Vienna

Vienna è la capitale dell'Austria e allo stesso tempo uno dei suoi nove Stati federati. È completamente circondata dalla Bassa Austria ed è il sesto comune per abitanti dell'Unione europea.

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio -2° 41 mm
Febbraio 38 mm
Marzo 12° 30 mm
Aprile 16° 48 mm
Maggio 20° 11° 75 mm
Giugno 26° 16° 64 mm
Luglio 28° 18° 55 mm
Agosto 28° 18° 60 mm
Settembre 22° 13° 80 mm
Ottobre 16° 56 mm
Novembre 10° 42 mm
Dicembre 44 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Vienna è la capitale dell'Austria e allo stesso tempo uno dei suoi nove Stati federati. È completamente circondata dalla Bassa Austria ed è il sesto comune per abitanti dell'Unione europea.

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Guida pratica di Vienna 12 sezioni

5.531 parole scritte da viaggiatori, da Wikivoyage.

Da sapere

Si va a Vienna per rivivere le glorie e i fasti dei vari rappresentanti della dinastia asburgica ma anche le loro tragedie. È incredibile come il personaggio di Elisabetta di Baviera o Sissi non sia sbiadito e riesca ancora oggi a richiamare folle di turisti così consistenti. Per rendere più credibile il mito, le stanze a lei riservate nella reggia di Hofburg sono state mantenute così come erano ai tempi in cui la sovrana vi visse. Persino la tavola nella sala dei banchetti è imbandita come se ella dovesse varcarne di nuovo la soglia.

Ci si risveglia dal sogno a poche centinaia di metri dalla reggia, nella cripta della chiesa dei Cappuccini dove Sissi è stata tumulata insieme al marito Francesco Giuseppe e al figlio ed erede al trono Rodolfo che preferì la via del suicidio insieme all'amante diciassettenne Maria Vetsera.

Mayerling, la località vicino a Vienna dove la coppia si diede la morte è un'altra meta di pellegrinaggio devoto per turisti di tutto il mondo.

Altro motivo che spinge a recarsi a Vienna è la possibilità di vedere con i propri occhi le opere di artisti desiderosi di rompere con gli schemi del passato e che per questo aderirono a movimenti d'avanguardia quali lo Jugenstil e la Secessione, tutti fioriti nel periodo precedente la I guerra mondiale, quando era nell'aria che la stella degli Asburgo volgeva al suo tramonto e che con loro se ne sarebbero andati i valzer di Strauss e altre romanticherie quali il ballo delle debuttanti al teatro dell'Opera.

L'artista più rappresentativo di questo periodo è Gustav Klimt (1862-1918) le cui opere sono sparse in vari musei cittadini. Recano la sua firma anche gli affreschi che decorano pareti e volte del Museo di Storia dell'arte e del Burgtheater.

Quando andare

L'alta stagione decorre a Vienna da aprile a ottobre. I prezzi degli alberghi si impennano anche in corrispondenza delle festività natalizie, pasquali e di qualsiasi evento in grado di determinare un maggior flusso turistico.

Per quanto riguarda il clima, il termometro è attestato d'inverno intorno a 0 gradi e d'estate tra i 22 e i 26 °C ma a volte supera di parecchio questi valori rendendo necessario l'uso dell'aria condizionata.

Le piogge sono distribuite equamente su tutto l'arco dell'anno. I mesi più piovosi sono quelli di giugno e luglio.

Come orientarsi

Vienna è divisa in 23 distretti (Bezirke). Ogni distretto è contrassegnato da un numero che appare anche nel suo codice postale. Il distretto nº1 corrisponde al centro di Vienna (Innere Stadt). Sono considerati parte del centro anche i distretti dal due al nove. Maggiore è il numero del distretto, maggiore sarà la sua distanza dal centro. La divisione amministrativa non è del tutto consona a una guida turistica e in questo articolo si è in parte preferito fare accenno alle varie zone del Ringstraße, l'anello di viali che racchiude il centro piuttosto che ai vari quartieri esterni.

Aree centrali

Innere Stadt — L'Innere Stadt è il distretto centrale di Vienna contrassegnato dal numero 1. Fa perno sulla cattedrale di Santo Stefano e l'Hoburg, l'ex palazzo imperiale.

Ringstraße — Le mura che circondavano l'Innere Stadt furono abbattute nel 1857. Al loro posto fu creata una serie di viali noti come Ringstraße, fiancheggiati da parchi e palazzi imponenti come il Rathaus (municipio), l'Università, il Parlamento, il teatro dell'Opera, etc.

Leopoldstadt (Distretto n° 2) — È separato dall'Innere stadt dal canale del Danubio. La sua attrazione principale è il " Wiener Prater", zona che fino al 1776 costituiva la riserva di caccia degli imperatori asburgici. Oggi il Prater è in parte occupato da un Luna park con una grande ruota panoramica del 1897, il "Riesenrad", situata proprio al suo ingresso e che costituisce uno dei simboli di Vienna.

Landstraße (Distretto n° 3) — Esteso a sud est del centro. Nel suo territorio è situato il Belvedere, castello del XVII secolo circondato da vasti e magnifici giardini.

Wieden (Distretto n° 4) — Il quarto distretto inizia da Karlsplatz con la famosa Karlskirche e confina con il Naschmarkt con una Chinatown in miniatura.

Margareten (Distretto n° 5) — Il quartiere è per lo più una zona residenziale.

Mariahilf (Distretto n° 6) — Il sesto distretto continua dal Naschmarkt fino alla Mariahilfer Straße. Ha popolari quartieri bohémien.

Neubau (Distretto n° 7) — Il settimo distretto ospita l'acclamato MuseumsQuartier, che collega direttamente i musei moderni ai musei classici del centro città, oltre ad altri luoghi artistici.

Josefstadt (Distretto n° 8) — L'ottavo distretto è il più piccolo interno ed è per lo più una zona residenziale di classe.

Alsergrund (Distretto n° 9) — Il nono distretto ha l'Università di Vienna e diversi ospedali.

Sobborghi di Vienna

Oltre la cintura degli 8 distretti municipali che circondano l'Innere Stadt, se ne estendono altri, numerati dal 10 al 23, e generalmente considerati come sobborghi di Vienna. Di seguito una breve rassegna di quelli di maggior interesse in ordine alfabetico:

Brigittenau (Distretto n° 20) —

Donaustadt (Distretto n° 22) — Il suo territorio si estende sull'isola del Danubio (Donauinsel) tra il Danubio e il canale Neue Donau. È un'area ricreativa con molte opportunità di svago, dal canottaggio al ciclismo. Su alcune spiagge sulle rive del fiume si pratica il nudismo.

Döbling (Distretto n° 19) — Famosa per i suoi ristoranti (Heurigen), Döbling giace ai limiti del bosco viennese e delle sue colline. Tra queste la più alta è Kahlenberg (484 m. s.l.m.), sulla cui cima stanno una terrazza panoramica e un rinomato ristorante.

Favoriten (Distretto n° 10) — A carattere residenziale e industriale Favoriten presenta un grande parco ricreativo il Kurpark Laaer Berg e sorgenti termali sulfuree, "Kurzentrum Oberlaa", più un piccolo parco a tema, il Böhmischer Prater

Floridsdorf (Distretto n° 21) —

Hernals (Distretto n° 17) —

Hietzing (Distretto n° 13) — A sudovest del centro, Hietzing era un tempo un piccolo villaggio ma fu progressivamente invaso dal cemento. Ha tuttavia conservato aree boschive che fanno parte del bosco viennese. Sul suo territorio si incontra il Castello di Schönbrunn, prima attrazione turistica della capitale austriaca, visitato ogni anno da milioni di turisti di tutto il mondo. Hietzing è servito dalla linea 4 della metropolitana. La fermata Schönbrunn è la più prossima all'ingresso dell'omonimo castello, l'altra, detta di Hietzing è più adatta per visitare lo zoo ed altre attrazioni minori riportate più avanti

Liesing (Distretto n° 23) —

Meidling (Distretto n° 12) —

Ottakring (Distretto n° 16) —

Penzing (Distretto n° 14) — La maggiore attrazione di Penzing è lo "Steinhof", un ex ospedale psichiatrico con sessanta padiglioni realizzato dall'architetto e urbanista Otto Wagner nel 1907. Il complesso, di cui fanno parte un teatro, una chiesa e un memoriale della storia della Nazi-medicina in Vienna, è considerato un capolavoro dell'Art Nouveau.

Rudolfsheim-Fünfhaus (Distretto n° 15) —

Simmering (Distretto n° 11) — Simmering è la zona di un enorme gazometro che ha fatto da sfondo al film "The Living Daylights" della fortunata serie di James Bond. La sua attrazione principale è però "Zentralfriedhof", o cimitero centrale, uno dei più vasti al mondo con interessanti esempi di "Art Nouveau"

Währing (Distretto n° 18) —

Come arrivare

Aeroporto di Vienna-Schwechat

Air Dolomiti — Effettua voli da Verona e Rimini.

Da Napoli con Austrian airlines

Da Roma Fiumicino con Easy jet, Ita Airways, Air Italy, Austrian airlines

Da Milano Linate con Ita Airways

Da Milano Malpensa con Royal Jordanian, Air Italy, Austrian airlines

I collegamenti dall'aeroporto Schwechat al centro di Vienna sono i seguenti:

CAT impiega 16 minuti e collega l'aeroporto con il centro della città e viceversa

solo andata 11€

solo andata con abbonamento mezzi pubblici 24,48 o 72 h 18,50€

A/R 17€

A/R con abbonamento mezzi pubblici 24,48 o 72 h 24,50€

S7 (OBB) impiega 16 minuti e collega l'aeroporto con il centro della città e viceversa

solo andata 2 ticket 2,20€ ogn'uno (uno per la rete extraurbana ed uno per la rete urbana)

solo andata 1 ticket 2,20€ (se acquistato con Vienna card o abbonamento 24,48,72, weekly Wiener Linien)

A/R 1 ticket 4,40€ (se acquistato con Vienna card o abbonamento 24,48,72, weekly Wiener Linien)

Aeroporto di Bratislava

Potreste preferire di raggiungere Vienna con scalo all'aeroporto di Bratislava, situato appena oltre confine. Vi opera l'economica Ryanair [1] con voli da Bergamo-Orio al Serio e Roma-Ciampino. Voli stagionali anche da Alghero e Trapani.

Da lì potrete raggiungere Vienna in treno o anche in pullman (un'ora circa).

In nave

Da aprile a ottobre è possibile arrivare a Vienna imbarcandosi a Bratislava o a Budapest su un battello fluviale della compagnia DDSG Shipping Co. I battelli attraccano al Reichsbrucke, vicino alla fermata metro di Vorgartenstrasse (linea 1).

In treno

Vienna è collegata quotidianamente con treni che partono da Bologna, Gorizia, Milano e Venezia/Mestre.

1 Wien Hauptbahnhof abbreviato Wien Hbf.

2 Wien Meidling.

3 Wien Westbahnhof (IATA: XWW).

In autobus

Eurolines effettua diversi collegamenti in pullman da città italiane.

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

Per i turisti sono disponibili vari tipi di biglietti per poter utilizzare al meglio i trasporti pubblici (metropolitana, tram, autobus e ferrovie suburbane). I biglietti si acquistano presso i distributori automatici, gli sportelli della Wiener Linien e nelle tabaccherie. I bambini con meno di sei anni viaggiano gratis, mentre i ragazzi da 6 a 15 anni viaggiano gratuitamente solo la domenica e nei giorni festivi (oltre che durante le vacanze scolastiche).

I biglietti per usare i trasporti pubblici illimitatamente su tutta la rete per un certo periodo di tempo, possono essere acquistati dal sito wienmobil.at (marzo 2024):

1 corsa: al costo di 1,20€

1 giorno: al costo di 5,80€. Valido dalle 00:00 del giorno dell'acquisto fino alle 01:00 del giorno successivo

24 ore: al costo di 8,00€. Valido 24 ore a partire dall'orario e dal giorno indicato.

48 ore: al costo di 14,10€. Valido 48 ore a partire dall'orario e dal giorno indicato.

72 ore: al costo di 17,10€. Valido 72 ore a partire dall'orario e dal giorno indicato.

1 settimana: al costo di 17,10€. Valido dalla mezzanotte del lunedì fino alle 09.00 del mattino del lunedì seguente.

1 mese: al costo di 51,00€. Valido dalla mezzanotte del primo giorno del mese fino alla mezzanotte del secondo giorno del mese successivo.

1 anno: al costo di 365,00€

La Vienna Card, sempre acquistabile dal sito precedente, offre ad un costo leggermente maggiore, degli sconti per godere di numerose agevolazioni nei musei, teatri, negozi e ristoranti.

In taxi

Per il servizio taxi chiamare il numero 40100. Oltre a questo ci sono anche dei servizi particolari come il taxi in bicicletta (risciò coperti per due persone) che è un modo ecologico per visitare la città.

Con tour guidati

Visita di Vienna in bus per 1 o 2 giorni - Pass Trasporti Vienna con € 25. Al momento della prenotazione, vi sarà richiesto di scegliere la durata del vostro pass trasporti: 1 giorno o 2 giorni.

Grazie al vostro Pass Vienna Trasporti, potrete salire e scendere dal bus a vostro piacimento e scoprire i monumenti imperdibili della capitale Austriaca: L'Opera - Il Museo delle Belle Arti - Il Museo di Storia Naturale - Il Palazzo Hofburg - Il Parlamento - La City Hall - Il Burgtheater.

In bicicletta

La Citybike Wien offre la possibilità di usare le biciclette che si trovano in una delle 50 stazioni al costo di € 2.00 al giorno. Il servizio è disponibile tutti i giorni 24 ore su 24.

A Vienna, le biciclette possono essere trasportate gratuitamente sulla metropolitana Wiener Linien, sulla rete di trasporto rapido (Schnellbahn), sui treni regionali e sui treni espressi regionali, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 15:30 e dalle 18:30 fino alla fine del servizio del giorno lavorativo successivo, e tutto il giorno il sabato, la domenica e nei giorni festivi.

Tuttavia, non è possibile trasportare biciclette sugli autobus, sui tram o sui treni locali.

In flaker

A Vienna le carrozze trainate da bianchi cavalli e guidate da cocchieri dal caratteristico cappello bombato sono chiamate flakers. Ne troverete parecchie nelle più rinomate piazze del centro. Un giretto per le vie del centro in flaker può costar molto caro per cui informatevi sul prezzo prima di salirvi

Cosa vedere

Innere Stadt

La maggior parte delle attrattive turistiche di Vienna è situata nell'Innere Stadt e sui viali che la circondano formando la Ringstrasse. Cuore della città è la Stephansplatz dominata dalla mole gotica del duomo. Dalla piazza si dipanano strade e vicoli famosi spesso riservati al solo traffico pedonale come quello dal tracciato tortuoso detto della Bella Lanterna (Schonlaterngasse) sul quale si affacciano parecchie case medievali. Grazie alle dimensioni compatte dell'Innere Stadt è lecito affermare che quasi tutti i punti d'interesse sono a portata di mano o meglio di piede come illustrato nelle sezioni successive.

Stephanplatz e adiacenze

1 Duomo di Santo Stefano (Stephansdom), Stephanplatz 3. Il duomo è uno dei simboli di Vienna e si erge nel cuore della città. È un edificio in stile gotico che racchiude nel suo interno uno dei più grandi organi d'Europa. Dell'originaria chiesa romanica, consacrata nel 1147, rimane il portale d'ingresso detto dei Giganti. La chiesa fu il tempio dell'ordine teutonico come dimostrano gli stemmi dei cavalieri che ornano le pareti interne. L'altare maggiore è ornato da una pala raffigurante il martirio di S. Stefano, opera di Tobias Pock. Un ascensore porta in cima al campanile alto 137 m, da cui si ha una magnifica vista sulla città. Il tetto è rivestito in tegole smaltate.

Museo della Cattedrale (Dom und Diözesanmuseum), Stephansdom 6. Custodisce tele di pittori austriaci del XVIII secolo e sculture medievali.

2 Haas Haus. Hass Haus è un edificio moderno in vetro e marmo scuro che fa capolino sulla piazza del duomo. Ultimata nel 1990 l'Hass Haus si presenta con forme curvilinee e porta la firma di Hans Hollein, prestigioso architetto austriaco. Al 7° piano si trova il "Do & Co", ristorante di lusso molto apprezzato dai turisti per le vedute panoramiche sul duomo.

3 Chiesa Madre dei Cavalieri dell'Ordine Teutonico (Deutschordenskirche), Singerstraße 7.

Hofburg e adiacenze

Palazzo Imperiale Hofburg. Reggia degli Asburgo sin dall'epoca del fondatore della dinastia, l'Hofburg è un complesso di palazzi: alcuni dei quali sono adibiti a museo mentre altri ospitano la presidenza della repubblica austriaca.

Per arrivarci da piazza del duomo si passa per la zona pedonale di Graben e passeremo di fronte alla "Pestsaule", colonna che commemora la fine dell'epidemia di peste che colpì Vienna nel 1679. Vicino sta la Peterskirche, chiesa del XVIII secolo dall'aspetto solenne.

Ci imbatteremo quindi nella Michaelerplatz, ove furono rinvenuti resti di epoca romana. La piazza è dominata dalla cupola e dalla facciata curvilinea dell'ala della reggia detta di San Michele (Michaelertrakt). Essa fu terminata nel 1893 riesumando un vecchio progetto di Johann Bernhard Fischer Von Erlach (1656-1723), lo stesso architetto cui si deve la realizzazione del palazzo di Schonbrunn e della chiesa di San Carlo. Sulla piazza si affacciano anche la chiesa omonima e la Loos Haus, un palazzo del 1912 le cui linee innovative contrastano fortemente con lo stile baracco dei vicini edifici e per questo motivo suscitarono all'epoca l'ira e lo sdegno dei nobili.

Josephplatz. Dedicata a Giuseppe II, il sovrano la cui statua equestre campeggia al centro della piazza. Di fronte il monumento sta uno degli ingressi alla Prunksaal o salone d'onore oggi adibito a sala di lettura della Biblioteca Nazionale Austriaca. Anche la Prunksaal è opera dell'architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach.

Reichskanzleitrakt (Appartamenti di Stato e Collezioni di Tesori Imperiali). Gli appartamenti di stato sono quelli ove vissero l'imperatore Francesco Giuseppe e la sua consorte Elisabetta di Baviera, nota anche come Sissi. Tra le sale aperte al pubblico quella dei banchetti con la tavola apparecchiata come si usava nell'800 e la stanza degli attrezzi ginnici ove l'imperatrice si esercitava per mantenersi in forma. A pianterreno si trova la silberkammer ove sono esposti servizi da tavola in oro e argento. I tesori di stato sono ospitati in una ventina di stanze ove sono esposti gioielli della corona i più antichi dei quali risalgono ai tempi del Sacro Romano Impero.

4 Heldenplatz (Piazza degli Eroi). Costituisce l'ingresso monumentale al Neue Burg, l'ultima aggiunta al complesso dell'Hofburg. Il palazzo fu infatti completato nel 1913, l'anno stesso dello scoppio della prima guerra mondiale. Dal suo balcone centrale si affacciò Hitler per dichiarare l'unione dell'Austria alla Germania. Oggi le sale del palazzo ospitano diverse collezioni museali.

5 Biblioteca Nazionale Austriaca (Österreichische Nationalbibliothek).

6 Peterskirche (Chiesa di San Pietro (Vienna)), Petersplatz. Completata nel 1702, la chiesa di S. Pietro si presenta all'esterno con forme curvilinee e si distingue per la sontuosità degli interni. L'enorme cupola è decorata con affreschi che riproducono l'assunzione della Vergine.

7 Scuola d'equitazione spagnola (Spanische Hofreitschule). Ha sede nel maneggio d'inverno, palazzo commissionato dall'imperatore Carlo VI e ultimato nel 1735 su progetto di Josef Emanuel Fischer von Erlach. La sala interna dove hanno luogo le piroette dei cavalieri è simile a quella di un teatro. Gli spettatori prendono posto ne palchi e nelle gallerie. Ogni spettacolo dura circa 80 minuti.

8 Augustinerkirche (Chiesa di Sant'Agostino), Augustinerstraße 3. La chiesa, opera degli artigiani e architetti austriaci del XIV secolo fu costruita tra il 1330 e il 1349.

9 Albertina, Albertinaplatz 1, ☎ +43 1 534830. Orario: ogni giorno dalle 10 alle 18. I mercoledì l'orario è protratto fino alle 21. Palazzo residenziale degli Asburgo che espone preziose opere di pittura dell'Impressionismo.

Gli alberghi fanno il pieno di turisti ad agosto, mese delle saracinesche abbassate, cosa che potrebbe non piacere a molti.

Judengasse e adiacenze

Judengasse è la strada principale del quartiere ebraico. molto animato di notte per via delle discoteche che vi sono sorte come funghi. Dei 170.000 ebrei che dimoravano Vienna nel periodo dell'anteguerra oggi ne rimangono appena 7.000.

Sulla Judenplatz si trova il monumento all'olocausto e v si affaccia il palazzo che fu il ministero degli Interni in epoca asburgica.

Hoher Markt è la piazza dove sono state rinvenute rovine romane. Al suo centro sta una fontana del 1730 che commemora le nozze del figlio ed erede dell'imperatore Leopoldo I. Una curiosità turistica è costituita dall'Ankeruhr, un orologio musicale dei primi del '900 commissionato dalla compagnia assicurativa Anker. La sua peculiarità sta nel fatto che allo scoccare di ogni ora appare la figurina di un personaggio che ha avuto rilevanza nella storia di Vienna, dall'imperatore romano Marco Aurelio al musicista Joseph Haydn. A mezzogiorno sfilano tutte e 12 le figurine. L'orologio è opera del pittore Jugendstil Franz Matsch.

10 Santa Maria a Riva (Maria am Gestade), Passauer Platz 1. Del 1394, la chiesa si distingue per le sue vetrate e le statue all'interno ornate da baldacchini gotici.

11 Chiesa di San Ruperto (Ruprechtskirche), Ruprechtsplatz. Realizzata nell'XI secolo, la chiesa dedicata a San Ruperto, patrono dei mercanti del sale, è considerata la più antica di Vienna.

12 Antico Palazzo Comunale (Altes Rathaus), Wipplinger Strasse 3. Sede del consiglio municipale fino al 1893, l'Altes Rathaus ospita oggi un museo e un archivio dedicato all'Innere Stadt.

Ringstrasse

Ringstrasse è l'insieme di viali che circondano l'Innere Stadt da ogni lato tranne quello nord-orientale limitato invece dal corso del canale Danubio. I viali furono ultimati nel 1980. Su di essi sorsero palazzi e chiese imponenti e vi furono sistemati grandi parchi. Di seguito una rassegna dei viali che compongono Ringstrasse e delle loro principali attrattive a partire dal ponte di Aspen.

Stubenring e adiacenze

Lo Stubernring ha inizio dall'Aspenbrucke, il ponte che scavalca il canale del Danubio oltre il quale sta il Prater. La sua attrazione principale è costituita dal museo delle Arti Applicate. Per arrivarci a piedi dal duomo conviene imboccare il vicolo della Bella Lanterna passando davanti all'accademia delle Scienze, la chiesa dei Gesuiti e quella dei Domenicani

13 Chiesa dei Gesuiti (Jesuitenkirche), Dr-Ignaz-Seipel-Platz. Chiesa dell'ordine dei Gesuiti che vi si trasferirono nel 1620 dalla loro antica sede in Marienplatz. Il tempio fu restaurato da Andrea Pozzo agli inizi del XVIII secolo. L'interno è sfarzoso.

Chiesa dei Domenicani (Dominikanerkirche). Chiesa dell'ordine dei Domenicani che giunsero a Vienna intorno al 1230. L'edificio attuale, dalla elaborata facciata barocca, risale alla prima metà del XVII secolo ed è opera dell'architetto Antonio Canevale.

14 MAK - Museum Fur Angewandte Kunst (Museo delle Arti Applicate e Contemporanee (MAK)), Stubenring 5. Inaugurato nel 1864, il museo offre una panoramica delle arti decorative austriache, anche se non mancano oggetti provenienti da tutto il mondo. Molti i mobili esposti. Tra questi spiccano i lavori dell'ebanista David Roentgen.

Parkring e adiacenze

Il tratto successivo della Ringstrasse prende il nome di Parkring. Il viale costeggia uno dei più bei parchi cittadini, l'immenso Stadtpark. Per arrivarci a piedi da Stephanplatz si imbocca la Schulerstrasse passando davanti alla Figarohaus. Si svolta quindi a destra per la Grunangergasse che conduce alla piazza della chiesa francescana e continuando per il teatro Ronacher.

Chiesa Francescana (Franziskanerkirche), Franziskanerplatz 4. Edificio realizzato nel 1798 ad opera dell'architetto Johann Martin Fischer. La facciata è in stile neorinascimentale e presenta un frontone scolpito. Nell'interno barocco spicca l'altare maggiore che reca la firma di Andrea Pozzo. L'organo adorno di statue di angeli è del 1642

Schubertring e Karntnering

Dalla piazza del duomo s'imbocca la Karntnerstrasse passando davanti al palazzo d'Inverno del principe Eugenio e alla Maltesenkirche. Si svolta quindi a sinistra per l'Annagasse dove sta la chiesa di Santa Anna

Malteserkirche, Kärntnerstr. 37. Chiesa del 1400.

Opernring e adiacenze

Il viale dell'Opera è dominato dalla mole del teatro lirico. Da Stephansplatz si percorre la Kartnerstrasse fino alla piazza San Carlo sulla quale si affaccia la chiesa dedicata a San Carlo Borromeo. Oltre si estende il municipio di Landstrasse con il palazzo e i giardini del Belvedere.

Teatro dell'Opera. Costruito tra il 1861 e 1869 per volere dell'imperatore Francesco Giuseppe, il teatro dell'opera fu raso al suolo da una granata nel 1945. I lavori di ricostruzione si protrassero fino al 1955.

Wiener Secessionsgebäude (Palazzo della Secessione Viennese), Friedrichstrasse 12, A-1010 Vienna, ☎ +43-1-587 53 07. Sorta alla fine dell'800 come spazio espositivo per gli artisti che avevano aderito al movimento. La più famosa delle opere esposte è quella di Gustave Klimt che ha per titolo Beethovenfries

Hotel Sacher. Albergo storico che fu il luogo di appuntamenti galanti dei nobili viennesi nell'ultimo periodo dell'epoca asburgica.

Chiesa di San Carlo (Karlskirche). Considerata un capolavoro del barocco austriaco, la Karlskirche fu eretta tra il 1716 e 1739 su commissione dell'imperatore Carlo VI che nel 1713 aveva fatto voto a San Carlo Borromeo di dedicargli una chiesa se gli avesse concesso la grazia di porre fine all'epidemia di peste che infieriva sulla città. La chiesa fu realizzata da Johann Bernhard Fischer von Erlach, il più grande architetto operante a Vienna in epoca barocca. Egli si ispirò a opere dell'arte romana e greca ma morì qualche anno prima che la chiesa fosse ultimata. Il portale d'ingresso è fiancheggiato da due colonne gemelle, repliche della colonna di Traiano in Roma. Entramb sono decorate con rilievi a spirale che illustrano episodi della vita di San Carlo e sono sormontate da statue che simboleggiano il coraggio e la costanza. All'interno si ammira l'abside decorato con statue in stucco che raffigurano l'ascensione di San Carlo e il pulpito con decorazioni floreali. Gli affreschi della cupola sono opera di Michael Rottmayr e raffigurano l'apoteosi di San Carlo.

Burgring e adiacenze

La zona del Burgring è quella dove si concentrano parecchi dei più famosi musei di Vienna.

Sul retro del complesso dell'Hofburg stanno due musei eccezionali, quello di storia naturale e quello di storia dell'arte che si ergono l'uno di fronte all'altro sulla piazza dedicata all'imperatrice Maria Teresa. Sull'altro lato sta il MuseumQuartier.

Museo di Storia dell'Arte (Kunsthistorisches Museum), Maria Theresien Platz, ☎ +43 1 525244025. Tra i più visitati al mondo, il museo viennese di Storia dell'Arte espone reperti archeologici provenienti dall'Egitto e dal Vicino Oriente. Nella pinacoteca si ammirano capolavori di pittori vissuti tra il XV e il XVIII secolo, collezionati dagli Asburgo. Sono presenti opere di Raffaello, Arciboldo, Tiziano e Tintoretto, Vermeer, Velazquez, Rubens, Rembrandt, Dürer.

Museo di Storia Naturale, Maria Theresien Platz. Museo diviso in più sezioni, con 20 milioni di oggetti

MuseumsQuartier. Gli edifici che al tempo degli Asburgo erano adibiti a scuderie, ospitano oggi musei, teatri e sale cinematografiche oltre a ristoranti e bar. Sull'esempio del Beaubourg di Parigi, l'originaria struttura barocca del complesso è stata alterata dalla realizzazione nel cortile interno di due edifici moderni, il Leopold Museum e il museo d'arte moderna (MUMOK) in basalto nero che contrasta con la bianca facciata del primo.

Dr-Karl-Renner-Ring e Dr-Karl-Lueger-Ring

I due viali fiancheggiano il Rathaus Park ai lati del quale si trovano gli imponenti edifici del Parlamento, dell'Università, del Nuovo Palazzo Municipale. Dal lato opposto del viale sta il teatro Burger descritto di seguito.

Palazzo Mollard Clary.

Minoriten Kirche.

Volksgarten.

Parlamento. Il portico del parlamento è ispirato agli antichi templi greci e una grande fontana rappresenta la dea della saggezza Pallade Atena

Burg theater.

Café Landtmann.

Pasqualati Haus, 8, Molker-Bastei.

Dreimaderlhaus.

Neues Rathaus (Nuovo Palazzo Comunale).

Dreifaltigkeitskirche (Chiesa della Santa Trinità).

Schottenring

Con Schottenring il cerchio si chiude. Questo viale è infatti il tratto finale della Ringstrasse per noi che abbiamo iniziato la visita virtuale alla città di Vienna dal ponte di Aspen.

Schottenring prende il nome da monaci benedettini di origine acozzese che giunsero a Vienna al tempo del dominio dei Babenberg. Il viale è dominato dall'imponente palazzo della Borsa. La zona è servita dalle fermate metro di Schottentor (linea 2) e Rossauer Lande (linea 4). Volendo raggiungere a piedi il viale dal duomo imboccheremo la zona pedonale di Graben come per andare all'Hofburg ma anziché svoltare a sinistra proseguiremo dritto sull'Haglergasse. Arriveremo sulla Am Hof, vasta piazza al cui centro si erge la colonna dedicata alla Madonna (Mariensaule) che commemora la fine della guerra dei trent'anni. Nel sottosuolo sono stati rinvenuti fondamenta di ediici di epoca romana. Am Hof è circondata da interessanti case del XVII secolo. Al nº 10 sta la Zeughaus decorata sul tetto con statue allegoriche dell'artista Lorenzo Mattielli. Oggi è la sede dei vigili del fuoco.

Adiacente a Am Hof si apre un'altra rinomata piazza dell'Inner Stadt, quella del Freyung, dominata dalla chiesa scozzese e dai palazzi Kinsky e Ferstel. La galleria del Freyung contornata da negozi di lusso serve da passaggio per l'Herrengasse.

Chiesa Scozzese (Schottenkirche).

Museo Freud, 19, Berggasse. Museo allestito nell'appartamento dove il padre della psicanalisi visse dal 1891 fino al 1938. Vi sono esposti oggetti personali, lettere e fotografie.

Servitenkirche.

Al di là dello Schottenring sta il distretto di Alsergrund (Numero 9) le cui principali attrazioni sono il palazzo e i giardini di Liechtenstein, il Josephinum e la chiesa del voto.

Chiesa del Voto (Votivkirche). Il tempio, dalle forme neogotiche fu eretto sul luogo del fallito attentato all'imperatore Francesco Giuseppe nel 1853. La Chiesa fu ultimata nel 1879 su progetto dell'architetto Heinrich von Ferstel

Leopoldstadt

Wiener Prater.

Palazzo e parco Augarten.

Landstraße

Castello del Belvedere (Schloss Belvedere), Prinz Eugen-Straße 27, ☎ +43 1 795570. Orario: ogni giorno dalle 10 alle 18.. Castello in stile barocco e parco eretti da Eugenio di Savoia che ospitano la galleria d'arte dove potete ammirare capolavori di Schiele e Kokoschka, e anche "Giuditta" e "Il Bacio" di Klimt.

15 Hundertwasserhaus, Kegelgasse e Löwengasse.

16 Heeresgeschichtliches Museum.

Döbling

Famosa per i suoi ristoranti (Heurigen), Döbling giace ai limiti del bosco viennese e delle sue colline. Tra queste la più alta è Kahlenberg (484 m. s.l.m.). Sulla sua cima sta una terrazza panoramica e un rinomato ristorante.

Karl Marx-Hof (Quartiere di Heiligenstadt). Immenso caseggiato popolare con 1382 appartamenti. Fu realizzato tra il 1927 e il 1930 su progetto dell'architetto Karl Ehn, allievo di Otto Wagner. Quattro anni più tardi la Karl Marx-Hof fu teatro di una rivolta riportata negli annali come "Februaraufstand" (Tumulti di febbraio). Per stanare i ribelli che si erano barricati nel fabbricato, l'esercito ricorse alle bombe.

