta all'Akademie der Künste. Dopo la seconda guerra mondiale, la collezione fu dispersa e in parte venne recuperata ed esposta alla Neue Nationalgalerie, costruita proprio a questo scopo. Per questa ragione il museo venne ribattezzato Alte, ovvero antica. Successivamente alla riunificazione, la collezione venne ricomposta; comprende opere di Arnold Böcklin, Adolph von Menzel e Max Liebermann. Oltre a tali artisti sono esposte opere degli impressionisti francesi, tra le quali l'estate di Renoir. In due nuove sale sono esposte opere del Romanticismo tedesco, di Karl Friedrich Schinkel, Karl Blechen e Caspar David Friedrich, precedentemente esposte allo Schloss Charlottenburg. Oltre alla collezione pittorica, sono esposte sculture di Christian Daniel Rauch, Reinhold Begas e Johann Gottfried Schadow.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Bodestraße 1-3
Orari
Mo off; Tu-Su 10:00-18:00; PH 10:00-18:00; Dec 24 off; Dec 31 off
Telefono
+49 30 20905577
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

palazzo Bellevue

Château · distretto di Mitte

palazzo Bellevue

Il Palazzo Bellevue, o Castello di Bellevue; in tedesco Schloss Bellevue) venne costruito nel XVIII secolo per il principe Augusto Federico di Prussia, fratello minore del re Federico II il Grande, divenendo poi la residenza ufficiale Presidente federale della Germania. L'edificio si trova nella capitale tedesca, a Berlino, nel quartiere Tiergarten, nonché nel parco omonimo. Il nome deriva dal panorama che si gode sulla Sprea. Il palazzo deve il suo nome Bellevue alla splendida vista verso ovest dall'ala residenziale Corps de logis, circondata da serre, saloni da giardino e una latteria.

== Storia ==

Leggi tutto su palazzo Bellevue (1.849 parole)

Il palazzo venne costruito per volere del principe Ferdinando di Prussia, fratello minore di re Federico il Grande; il progetto venne affidato Michael Philipp Boumann, che optò per uno stile per lo più neoclassico. L'espresso desiderio del committente di preservare l'edificio più antico, che esisteva dal 1764, determinò la direzione e la posizione del palazzo all'interno del Tiergarten. Boumann si ispirò al Castello di Wörlitz, costruito tra il 1769 e il 1773 da Friedrich Wilhelm von Erdmannsdorff nel nuovo stile neoclassico basato su modelli inglese, ed inoltre dovette incorporare un edificio esistente, una fabbrica di pelletteria convertita in un edificio residenziale sulle rive della Sprea, nel nuovo edificio come ala destra.

La tenuta reale è considerata il primo edificio neoclassico in Prussia; il palazzo fu costruito come un complesso a tre ali, costituito dall'edificio principale a due piani e mezzo e da un mezzanino inserito e dalle due ali laterali a due piani (ala sinistra delle "Signore", ala destra della "Sprea") nello stile classicista iniziale.

Il principe Ferdinando di Prussia lo utilizzò come residenza estiva e tenuta di campagna fino alla sua morte nel 1813. Doveva essere adibito a palazzo residenziale; le rivendicazioni rappresentative non erano l'obiettivo principale. Il parco circostante era uno dei più bei giardini paesaggistici prussiani. Tra gli ospiti del principe Ferdinando c'erano Napoleone, i fratelli Humboldt e Friedrich Schiller. In seguito vi abitò anche suo figlio, il principe Augusto di Prussia, capo e riformatore dell'artiglieria prussiana. Per eredità passò al re Federico Guglielmo IV nel 1843, che nel 1844 fece istituire in un'ala del piano terra il primo museo d'arte contemporanea in Prussia: questa Galleria Patriottica fu il predecessore della Galleria Nazionale. Il castello venne nuovamente utilizzato dalla corte fino al 1918, in parte come residenza per i membri della famiglia reale, in parte come casa per gli ospiti; l'imperatore Guglielmo II di Germania fece impartire lezioni private qui ai suoi sette figli. La manutenzione della corte era un affare costoso e che richiedeva molta manodopera, come dimostra uno sguardo alla corte del Bellevue Palace nel 1870.

Durante la Prima guerra mondiale, dal 1916 in poi, il castello servì come luogo di incontro per il Comando Supremo dell'Esercito, il governo e le Potenze Centrali alleate della Germania, ovvero Austria-Ungheria, Impero ottomano, Bulgaria). Il generale Erich Ludendorff fu congedato qui, contro la sua volontà, il 26 ottobre 1918 dall'allora capo di stato e ultimo Kaiser Guglielmo II Hohenzollern, senza dichiarare la sua disponibilità ad accettare un altro incarico come è consuetudine per i soldati. L'evento al Palazzo Bellevue, 14 giorni prima della caduta del Kaiser, segna, secondo lo storico Manfred Nebelin, il recupero del primato della politica su quello militare, perduto dopo la caduta del cancelliere Theobald von Bethmann-Hollweg. Nel 1928, il Castello passò dalla Casa degli Hohenzollern allo Stato libero di Prussia. Dal 1929 in poi servì come edificio per uffici, cucina pubblica e sala espositiva. Le ali laterali contenevano appartamenti in affitto e, fino al 1935, vi era ospitato il Museo statale del folklore tedesco. Nel 1938 il Reich lo acquisì e dopo la ricostruzione dello stesso anno, il palazzo servì solo una volta come residenza per gli ospiti della Germania, durante il governo di Hitler, fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Nel 1939, il ministro del Reich e capo della cancelleria presidenziale, Otto Meissner, si trasferì nel palazzo come sua nuova residenza, dopo aver dovuto cedere i suoi precedenti locali nel Palazzo del Presidente del Reich al ministro degli esteri Joachim von Ribbentrop.

Con la fondazione della Repubblica Federale Tedesca nel 1949, il castello divenne proprietà federale; dal 1957, oltre a Villa Hammerschmidt a Bonn, servì come seconda residenza ufficiale berlinese del Presidente federale, che tuttavia la utilizzò solo occasionalmente, ad esempio per concerti. Il 18 giugno 1959, Theodor Heuss prese ufficialmente in carico gli edifici. Nel 1991 la polizia di Berlino cedette la sorveglianza del castello all'allora Guardia di frontiera federale (oggi Polizia federale). Nel 1994, Richard von Weizsäcker trasferì qui la sua prima residenza ufficiale.

Dal 1996 al 1998, nelle immediate vicinanze, è stato costruito l'ufficio del presidente federale secondo i progetti degli architetti Gruber e Kleine-Kraneburg. Roman Herzog fu l'unico presidente federale ad aver vissuto anche nel palazzo (1994–1999). Con il cambio di ufficio a Johannes Rau, l'appartamento fu convertito in uffici amministrativi. Dal 1999 il capo dello Stato risiede nella Villa Wurmbach a Berlino-Dahlem. Durante i lavori di ristrutturazione (2004 e 2005), il Presidente federale trasferì il suo ufficio nel vicino Ufficio presidenziale federale. Nel frattempo, il Castello di Charlottenburg è stato utilizzato per scopi rappresentativi, ad esempio per la nomina Cancelliere federale di Germania di Angela Merkel, il 22 novembre 2005. All'inizio di gennaio 2006, Bellevue è stata restituita al Presidente federale come residenza ufficiale.

Descrizione

Il totale di 19 assi delle finestre dell'ala centrale sono divisi da una proiezione centrale a tre assi con un timpano triangolare sormontato da una figura, che poggia su quattro pilastri in stile corinzio, anche se originariamente non conteneva alcun ingresso. A quel tempo, l'accesso alla residenza era consentito solo attraverso gli archi delle torri laterali. Le ali laterali basse, a tre piani, che incorniciano il cortile d'onore sono mantenute molto semplici, inoltre di fronte all'ala della Sprea si trova una guardiola. I vecchi tetti mansardati furono sostituiti da tetti piani a padiglione tra il 1938 ed il 1939. Sopra la trabeazione dell'asticella centrale si legge in lettere dorate la scritta “Bellevue”. Il campo del frontone inizialmente vuoto fu dotato di un orologio e di figure in rilievo incorniciate realizzate in arenaria da Christian Eckstein e Johann Gottlob Heymüller nel 1790. Le personificazioni dell'agricoltura, della caccia e dell'itticoltura ricordano l'antico ambiente rurale del castello.

Il palazzo deve il suo nome Bellevue alla splendida vista verso ovest dall'ala residenziale Corps de logis, circondata da serre, saloni da giardino e una latteria, ben oltre il parco e la Sprea tortuosa fino alla cupola del Castello di Charlottenburg. Il parco del palazzo, uno dei giardini paesaggistici più antichi della Prussia, fu progettato sotto la direzione del giardiniere di corte Weil ed è caratterizzato da un sistema di linee visive a forma di ventaglio che si è conservato fino ad oggi. Dagli anni 1880, dopo 400 metri, incontra il viadotto della Stadtbahn di Berlino. Il design sobrio ed elegante continua nella parte posteriore, rivolta verso il giardino. Nell'asse centrale, un balcone è formato da quattro pilastri bugnati, mentre una striscia di bugnato evidenzia le sporgenze laterali.