Simmering

Zentralfriedhof (Cimitero centrale), Simmeringer Hauptstraße 230–244, Vienna 1110, Austria. Con due milioni di tombe, il cimitero centrale è il più vasto di quelli viennesi. Fu inaugurato nel 1874. Vi sono sepolti famosi musicisti, Beethoven, Brahms, Schubert, Johann Strauss I e II. Il suo monumento più rappresentativo è la chiesa dedicata a Dr-Karl-Lueger, un sindaco di Vienna. Il monumento è opera d Max Hegel, allievo di Otto Wagner. Un autobus fa il giro del cimitero.

Favoriten

La Filatrice della Croce (Spinnerin am Kreuz).

Torre Cisterna (Wasserturm).

Hietzing

Castello di Schönbrunn. Esistono varie modalità d'ingresso a prezzi diversi. Alcuni sono per turisti frettolosi, altri, venduti a prezzi doppi, permettono tour più completi. Sono previste riduzioni per bambini, studenti e senior. Troverete informazioni aggiornate sul sito ufficiale. Il castello di Schönbrunn sta a Vienna come Versailles sta a Parigi. Come Versailles anche Schönbrunn era una riserva di caccia ad uso degli Asburgo e della loro corte. Subito dopo la ritirata delle armate ottomane, l'imperatore Leopoldo I incaricò l'architetto Johann Bernhard Fischer di progettare un palazzo che doveva servire da residenza estiva per sé e la propria corte. La realizzazione del progetto fu però stentata e solo con l'ascesa al trono di Maria Teresa poté andare avanti fino ad assumere le forme attuali. I lavori, iniziati nel 1744, si conclusero cinque anni più tardi sotto la sovrintendenza dell'architetto Nikolaus Pacassi. Il risultato fu il mastodontico palazzo di 2.000 stanze in stile rococò che vediamo oggi. Contrastano con la mole massiccia del fabbricato i giardini che lo circondano, illegiadriti da statue, fontane e serre dalle forme esotiche. A Schönbrunn visse in stato di segregazione fino al giorno della sua morte, il re di Roma, figlio di Napoleone e Maria Luisa d'Austria. Fanno parte del complesso un museo dedicato alle carrozze e un giardino zoologicoDelle circa 1.500 stanze che compongono il palazzo solo una quarantina sono aperte al pubblico. Tra queste le più rappresentative sono: Gran Galleria (Grosse Gallery) che serviva per banchetti. Gabinetto cinese circolare, l'ufficio dove l'imperatrice Maria Teresa soleva discutere in privato con i suoi consiglieri. Salone cinese blu dove Carlo I segnò nel 1918 l'atto di abdicazione. Burggarten , parte degli appartamenti di Maria Teresa. Degna di nota la casa delle farfalle.I punti più interessanti del parco che circonda il palazzo sono: Gloriette — Un punto panoramico sulla cima della collina dietro il palazzo segnato da un porticato in stile neoclassico del 1775. Fontana di Nettuno — Alle falde della collina Gloriette, la fontana del Nettuno risale al 1780 ed è opera dello scultore Franz Anton Zauner. Labirinto — Spazio per giochi dei nobili. Giardini giapponesi — Dove si trovano serre a forma di pagode.

Penzing

Chiesa di San Leopoldo a Steinhof (Kirche am Steinhof).

Museo della tecnica. Nei pressi del castello di Schönbrunn, con una ricca collezione di auto d'epoca, carrozze, locomotive e altri macchinari antichi.

Liesing

Wotruba Kirche.

Museo degli orologi. vanta oltre 3.000 pezzi di orologi di vario tipo.

Torre del Danubio. alta 252 m e all'altezza di 150 m si trova la terrazza panoramica da cui si gode di una bellissima vista sulla città e sulla Foresta Viennese, e sopra di essa il ristorante su piattaforma rotante.

Cosa fare

1 Prater. Il più grande parco giochi di Vienna, fondato nel 1766, dove si trova la nota ruota panoramica Riesenrad alta 65 m.

Zoo di Schönbrunn. Un giardino zoologico situato sulla base del Castello di Schönbrunn. Fondato come una casa serraglio imperiale nel 1752, è lo zoo più antico del mondo.

Eventi e feste

Concerto Filarmonico di Capodanno si tiene ogni 1° gennaio e viene trasmesso in diretta in tutto il mondo. I biglietti per il concerto sono molto richiesti e vanno prenotati con largo anticipo.

Concerti di San Silvestro e di Capodanno della Wiener Hofburg Orchester si svolge sempre il 31° dicembre e il 1° gennaio in la sala delle feste e nella Redoutensaal dell’Palazzo Imperiale Hofburg.

identities - QUEER FILM FESTIVAL 04 - 12. giugno

Jazz Wien Fest a luglio

Calendario dei prossimi eventi dell'estate e tutto l'anno in Vienna.

Acquisti

1 Wien Mitte The Mall, Landstraßer Hauptstraße 1b (Autobus S2 verso "Vienne-Midi"), ☎ +43 1 8907251. Sab 09:00-18:00, Mar-Ven 09:00-20:00. Un grande centro commerciale di oltre 30.000 m² diviso in tre piani con aree ristoro, parchi per i bambini e diversi negozi esclusivi al centro.

Come divertirsi

Concerti di musica classica

Wiener Hofburg Orchester - Concerti dalle melodie dei valzer viennese e delle operette del Johann Strauss e di Franz Lehár e da arie d’opera di Wolfgang Amadeus Mozart, in le sale delle feste dell’Palazzo Imperiale Hofburg.

Locali notturni

Aux Gazelles, Rahlgasse 5, A 1060 Vienna (Fermata metro più vicina: Museums-quartier sulla linea 2), ☎ +43 1 585 6645.

phil, Gumpendorferstrasse 10–12 (Stazione metro di Museums-quartier sulla linea 2).

Red Room, Stubenring 20 (Stazione metro di Stubentor sulla linea 3).

Meinl’s Weinbar, Näglergasse 8 (Casinò di Vienna nel Palazzo Esterhàzy).

Casinò

Casinò Vienna, Kärntner Straße 41 (Stazione metro di Stephansplatz sulle linee 1 e 3), ☎ +43 1 512 48 36, wien@casinos.at.

Musica dal vivo

Eden Bar, Liliengasse 2. (Stazione metro di Stephansplatz sulle linee 1 e 3).

Porgy & Bess, Riemergasse 11 (Stazione metro di Stubentor sulla linea 3).

Jazzland, Franz-Josefs-Kaiser 29 (Stazione metro di Schwedenplatz sulle linee 1 e 4), ☎ +43 01 533 2575.

Discoteche

Volksgarten.

Badeschiff.

Flex.

Passage, Burgring Ecke Babenbergerstrasse - 1010 Wien. (Ringstrasse), ☎ +43 1 961 8800.

Locali gay

Cafe Savoy, Linke Wienzeile 36, 1060 Vienna (Metro U4 'Kettenbrückengasse'), ☎ +43 1 5811557, cafe@savoy.at.

Kaiserbründl, Weihburggasse 18-20, 1010 Vienna (Metro U1, U3 'Stephansplatz'), ☎ +43 1 5133293, office@kaiserbruendl.at.

Sling, Kettenbrückengasse 4, 1040 Vienna (Metro U4 'Kettenbrückengasse'), ☎ +43 1 5862362, fax: +43 1 5877426. Lun.-Dom.,15:00-04:00.

Elenco dei vari locali gay in Vienna

Dove alloggiare

Prezzi modici

1 AllYouNeed Hotel Vienna2***, Große Schiffgasse 12, ☎ +43 1 212 16 68, fax: +43 1 218 34 71, vienna2@allyouneedhotels.at.

2 AllYouNeed Hotel Vienna4***, Schäffergasse 2, ☎ +43 1 587 65 60, fax: +43 1 586 85 05, vienna4@allyouneedhotels.at.

Prezzi medi

Austria Classic Hotel Wien***, Praterstrasse 72, ☎ +43 1 211 30-0, fax: +43 1 211 30-72, info@classic-hotelwien.at. L’Austria Classic Hotel Wien, struttura gestita da più di 200 anni personalmente dai proprietari. La casa storica offre 81 camere non fumatori, confortevoli dotate di doccia o vasca da bagno, WC, asciugacapelli, telefono, TV via cavo (flatscreen), radio, cassaforte e minibar. Le camere doppie e singole si trovano in posizione tranquilla.

Hotel Graf Stadion***, Buchfeldgasse 5, ☎ +43 1 4055284, fax: +43 1 4050111, hotel@graf-stadion.com. La casa fu eretta negli anni 1824/1825 in stile biedermeier ed è oggi sotto protezione del patrimonio culturale. Secondo i documenti esistenti l’albergo è stato gestito dal 1897. La casa offre 39 camere singole e doppie, equipaggiate con letto matrimoniale ovvero due letti separati, bagno con doccia/wc, asciugacapelli, TV-SAT a schermo piatto, radiosveglia e telefono.

apartment ag, Jaegerstrasse 24/17, ☎ +43 650 7702919, bernhard@apartment-ag.at. 69€. Check-in: 15:00, check-out: 12:00.

Boutiquehotel Stadthalle***, Hackengasse 20, ☎ +43 1 9824272, office@hotelstadthalle.at. Hotel di città a energia zero.

Prezzi elevati

Hotel Capricorno, Schwedenplatz 3-4 – 1010 Wien, ☎ +43 1 533 31 04 0, fax: +43 1 533 76 71 4, capricorno@schick-hotels.com.

Hotel City Central, Taborstraße 8 – 1020 Wien, ☎ +43 1 211 05 0, fax: +43 1 211 05 140, city.central@schick-hotels.com.

Hotel Am Parkring, Parkring 12 – 1010 Wien, ☎ +43 1 514 80-0, fax: +43 1 514 80-40, parkring@schick-hotels.com.

Sicurezza

Vienna è una città molto sicura, ma in certi posti come il Prater e le stazioni in genere è meglio stare in guardia e non farsi vedere con molti soldi, telefonini, tablet, etc.

Le zone più sicure sono i distretti Alsergrund (9.), Währing (18.) e Döbling (19.).

Nei dintorni

Wachau — Rinomata per la bellezza dei paesaggi e inserita dall'anno 2000 nella lista UNESCO dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità, Wachau è una valle attraversata dal Danubio, lunga appena una trentina di km. I suoi centri principali sono Melk, dominata da un'imponente abbazia benedettina, Krems an der Donau con un centro medievale ben conservato e Dürnstein. In questa ultima località il duca Leopoldo V d'Austria tenne prigioniero il re Riccardo Cuor di Leone con il proposito di ricavarne un riscatto. Il modo migliore per apprezzare i panorami di Wachau è percorrerla in battello imbarcandosi in una delle località menzionate dianzi. Volendo si possono anche affittare in stazione anche biciclette. Sono state infatti allestite numerose piste ciclabili. Da Vienna i treni diretti a Krems an der Donau e Dürnstein partono dalla Franz-Josefs-Bahnhof.

Bosco viennese —

Bratislava — Capitale della Slovacchia.

Mayerling —

Budapest — Capitale dell'Ungheria, situata a circa due ore e mezza di distanza.

Itinerari

Alla scoperta delle terre rare

Itinerario di George de Hevesy

Sacro Romano Impero - Viaggio storico.

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Cosa vedere a Vienna

  1. Castello del Belvedere
  2. Kunsthistorisches Museum
  3. Albertina (Vienna)
  4. Biblioteca nazionale austriaca
  5. Naturhistorisches Museum
  6. Accademia di belle arti di Vienna
  7. Cripta Imperiale
  8. Donauturm
  9. Leopold Museum
  10. Lobau
  11. Lainzer Tiergarten
  12. Liechtenstein Museum
  13. Stadtpark
  14. Volksgarten
  15. Tesoreria imperiale
  16. Weltmuseum Wien
  17. Holy Trinity Greek Orthodox Church
  18. Wien Museum
  19. Botanical Garden of the University of Vienna
  20. Old Danube
  21. KunstHausWien
Mappa di Vienna con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Castello del Belvedere

Palazzo · Vienna

Castello del Belvedere

Il castello del Belvedere (in tedesco: Schloss Belvedere) sorge nel quartiere di Landstraße a sud del centro storico di Vienna, in Austria. Rappresenta uno dei capolavori dell'architettura barocca austriaca e una delle residenze principesche più belle d'Europa. Il 15 maggio 1955, nel Belvedere superiore, sono stati firmati gli accordi statali austriaci, che gettarono le basi per la Seconda Repubblica austriaca.

Venne costruito da Johann Lucas von Hildebrandt per il principe Eugenio di Savoia ed è formato da due palazzi contrapposti, il Belvedere superiore (Oberes Belvedere) e il Belvedere inferiore (Unteres Belvedere), separati da una grande prospettiva di giardini all'italiana digradanti sulla collina e affacciati sulla città. Negli interni di entrambi gli edifici si trova la Österreichische Galerie Belvedere, uno dei principali musei d'arte di Vienna.

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Storia
Il Belvedere Inferiore (Unteres Belvedere)

Il 30 novembre 1697, il principe Eugenio di Savoia (Soissons), condottiero dell'esercito imperiale, aveva affidato al celebre architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach la costruzione di un suo palazzo residenziale al centro di Vienna. Nel 1702 il cantiere viene ripreso e ingrandito da un altro grande architetto austriaco: Johann Lucas von Hildebrandt. Hildebrandt (1668–1745), che il generale aveva incontrato per la prima volta nel suo Piemonte quando era impegnato nelle campagne contro i francesi, aveva già costruito Palazzo Ràczkeve su un'isola del Danubio a sud di Budapest e molti altri palazzi per l'aristocrazia viennese dell'epoca, dal momento che si era distinto per i suoi studi di architettura a Roma, presso Carlo Fontana.

Nel 1711 il principe Eugenio gli affidò anche l'incarico di realizzare una residenza estiva nella zona a sud di Vienna detta del Belvedere.

L'area del Belvedere (come quella di altre proprietà attorno a Vienna) era a basso prezzo in quanto quasi tutte queste terre erano state saccheggiate negli anni precedenti dai turchi che avevano assediato la capitale dell'Impero e come tale la terra era rimasta incolta.

La costruzione del palazzo da parte del principe di Savoia aveva inoltre un altro grande risvolto politico in quanto un suo rivale, il maresciallo Heinrich Franz von Mansfeld, principe di Fondi, aveva acquistato qualche mese prima un terreno vicino al suo per costruirvi un palazzo signorile con un giardino e tra i due militari era forte la volontà di rivaleggiare per il palazzo più bello.

La costruzione iniziò perciò nel 1712 e la scelta del luogo si dimostrò immediatamente vincente in quanto da quel punto si aveva una splendida vista sulla città di Vienna, che sarà immortalata tra gli altri anche dal Bernardo Bellotto in quegli stessi anni. Nel 1717, a costruzione ultimata, iniziarono i lavori per la realizzazione dei giardini all'italiana che vennero affidati a Dominique Girard, già fontaniere del Re Sole in Francia dal 1707 al 1715.

Il Belvedere Superiore (Oberes Belvedere)

La costruzione del Belvedere Superiore iniziò nel 1717 dopo la fine della costruzione del Belvedere Inferiore e la costruzione procedeva a tappe forzate a tal punto che, il 2 ottobre 1719 il principe Eugenio fu in grado già di ricevere l'ambasciatore turco Ibrāhīm Pascià nelle stanze di questo palazzo.

Qui venne costruita anche una cappella, le cui decorazioni degli altari vennero affidate al pittore napoletano Francesco Solimena che si occupò anche delle decorazioni ad affresco della Sala d'Oro, la principale sala del palazzo, coadiuvato da Carlo Carlone che dal 1720 si occupò di altri affreschi nella struttura.

La costruzione, imponente e magnificente, venne terminata nel 1723 anche se fin dall'inizio iniziarono a manifestarsi alcuni rilevanti problemi strutturali. La Sala Terrena, infatti, che costituiva il vestibolo d'accesso al palazzo, minacciava di crollare dal soffitto per l'eccessivo peso caricato sulla sua volta, così Hildebrandt, tra il 1732-1733, fu costretto ad installarvi dei pilastri, dando alla sala l'aspetto attuale.

Il Belvedere dopo la morte del principe Eugenio

Quando il principe Eugenio morì nel suo palazzo cittadino di Vienna il 21 aprile 1736, egli non si era mai sposato, non aveva avuto eredi e non aveva lasciato alcun testamento. L'Imperatore Carlo VI, pertanto, nominò una commissione da lui stesso presieduta per decretare la nipote del principe, Vittoria, come legittima erede. Ella era la figlia primogenita del fratello maggiore di Eugenio, Luigi Tommaso di Savoia-Soissons e l'ultima sopravvissuta della casata Savoia-Soissons.

La principessa Vittoria si trasferì al Belvedere il 6 luglio 1736 dopo aver raccolto l'immensa eredità dello zio, ma fece subito sapere alla corte viennese di essere quantomai ansiosa di disfarsi della dispendiosa proprietà e che avrebbe proceduto quanto prima alla vendita del palazzo. In realtà il 15 aprile 1738 Vittoria sposò il principe Giuseppe Federico di Sassonia-Hildburghausen (1702–1787), di molti anni più giovane di lei. La coppia divorziò nel 1744 e, otto anni dopo, la principessa decise di fare ritorno alla corte di Torino. Fu solo in quell'occasione che l'imperatrice Maria Teresa d'Austria, figlia di Carlo VI, manifestò il suo interesse all'acquisto del complesso e il contratto venne siglato.

Il palazzo venne sfruttato poco in quest'epoca perché eclissato dallo splendore dei molti altri palazzi imperiali che si stavano sviluppando nello stesso periodo. Maria Teresa creò però nel Belvedere Inferiore una galleria dedicata agli antenati della dinastia degli Asburgo per rimarcare il passaggio di proprietà.

Nel 1776 Maria Teresa e suo figlio Giuseppe II decisero di trasferire dalla Hofburg, dove era stata conservata sino a quell'epoca, al Belvedere la Gemäldegalerie (Galleria d'arte imperiale) con l'intento di rendere tale collezione accessibile a tutti, sull'idea dell'assolutismo illuminato. La galleria aprì ufficialmente i battenti cinque anni dopo, formando così uno dei primi musei pubblici al mondo (la galleria è stata trasferita dal 1891 al Kunsthistorisches Museum di Vienna).

Mentre il Belvedere Superiore venne trasformato in una collezione d'arte, il Belvedere Inferiore fu un luogo storico per le molte personalità che accolse dalla fine del XVIII secolo: qui soggiornarono Napoleone Bonaparte, Maria Teresa Carlotta (unica figlia sopravvissuta di Maria Antonietta e di Luigi XVI di Francia) e l'arciduca Ferdinando (governatore della Lombardia dal 1796, qui costretto a risiedere dopo il trattato di Campoformio del 1797).

Dal 1811 l'imperatore Francesco II si impegnò per trasformare anche quest'area in un museo per accogliervi le antichità egizie e romane pervenute dalla collezione Ambras presso Innsbruck. Anche questa collezione cambiò di sede nel 1888 trasportata al Kunsthistorisches Museum.

Francesco Ferdinando e il Belvedere

Dopo la ricollocazione delle collezioni d'arte imperiali, entrambi i palazzi del Belvedere cessarono di essere dei musei pubblici. Nel 1896 l'Imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria stabilì che il Belvedere Superiore sarebbe servito come residenza ufficiale dell'erede al trono, suo nipote Francesco Ferdinando.

Il Belvedere Inferiore, accolse invece dal 1903 la galleria d'arte moderna di stato, distinguendosi per essere la prima galleria esclusivamente dedicata alle nuove correnti in Austria, in particolare della corrente della Secessione viennese. Qui trovarono posto opere di Vincent van Gogh, Claude Monet e Giovanni Segantini.

L'assassinio di Francesco Ferdinando e di sua moglie nel 1914 (che portò allo scoppio tra l'altro della prima guerra mondiale), fece iniziare una nuova era per il Belvedere.

Il Belvedere nella I e nella II Repubblica

Poco dopo la fine della guerra, nel novembre del 1918, lo storico d'arte Franz Haberditzl favorì la richiesta del Ministro della Cultura di mantenere in questi stabili la galleria d'arte moderna. La nazionalizzazione del complesso del Belvedere portò anche ad una nuova disposizione delle collezioni interne negli anni '20.

Il palazzo subì danni considerevoli durante la seconda guerra mondiale e alcune parti delle sue sale vennero distrutte dai bombardamenti. Dopo il termine dei lavori di restauro, la galleria d'arte moderna riaprì il 4 febbraio 1953.

I giardini

I giardini all'italiana costituiscono una parte integrante del complesso del Palazzo del Belvedere di Vienna. Sono stati mantenuti gli originali barocchi sino ai nostri giorni con i numerosi jeux d'eau disegnati da Dominique Girard, che già aveva operato a Versailles come pupillo del celebre André Le Nôtre.

Il parco è articolato sulla presenza di un grande bacino d'acqua nella parte superiore del parterre che discende a cascata con statue di ninfe e dei.

Anno: 1714

Informazioni pratiche

Biglietto
Ingresso libero
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.belvedere.at

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Kunsthistorisches Museum

Museo d'arte · Vienna

Kunsthistorisches Museum

Il Kunsthistorisches Museum (in italiano "Museo della storia dell'arte", "Museo delle belle arti" o "Museo storico-artistico"), che nel 2012 ha contato 1 351 940 visitatori, è uno dei principali musei di Vienna ed uno dei più antichi e ricchi al mondo.

Ha una filiazione costituita dalla Tesoreria imperiale ubicata nel Palazzo Hofburg.

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Storia

La sua nascita si può far risalire al 1776, quando Maria Teresa d'Austria e il figlio Giuseppe II decisero di aprire al pubblico le collezioni artistiche della Casa imperiale; prima sede fu il Castello del Belvedere, dove il museo rimase per oltre un secolo.

Il museo si affaccia sulla Maria-Theresien-Platz specularmente al Naturhistorisches Museum ("Museo storico-naturalistico"). I due musei vennero commissionati dall'imperatore nel 1858 per contenere l'immensa collezione di opere d'arte degli Asburgo e rendere il loro patrimonio accessibile a tutti. Il concorso per la realizzazione degli edifici venne bandito nel 1867 e vinto dagli architetti Carl von Hasenauer e Gottfried Semper. La prima pietra venne posata, senza troppe cerimonie, il 27 novembre 1871.

Il nuovo edificio del Museo venne inaugurato ufficialmente il 17 ottobre 1891, alla presenza dell'imperatore Francesco Giuseppe I, dopo oltre trent'anni dalla prima commissione. Dal 22 ottobre venne aperto al pubblico.

Edificio

L'edificio principale, sormontato da una cupola ottagonale alta 60 metri, si trova in Maria-Theresien-Platz, lungo la Ringstraße che circonda il distretto di Innere Stadt.

Le facciate richiamano lo stile rinascimentale italiano e gli interni sono decorati con marmo, ornamenti di stucco e d'oro e pitture.

Collezione

La collezione originaria del museo appartenne agli Asburgo, in modo particolare ingloba i ritratti e le armature di Ferdinando II d'Austria, la collezione dell'imperatore Rodolfo II d'Asburgo e la collezione di pitture di Leopoldo Guglielmo d'Asburgo.

Le due pinacoteche del museo espongono tele di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio, Correggio, Giorgione, Lorenzo Lotto, Andrea Mantegna, Tintoretto, Veronese, Guido Reni, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Giuseppe Arcimboldo, Agnolo Bronzino, Antonio Canova, Michelangelo Merisi da Caravaggio, Albrecht Dürer, Gustav Klimt, Parmigianino, Raffaello Sanzio, Peter Paul Rubens, Jan Steen, Jan van Eyck, Diego Velázquez, Johannes Vermeer, Johann Gottfried Auerbach.

Oltre ai dipinti sono presenti anche altre collezioni: la collezione egizia orientale (Ägyptisch-Orientalische Sammlung), la collezione delle antichità romane e greche (Antikensammlung), quella della scultura e delle arti decorative (Kunstkammer), il gabinetto numismatico (Münzkabinett), la biblioteca (Museumsbibliothek). Importantissima è la wunderkammer di Rodolfo II d'Asburgo.

I ritratti gonzagheschi della collezione di Ambras

Una serie di ritratti in miniatura di esponenti della famiglia Gonzaga è custodita all'interno del museo. Essa prende nome e proviene dal castello di Ambras di Innsbruck, in Austria e fu voluta dall'arciduca Ferdinando II d'Austria, noto collezionista di ritratti e di armature. La pinacoteca venne incrementata dalla seconda moglie del nobile, Anna Caterina Gonzaga, figlia del duca di Mantova Guglielmo.

La raccolta presenta sia personaggi appartenuti al ramo principale che rappresentanti dei rami cadetti della dinastia. Dei trentatré ritratti, eseguiti da pittori di corte, cinque appartengono alla linea primogenita (tra i quali Guglielmo e Vincenzo Gonzaga), sei della linea di Guastalla, quattro della linea di Vescovato, otto della linea di Sabbioneta e Bozzolo, cinque del ramo di Luzzara e cinque del ramo di Castel Goffredo, Castiglione e Solferino.

Opere principali

Una delle più importanti opere del museo, la Saliera di Benvenuto Cellini, è stata rubata l'11 maggio 2003 e recuperata il 21 gennaio 2006 in una scatola, sepolta sotto terra, in una foresta vicino alla città di Zwettl, in Austria. È stato il più grande furto d'arte nella storia austriaca.

Arte antica

Discobolo di Vienna

Gemma augustea

Monumento a Marco e Lucio Vero

Testa di Eutropio

Arte medievale

Evangeliario dell'Incoronazione

Madonna di Krumlov, 1393 circa

Scuola italiana

Antonello da Messina

Pala di San Cassiano, 1475-1476

Giuseppe Arcimboldo

Estate, 1563

Inverno, 1563

Il Fuoco, 1566

L'Acqua, 1563-1564

Fra Bartolomeo

Presentazione al Tempio, 1516

Giovanni Bellini

Giovane donna allo specchio, 1515

Annibale Carracci

Pietà con due angeli, 1603 circa

Benvenuto Cellini

Saliera

Correggio

Giove e Io, 1530

Ascesa di Ganimede, 1530

Caravaggio

Incoronazione di spine, 1603

Madonna del Rosario, 1607

Davide con la testa di Golia, 1607

Domenico Fetti

Ritratto retrospettivo di Federico II Gonzaga, I Duca di Mantova

Visione di San Pietro, 1621-1622

Gentile da Fabriano

Lapidazione di santo Stefano, 1423-1427 circa

Pacecco De Rosa

Giudizio di Paride, 1640 circa

Visione di Sant’ Antonio da Padova

Luca Giordano

San Michele sconfigge gli angeli ribelli, 1666 circa

Giorgione

Ragazzo con la freccia, 1500 circa

Ritratto di Francesco Maria Della Rovere, 1502 circa

Ritratto d'uomo in armi, 1505-1510 circa

Laura, 1506

Tre filosofi, 1507-1508 circa

Tullio Lombardo

Bacco e Arianna, 1505-1510 circa

Lorenzo Lotto

Ritratto di giovane con lucerna, 1506 circa

Ritratto di gentiluomo con zampino di leone, 1527 circa

Madonna col Bambino tra i santi Caterina d'Alessandria e Giacomo, 1527 circa

Triplice ritratto di orefice, 1530 circa

Francesco Laurana

Busto femminile , 1470-90 circa

Andrea Mantegna

San Sebastiano

Moretto

Santa Giustina di Padova e un donatore, 1530 circa

Parmigianino

Autoritratto entro uno specchio convesso, 1524

Conversione di san Paolo, 1527

Uomo che sospende la lettura (attr.), 1529 circa

Ritratto di Costanza Rangoni, contessa Gozzadini, 1530 circa

Cupido che fabbrica l'arco, 1533-1535 circa

Perugino

Madonna col Bambino tra santa Caterina d'Alessandria e una santa, 1493

Pisanello

Ritratto di Sigismondo di Lussemburgo, 1430 circa

Raffaello

Madonna del Belvedere, 1506

Santa Margherita, 1518 circa

Tiziano

Madonna zingarella, 1512 circa

Violante, 1515 circa

Tarquinio e Lucrezia, 1515 circa

Giovane donna con veste nera, 1515 circa

Madonna delle Ciliegie, 1516-1518 circa

Madonna col Bambino tra i santi Stefano, Girolamo e Maurizio, 1520 circa

Ritratto d'uomo, 1520 circa

Bravo, 1520 circa

Ritratto di Isabella d'Este, 1534-1536

Danae, 1554

Tintoretto

Susanna e i vecchioni, 1560-1565 circa

Corrado Giaquinto

Adorazione dei magi, 1740-1745 circa

Scuola francese

Jean Fouquet

Ritratto del Buffone Gonella (1447-1450)

Scuola tedesca

Albrecht Dürer

Ritratto di giovane veneziana (1506)

Martirio dei Diecimila (1507)

Adorazione della Santissima Trinità (1511)

Madonna col Bambino disteso (1512)

Ritratto dell'imperatore Massimiliano I (1519)

Ritratto di Johann Kleberger (1526)

Scuola fiamminga

Hugo van der Goes

Dittico di Vienna, 1479 circa

Pieter Brueghel il Vecchio

Lotta tra Carnevale e Quaresima, 1559

Giochi di bambini, 1560

Suicidio di Saul, 1562

Grande Torre di Babele, 1563

Salita al Calvario, 1564

Giornata buia, 1565

Ritorno della mandria, 1565

Cacciatori nella neve, 1565

Strage degli innocenti (bottega?), 1567 circa

Conversione di san Paolo, 1567

Ladro di nidi, 1568

Banchetto nuziale, 1568 circa

Danza di contadini, 1568 circa

Rogier van der Weyden

Trittico della Crocifissione, 1445 circa

Hieronymus Bosch

Salita al Calvario, 1500 circa

Hans Memling

Trittico della Madonna in trono, 1485 circa

Antoon van Dyck

Autoritratto

Sansone e Dalila

Incoronazione di santa Rosalia

Jan van Eyck

Ritratto del cardinale Niccolò Albergati, 1435 circa

Peter Paul Rubens

I quattro continenti, 1615

L'imperatore Teodosio e sant'Ambrogio, 1617-1618

I miracoli di san Francesco Saverio, 1617-1618

La Medusa, 1618 circa

I miracoli di sant'Ignazio di Loyola, 1618-1619

Paesaggio con Filemone e Bauci, 1620 circa

Trittico di Sant'Ildefonso, 1630-1631

Hélène Fourment esce dal bagno, 1638 circa

Autoritratto, 1638-1639

Ritratto di Isabella d'Este

Ritratto di Vincenzo II

Michaelina Wautier

Trionfo di Bacco, 1650-1656

San Giuseppe, 1650 circa

Scuola olandese

Hans de Jode

Serraglio a Costantinopoli

Jan Steen

Nella lussuria, fa' attenzione (1663)

Pieter Aertsen

Cristo con Marta e Maria

Jan Vermeer

Allegoria della pittura (1666 circa)

Scuola spagnola

Diego Velázquez

Ritratto di Isabella di Spagna (1632 circa)

Ritratto dell'infanta Margherita in azzurro (1659)

Ritratto dell'Infante Filippo Prospero (1659)

Anno: 1891

Informazioni pratiche

Indirizzo
Burgring 5
Orari
Tu-We, Fr-Su 10:00-18:00; Th 10:00-21:00
Telefono
+43 1 52524-4025
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.khm.at

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Albertina (Vienna)

Museo d'arte · Vienna

Albertina (Vienna)

L'Albertina è un palazzo, in parte fruibile come museo, ubicato nel centro storico di Vienna. Ospita una delle maggiori collezioni di stampe e di disegni del mondo.

== Storia ==

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Venne eretta su uno degli ultimi tratti degli antichi bastioni della città rimasti dalle precedenti demolizioni ottocentesche, i cosiddetti bastioni agostiniani. Parte della attuale sede era precedentemente occupata dagli uffici del genio civile (Hofbauamt), eretti nella seconda metà del XVII secolo, già trasformati, attorno al 1745, nel palazzo di città di un direttore della Hofbauamt, tal conte Silva-Tarouca. Fu, quindi, inizialmente noto come Palazzo Taroucca.

Nel 1793 venne acquistato da Alberto di Sassonia-Teschen, già governatore d'Ungheria e del Belgio austriaco. Egli, sconfitto a Jemappes dal francese Dumouriez, lasciò la carica al figlio adottivo arciduca Carlo e si ritirò nel suo nuovo palazzo di Vienna, affidandone l'estensione (sino a confinare direttamente con il palazzo imperiale) al Montoyer.

Si fece seguire dalle proprie collezioni di stampe, giunte per circa un terzo incomplete, a causa di un naufragio. Essa era stata creata con l'aiuto del genovese conte Giacomo Durazzo, fratello di Marcello Durazzo doge della Repubblica di Genova e lui stesso già ambasciatore austriaco a Venezia. Si sa che, già nel 1776, questi aveva presentato ad Alberto ed a sua moglie Maria Cristina (una delle molte figlie di Maria Teresa) una collezione di circa 30.000 pezzi, manifestando l'intento di "creare una collezione per la posterità, che serva gli scopi più alti: l'educazione e la forza della moralità dovranno distinguere tale collezione ...".