L'interno del castello è stato più volte rimaneggiato. Solo tre anni dopo il suo completamento, Carl Gotthard Langhans costruì una delle sue famose sale ovali. Otto colonne corinzie sostenevano una volta poco profonda. I camini erano formati sui lati lunghi, incorniciati da atlanti su pilastri erma, mentre le porte d'ingresso si aprivano nei pennacchi ritagliati dall'ovale. Le sovrapporte a forma di nicchie rotonde con sfingi, i pilastri e le colonne, nonché le superfici murali in una combinazione di colori finemente coordinata, conferivano alla sala un tocco nobile. Oggi, questa è l'unica stanza del castello che è stata ampiamente conservata nella sua forma originale. Nel 1938, Paul Otto August Baumgarten lo trasformò in una casa per gli ospiti del governo del Reich. I due ingressi, oggi riconoscibili come finestre ad arco delle sporgenze laterali, vennero murati e venne creato l'attuale ingresso centrale con la sua scala aperta. All'ala sinistra venne aggiunta un'estensione a forma di L, la cosiddetta "Ala dei Ministri". Il caseificio di Knobelsdorff dovette lasciare il posto a moderni edifici agricoli. L'edificio sostitutivo eretto nel parco fu abitato dall'attore, regista e direttore generale del Konzerthaus Berlin, Gustaf Gründgens, fino a quando non fu distrutto durante la guerra. Colpito e bruciato dalle bombe incendiarie durante un raid aereo britannico nell'aprile del 1941, il palazzo fu inizialmente messo in sicurezza in modo improvvisato dopo la fine della Seconda guerra mondiale e fu ricostruito dal 1954 al 1959 dall'architetto Carl-Heinz Schwennicke, sotto la direzione di Hinnerk Scheper come residenza ufficiale berlinese del Presidente federale della Germania, ad eccezione dell'ala ministeriale. Dal punto di vista della Germania occidentale, secondo l'articolo 23 della Legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania, una sede ufficiale a Berlino era compatibile con lo status quadripartito della città. L'unica cosa che rimane dell'epoca della sua costruzione è la sala da ballo al piano superiore del palazzo, progettata dall'architetto Carl Gotthard Langhans nel 1791. Era decorata in uno stile anni 1950, che fu poi deriso come un "incrocio tra un sanatorio per star del cinema e una gelateria".

Tra il 1986 ed il 1987 il presidente federale Richard von Weizsäcker incaricò l'architetto Otto Meitinger di eseguire una radicale ristrutturazione interna del castello, per adattare gli ambienti al carattere dell'esterno storico; anche la sequenza degli ambienti fu ripristinata secondo i progetti precedenti alla distruzione. Weizsäcker fece arredare il palazzo con una parte della preziosa collezione di mobili in stile Impero provenienti dal Castello di Wilhelmshöhe di Kassel come prestito permanente. I mobili in stile Impero si inseriscono nel contesto stilistico del primo classicismo, il cui rappresentante tedesco più importante fu Langhans, autore anche della Porta di Brandeburgo. Furono realizzati per il re Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone, che risiedette a Kassel dal 1807 al 1813, simboleggiando così un pezzo di storia franco-tedesca. Conferiscono nuovamente un tocco rappresentativo ai locali in cui vengono regolarmente ricevuti ospiti di Stato da tutto il mondo. Per combinare i mobili e i dipinti storici con l'arte contemporanea, Weizsäcker ha avviato lo scambio di dipinti con i musei tedeschi per presentare agli ospiti l'arte tedesca classica e moderna in continua evoluzione. Tuttavia, due stanze sono state conservate con i loro arredi modernisti del dopoguerra.

Dalla metà degli anni 1990s in poi, problemi tecnici come interruzioni di corrente o di acqua, un ascensore bloccato o un cattivo condizionamento dell'aria in estate divennero più frequenti, tanto che il presidente federale Roman Herzog descrisse il palazzo come un "macello". Per questo motivo tra il 2004 ed il 2005 è stato effettuato un rinnovamento e un rinnovamento radicale delle dotazioni tecniche. Anche dopo la recente ristrutturazione, i saloni di rappresentanza conservano lo stile degli anni 1980s, nei quali si è cercato di recuperare attentamente le vecchie forme decorative, utilizzando anche nuovi materiali. Per motivi di conservazione storica, verranno conservati due saloni con gli interni rivestiti di pannelli scuri degli anni 1950s. Gli ex alloggi nell'ala sinistra sono stati convertiti in un'ala per gli uffici del Presidente. Dal 2004 la Villa Wurmbach a Berlino-Dahlem è la residenza del Presidente federale. Oggi nel Palazzo Bellevue si trovano 15 stanze rappresentative, in particolare piano terra: studio privato, ufficio, Salone Ehrenhof, salone del giardino, salone delle signore, guardaroba, galleria. Mentre Piano superiore: Salone I, Salone II, sala della musica, Sala Langhans, Salone Ferdinand, Salone Luise, Sala Schinkel, Sala Grande). Il Bellevue non è utilizzato solo per occasioni rappresentative come visite di stato e ricevimenti di Capodanno, ma è anche aperto ai cittadini per eventi come giornate porte aperte e onorificenze per il lavoro volontario.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Spreeweg 1
Orari
24/7
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.bundespraesident.de

La voce completa su Wikipedia

cattedrale di Sant'Edvige

Cattedrale cattolica · distretto di Mitte

cattedrale di Sant'Edvige

La cattedrale metropolitana di Sant'Edvige (in tedesco: Sankt-Hedwigs-Kathedrale) è il principale luogo di culto cattolico di Berlino, sede vescovile dell'omonima arcidiocesi metropolitana. Si trova in Bebelplatz, nel quartiere Mitte.

Nel 1927 è stata insignita del titolo di basilica minore.

Leggi tutto su cattedrale di Sant'Edvige (867 parole)

È posta sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).

Storia

La chiesa venne costruita per i cattolici provenienti della Slesia, che indirizzarono nel 1747 una petizione a re Federico II di Prussia; il sovrano donò personalmente il terreno dove far sorgere la chiesa e il progetto venne affidato a Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, il quale si ispirò al Pantheon di Roma. Il progetto venne incluso in quello più generale della creazione del Forum Fridericianum, auspicato proprio da Federico il Grande. La chiesa venne consacrata nel 1773 (benché i lavori non fossero terminati prima del 1778) dopo una serie di interruzioni dovute perlopiù alla mancanza di fondi, delle quali la più lunga fu quella del 1765, quando l'intero progetto rischiò di naufragare e la comunità ebraica di Berlino propose di acquistare l'intera struttura incompleta per farne una propria sinagoga. La cattedrale venne infine dedicata a Sant'Edvige, patrona della Slesia e del Brandeburgo. Uno dei maggiori contributori per la costruzione del tempio sacro fu il cardinale Angelo Maria Quirini, il cui nome spicca nell'iscrizione latina sul frontone della chiesa. La cerimonia venne officiata dal vescovo di Warmia, Ignacy Krasicki, amico personale di Federico II. Fu la prima chiesa cattolica costruita in Prussia dopo la Riforma protestante.

Il progetto originario fu più volte modificato e ulteriori lavori vennero eseguiti nel 1886-1887 sulla base di alcuni progetti presentati dall'incisore Jean-Laurent Legeay su modelli del von Knobelsdorff. Mentre Wilhelm Achtermann aveva già creato i rilievi sopraporta con scene del Nuovo Testamento nel 1837 su progetto di Georg Franz Ebenhech, Nikolaus Geiger completò i rilievi del timpano con una scena dell'Adorazione dei Magi solo nel 1897, sempre su modello di Achtermann. Dopo l'elevazione a basilica minore romana, l'interno della cattedrale venne nuovamente ridisegnato nel 1930-1932 secondo i progetti dell'architetto austriaco Clemens Holzmeister. Utilizzando le caratteristiche dello stile espressionista, venne creato uno degli esempi più originali di architettura sacra espressionista della tarda Repubblica di Weimar.

Tra il 1821 e il 1930 (quando fu eretta la diocesi berlinese) il prevosto di Sant'Edvige era a capo, come Fürstbischöflicher Delegat (delegato del principe-vescovo di Breslavia), della delegazione di Brandeburgo, una circoscrizione ecclesiastica semi-indipendente che a inizio Novecento comprendeva quasi mezzo milione di fedeli.

Dopo il pogrom della notte dei cristalli del 9-10 novembre 1938, Bernhard Lichtenberg, un canonico del capitolo della cattedrale di Sant'Edvige dal 1931, tenne una veglia pubblica di preghiera in ricordo degli ebrei morti negli scontri. Lichtenberg venne per questo poco dopo imprigionato dai nazisti e morì nel campo di concentramento di Dachau. Nel 1965 le sue spoglie vennero trasferite nella cripta della cattedrale berlinese.

La chiesa bruciò durante la notte tra l'1 e il 2 marzo 1943, durante i bombardamenti alleati che danneggiarono pesantemente la struttura, al punto che si rese necessaria una sua ricostruzione interna tra il 1952 e il 1963, su progetto di Hans Schwippert. La nuova chiesa venne consacrata dal cardinale Alfred Bengsch, arcivescovo di Berlino.

Descrizione
Arte e architettura

L'architetto Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, progettando la cattedrale, prese come modello il Pantheon di Roma. Esternamente, il tutto è dominato dalla copertura in rame della grande cupola priva di lanterna, non ricostruita dopo la seconda guerra mondiale. L'avancorpo è stato in parte modificato nel XIX secolo da Max Hasak ed è ispirato ai protiri dei templi romani: è costituito, infatti, da un ampio frontone triangolare sorretto da sei colonne con capitelli compositi; negli intercolumni, chiusi con pareti in blocchi di pietra, si aprono i tre grandi portali ad arco alternati con nicchie semicircolari. Cinque grandi bassorilievi raffiguranti Storie della vita di Gesù ornano la facciata, mentre nel timpano si trova la Natività.

L'interno della chiesa è ad aula unica illuminata da grandi finestroni a tutto sesto intervallati da coppie di colonne prive di capitello. Al centro dell'aula si trova un'ampia scala, simile alle confessio delle chiese paleocristiane, che dà accesso alla chiesa inferiore, ove si trova l'altare del Santissimo Sacramento con tabernacolo disegnato da Fritz Schwerdt. L'altare è sormontato dalla statua di San Pietro papa, donata da Giovanni Paolo II nel 1980 per il 50° della diocesi ed è un tutt'uno con l'altare maggiore della chiesa superiore.

Nella cripta vi sono le tombe di numerosi vescovi di Berlino e vi è sepolto anche Bernhard Lichtenberg, un prete ucciso in un campo di concentramento e successivamente beatificato come martire.