Il successivo erede, l'Arciduca Carlo, diede avvio, nel 1820, ad una riforma del palazzo affidata al Kornhäusel, che intervenne, soprattutto, sulle decorazioni d'interno. Il palazzo divenne poi la residenza principale di suo figlio Arciduca Alberto, cugino del padre di Francesco Giuseppe e vincitore del regio esercito alla battaglia di Custoza. Seguì il di lui nipote Arciduca Federico, comandante supremo dell'esercito austro-ungarico nel corso della grande guerra.

All'inizio del 1919 il palazzo e la collezione passarono in proprietà della neonata Repubblica austriaca. Nel 1920 la collezione venne unita alla collezione della libreria della corte imperiale. Nel 1921 venne assunto il nome di Albertina, in onore dell'Arciduca Alberto, la cui bella statua equestre, realizzata nel 1899 dal Kaspar von Zumbusch, campeggia nella piazza antistante.

Nel marzo 1945 l'Albertina venne gravemente danneggiata da bombardamenti aerei. Riparata, essa venne completamente rinnovata a partire dal 1998, senza che l'ambizioso intervento sia ancora concluso.

Opere principali

Albrecht Dürer

Madonna degli Animali, 1503 circa

Autoritratto a tredici anni, 1484

Grande Passione, 1497-1510

Anno: 1776

Informazioni pratiche

Indirizzo
Albertinaplatz 1
Orari
PH,Th,Sa-Tu 10:00-18:00; We,Fr 10:00-21:00
Telefono
+43 1 534 83 0
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.albertina.at

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Biblioteca nazionale austriaca

Biblioteca nazionale · Vienna

Biblioteca nazionale austriaca

La Biblioteca Nazionale Austriaca (in tedesco: Österreichische Nationalbibliothek, acr.: ÖNB) è la biblioteca nazionale della Repubblica d'Austria. Fondata a metà del XV secolo dagli Asburgo come Biblioteca Palatina o Biblioteca di Corte (Hofbibliothek), si chiamò "Biblioteca imperiale di Vienna" fino al 1920. Ha sede nell'Hofburg, ma alcune raccolte sono conservate a palazzo Mollard-Clary.

== Architettura ==

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L'edificio odierno venne eretto in stile barocco su progetto di Johann Bernhard Fischer von Erlach dal figlio Joseph Emanuel, tra il 1723 e il 1737.

Presenta un'imponente facciata a tre ordini di grandi finestre impostata sul padiglione centrale sormontato dal gruppo scultoreo di Minerva sulla quadriga.

All'interno lo scalone d'onore barocco conduce alla grandiosa Prunksaal, la "Sala Magnifica", fatta erigere dall'imperatore Carlo VI d'Asburgo. Con i suoi 78 metri di lunghezza attraversa tutto l'edificio con una cupola centrale magnificamente affrescata da Daniel Gran nel 1730; è rivestita da scaffalature in legno e vi si trovano statue di personaggi della storia austriaca e membri del casato degli Asburgo.

Storia

Con 7,4 milioni di pezzi (fra cui 3,8 milioni di libri) è la più ricca biblioteca austriaca. Ha diritto al deposito legale e svolge l'attività di controllo bibliografico. Possiede anche importanti raccolte di incunaboli, carte geografiche e globi, papiri, lingue artificiali, partiture musicali e immagini.

La collezione di testi è riconducibile a diverse collezioni che vennero acquisite nel tempo, viene considerata originaria la collezione di testi degli Asburgo, risalente al XIV secolo. Questi erano custoditi in luoghi diversi, soprattutto nelle residenze di Vienna, Wiener Neustadt e Innsbruck e comprendevano manoscritti boemi, francese e italiani in diverse lingue, in parte miniati. Non esiste un anno preciso di inizio della raccolta, si assume come data d'inizio il 1368, a quell'anno è riconducibile il primo passaggio di proprietà di un testo, si tratta di un Evangeliario del miniatore boemo Giovanni da Troppau acquistato in quell'anno da Alberto III d'Asburgo.

Tra la moltitudine di opere esposte, il Breviarium cum Calendarium ad usum Ordinis San Agustini,codice membranaceo che suor Maria Ormani scrisse nel 1453, è tra le più importanti. Arricchito con cinquantacinque busti di santi e scene variegate nei capilettera, esemplare noto per la sua eccezionalità, sia per la pregevole fattura, che per il fatto che Maria ha dipinto il suo ritratto con la firma e la data.

Dal 1992 la biblioteca è sede di Ariadne, un centro di documentazione specializzato nella storia dei movimenti femminili e degli studi di genere, con particolare riferimento all’area austriaca.

Anno: 1368

Informazioni pratiche

Indirizzo
Heldenplatz
Orari
Oct-May Tu-We 10:00-18:00; Oct-May Th 10:00-21:00; Oct-May Fr-Su 10:00-18:00; Jun-Sep Mo-Th 10:00-21:00; Fr-Su 10:00-18:00; Dec 24 10:00-15:00
Telefono
+43 1 534 10
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.onb.ac.at

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Naturhistorisches Museum

Museo di storia naturale · Vienna

Naturhistorisches Museum

Il Naturhistorisches Museum di Vienna (Museo di storia naturale in lingua italiana) è uno dei più grandi musei di scienze naturali del mondo e il più grande museo di tutta l'Austria.

== Sede ==

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È stato aperto nel 1889 contemporaneamente al Kunsthistorisches Museum, con cui condivide l'aspetto esteriore e che fronteggia su Maria-Theresien-Platz. Il museo è stato costruito per ospitare l'enorme collezione degli Asburgo. Entrambi gli edifici sono stati costruiti tra il 1872 ed il 1891 sulla Ringstraße secondo i progetti di Gottfried Semper e Karl von Hasenauer.

Raccolta

Le collezioni di insetti del museo risalgono al 1793, quando Francesco I d'Austria acquistò le collezioni scientifiche di Joseph Natterer. Nel 1806 il museo comprò una collezione di insetti europei da Johann Carl Megerle di Muehlfeld. Megerle stesso divenne il primo curatore e si occupò dell'acquisto della collezione Gundian di farfalle europee. Queste vecchie raccolte sono state distrutte da un incendio nel 1848.

Il viaggio di Johann Natterer in Brasile (1817-1835) portò ad un forte ampliamento della collezione; si pensi che 60.000 insetti facevano parte del "Museo Brasiliano" ospitato nel palazzo Harrach che scampò all'incendio.

Nel 1859 la fregata Novara tornò da un viaggio intorno al mondo e riportò molti nuovi insetti che furono aggiunti a quelli già in possesso del museo e la cui sistemazione fu curata da L. Redtenbacher (Coleotteri), F. M. Brauer (Neurotteri), H. de Saussure (Imenotteri tranne Formicidi), G. Mayr (Formicidi e Rincoti), I. R. Schiner (Ditteri), C. Felder, R. Felder e A. Rogenhofer (Lepidotteri), gli entomologi Ganglbauer e Holdhaus (Coleotteri), Kohl e Maidl (Imenotteri), Handlirsch (insetti fossili) che contribuirono alla reputazione internazionale del museo.

Negli anni successivi la collezione di lepidotteri si arricchì con le donazioni di Wilhelm von Hedemann.

La presente collezione risale al 1876.

Anno: 1889

Informazioni pratiche

Indirizzo
Burgring 7
Orari
Th-Mo 09:00-18:30; We 09:00-21:00
Telefono
+43 1 52177-0
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.nhm-wien.ac.at

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Accademia di belle arti di Vienna

Università · Vienna

Accademia di belle arti di Vienna

L'Accademia delle Belle Arti di Vienna (in tedesco Akademie der bildenden Künste Wien) è l'istituzione per l'alta formazione artistica della capitale austriaca.

== Storia ==

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L'Accademia delle Belle Arti è stata fondata nel 1692 come un'università privata sul modello dell'Accademia di San Luca e dell'Académie de peinture et de sculpture dal pittore reale Peter Strudel, che divenne Praefectus Academiae Nostrae. Nel 1701 fu nominato Freiherr (Barone) del Sacro Romano Impero dall'imperatore Giuseppe I d'Asburgo. Con la sua morte nel 1714 l'accademia ha temporaneamente chiuso.

Il 20 gennaio 1725 l'imperatore Carlo VI designò il francese Jacob van Schuppen come Prefetto e Direttore dell'Accademia che fu rifondata come k.k. Hofakademie der Maler, Bildhauer und Baukunst (Accademia Imperiale Reale di pittura, scultura e architettura). Dopo la morte di Carlo nel 1740 l'accademia declinò ma durante il regno di sua figlia Maria Teresa un nuovo statuto riformò l'accademia nel 1751. Il prestigio dell'accademia crebbe durante il rettorato di Michelangelo Unterberger e di Paul Troger, e nel 1767 l'Arciduchessa Maria Anna d'Austria e l'Arciduchessa Maria Carolina d'Austria furono fatte primi membri onorari. Nel 1772 ci furono ulteriori riforme della struttura organizzativa. Il Cancelliere Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg integrò tutte le Accademie delle Belle Arti nella k.k. vereinigten Akademie der bildenden Künste (Accademia Unificata Imperiale e Reale delle Belle Arti). La parola "vereinigten" (unificata) fu alla fine tolta.

Nel 1872 l'imperatore Francesco Giuseppe approvò uno statuto che fece dell'Accademia la suprema autorità governativa per le arti. Un nuovo edificio fu costruito secondo i progetti fatti da Theophil Hansen. Il 3 aprile 1877, l'edificio attuale su Schillerplatz nel distretto di Innere Stadt fu inaugurato, i lavori interni, inclusi gli affreschi sul soffitto di Anselm Feuerbach, continuarono fino al 1892. Nel 1907 e nel 1908 fu negata due volte l'ammissione al futuro dittatore tedesco Adolf Hitler. Durante l'Anschluss dell'Austria alla Germania Nazista dal 1938 al 1945, l'accademia fu costretta a ridurre pesantemente il numero del personale ebraico. Dopo la seconda guerra mondiale, l'Accademia fu ricostituita nel 1955 e riconfermata la sua autonomia.

Struttura

L'Accademia è divisa nei seguenti istituti:

Istituto per le Belle Arti, che ospita tredici dipartimenti: Pittura Astratta; Arte e Media Digitali; Arte e Fotografia; Arti e Ricerche; Arte Concettuale; Pittura Contestuale; Spazio Pittorico Espanso; Pittura Figurativa; Arti Grafiche e Tecniche di Stampa; Scultura Oggettiva; Arte e Scultura Preformativa; Video e Video-Installazioni; Scultura Testuale

Istituto per l'Arte Teorica e Studi Culturali (arte teorica, filosofia, storia);

Istituto per la Conservazione e il Restauro;

Istituto per le Scienze Naturali e Tecnologiche nell'Arte;

Istituto per l'insegnamento nella scuola secondaria (artigianato, design, arte tessile);

Istituto per l'Arte e l'Architettura.

L'Accademia ha correntemente circa 900 studenti, almeno un quarto di essi è straniero. La sua facoltà include "star" come Peter Sloterdijk. La sua libreria ospita approssimativamente 110 000 volumi e il suo "cabinet di acqueforti" (Kupferstichkabinett) ha circa 150 000 disegni e quadri. La collezione è una delle più grandi in Austria ed è usata per scopi accademici, anche se alcune porzioni sono aperte al pubblico.

Anno: 1692

Informazioni pratiche

Indirizzo
Schillerplatz 3
Come arrivare
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Cripta Imperiale

Cripta · Vienna

Cripta Imperiale

La Cripta Imperiale è un vasto ambiente sotterraneo che si trova sotto la Chiesa dei Cappuccini a Vienna. È stata, dal 1633 in poi, il principale luogo di sepoltura della dinastia asburgica, tra imperatori del Sacro Romano Impero, imperatori d'Austria e loro discendenti.

La cripta imperiale (in tedesco: Kaisergruft, ma di solito chiamata Kapuzinergruft, "Cripta dei Cappuccini") si trova sotto la chiesa di Santa Maria degli Angeli dei cappuccini e il convento fondato nel 1617 e dedicato nel 1632. Si trova nella piazza Neuer Markt, vicino al palazzo imperiale della Hofburg a Vienna.

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Al 2024 vi sono custoditi i corpi di 142 aristocratici, più alcune urne contenenti i cuori o le ceneri di altre quattro persone. Tra di essi figurano 12 imperatori e 18 imperatrici. La più recente sepoltura risale al 16 luglio 2011, quando vi furono tumulati l'arciduca Ottone, figlio dell'ultimo imperatore Carlo I, e sua moglie Regina. Vi fu sepolta, nel 1989, l'ultima imperatrice d'Austria, Zita di Borbone-Parma, morta all'età di 97 anni. Oltre un quarto delle persone qui sepolte morì al momento della nascita o prima di compiere i 5 anni di età. Vi sono sepolti anche i resti di 32 consorti e di altre 4 persone appartenenti ad altre famiglie. Tutti gli altri presenti nella Cripta Imperiale hanno il titolo asburgico di arciduca o arciduchessa. I 103 sarcofagi metallici visibili e le 5 urne che contengono altrettanti cuori variano da uno stile semplice a un solenne barocco.

La Cripta Imperiale è uno dei monumenti di Vienna più visitati dai turisti. Attualmente, alcune decine di frati cappuccini continuano il loro tradizionale ruolo di custodi e guardiani della cripta, insieme al loro lavoro pastorale.

Storia

L'imperatrice Anna del Tirolo, moglie dell'imperatore Mattia II concepì l'idea di un chiostro cappuccino e di una cripta sepolcrale per lei e per suo marito, da costruire nelle vicinanze del castello di Hofburg a Vienna.

Si procurò i fondi per la costruzione, che iniziò il 10 novembre 1617, e così come fece in fretta a recuperare i fondi, così se ne andò l'anno successivo. Il suo sposo la seguì l'anno dopo.

La prima pietra venne posata l'8 settembre 1622 alla presenza dell'imperatore Ferdinando II e, dopo un rallentamento causato dalle vicende della guerra dei trent'anni, la chiesa fu dedicata il 25 luglio 1632 e, durante la Pasqua dell'anno successivo, il semplice sarcofago contenente i resti dell'imperatore Mattia II e dell'imperatrice Anna fu trasferito con una grande cerimonia in quella che attualmente viene chiamato Sepolcro dei fondatori.

L'imperatore Leopoldo I allargò la cripta nel 1657 nell'area sotto la navata della chiesa e suo figlio, l'imperatore Giuseppe I, lo estese ulteriormente verso ovest nel 1710, ma in modo maldestro, iniziando la cappella che suo fratello, l'imperatore Carlo VI, continuò a ovest nel 1720 per estenderla sotto il presbiterio e il coro dell'abside. Per la prima volta, un architetto molto conosciuto, Johann Lucas von Hildebrandt, venne coinvolto nell'allargamento della cripta.

Nel 1754 l'imperatrice Maria Teresa ampliò ulteriormente la cripta verso ovest, superando completamente la soprastante chiesa e finendo nel giardino del convento, con la costruzione della cupola che permetteva l'ingresso della luce naturale. La cripta e l'imponente cupola sono lavoro dell'architetto Jean Jadot de Ville-Issey.

Durante il regno di suo nipote Francesco II l'architetto Johann Aman si diresse verso nord con le sue aggiunte del 1824.

Il monastero circostante la chiesa si ridusse in cattivo stato dopo 200 anni di costante utilizzo; così, durante il regno dell'imperatore Ferdinando I, nel 1840 il monastero (ma non la chiesa) fu demolito e ricostruito. Come parte del progetto, l'architetto Johann Höhne costruì il Sepolcro di Ferdinando e il Sepolcro Toscano come base della nuova struttura.

Durante le celebrazioni del giubileo per i suoi 60 anni sul trono nel 1908, l'imperatore Francesco Giuseppe chiamò l'architetto Cajo Perisic per costruire un mausoleo e una cappella a oriente delle tombe di Francesco II e di Ferdinando I. Allo stesso tempo, le nuove aggiunte per gli ospiti furono create su tutti i lati della chiesa.

Dopo il 1960 è ovvio che, con il deterioramento delle condizioni delle tombe (causato dal cambio di temperatura e di umidità dell'ambiente), si rese necessario un controllo costante per conservarle per le future generazioni. I Nuovi Sepolcri, a nord di quelli Toscani, di Ferdinando e di Francesco Giuseppe, furono costruiti dall'architetto Karl Schwanzer, con porte metalliche dello scultore Rudolf Hoflehner. Si aggiunse circa il 20% allo spazio della cripta e fu attuata una generale riorganizzazione delle tombe.

La piccola cappella originale fu conservata, insieme alle tombe dei due fondatori e a quelle di una decina di bambini e fu chiamata la Cappella degli Angeli. Questi furono spostati verso alcune nuove nicchie aperte nel muro contrastante il Sepolcro di Leopoldo.

Le sopracitate tombe furono spostate nella Nuova Cappella e riunite in settori, come vescovi, discendenti diretti dell'imperatore regnante, e la famiglia dell'arciduca Carlo vincitore di Aspern.

Trentasette altre tombe di membri secondari della famiglia regnante furono murate dentro quattro pilastri creati nella Cappella di Ferdinando.

Più della metà delle tombe vennero spostate dai sepolcri originali verso posti più ordinati come parte della grande riorganizzazione.

Nel 2003, con un altro progetto, si rese la cripta accessibile alle persone con handicap, aprendo porte precedentemente inutilizzate, in modo da non rendere il percorso del visitatore durante il ritorno più lungo del necessario. L'intera cripta è fornita di un sistema di aria condizionata per prevenire il deterioramento delle tombe.

La cerimonia di sepoltura degli imperatori

Nel corso del ventennio di regno di Ferdinando III (1608-1657) si affermò a Vienna un nuovo concetto della figura dell'imperatore della dinastia d'Asburgo, incentrato sulla "sacralità" del ruolo e della figura stessa dell'uomo che quel ruolo veniva chiamato a ricoprire. Tale concetto discendeva dalla convinzione che gli Asburgo fossero non soltanto i difensori della fede cattolica, ma anche la guida delle Nazioni che quella fede professavano.

Queste convinzioni portarono, tra l'altro, a una revisione di tutte le manifestazioni cui tradizionalmente la chiesa cattolica dà luogo in occasione delle proprie celebrazioni liturgiche. Manifestazioni, come ad esempio quelle che avevano luogo in occasione dei riti della Settimana Santa, del santo Natale o del Corpus Domini, che assunsero un aspetto molto più enfatico, ampolloso e magniloquente, abbandonando quel tono tradizionalmente più sobrio che i cugini Asburgo, sovrani di Spagna, continuavano invece a mantenere nelle loro cerimonie.

Anche la cerimonia della sepoltura dell'imperatore ebbe a subire, quindi, una variazione, incentrata sul concetto che persino la maestà imperiale, per quanto grande e potente possa essere, si annulla completamente all'atto del trapasso dalla vita terrena alla vita ultraterrena, rimettendosi alla misericordia divina con la stessa umiltà di qualunque altro essere vivente.

Il nuovo cerimoniale, molto rigido nella propria struttura e rigorosamente eseguito, si è tramandato in modo pressoché uguale per oltre due secoli fino alla morte dell'imperatore Francesco Giuseppe nel 1916. Esso fu messo in atto per la prima volta proprio in occasione della sepoltura di Ferdinando III, che fu il primo imperatore a essere sepolto nella Kapuzinergruft.

Il corpo dell'imperatore defunto, vestito in abiti di stile spagnolo, il capo coperto dal cappello e le spalle dal mantello, spada al fianco e un crocifisso tra le mani, veniva esposto al pubblico, la sera precedente la sepoltura, nella Rittersaal della Hofburg, tutto drappeggiato di nastri di colore nero. La salma, circondata da una guardia d'onore formata da otto familiari e cinta da candelabri d'argento con ceri sempre accesi, era fatta oggetto di incessanti preghiere di suffragio per la sua anima, da parte dei monaci agostiniani, la cui chiesa era custode dei cuori dei membri della dinastia.

Nel giorno della sepoltura, le campane di tutte le chiese della città intonavano, incessantemente, rintocchi funebri a sottolineare la partecipazione della chiesa e del popolo all'ultimo atto del sovrano.

Aveva luogo, quindi, il corteo funebre che si apriva con le insegne della casa d'Asburgo, seguite dai membri della famiglia dell'imperatore e dai rappresentanti di tutti gli ordini religiosi. Venivano, poi, i funzionari della pubblica amministrazione e i rappresentanti dei territori che costituivano il granducato austriaco. Ciascuno di essi recava in mano un cero acceso. Di seguito trovavano posto i cavalieri del Toson d'oro, rigorosamente in abiti protocollari, quindi i musicisti imperiali e il coro.

Sorretta da ventiquattro nobili della Chiave d'oro avanzava la bara, sulla quale erano posti la corona imperiale, il globo, lo scettro e il collare di cavaliere del Toson d'oro. Un po' più in basso, adagiate su due cuscini, vi erano le Corone del Regno d'Ungheria e di Boemia.

Il feretro era seguito dai dignitari di corte e dal corpo diplomatico accreditato a Vienna, dopo di che veniva la famiglia imperiale tutta, con a capo il nuovo imperatore. Chiudevano il corteo la guardia personale e la guarnigione della città con armi rovesciate e tamburi. Molta attenzione veniva posta ai tamburi, che, ricoperti di panno per attutirne il suono, scandivano un battito lento e costante all'unisono con i rintocchi delle campane.

Particolarmente suggestiva e significativa era la cerimonia d'ingresso nella cripta per l'atto finale della sepoltura. Dopo aver recitato le ultime orazioni nella piccola Kapuzinerkirche alla presenza soltanto dei più illustri esponenti del seguito, la bara, senza alcun seguito e preceduta soltanto dal ciambellano di corte, discendeva l'angusta scala che conduce alla cripta. Tutte le porte presenti lungo il percorso, all'avanzare del corteo, venivano man mano chiuse e sbarrate alle spalle del feretro, fino a che si giungeva alla porta d'ingresso della cripta, che doveva essere rigorosamente chiusa e innanzi alla quale si osservava il più assoluto silenzio.

Il ciambellano, con molta decisione, bussava quindi alla porta dietro cui si trovava il priore dei Cappuccini, il quale chiedeva in latino: «Chi è?». Il ciambellano, con voce ferma e imperiosa, rispondeva elencando la lunga serie di titoli che spettavano di diritto al defunto Asburgo. Al termine dell'elenco, il priore replicava risoluto: «noi non lo conosciamo». Il ciambellano bussava una seconda volta e alla domanda del priore annunciava la presenza di "Sua Maestà Imperiale". Nuovamente il frate rispondeva: «noi non lo conosciamo». Dopo una breve pausa il ciambellano bussava ancora, questa volta lievemente. Il priore chiedeva per la terza volta: «Chi è?», al che il ciambellano rispondeva: «Un povero e miserabile peccatore». A quel punto il priore apriva la porta e consentiva alle spoglie mortali dell'imperatore di accedere alla sua ultima dimora.

I sarcofagi

Le tombe indipendenti sono generalmente una variazione di una cassa con copertura piatta, oppure una vasca con i lati inclinati e un coperchio convesso con candele decorate.

Gli ornamenti spaziano da quelli semplici a quelli più elaborati.

Fino al Settecento, il materiale più comune per un sarcofago era simile al bronzo, una lega di stagno, ricoperta di gommalacca.

Le splendide tombe del periodo barocco e rococò sono fatte di vero bronzo, un materiale più nobile e quindi più costoso. Riformando l'imperatore Giuseppe II semplificò i costumi per la sepoltura delle persone, e introducendo l'uso nella Cripta Imperiale del rame, più leggero ed economico, dove fu usato nell'800.

Alla fine del 1800 fu adottato un misto di ottone e bronzo, conosciuto come rame argento-bronzeo.

Altri materiali furono usati solo raramente, eccetto le placche d'argento e d'oro per le decorazioni.

Varie tecniche metallurgiche furono usate: fusione piena per i sarcofagi; fusione cava per le sculture decorative; intaglio, incisione, e rilievo lavorato per la decorazione superficiale.

Le parti per le casse e i coperchi sono lavorate insieme, gli ornamenti e le figure decorative sono avvitate sopra.

Lo scultore responsabile di molte tombe elaborate è Balthasar Ferdinand Moll.

Per garantire la stabilità delle enormi tombe esposte, esse hanno maniglie in ferro e rivestimenti di legno all'interno. Questo evita sia lo sprofondamento sia l'inarcamento delle pareti laterali sotto il peso del coperchio (il coperchio della tomba doppia dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo e di suo marito, pesa approssimativamente 1 700 kg!).

All'interno della cassa viene posta una bara ricoperta di seta (nera con bordi dorati per i regnanti, rossa con bordi argentati per gli altri). La bara ha solitamente due serrature, la chiave di una è custodita dal Padre Guardiano Cappuccino della cripta, l'altra si trova nella Schatzkammer o camera del Tesoro in italiano del Palazzo di Hofburg a Vienna.

All'interno della bara, il corpo di solito presenta gli organi rimossi come procedura necessaria del processo di imbalsamazione per l'esposizione prima del funerale. Per circa un terzo dei corpi, il cuore fu posto in un'urna dorata in un posto separato (generalmente la Herzgruft (la Cappella dei Cuori) nella chiesa degli Agostiniani), e alcuni intestini e altri organi sono stati messi in urne di rame e depositate nella Cripta Imperiale nelle catacombe della cattedrale di Santo Stefano di Vienna.

Conservazione delle tombe

Durante i secoli, l'umidità costante, le variazioni di temperatura, e il viavai dei turisti hanno influito pesantemente sullo stato dei sarcofagi. Il deterioramento ha provocato crepe, buchi e rotture nei materiali. Gli strati superficiali si sono consumati, le basi si sono rotte, le finiture decorative sono state rotte o rubate dai visitatori, le strutture metalliche hanno assorbito troppa umidità e si sono gonfiate, e le pesanti coperture hanno portato alcune pareti a piegarsi o a cedere.

Il primo importante sforzo per il restauro fu intrapreso nel 1852, ma ulteriori lavori si resero necessari nel 1956 quando la Gesellschaft zur Rettung der Kapuzinergruft (Associazione per Salvare la Cripta dei Cappuccini) rese di pubblico dominio il problema, raccolse fondi, curò e sistemò le tombe.

Fu necessario prima trovare nuovi spazi e deumidificare la cripta. Dopo il completamento della Nuova Cappella nel 1960 e il trasferimento di 26 tombe dalla sovraffollata Cappella Toscana, il lavoro di deumidificazione poté avere inizio. Inoltre, un laboratorio fu creato nell'ala sud della Cappella Toscana dove artigiani molto esperti possono lavorare su tombe prelevate temporaneamente da altre zone per il restauro.

Nel 2003 il rinnovamento delle attrezzature del piano terra per i visitatori portarono alla creazione di una nuova entrata e permisero l'accesso alla cripta per le persone con handicap. Il percorso per i turisti fu inoltre modificato in modo da permettere ai visitatori di vedere le tombe nella loro sequenza storica entrando da un lato e uscendo dall'altro, invece di entrare e uscire da un unico punto situato in mezzo al tragitto. Cosa più importante, l'intera cripta è dotata da un sistema di aria condizionata in modo da poter controllare il grado di umidità.

Il lavoro di riparazione e di conservazione delle opere artistiche avviene in stretta collaborazione con i monaci, con l'Associazione, l'Ufficio Austriaco per i Monumenti e il Fondo per la Conservazione della Vecchia Vienna.

Le cappelle
La Cappella dei Fondatori

La Cappella dei Fondatori (Gründergruft) è la parte più antica della cripta, risale alla costruzione originale della chiesa (completata nel 1632), ed è situata sotto la Cappella dell'imperatore alla sinistra della navata della chiesa soprastante. La stanza è bassa, luminosa, senza finestre, ed è visibile attraverso le porte barocche della Cappella di Leopoldo. Qui sono presenti due sarcofagi semplici della coppia fondatrice.

Guardando attraverso il cancelletto, da sinistra a destra:

2 Imperatore Mattia (1557 - 1619). Terzo figlio dell'imperatore Massimiliano II x527. Governatore dei Paesi Bassi austriaci, strappò il potere su Austria, Ungheria e Moravia dalle mani di suo fratello malato di mente l'imperatore Rodolfo II x552 nel 1608 ed ereditò il resto nel 1612. Egli costruì il casino di caccia che diventerà Schönbrunn, e morì solo tre mesi dopo sua moglie l'imperatrice Anna 1. Il suo cuore è sepolto nell'Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani.

1 L'imperatrice Anna del Tirolo (4 ottobre 1585 - 15 dicembre 1618). Figlia di Ferdinando II, duca del Tirolo e moglie di suo cugino l'imperatore Mattia d'Asburgo che aveva 28 anni in più di lei. Previde nel 1617 la costruzione di una cripta per lei e per suo marito nella chiesa dei Cappuccini - in costruzione a Vienna - e morì l'anno dopo, all'età di 33 anni, dopo sette anni di matrimonio senza figli. Il suo cuore è custodito nell'Herzgruft nell'Augustinerkirche.

La Cappella di Leopoldo

Il Leopoldsgruft (Cappella di Leopoldo) fu costruito sotto la navata della chiesa, iniziata nel 1657 dall'imperatore Leopoldo I, dopo l'editto di suo padre Ferdinando III che stabiliva che il luogo predisposto per la sepoltura della famiglia imperiale dovesse essere in questa chiesa. Posto che Leopoldo contribuì con le sue tre mogli e con 16 figli, più sé stesso, alla popolazione della cripta, fu inevitabile che altre Cappelle si sarebbero rese necessarie ben presto.

Le nicchie dei bambini

Girando alla sinistra del varco della Cappella dei Fondatori, nei muri delle fondamenta della parete orientale della chiesa ci sono dodici nicchie longitudinali costruite negli anni 60 contenenti sarcofagi di 12 bambini (Kolumbarnischen). Le bare si trovavano precedentemente nella Cappella dei Fondatori oppure nella parte principale di questa cappella, ma in sostanza erano in cattive condizioni e sono state posizionate dentro casse identiche. Nessuna marcatura o documentazione identifica quali bambini vi siano contenuti, ma quelli sepolti in questi loculi sono:

Quattro figli dell'Imperatore Ferdinando III 27:

3 Arciduca Massimiliano Tommaso (1638 - 1639). Figlio infante dell'imperatore Ferdinando III 27 e dell'imperatrice Maria Anna 22.

4 Arciduca Filippo Augusto (1637 - 1639). Figlio di due anni dell'imperatore Ferdinando III 27 e dell'imperatrice Maria Anna 22.

5 Arciduchessa Teresa Maria (1652 - 1653). Figlia infanta dell'imperatore Ferdinando III 27 e dell'imperatrice Eleonora 19.

6 Arciduca Ferdinando Giuseppe (1657 - 1658). Figlio infante dell'imperatore Ferdinando III 27 e dell'imperatrice Eleonora 19. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

Sette figli dell'imperatore Leopoldo I 37:

7 Arciduca Ferdinando Venceslao (1667 - 1668). Figlio infante dell'imperatore Leopoldo I 37 e dell'imperatrice Margherita Teresa 20. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

8 Arciduca Giovanni Leopoldo (1670). Figlio infante dell'imperatore Leopoldo I 37 e dell'imperatrice Margherita Teresa 20.

10 Arciduchessa Maria Anna (1672). Figlia infante dell'imperatore Leopoldo I 37 e dell'imperatrice Margherita Teresa 20. Il suo intestino è sepolto separato nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

11 Arciduchessa Anna Maria Sofia (1674). Figlia infante dell'imperatore Leopoldo I 37 e dell'imperatrice Claudia Felicitas 24. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

12 Arciduchessa Maria Josepha (1675 - 1676). Figlia infante dell'imperatore Leopoldo I 37 e dell'imperatrice Claudia Felicitas 24. Il suo cuore è in un'urna d'oro e d'argento sopra il sarcofago di sua madre nella chiesa dei Domenicani.

13 Arciduchessa Christina (1679). Figlia infante dell'imperatore Leopoldo I 37 e dell'Imperatrice Eleonora Magdalena 32.

14 Arciduchessa Maria Margherita (1690 - 1691). Figlia infante dell'imperatore Leopoldo I 37 e dell'imperatrice Eleonora Magdalena 32. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

Nipoti dell'imperatore Ferdinando III 27:

15 Senza nome (1686). Figlio di Johann Wilhelm del Palatinato-Neuberg e dell'arciduchessa Maria Anna Josepha 17.

Sala Principale

Di fronte alle Nicchie dei Bambini

9 (Urna contenente il cuore della) regina Maria Anna del Portogallo (9 luglio 1683 - 14 agosto 1754). Figlia dell'imperatore Leopoldo I 37. Il corpo è a Lisbona, accanto al marito Giovanni V del Portogallo.

Procedendo lungo il muro settentrionale, da est verso ovest:

16 Arciduchessa Maria Josepha (1687 - 1703). Figlia dell'imperatore Leopoldo I 37. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani, e i suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

17 Arciduchessa Maria Anna Josepha (30 dicembre 1654 - 4 aprile 1689). Figlia dell'imperatore Ferdinando III 27. Moglie di Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg Elettore Palatino. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

18 Regina Eleonora Maria di Polonia (21 maggio 1653 - 16 dicembre 1697). Figlia dell'imperatore Ferdinando III 27. Moglie prima di Michał Wiśniowiecki, re di Polonia, poi di Carlo V, duca di Lorena, fu la nonna dei due fratelli che sposarono Maria Teresa d'Asburgo e sua sorella 39.

19 Imperatrice Eleonora Maddalena di Gonzaga-Nevers (18 novembre 1630 - 6 dicembre 1686). terza moglie dell'imperatore Ferdinando III 27. Fondatrice dell'Ordine della croce stellata. Il suo cuore è custodito nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e i suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

20 Imperatrice Margherita Teresa (12 agosto 1651 - 12 marzo 1673). Nipote e prima moglie dell'imperatore Leopoldo I 37 all'età di 15 anni. Il suo cuore è custodito nell'Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e i suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale presente nella cattedrale di Santo Stefano.

21 Imperatrice Maria Leopoldina (6 aprile 1632 - 7 agosto 1649). Seconda moglie dell'imperatore Ferdinando III 27. Sposatasi all'età di 16 anni, morì nel dare alla luce l'arciduca Carlo Giuseppe 116 l'anno dopo.

22 Imperatrice Maria Anna (18 agosto 1606 - 13 maggio 1646). Nata Infanta di Spagna, prima moglie dell'imperatore Ferdinando III 27.

23 Arciduchessa Maria Amalia (5 aprile 1724 - 19 aprile 1730). Era la più giovane figlia, di sei anni, dell'imperatore Carlo VI 40. I suoi intestini sono conservati separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

24 Urna contenente il cuore dell'imperatrice Claudia Felicita (30 maggio 1653 - 8 aprile 1676). Seconda moglie dell'imperatore Leopoldo I 37. Il suo corpo, come da sua richiesta, è vestito con l'abito di una suora domenicana ed è sepolto di fianco a sua madre nella Chiesa dei Domenicani di Vienna. I suoi intestini sono conservati separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

Procedendo lungo il muro meridionale, da est verso ovest:

25 Arciduchessa Maria Teresa (1684 - 1696). La figlia dodicenne dell'imperatore Leopoldo I 37. Il suo cuore è conservato nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e i suoi intestini sono conservati separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

26 Arciduca Leopoldo Giuseppe (1682 - 1684). Figlio dell'imperatore Leopoldo I 37. Il suo sarcofago è di dimensioni normali, sebbene egli avesse solo due anni quando morì.

27 Imperatore Ferdinando III (13 luglio 1608 - 2 aprile 1657). Terzo figlio dell'imperatore Ferdinando II x578. Nove dei suoi bambini sono sepolti qui. I suoi intestini sono conservati separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

28 Arciduchessa Maria Antonia (18 gennaio 1669 - 24 dicembre 1692). Figlia dell'imperatore Leopoldo I 37 e moglie di Massimiliano II Emanuele, Elettore di Baviera. Il suo cuore è conservato nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e i suoi intestini sono conservati separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

29 Re Ferdinando IV (8 settembre 1633 - 9 luglio 1654). Figlio maggiore dell'imperatore Ferdinando III 27. Il suo cuore è conservato nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e i suoi intestini sono conservati separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano. Stabilì la tradizione di seppellire le varie parti del corpo in tre chiese separate di Vienna.

30 Arciduca Leopoldo Giovanni (13 aprile 1716 - 4 novembre 1716). Unico figlio di sei mesi dell'Imperatore Carlo VI 40. La sua morte condusse in seguito alla Guerra di successione austriaca in quanto suo padre non ebbe altri eredi. I suoi intestini sono conservati separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

31 Arciduchessa Maria Maddalena (26 marzo 1689 - 1º maggio 1743). Figlia dell'imperatore Leopoldo I 37.

32 Imperatrice Eleonora del Palatinato-Neuburg (6 gennaio 1655 - 19 gennaio 1720) Terza moglie dell'imperatore Leopoldo I 37.

La Cappella di Carlo

La prima parte della Karlsgruft fu costruita nel 1710 dall'imperatore Giuseppe I 35. Nel 1720 fu ampliata da Johann Lucas von Hildebrandt su ordine dell'imperatore Carlo VI 40 e custodisce 8 sarcofagi:

Procedendo lungo il muro meridionale, da sinistra a destra:

37 Imperatore Leopoldo I (9 giugno 1640 - 5 maggio 1705). Secondo figlio dell'imperatore Ferdinando III 27 e padre dell'imperatore Giuseppe I 35 e Carlo VI 40. Egli respinse l'ambizione dei musulmani di conquistare l'Europa nel Secondo assedio di Vienna. Costruì l'Ala di Leopoldo di Hofburg, usata oggigiorno come uffici dal presidente dell'Austria. Di solito viene rappresentato scolpito inginocchiato supplicante per la fine della peste epidemica, sulla colonna della peste (Pestsäule) a Vienna. Morto all'età di 65 anni dopo un regno di 48 anni. Le sue tre mogli e i suoi 16 figli sono sepolti qui. Il suo cuore è sepolto nell'urna 111 nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e le sue viscere sono nell'urna 41 nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

38 Arciduchessa Maria Elisabetta (13 febbraio 1680 - 26 agosto 1741). Figlia dell'imperatore Leopoldo I 37. Non sposata, venne designata governatrice dei Paesi Bassi austriaci e quando morì, all'età di 61 anni, fu originariamente sepolta a Bruxelles ma fu trasferita qui dopo 8 anni. Il suo cuore è sepolto nell'urna 14 nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e le sue viscere sono nell'urna 51 nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

39 Arciduchessa Maria Anna (14 settembre 1718 - 16 dicembre 1744) Figlia dell'imperatore Carlo VI 40 e sorella dell'imperatrice Maria Teresa 56. Sposò Carlo di Lorena, fratello del marito di Maria Teresa, l'imperatore Francesco I 55. Divennero governatori dei Paesi Bassi austriaci. Morì a Bruxelles all'età di 26 anni da dove il suo corpo fu trasferito su ordine di sua sorella. Il suo cuore è sepolto nell'urna 15 nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e le sue viscere sono nell'urna 52 nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

40 Imperatore Carlo VI (1º ottobre 1685 - 20 ottobre 1740). Figlio più giovane dell'imperatore Leopoldo I 37. Cresciuto in Spagna come erede al trono spagnolo dopo la morte di suo cugino senza figli, la Guerra di successione spagnola si concluse quando Carlo inaspettatamente ereditò l'Impero dopo la prematura morte di suo fratello Giuseppe 35 e nessuno voleva permettere il dominio che gli veniva dall'avere nelle sue mani entrambi gli Stati. Tornato a Vienna, portò con sé la Scuola di Equitazione Spagnola e costruì un magnifico salone che viene usato anche oggi. Non essendo sopravvissuti eredi maschi, 30, egli negoziò la Prammatica Sanzione per assicurare a sua figlia Maria Teresa 56 la sua successione, corrompendo i futuri nove Elettori e, naturalmente, una volta che egli morì essi ignorarono le loro promesse ma tennero i soldi, arrivando così alla Guerra di successione austriaca. Egli morì dopo un regno di 29 anni, all'età di 55 anni dopo aver preso un raffreddore mentre cacciava. Il suo cuore è sepolto nell'urna 13 nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e le sue viscere sono nell'urna 48 nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

La sua tomba è una delle più straordinarie, con un teschio ad ogni angolo con una delle corone dei suoi maggiori regni (l'Impero, la Boemia, l'Ungheria e l'Austria).

Lo spazio vuoto ad ovest della terza cappella fu usata come area per il ricevimento durante le cerimonie quando i nuovi corpi venivano portati dopo il funerale che veniva celebrato sopra.

Ritornando lungo il muro settentrionale, da sinistra verso destra:

36 Imperatrice Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel (28 agosto 1691 - 21 dicembre 1750). Moglie (1708) dell'imperatore Carlo VI 40 e madre dell'imperatrice Maria Teresa 56. Morì all'età di 59 anni di attacco cardiaco dovuto alla sua corpulenza e ai reumatismi. Il suo sarcofago è la prima opera di Balthasar Ferdinand Moll. Il suo cuore è sepolto nell'urna 17 nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e le sue viscere sono nell'urna 53 nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

35 Imperatore Giuseppe I (1678 - 1711). Figlio dell'imperatore Leopoldo I 37. Alleato con gli inglesi durante la Guerra di successione spagnola, in cui il suo grande generale Eugenio di Savoia lavorò con John Churchill, duca di Marlborough per evitare che il trono di Spagna andasse ai francesi. Non gli sopravvissero figli 33; egli morì di vaiolo nero all'età di 33 anni dopo un regno di 6 anni. Il cuore di sua moglie 34 è custodito vicino a lui. Il suo cuore è sepolto nell'urna 12 nella Herzgruft nella chiesa degli Agostiniani e le sue viscere sono nell'urna 53 nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

34 (Urna contenente il cuore dell')imperatrice Amalie Wilhelmine di Braunschweig-Lüneburg (21 aprile 1673 - 10 aprile 1742). Moglie (1699) dell'imperatore Giuseppe I 35. L'ala del palazzo di Hofburg nella quale lei visse durante la sua vedovanza fu chiamata così dopo di lei, ma fondò il Chiostro salesiano a Vienna 1712 per educare le ragazze e spese molto del suo tempo là. Morì di edema all'età di 69 anni. Il suo corpo è avvolto in un abito monacale posto in un sarcofago di pietra semplice sotto l'altare principale del Chiostro salesiano a Vienna.

33 Arciduca Leopoldo Giuseppe (1700 - 1701) Figlio infante dell'imperatore Giuseppe I 35. Morì di idrocefalia. Le sue viscere sono nell'urna 38 nella Cripta ducale della cattedrale di santo Stefano.

La Cappella di Maria Teresa

Le tre cappelle della Cripta Imperiale contenevano 44 corpi più le urne contenente i cuori di altre due persone quando l'imperatrice Maria Teresa 56 iniziò la costruzione della Maria Theresien Gruft nel 1754. È dietro la chiesa soprastante, con la sua cupola che si sviluppa nel cortile del monastero e contiene le tombe di 16 persone:

Sotto l'arco all'ingresso:

42 Imperatore Giuseppe II (Schönbrunn, 13 marzo 1741 - Vienna, 20 febbraio 1790). Figlio dell'imperatrice Maria Teresa 56. Un populista conosciuto come "l'imperatore del popolo", iniziò molte riforme (incluso la proibizione di imbalsamazione e di sepolture elaborate), molte delle quali egli ripudiò per disillusione poco prima della sua morte. In linea con il suo editto, il suo corpo non era imbalsamato ed era integro all'interno di una tomba in semplice rame. Morì poco prima del suo 51º compleanno dopo un regno ufficiale di 10 anni. Le sue due mogli e i suoi due figli sono sepolti in questa cappella.

Nella piccola camera immediatamente a nord dell'imperatore Giuseppe II 42:

41 Contessa Karoline von Fuchs Mollard (1º gennaio 1681 - 27 aprile 1754). Servitrice della famiglia per molto tempo e istitutrice dell'imperatrice Maria Teresa 56, delle sue sorelle 23 e 39 e dei suoi figli. L'iscrizione di gratitudine lasciata sul coperchio del suo sarcofago è firmata dall'imperatrice Maria Teresa 56, che ordinò la sua sepoltura con la famiglia (sebbene non avesse alcun legame di sangue o intrecci matrimoniali con gli Asburgo) quando morì all'età di 73 anni.

Al centro della cappella, da sinistra a destra:

56 Imperatrice Maria Teresa (13 maggio 1717 - 29 novembre 1780). Primogenita discendente sopravvissuta dell'imperatore Carlo VI 40, la sua ascesa fu contestata e ufficialmente la corona dell'Impero andò a suo marito (1736), l'imperatore Francesco I 55. Morta all'età di 63 anni, i suoi quarant'anni di regno sono visti dagli austriaci come quelli della Regina Vittoria per gli inglesi: gli anni d'oro del potere, del prestigio e dell'impero. Una sua importante statua sul trono e circondata da suo ministri è una pietra miliare all'ingresso del Museumsplatz. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

55 Imperatore Francesco I (Lunéville, 8 dicembre 1708 - Innsbruck, 18 agosto 1765). Duca di Lorena e granduca di Toscana. Marito dell'imperatrice Maria Teresa 56, morì all'età di 56 anni dopo essere stato nominalmente imperatore per 25 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

Questa doppia tomba dell'Imperatrice Maria Teresa e di suo marito, Francesco I, scolpita da Balthasar Ferdinand Moll è di particolare interesse artistico ed è probabilmente la più gloriosa nel suo disegno.

Nella piccola camera immediatamente a sud dell'imperatore Giuseppe II 42:

43 Arciduchessa Maria Carolina (17 settembre 1748). Figlia nata morta dell'imperatore Francesco I 55 e dell'imperatrice Maria Teresa.

Lungo il muro meridionale, giovani figli dell'imperatore Francesco I 55 e dell'imperatrice Maria Teresa 56. Da sinistra verso destra:

44 Arciduca Carlo Giuseppe Emanuel Johann Nepomuck Anton Prokop (1º febbraio 1745 - 18 gennaio 1761). Secondo figlio dell'imperatore Francesco I 55 e dell'imperatrice Maria Teresa. Morì di vaiolo poco prima del suo 16º compleanno. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

45 Arciduchessa Marie Johanna Gabriele Josephe Antonie (4 febbraio 1750 - 23 dicembre 1762). Ottava figlia dell'imperatore Francesco I 55 e dell'imperatrice Maria Teresa 56. Morì di vaiolo all'età di 12 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

46 Arciduchessa Marie Josephe Gabriele Johanna Antonie Anna (19 marzo 1751 - 15 ottobre 1767). Nona figlia dell'imperatore Francesco I 55 e dell'imperatrice Maria Teresa 56. Infelice per il matrimonio stabilito per lei, morì di vaiolo il giorno prima delle nozze, all'età di 16 anni.

Sulla curva sud-orientale:

47 Principessa senza nome (1744). Figlia del principe Carlo di Lorena e dell'arciduchessa Maria Anna 39 (sorella dell'imperatrice Maria Teresa 56).

Lungo il muro occidentale, principalmente la famiglia dell'imperatore Giuseppe II 42. Da sinistra verso destra:

48 Arciduchessa Maria Elisabetta Amalie Antonie Josephe Gabriele Johanna Agathe (5 febbraio 1737 - 7 giugno 1740). Di tre anni, figlia primogenita dell'imperatore Francesco I 55 e dell'Imperatrice Maria Teresa 56. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

49 Imperatrice Maria Giuseppa di Baviera (30 marzo 1739 - 28 maggio 1767). Seconda moglie (1765) dell'imperatore Giuseppe II 42. Fu la figlia dell'unico imperatore non-Asburgo dal 1438, Carlo VII, e di sua moglie, figlia dell'imperatore Giuseppe I 35. Soprattutto per la forma violenta di vaiolo per cui morì all'età di 28 anni, il suo corpo non fu imbalsamato ma fu immediatamente messo interamente nella sua bara. Per ben due anni il marito non le rivolse alcuno sguardo, e non partecipò al suo funerale.

50 Imperatrice Maria Isabella di Borbone-Parma (31 dicembre 1741 - 27 novembre 1763). Prima moglie (1760) dell'imperatore Giuseppe II 42. Figlia di Filippo di Borbone (1720 - 1765) (a sua volta figlio di re Filippo V di Spagna) e Elisabetta di Borbone-Francia (14 agosto 1727 - 6 dicembre 1759) (figlia del re Luigi XV di Francia). Molto innamorata di suo marito, all'età di 21 anni contrasse il vaiolo durante la sua seconda gravidanza e morì 5 giorni dopo aver dato alla luce una figlia nata morta. Su indicazione di suo marito, il suo corpo fu interamente sepolto e lasciato non imbalsamato.

51 Arciduchessa Cristina (22 novembre 1763). Seconda figlia nata morta dell'imperatore Giuseppe II 42 e della sua prima moglie l'arciduchessa Isabella 50. La sua tomba riposa sotto a quella di sua madre 50.

52 Arciduchessa Maria Teresa Elisabetta (20 marzo 1762 - 23 gennaio 1770). Figlia primogenita dell'imperatore Giuseppe II 42 e della sua prima moglie l'arciduchessa Isabella 50. Morì a quasi 8 anni.

53 Arciduchessa Maria Carolina Ernestine Antonie Johanna Josepha (12 gennaio 1740 - 25 gennaio 1741). Terza figlia dell'imperatore Francesco I 55 e dell'imperatrice Maria Teresa 56. Morì all'età di un anno. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

A lato dell'ingresso della Cappella di Francesco sul muro settentrionale:

54 Duchessa Cristina di Sassonia-Teschen (16 maggio 1767 - 17 maggio 1767). Infante, unica figlia del duca Alberto di Sassonia-Teschen 111 e dell'arciduchessa Maria Cristina 112.

La Cappella di Francesco

Nel 1824 le quattro cappelle della Cripta Imperiale custodivano 78 corpi e urne contenenti i cuori di tra altre persone. In quell'anno l'imperatore Francesco II 57 costruì l'ottagonale Franzensgruft, attaccandolo all'ala destra della Cappella di Maria Teresa. È nello stile Biedermeier, così come lo sono le cinque tombe che vi sono contenute.

Al centro:

57 Imperatore Francesco II (Firenze, 12 febbraio 1768 - Vienna, 2 marzo 1835). Figlio primogenito dell'imperatore Leopoldo II 113. Fu imperatore durante l'età di Napoleone Bonaparte e Ludwig van Beethoven. Cambiò corona da Francesco II del Sacro Romano Impero a quella di Francesco I dell'Impero austriaco e per questo è spesso nominato come Francesco II/I. La corona posta sopra la sua tomba è quella dell'Impero Austriaco. Morì all'età di 67 anni dopo un regno di 43 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche. La sua statua, in cui rappresentato come imperatore romano, si trova nel cortile principale del palazzo di Hofburg.

Nell'angolo, in senso orario partendo dall'angolo a sinistra (sud est):

59 Imperatrice Elisabetta Guglielmina di Württemberg (Trzebiatów, 21 aprile 1767 - Vienna, 18 febbraio 1790). Prima moglie (1788) dell'imperatore Francesco II 57. Morì all'età di 22 anni un giorno dopo aver dato alla luce Ludovika Elisabeth Franziska 66.

60 Imperatrice Maria Teresa di Borbone-Napoli (Napoli, 6 giugno 1772 - Vienna, 13 aprile 1807). Figlia primogenita del re di Napoli Ferdinando IV di Borbone e di Maria Carolina d'Asburgo-Lorena. Seconda moglie (1790) all'età di 18 anni dell'imperatore Francesco II 57. Madre dell'imperatrice Maria Luisa 127 (seconda moglie di Napoleone), dell'imperatore Ferdinando 62, e di tutti i successivi figli di suo marito. In quanto sua madre 107 era la sorella del padre di suo marito 113, la coppia era di primi cugini. Morì all'età di 34 anni per pleurite tubercolare pochi giorni dopo la nascita prematura di Amalia Teresa 96. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

61 Imperatrice Carolina Augusta di Baviera (Mannheim, 8 febbraio 1792 - Vienna, 9 febbraio 1873). Quarta moglie (1816) dell'imperatore Francesco II 57. Morì il giorno dopo il suo 81º compleanno, superando suo marito di 38 anni e due regni.

58 Imperatrice Maria Ludovica d'Austria-Este (Monza, 14 dicembre 1787 - Verona, 7 aprile 1816). Terza moglie (1808) all'età di 20 anni del quarantenne cugino imperatore Francesco II 57, contrasse la tubercolosi poco dopo il suo matrimonio, soffrendone per anni dal matrimonio fino all'età di 28 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

Fino al 1940, questa Cappella conteneva il corpo del nipote dell'imperatore Francesco II 57, figlio dell'imperatrice Maria Luisa, Francesco Giuseppe, duca di Reichstadt (1811 - 1832). Adolf Hitler ordinò che il corpo fosse riportato in Francia: si trova attualmente nell'Hôtel des Invalides a Parigi vicino al corpo di suo padre, Napoleone Bonaparte. Il suo cuore è ancora sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

Attraverso la porta nella parete occidentale a sinistra è presente la parte meridionale della Cappella Toscana. Nella parete orientale è presente l'entrata occidentale della Cappella della Cripta. La parete settentrionale si apre nella Cappella di Ferdinando.

La Cappella di Ferdinando

La Ferdinandsgruft fu costruita nel 1842, lungo #La Cappella Toscana, in combinazione con la ricostruzione del monastero soprastante. Anche i visitatori vedono solo una stanza quasi vuota con solo due sarcofagi, questa cappella attualmente contiene un quarto dell'intera popolazione della Cripta Imperiale, inseriti nei pilastri negli angoli.

Salta direttamente alle tombe: 64-72, 73-79, 80-87, 88-100

Sala principale

62 Imperatore Ferdinando I d'Austria (1793 - 1875). Figlio dell'imperatore Francesco II 57. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

63 Imperatrice Maria Anna (1803 - 1884). Nata principessa di Savoia, moglie dell'imperatore Ferdinando I d'Austria 62.

All'interno del pilastro di sud-ovest

Nove tombe, soprattutto bambini:

64 Arciduca Alessandro Leopoldo Giovanni Giuseppe Joseph, palatino d'Ungheria (Poggio Imperiale, 14 agosto 1772 - Laxenburg, 12 luglio 1795). Quarto figlio dell'imperatore Leopoldo II 113 e dell'imperatrice Maria Ludovica 114. Morì all'età di 23 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

65 Arciduchessa Maria Amalia Josephe Johanna Katharina Theresia (Firenze, 15 ottobre 1780 - Vienna, 25 dicembre 1798). Figlia dell'imperatore Leopoldo II 113 e dell'imperatrice Maria Ludovica 114. Morì all'età di 18 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

66 Arciduchessa Louise Elisabeth (Vienna, 18 febbraio 1790 - Vienna, 24 giugno 1791). Prima figlia Infanta dell'imperatore Francesco II 57 e dell'imperatrice Maria Teresa 60. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

67 Arciduchessa Maria Eleonore d'Austria-Teschen (Groß-Seelowitz, 19 novembre 1864 - Groß-Seelowitz, 9 dicembre 1864). Seconda figlia infanta dell'arciduca Carlo Ferdinando 121.

68 Arciduca Franz Joseph d'Austria-Teschen (Groß-Seelowitz, 5 marzo 1855 - Groß-Seelowitz, 13 marzo 1855). Primo figlio infante dell'arciduca Carlo Ferdinando 121. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

69 Arciduca Joseph Franz Leopold (Vienna, 9 aprile 1799 - Laxenburg, 30 giugno 1807). Secondo figlio dell'imperatore Francesco II 57 e dell'imperatrice Maria Teresa 60. Morì all'età di 18 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

70 Arciduca Leopold Ludwig Maria Franz Julius Eustorgius Gerhard (Milano, 6 giugno 1823 - Hörnstein, 24 maggio 1898). Primo figlio dell'arciduca Ranieri Giuseppe x783 e di Maria Elisabetta di Savoia-Carignano. Morì all'età di 75 anni.

71 Arciduca Johann Nepomuk Karl (Vienna, 29 agosto 1805 - Vienna, 19 febbraio 1809). Quarto figlio dell'imperatore Francesco II 57 e dell'imperatrice Maria Theresia 60. Morì all'età di 4 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

72 Arciduca Roberto Ferdinando Salvatore (Salisburgo, 15 ottobre 1885 - Salisburgo, 2 agosto 1895). Ragazzo di 10 anni, ultimo degli 11 figli del granduca Ferdinando IV di Toscana 108 e Alicia Borbone-Parma.

All'interno del pilastro di sud-est

73 Arciduchessa Maria Antonia (1858 - 1883). Figlia del granduca Ferdinando IV di Toscana 108. Morì all'età di 25 anni.

74 Arciduchessa Maria Anna (1835 - 1840). Figlia dell'arciduca Francesco Carlo 135 e Sofia di Baviera 137, sorella dell'imperatore Francesco Giuseppe 142. Morì all'età di 5 anni.

75 Arciduchessa Maria Carolina (1821 - 1844). Figlia dell'arciduca Ranieri Giuseppe x783 e della principessa Maria Elisabetta di Savoia-Carignano. Morì all'età di 23 anni.

76 Arciduca Ferdinando Salvatore (1888 - 1891). Figlio dell'arciduca Carlo Salvatore 90 e Maria Immacolata 89. Morì all'età di 3 anni.

77 Arciduca Raniero Salvatore (1880 - 1889). Figlio dell'arciduca Carlo Salvatore 90 e Maria Immacolata 89. Morì all'età di 9 anni.

78 Arciduchessa Sofia Federica (1855 - 1857). Figlia dell'imperatore Francesco Giuseppe 142 e dell'imperatrice Elisabetta (Sissi) 143. Morì all'età di 2 anni.

79 Arciduchessa Carolina Ferdinanda (1793 - 1802). Figlia di Ferdinando III di Toscana x769 e Luisa Maria Amalia di Borbone-Napoli 84a. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

All'interno del pilastro di nord-ovest

Otto tombe, contenenti 9 corpi:

80 Arciduchessa Natalia Maria Teresa (Bratislava, 12 gennaio 1884 - Bratislava, 23 marzo 1898). Quarta figlia dell'arciduca Federico di Teschen (secondo figlio dell'arciduca Carlo Ferdinando 121) e della principessa Isabella di Croy-Dülmen. Morì all'età di 14 anni.

81 Arciduchessa Stefania Maria Isabella (Bratislava, 1º maggio 1886 - Ostenda, 29 agosto 1890). Quinta figlia dell'arciduca Federico di Teschen (secondo figlio dell'arciduca Carlo Ferdinando 121) e della principessa Isabella di Croy-Dülmen. Morì all'età di 4 anni.

82 Arciduchessa Marie Anne Franziska Theresia Josepha Medarde d'Austria (Vienna, 8 giugno 1804 - Baden bei Wien, 28 dicembre 1858). Figlia non sposata dell'imperatore Francesco II 57 e di Maria Teresa. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

83 Arciduchessa Maria Carolina Luise Christine d'Austria (10 settembre 1825 - 17 luglio 1915). Figlia dell'arciduca Carlo 122. Moglie (1852) dell'arciduca Raniero 110. Morì all'età di 89 anni.

84a Granduchessa Luisa Maria Amalia di Borbone (Napoli, 27 luglio 1773 - Vienna, 19 settembre 1802). Morì durante il parto 84b all'età di 29 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche. Figlia della Regina Maria Carolina del Regno delle Due Sicilie 107. Prima moglie (1790) di Ferdinando III di Toscana x769.

84b senza nome (1802). Figlio Infante di Maria Luisa 84a. Entrambi morti durante la sua nascita e sepolti nella stessa bara.

85 Granduchessa Maria Antonietta di Borbone (Palermo, 19 dicembre 1814 - Gmunden, 7 novembre 1898). Seconda moglie (1833) di Leopoldo II di Toscana109. Morì prima del suo 84º compleanno.

86 Granduchessa Maria Ferdinanda di Sassonia (Dresda, 27 aprile 1796 - Schloß Brandeis, Boemia, 3 gennaio 1865). Seconda moglie (1821) di Ferdinando III, granduca di Toscana x769. Morì a 68 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

87 Arciduchessa Carolina Ludovica Leopoldine (Vienna, 9 dicembre 1795 - Schloß Hetzendorf, 30 giugno 1799). Quarta figlia dell'imperatore Francesco II 57 e Maria Teresa 60. Morì a 3 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

All'interno del pilastro di nord-est

Tredici tombe, principalmente membri del ramo toscano:

88 Arciduca Albrecht Salvator Marie Joseph Ferdinand Karl Anton Johannes Xaver Aloys Rainer Klemens Roman (Alt-Bunzlau, 22 novembre 1871 - Bolzano, 27 febbraio 1896). Figlio dell'arciduca Karl Salvator 90 e Maria Immacolata 89. Morì a 24 anni.

89 Arciduchessa Maria Immacolata di Borbone-Due Sicilie (Napoli, 14 aprile 1844 - Vienna, 18 febbraio 1899). Moglie dell'arciduca Karl Salvator 90. Morì a 54 anni.

90 Arciduca Karl Salvator Giuseppe Giovanni Battista Filippo Jacopo Gennaro Lodovico Gonzaga Raniero (Firenze, 30 aprile 1839 - Vienna, 18 gennaio 1892). Figlio del granduca Leopoldo II di Toscana 109. Fra i suoi figli ci fu Franz Salvator, che sposò l'arciduchessa Maria Valeria, figlia dell'imperatore Francesco Giuseppe 142. Morì a 52 anni.

91 (Urna contenente le ceneri dell')arciduca Leopoldo Maria Alfonso Blanka Karl Anton Beatrix Michael Joseph Peter Ignatz (Zagabria, 30 gennaio 1897 - Mansfield, Connecticut, 14 marzo 1958). Secondo figlio dell'arciduca Leopoldo Salvatore 132. Naturalizzato cittadino statunitense come Leopold Lorraine nel 1953. Morì a 61 anni. Si sposò morganaticamente.

92 Arciduchessa Maria Antonia Immakulata Josepha Ferdinanda Theresia Leopoldine Franziska Karoline Isabella Januaria Luise Christine Appolonie (Vienna, 18 aprile 1874 - Arco, 14 gennaio 1891). Figlia dell'arciduca Carlo Salvatore 90 e Maria Immacolata 89.

93 Arciduca Ernesto Karl Felix Maria Rainer Gottfried Cyriak (Milano, 8 agosto 1824 - Arco, 4 aprile 1899). Figlio dell'arciduca Ranieri Giuseppe x783 e della principessa Maria Elisabetta di Savoia-Carignano. Sposato morganaticamente, i suoi figli prendono il cognome von Wallburg.

94 Arciduchessa Adelgunde di Baviera (1823 - 1914). Moglie dell'arciduca Francesco V d'Austria-Este, duca di Modena 101. Figlia di Luigi I di Baviera e sorella di Hildegard di Baviera 129.

95 Arciduchessa Maria Karoline Leopoldine Franziska Theresia Josepha Medarde (Vienna, 8 giugno 1794 - Vienna, 16 marzo 1795). Figlia dell'imperatore Francesco II 57 e di Maria Teresa 60. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

96 Arciduchessa Amalia Teresa (Vienna, 6 aprile 1807 - 9 aprile 1807). Bambina di 3 giorni figlia dell'imperatore Francesco II 57 e di Maria Teresa 60.

97 Arciduchessa Henriette Maria Immakulata Adelgunde Josepha Ferdinande Theresia Leopoldine Franziska Karoline Isabella Januaria Luise Christine Eleonore (Vienna, 20 febbraio 1884 - Traunkirchen, 13 agosto 1886). Figlia dell'arciduca Carlo Salvatore 90 e Maria Immacolata 89.

98 Arciduca Ludwig Salvator Maria Giuseppe Giovanni Battista Dominicus Raineri Ferdinando Carl Zenobius Antonin (Firenze, 4 agosto 1847 - Schloß Brandeis, 12 ottobre 1915). Figlio del granduca Leopoldo II di Toscana 109. Sociologo e viaggiatore del Mediterraneo.

99 Infanta Maria Teresa del Portogallo (Kleinheubach, 24 agosto 1855 - Vienna, 12 febbraio 1944). A 18 anni divenne la terza moglie (1873) del due volte vedovo arciduca Karl Ludwig 138 che aveva 22 anni più di lei, e visse ancora dopo la morte di suo marito per 48 anni. Dopo la morte del principe Rudolf 144 intraprese molte delle funzioni rappresentative trascurate dalla viaggiatrice imperatrice Elisabetta ("Sissi") 143 fino a che il figliastro arciduca Francesco Ferdinando d'Austria-Este x863 divenne l'erede designato. Durante la prima guerra mondiale lavorò come infermiera, e accompagnò l'ultimo imperatore, Carlo I x887 nell'esilio a Madera, ma ritornò per passare i suoi ultimi anni a Vienna.

100 Arciduca Giuseppe Ferdinando Salvator Maria Franz Leopold Anton Albert Johann Baptist Karl Ludwig Rupert Maria Auxiliatrix (Salisburgo, 24 maggio 1872 - Vienna, 25 agosto 1942). Secondo figlio dell'arciduca Ferdinando IV di Toscana 108. Come suo cugino l'arciduca Leopoldo Salvatore 132 era interessato all'aerostatica, e una volta volò da Linz a Dieppe in sole 16 ore. Tali interessi lo misero in contatto con il futuro capo delle forze armate aree tedesche, Hermann Göring, che più tardi utilizzò la sua influenza per liberare l'Arciduca dal campo di concentramento tedesco di Dachau nel 1938 dopo soli 80 giorni di prigionia. Contrasse due matrimoni morganatici.

La Cappella Toscana

La Toscanagruft fu costruita nel 1842, insieme alla Cappella di Ferdinando. A quel tempo c'erano 85 corpi più le urne con i cuori di tre persone nelle cinque cappelle della cripta.