Organi a canne

L'organo maggiore della chiesa si trova sulla cantoria al di sopra dell'ingresso centrale e fu costruito tra il 1975 e il 1977 dalla ditta ditta organaria Johannes Klais Orgelbau (opus 1529) in sostituzione di uno strumento precedente realizzato dalla stessa nel 1932 (opus 778), dotato di 69 registri su quattro manuali e pedali ed articolato in più corpi all'interno della chiesa; tale organo fu distrutto da un bombardamento nel 1943 e sostituito nel 1964 con un organo provvisorio della ditta Schuke, nel 1977 trasferito nella chiesa di St. Pius a Berlino. L'organo attuale è a trasmissione mista, meccanica per i manuali e il pedale ed elettrica per i registri; dispone di 68 registri, per un totale di 4834 canne, distribuiti su tre manuali e pedale.

Nella chiesa inferiore si trova un organo positivo, anch'esso della ditta Klais (opus 1546, costruito nel 1975). A trasmissione integralmente meccanica, dispone di 12 registri su unico manuale e pedale.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Hinter der Katholischen Kirche 3
Orari
Mo-Sa 10:00-17:00; Su 13:00-17:00; PH off
Telefono
+49 30 30877980
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.hedwigs-kathedrale.de

La voce completa su Wikipedia

Sowjetisches Ehrenmal - Treptower Park

Monumento commemorativo · distretto di Treptow-Köpenick

Sowjetisches Ehrenmal - Treptower Park

Il Sowjetisches Ehrenmal - Treptower Park (Sacrario dei soldati sovietici al Treptower Park) è un sacrario militare dedicato all'Armata Rossa che si trova a Berlino all'interno del Treptower Park, nel quartiere di Alt-Treptow nella zona est della città. Il memoriale è posto sotto tutela monumentale (Denkmalschutz)

La statua principale, posta sopra al mausoleo, è chiamata Soldato Liberatore, e fa parte di un trittico insieme al memoriale sovietico "Retrovie - Fronte" e la statua La Madre Patria chiama!

Leggi tutto su Sowjetisches Ehrenmal - Treptower Park (452 parole)
Descrizione

Il sacrario militare è stato costruito fra il 1946 e il 1949, attingendo anche al materiale di risulta della distrutta Nuova Cancelleria del Reich, su progetto dell'architetto sovietico Jakov Belopol'skij. Ospita le tombe di circa 5.000 soldati sovietici caduti nella battaglia di Berlino nei mesi di aprile e maggio del 1945. Il monumento è uno dei tre Memoriali Sovietici costruiti a Berlino dopo la conclusione della seconda guerra mondiale. Gli altri due si trovano nel parco del Tiergarten e nel parco di Schönholzer Heide sito nel quartiere di Pankow.

All'ingresso del sacrario militare è collocata la statua in granito di una donna affranta, che rappresenta la Madre Patria, circondata da statue di soldati. Proseguendo verso il centro verso il mausoleo, vi sono 16 are di pietra, una per ognuna delle repubbliche sovietiche, sulle quali vi sono dei bassorilievi raffiguranti scene militari e delle citazioni di Stalin, da un lato in russo e dall'altro lato in tedesco. Al lato opposto del mausoleo vi è un portale, formato da due bandiere sovietiche stilizzate, ai cui piedi vi sono le statue di due soldati inginocchiati.

Soldato Liberatore

Il mausoleo è sormontato dall'enorme statua di un soldato che salva una bambina e usa la propria spada su una svastica, distruggendola. La statua è opera dello scultore sovietico Evgenij Vučetič, il prototipo per il soldato era l'Eroe dell'Unione Sovietica Nikolai Ivanovič Masalov (in cirillico: Николай Иванович Масалов), il quale, durante gli ultimi combattimenti nel centro di Berlino, rischiò la vita sotto un pesante fuoco di mitragliatrici naziste per salvare una bambina tedesca di tre anni, la cui madre era apparentemente scomparsa.

Tale scultura fa parte di un trittico. Nella prima scultura, il Memoriale sovietico "Retrovie - Fronte" di Magnitogorsk, la spada viene forgiata, essa viene poi sollevata in aria dalla statua colossale La Madre Patria chiama!, costruita nell'allora Stalingrado e infine sferrata contro la svastica a terra dopo la vittoria a Berlino, dal Soldato Liberatore. Il trittico simboleggia le tre componenti sociali del sovietismo: l'operaio, il popolo e il soldato, uniti durante la Grande guerra patriottica. Il basamento della statua contiene una piccola sala, decorata con mosaici, in cui solitamente vengono deposte corone di fiori.

Nel 2003 la statua è stata rimossa e trasportata fino all'isola tedesca di Rügen, dove è stata accuratamente restaurata; il 4 maggio del 2004 è tornata al suo posto all'interno del memoriale.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

giardino botanico di Berlino

Botanical museum · distretto di Steglitz-Zehlendorf

giardino botanico di Berlino

Il Giardino botanico di Berlino, situato nel quartiere di Berlino-Lichterfelde, copre una superficie di oltre 43 ettari e ospita circa 22.000 specie di piante. È uno dei più grandi giardini botanici della Germania e appartiene all'Università libera di Berlino. La struttura, compreso l'adiacente museo, conta mezzo milione di visitatori all'anno.

È conosciuto anche come giardino botanico di Dahlem; il nome deriva dal dominio reale di Dahlem su cui è stato fondato nel 1899.

Leggi tutto su giardino botanico di Berlino (1.540 parole)
Storia
Origini

Il Giardino botanico risale alla prima collezione di piante del giardiniere di corte Desiderius Corbianus nel Castello di Berlino del 1573, durante il regno di Giovanni Giorgio di Brandeburgo.

Ricollocazione

Nel 1888 si scelse di ricollocare il Giardino botanico per aggiungere piantagioni, ristrutturare le serre e dare più spazio all'urbanizzazione in atto nella zona dove era sorto.

Fra i potenziali terreni che avrebbero potuto ospitare il Giardino, l'allora direttore Ignaz Urban scelse un'area di 41 ettari appartenente al dominio Dahlem, in uso come campo di patate.

Con il successivo direttore Adolf Engler, grande esperto di piante dell'epoca, si diede il via ai lavori di costruzione il 30 agosto 1889. Nello stesso anno fu inoltre fondato l'Ufficio Centrale Botanico per le Colonie Tedesche.

Si poteva accedere al giardino tramite due ingressi: da Königin-Luise-Straße e da Unter den Eichen (all'epoca Berliner Straße). Questi sono tutt'oggi collegati da un viale principale largo circa 10 metri. A nord-est si trova la maggior parte degli edifici, comprese le serre, mentre a sud-ovest si estendono i giardini a cielo aperto.

Il 13 aprile 1903 il giardino fu aperto per un tempo limitato (poche ore) e attirò 2500 visitatori. L'apertura ufficiale del giardino risale però al 24 e 25 maggio 1910, quando furono completate tutte le strutture.Il periodo del nazionalsocialismo mise a dura prova lo sviluppo del Giardino a causa delle restrizioni imposte dal regime. L'esito della Seconda guerra mondiale diede poi il colpo di grazia, trasformando Berlino in un cumulo di macerie.

Dopo la guerra, gli Alleati affidarono il Giardino botanico all'amministrazione cittadina e già nell'autunno del 1945 fu nuovamente aperto al pubblico. Le aree esterne erano state usate per coltivare verdure fino alla fine del blocco di Berlino. La ricostruzione poté iniziare solo nel 1949 grazie ai finanziamenti del Piano Marshall. Nel 1950 la Victoriahaus fu la prima grande serra ad essere riaperta. Nel 1968 fu completata la ricostruzione dell'intero giardino, con l'inaugurazione della Grande serra tropicale. Nel 1987 fu invece completata la ricostruzione del museo. Ci vollero in totale 40 anni per riparare i danni all'edificio. Tuttavia, grandi opere e esemplari andarono persi per sempre.

Nella primavera del 2003 la struttura ha rischiato di chiudere in seguito a grossi tagli di fondi da parte del Senato di Berlino. Tuttavia, i cittadini hanno presentato ricorso con 78.000 firme e il Giardino ha potuto continuare ad esistere, a patto di accettare un consistente taglio di fondi e di personale addetto.

L'attuale direttore del Giardino botanico di Berlino è Thomas Borsch, in carica dal 2008.

Parco e piante
Suddivisione del Giardino

L'area esterna del Giardino botanico era stata progettata da Engler sullo stile di un giardino all'inglese. L'area più estesa include vari settori ispirati a diversi continenti e habitat del mondo (12,9 ettari) e l'arboreto (13,9 ettari). I primi si trovano a ovest del viale principale e includono il Giardino italiano, di fronte alle serre da esposizione. Al fine di ricreare un habitat il più possibile autentico, sono stati spostati e modificati 136.000 m³ di sottosuolo. Anche il grande stagno, presente nel Giardino fin dagli inizi, fu ampliato con un secondo bacino, formando così un grande lago con querceto annesso.

L'arboreto occupa la parte sud-ovest del giardino e vi si trova una ricca collezione di piante autoctone

La parte nord-ovest del giardino ospita una serra di piante erbacee e medicinali a forma di corpo umano, in cui le piante sono posizionate nella parte del corpo per cui sono benefiche.

Nel 1984 fu costruito il Giardino sensoriale, in cui tutte le targhette di riconoscimento delle piante sono realizzate anche in Braille.

Ad est del sentiero principale, vicino all'ingresso sud, vi sono piante perenni e fiori da giardino.

Nel cortile a nord del complesso delle serre è stato ricreato il Kurfürstengarten (giardino degli elettori), un'area verde creata su modello di quella che si trovava nel Castello di Berlino nel XVII secolo.

Elenco delle serre aperte al pubblico

A: Grande serra tropicale

B: begonie

C: piante tropicali utili

D: orchidee e nepenthes

E: piante dei tropici umidi

F: felci tropicali e subtropicali

G: bromeliacee

H: piante grasse africane

I: cactus e altre piante grasse americane

K: Sudafrica

L: piante carnivore e dell'emisfero meridionale

M: Australia e Nuova Zelanda

N: camelie e azalee

O: Victoriahaus e serra delle piante palustri

P: Mediterraneo e Isole Canarie

Piante particolari

In termini di biodiversità, il Giardino botanico di Berlino è al terzo posto al mondo, con 22.000 specie. La pianta più vecchia del giardino è una cicadofite di 160 anni. Notevole è anche il bambù gigante della Grande serra tropicale, che raggiunge un'altezza di 25 m e un diametro di 15 cm. Un'altra rarità è la Welwitschia mirabilis, che ha più di 20 anni ed è l'unico esemplare al mondo a produrre semi in un giardino botanico.