La Cappella Toscana una volta custodiva molto più delle attuali 14 tombe, e molte furono spostate nella nuova Cappella o incluse all'interno dei pilastri della Cappella di Ferdinando durante i grandi restauri del 1960. La cappella è larga 5 metri ed è lunga 21 metri; si estende lungo tutte le pareti occidentali sia della Cappella di Ferdinando sia di quella di Francesco, finendo solo quando incontra il muro esterno del transetto ad ovest della Cappella di Maria Teresa.

Questa cappella prende il suo nome dai molti discendenti dei giovani figli dell'imperatore Leopoldo II 113, granduca di Toscana, sepolto qui.

Nota: la disposizione delle tombe elencata qui si riferisce alla sistemazione eseguita nel 2003, ma hanno subito un'ulteriore modifica da quella data.

Venendo dalla Cappella di Ferdinando, da sinistra a destra:

111 Duca Alberto di Sassonia-Teschen (11 luglio 1738 - 10 febbraio 1822). Marito dell'arciduchessa Maria Cristina 112. Dopo la morte prematura del loro unico figlio 54, divennero i genitori adottivi dell'arciduca Carlo 122, il vincitore di Aspern. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

112 Arciduchessa Maria Cristina Johanna Josephe Antonie ("Mimi") (3 maggio 1742 - 24 giugno 1798). Figlia favorita dell'imperatrice Maria Teresa 56. Sua madre rinunciò ad organizzare matrimoni fino alla morte di suo padre, l'imperatore Francesco I 55, in modo da permettere a Maria Cristina di potersi sposare per amore invece della ragion di stato - l'unica che ebbe la facoltà di farlo. Lei scelse il duca Alberto di Teschen 111. Alla sua morte il marito fece erigere in suo onore da Antonio Canova il famoso e notevole monumento funebre presente nell'Augustinerkirche di Vienna. Morì di tifo all'età di 56 anni. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

113 Imperatore Leopoldo II (1747 - 1792). Terzo figlio dell'imperatrice Maria Teresia 56. Molta della sua carriera fu spesa a Firenze, riformando l'amministrazione come granduca di Toscana, mentre solo gli ultimi due anni come imperatore. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

114 Imperatrice Maria Ludovica (24 novembre 1745 - 15 maggio 1792). Inizialmente sposò il secondo figlio dell'imperatrice Maria Teresia 56, l'arciduca Carlo Giuseppe 44, ma la sua morte prematura fece in modo di farla sposare con il terzo figlio, che divenne poi l'imperatore Leopoldo II 113. Nel corso dei successivi 21 anni, regala al suo non sempre fedele marito 16 figli, fra cui l'imperatore Francesco II 57 e l'arciduca Carlo 122 il vincitore di Aspern. Addolorata per la morte del marito, visse dopo la sua morte solo due mesi lasciando soli molti figli. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

Dietro di loro, da sinistra verso destra:

105 Arciduca Ferdinand Karl Anton Joseph Johann Stanislaus (1º giugno 1754 - 24 dicembre 1806). Quarto figlio dell'imperatrice Maria Teresia 56. Governatore della Lombardia e, più tardi, dei Paesi Bassi Austriaci. Fondatore della Casata d'Austria-Este 102 e x779. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

106 Arciduchessa Maria Beatrice d'Este (7 aprile 1750 - 14 novembre 1829). Duchessa di Modena, Reggio, Massa, principessa di Carrara, moglie dell'arciduca Ferdinando Carlo Antonio 105.

107 Regina Maria Carolina (1752 - 1814). Figlia dell'imperatrice Maria Teresa 56. Moglie del re Ferdinando I delle Due Sicilie, a cui diede 17 figli. Tutti quelli che sono sepolti nella Cappella Imperiale nati dopo il 1765 sono discendenti di lei o di suo fratello l'imperatore Leopoldo II 113. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

Alla destra dell'entrata, lungo il muro settentrionale, da sinistra a destra:

108 Arciduca Ferdinando IV Salvatore Maria Giuseppe Giovanni Battista Francesco Lodovico Gonzaga Raffaele Ranerio Gennaro (1835 - 1908). Figlio dell'arciduca Leopoldo II 109, granduca di Toscana, sposò nel 1856 Anna Maria di Sassonia (Dresda, 4 gennaio 1836 - Napoli, 10 febbraio 1859), quindi nel 1868 Alice di Borbone-Parma (Parma, 27 dicembre 1849 - Schwertberg, 16 gennaio 1935). Perse il trono 9 mesi dopo che suo padre 109 abdicò in suo favore, quando la Toscana venne annessa all'Italia nel 1860.

109 Arciduca Leopoldo II di Toscana (3 ottobre 1797 - 29 gennaio 1870). Figlio di Ferdinando III di Toscana x769. Abdicò il suo trono nel 1859 in favore di suo figlio Ferdinando 108.

110 Arciduca Ranieri Ferdinando Maria Johann Evangelist Franz Ignaz (11 gennaio 1827 - 27 gennaio 1913). Figlio dell'arciduca Ranieri Giuseppe x783 e di Maria Elisabetta di Savoia-Carignano. Sposò l'arciduchessa Maria Carolina 83. Tra i maggiori collezionisti di manoscritti antichi, la sua collezione di 100 000 pezzi fu il nucleo del Museo dei Papiri della Biblioteca Nazionale Austriaca.

Alla sinistra dell'ingresso, lungo il muro occidentale, da sinistra verso destra:

102 Arciduca Ferdinando Carlo d'Austria-Este (1781 - 1850). Figlio dell'arciduca Ferdinando Carlo Antonio 105. Fu comandante militare durante la Guerra napoleonica. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

103 Arciduca Antonio Vittorio (31 agosto 1779 - 2 aprile 1835). Ottavo figlio dell'imperatore Leopoldo II 113. Ultimo Gran Maestro dell'Ordine Teutonico prima della soppressione di Napoleone fuori dalle terre asburgiche, organizzazione tuttora esistente come ordine religioso dedito ad opere caritatevoli in Europa. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

104 Arciduca Luigi Giuseppe (13 dicembre 1784 - 21 dicembre 1864). Undicesimo figlio dell'imperatore Leopoldo II 113. Promotore dell'industrializzazione in Austria dopo gli studi in Inghilterra. Membro del Consiglio di Stato che esercitò il potere durante il regno dell'imperatore disabile Ferdinando 62 d'Austria. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

Di fronte ad essi, lungo il muro:

101 Arciduca Francesco V d'Austria-Este, duca di Modena (1819 - 1875). Figlio di Francesco IV d'Este x779. Dopo la morte di sua madre Maria Beatrice di Savoia (1792-1840) nel 1840, fu considerato l'erede legittimo al trono inglese dai giacobiti. Fu l'ultimo duca regnante di Modena, che fu incorporata forzatamente nel nuovo Regno d'Italia nel 1860. Senza discendenti diretti, egli lasciò molte delle sue enormi proprietà al suo sfortunato cugino arciduca Francesco Ferdinando x863, che conseguentemente usò il titolo di arciduca d'Austria-Este. La immense collezione d'arte ereditate dal ramo della sua famiglia ora estinta, provenienti dal Castello del Catajo, accumulate durante i secoli, si trova ora nel Kunsthistorisches Museum.

La Nuova Cappella

La Neue Gruft fu costruita tra il 1960 e il 1962 sotto il pavimento del monastero con una estensione di 280 metri quadrati per eliminare la confusione dei ben 140 corpi (oltre le ceneri e le urne contenenti i cuori di altre quattro corpi) presenti nelle altre nove cappelle, oltre a fornire un controllo sulla temperatura per proteggere i sarcofagi metallici da un'ulteriore deterioramento. I suoi muri di freddo cemento evocano la solennità della morte. La Nuova Cappella è preceduta dalla Cappella di Ferdinando e seguita dalla Cappella di Francesco Giuseppe. Contiene 26 sarcofagi:

Muro occidentale

Alla sinistra dell'ingresso, procedendo lungo il muro occidentale da sud verso nord, la "Linea dei Vescovi":

115 Arciduca Leopoldo Guglielmo (6 aprile 1614 - 20 novembre 1662). Figlio dell'imperatore Ferdinando II x578 fu nominato all'età di 13 anni come sostituto di suo zio Leopoldo V, arciduca d'Austria, ma rinunciò a Halberstaedt (all'età di 22 anni, quando fu confermato dal Papa) e più tardi divenne anche vescovo di Olomouc, vescovo di Breslavia, e Gran Maestro dell'Ordine Teutonico. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche e i suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

116 Arciduca Carlo Giuseppe (7 agosto 1649 - 27 gennaio 1664). Figlio dell'imperatore Ferdinando III 27 e dell'imperatrice Maria Leopoldina 21, che morì durante il suo parto. Vescovo di Olomouc e Gran Maestro dell'Ordine Teutonico all'età di 13 anni come erede di suo zio, l'arciduca Leopoldo Guglielmo 115. La collezione d'arte che egli ereditò dall'arciduca Leopoldo Guglielmo 115 divenne la fondazione del Kunsthistorisches Museum. Morì all'età di 15 anni. I suoi intestini sono sepolti separatamente nella Cripta ducale della cattedrale di Santo Stefano.

117 Carlo Giuseppe di Lorena (1680 - 1715). Figlio dell'arciduchessa Eleonora Maria 18 e di Carlo IV, Duca di Lorena. Fu arcivescovo di Treviri. Zio dell'imperatore Francesco I Stefano 55, marito dell'imperatrice Maria Teresa 56. Morì improvvisamente di vaiolo mentre visitava Vienna e, non essendo un Asburgo in linea maschile e non avendo sposato un suo componente, fu originalmente sepolto nella chiesa dei Minoriti, ma fu portato qui l'anno successivo.

Urna contenente il cuore dell'Arcivescovo Carlo Giuseppe di Lorena 117, posto sopra il suo sarcofago.

118 Arciduca Massimiliano Francesco (8 dicembre 1756 - 26 luglio 1801). Figlio più giovane dell'imperatrice Maria Teresa 56. Fu arcivescovo di Colonia. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

119 Arciduca Rodolfo Giovanni d'Asburgo-Lorena (8 gennaio 1788 - 24 luglio 1831). Ultimo figlio dell'imperatore Leopoldo II 113. Creato cardinale da papa Pio VII, gli fu arcivescovo di Olomouc. Di lui si ricorda la profonda amicizia con Ludwig van Beethoven, del quale fu allievo di pianoforte e composizione. Il titano di Bonn dedicò al suo pupillo moltissime delle sue composizioni, alcune delle quali di capitale importanza quali il Quarto Concerto e Quinto Concerto Op.58 & Op.73, il Trio Op.87, la Sonata Op.106, ma, soprattutto, la Missa Solemnis Op. 123 che doveva, nell'intendimento del suo autore, essere utilizzata per la cerimonia di intronizzazione dell'arciduca. Il Cardinale morì a Baden nel 1831 a soli 43 anni. Pur avendo il diritto a partecipare al Conclave per l'elezione del papa, non presenziò ai conclavi che videro eletti Leone XII, Pio VIII e Gregorio XVI. Il suo cuore è custodito nella cattedrale di Olomouc, dedicata a San Venceslao.

Muro meridionale

Lungo il muro meridionale:

127 Imperatrice Maria Luisa (1791 - 1847). Figlia dell'imperatore Francesco II 57. Imperatrice dei francesi quale seconda moglie di Napoleone Bonaparte, più tardi Duchessa di Parma.

Memoriale a "la prima vittima della Guerra Mondiale del 1914 - 1918", arciduca Francesco Ferdinando x863 (1863 - 1914), figlio dell'arciduca Carlo Ludovico 138, e alla Contessa moglie di Francesco Ferdinando, Sofia Chotek x868 (1868 - 1914). La coppia è sepolta nella cripta del castello di Artstetten.

Muro settentrionale

Procedendo lungo il muro settentrionale, da ovest verso est, la prima parte contiene la famiglia dell'arciduca Carlo 122, il vincitore di Aspern:

120 Arciduca Guglielmo Francesco Carlo (21 aprile 1827 - 29 luglio 1894). Figlio più giovane dell'arciduca Carlo 122. Divenne Gran Maestro dell'Ordine Teutonico.

121 Arciduca Carlo Ferdinando d'Austria-Teschen (1818 - 1874). Figlio dell'arciduca Carlo 122.

122 Arciduca Carlo "il vincitore di Aspern" (1771 - 1847). Duca di Teschen, terzo figlio dell'imperatore Leopoldo II 113. Fu adottato da Alberto di Sassonia-Teschen 111 e dall'arciduchessa Maria Cristina 112, che erano senza figli. Una sua statua equestre, nell'atto di reggere la bandiera nazionale per condurre le sue truppe contro Napoleone I, si trova a Heldenplatz a Vienna. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

123 Arciduchessa Enrichetta di Nassau-Weilburg (30 ottobre 1797 - 29 dicembre 1829). Moglie dell'arciduca Carlo 122. Lei è l'unica protestante sepolta qui, dopo che l'imperatore Francesco II 57 abolì i privilegi ecclesiastici locali.

Urna contenente il cuore e le viscere di Enrichetta di Nassau-Weilburg 123.

125 Arciduca Rodolfo Francesco (1822). Figlio infante dell'arciduca Carlo 122. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

Su un piedistallo, di fronte alla tomba dell'imperatrice Maria Luisa 127:

126 Imperatore Massimiliano I del Messico (1832 - 1867). Secondo figlio dell'arciduca Francesco Carlo 135 e fratello dell'imperatore Francesco Giuseppe 142. Fatto imperatore del Messico dalla Francia, fu deposto e fucilato da rivoluzionari messicani.

La successiva sporgenza lungo la parete settentrionale, da sinistra verso destra, contiene perlopiù la famiglia dell'arciduca Albrecht 128, un grande comandante militare della generazione successiva:

128 Arciduca Alberto (1817 - 1895). Figlio maggiore dell'arciduca Carlo 122. In seguito alla sua carriera militare, gli fu eretta una statua equestre sulla rampa fuori dal suo precedente palazzo, l'Albertina a Vienna.

129 Arciduchessa Ildegarda di Baviera (10 giugno 1825 - 2 aprile 1864). Moglie dell'arciduca Albrecht 128. Sorella di Adelgunde di Baviera 94. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

130 Arciduchessa Matilde d'Austria-Teschen (25 gennaio 1849 - 6 giugno 1867) Figlia dell'arciduca Alberto 128. All'età di 18 anni, provando a nascondere una sigaretta accesa dietro la schiena, i suoi vestiti presero fuoco e morì così. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

131 Arciduca Carlo Alberto d'Austria-Teschen (1847 - 1848). Figlio infante dell'arciduca Albrecht 128.

132 Arciduca Leopoldo Salvatore Maria Giuseppe Ferdinando Francesco d'Assisi Carlo Antonio di Padova Giovanni Battista Gennaro Luigi Gonzaga Ranieri Venceslao Gallo (Alt-Bunzlau, Boemia, 15 ottobre 1863 - Vienna, 4 settembre 1931). Figlio maggiore dell'arciduca Carlo Salvatore 90. Nel corso di una brillante carriera militare, riorganizzò e modernizzò l'artiglieria austriaca, divenendo ispettore generale nel 1908. Guidò mezzi aerostatici e lavorò allo sviluppo dei dirigibili. Guadagnò molti soldi con le sue invenzioni, come le quattro ruote motrici e i camion semi-cingolati per l'esercito. Sposò (1889) Blanca, infanta di Spagna (Graz, 7 settembre 1868 - Viareggio, 25 ottobre 1949).

133 Arciduca Ranierio Carlo Leopoldo Blanka Antonio Marcherita Beatrice Pietro Giuseppe Raffaele Michele Ignazio Stefano (Zagabria, 21 novembre 1895 - Vienna, 25 maggio 1930). Primo figlio dell'arciduca Leopoldo Salvatore 132. Non si sposò.

134 Arciduchessa Margherita Carolina di Sassonia (24 maggio 1840 - 15 settembre 1858). Prima moglie (1856) del nipote di sua madre, l'arciduca Carlo Ludovico 138. Il matrimonio non diede figli, ed ella si ammalò di tifo mentre era in vacanza a Monza e morì all'età di 18 anni. Il suo cuore è sepolto nella Hofkapelle a Innsbruck.

Muro orientale

Procedendo lungo il muro orientale, da nord verso sud, i diretti predecessori degli ultimi imperatori:

135 Arciduca Francesco Carlo (1802 - 1878). Terzo figlio dell'imperatore Francesco II 57. Quando suo fratello maggiore l'imperatore Ferdinando 62 abdicò nel 1848, lui si mise da parte in modo da permettere a suo figlio, l'imperatore Francesco Giuseppe 142, di succedergli al trono al suo posto. Fu il bisnonno dell'ultimo imperatore regnante, l'imperatore Carlo I x887. Il suo cuore è sepolto nella Herzgruft nell'Augustinerkirche.

136 Senza nome (1840) Figlio infante dell'arciduca Franz Karl 135.

137 Arciduchessa Sofia (1805 - 1872). Moglie (1824) dell'arciduca Franz Karl 135. Fu amica del figlio di Napoleone x811 durante la sua giovinezza. Provò a combinare il matrimonio tra suo figlio l'imperatore Francesco Giuseppe 142 e la figlia maggiore di sua sorella, ma egli scelse al suo posto la figlia più giovane "Sissi" 143.

138 Arciduca Carlo Ludovico (1833 - 1896). Terzo figlio dell'arciduca Franz Karl 135. Fratello dell'imperatore Francesco Giuseppe 142, padre dell'Arciduca Francesco Ferdinando d'Austria-Este x863 e di Otto 140 e nonno dell'imperatore Carlo I x887. Dopo la morte del principe regnante Rodolfo 144 egli fu l'erede designato.

139 Arciduchessa Maria Annunziata di Borbone-Due Sicilie (24 marzo 1843 - 4 maggio 1871). Seconda moglie (1862) dell'arciduca Karl Ludwig 138.

140 Arciduca Ottone Francesco "der Schöne" (il Bello) (1865 - 1906). Secondo figlio dell'arciduca Karl Ludwig 138. Padre dell'imperatore Carlo I x887. Di solito viene ricordato per il famoso aneddoto per cui fu visto in un corridoio dell'Hotel Sacher di Vienna entrare nella stanza di una signora, con indosso solo una spada.

141 Arciduchessa Maria Josefa di Sassonia (31 maggio 1867 - 28 maggio 1944). Moglie (1886) dell'arciduca Otto 140. Si sforzò di tenere i suoi figli lontano dall'influenza del suo famoso marito e fu capace di nascondere il suo eccessivo dispiacere quando lui morì. Molto probabilmente non avrebbe voluto che la sua tomba si trovasse dove si trova adesso. Accompagnò l'ultimo imperatore regnante, Carlo I x887 in esilio, e passò il resto della sua vita con la sua famiglia dopo la sua morte.

La Cappella di Francesco Giuseppe

Dal 1908 le sette cappelle della cripta già contenevano 129 corpi, più le urne con i cuori di altre 3 persone. In quell'anno fu costruita la Franz Josephs Gruft, lungo la Cappella adiacente, come parte delle celebrazioni dell'imperatore Francesco Giuseppe 142 per i 60 anni di governo. La cappella è di solito attraversata da nord verso sud.

Da sinistra verso destra:

143 Imperatrice Elisabetta di Baviera (Sissi) (1837 - 1898). Moglie dell'imperatore Francesco Giuseppe.

142 Imperatore Francesco Giuseppe (1830 - 1916). Figlio dell'arciduca Francesco Carlo.

144 Arciduca Rodolfo (1858 - 1889). Figlio dell'imperatore Francesco Giuseppe.

Girando intorno ai sarcofagi, la porta della parete meridionale conduce nella Cappella della Cripta.

La Cappella della Cripta

La Gruftkapelle fu costruita lungo la Cappella di Francesco Giuseppe nel 1908.

Contiene un sarcofago, posizionato sulla destra verso la parete occidentale:

147 Imperatrice Zita di Borbone-Parma (1892 - 1989). Moglie 1911) dell'imperatore Carlo I x887. I cuori della coppia si trovano nella cripta della Cappella di Loreto Archiviato il 14 dicembre 2003 in Internet Archive. del monastero benedettino di Muri.

Alla sinistra, di fronte alla parete orientale:

Una statua della Madonna, offerta da signore ungheresi nel 1899 come memoriale dell'imperatrice Elisabetta di Baviera 143.

Nell'angolo a destra (sud-est):

Un busto in memoria del beato imperatore Carlo I d'Austria x887 (1887 - 1922), l'ultimo imperatore regnante, il cui corpo è sepolto nella chiesa di Nossa Senhora do Monte a Funchal nell'isola portoghese di Madera.

Altri Asburgo

Non tutti gli Asburgo importanti sono sepolti qui. Quelli citati in questa pagina, ma sepolti altrove sono:

x415 Imperatore Federico III (1415 - 1493), nella cattedrale di Santo Stefano, a Vienna.

x459 Imperatore Massimiliano I (1459 - 1519). Figlio dell'imperatore Federico III x415. Sepolto nella Georgskapelle, a Wiener Neustadt.

x457 Duchessa Maria di Borgogna (1457 - 1482). Ricca ed unica erede del ducato di Borgogna, moglie dell'imperatore Massimiliano I x459. Sepolta nella chiesa di Nostra Signora, a Bruges.

x478 Re Filippo I di Castiglia (1478 - 1506). Figlio dell'imperatore Massimiliano I x459. Sepolto nella Capilla Real, a Granada.

x500 Imperatore Carlo V (1500 - 1556). Figlio maggiore del re Filippo I di Castiglia x478. Sepolto nella cripta dell'Escorial, vicino a Madrid.

i suoi diretti discendenti come Re di Spagna, nella cripta dell'Escorial, vicino a Madrid.

x503 Imperatore Ferdinando I (1503 - 1564). Secondo figlio del re Filippo I di Castiglia x478 e fratello dell'imperatore Carlo V x500. Sepolto nella Cattedrale di San Vito, a Praga.

x527 Imperatore Massimiliano II (1527 - 1576). Figlio maggiore dell'imperatore Ferdinando I x503. Sepolto nella cattedrale di San Vito, a Praga.

x552 Imperatore Rodolfo II (1552 - 1612). Figlio dell'imperatore Massimiliano II x527. Sepolto nella cattedrale di San Vito, a Praga.

x540 Arciduca Carlo II d'Austria (1540 - 1590). Terzo figlio dell'imperatore Ferdinando I x503. Sepolto nella cattedrale di Seckau.

i suoi discendenti, la linea Interna Austriaca, nella cattedrale di Seckau.

Dopo l'apertura della Cripta Imperiale nel 1632:

x578 Imperatore Ferdinando II (1578 - 1637). Figlio maggiore dell'arciduca Carlo II d'Austria x540. Sepolto nel Duomo di Graz.

i suoi discendenti, la linea Austriaca, sono perlopiù sepolti nella Cripta Imperiale.

x755 Regina Maria Antonietta (1755 - 1793). Figlia dell'imperatrice Maria Teresa 56. Sepolta nella Basilica di Saint-Denis a Parigi.

x769 Arciduca Ferdinando III di Asburgo-Lorena (1769 - 1824). Figlio dell'imperatore Leopoldo II 113. Sepolto nella chiesa di San Lorenzo a Firenze.

x779 Arciduca Francesco IV d'Este (1779 - 1846). Figlio dell'arciduca Ferdinand Karl Anton 105. Sepolto nella chiesa di San Vincenzo a Modena.

x783 Arciduca Ranieri Giuseppe (30 settembre 1783 - 16 gennaio 1853). Figlio dell'imperatore Leopoldo II 113. Sepolto nel Duomo di Bolzano.

x811 Principe Napoleone II di Francia (1811 - 1832). Figlio di Napoleone Bonaparte e dell'imperatrice Maria Luisa 127. Sepolto nell'Hôtel des Invalides a Parigi.

x856 Arciduca Friedrich Maria Albrecht Wilhelm Karl, duca di Teschen (Groß-Seelowitz, 4 giugno 1856 - Ungarisch-Altenburg, 30 dicembre 1936). Secondo figlio dell'Arciduca Carlo Ferdinando 121. Sepolto nella chiesa parrocchiale di Mosonmagyaróvár.

x868 Arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este (1863 - 1914). Erede designato, figlio maggiore dell'arciduca Carlo Ludovico 138. Sepolto nella Schlosskapelle a Artstetten.

x868 Duchessa Sophie Chotek (1868 - 1914). Contessa di Chotek, moglie dell'arciduca Francesco Ferdinando x863. Sepolta nella cappella del castello di Artstetten.

x887 Imperatore Carlo I d'Austria (1887 - 1922). Figlio maggiore dell'arciduca Otto Franz 140. Sepolto nella chiesa di Nossa Senhora do Monte a Monte nell'isola portoghese di Madera.

Sepolture future

È difficile che qualche altro membro della Casa Imperiale possa ricevere in futuro il permesso per venire sepolto qui, anche se il corpo dell'ultimo imperatore regnante, Carlo I, potrebbe venirvi tumulato se la famiglia desidererà trasferirlo qui da Madeira.

Dal 1971 i membri della famiglia che muoiono durante l'esilio sono generalmente sepolti nella cripta della cappella Loreto del monastero benedettino a Muri, in Svizzera.

Alla fine del 2007 vi è stato sepolto, accanto alla madre, l'arciduca Carlo Ludovico, figlio di Carlo e Zita. Del 16 luglio 2011 è la tumulazione dell'arciduca Ottone, anche lui figlio dell'ultimo imperatore Carlo, e sua moglie Regina.

La sepoltura più recente risale al Settembre 2023: Yolande de Ligne (terza figlia del principe belga Eugène de Ligne e della principessa Philippine de Noailles), sposa di Carl Ludwig.

Secondo quanto riporta il sito web ufficiale, dopo Yolande non vi saranno più tumulazioni e sepolture nella Cripta dei Cappuccini.

Anno: 1633

Informazioni pratiche

Orari
10:00-18:00
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.kapuzinergruft.com

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Donauturm

Revolving restaurant · Vienna

Donauturm

La Donauturm (in italiano: Torre sul Danubio) è una torre panoramica di Vienna costruita nel 1964 su progetto di Hannes Lintl in occasione della Mostra Internazionale del Giardino (WIG 64). Da allora è diventata una popolare attrazione turistica.

== Descrizione ==

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La torre è situata nel centro del Donaupark, costruito per ospitare la fiera dell'orticultura nel 22º distretto di Vienna, la Donaustadt.

Con un'altezza di 252 metri, la torre è uno dei più alti edifici di Vienna. 779 scalini immettono nella sua piattaforma panoramica, la quale è ad un'altezza di 150 metri e può essere raggiunta mediante due ascensori che portano i turisti in alto in soli 35 secondi. Un giro turistico completo della torre dura 26, 39 o 52 minuti. La piattaforma è usata talvolta durante l'estate per il bungee jumping. Due ristoranti girevoli (ad un'altezza di 160 e 170 metri) offrono una vista varia sopra la capitale austriaca. Fa parte della World Federation of Great Towers.

La Torre sul Danubio è inoltre una radio-stazione privata e sede di diversi servizi di radiotrasmissione. Nonostante assomigli ad una torre TV, la Donauturm non è usata per le trasmissioni TV (le maggiori stazioni televisive di Vienna si trovano a Kahlenberg).

Anno: 1964

Informazioni pratiche

Indirizzo
Donauturmstraße 4
Orari
Mo-Su 10:00-24:00
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.donauturm.at

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Leopold Museum

Museo d'arte · Vienna

Leopold Museum

Il Leopold Museum, ospitato presso il Museumsquartier a Vienna, Austria, alloggia una delle più vaste collezioni d'arte moderna austriaca. Il museo contiene la più grande raccolta mondiale di opere di Egon Schiele. Tra le altre opere, vi sono quadri di Gustav Klimt, Oskar Kokoschka e Richard Gerstl.

== Opere ==

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Nell'arco di mezzo secolo, i fondatori Elisabeth e Rudolf Leopold acquisirono oltre 5000 lavori, consolidati nel 1994 nella Fondazione Privata Leopold Museum, con l'assistenza della Repubblica d'Austria e la Banca Nazionale d'Austria. Il Leopold Museum venne inaugurato nel 2001.

Il fulcro della collezione è rappresentato dell'arte austriaca della prima metà del XX secolo, e include importanti dipinti e disegni di Egon Schiele e Gustav Klimt, che mostrano la graduale trasformazione in Austria della Secessione viennese – il movimento Art Nouveau/Jugendstil – in Espressionismo. Il contesto storico viene illustrato dalle maggiori opere d'arte austriache del XIX e XX secolo.

Controversie

Nel 2012 ai poster della mostra Uomini nudi dovette venire aggiunta una striscia rossa per coprire i genitali dei modelli in foto.

Anno: 2001

Informazioni pratiche

Indirizzo
Museumsplatz 1
Orari
Mo-Su 10:00-18:00
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.leopoldmuseum.org

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Lobau

Riserva della biosfera · Vienna

Lobau

Protected area descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Lainzer Tiergarten

Area protetta · Vienna

Lainzer Tiergarten

Il Lainzer Tiergarten è un giardino zoologico e riserva naturale di Vienna, capitale dell'Austria, istituito come recinto di caccia nel 1561.

== Storia ==

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La prima citazione documentata del sito risale al 1270 e dal 1457 si cominciano ad avere informazioni relative a questo luogo come di riserva di caccia. Ferdinando I d'Asburgo acquistò ufficialmente il sito con le foreste adiacenti nel 1561 facendolo recintare e definendola riserva di caccia imperiale che rimase tale fino alla fine dell'Impero asburgico. La Hermesvilla fu costruita tra il 1882 e il 1886 per disposizione dell'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria che si affidò ai progetti dell'architetto Karl von Hasenauer per donarla alla moglie Elisabetta. Dal 1918 finì l'epoca imperiale e la nuova amministrazione decise di aprire lo zoo e il resto dell'area al pubblico. In seguito, anche per problemi economici, parte della superficie del Tiergarten venne utilizzata per un campo da golf, un orto, e furono progettati anche un cimitero forestale, un cimitero per animali e uno stadio sportivo per corse di cani. Dal 1941 divenne riserva naturale del Reich e nuovamente non più aperta al pubblico. Dopo la fine della seconda guerra mondiale fu amministrata dai sovietici, venne parzialmente disboscata e la villa fatta costruire da Francesco Giuseppe quasi ridotta ad un rudere. Il Lainzer Tiergarten è stato riaperto al pubblico nel 1955 e dal 1974 l'ingresso è gratuito.

Descrizione

La grande area naturale si trova nella parte occidentale di Vienna e si sviluppa su una superficie complessiva di 2.450 ettari. Ospita una grande varietà di specie vegetali ed animali come caprioli, cervi, cinghiali, picchi, salamandre e pipistrelli.

Informazioni pratiche

Orari
08:00-sunset
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.wien.gv.at

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Liechtenstein Museum

Museo d'arte · Vienna

Liechtenstein Museum

Il Liechtenstein Museum (Museo Liechtenstein) è una pinacoteca di Vienna. Nella sua forma attuale è stato aperto il 29 marzo 2004. Nelle sale del museo viene presentata la collezione privata del Casato di Liechtenstein, una delle più grandi collezioni private del mondo.

== Sede ==

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Il Museo Liechtenstein ha sede nell'omonimo Palazzo Liechtenstein, un palazzo barocco che si trova in Fürstengasse 1, nel distretto di Alsergrund. Il palazzo fu costruito per volontà del principe Giovanni Adamo I di Liechtenstein, che ne commissionò il progetto e la realizzazione all'architetto italiano Domenico Egidio Rossi.

Opere principali

Il museo spazia dal Rinascimento al periodo Biedermeier, e contiene opere di autori come Giovanni Baronzio, Andrea Mantegna, Marco Palmezzano, Raffaello (Ritratto virile del Liechtenstein, 1503-1504), Lucas Cranach (Sant'Eustachio, 1515 circa), Peter Paul Rubens, Paris Bordon, Francesco Hayez (Consiglio alla vendetta).

Anno: 2004

Informazioni pratiche

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Volksgarten

Parco cittadino · Vienna

Volksgarten

Urban park in Vienna, Austria descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1817

Informazioni pratiche

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Tesoreria imperiale

Museo d'arte · Vienna

Tesoreria imperiale

La Tesoreria imperiale (in tedesco Kaiserliche Schatzkammer) presso il Palazzo Hofburg di Vienna, contiene una preziosa collezione di tesori profani ed ecclesiastici che coprono oltre mille anni di storia europea.

== Storia ==

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Le collezioni della Tesoreria imperiale furono allestite a partire dal 1556 dallo studioso Jacopo Strada, antiquario di corte di Ferdinando I del Sacro Romano Impero: questi vi destinò la parte più antica del palazzo Hofburg, che fu ricostruita nel XVI secolo in stile rinascimentale; ancora oggi vi si accede dallo Schweizerhof (Cortile svizzero).

Nel XVIII secolo, Maria Teresa fece trasferire i tesori asburgici nella sede attuale, a causa del fatto che i beni della dinastia erano stati in gran parte colpiti dalle costose guerre contro la rivale Prussia. L'imperatore Carlo I fece prelevare 31 oggetti preziosi, tra cui il Florentiner, da alcune teche di questa Tesoreria e trasportare in Svizzera il 1º novembre 1918, pochi giorni prima della fine della monarchia, dal suo ciambellano, conte Leopold Berchtold.