Sostegno economico

Per sostenere economicamente il Giardino botanico si possono donare tra i 250 e i 1500 euro all'anno, a seconda della pianta che si decide di "adottare", oppure è possibile intitolarsi un sentiero per 60 euro al metro quadro. Tale importo va a favore della sua manutenzione.

Opere d'arte

Vi sono numerose opere d'arte esposte nella struttura, soprattutto nel Giardino italiano, ad esempio:

Irma Langhinrichs: Forma spaccata del 1975, lungo il sentiero principale; Corpi cellulari del 1964, nel Giardino italiano;

Makoto Fujiwara: scultura della fontana del 1987, nel giardino acquatico;

Constantin Starck: Flautista e ragazza con ramo di oleandro del 1928, nel Giardino italiano;

Arthur Lewin-Funcke: Devozione del 1916, nel Giardino italiano;

Lapide commemorativa di Christian Konrad Sprengel del 1916;

Hermann Joachim Pagels: Seminatore, anni '20, vicino all'ingresso di Unter den Eichen;

Fritz Klimsch: In Sonne und Wind del 1936, presso la serra delle piante medicinali.

Edifici
Serre

Delle 16 serre originarie ne sono rimaste 15, formanti un complesso rettangolare dominato dalla Grande serra tropicale. Le strutture portanti in acciaio di tutte le serre si trovano o completamente all'interno, o completamente all'esterno delle stesse. Questo per evitare dispersioni di calore attraverso le strutture portanti e la formazione di condensa sulle travi d'acciaio.

Con i suoi 60 metri di lunghezza, 29 di larghezza e 25 di altezza e una superficie totale di 1.728 m², la Grande serra tropicale è tutt'oggi una delle più grandi costruzioni in acciaio e vetro del mondo e l'opera più importante del suo architetto Alfred Koerner, nonostante i suoi cent'anni di età.

I lavori di costruzione durarono dal 1905 al 1907.

Nonostante le strutture in acciaio delle serre sopravvissero alla Seconda guerra mondiale, la maggior parte dei vetri fu distrutta dalle onde d'urto delle bombe che esplosero nelle vicinanze. Di conseguenza, la maggior parte delle piante tropicali morì congelata; si narra che alcune siano state salvate dal personale che le portò a casa con sé.

Con la ricostruzione del dopoguerra, che iniziò nel 1949, furono modernizzati gli impianti tecnici dell'edificio (illuminazione, ricircolo dell'aria, riscaldamento, irrigazione).

Il 16 febbraio 2006, l'Abgeordnetenhaus di Berlino ha stanziato 16 milioni di euro per una nuova ristrutturazione. La serra fu riaperta cerimonialmente il 16 settembre 2009 e aperta al pubblico il giorno seguente.

Fu anche ridisegnato l'ingresso al complesso delle serre. La Victoriahaus fu dotata di un seminterrato accessibile al pubblico con due bacini di piante palustri e dodici vasche per le varie piante acquatiche. Da questo seminterrato, che ora ospita un negozio, una caffetteria e i locali di servizio, si accede direttamente anche alla Grande serra tropicale e alle serre G e H su entrambi i lati. Tutto fu inaugurato il 19 giugno 1969.

Tra il 1979 e il 1987, tutte le serre della prima fila (da E a K) furono demolite e sostituite da nuovi edifici in chiave moderna progettati dall'architetto e artista Engelbert Kremser.

Un po' in disparte dal complesso principale sorge la serra subtropicale. Con le sue tre navate e le due torri del portale, ha un carattere quasi cattedralesco. La superficie della serra è di 878 m² con un'altezza massima di 15,8 metri. La serra è stata completamente ristrutturata tra il 1989 e il 1992.

Museo botanico, erbario e biblioteca
Panoramica

Il museo botanico, l'erbario e la biblioteca costituiscono un edificio unico costruito tra il 1903 e il 1906 in Königin-Luise-Straße.

Museo botanico

Quando il museo si trasferì a Dahlem nel 1907, gli fu assegnata un'area espositiva notevolmente più ampia su tre piani per espandere la mostra vegetale-geografica e paleobotanica.

Il museo è oggi un completamento del Giardino volto a presentare i temi più complessi della botanica, quali lo sviluppo storico delle piante, le strutture vegetali interne, le microstrutture ingrandite, la distribuzione delle specie e i prodotti di origine vegetale.

Erbario, Biblioteca e Banca dei semi

La fondazione dell'erbario e della biblioteca risale al 1818 e ospita numerose collezioni provenienti dai dipendenti del Giardino botanico e altri importanti donatori.

Il bombardamento del 1 marzo 1943 e il conseguente incendio distrussero quasi tutta la collezione dell'erbario e della biblioteca, dove bruciarono 80.000 volumi e 200.000 stampe. La sua ricostruzione iniziò subito dopo attraverso donazioni e mercati di antiquariato.

Nel 1994 fu istituita la Banca dei semi di Dahlem come deposito a lungo termine per i semi germinabili di piante in via di estinzione o protette. Vi si trovano semi provenienti da tutto il mondo, ma in particolare dalla regione di Berlino-Brandeburgo. Dal 2015, la Banca dei semi ha il suo piccolo edificio tra il museo botanico e il Giardino delle piante acquatiche.

Informazioni pratiche

Orari
Jan 09:00-16:00; Feb 09:00-17:00; Mar 09:00-18:00; Apr 09:00-20:00; May-Jul 09:00-21:00; Aug 09:00-20:00; Sep 09:00-19:00; Oct 09:00-18:00; Nov,Dec 09:00-16:00
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
bo.berlin

La voce completa su Wikipedia

Neue Nationalgalerie

Museo d'arte · distretto di Mitte

Neue Nationalgalerie

La Neue Nationalgalerie (letteralmente «nuova galleria nazionale», in contrapposizione alla Alte Nationalgalerie, «vecchia galleria nazionale») è un museo di Berlino destinato, dalla sua istituzione, ad occuparsi dell'arte del ventesimo secolo. Il museo si trova nel Kulturforum ed è considerato, insieme alla Gemäldegalerie e al Kunstgewerbemuseum, uno dei più importanti musei siti nell'area. L'edificio è stato progettato da Ludwig Mies van der Rohe e fu inaugurato nel 1968.

== Architettura ==

Leggi tutto su Neue Nationalgalerie (408 parole)

Nel 1962 van der Rohe riceve l'incarico di progettare un nuovo museo che si occupi di raccogliere opere d'arte del ventesimo secolo. L'edificio venne inaugurato nel 1968, un anno prima della morte dell'architetto, ed è stato il primo museo ad essere costruito nell'area che poi diverrà il Kulturforum. Nelle immediate vicinanze si trovano la Staatsbibliothek e la Philharmonie Berlin progettate da Hans Scharoun.L'edificio è costruito interamente in acciaio e vetro: l'acciaio del tetto e dei supporti che lo sorreggono e il vetro delle pareti. Si ha così l'impressione che il tetto galleggi nell'aria. Lo spazio espositivo è ubicato nel sottosuolo, mentre il piano terra è destinato al punto vendita e a mostre temporanee. Le pareti vetrate fanno sì che la luce penetri completamente all'interno dell'edificio, in modo da tenere fuori l'oscurità. Sul soffitto, costruito come un'enorme griglia di metallo scuro, sono installati schermi LCD che riproducono soggetti astratti che scorrono per la loro intera lunghezza. Questa combinazione, ovvero l'illuminazione naturale esterna (non proveniente dall'alto) e il senso di movimento continuo che viene suggerito dagli schermi LCD, vuole sottolineare la peculiarità delle opere che sono esposte al piano inferiore.

Allo stesso tempo, la linearità geometriche delle forme dà un senso di sollievo e non di oppressione.

Collezione

La collezione d'arte moderna del museo ha una lunga e travagliata storia. Il nucleo centrale di tale collezione sono i dipinti che il banchiere Wagener, nel 1870, lasciò al principe Guglielmo. Quest'ultimo li fece conservare nella Alte Nationalgalerie sull'Isola dei Musei. Con l'avvento del regime nazista, molte opere dell'ormai accresciuta collezione furono confiscate. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le autorità politiche di Berlino decisero di far costruire un museo che raccogliesse tali opere.La collezione comprende opere del tardo ottocento fino ad arrivare a tutto il novecento. Il museo ospita, fra l'altro, opere di Pablo Picasso, Paul Klee, Giorgio De Chirico, Salvador Dalí, Otto Dix, solo per citarne alcuni. All'esterno dell'edificio vi è il giardino delle sculture, che ospita un'enorme varietà di lavori, sia astratti che figurativi. La parte della collezione più recente ha trovato collocazione invece nel museo di arte contemporanea Hamburger Bahnhof.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Potsdamer Straße 50
Orari
Tu,We,Fr-Su 10:00-18:00; Th 10:00-20:00
Telefono
+49 30 266424242
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

East Side Gallery

Hall of Fame · distretto di Friedrichshain-Kreuzberg

East Side Gallery

La East Side Gallery (letteralmente «galleria del lato orientale») è un memoriale internazionale alla libertà ed è il maggior tracciato rimasto in posizione originale del muro di Berlino. Questa sezione di muro è lunga 1,3 km ed è interamente dipinta con graffiti fatti da diversi artisti, riguardanti temi come la pace o comunque della caduta del muro in seguito alla fine della cosiddetta guerra fredda. Il lato posteriore fu dipinto nel 1990 e dal 1992 è considerato monumento protetto.

== Posizione ==

Leggi tutto su East Side Gallery (1.203 parole)

La East Side Gallery è situata sulla Mühlenstrasse, a lato della Sprea. Sorge fra la stazione Berlin Ostbahnhof e la fermata della metropolitana di Warschauer Straße, nel quartiere di Friedrichshain.