L'esposizione è stata completamente rinnovata nel 1983-1987.

La Tesoreria imperiale è affiliata con il Kunsthistorisches Museum e ospita, in 21 sale, una collezione di rari tesori che sono stati accumulati dalla Casa Imperiale d'Asburgo nel corso dei secoli, tra cui la Corona Imperiale, il Globo e lo Scettro d'Austria, e il Tesoro Imperiale Regalia degli Imperatori e dei Re del Sacro Romano Impero, inclusa la Corona Imperiale del Sacro Romano Impero.

Contenuto

La Tesoreria imperiale è suddivisa in due raccolte: quella laica e quella ecclesiastica. La prima collezione contiene numerosi manufatti imperiali della Casa d'Asburgo, inclusi gioielli e pietre preziose che, a causa della loro dimensione unica, non potevano essere inseriti nelle corone imperiali. Come tutti i tesori laici, erano progettati per attestare il potere politico e la portata geografica dei loro proprietari. La collezione ecclesiastica contiene numerosi tesori religiosi, tra cui reliquiari e oggetti attribuiti alla proprietà privata dei santi.

Collezione laica

La collezione laica contiene una raccolta di oggetti legati alle varie monarchie che ebbero base in Austria:

Le Insegne imperiali (Reichskleinodien): insegne e gioielli del Sacro Romano Impero, tra cui la Corona Imperiale, la Lancia sacra e la Spada Imperiale. Le Insegne Imperiali arrivarono negli ultimi giorni del Sacro Romano Impero, intorno al 1800, da Norimberga dove erano state custodite dal 1424, per essere messe in salvo dall'avanzata delle truppe francesi al comando di Napoleone. Dopo l'Anschluss austriaco del 1938, le autorità naziste li riportarono a Norimberga. Alla fine della seconda guerra mondiale, furono restituiti a Vienna dalle forze statunitensi;

I gioielli della corona austriaca, comprendenti la corona personale dell'imperatore Rodolfo II, che con la proclamazione dell'Impero austriaco, nel 1804, divenne la corona imperiale d'Austria, con scettro e globo crucigero, le insegne indossate dall'imperatore Ferdinando I d'Austria in occasione della sua incoronazione a Re del Lombardo-Veneto, nel 1835, nonché i paramenti e altri oggetti preziosi dell'dell'Ordine di Santo Stefano d'Ungheria e Ordine militare di Maria Teresa;

Le insegne dell'Arciducato d'Austria con il cordone del cappello arciducale realizzato per l'incoronazione del re Giuseppe II nel 1764;

Il Tesoro borgognone, parte della dote di Maria la Ricca al suo matrimonio con l'arciduca Massimiliano I nel 1477.

Le insegne originali del Regno di Boemia, lo scettro e il globo.

Il tesoro dell'Ordine del Toson d'oro dall'eredità del padre di Maria, il Duca Carlo il Temerario.

In mostra ci sono varie gemme preziose, tra cui uno dei più grandi smeraldi del mondo. Fanno parte del tesoro anche la corona del principe di Transilvania, István Bocskai, e i due "cimeli inalienabili della Casa d'Austria": un dente di narvalo gigante che si pensava fosse il corno di un unicorno (Ainkhürn) e la ciotola di agata della Tarda antichità che si pensava fosse il leggendario Santo Graal; inoltre i manufatti napoleonici di Napoleone II e di sua madre Maria Luisa.

Collezione ecclesiastica

La collezione ecclesiastica contiene numerose immagini devozionali e altari, per lo più di epoca barocca.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Orari
We-Mo,PH 09:00-17:30
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.kaiserliche-schatzkammer.at

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Weltmuseum Wien

Museo d'arte · Vienna

Weltmuseum Wien

Museo in Austria

Anno: 1876

Informazioni pratiche

Indirizzo
Heldenplatz
Orari
PH,Th-Mo 10:00-18:00; Tu 10:00-21:00
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.weltmuseumwien.at

Holy Trinity Greek Orthodox Church

Cattedrale ortodossa · Vienna

Holy Trinity Greek Orthodox Church

Greek Orthodox Church Cathedral descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

Indirizzo
Fleischmarkt 13
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.metropolisvonaustria.at

Wien Museum

Museo · Vienna

Wien Museum

Il Wien Museum (in italiano Museo di Vienna) è un'istituzione scientifica di diritto pubblico con personalità giuridica che riunisce diversi musei della città austriaca di Vienna.

L'edificio principale nella Karlsplatz, inaugurato il 23 aprile 1959, è stato il primo nuovo museo austriaco costruito dopo la seconda guerra mondiale, su progetto di Oswald Haerdtl. Nel 2019 l'edificio è stato chiuso per una ristrutturazione generale e un consistente ampliamento. La nuova struttura, progettata dal team di architetti Winkler, Ruck e Certov, ha riaperto il 6 dicembre 2023.

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L'esposizione permanente del Wien Museum sulla Karlsplatz è visitabile gratuitamente sin dalla riapertura. Dal febbraio 2024 le mostre speciali del Wien Museum si svolgono al nuovo piano superiore. La collezione d'arte permanente e la collezione storica sulla storia di Vienna presentano reperti che vanno dal Neolitico ai giorni nostri. Il numero di oggetti supera il milione. La collezione d'arte comprende opere di Gustav Klimt, Egon Schiele e Ferdinand Georg Waldmüller.

Oltre all'edificio principale sulla Karlsplatz e alla Hermesvilla, fanno capo al Museo di Vienna anche altri sedi di interesse culturale, come musei specialistici, residenze di musicisti e siti archeologici

Storia
Collezioni comunali

Fondati nel 1887, sia il Museo storico della città di Vienna (Historische Museum der Stadt Wien) che il Museo comunale delle armi (Städtische Waffenmuseum) risultano entrambi censiti con questi nomi nell'Allgemeiner Wohnung-Anzeiger di Lehmann a partire dal 1882.

Fino al 2002, gli altri musei cittadini facevano capo direttamente all'amministrazione comunale di Vienna, che dal 1883 aveva stabilito la sua sede nel Nuovo Municipio (Neue Rathaus). Il primo piano dell'edificio, quello di rappresentanza, ospitava originariamente le sale espositive per le collezioni comunali (l'archivio, la biblioteca e il museo). L'archivio venne separato dal resto delle collezioni nel 1889, così come la biblioteca nel 1939.

Dal 1939, le collezioni comunali divennero un dipartimento dell'amministrazione comunale del Reichsgau di Vienna. Oltre al Museo Storico e alla Collezione delle Armi nel Nuovo Municipio, nel 4º distretto, in Rainergasse 18, era attivo un Museo Romano e nella piazza principale di Klosterneuburg (all'epoca 26º distretto) era ospitato il Museo Comunale del Vino. Presso l'ex residenza del pittore Rudolf von Alt, in Skodagasse 11 (8º distretto), si trovava un monumento commemorativo dell'artista. All'epoca facevano parte delle collezioni comunali anche i musei di storia locale di Meidling, Ottakring, Hernals, Floridsdorf e Mödling (24º distretto fino al 1954) nonché il museo locale di Klosterneuburg.

Musei della città di Vienna

Dopo il 1945, i musei cittadini erano noti come MA10 (Magistratsabteilung 10, "Dipartimento municipale 10") e dipendevano dal Dipartimento Cultura, guidato da un consigliere comunale. Robert Waissenberger è stato responsabile del museo dal 1974 fino alla sua morte (28 marzo 1987); gli è succeduto, fino a fine marzo 2003, l'ex collega Günter Düriegl.

La separazione dall'amministrazione comunale

Con le leggi sui musei federali del 1998 prima e del 2002 poi, il governo austriaco ha concesso ai musei federali la possibilità di separarsi dall'amministrazione pubblica e di costituirsi in entità giuridiche di diritto pubblico indipendenti, denominate "istituzioni scientifiche". L'obiettivo era facilitare una gestione delle risorse museali più vicina al settore privato. Già nel 1999 furono costituiti i primi musei statali con questa nuova forma giuridica.

Lo stato federato di Vienna adottò questo modello nel 2001 con una legge apposita. In seguito a ciò, nel 2002 il MA10 assunse la forma giuridica di istituzione scientifica autonoma con la denominazione "Musei della città di Vienna". In conformità con la legge, le collezioni preesistenti furono concesse in prestito alla nuova entità, che quindi non ne è formalmente proprietaria. Da statuto, il direttore generale (amministratore delegato) viene nominato dal governo provinciale su indicazione dell'Assessore comunale alla Cultura di Vienna. Il primo direttore è stato Wolfgang Kos, entrato in carica nel 2003 contestualmente alla nuova denominazione ufficiale Wien Museum, a cui nel 2015 è succeduto Matti Bunzl, attuale direttore.

Direttori

1949–1968: Franz Glück

1968–1974: Alfred May

1974–1987: Robert Waissenberger

1987–2003: Günter Düriegl

2003–2015: Wolfgang Kos

dal 1º ottobre 2015: Matti Bunzl

Wien Museum Karlsplatz, già Museo storico
Descrizione

Il Museo storico della città di Vienna è stato fondato nel 1887 e fino al 1959 era ospitato nel municipio cittadino. I primi progetti per un museo cittadino nella Karlsplatz risalgono all'inizio del XX secolo, tra cui uno concepito da Otto Wagner. Anche a causa delle due guerre mondiali, il nuovo edificio non venne realizzato fino a quando, nel 1953, in occasione dell'ottantesimo compleanno del presidente federale Theodor Körner, già sindaco di Vienna, il consiglio comunale deliberò di costruire il museo in suo onore.

Fu indetto un concorso aperto, al quale furono anche invitati a partecipare nominativamente tredici architetti, tra cui Clemens Holzmeister, Erich Boltenstern e Karl Schwanze. I progetti furono giudicati da una giuria composta dal presidente Franz Schuster, dagli architetti Max Fellerer e Roland Rainer, dal direttore dell'Urbanistica di Vienna, dal direttore delle Collezioni Comunali Franz Glück, dal capo del Dipartimento per il Regolamento Comunale e dal capo del Dipartimento di Architettura. Gli ottanta partecipanti presentarono 96 progetti e la giuria concesse l'incarico a Oscar Haerdtl, classificatosi al quarto posto, che realizzò l'edificio secondo lo stile sobrio tipico del periodo. Haerdlt progettò anche gli interni, compreso l'arredamento dell'ufficio del direttore. La posa della prima pietra avvenne il 2 ottobre 1954 e il nuovo museo sulla Karslplatz fu inaugurato ufficialmente il 23 aprile 1959, come prima, e per alcuni decenni anche unica, nuova costruzione museale della Seconda repubblica austriaca.

Il cortile interno del museo è stato coperto nel 2000. Nel 2003, quando i musei della città di Vienna sono stati riuniti sotto la direzione di Wolfgang Kos nel nuovo contesto del Wien Museum, il museo è stato rinominato "Wien Museum Karlsplatz". All'inizio del 2006, l'atrio è stato ristrutturato e sono stati messi a disposizione nuovi spazi espositivi nell'area di un ex deposito.

L'esposizione permanente è una miscela di collezione storica e artistica, che mostra ai visitatori uno spaccato dello sviluppo di Vienna, dalle sue origini neolitiche passando per l'accampamento legionario romano di Vindobona e arrivando fino al XX secolo. Oltre all'esposizione permanente, vengono organizzate regolarmente mostre speciali. Sotto la direzione di Robert Waissenberger, il museo ha organizzato nel 1985 l'esposizione sullo Jugendstil Sogno e realtà nella Künstlerhaus di fronte a Karlsplatz, una delle mostre di maggior successo mai realizzate a Vienna con oltre 600000 visitatori.

La ristrutturazione e l'ampliamento

Poiché il museo mostrava un'evidente problema di carenza di spazio, fu posta la questione di come realizzarne un ampliamento. Fu effettuato un sondaggio tra gli esperti, in cui si poneva l'alternativa tra un ampliamento strutturale dell'edificio di Karslplatz e la realizzazione di una seconda sede staccata, nel contesto della Stazione centrale di Vienna e oltre i due terzi si espressero a favore della prima ipotesi.

Nel 2015 venne bandito un concorso internazionale per "il più importante progetto di costruzione di un museo a Vienna da molti decenni a questa parte". Furono presentati 274 progetti da 26 paesi diversi e alla fine risultarono vincitori gli architetti dello studio austriaco Winkler+Ruck e Ferdinand Certov. Il progetto prevedeva un ampliamento in altezza, realizzato aggiungendo una sezione frontale all'edificio già esistente, con un'ampia balconata prospiciente Karlsplatz, su cui si sviluppavano due piani, di cui quello inferiore destinato ad ospitare eventi e quello superiore come spazio espositivo speciale. Anche l'atrio di ingresso sarebbe stato ampliato posizionando una struttura vetricale in vetro di fronte all'ingresso esistente.

I lavori preliminari per la ristrutturazione del Wien Museum di Karlsplatz sono iniziati nel maggio 2017, con l'analisi della capacità portante del pavimento, delle fondamenta e dei muri. Il costo totale preventivato per la ristrutturazione ammontava a 108 milioni di euro. Nella primavera del 2018, l'amministrazione comunale ha deciso di coprire i costi di costruzione finanziandoli direttamente dal bilancio comunale. La sera del 3 febbraio 2019 il Wien Museum è stato chiuso per l'inizio effettivo dei lavori di ristrutturazione e sono state pianificate soluzioni provvisorie per il proseguimento delle attività, come ad esempio mostre itineranti per le scuole elementari. Poco dopo l'avvio dei lavori, sono venute alla luce le fondamenta di uno dei primi centri commerciali di Vienna.

La riapertura, inizialmente prevista per il 2020, è avvenuta il 6 dicembre 2023, dopo tre anni di lavori. Durante il periodo di chiusura, le mostre speciali sono state allestite nel Wien Museum MUSA accanto al Municipio.. La ristrutturazione ha quasi raddoppiato lo spazio espositivo, portandolo da 6900 a 12000 m². L'edificio è stato inoltre ampliato anche nel sottosuolo con un nuovo spazio di 1200 m² sotto il piazzale, per la collezione di grafica e fotografia.

Dopo la riapertura, l'ingresso al Museo è diventato gratuito.

Wien Museum Hermesvilla

Dal 1971 è attivo uno spazio espositivo presso la Hermesvilla, un palazzo nel Lainzer Tiergarten, nella zona occidentale di Vienna, che l'imperatore Francesco Giuseppe fece costruire per la moglie Elisabetta tra il 1882 e il 1886. L'edificio è stato recuperato negli anni Settanta dall'Associazione degli Amici di Hermesvilla, sotto l'ex sindaco Bruno Marek, e successivamente acquisito dalla Città di Vienna. L'esposizione permanente è dedicata alla storia dell'edificio e della coppia imperiale, che vi soggiornò per alcuni giorni all'anno fino alla morte di Elisabetta. Inoltre, il palazzo ospita mostre speciali che spaziano su un'ampia gamma di argomenti culturali e storici.

Altre sedi museali
Padiglioni di Otto Wagner sulla Karlsplatz

Dal 2005 l'edificio di Otto Wagner usato in precedenza per la Stadtbahn ospita un'esposizione permanente sulla vita e l'opera dell'architetto.

Il padiglione Jugendstil, che è fronteggiato a oriente da un edificio gemello, fu realizzato nel 1898 da Otto Wagner come stazione. Negli anni sessanta, con la riorganizzazione del sistema ferroviario urbano, si riuscì ad evitarne la demolizione. I due padiglioni furono smantellati, restaurati e riedificati a fini di arredo urbano nel contesto della riqualificazione di Karlsplatz e riaperti al pubblico nel 1977. Il padiglione occidentale con l'esposizione permanente fa capo al Wien Museum e ospita anche uno degli ingressi alla fermata Karslplatz della metropolitana di Vienna, mentre il padiglione orientale gemello è utilizzato come caffetteria.

Padiglione di corte di Hietzing

Il padiglione di corte di Hietzing (Hofpavillon Hietzing) fu realizzato nel 1899 su progetto sempre di Otto Wagner ed era stato concepito per l'uso come sala di attesa e stazione riservata per l'imperatore e la sua corte quando usufruivano della Stadtbahn. Questo padiglione, collegato alla stazione metropolitana entrata in servizio nel 1898, non rientrava nei piani originali e fu edificato su iniziativa personale di Otto Wagner. L'imperatore però utilizzo l'edificio solo due volte. Il padiglione è ora adibito a esposizione permanente; è possibile visitare la sala di attesa imperiale, la stanza di lavoro dell'imperatore ed altre sale del complesso.

Museo del Prater

Il Museo del Prater si trova nel parco omonimo, nello stesso edificio che ospita il planetario, tra la ruota panoramica e il viale principale. Il museo ospita una collezione storica di oggetti utilizzati nel vicino Wurstelprater, il principale parco di divertimenti di Vienna, tra i quali vi sono un'antica macchina per la cartomanzia, parti di treni fantasma e spettacoli di curiosità. Lo storico viennese Hans Pemmer fondò il museo nel suo appartamento nel 1933 e donò la collezione alla città di Vienna nel 1964, anno di apertura del planetario. Il museo ospita anche reperti del Wien Museum, della Collezione Adanos e della collezione Laterna magica di Ernst Hrabalek.

Museo degli orologi

Il museo degli orologi si trova nel palazzo Obizzi, nel centro di Vienna, ed è considerato uno dei più importanti musei europei di questo tipo. Il museo venne fondato nel 1917, partendo dalle collezioni di orologi del suo primo e storico direttore Rudolf Kaftan e della poetessa Marie von Ebner-Eschenbach. Durante la Seconda guerra mondiale, la "Casa dei diecimila orologi", come era anche conosciuta, fu chiusa e si cercò di trasferire i preziosi orologi in vari castelli della Bassa Austria per metterli in salvo, cosa che però riuscì solo in parte. Dopo la fine della guerra, sono iniziati i lavori di ricostruzione del museo e, grazie alle sovvenzioni della città di Vienna e alle donazioni private, la collezione si è arricchita di numerosi pezzi rari.

Biblioteca pubblica della collezione di moda

Il Palazzo Hetzendorf a Meidling ospita la collezione di moda del Wien Museum (non aperta al pubblico) e la Scuola di Moda di Vienna. La biblioteca adiacente è invece aperta al pubblico; comprende più di 12000 volumi e numerose riviste, foto e circa 3000 incisioni su rame sul tema della moda.

Wien Museum MUSA

Il Wien Museum MUSA è dedicato all'arte contemporanea. Contiene una esposizione permanente di circa 20000 oggetti realizzati da 3500 artisti contemporanei, uno spazio espositivo di 600 m² per mostre temporanee e uno spazio espositivo riservato ai giovani artisti(la Startgalerie). Il museo consente inoltre ai privati di prendere in prestito a pagamento alcune opere d'arte appartenenti a uno stock di circa 1500 tra disegni, acquerelli, opere in tecnica mista e stampe.

Case dei musicisti

Le case di abitazione, nascita e di morte di noti compositori sono in linea di massima conservate in gran parte nelle loro condizioni originali e hanno lo scopo di dare ai visitatori un'immagine della vita quotidiana degli artisti. Le esposizioni comprendono sia spartiti originali che oggetti di uso quotidiano.

Casa di Mozart

La casa di Mozart si trova nella Domgasse, nei pressi della Cattedrale di Santo Stefano. È l'unica delle abitazioni di Mozart che è arrivata ai giorni nostri, ma l'arredamento originale è andato perduto. Mozart abitò in questa casa tra il 1784 e il 1787, periodo durante il quale compose Le nozze di Figaro e per questo motivo l'abitazione è detta anche "Casa di Figaro". L'appartamento è ufficialmente denominato Mozarthaus Vienna e ospita aree espositive dislocate su più piani. Tra gli oggetti esposti, vi è il tavolo che secondo la tradizione sarebbe quello su cui Mozart avrebbe composto Il flauto magico.

Casa di Beethoven ad Heiligenstadt

Ludwig van Beethoven trascorse l'estate del 1802 in una casa di Heiligenstadt (l'attuale 19º distretto). In questo sobborgo di Vienna, all'epoca, c'era uno stabilimento termale e balneare, dove Beethoven cercò di curare o quantomeno mitigare la sua progressiva sordità. Durante questo soggiorno scrisse, tra le altre opere, la Seconda sinfonia. Qui redasse anche, in un momento di scoramento per le condizioni del suo udito, il cosiddetto "Testamento di Heiligenstadt". Secondo la tradizione orale, l'abitazione si trovava nell'attuale Probusgasse 6; tuttavia questa attribuzione è oggetto di controversie, dato che all'epoca non vi erano registrazioni anagrafiche per l'allora periferia di Vienna e le lettere di Beethoven non fanno alcun riferimento a tale indirizzo.

Casa di Beethoven presso la famiglia Pasqualati

Tra il 1804 e il 1808 e successivamente tra il 1810 e il 1814, Beethoven abitò nella casa del suo mecenate Johann Baptist Freiherr von Pasqualati sulla Mölker Bastei, la Pasqualatihaus, nel centro di Vienna. Qui compose alcune delle sue opere principali, tra cui la quinta e la sesta sinfonia, la sonata Per Elisa, il Trio Arciduca e la sua unica opera lirica, il Fidelio. L'appartamento di Beethoven nell'ala settentrionale del quarto piano della Pasqualatihaus attualmente è affittato, per cui il luogo indicato come residenza di Beethoven è in realtà l'appartamento adiacente.

Casa di Haydn

Nel 1793, Franz Joseph Haydn acquistò una casa nell'attuale Haydngasse 19, in Mariahilf (6º distretto), dove visse fino alla sua morte, nel 1809. All'epoca, la casa si trovava nel piccolo quartiere di Obere Windmühle, che faceva parte del sobborgo di Windmühle, quasi completamente circondato dal sobborgo di Gumpendorf, molto più grande; l'indirizzo all'epoca era Kleine Steingasse 71 (che divenne 73 a partire dal 1795). In questa casa Haydn compose, tra le altre opere, gli oratori La Creazione e Le stagioni. La via in cui si trova l'abitazione fu rinominata Haydngasse nel 1862, in onore del compositore. L'abitazione del musicista è diventata un museo nel 1899, passando sotto la gestione municipale nel 1904. Nell'abitazione si trova anche uno scrittoio che fu utilizzato da Johannes Brahms, in una stanza che ha preso il suo nome. Nel 2009, in occasione del 200º anniversario della morte di Haydn, l'esposizione permanente è stata riorganizzata e ampliata, dando maggior risalto agli ultimi anni di vita del compositore.

Casa natale di Schubert

Franz Schubert trascorse i suoi primi quattro anni e mezzo di vita in una casa di Nussdorfer Straße 54 nel quartiere di Himmelpfortgrund, nell'attuale 9º distretto (Alsergrund). L'oggetto più importante conservato in questa casa sono i caratteristici occhiali portati dal compositore fin dalla sua infanzia. Nell'abitazione sono esposti anche una cinquantina di dipinti realizzati da Adalbert Stifter, più noto come scrittore.

Casa di morte di Schubert

Schubert trascorse gli ultimi due mesi e mezzo di vita in un appartamento di proprietà del fratello Ferdinand nella Kettenbrückengasse di Wieden. Gli oggetti esposti comprendono i suoi ultimi appunti musicali e una copia della sua ultima lettera scritta a mano a Franz von Schober.

Casa di Johann Strauss figlio

Johann Strauss figlio utilizzò come alloggio invernale negli anni Sessanta del XIX secolo un appartamento di Praterstraße 54, a Leopoldstadt, nel 2º distretto. In questa casa compose il valzer Sul bel Danubio blu, che è diventato un brano immancabile nel Concerto di Capodanno di Vienna.

Scavi e reperti archeologici

Tutti i siti archeologici del Wien Museum si trovano nel primo distretto di Vienna, Innere Stadt, e documentano diverse epoche della storia di Vienna.

Scavi di Michaelerplatz

Nel corso delle indagini archeologiche condotte tra il 1989 e il 1991 nella Michaelerplatz sono stati ritrovati i resti del sobborgo romano di Canabae dell'accampamento di Vindobona. Si ritiene probabile che gli edifici principali fossero le case delle mogli e dei figli dei soldati. Il sito di scavo è diventato accessibile al pubblico nel 1991; Hans Hollein ne curò la progettazione.

Cappella medievale di San Virgilio

La cappella di san Virgilio fu costruita intorno al 1250, ma a partire dal XIV secolo venne usata come cripta da una ricca famiglia viennese. Dopo l'abbandono del cimitero intorno alla Cattedrale di Santo Stefano nel 1732 e l'incendio della chiesa di Santa Maria Maddalena accanto alla Cattedrale nel 1781, la cappella venne sepolta e dimenticata. Fu riscoperta nel 1973 durante i lavori di costruzione della linea U1 della metropolitana ed è stata recuperata come esposizione museale visitabile nella stazione di Stephansplatz, a circa dodici metri di profondità. È aperta al pubblico dal 2015.

Museo romano

Presso l'Hohe Markt sono visibili i resti degli alloggi degli ufficiali dell'accampamento romano di Vindobona. Tra i reperti esposti vi sono ceramiche, lapidi e altri oggetti che offrono uno spaccato della vita nell'accampamento romano e nella vicina città civile di circa 2000 anni fa. Questa serie di ritrovamenti è ora conservata nel Museo romano, inaugurato nel maggio 2008.

Resti di edifici romani

Nel seminterrato della stazione dei vigili del fuoco di Am Hof si trova una tratto della cloaca principale dell'accampamento romano, conservata nella sua posizione originale, che trasportava le acque reflue dalla parte meridionale dell'accampamento attraverso il Tiefen Graben fino al torrente Ottakring. Questi resti sono stati scoperti negli anni Cinquanta durante lo scavo delle fondamenta del nuovo centro dei Vigili del Fuoco di Vienna, distrutto dai bombardamenti alla fine della seconda guerra mondiale. A poco meno di tre metri di profondità sono venuti alla luce i resti di mura, di una torre del muro del campo, di una parte della strada che correva lungo il muro del campo e di un tratto di circa cinque metri del canale sottostante.

La Neidhart Festsaal

La Neidhart Festsaal è una sala di epoca mediavale che si trova in un edificio del XIV secolo sulla Tuchlauben. I suoi affreschi sono considerati le più antiche pitture murali profane di Vienna. Nel 1398, il ricco mercante viennese Michel Menschein commissionò la realizzazione del ciclo di affreschi, la maggior parte dei quali mostra scene della vita del menestrello Neidhart von Reuental. Gli affreschi sono stati scoperti sotto uno strato di intonaco durante i lavori di restauro nel 1979 e sono stati aperti al pubblico dal 1982. Nel 2019 è stata inaugurata una nuova esposizione permanente con approfondimenti sulla vita quotidiana nella Vienna medievale.

Magazzini

Per molti decenni il Wien Museum ha utilizzato fino a otto depositi a Vienna per conservare gli oggetti non esposti. Nel 2012 si è deciso di creare un deposito centrale. Nel 2013, più di un milione di oggetti sono stati trasferiti in una struttura di 12000 m² di superficie dislocati su diversi piani affittata a Himberg, un comune a pochi chilometri a sud dei confini di Vienna. Un deposito del Kunsthistorisches Museum si trova nelle immediate vicinanze.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Karlsplatz 8
Orari
Sa,Su 10:00-18:00; Tu,We,Fr 09:00-18:00; Th 09:00-21:00
Biglietto
Ingresso libero
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.wienmuseum.at

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Botanical Garden of the University of Vienna

Orto botanico · Vienna

Botanical Garden of the University of Vienna

Giardino in Austria

Anno: 1754

Informazioni pratiche

Orari
Apr-Sep 10:00-18:00, Feb-Mar 10:00-17:00, Oct 10:00-17:00, Nov-Dec 10:00-16:00, Jan 10:00-16:00
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+43 1 4277 54100
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.botanik.univie.ac.at

Old Danube

Lago · Vienna

Old Danube

Lake in Vienna descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni

KunstHausWien

Museo d'arte · Vienna

KunstHausWien

Il KunstHausWien è un museo di Vienna, situato nel distretto di Landstraße a meno di mezzo miglio dalla Hundertwasserhaus e progettato dall'artista Friedensreich Hundertwasser. L'edificio conserva l'unica raccolta permanente di opere di Hundertwasser e ospita regolarmente mostre temporanee di altri artisti. Il KunstHausWien opera come impresa privata e non riceve alcun supporto dal governo austriaco. Nel 2009 il KunstHausWien fu visitato 174.000 visitatori.

== Storia ==

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In origine il KunstHausWien era una fabbrica di mobili Thonet (la medesima che inventò la celeberrima sedia n. 14) costruita nel 1892. In seguito a un restauro ispirato allo stile di Hundertwasser, lo stabile fu convertito in un museo fra il 1989 e il 1991 grazie al patrocinio di BAWAG P.S.K. e inaugurato nell'aprile del 1991.

Descrizione

L'intero edificio è progettato secondo i dettami del caratteristico stile di Hundertwasser, con pavimenti ondulati, poche linee rette, decorazioni luminose, mosaici a scacchiera smaltati sulla facciata e ambienti colmi di piante. I piani sono collegati dalla scala a chiocciola. Hundertwasser fece il possibile per permettere alla luce del sole di rendere luminosi gli interni. L'edificio include un atrio con una fontana e un ristorante. I due piani inferiori ospitano le mostre permanenti mentre il terzo e quarto piano sono dedicati alle mostre. L'area espositiva del KunstHausWien è pari a 4.000 metri quadrati.

Anno: 1991

Informazioni pratiche

Indirizzo
Untere Weißgerberstraße 13
Orari
10:00-18:00
Telefono
+43 1 712 04 91
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.kunsthauswien.com

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Nei dintorni di Vienna

19 luoghi nei dintorni, a Innere Stadt, Wieden, Hietzing, Leopoldstadt, Alsergrund, Donaustadt

Mappa dei dintorni di Vienna
Dati della mappa © OpenStreetMap

Duomo di Vienna

Cattedrale cattolica · Innere Stadt

Duomo di Vienna

La Cattedrale di Santo Stefano e Tutti i Santi, o Duomo di Vienna, in tedesco: Dom- und Metropolitankirche zu St. Stephan und allen Heiligen, è il principale luogo di culto cattolico della città di Vienna, in Austria, sede vescovile dell'arcidiocesi omonima. Il monumentale edificio è uno dei simboli della città: i viennesi lo chiamano Steffl dal nome colloquiale della piccola statua di Santo Stefano collocata in cima alla guglia della torre settentrionale in facciata. Il campanile, uno dei più alti del mondo, è visibile da quasi ogni punto della città.

== Storia ==

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Le fondazioni dell'edificio risalgono al 1147, quando sul luogo dell'attuale cattedrale venne realizzata una chiesa di pianta romanica. Una seconda più grande struttura sempre di pianta romanica fu edificata nel XIII secolo, e di essa ci rimangono il Portale dei Giganti e le due Torri dei Pagani (Heidentürme). Fu solo tra il XIV e il XV che la chiesa assunse una conformazione gotica. Ulteriori aggiunte vennero effettuate dagli Asburgo, tra cui l'edificazione della torre settentrionale. Nel 1515 vi venne celebrato il doppio matrimonio tra i nipoti di Massimiliano e i figli del re di Ungheria. Nel 1916 vi si tennero i funerali dell'imperatore Francesco Giuseppe. La cattedrale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti degli Alleati e dall'incendio che ne seguì nel 1945. Tre anni più tardi vennero completati i lavori di ricostruzione e restauro della chiesa.

Descrizione
Esterno

La facciata dell'ingresso principale è costituita dalla "Porta dei giganti" e dalle due torri gemelle dette "Torri dei Pagani" (nördlicher e südlicher Heidenturm). Il portale fu così battezzato dopo il ritrovamento, nel XV secolo, di un osso di mammut nelle fondazioni del sito. Le torri invece sono chiamate "dei Pagani" perché si ergono sul luogo in cui nell'antichità sorgeva un tempio pagano. Sul lato sinistro vi è invece la "Porta dei Cantori", ingresso un tempo riservato ai fedeli di sesso maschile.

La torre campanaria a nord (Nordturm), coperta nel 1556, ospita nella cupola la Pummerin, la grande campana di 20 tonnellate ottenuta dalla fusione di cento palle di cannone sparate dai Turchi contro le mura viennesi durante l'assedio della città. La campana venne realizzata nel 1711, ma nel 1945 crollò per i bombardamenti ed è stata ricostruita dai pezzi di quella precedente. La torre nord è incompleta, e una leggenda ritiene che il completamento non avvenne perché il suo architetto Hans Puchsbaum ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla struttura.

La più alta di tutte le torri è quindi il campanile a sud (Südturm), cuspidato, alto ben 137 metri e piazzato singolarmente al lato del corpo principale dell'edificio. La guglia medievale venne demolita nel XIX secolo e ricostruita dall'architetto Friedrich von Schmidt secondo i criteri dell'architettura neogotica: il campanile rinnovato venne inaugurato il 18 agosto 1864, giorno del compleanno dell'imperatore Francesco Giuseppe d'Asburgo. La piattaforma panoramica che dà una notevole vista della città è raggiungibile dopo aver percorso 343 gradini. Al suo interno alloggiano le 11 campane del concerto, che vengono utilizzate per le funzioni liturgiche. Esse sono state fuse dalla fonderia locale Pfundner nel 1960, a sostituzione delle precedenti campane che ad oggi sono collocate nella Heidenturm settentrionale (in facciata). La campana più grande ha un diametro di 198,7 cm, un peso di 5221,5 kg ed è intonata in Lab2 calante.

Di squisita fattura è infine il tetto maiolicato, completamente rivestito da ben 250.000 tegole smaltate che formano lo stemma dell'aquila bicefala degli Asburgo; il tetto fu certosinamente ristrutturato dopo i danni della Seconda guerra mondiale. Da esso si affacciano i tradizionali doccioni o gargolle. Sul lato nord-occidentale è infine posto il pulpito di san Giovanni da Capistrano, realizzato nel XVIII secolo. Il santo francescano la cui statua è posta sopra il pulpito predicò proprio da quel punto contro l'invasione turca portando alla vittoria dell'esercito cristiano nel 1456 nell'assedio di Belgrado.

Interno

L'imponente volta sostenuta da alte colonne riccamente decorate dà all'interno dell'edificio un tocco di semplice grandiosità. Subito sopra l'ingresso principale si può ammirare l'organo installato nel 1960 in sostituzione di uno più grande risalente al tardo XIX secolo e distrutto durante la guerra.

Domina la navata centrale il fastoso Pilgramkanzel, pulpito gotico realizzato nel 1510 da Anton Pilgram e decorato con le statue dei quattro Padri della Chiesa, nonché da piccole sculture di animali diabolici scacciati da un cane. Da una piccola finestrella più sotto, la Fenstergucker, si affaccia lo stesso Pilgram, mentre sul lato sinistro della chiesa, sotto la cantoria gotica dell'organo, c'è un altro autoritratto del grande architetto, rappresentato con gli strumenti da lavoro, compasso e squadra.

L'altare maggiore barocco in marmo risale al 1641 ed è opera dell'architetto Johann Jacob Pock e al centro ospita un grande dipinto che presenta il Martirio di Santo Stefano, patrono della cattedrale, opera del pittore tedesco Tobias Pock, autore anche della pala dell'altare laterale dedicato ai santi Pietro e Paolo, e fratello di Johann Jacob.

A lato dell'altare c'è la tomba in marmo rosso dell'imperatore Federico III. Dall'altro lato si trova, invece, l'altare di Wiener Neustadt, commissionato dall'imperatore Federico III. L'altare è decorato da 72 dipinti di santi e da pannelli scultorei raffiguranti scene della vita della Vergine Maria e di Cristo. Numerose, nella cattedrale, le statue e le icone di Cristo e della Madonna associate a leggende popolari. La statua di Cristo crocifisso sembra abbia una barba vera che cresce ancora oggi, mentre il Cristo del mal di denti sarebbe solito punire i peccatori colpendoli appunto col mal di denti.

La statua della Madonna dei Servi venne invece in soccorso a una cameriera accusata di aver rubato al proprio padrone. L'icona della Madonna di Pécs è pregata dai fedeli che hanno delle persone care malate, poiché si dice che l'immagine abbia versato lacrime. Fu questa Madonna ad aiutare il principe Eugenio di Savoia nella vittoria sui turchi, e proprio nella Cappella Tirna, posta di fronte al baldacchino con l'icona, c'è la tomba del principe Eugenio.

Organo a canne

Il primo documento in cui si parla di un organo presente all'interno della cattedrale risale al 1334: questo stesso organo, poi, nel 1513 venne ampliato e collocato al di sopra di una cantoria costruita da Anton Pilgram. Nel 1508, invece, era stato creato un altro organo, ed un altro ancora venne installato nei pressi del coro nel 1701, che venne ampliato nel 1720. Nel 1797 i due organi più antichi vennero rimossi e rimpiazzati da un grande strumento di 41 registri. Nel 1886 venne inaugurato il nuovo organo costruito da Eberhard Friedrich Walcker; verrà distrutto nel 1945 da un furioso incendio. Johann Marcellinus Kauffmann venne incaricato della costruzione di un nuovo grande organo nel 1959, che venne inaugurato nel 1960. Dal 1991 quest'organo cadde in disuso e venne sostituito da quello della navata. Nel 2017 lo strumento è stato completamente smontato e, preservandone il prospetto e circa metà delle canne, inglobato nel nuovo organo opera della Rieger Orgelbau, completato e inaugurato nel 2020. L'odierno organo maggiore ha 130 registri ed è comandato da due consolle, ciascuna con cinque manuali e pedaliera.

Nel 1991 è stato costruito dalla Rieger Orgelbau il nuovo organo principale della cattedrale, con il compito di ricoprire il ruolo primario che fino ad allora era stato affidato all'organo Kauffmann. Si tratta di un organo a trasmissione mista con quattro tastiere e pedaliera per un totale di 55 registri; esso è collocato nella navata laterale sinistra.

Nel 2009 la Rieger Orgelbau realizza un organo mobile dedicato a Franz Joseph Haydn e utilizzato principalmente durante le celebrazioni agli altari laterali; esso ha due tastiere e pedaliera per un totale di 12 registri.

Le catacombe

Le catacombe di Santo Stefano sono costituite da due sezioni: una parte più antica, del XIV secolo, risalente al periodo di edificazione della chiesa gotica, ed una parte più recente, del XVIII secolo. La sezione più antica è stata sottoposta a continui restauri, poiché è tuttora usata, come già in passato, come luogo di sepoltura.

Cripta dei vescovi

Nel primo vano del percorso sotterraneo vengono inumati fino a tutt'oggi gli arcivescovi di Vienna. All'anno 2015, l'ultimo arcivescovo deposto nelle catacombe è stato il cardinale Franz König.

Cripta ducale

Nel secondo vano si trova la cosiddetta "Cripta ducale". Qui, tra il 1360 e il 1470, vennero sepolti i primi arciduchi d'Austria, della Casa d'Asburgo. Al centro riposa il duca Rodolfo IV il Fondatore ((DE) der Stifter). Egli meritò questo appellativo avendo finanziato la costruzione di gran parte del duomo gotico di Santo Stefano; inoltre, nel 1365 Rodolfo aveva fondato l'università di Vienna. Morì di peste cinque mesi più tardi, a soli ventisei anni di età, a Milano.

In nicchie laterali sono collocate delle urne di rame, dove si conservano le interiora degli Asburgo. Dal XVII secolo, infatti, gli Asburgo si fecero imbalsamare, rendendo necessaria l'eviscerazione. I cuori venivano riposti in urne d'argento, collocate nella chiesa degli Agostiniani, presso la residenza imperiale della Hofburg. Gli altri organi venivano conservati nelle catacombe della cattedrale, mentre le salme venivano imbalsamate e inumate nella Cripta Imperiale della chiesa dei Cappuccini. L'ultimo a essere seppellito in questo modo fu, nel 1878, Francesco Carlo, il padre dell'imperatore Francesco Giuseppe.

Lapidarium

In una sala delle catacombe è ospitato il museo lapideo della cattedrale. Qui sono conservati garguglie, pietre tombali e altre figure tratte dagli esterni del duomo, ora sostituite da copie.

Cripta dei canonici

In questo ambiente, dietro alle lastre di pietra, vengono inumati i membri del capitolo della cattedrale.

Catacombe del XVIII secolo

È la parte più recente delle catacombe, ma poiché non viene più impiegata né restaurata dal 1783 appare più vetusta della parte antica.

Dopo che, nel 1739, fu necessario chiudere gli spazi cimiteriali all'interno delle mura cittadine, per decreto dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo venne allestito un grande cimitero ipogeo sotto la piazza di Santo Stefano. In un primo vano si nota una camera sepolcrale in cui venivano accatastate circa 400 bare. Quando lo spazio era colmo, la stanza veniva murata. In totale, nel corso di quarant'anni, vennero inumate qui circa 11.000 persone.

È presente anche una fossa comune: essa venne realizzata durante l'ultima epidemia di peste che Vienna conobbe, nel 1713. Originariamente era soltanto una buca scavata nella piazza di Santo Stefano, in cui furono gettate tra le 800 e le 1.000 salme.

Al termine del percorso delle catacombe si trova anche un ossario: poiché nelle catacombe lo spazio per le bare era comunque limitato, vi venivano condotti dei carcerati, con il compito di svuotare i grandi vani, di pulire le ossa e di ammucchiarle in camere più piccole. In questo modo si risparmiava molto spazio e i vani grandi erano sgomberi per nuove inumazioni.

Nel 1783 questo cimitero pubblico venne definitivamente chiuso, ed entrarono in funzione soltanto i cimiteri all'esterno della cinta muraria cittadina.

Qui venne sepolto anche Luigi III Gonzaga (†1819), ultimo erede dei Gonzaga di Castiglione.

Campane
Campanile nord (Nordturm)
Campanile sud (Südturm)
Heidenturm nord (accanto alla facciata principale)
Altre campane
Manifestazioni ed eventi

Il 30 novembre di ogni anno a partire dal 2017, la cattedrale ha ospitato un evento pro-LGBTQ di raccolta fondi a favore delle vittime dell'AIDS, autorizzato e partecipato da alti prelati della Chiesa Cattolica austriaca.

Galleria d'immagini

Anno: 1137

Informazioni pratiche

Indirizzo
Stephansplatz 3
Orari
Mo-Sa 06:00-22:00; Su 07:00-22:00
Telefono
+43 1 5155235-30
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.stephanskirche.at

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Hofburg

Palazzo · Innere Stadt

Hofburg

Il complesso dell'Hofburg si trova a Vienna, nel distretto di Innere Stadt, ed è stato il centro del potere austriaco per più di sei secoli, insieme al più periferico e meno antico Castello di Schönbrunn. Parte del palazzo è oggi la residenza e luogo di lavoro del presidente dell'Austria. La Hofburg si estende per 240.000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone.

Costruito a partire dal XIII secolo, il complesso della Hofburg venne espanso nei secoli grazie alla dinastia degli Asburgo, che per quasi otto secoli resse le sorti dell'Austria, del Sacro Romano Impero, dell'Impero austriaco e dell'Impero austro-ungarico.

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L'area dove oggi sorge la Hofburg era occupata da strutture, come documentato già dal 1279.

Il complesso è costituito da una serie di residenze a palazzi tra loro apparentemente distaccati: la Cappella Imperiale (Hofkapelle o Burgkapelle), il Naturhistorisches Museum e il Kunsthistorisches Museum, la Biblioteca Nazionale Austriaca (Hofbibliothek), il tesoro imperiale (Schatzkammer), il Burgtheater, la Scuola di cavalleria spagnola (Hofreitschule), le stalle imperiali (Stallburg e Hofstallungen) e il centro congressi Hofburg.

La Hofburg si affaccia sulla Heldenplatz realizzata sotto il regno dell'imperatore Francesco Giuseppe come parte di quello che divenne noto come Kaiserforum, un progetto mai completato.

Numerosi architetti lavorarono per l'espansione e la costruzione della Hofburg, tra cui l'architetto e ingegnere italiano Filiberto Luchese (che curò il Leopoldinischer Trakt), Lodovico Burnacini, Carlo Martino Carlone e Domenico Carlone, gli architetti barocchi Johann Lucas von Hildebrandt e Joseph Emanuel Fischer von Erlach (l'ala della Cancelleria Imperiale e la scuola di cavalleria invernale), Johann Fischer von Erlach (la biblioteca) e gli architetti della grandiosa Neue Burg, costruita tra il 1881 e il 1913.

Storia

Il complesso di edifici è stato costruito nei secoli senza un progetto di base e lo si può facilmente notare dando uno sguardo alla planimetria generale dell'edificio. Il singolare progetto che emerge ancora oggi è quindi frutto dell'inclusione di diverse strutture preesistenti a ogni ampliamento, con l'intento di includere ma nel contempo di preservare le strutture in ogni nuova progettazione. Dal 1438 al 1583 e dal 1612 al 1806, infatti, il palazzo fu sede dei re e degli imperatori del Sacro Romano Impero e della nazione germanica, poi degli imperatori d'Austria sino al 1918. Al giorno d'oggi il palazzo è sede dei presidenti federali d'Austria.

Ala Svizzera

Il nucleo più antico è lo Schweizerhof, fortezza costruita intorno al 1275 e probabilmente eretta già dai Babenberg o da Ottocaro II di Boemia. Precedentemente il castello dei governanti dell'Austria era posto nella piazza attualmente detta "Am Hof" che si trova presso lo Schottenstift (Monastero Scozzese).

La parte più antica del castello è senz'altro quella oggi rappresentata dalla Corte Svizzera (Schweizerhof). Qui si trova infatti una cappella gotica (Burgkapelle), risalente al XVI secolo, e il tesoro imperiale (Schatzkammer), che, tra gli altri oggetti, conserva le insegne imperiali del Sacro Romano Impero (Reichskleinodien) e dell'Impero d'Austria. La Cappella Musicale Imperiale (Hofmusikkapelle) è collocata anch'essa in quest'area. La Corte Svizzera venne costruita durante il regno dell'imperatore Ferdinando I in stile rinascimentale. Essa è nota in particolare per la Porta degli Svizzeri (Schweizertor) realizzata in mattoni rossi e neri che riporta i titoli dell'imperatore Ferdinando I e il suo stemma contornato dall'ordine del Toson d'oro. La parte inferiore accoglieva le cucine imperiali.

Stallburg

Anche se non fisicamente connesse al resto del complesso, le Stalle Imperiali (Stallburg) della Hofburg vennero originariamente costruite come residenza per il principe ereditario Massimiliano II, dal momento che si dice che Ferdinando I non volesse vivere sotto lo stesso tetto col figlio, il quale aveva dimostrato inclinazioni favorevoli a tollerare i protestanti. Questa struttura successivamente accolse la collezione d'arte dell'arciduca Leopoldo Guglielmo d'Austria, fratello dell'imperatore Ferdinando III. Questa stessa collezione dal 1889 è stata spostata al Kunsthistorisches Museum e ne costituisce il nucleo principale. Solo successivamente quindi l'area venne adibita a stalle imperiali e attualmente conserva questo uso per la Scuola d'equitazione spagnola (Spanische Hofreitschule).

Amalienburg

Attraversando la Porta degli Svizzeri si accede all'Amalienburg, così chiamata in onore di Guglielmina Amalia, vedova dell'imperatore Giuseppe I. Ad ogni modo, all'epoca dell'imperatrice, quest'ala esisteva già da più di un secolo, dal momento che venne costruita come residenza per l'imperatore Rodolfo II in stile tardo-rinascimentale. Da notare la presenza di una piccola torre a cupola che ospita un orologio astronomico sulla facciata.

Ala Leopoldina

La connessione tra l'Amalienburg e la Corte degli Svizzeri è rappresentata dall'Ala Leopoldina eretta negli anni '60 del Seicento dall'imperatore Leopoldo I. L'architetto fu l'italiano Filiberto Lucchesi, ma dopo l'assedio del 1683 a opera dei Turchi della città di Vienna, l'ala venne ricostruita da Giovanni Pietro Tencalla con un ulteriore piano. Nonostante la struttura architettonica differente, l'ala ha ancora uno stile tardo-rinascimentale. Qui sono collocati gli uffici del presidente austriaco. La sezione inferiore era un tempo utilizzata per accogliere l'enorme cantina della Hofburg. In quest'area nel 1667 venne chiamato il pittore Carpoforo Tencalla dall'imperatrice Eleonora Gonzaga a ornare di affreschi due sale, conferendogli il ruolo di pittore di corte.

Ala della Cancelleria Imperiale

L'area della Scuola di cavalleria invernale dalle Stallburg era attigua all'ala della Cancelleria Imperiale. Questa venne originariamente progettata da Johann Lucas von Hildebrandt e in seguito riadattata per fare spazio alla sala riunioni del Consiglio Aulico, agli uffici del Vice Cancelliere Imperiale e dall'Arcicancelliere Imperiale, che fu per lungo tempo il primo ministro del Sacro Romano Impero. Dopo la fine del Sacro Romano Impero, la casa ospitò gli appartamenti del duca di Reichstadt, figlio di Napoleone e dell'arciduchessa Maria Luisa d'Austria, e poi del futuro imperatore Francesco Giuseppe I.

Biblioteca Imperiale

Originariamente una struttura a sé stante, la Biblioteca Imperiale (Hofbibliothek) venne fondata da Carlo VI e ospitata inizialmente in quella che oggi è nota come Prunksaal, curata dalla Biblioteca Nazionale Austriaca (Österreichische Nationalbibliothek). La costruzione del nuovo edificio iniziò grazie al genio dell'architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach e terminata dal figlio Joseph Emanuel nel 1735. La sala, di straordinaria bellezza, accoglie la biblioteca del principe Eugenio di Savoia e ospita un grande affresco sul soffitto dipinto da Daniel Gran e statue degli imperatori del Sacro Romano Impero a opera di Paul Strudel. La decorazione esterna con figure d'ispirazione classica venne eseguita da Lorenzo Mattielli nel 1726. Sopra l'entrata principale realizzò una statua di Pallade Atena nell'atto di guidare una quadriga. Sulla parte sinistra del frontone del tetto è posta la statua di Atlante, fiancheggiato dalle personificazioni dell'Astronomia e dell'Astrologia, mentre sul lato opposto sta Gaia, fiancheggiata dalle allegorie della Geometria e della Geografia.

Ala Agostiniana

Costruita appena adiacente alla Biblioteca Imperiale, l'Ala Agostiniana sorge in prossimità della Chiesa degli Agostiniani e al relativo monastero che divenne parte del complesso con l'espansione progressiva della Hofburg.

Il Palazzo dell'Arciduca Alberto (formalmente Palazzo Tarouca-de Sylva Palace), sede dell'Albertina Museum, è considerato parte della Hofburg per i suoi collegamenti col monastero degli agostiniani. Alcuni membri della famiglia degli Asburgo, sul finire dell'Ottocento, occuparono quest'ala come, ad esempio, l'arciduca Alberto d'Asburgo e poi suo nipote Federico d'Asburgo-Teschen, da cui appunto il nome.

La Chiesa degli Agostiniani dal suo assorbimento nel complesso venne usata come chiesa di corte, anche per i matrimoni come quello famoso tra Francesco Giuseppe e l'imperatrice Elisabetta (la famosa Sissi).

Dietro la Loretokapell si trova la Herzgruft, una cripta semicircolare separata da una porta in ferro dove sono conservati 54 cuori di membri della casata d'Asburgo, conservati in urne d'argento.

Ala Redouten

Maria Teresa nel corso del suo regno convertì il teatro di corte risalente al XVII secolo in una sala per concerti e danze nota col nome di Redoutensaele. Il progetto iniziale venne redatto da Jean Nicolas Jadot de Ville-Issey, mentre la facciata venne realizzata a opera di Nicolò Pacassi e Franz Anton Hillebrandt. Il nome deriva dalla parola francese Redoute, che significa ballo in maschera, eventi che qui spesso si tenevano. Johann Strauss fu direttore musicale dei balli di corte proprio in questa stanza e sempre qui ebbero udienza artisti come Joseph Haydn, Niccolò Paganini e Franz Liszt. La première della sinfonia n.8 di Beethoven ebbe qui luogo nel 1814. Qui si svolse anche la "Danza del Congresso", una grande festa tenutasi in occasione del Congresso di Vienna a inizio Ottocento.

Il 27 novembre 1992 l'intera Redoutensaele venne seriamente danneggiata da un incendio e la ricostruzione richiese cinque anni in tutto, riaprendo i battenti nel 1998 e divenendo parte del centro congressi della Hofburg.

Ala di San Michele

L'Ala di San Michele, anch'essa progettata da Joseph Emanuel Fischer von Erlach, serviva da comunicazione tra la Scuola di Cavalleria Invernale e la Cancelleria Imperiale. A ogni modo, a causa del Teatro Imperiale (Burgtheater) nel mezzo dell'area, questi progetti rimasero incompiuti sino a quando Ferdinand Kirschner non costruì l'ala tra il 1889 e il 1893, modificandoli in parte alle nuove esigenze.

Già tra il 1763 e il 1769, Nicolò Pacassi aveva connesso la Biblioteca Imperiale con altre parti della Hofburg sfruttando questa area e creando l'attuale Josephsplatz, una dei più bei luoghi di Vienna. Dopo la ristrutturazione dell'Albertina negli anni '20 dell'Ottocento a opera di Joseph Kornhäusel, anche questa area venne connessa alla Hofburg.

Sala delle Cerimonie - Ala Montoyer

Il "Naso della Hofburg", nome popolare dato a quest'ala, è riferito alla forma della Zeremoniensaal o Sala delle Cerimonie. Essa venne costruita dall'imperatore Francesco II grazie all'architetto belga Louis Montoyer all'inizio del XIX secolo. Il soprannome le deriva dal fatto che l'area era chiaramente visibile dalla piantina del complesso e appariva proprio come un gomito di naso. Il soffitto del salone è ornato da 26 lampadari di cristallo con 1300 candele e ha un aspetto solenne. 24 colonne corinzie rivestite di gesso dipinto in finto marmo, contribuiscono a innalzare idealmente la sala e a darle un aspetto slanciato. Fu qui che Napoleone chiese ufficialmente la mano dell'arciduchessa Maria Luisa, figlia dell'imperatore Francesco II, e sempre qui per l'occasione si tenne un ballo di corte. Sotto il regno dell'imperatore Francesco Giuseppe, ogni anno il sovrano riceveva qui dodici poveri ai quali donava del denaro in segno di carità per il prossimo.

Heldenplatz

Nel 1809, una parte dell'antico bastione adiacente al vecchio castello venne demolita durante le guerre napoleoniche. Si creò così uno spazio nel quale venne inglobata la Burgtor, la porta del palazzo. Nelle nuove mura erette nel 1817, trovarono spazio tre nuove aree: il giardino privato del castello (Burggarten), la Heldenplatz o Piazza degli Eroi e il Volksgarten (Giardino del Popolo) col Tempio di Teseo (Theseustempel), disegnato assieme alla Burgtor da Peter von Nobile.

Nella Piazza degli Eroi trovano spazio anche le statue dei due più importanti feldmarescialli austriaci nel corso dei secoli, il principe Eugenio di Savoia e l'arciduca Carlo d'Asburgo, da cui appunto il nome stesso della piazza.

Il Neue Burg

Con l'allargamento della città di Vienna a seguito della demolizione delle mura cittadine negli anni '60 dell'Ottocento, la Hofburg stessa conobbe una grande espansione. Venne pianificata la realizzazione del Kaiserforum e della Ringstraße, coi musei gemelli (Kunsthistorisches Museum e Naturhistorisches Museum). Come ideale completamento di questo progetto che solo in parte sarà poi portato a termine, abbiamo il Neue Burg che è oggi la facciata più nota della Hofburg. Completata nel 1913, l'ala sud-occidentale (Neue Burg) ospita attualmente alcuni musei (l'Ephesos Museum, la Collezione di Armi e Armature, la Collezione di Antichi strumenti musicali e il Museo di Etnologia) così come le sale di lettura della Biblioteca Nazionale Austriaca e il Centro Congressi Hofburg.

Il 15 marzo 1938, Adolf Hitler proclamò dal balcone di quest'area l'"Anschluss" dell'Austria al Terzo Reich.

La Josefsplatz

Una delle statue più importanti della Hofburg è senz'altro quella dell'imperatore Giuseppe II a opera di Franz Anton von Zauner che si trova proprio al centro della Josefplatz che da lui prende il nome, assieme alla statua dell'imperatore Francesco I all'interno della Innerer Burghof (Corte Interna del Castello) a opera di Pompeo Marchesi. In essa si trovano anche due fontane, la prima a rappresentare il Potere del Mare a opera di Rudolf Weyr e la seconda il Potere della Terra di Edmund Hellmer.

Complesso della Hofburg

La facciata principale della Hofburg dà sulla Josefsplatz, dove si erge la statua di Giuseppe II. L'edificio che vi si affaccia ospita la Biblioteca Nazionale, nella Prunksaal o Sala d'Onore. Guardando il complesso dalla Josefsplatz, la parte sinistra è costituita dalla Augustinerkirche, in stile gotico, dove sono conservati i cuori degli Asburgo e dove si può ammirare il monumento funebre a Maria Cristina di Antonio Canova; e dall'"Albertina", che ospita una vasta collezione di stampe, acquerelli, disegni e fotografie tra cui opere di Albrecht Dürer, Michelangelo e Picasso. La parte destra è costituita dalla Stallburg, ora parte del Museo Lipizzano, e dal Maneggio d'inverno, dove i sovrani addestravano cavalli di Lipizza (ma di origine spagnola e del Regno di Napoli), e dove tenevano gli esercizi equestri. Il vasto parco del complesso, che si estende dietro i palazzi che compongono la facciata e dietro le viscere della struttura costituite dal nucleo dello Schweizerhof, fu realizzato dopo che Napoleone Bonaparte durante l'occupazione di Vienna fece abbattere le mura della città. Il parco è arricchito dalle statue di Francesco I e di Mozart, e da un complesso di serre realizzato nei primi del Novecento in Jugendstil. Il cortile interno è invece occupato dalla Heldenplatz (piazza degli eroi), su cui si affaccia l'ala della Neue Burg: al centro dei due cerchi che formano la piazza sono poste le statue del principe Eugenio di Savoia e dell'arciduca Carlo.

Appartamenti e tesori della Hofburg

Negli edifici più interni della Hofburg si possono visitare gli appartamenti di Stato e la ricca e suggestiva collezione di tesori imperiali.

Gli appartamenti conservati sono quelli appartenuti all'imperatore Francesco Giuseppe e a sua moglie, l'imperatrice Elisabetta di Baviera detta "Sissi" o "Sisi", nonché le stanze dove dimorò per circa un anno l'eccentrico zar Alessandro durante il Congresso di Vienna. Agli appartamenti imperiali si accede attraverso lo scalone imperiale, che immette direttamente all'appartamento dell'imperatore. La prima sala è quella della guardia nella quale era sempre presente, giorno e notte, un ufficiale della guardia di palazzo per garantire l'ordine. Seguono la grande anticamera, usata come sala d'attesa per chi chiedeva e otteneva udienza, la sala delle udienze, nella quale Francesco Giuseppe concedeva centinaia di udienze al giorno, due volte alla settimana, e la sala delle conferenze, una sala riunioni nella quale si tenevano gli incontri tra l'imperatore e i suoi ministri. Seguono le stanze propriamente private del monarca, ovvero lo studio, che Francesco Giuseppe utilizzava pure come salotto e sala da pranzo, nel quale trascorreva tutta la giornata, dalle quattro di mattina fino alla sera tarda al lavoro, la camera da letto, nella quale campeggia un salutare letto pieghevole da campo in ferro, luogo nel quale la giornata del sovrano iniziava già alle tre del mattino. Le ultime due stanze sono il grande e il piccolo salone, due soggiorni usati da Francesco Giuseppe per ricevere parenti e amici e per intrattenersi con loro. Gli appartamenti di Sissi seguono a quelli del marito. Dal piccolo salone di questi infatti attraverso un passaggio si accede alla camera da letto dell'imperatrice, ampia, dotata di ben tre finestre, da lei usata pure come soggiorno. Segue il gabinetto da toletta, il suo spogliatoio, nel quale trascorreva tutta la giornata curando il suo aspetto fisico, occupandosi della sua corrispondenza, scrivendo liriche e imparando lingue straniere mentre la sua fidata parrucchiera pettinava e acconciava la sua chioma, operazione che poteva durare ore. Qui si trovano pure gli attrezzi ginnici con cui l'imperatrice si allenava quotidianamente. Da questa stanza si accede ad alcune ritirate, adibite a sale da bagno, spogliatoio e guardaroba nelle quali si trovano oggetti avveniristici per l'epoca, come un vero e proprio vaso sanitario dotato di scarico e una vasca con acqua corrente calda e fredda, gli altri membri della corte dovevano accontentarsi di comode tinozze. Seguono il grande e il piccolo salotto di Elisabetta, usati ugualmente per ricevere parenti e amici e dove a volte la coppia imperiale faceva colazione insieme se Sissi era a corte, e l'anticamera dell'imperatrice un tempo comunicante con una porta oggi murata con lo scalone dell'aquila, scala propria dell'appartamento di Sissi. Terminato il Congresso di Vienna e specialmente sotto il regno di Francesco Giuseppe le stanze di Alessandro furono usate per dare ricevimenti e pranzi se non vi erano più di trenta commensali, in quel caso infatti ci si spostava nell'Ala Leopoldina. C'erano almeno tre pranzi di gala tutte le settimane, con nobili, alti gradi dell'esercito e della marina, e ricchi imprenditori, più il pranzo di famiglia domenicale, al quale tutti i membri della famiglia imperiale che si trovavano a Vienna dovevano immancabilmente partecipare. Vi erano poi altri pranzi di rappresentanza che si tenevano in varie occasioni. Eccezion fatta per i pranzi di famiglia senza estranei, il cerimoniale era rigidissimo e prevedeva che si potesse parlare bisbigliando solo con il commensale che si aveva alla propria destra o alla propria sinistra e non con chi si aveva di fronte. Solo dopo che l'imperatore iniziava a mangiare gli altri potevano farlo e quando questi finiva tutti dovevano posare le posate, finita o no la portata. I pasti duravano al massimo tre quarti d'ora e contavano dalle sette alle dodici portate diverse. Il caffè veniva servito al termine del pranzo, in un salotto adiacente, sala nella quale agli uomini era consentito fumare.

La notevole collezione dei tesori di Stato include dalla stanza 1 alla 8 i tesori dell'Impero austriaco, dalla stanza 9 alla 12 i tesori del Sacro Romano Impero, dalla sala 13 alla 16 i tesori della cosiddetta "dote di Borgogna". La sala 5 è dedicata a Napoleone, con ritratti dell'imperatore dei francesi e della moglie Maria Luisa e la sfarzosa culla del figlio. Pezzi di eccezionale valore storico e artistico sono la Corona del X secolo con cui venivano incoronati gli imperatori del Sacro Romano Impero, i simboli del potere asburgico (scettro e sfera imperiali usati durante le incoronazioni), il "vello d'oro" appartenuto all'ordine omonimo.

Concerti nella Hofburg

Il 30 dicembre 1636 avvenne la prima assoluta di Ballo in onore dell'Imperatore Ferdinando III della casa d'Austria di Claudio Monteverdi.

Il 26 marzo 1660 avvenne la prima assoluta dell'oratorio Il sacrifizio d'Abramo di Leopoldo I d'Asburgo, nel 1662 la prima assoluta di Mercurio esploratore, nel 1666 Le lagrime di San Pietro di Giovanni Felice Sances e Nettunno e Flora festeggianti di Antonio Cesti e nel 1667 Galatea di Pietro Andrea Ziani e Le disgrazie d'Amore di Cesti.

Il 12 luglio 1668 avviene l'inaugurazione del Theater an der Cortina im Hofburg da 1000 posti (opera di Lodovico Burnacini) con Il pomo d'oro di Cesti e nello stesso anno la prima assoluta di Il Ciro vendicatore di se stesso di Antonio Draghi, nel 1669 Chi più sa manco l'intende di Draghi, nel 1671 L'aviditа di Mida di Draghi, nel 1673 Il gior della speranza e La Tessalonica di Draghi e nel 1675 I pazzi Abderiti di Draghi.

Rimase un importante teatro e sede principale della compagnia e dell'orchestra fino al 1860-1870 quando fu costruito il nuovo Teatro di Corte o Wiener Hofoper (l'attuale Wiener Staatsoper) ma anche in seguito continuò ad essere presente l'attività teatrale musicale (mentre la compagnia di prosa della Corte Imperiale, fondata nel 1741, ottenne come sede il nuovo Burgtheater nel 1888).

Le sale della Hofburg fanno da scenario ai concerti di musica classica del Wiener Hofburg Orchester da maggio a dicembre.

Il programma è composto dalle più note melodie dei valzer e delle operette di Johann Strauss, Franz Lehár e arie da opere di Wolfgang Amadeus Mozart.

L'orchestra è composta da 36 musicisti e sei cantanti solisti internazionali da tutte le orchestre viennesi sotto la direzione musicale di Gert Hofbauer.

Anno: 1279

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Wiener Staatsoper

Teatro d'opera · Innere Stadt

Wiener Staatsoper

La Wiener Staatsoper o Opera di Stato di Vienna è il più celebre teatro di Vienna. Inaugurato nel 1869 come Wiener Hofoper cioè Opera di Corte (quindi "erede" del teatro imperiale di Corte della Hofburg la cui attività è certa dal 1636 con la prima di un'opera di Claudio Monteverdi), è anche uno degli edifici principali della città, detto Erstes Haus am Ring (La prima casa sulla Ringstraße). Il nuovo sito del teatro fu scelto nel 1861 dall'Imperatore Francesco Giuseppe d'Austria che pagò i costi della costruzione.

Nel 1920 con la caduta della Monarchia asburgica e la nascita della Prima repubblica austriaca assunse l'attuale denominazione.