Entrando nella "striscia" fra i due muri (laddove quello che guardava ad ovest sopravvive in sporadici tronconi) e lungo la Sprea, si può notare il maestoso Oberbaumbrücke.

Verso il lato di Warschauer Straße sorge un negozio di souvenir all'interno della galleria stessa.

Quella che oggi è identificata come East Side Gallery era, ai tempi della divisione, la parte del muro rivolta a est, da cui il nome. In quel punto il muro correva parallelamente alla Sprea. Per ragioni di spazio non fu possibile costruire tutta la complessa struttura confinaria; d'altra parte la Sprea la rendeva inutile, sostituendo di fatto la striscia di confine nel compito di contenimento tra i due muri, quello est e quello ovest. Le autorità della DDR decisero, pertanto, di erigere un solo muro (la sponda opposta della Sprea apparteneva a Berlino ovest).

La caratteristica curiosa di questa parte del muro è che, pur essendo sul lato che guardava ad est, fu costruito come "muro di confine 75", il muro di quarta generazione che guardava ad ovest.

Al momento della caduta del muro, la futura East Side Gallery era bianca immacolata: questa sorta di enorme "tela" fu offerta agli artisti di murales dell'epoca perché la dipingessero. A questa circostanza si deve la conservazione sotto tutela artistica dell'unico pezzo di muro di Berlino che ancora oggi consente di capire davvero cosa significasse sopportare una presenza così ingombrante nel cuore della città. C'è da ipotizzare, infatti, che la sua conversione in galleria pittorica a cielo aperto l'abbia salvata dall'abbattimento.

Galleria d'arte

La East Side Gallery è considerata la più estesa galleria d'arte all'aperto del mondo. Essa è ricoperta da circa 106 murales di artisti provenienti da ogni parte del mondo e sono dipinti sul lato orientale del Muro.

Tra i graffiti più famosi si ricordano quello del bacio fra Erich Honecker e Leonid Brežnev e della Trabant che sfonda il muro.

La galleria di graffiti corre anche sul lato opposto del muro, nelle sezioni (più sporadiche) che guardano a ovest. Nel lato interno i disegni cambiano con più frequenza, ma non mancano aggiunte (piccole e grandi) anche in quello stradale.

Gli artisti

Il primo murales fu dipinto da Christine Mac Lean nel dicembre 1989, poco dopo la caduta del muro. In realtà, le più antiche forme di muralismo fissate sul Muro risalgono alla prima metà degli anni '80. Ci sono pitture di Kasra Alavi, Kani Alavi, Jim Avignon, Thierry Noir (nel 1984), Ingeborg Blumenthal, Ignasi Blanch, di Gisbert (ossia Ignasi Blanch i Gisbert), del notissimo Keith Haring (nel 1986) e di molti altri ancora. Qui una lista degli artisti con gli eventuali titoli dei pezzi:

Oskar Zeichner (Hans Bierbrauer)

Narenda K. Jain - Die sieben Stufen der Erleuchtung

Fulvio Pinna

Kikue Miyatake

Günther Schäfer - Vaterland

Georg Lutz Rauschebart

César Olhagaray - Ohne Titel (senza titolo)

Jens-Helge Dahmen

Gábor Simon - Space Magic

Siegrid Müller-Holtz

Ursula Wünsch

Oliver Feind, Ulrike Zott - Ohne Titel

Ana Leonor Rodriges, Muriel Raoux

Muriel Raoux, Kani Alavi - Ohne Titel

Ditmar Reiter - Ohne Titel

Santoni - Trilogie-Maschine Macht

Bodo Sperling - Die Transformation des Pentagramms zu einem Friedensstern in einem Europa ohne Mauern

Barbara Greul Aschanta - Deutschland im November

Willi Berger - Soli Deo Gloria

André Sérit, Karsten Thomas - Du hast gelernt, was Freiheit ist

Theodor Chezlav Tezhik - The Big Kremlin's Wind

Catrin Resch - Europas Frühling

Irina Dubrowskaja - Die Wand muss weichen wenn der Meteorit der Liebe kommt

Dmitrij Vrubel' - Mein Gott hilf mir, diese tödliche Liebe zu überleben

Marc Engel - Marionetten eines abgesetzten Stücks

Alexey Taranin - Ohne Titel

Michail Serebrjakow - Diagonale Lösung eines Problems

Rosemarie Schinzler - Ohne Titel e Wachsen lassen

Rosemarie Schinzler

Christine Fuchs - How's God? She's Black

Gerhard Lahr - Berlyn

Karin Porath - Freiheit fängt innen an

Lutz Pottien-Seiring - Ohne Titel

Wjatschleslaw Schjachow - Die Masken

Dmitrij Vrubel' - Danke, Andrej Sacharow

Jeanett Kipka - Ohne Titel

Gamil Gimajew - Ohne Titel

Jürgen Große - Die Geburt der Kachinas

Christopher Frank - Stay Free

Andreas Paulun - Amour, Paix

Joaquim Antonio Gocalves Borregana - O Povo Unido Nunca Mais Sera Veicido

Greta Csatlòs (Künstlergruppe Ciccolina) - Sonic Malade

Henry Schmidt

Thomas Klingenstein - Umleitung in den japanischen Sektor

Karsten Wenzel - Die Beständigkeit der Ignoranz

Pierre-Paul Maillé - Ohne Titel

Andy Weiß - Geistreise

Gabriel Heimler - Der Mauerspringer

Salvadore de Fazio - Dawn of Peace

Gerald Kriedner - Götterdämmerung

Christos Koutsouras - Einfahrt Tag und Nacht freihalten

Yvonne Onischke (nata Matzat; nome d'arte 2005 "Yoni") - Berlin bei Nacht

Peter Peinzger - Ohne Titel

Elisa Budzinski - Wer will, daß die Welt so bleibt, wie sie ist, der will nicht, daß sie bleibt

Sabine Kunz - Ohne Titel

Jacky Ramier (Jay One) - Ohne Titel

Klaus Niethardt

Mirta Domaciovic

Patrizio Porrachis - Ohne Titel

Ines Baier, Raik Hönemann - Es gilt viele Mauern abzubauen

Thierry Noir - Ohne Titel

Teresa Casanueva - Ohne Titel

Stephan Cacciatore - La Buerlinca

Karina Bjerregard, Lotte Haubart - Himlen over Berlin

Christine Kühn - Touch the Wall

Rodolfo Ricàlo - Vorsicht

Birgit Kinder - Test the Best

Margaret Hunter, Peter Russell - Ohne Titel

Peter Russell

Margaret Hunter - Joint Venture

Sándor Rácmolnár - Waiting for a New Prometheus

Gábor Imre - Ohne Titel

Pal Gerber - Sag, welche wunderbaren Träumen halten meinen Sinn umfangen

Gábor Gerhes - Ohne Titel

Sándor Györfly - Ohne Titel

Gruppe Stellvertretende Durstende

Laszlo Erkel (Kentaur) - You can see Infinity

Kani Alavi - Es geschah im November

Jim Avignon, Miraim Butterfly, Thomas Fey - Doin it cool for the East Side

Peter Lorenz - Ohne Titel

Dieter Wien - Der Morgen

Jacob Köhler - Lotus

Carmen Leidner - Niemandsland

Jens Hübner, Andreas Kämper - Ohne Titel

Hans-Peter Dürhagen, Ralf Jesse - Der müde Tod

Jolly Kunjappu - Dancing to Freedom

Susanne Kunjappu-Jellinek - Curriculum Vitae

Mary Mackay - Tolerance

Carsten Jost, Ulrike Steglich - Politik ist die Fortsetzung des Krieges mit anderen Mitteln

Brigida Böttcher - Flora geht

Ignasi Blanch i Gisbert - Parlo d'Amor

Kiddy Citny - Ger-Mania

Petra Suntinger, Roland Gützlaff - Ohne Titel

Andrej Smolak - Ohne Titel

Youngram Kim-Holdfeld - Ohne Titel

Karin Velmanns - Ohne Titel

Rainer Jehle - Denk-Mal, Mahn-Mal

Kamel Alavi - Ohne Titel

Kasra Alavi - Ohne Titel

Ingeborg Blumenthal - Der Geist ist wie Spuren der Vögel am Himmel

Youngram Kim

Keith Haring - murales nel posto di blocco Checkpoint Charlie

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Orari
24/7
Biglietto
Ingresso libero
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.eastsidegallery-berlin.de

La voce completa su Wikipedia

Großer Wannsee

Lago · distretto di Steglitz-Zehlendorf

Großer Wannsee

Il Großer Wannsee (letteralmente "Grande Wannsee"), più noto semplicemente come Wannsee, il quarto lago di Berlino per superficie, è un'ampia insenatura del fiume Havel, alla cui sinistra orografica si estende verso sud-est tra i quartieri di Nikolassee e di Wannsee nel distretto di Steglitz-Zehlendorf.

== Caratteristiche ==

Leggi tutto su Großer Wannsee (212 parole)

Il lago, spesso chiamato solo Wannsee, ha una superficie di 2,7320 km² ed è delimitato sul suo lato settentrionale verso il fiume Havel dall'isola di Schwanenwerder. All'estremità meridionale è collegato col Kleiner Wannsee ("Piccolo Wannsee").

Il lago ha una forte vocazione turistica balneare: la spiaggia del "Strandbad Wannsee" è la spiaggia balneare non marina più grande del continente europeo; è molto affollata nelle giornate più calde. Il quartiere di Kladow sulla riva opposta del fiume è collegato al molo di Wannsee, non distante dalla stazione ferroviaria di Wannsee) tramite la linea F10 di traghetti della BVG, a cadenza oraria. Mentre le chiatte percorrono il fiume Havel, solitamente da e verso il Westhafen, il Wannsee è affollato, soprattutto nei giorni festivi, da una grande quantità di barche a vela.

Avvenimenti storici

In una villa sulla riva del lago si svolse, il 20 gennaio 1942, la cosiddetta Conferenza di Wannsee, nel corso della quale vennero discussi e deliberati diversi aspetti pratici del genocidio noto come Shoah. La villa nel dopoguerra è diventata memoriale e luogo di documentazione.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Müggelsee

Hypertrophic lake · distretto di Treptow-Köpenick

Müggelsee

Il Müggelsee /ˈmʏgεlˌzeː/ è il lago più grande situato interamente nel territorio della città di Berlino; si trova nella parte sud-est della metropoli e fa parte del distretto di Treptow-Köpenick.

Le colline Müggelberge alla sua riva meridionale sono, con 114,7 m s.l.m. - ovvero poco meno di 85 metri sul livello del lago - le elevazioni naturali più alte a Berlino.

Leggi tutto su Müggelsee (120 parole)

L'acqua del lago viene usata per la fornitura di acqua potabile per i quartieri limitrofi.

Tra le ipotesi sull'origine del nome del lago è più accreditata quella che lo riconduce alla radice indoeuropea migh- o mighla = nebbia, nuvola.

Traggono nome dal lago anche il vicino quartiere di Müggelheim e la torre panoramica Müggelturm.

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

stazione di Berlino Amburgo

Edificio museale · distretto di Mitte

stazione di Berlino Amburgo

La stazione di Berlino Amburgo (in tedesco Berlin Hamburger Bahnhof) è una ex stazione ferroviaria di Berlino, attualmente trasformata in museo. Si trova nel quartiere di Moabit.

È oggi l'unica conservata delle vecchie stazioni di testa berlinesi. È allo stesso tempo una delle stazioni ferroviarie più antiche della Germania.

Leggi tutto su stazione di Berlino Amburgo (300 parole)
Storia

La stazione fu costruita nel 1846-47, per volere del direttore delle ferrovie Georg Ernst Friedrich Neuhaus, come capolinea della ferrovia Berlino-Amburgo.

Fu chiusa all'esercizio passeggeri già nel 1884, sostituita dall'adiacente Lehrter Bahnhof.

Nel 1906 fu inaugurato al suo interno un museo ferroviario.

Durante la seconda guerra mondiale l'edificio fu fortemente danneggiato. Nel dopoguerra l'area, situata nella parte occidentale di Berlino, ma di proprietà dell'amministrazione ferroviaria orientale (Deutsche Reichsbahn), fu chiusa al pubblico.

Solo nel 1984, con la vendita delle aree ferroviarie all'amministrazione di Berlino Ovest, fu possibile restaurare la ex stazione e riaprire il museo ferroviario.

Museo del presente

Nel 1987 il Senato di Berlino Ovest decise di collocare all'interno dell'edificio un museo per l'arte contemporanea. Allo stesso tempo la Stiftung Preußischer Kulturbesitz ("Fondazione per l'eredità culturale prussiana") offrì la propria collaborazione per sovrintendere ai lavori.

Nel 1989 il Senato bandì un concorso per i lavori di sistemazione dell'edificio, concorso vinto dall'architetto Josef Paul Kleihues. Nel 1996 il nuovo museo, battezzato Museum für Gegenwart, fu così inaugurato.

Il museo, oltre a raccogliere opere di arte contemporanea, ospita anche il Joseph-Beuys-Medien-Archiv. L'installazione di luci al neon posta sulla facciata è stata realizzata da Dan Flavin.

Collezione

La collezione allestita all'interno del museo comprende la collezione di Erich Marx e lavori di Anselm Kiefer, Joseph Beuys, Andy Warhol e Roy Lichtenstein, oltre ad altri innumerevoli artisti contemporanei. Oltre ad opere pittoriche, sono conservati presso il museo film, disegni, video e installazioni multimediali.

Della collezione fanno parte anche numerose opere donate dalla Neue Nationalgalerie e dal 2004 ospita anche l'importante collezione Flick.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Invalidenstraße 50-51
Orari
Tu-We,Fr 10:00-18:00; Th 10:00-20:00; Sa-Su 11:00-18:00
Telefono
+49 30 266 424 242
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

Berlinische Galerie

Museo d'arte · distretto di Friedrichshain-Kreuzberg

Berlinische Galerie

La Berlinische Galerie è un museo di arte contemporanea situato nel quartiere di Kreuzberg a Berlino. La collezione del ospitata nel museo ripercorre i grandi momenti di creazione artistica a Berlino a partire dal 1870 ai giorni nostri.

Nei due piani dell'edificio vengono esposte opere della collezione permanente e delle mostre temporanee. Sono presenti anche un archivio, una biblioteca, una sala studio, un bar e una libreria ed un laboratorio per educazione all'arte per bambini e adulti.

Leggi tutto su Berlinische Galerie (247 parole)
Storia e collezione

La Berlinische Galerie è stata fondata nel 1975 come associazione, con l'intenzione di raccogliere l'arte Berlinese del tempo. Nei primi anni, quando l'associazione aveva ancora sede a Charlottenburg, furono organizzate varie mostre presso la Neue Nationalgalerie. Nel 1978 la galleria si trasferisce nel Landwehr-Kasino di Jebensstraße, presso la stazione ferroviaria di Berlino Giardino Zoologico, mentre nel 1986 si trasferisce presso il Martin-Gropius-Bau. Nel 1994 la galleria rimane priva di una sede, fino al 2004, anno in cui si trasferisce in un ex edificio industriale riconvertito a sede museale, in Alten Jakobstraße, nel quartiere di Kreuzberg.

Al piano superiore la Galerie presenta in ordine cronologico una selezione dei capolavori della collezione, tra cui opere dei Dadaismo berlinese, della Nuova oggettività e dell'Avanguardia dell'Europa dell'Est. Per quanto riguarda l'arte visiva la collezione possiede tra gli altri, opere di Max Liebermann, Lovis Corinth, Franz Skarbina, Hans Baluschek, Wilhelm Gallhof, Otto Dix, George Grosz, Hannah Höch, Georg Baselitz e Wolf Vostell. Vi sono poi una grande collezione di arte grafica (circa 15 000 opere), fotografie e modelli architettonici.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Alte Jakobstraße 124-128
Orari
Mo, We-Su 10:00-18:00
Telefono
+49 30 78902-600
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
berlinischegalerie.de

La voce completa su Wikipedia

Kunsthaus Tacheles

Centro artistico · distretto di Mitte

Kunsthaus Tacheles

La Kunsthaus Tacheles (in italiano Casa dell'arte Tacheles), nota anche soltanto come Tacheles, è stata la sede del più celebre centro sociale e polo d'arte contemporanea e controcultura di Berlino situata in Oranienburgerstraße, nel quartiere centrale Mitte.

L'edificio, già fatiscente e parzialmente demolito, fu occupato nel 1990 e utilizzato come sede di collettivi di svariati artisti; al suo interno si trovava anche il celebre Cafè Zapata, uno dei luoghi di ritrovo più alternativi della città.

Leggi tutto su Kunsthaus Tacheles (1.925 parole)

Dopo ripetuti tentativi di sgombero e alcune sentenze di sfratto, dal 2012 l'edificio è definitivamente chiuso ma, alla luce della sua valenza di monumento storico, è oggetto di una radicale ristrutturazione volta al completo recupero e risanamento della struttura che sarà compresa in un nuovo contesto architettonico che interesserà l'intera zona circostante.

Etimologia del nome

Il termine tacheles deriva dall'yiddish e significa "parlare chiaro e in modo schietto".

L'iniziativa artistica del Tacheles, sviluppatasi nell'edificio a partire dal 1990, volle denunciare tramite il suo nome la totale censura della libertà di espressione imposta durante il periodo della Repubblica Democratica Tedesca, che costringeva gli artisti a celare il vero significato delle proprie opere musicali, cinematografiche e letterarie. L'obiettivo originale del gruppo fu quindi quello di combattere la censura, in modo da poter esprimere in piena libertà le proprie idee di rottura attraverso l'espressione della propria arte, divenendo il più conosciuto esempio di controcultura della Berlino riunificata.

Con il tempo il nome del gruppo venne esteso anche all'edificio stesso che poi prese il nome di Kunsthaus Tacheles.

Storia
Il Friedrichstraßenpassage e il Wertheim

La genesi del progetto nacque dall'ambizioso desiderio dell'imprenditore tedesco Otto Markiewicz di costruire una galleria commerciale analoga a quelle da poco sorte nelle maggiori città europee come i grandi magazzini Printemps di Parigi o il più celebre Harrods di Londra.

L'imponente edificio venne costruito in soli quindici mesi tra il 1907 e il 1908 sotto la direzione dell'architetto Franz Ahrens e con un costo complessivo di circa sette milioni di marchi. Venne inaugurato nel 1909 come centro commerciale con il nome di Friedrichstraßenpassage, divenendo il maggior concorrente della città dopo il Kaiserpassage.

Tuttavia circa un anno dopo l'apertura il Friedrichstraßenpassage fu costretto alla chiusura per fallimento e nel 1910 l'intero edificio fu affittato da Wolf Wertheim che aprì un analogo centro commerciale in funzione fino al 1914.

Alla vigilia della Grande Guerra anche la galleria commerciale Wertheim chiuse e l'edificio venne venduto ad un'asta giudiziaria ma non si hanno notizie di come venne utilizzato fino al 1924, anno in cui venne ristrutturato dalla Commerz und Privatbank di Berlino. La ristrutturazione comprese anche la realizzazione di una nuova copertura della galleria in vetro e acciaio e l'edificazione di una cupola che ne cambiò l'aspetto; inoltre venne anche costruito un ampio scantinato al suo interno che prese il nome di tressoraum.

La Technikhaus

Nel 1928 l'edificio venne acquistato dall'azienda tedesca AEG e rinominato Technikhaus, divenendo sede dell'esposizione dei primi elettrodomestici e luogo dell'assistenza tecnica ai clienti.

Il 22 marzo del 1935, sotto il regime nazista, la Technikhaus divenne famosa per essere il luogo dove venne messo in onda il primo programma televisivo del mondo.

L'avvento del Nazionalsocialismo e il periodo bellico

Durante il primo periodo nazionalsocialista buona parte dell'edificio ospitò anche molti uffici dell'NSDAP e dal 1941 divenne interamente sede del Comando centrale delle SS. Nel 1943 vennero smantellate le strutture in vetro della copertura, demolite le guglie, chiuse alcune finestre e abbaini poiché gli ultimi piani vennero adibiti a locali di detenzione destinati a prigionieri di guerra o dissidenti politici.

Durante la Battaglia di Berlino l'edificio fu bersaglio di diversi attacchi e venne danneggiato in parte dai bombardamenti aerei e anche dalle stesse truppe naziste che, abbandonandolo, ne allagarono i piani interrati.

Il periodo della DDR

Nel 1948 la zona in cui era ubicata la struttura venne compresa nel settore est di Berlino e l'edificio, parzialmente danneggiato, venne ripristinato e assegnato alla FDGB, ovvero la federazione sindacale della DDR, che concesse gran parte dei locali a molteplici attività del regime tra cui l'Istituto Tecnico per il Commercio Estero, la RFT che stabilì la sua sede radiotelevisiva e l'NVA che occupò i locali ai piani interrati.

Inoltre l'edificio ospitò anche lo storico cinema Camera, che occupò i locali affacciati sulla Friedrichstraße fino al 1954, oltre a svariate attività commerciali e artigianali.

La demolizione parziale

Pur essendo stato danneggiato soltanto in parte, la demolizione totale dell'edificio fu programmata già nel 1969, a seguito dell'esito negativo di alcune perizie statiche; inoltre la demolizione dell'intera struttura avrebbe consentito un nuovo sviluppo urbano dell'area e migliori collegamenti stradali tra l'Oranienburgerstraße e la Friedrichstraße. Tuttavia l'edificio venne demolito soltanto parzialmente nel 1980, abbattendo l'ala sud-est affacciata sulla Oranienburgerstraße e smantellando la cupola.

Per una decina d'anni l'edificio continuò ad essere occupato da venditori ambulanti e saltuari artisti di strada ma per lo più abbandonato al più completo degrado.

L'iniziativa artistica del Tacheles

Nel pieno fermento a pochi mesi dalla caduta del muro, a causa del pesante stato di degrado di ciò che rimaneva dell'edificio, venne pianificata la sua completa demolizione che doveva avvenire il 10 aprile del 1990 ma il 13 febbraio l'intera struttura venne occupata dal primo collettivo di artisti che fondò una vera e propria iniziativa organizzata che battezzò Tacheles e, analogamente a quanto accadde alle macerie del muro, anche con i detriti dell'edificio presenti sul posto vennero realizzate alcune sculture come prime opere d'arte.

Contemporaneamente a questa iniziativa vi fu anche una mobilitazione a livello locale e la stessa popolazione del quartiere Mitte, che richiese alle autorità competenti di non demolire l'edificio e commissionò una nuova perizia statica. Grazie ai risultati positivi di quest'ultima l'edificio venne nominato monumento nazionale e fu decorato con vari murales e graffiti da numerosi artisti presenti al suo interno e da svariati altri provenienti anche dal resto d'Europa, attratti anche dagli ultimi avvenimenti che interessarono la città stessa.

Da allora il Tacheles divenne il più grande polo della controcultura anarchica, nonché fulcro del panorama underground della nuova Berlino riunificata e anche il maggiore centro sociale autogestito della città. Fra gli artisti della controcultura e le compagnie teatrali esibitesi nel teatro interno nominato Golden Saal si contano: l'Orphtheater, Theater zum westlichen Stadthirschen, Henry Arnold, Régine Chopinot, Rike Eckermann, Sebastian Hartmann, Howard Katz, Clint Lutes, Matthias Merkle, Tomi Paasonen, Felix Ruckert, Torsten Sense, Lars-Ole Walburg, Sasha Waltz, Christoph Winkler, Wee dance company, la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e Lucky Trimmer.

Tra il 1996 e il 1997 divenne nuovamente oggetto di pubblici dibattiti tra sociologi e architetti nell'ambito della rinascita urbanistica della nuova capitale tedesca, mirando ad un possibile riutilizzo futuro dell'edificio.

Nel 1998 infatti il gruppo immobiliare Fundus Gruppe acquistò i 1.250 m² dell'edificio e delle sue pertinenze per 2,8 milioni di Marchi e incaricò l'architetto americano Andrés Duany della riqualificazione del territorio progettando il futuro quartiere di Joahannishof per un volume edilizio complessivo di circa quattrocento milioni di Marchi.

A seguito di quest'ipotesi futura l'associazione Tacheles negoziò con il nuovo proprietario un contratto di locazione decennale a un costo simbolico annuale di un Marco al metro quadrato, senza possibilità di proroga.

Allo scadere di tale contratto la Tacheles non ebbe la possibilità di liquidare i 108.000 Euro dell'indennizzo richiesto e quindi si verificarono le prime tensioni poiché l'associazione risultò morosa nei confronti della finanziaria HSH Nordbank che minacciò di mettere all'asta l'intera proprietà, con un ultimo termine fissato per il 4 aprile 2011 che tuttavia venne rimandato.

Nonostante il clima di tensione le attività artistiche della Kunsthaus Tacheles continuarono anche con l'intento di autofinanziarsi e la Tacheles divenne una delle attrazioni turistiche di Berlino, calamitando un flusso costante di visitatori. Tuttavia non mancarono nuovi episodi di tensione come quello dell'8 dicembre del 2011, quando una trentina di addetti alla sicurezza si introdussero nell'edificio sequestrando i locali adducendo motivi di sicurezza; in quest'occasione l'artista bielorusso Alexander Rodin venne espulso con la forza.

Il 22 marzo 2012, a seguito dell'ufficializzazione di uno sfratto esecutivo da parte delle autorità locali, il Tacheles venne chiuso ai visitatori e sgomberato; tuttavia, il 26 marzo successivo il tribunale di Berlino annunciò che lo sfratto era da considerarsi illegale ed emanò una disposizione temporanea che consentì al Tacheles di riaprire i battenti e proseguire con le sue attività artistiche volte soprattutto all'autofinanziamento e alla sensibilizzazione dei visitatori sul tema dell'imminente minaccia di chiusura.

Malgrado ciò la Tacheles venne fatta sgomberare e chiusa definitivamente il 4 settembre del 2012 alle 7 del mattino con l'ausilio delle forze dell'ordine. All'interno della struttura era presente soltanto una ridotta presenza simbolica di artisti che, per l'occasione, inscenò un quartetto musicale nell'atto di interpretare una marcia funebre. A seguito della chiusura alcuni artisti del Tacheles hanno ideato una galleria interattiva trasferendo le attività espositive in un'altra struttura del quartiere Marzahn.

La riqualificazione

Nel 2012, l'intera area di pertinenza di 25.000 m² è stata acquistata dalla grande società immobiliare americana Perella Weinberg Real Estate per circa 150 milioni di Euro e l'edificio è stato definitivamente chiuso. Alla luce della sua valenza di monumento storico, è oggetto di una radicale ristrutturazione volta al completo recupero e risanamento della struttura, che sarà compresa nel futuro contesto architettonico che verrà realizzato nell'intera area circostante.

Caratteristiche

L'edificio è un esempio del modernismo tedesco, con influenze stilistiche neoclassiche e neogotiche; l'intero complesso si estende da Friedrichstraße a Oranienburgerstraße rendendo possibile entrarvi da entrambe le vie.

L'edificio a cinque piani, costruito in cemento armato, secondo il progetto originario presentava anche una delle prime cupole realizzate con il medesimo materiale. I prospetti esterni sono tutti caratterizzati da un bugnato in pietra e ampie arcate alla base che comprendono i primi due piani, sovrastate da una balaustra e tre ordini di finestre rettangolari disposte a gruppi di tre e intervallate da pilastri. Sul prospetto affacciato su Oranienburgerstraße si apre un grande varco ad arco ribassato che comprende l'altezza di tre piani e che originariamente era uno degli ingressi principali alla galleria commerciale interna che aveva una copertura in vetro e acciaio.

I successivi rimaneggiamenti, i danneggiamenti della seconda guerra mondiale e le parziali demolizioni cambiarono gradualmente la morfologia originaria dell'edificio che tuttavia rimase riconoscibile.

Dal 1990 sul prospetto affacciato sulla Oranienburgerstraße fu dipinta la grande scritta T A C H E L E S e in breve tempo l'interno dell'edificio fu interamente ricoperto da graffiti e decorazioni pittoriche di vario genere. Anche la grande parete laterale, murata in seguito all'ultima demolizione del 1980 e visibile dalla Oranienburgerstraße, fu decorata più volte da svariati murales; essa è ancora ben riconoscibile per la grande campitura bianca che riporta un volto stilizzato e la scritta nera “How long is now”.

Il prospetto affacciato sul cortile interno della struttura appariva completamente sventrato e chiuso soltanto con serramenti in vetro. Quasi tutti i cinque piani ospitavano un grande numero di sale interamente decorate da murales, graffiti e pitture dai colori vivaci, una trentina di atelier, sale d'esposizione e punti vendita di arte contemporanea, un cinema d'essai, il celebre Cafè Zapata, il Panorama Bar del quinto piano e altre sale come il Blaue Salon, ovvero uno spazio di 400 m² utilizzato principalmente per concerti, letture e mostre e la Goldene Saal, comprende tutto il primo piano del Tacheles; qui si trovava un palco utilizzato per concerti, rappresentazioni teatrali a basso costo e soprattutto per spettacoli gratuiti di danza contemporanea. All'interno tuttavia le condizioni igieniche non erano più considerate adeguate da lungo tempo, con presenza di perdite e infiltrazioni, inoltre l'assenza di servizi igienici in adeguata misura contribuiva all'incremento di conseguenti odori sgradevoli.

Dal 2012 l'edificio è chiuso ed è oggetto di una radicale ristrutturazione volta al completo recupero e risanamento della struttura, che sarà inserita in un nuovo contesto architettonico che interesserà l'intera zona circostante.

Galleria d'immagini
Filmografia

Alcune scene del film Good Bye, Lenin! di Wolfgang Becker del 2002 sono state girate negli spazi della Tacheles.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Oranienburger Straße 54
Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Brücke-Museum

Museo d'arte · distretto di Steglitz-Zehlendorf

Brücke-Museum

Il Brücke-Museum è un museo di Berlino, sito nel quartiere di Dahlem. Il museo raccoglie una collezione di pittura espressionista tedesca legata al gruppo noto come Die Brücke.L'edificio che ospita il museo fu costruito secondo il progetto di Werner Düttmann, fra il 1966 e il 1967. Il risultato fu un elegante edificio funzionalista. Il museo raccoglie una collezione che si basa su 80 opere di Karl Schmidt-Rottluff, che furono donate alla città nel 1964. Nel corso del tempo la collezione è aumentata grazie a donazioni e acquisizioni. Oggi oltre ad esporre opere del Die Brücke, raccoglie anche dipinti successivi allo scioglimento del movimento.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Bussardsteig 9
Orari
11:00-17:00; Tu off
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.bruecke-museum.de

La voce completa su Wikipedia

Museum Berggruen

Museo d'arte · distretto di Charlottenburg-Wilmersdorf

Museum Berggruen

Il Museum Berggruen, noto anche come Sammlung Berggruen, è un museo di Berlino, sito nel quartiere Charlottenburg.

Il museo, come anche il vicino Bröhan-Museum, è ospitato in un ex caserma per gli ufficiali della guardia reale, costruita fra il 1851 e il 1859 da Friedrich August Stüler, su progetto di Federico Guglielmo IV.

Leggi tutto su Museum Berggruen (92 parole)
Collezione

Il museo ospita la collezione raccolta da Heinz Berggruen, che alla sua morte donò alla città. Fra le varie opere raccoglie dipinti, schizzi e disegni di Pablo Picasso; oltre 20 opere di Paul Klee, sculture di Henri Laurens e Alberto Giacometti.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Schloßstraße 1
Orari
Temporär geschlossen; Temporarily closed
Telefono
+49 30 266424242
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.smb.museum

La voce completa su Wikipedia

Tegeler See

Lago · distretto di Reinickendorf

Tegeler See

Il Tegeler See (letteralmente: «lago di Tegel») -, il secondo lago berlinese per superficie, è una lunga insenatura del fiume Havel alla cui sinistra orografica si estende verso nord-est nel quartiere di Tegel, a distanza di pochi chilometri dall'aeroporto omonimo.

Sei delle sette isole vengono utilizzate da privati; l'isola di Scharfenberg, grande 20 ettari, ospita, fin dal 1922 una scuola con collegio.

Leggi tutto su Tegeler See (75 parole)

Il lago è una delle zone più usate della città per sport acquatici, in particolare la vela.

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Jungfernsee

Lago · distretto di Steglitz-Zehlendorf

Jungfernsee

Lake in Steglitz-Zehlendorf, Brandenburg, Germany

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

castello di caccia di Grunewald

Château · distretto di Steglitz-Zehlendorf

castello di caccia di Grunewald

Il castello di caccia di Grunewald (in tedesco Jagdschloss Grunewald) è il più antico castello di Berlino costruito nel 1542. La palazzina di caccia affaccia sulla riva del lago di Grunewald situata nel quartiere di Dahlem nella zona occidentale della città. Fu costruita in stile rinascimentale per il principe elettore Gioacchino II di Brandeburgo. Nel secolo XVIII fu in parte ristrutturato con elementi barocchizzanti. Oggi il castello è amministrato dalla Fondazione dei castelli e giardini prussiani Berlino-Brandeburgo ed è un museo. Ospita una esposizione di quadri provenienti dalle raccolte private dei principi del Brandeburgo, tra cui alcuni quadri di Lucas Cranach il Vecchio.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Hüttenweg 100
Orari
Nov-Mar Sa,Su,PH 10:00-16:00; Apr-Oct Tu-Su 10:00-18:00
Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Museo di arte asiatica

Museo d'arte · distretto di Mitte

Museo di arte asiatica

Museo di Berlino, Germania

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

Erholungspark Marzahn

Landscape garden · distretto di Marzahn-Hellersdorf

Erholungspark Marzahn

Parco di Berlino

Informazioni pratiche

Orari
Mo-Su 09:00-sunset
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
gruen-berlin.de

Krumme Lanke

Lago · distretto di Steglitz-Zehlendorf

Krumme Lanke

La Krumme Lanke (letteralmente: "stagno curvo") è un lago nella zona sud-occidentale della città di Berlino, nel distretto di Steglitz-Zehlendorf, ai margini della foresta del Grunewald.

== Geografia ==

Leggi tutto su Krumme Lanke (731 parole)

La Krumme Lanke rappresenta, dopo il Nikolassee e il limitrofo Schlachtensee, il terzo lago più meridionale della catena di laghi del Grunewald. In direzione di nord-est seguono l'area protetta Riemeisterfenn (sull'area del lago prosciugato Riemeistersee), l'area protetta Langes Luch, e i laghi Grunewaldsee e Hundekehlesee. La Krumme Lanke, che ha la forma di un tubo, ha una lunghezza di 1 100 metri, uno sviluppo costiero di circa 2,5 chilometri, è profonda fino a 6,6 metri e ha una superficie di circa 154 000 154.000 m². È collegata allo Schlachtensee da una conduttura sotterranea.

A circa un chilometro di distanza si trova la stazione di Krumme Lanke della linea U3 della metropolitana. La stazione prende il proprio nome dal lago.

Fauna

A Krumme Lanke oltre alla fauna tipica del Grunewaldseenkette (la catena di laghi del Grunewald) come l'anguilla, la tinca, il luccio, la carpa, il siluro e il luccioperca, è anche tipico l'aspio.

Area di svago

Intorno alla Krumme Lanke corre una passeggiata pedonale lunga due chilometri e mezzo, apprezzata dai gitanti e dagli sportivi. In molti punti è possibile immergersi in acqua per un bagno, anche se non sono mancati annegamenti, ad esempio nel 2005 e nel 2006. Lungo la Fischerhüttenstraße vi è un'area dedicata ai nudisti. La sponda settentrionale è parte dell'area del Grunewald adibita al libero movimento dei cani; sulla sponda meridionale al contrario i cani devono essere tenuti al guinzaglio e non possono avvicinarsi ai prati o alle spiagge. Lungo la sponda nord vi sono anche delle aree protette di vegetazione palustre.

Storia
Dorf Crumense

L'ordine dei monaci cistercense, proprietari dell'importante abbazia di Lehnin, che già nel 1242 aveva acquistato l'allora paese di Zehlendorf con i vicini laghi Schlachtensee e Nikolassee, si espanse negli anni successivi su ulteriori territori nel Teltow settentrionale. Nel 1251 venne acquistato per 150 marchi il paese di Crumense sulle rive di Krumme Lanke, fino ad allora proprietà dei margravi co-regnanti Giovanni I e Ottone III: "…in his villis Celendorpe, Crumense…". Poiché già nel libro territoriale di Carlo IV del 1375 (Landbuch Karls IV) tale paese non viene citato, è molto probabile che fosse scomparso poco dopo l'acquisto.

Avendo gli scavi archeologici portato alla luce delle ceramiche di disegno slavo, è da ipotizzarsi che il paese fosse in origine un insediamento slavo. Secondo Gerhard Schlimpert il toponimo "Crumense" indicherebbe, nella lingua basso-medio tedesca ("Mittelniederdeutsch"), una località sita nei pressi di un lago curvo ("krummer See"). La stessa Krumme Lanke viene citata, in documenti del 1543 e del 1591, con il nome di "Krummensee".

Insediamento residenziale delle SS

Fra il 1938 e il 1940 la società immobiliare Gagfah costruì sulle rive della Krumme Lanke un insediamento residenziale destinato alle SS naziste. L'"insediamento residenziale recintato destinato agli alti ufficiali delle SS a Berlino" (così si espresse il Reichsführer Heinrich Himmler) sorse in collaborazione con lo Hauptamt Rasse und Siedlung ("Ufficio centrale per la Razza e l'Insediamento"). Dopo il 1945 le strade del quartiere vennero rinominate, abbandonando le vecchie denominazioni di chiaro stampo nazionalsocialista.

Il recupero di un bombardiere caduto

Il 4 dicembre 1970 nell'area occidentale della Krumme Lanke iniziarono i lavori di recupero di un aereo caduto. Si trattava di un bombardiere britannico caduto durante un bombardamento aereo nel 1944 e inabissatosi nel lago. Si ipotizzava che a bordo vi fossero bombe, serbatoi di liquido esplosivo e olio. Testimoni oculari affermavano che l'aereo fosse esploso in volo poco prima di precipitare. Pertanto si ipotizzava che i rottami del velivolo potessero trovarsi in un raggio di 50 metri e ricoperti da uno strato di fango spesso cinque metri. I lavori di recupero del relitto erano stati rimandati per anni a causa degli alti costi.

Altre notizie storiche

Sul lungolago, all'altezza dell'area di bagno nord, si trova una lapide in ricordo della guardia Fritz Göhrs, annegato nel 1928; durante una ronda il suo cavallò si imbizzarrì ed entrambi caddero in acqua.

Il 5 giugno 1974 nelle vicinanze della riva dei soldati statunitensi trovarono morente Ulrich Schmücker, un agente sotto copertura ed informatore dei servizi segreti di Berlino ovest (Verfassungsschutz).

La Krumme Lanke nella musica

Fredy Sieg, cantante e cabarettista berlinese, compose nel 1923 la canzone Das Lied von der Krummen Lanke;

il quartetto Insterburg & Co. cantò nel 1973 la Krumme Lanke nella canzone omonima contenuta nel loro album Die Hohe Schule der Musik;

L'artista indie-pop statunitense Ducktails incluse nel 2015 una canzone con il titolo Krumme Lanke nel suo album St. Catherine.

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

La voce completa su Wikipedia

Da dove vengono queste informazioni

Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.

Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026