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Tra i membri della sua orchestra vengono scelti gli elementi per i Wiener Philharmoniker.

Storia

L'edificio venne annunciato nel 1860 come il primo di una serie di edifici monumentali della Ringstrasse, grazie ad un controverso "fondo di espansione urbana" viennese.

Al concorso per la progettazione parteciparono numerosi nomi di spicco dell'architettura dell'epoca, ma alla fine del 1861 vennero accolti i piani di costruzione, in stile neorinascimentale, degli architetti August Sicard von Sicardsburg e Eduard van der Nüll, residenti in loco nel 6º Distretto (Bezirk).

Il Wiener Hofoper da 2.260 posti venne inaugurato il 25 maggio 1869 con il Don Juan di Mozart, in tedesco, alla presenza di Francesco Giuseppe I d'Austria ed Elisabetta di Baviera.

Il successivo 30 maggio nel Hofoperntheater va in scena Romeo e Giulietta, il 3 giugno La muette de Portici, il 10 giugno Fidelio, il 17 giugno Guglielmo Tell, il 10 luglio Les Huguenots, il 21 settembre Il trovatore, il 27 ottobre Fra Diavolo in tedesco, il 20 novembre Armida, il 12 dicembre Le prophète ed il 30 dicembre Martha.

Nel 1870 avviene la prima assoluta di Judith di Franz Doppler e nel 1875 di Die Königin von Saba di Karl Goldmark dirette da Johann von Herbeck, nel 1877 di Der Landfriede di Ignaz Brüll, nel 1880 di Der Ritterschlag di Hermann Riedel, nel 1881 di Der Rattenfänger von Hameln di Joseph Hellmesberger, nel 1886 di Morgana di Hellmesberger jr ed il successo di Merlin di Goldmark con Hans Richter, nel 1888 di Die Puppenfee di Joseph Bayer, nel 1889 di Il vassallo di Szigeth di Smareglia, nel 1892 di Ritter Pásmán di Strauss jr, del successo di Werther di Massenet e di Signor Formica di Eduard Schütt, nel 1894 di Mirjam oder Das Maifest di Richard Heuberger e di Dea di Pollione Ronzi e nel 1896 del successo di Das Heimchen am Herd di Goldmark.

Dal 1897 al 1907 il teatro ebbe il suo primo periodo di splendore con Gustav Mahler, il quale fece anche cambiare le scenografie in stile Art Nouveau.

Nel 1900 avviene la prima assoluta di Es war einmal... di Alexander von Zemlinsky e nel 1901 di Das klagende Lied di Mahler.

Nel 1902 ha luogo il grande successo della prima di Feuersnot di Richard Strauss.

Nel 1903 avviene la prima assoluta di Das gläserne Herz di Zemlinsky diretta da Ferdinand Löwe, nel 1906 di Lob des hohen Verstandes di Mahler e nel 1907 di Fernando di Franz Schubert.

Nel 1908 avviene la prima assoluta di Ein Wintermärchen di Goldmark e di Die Bürgschaft di Schubert e nel 1910 di Der Musikant di Julius Bittner dirette da Felix Weingartner.

Nel 1911 avviene la prima assoluta di Der Bergsee di Bittner, nel 1912 di Aphrodite di Max von Oberleithner con Maria Jeritza, di Des Teufels Grossmutter di Oskar Nedbal e di Die Prinzessin von Tragant di Oscar Straus, nel 1913 di Das Spielwerk und die Prinzessin di Franz Schreker e nel 1914 Notre Dame di Franz Schmidt.

Nel 1916 avviene il successo della prima di Ariadne auf Naxos diretta da Franz Schalk con la Jeritza e Lotte Lehmann e nel 1918 di Jenůfa di Leoš Janáček diretta da Schalk con la Jeritza e la Lehmann.

Gli anni dal 1938 al 1945 furono un capitolo oscuro della storia del teatro. Sotto i nazisti, molte persone furono cacciate, perseguitate ed uccise e molte opere non potevano essere eseguite.

Verso la fine della seconda guerra mondiale, il 12 marzo 1945, il teatro venne quasi completamente distrutto da un bombardamento americano. La sezione frontale, che era stata murata per precauzione, rimase intatta, così come il foyer, con gli affreschi di Moritz von Schwind, lo scalone principale, il vestibolo e la sala da tè. Sala e palcoscenico furono però distrutti dalle fiamme insieme a quasi tutto l'arredamento e oggetti di scena per più di 120 opere con circa 150.000 costumi. La Staatsoper venne temporaneamente ospitata presso la Volksoper dal 1º maggio 1945 con Le nozze di Figaro diretta da Josef Krips con Sena Jurinac ed al Theater an der Wien dal 6 ottobre 1945 con Fidelio diretto da Krips con Anton Dermota.

Il Segretario di Stato per i Lavori Pubblici Julius Raab il 24 maggio 1945 ha annunciato che la ricostruzione del Teatro dell'Opera di Stato di Vienna sarebbe dovuta iniziare immediatamente.

Nel 1946 il Cancelliere dell'Austria Leopold Figl decise la ricostruzione del teatro da 2.260 posti.

La sua riapertura, il 5 novembre 1955 (dopo il Trattato di Stato austriaco), dieci anni dopo l'attacco aereo, fu celebrata col Fidelio di Beethoven diretto da Karl Böhm con Martha Mödl, Paul Schöffler e Dermota, trasmessa nella prima diretta della televisione austriaca ORF, fu sentita dai viennesi come atto simbolico per celebrare l'indipendenza del loro paese alla presenza del Segretario di Stato statunitense John Foster Dulles.

Adesso la Haus am Ring simboleggia soprattutto la fama di Vienna come metropoli della musica: l'elenco dei suoi direttori passati comprende nomi illustri tra cui Gustav Mahler, Richard Strauss, Karl Böhm e Herbert von Karajan. Vi si tiene anche il Wiener Jazzfest dove si esibiscono star della scena jazzistica internazionale.

Tra i titoli maggiormente rappresentati Le nozze di Figaro ha avuto 1167 recite (dal 1870 al 2016), Carmen (opera) 1030 recite (dal 1875 al 2016), Tosca (opera) 1024 recite (dal 1910 al 2016), Aida 1011 recite (dal 1874 al 2016), Der Rosenkavalier 991 recite (dal 1911 al 2016), Fidelio 931 recite (dal 1869 al 2016), Die Zauberflöte 917 recite (dal 1941 al 2016) e Der fliegende Holländer 833 recite (dal 1871 al 2015).

Direttori

Franz von Dingelstedt (1º luglio 1867 – 19 dicembre 1870)

Johann von Herbeck (20 dicembre 1870 – 30 aprile 1875)

Franz von Jauner (1º maggio 1875 – 19 giugno 1880)

Karl Mayerhofer, Gustav Walter e Emil Scaria come Regiekollegium (20 giugno 1880 – 31 dicembre 1880)

Wilhelm Jahn (1º gennaio 1881 – 14 ottobre 1897)

Gustav Mahler (15 ottobre 1897 – 31 dicembre 1907)

Felix von Weingartner (I incarico, 1º gennaio 1908 – 28 febbraio 1911)

Hans Gregor (1º marzo 1911 – 14 novembre 1918)

Franz Schalk (15 novembre 1918 – 31 ottobre 1924; dal 16 agosto 1919 insieme a Richard Strauss)

Richard Strauss insieme a Franz Schalk (16 agosto 1919 – 31 ottobre 1924)

Franz Schalk (1º novembre 1924 – 31 agosto 1929)

Clemens Krauss (1º settembre 1929 – 10 dicembre 1934)

Felix von Weingartner (II incarico, 1º gennaio 1935 – 1º settembre 1936)

Erwin Kerber (1º settembre 1936 – 31 agosto 1940)

Heinrich Karl Strohm (1º settembre 1940 – 31 gennaio 1941)

Walter Thomas (1º febbraio 1941 – 31 marzo 1941)

Ernst August Schneider (1º aprile 1941 – 31 agosto 1941)

Lothar Müthel (1º settembre 1941 – 31 dicembre 1942)

Karl Böhm (I incarico, 1º gennaio 1943 – 30 giugno 1945)

Franz Salmhofer (1º luglio 1945 – 31 agosto 1954)

Karl Böhm (II incarico, 1º settembre 1954 – 31 agosto 1956)

Herbert von Karajan (1º settembre 1956 – 31 agosto 1964)

Egon Hilbert (1º settembre 1964 – 8 gennaio 1968)

Heinrich Reif-Gintl (19 gennaio 1968 – 31 agosto 1972)

Rudolf Gamsjäger (1º settembre 1972 – 31 agosto 1976)

Egon Seefehlner (I incarico, 1º settembre 1976 – 31 agosto 1982)

Lorin Maazel (1º settembre 1982 – 30 giugno 1984)

Egon Seefehlner (II incarico, 1º settembre 1984 – 31 agosto 1986)

Claus Helmut Drese (1º settembre 1986 – 30 giugno 1991; Direttore musicale: Claudio Abbado)

Eberhard Waechter (1º settembre 1991 – 29 marzo 1992)

Ioan Holender (30 marzo 1992 – 31 agosto 2010); Direttore musicale: Seiji Ozawa (dal 2002 al 2010)

Dominique Meyer (1º settembre 2010 – 30 giugno 2020); Direttore musicale: Franz Welser-Möst (1º settembre 2010 - 5 settembre 2014)

Bogdan Roščić (dal 1º luglio 2020); Direttore musicale: Philippe Jordan (dal 1º settembre 2020)

Discografia parziale

Bach: Mass in B Minor - Vienna State Opera Orchestra/Hermann Scherchen, 1960 Deutsche Grammophon

Beethoven: Piano Concerto No. 3; Choral Fantasy - Daniel Barenboim/Laszlo Somogyi/Orchester der Wiener Staatsoper, 1964 Deutsche Grammophon

Beethoven: Fidelio - Gundula Janowitz/Christa Ludwig/Jon Vickers/Walter Berry/Eberhard Wächter/Orchester der Wiener Staatsoper/Herbert von Karajan, 2008 Deutsche Grammophon

Beethoven: Symphonies Nos. 3 & 6 - Hermann Scherchen/Vienna State Opera Orchestra, 2001 Deutsche Grammophon

Cherubini: Medea - Horst Stein/Lucia Popp/Leonie Rysanek/Orchester der Wiener Staatsoper, 2000 RCA/BMG

Donizetti: Don Pasquale - Fernando Corena/Graziella Sciutti/István Kertész/Juan Oncina/Orchester der Wiener Staatsoper/Tom Krause, 1991 Decca

Dvorák: Piano Concerto - Laszlo Somogyi/Orchester der Wiener Staatsoper/Rudolf Firkusny, 2002 Deutsche Grammophon

Halévy: La Juive - Simone Young/Neil Shicoff/Orchester der Wiener Staatsoper & Staatsopernchor, 2002 RCA/BMG

Handel: Messiah - Pierrette Alarie/Orchester der Wiener Staatsoper/Hermann Scherchen, 2001 Deutsche Grammophon

Handel: Water Music - Torelli & Vivaldi: Trumpet Concertos - Roger Delmotte/Arthur Haneuse/Orchester der Wiener Staatsoper/Hermann Scherchen, 1961 Deutsche Grammophon

Haydn: Symphonies Nos. 5-7 - Max Goberman/Vienna State Opera Orchestra, 2015 Sony

Haydn: Symphonies Nos. 37, 40 & 41 - Max Goberman/Vienna State Opera Orchestra, 2015 Sony

Holst: The Planets - Vaughan Williams: Greensleves & Tallis Fantasia - Vienna Academy Chamber Choir/Orchester der Wiener Staatsoper/Sir Adrian Boult, 2001 Deutsche Grammophon

Janácek: Jenufa - Elisabeth Söderström/Eva Randová/Orchester der Wiener Staatsoper/Peter Dvorsky/Wieslaw Ochman, 1983 Decca

Liszt: Hungarian Rhapsodies, Mazeppa & Les Préludes - Orchester der Wiener Staatsoper/Hermann Scherchen, 2001 Deutsche Grammophon

Mahler: Symphony No. 2 "Resurrection" - Mimi Coertse/Lucretia West/Orchester der Wiener Staatsoper & Staatsopernchor/Hermann Scherchen, 2010 Deutsche Grammophon

Mahler: Symphony No. 5 - Hermann Scherchen/Orchester der Wiener Staatsoper, 1952 Deutsche Grammophon

Mahler: Symphony No. 7 in E Minor, "Song of the Night" - Hermann Scherchen/Orchester der Wiener Staatsoper, 1954 Deutsche Grammophon

Mozart: La Clemenza di Tito - István Kertész/Teresa Berganza/Lucia Popp/Maria Casula/Orchester der Wiener Staatsoper, 1967 Decca

Mozart: Requiem - Vienna State Opera Orchestra/Hermann Scherchen/Sena Jurinac, 1959 Deutsche Grammophon

Mussorgsky, Kovanchina - Abbado/Haugland/Atlantov, 1989 Deutsche Grammophon

Strauss, R.: Donna senz'ombra - Böhm/Rysanek/Berry/King/Hesse, 1977 Deutsche Grammophon

R. Strauss: Daphne - Karl Böhm/Orchester der Wiener Staatsoper, 1994 Deutsche Grammophon

R. Strauss: Salome - Karl Böhm/Leonie Rysanek/Eberhard Wächter/Orchester der Wiener Staatsoper, 1999 RCA/BMG

J. Strauss: Die Fledermaus - Herbert von Karajan/Gustav Pick/Giuseppe Di Stefano/Eberhard Wachter/Hilde Güden/Rita Streich/Wiener Staatsopernchor/Walter Berry/Orchester der Wiener Staatsoper, 1999 RCA/BMG

Tchaikovsky: "1812" Overture - Rimsky-Korsakov: Sheherazade - Orchester der Wiener Staatsoper/Hermann Scherchen, 1958 Deutsche Grammophon

Verdi, Nabucco - Gardelli/Gobbi/Suliotis/Cava, 1965 Decca

Wagner, Parsifal (Vienna, 2005) - Thielemann/Domingo/Meier, 2006 Deutsche Grammophon

Wagner: Tristan und Isolde - Christian Thielemann/Deborah Voigt/Orchester der Wiener Staatsoper/Peter Weber/Petra Lang/Thomas Moser, 2004 Deutsche Grammophon

Wagner: Götterdämmerung (Live At Staatsoper, Vienna/2011) - Christian Thielemann/Eric Halfvarson/Wiener Staatsoper, 2013 Deutsche Grammophon

Hilde Gueden Sings Operetta Evergreens - Hilde Gueden/Orchester der Wiener Staatsoper/Robert Stolz, 1961 Decca

DVD & BLU-RAY parziale

Berg: Wozzeck (Vienna State Opera, 1987) - Hildegard Behrens/Claudio Abbado, Arthaus Musik/Naxos

Bizet: Carmen (Vienna State Opera, 1978) - Elena Obraztsova/Plácido Domingo/Carlos Kleiber, regia Franco Zeffirelli, Arthaus Musik/Naxos

Donizetti, Anna Bolena - Pidò/Netrebko/Garanca, 2011 Deutsche Grammophon

Giordano, Andrea Chénier - Santi/Domingo/Benacková, 1981 Deutsche Grammophon

Gounod, Faust (regia di Ken Russell) - Binder, 1985 Deutsche Grammophon

Halevy, Juive - Sutej/Shicoff/Stoyanova/Ivan, 2003 Deutsche Grammophon

Massenet, Manon - Fischer/Gruberova/Araiza/Thau, regia Jean-Pierre Ponnelle, 1983 Deutsche Grammophon

Massenet: Werther (Vienna State Opera, 2005) - Marcelo Álvarez/Elīna Garanča, Arthaus Musik/Naxos

Mozart: Don Giovanni (Vienna State Opera, 1999) - Anna Caterina Antonacci/Ildebrando D'Arcangelo/Angelika Kirchschlager/Lorenzo Regazzo/Riccardo Muti, regia Roberto De Simone, Arthaus Musik/Naxos

Mussorgsky: Khovanshchina (Vienna State Opera, 1989) - Nicolai Ghiaurov/Paata Burchuladze/Claudio Abbado, Arthaus Musik/Naxos

Ponchielli: La Gioconda (Vienna State Opera, 1986) - Éva Marton/Plácido Domingo/Matteo Manuguerra, Arthaus Musik/Naxos

Puccini: Turandot (Vienna State Opera, 1983) - Eva Marton/José Carreras/Katia Ricciarelli/Lorin Maazel, Arthaus Musik/Naxos

Reimann: Medea (Vienna State Opera, 2010), Arthaus Musik/Naxos

Schoenberg: Moses und Aron (Vienna State Opera, 2006) - Daniele Gatti, Arthaus Musik/Naxos

Smetana, Sposa venduta - Fischer/Popp/Jerusalem/Zednik, 1981 Deutsche Grammophon

Strauss, R.: Cavaliere della rosa - Kleiber/Lott/Otter/Moll, 1994 Deutsche Grammophon

Strauss, R.: Arabella (Vienna State Opera, 2012) - Franz Welser-Möst, EPC Distribution/Naxos

Strauss, R.: Capriccio (Vienna State Opera, 2013) - Renée Fleming/Bo Skovhus/Angelika Kirchschlager/Christoph Eschenbach, C Major/Naxos

Strauss, R.: Elektra (Vienna State Opera, 1989) - Eva Marton/Cheryl Studer/James King (tenore)/Claudio Abbado, Arthaus Musik/Naxos

Strauss II, J.: Die Fledermaus (Vienna State Opera, 1980) - Bernd Weikl/Lucia Popp/Erich Kunz/Walter Berry/Edita Gruberová, Arthaus Musik/Naxos

Tchaikovsky: The Nutcracker (Vienna State Opera, 2012), C Major/Naxos

Tchaikovsky: Swan Lake (Vienna State Opera, 2014), C Major/Naxos

Verdi: Nabucco (Vienna State Opera, 2001) - Leo Nucci/Marija Hulehina/Giacomo Prestia/Fabio Luisi, Arthaus Musik/Naxos

Verdi: Simon Boccanegra (Vienna State Opera, 2002) - Thomas Hampson (cantante)/Ferruccio Furlanetto/Daniele Gatti, Arthaus Musik/Naxos

Verdi: Don Carlos (Vienna State Opera, 2004) - Ramón Vargas/Bo Skovhus, Arthaus Musik/Naxos

Verdi: Il Trovatore (Vienna State Opera, 1978) - Piero Cappuccilli/Raina Kabaivanska/Fiorenza Cossotto/Plácido Domingo/José van Dam/Herbert von Karajan, Arthaus Musik/Naxos

Wagner, Anello del Nibelungo + 2 DVD The World of the Ring (Live, Vienna, 2011) - Thielemann/Wiener Staatsoper, 2011 Deutsche Grammophon

Wagner: Lohengrin (Vienna State Opera, 1990) - Plácido Domingo/Robert Lloyd/Cheryl Studer/Claudio Abbado, Arthaus Musik/Naxos

Gala all'Opera di Vienna, Ioan Holender Farewell Concert (26.06.2010) - Benefit gala with world stars - 2010 Deutsche Grammophon

Anno: 1869

Informazioni pratiche

Indirizzo
Opernring 2
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.wiener-staatsoper.at

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Burgtheater

Teatro · Innere Stadt

Burgtheater

Il Burgtheater (teatro di corte o meglio Teatro del "castello" della Corte, ossia dell' (Hof)burg), conosciuto originariamente come K.K. Theater an der Burg, e successivamente, fino al 1920, come K.K. Hofburgtheater, è il teatro nazionale austriaco a Vienna e uno dei più importanti teatri di lingua tedesca del mondo. Viene chiamato "die Burg" dalla popolazione viennese.

== Storia ==

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Il Burgtheater fu fatto edificare dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria degli Asburgo da Giuseppe Galli Bibiena allo scopo di avere un teatro adiacente al suo palazzo e fu inaugurato, con il nome di Nuovo Teatro Imperiale Privilegiato, il 14 maggio 1748 con La Semiramide riconosciuta di Christoph Willibald Gluck con Vittoria Tesi ed Angelo Amorevoli.

Ancora nel 1748 avviene la prima assoluta di Alexander der Grosse in Indien e di Il Siroe di Georg Christoph Wagenseil, La fata meravigliosa di Ignaz Holzbauer e Demetrio di Baldassare Galuppi, nel 1749 L'Olimpiade di Wagenseil ed il successo della prima assoluta di Achille in Sciro di Niccolò Jommelli con la Tesi, nel 1753 di La clemenza di Tito di Andrea Adolfati, nel 1754 di Il tributo di Rispetto e d'Amore di Georg von Reutter, nel 1755 di La gara di Reutter e L'innocenza giustificata di Gluck con Caterina Gabrielli e Gaetano Guadagni, nel 1756 di Il re pastore di Gluck con la Gabrielli, nel 1758 La fausse esclave di Gluck ed Il finto pazzo di Niccolò Piccinni, nel 1760 Issipile di Giuseppe Scarlatti, delle cantate Dove, amata germana, dove corri sì lieta?, Complimento per il giorno onomastico dell'imperatore d'Austria, Apprendesti, o germana, Complimento per il giorno onomastico dell'imperatrice d'Austria e della festa teatrale Alcide al bivio di Johann Adolf Hasse diretta da Gluck con la Gabrielli e Tetide di Gluck con la Gabrielli e Gasparo Angiolini, nel 1761 il successo di Armida di Tommaso Traetta con la Gabrielli e Don Juan e Le cadi dupé di Gluck, Prometeo assoluto di Wagenseil, Il trionfo di Clelia di Hasse con Guadagni ed Orphée et Euridice con Guadagni nel 1762, nel 1764 il successo di La rencontre imprévue di Gluck, Egeria di Hasse con Guadagni ed Alessandro di Gluck, nel 1765 Telemaco con Guadagni, Semiramis di Gluck e Gli stravaganti di Giuseppe Scarlatti, nel 1766 Aurelius oder Der Wettstreit der Grossmut di Cornelius Hermann von Ayrenhoff, nel 1767 L'amore artigiano di Florian Leopold Gassmann, Partenope di Hasse con Venanzio Rauzzini, L'apothéose d'Hercule di Jean-Georges Noverre, Alceste con Antonia Bernasconi, Pyramus und Thisbe di Josef Starzer e Les petits riens di Gluck, nel 1768 La notte critica di Gassmann, nel 1770 Le donne letterate di Antonio Salieri e Parid und Helena di Gluck con Giuseppe Millico, nel 1771 Armida, nel 1772 La fiera di Venezia di Salieri, Il barone di Rocca Antica, I rovinati di Gassmann, La diavolessa di Josef Bárta e La secchia rapita, nel 1773 Vénus et Adonis, Divertissement, Soliman II e L'union des bergères di Noverre, Die Vestalin, Adele de Ponthieu, Die italienische Schaefer e La joie interrompue di Starzer, La casa di campagna di Gassmann e La locandiera di Salieri, nel 1774 La calamita de' cuori di Salieri, L'orfano della China di André-Ernest-Modeste Grétry ed Il geloso in cimento di Pasquale Anfossi e nel 1775 Le roi et le fermier e Motezuma di Starzer e La finta scema di Salieri. Il figlio di Maria Teresa, imperatore Giuseppe II lo chiamò il "teatro nazionale tedesco" nel 1776.

Tre opere di Wolfgang Amadeus Mozart furono rappresentate per la prima volta al Burgtheater: Il ratto dal serraglio nel 1782, Le nozze di Figaro nel 1786 e Così fan tutte nel 1790. A partire dal 1794, il teatro venne chiamato "K.K. Hoftheater nächst der Burg".

Il 14 ottobre 1888 venne spostato in un nuovo edificio sulla Ringstraße disegnato da Gottfried Semper e Karl von Hasenauer (ma già dal 1860, con la creazione del Ring si pensò a una nuova sede).

Il 12 marzo 1945 il Burgtheater venne quasi completamente distrutto in un raid aereo e, un mese più tardi, il 12 aprile, venne ulteriormente danneggiato da un incendio dalle origini sconosciute.

È stato ricostruito con le sembianze originarie tra il 1953 e il 1955.

Grazie alle molte prime di drammi scritti da Thomas Bernhard, Elfriede Jelinek, Peter Handke, Peter Turrini e George Tabori, il direttore del teatro Claus Peymann è riuscito ad affermare la reputazione del Burgtheater come uno dei teatri europei più all'avanguardia.

Direttori

Rudolf von Wrbna und Freudenthal (1806-1823)

Joseph Schreyvogel (1823-1832)

Heinrich Laube (1849-1867)

Max Burckhard (1890-1898)

Hermann Röbbeling (1932-1938)

Mirko Jelusich (1938)

Lothar Müthel (1939-1945)

Raoul Aslan (1945-1948)

Josef Gielen (1948-1954)

Adolf Rott (1954-1959)

Ernst Haeussermann (1959-1968)

Paul Hoffmann (1968-1971)

Gerhard Klingenberg (1971-1976)

Achim Benning (1976-1986)

Claus Peymann (1986-1999)

Klaus Bachler (dal 1999)

Attori fissi

Tra i più conosciuti dei 120 membri dell'ensemble ci sono: Sven-Eric Bechtolf, Klaus Maria Brandauer, Kirsten Dene, Andrea Clausen, Bruno Ganz, Karlheinz Hackl, Robert Meyer, Gertraud Jesserer, Ignaz Kirchner, Jutta Lampe, Susanne Lothar, Michael Maertens, Tamara Metelka, Birgit Minichmayr, Petra Morzé, Nicholas Ofczarek, Hedwig Pistorius, Elisabeth Orth, Martin Schwab, Peter Simonischek, Ulrich Tukur, Gert Voss, Gusti Wolf, e Heinz Zuber.

Alcuni celebri ex-membri dell'ensemble sono Max Devrient, Philipp Hochmair, Josef Kainz, Josef Lewinsky, Joseph Schreyvogel, Adolf von Sonnenthal, Charlotte Wolter, Ludwig Gabillon, Zerline Gabillon, Attila Hörbiger, Friedrich Mitterwurzer, Paula Wessely, Paul Hörbiger, e Fritz Muliar. Alcuni attori diventano membri d'onore, e i loro nomi sono incisi nel marmo al fondo delle scale cerimoniali del teatro, come Annemarie Düringer, Wolfgang Gasser, Heinrich Schweiger, Gusti Wolf, e Michael Heltau.

Anno: 1741

Informazioni pratiche

Indirizzo
Universitätsring 2
Telefono
+43 1 51444-4140
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.burgtheater.at

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Chiesa di San Carlo Borromeo (Vienna)

Chiesa · Wieden

Chiesa di San Carlo Borromeo (Vienna)

La chiesa di San Carlo Borromeo (in tedesco: Karlskirche) è una chiesa cattolica situata a Vienna, nella parte sud della Karlsplatz. Essa è collocata ai margini del primo distretto, 200 metri fuori dalla Ringstraße.

È una delle più eminenti chiese barocche d'oltralpe e vanta una imponente cupola dalla forma ellittica. Restaurata sul finire degli anni ottanta del Novecento, è nota grazie alla sua cupola e alle sue due colonne poste ai lati, decorate con bassorilievi, come pure grazie al suo ruolo di contrappeso architettonico del Musikverein e dell'Università viennese di tecnologia.

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Storia

La chiesa venne fatta costruire per volere dell'imperatore Carlo VI, a seguito dell'epidemia di peste che colpì la città. L'imperatore, infatti, decise che appena la città fosse scampata al flagello, avrebbe fatto costruire una chiesa dedicata a San Carlo Borromeo, protettore dei malati di peste. Nel 1714 venne indetto un concorso per il progetto della chiesa, che venne vinto da Johann Bernhard Fischer von Erlach che la realizzò in stile barocco, con forme eclettiche (che per alcuni aspetti guardano anche al Neoclassicismo) e sontuose. La sua costruzione durò 25 anni, Erlach non vide ultimato il suo progetto, che fu portato a termine dal figlio. La costruzione iniziò nel 1716 sotto la supervisione di Anton Erhard Martinelli.

Descrizione

Lo scalone d'ingresso è affiancato da due angeli, rappresentanti il Vecchio ed il Nuovo Testamento, mentre la facciata si ispira alla chiesa di Sant'Agnese in Agone di Roma. Il decoro del frontone rappresenta le sofferenze della cittadinanza viennese durante l'epidemia di peste. Le due colonne con fregio a spirale, ispirate alla Colonna Traiana di Roma e realizzate da Lorenzo Mattielli, sono decorate con rilievi raffiguranti la vita di Carlo Borromeo.

La vasta cupola ed il porticato d'ingresso sono ispirati all'arte classica greca e romana. Anche gli interni furono riccamente decorati con affreschi e sculture. L'altare maggiore è decorato con rilievi in stucco, opera di Alberto Camesina, raffiguranti l'Ascensione di san Carlo Borromeo. La cupola è affrescata ad opera di Johann Michael Rottmayr e vi è raffigurata l'Apoteosi di San Carlo Borromeo.

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne, risalente al 1739 e opera di autore ignoto, ampliato nel 1847 da Joseph Seybert. A trasmissione meccanica, dispone di 30 registri ed è racchiuso entro una cassa di gusto barocco, la cui sezione centrale corrisponde a quella dello strumento originario; la sua consolle ha due tastiere e pedaliera.

Anno: 1716

Informazioni pratiche

Indirizzo
Karlsplatz 10
Come arrivare
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Sito ufficiale
karlskirche.at

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Tiergarten Schönbrunn

Giardino zoologico · Hietzing

Tiergarten Schönbrunn

Tiergarten Schönbrunn (in lingua italiana Zoo di Schönbrunn), chiamato anche Zoo di Vienna, è un giardino zoologico situato all'interno del parco del castello di Schönbrunn, a Vienna: fondato nel 1752, si tratta del più antico zoo del mondo occidentale.

== Storia e descrizione ==

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Un piccolo zoo esisteva nello stesso luogo già nel 1540, ma fu nel 1751 che l'imperatore Francesco I di Lorena, marito di Maria Teresa d'Austria, affidò a Nicolas Jadot la costruzione di una ménagerie nei pressi del parco del castello di Schönbrunn: si trattava di un padiglione centrale destinato alle colazioni imperiali, completato nel 1759, e intorno tredici recinti a forma di spicchio per accogliere gli animali, completati nel 1752, ognuna dotata di fontana e casetta con giaciglio per la notte.

Nel 1770 venne ospitato il primo esemplare di elefante, seguito nel 1781 da lupi e orsi. Riservato originariamente alla famiglia imperiale e alla classe aristocratica, nel 1779 il parco venne aperto al pubblico, inizialmente solo la domenica, e non si pagava il biglietto d'ingresso. Successivamente Giuseppe II d'Asburgo-Lorena organizzò delle spedizioni in Africa e in America per procurarsi esemplari per lo zoo.

All'inizio del XIX secolo arrivarono i primi esemplari di orsi polari, grandi felini, iene e canguri: l'arrivò degli animali esotici diede notevole successo al giardino zoologico tanto che si decise l'apertura giornaliera e furono istituite le prime guide; molti esemplari tuttavia morivano poco dopo tempo a causa della scarsa conoscenza delle loro abitudini e su come alimentarli. Francesco II d'Asburgo-Lorena ricevette in dono dal viceré d'Egitto nel 1828 la prima giraffa: l'arrivo dell'animale produsse un successo tale che portò a un notevole incremento del flusso di visitatori oltre a influenzare la moda viennese con la creazione di vestiti e accessori a tema, e un intero spettacolo, di Adolf Bäuerle, intitolato Giraffe a Vienna. Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo il Tiergarten Schönbrunn subì lavori di ammodernamento sia per migliorare la vita degli animali, con la messa a dimore di piante provenienti dai loro paesi di origine, sia la visita degli spettatori con l'abbattimento dei muri che contenevano le gabbie sostituiti da sbarre. Il 14 luglio 1906 al suo interno nacque il primo elefante in cattività.

All'inizio della prima guerra mondiale, precisamente nel 1914, lo zoo ospitava settecentododici specie per un totale di tremilaquattrocentosettanta esemplari: a causa della diminuzione di scorte di cibo, durante la guerra, gli esemplari scesero a novecento. Con la dissoluzione dell'Impero austro-ungarico lo zoo divenne di proprietà della repubblica austriaca. Sotto Otto Antonius, che guidò il parco dal 1924 al 1945, il numero di animali risalì nuovamente intorno ai tremila: il biologo fu inoltre il primo a interessarsi delle specie in via di estinzione, in particolare del bisonte, e istituì una serie di relazioni con università e musei per la salvaguardia della natura. Durante la seconda guerra mondiale, in particolare a seguito dei bombardamenti del 19 e 21 febbraio 1945, furono distrutti diversi edifici e numerosi animali rimasero uccisi, riducendo il loro numero a quattrocento. Il Tiergarten Schönbrunn venne ripristinato sotto il nuovo direttore Julius Brachetka e con Walter Fiedler l'estensione venne ampliata a dodici ettari, oltre all'apertura di una sezione dedicata ai bambini; nel 1961 si riprodussero le prime aquile grigie.

Durante gli anni 1980 il giardino zoologico visse una profonda crisi con un calo di visitatori e immagine: la chiusura venne scongiurata dalla privatizzazione del 1991, grazie all'interesse di Helmut Pechlaner, nuovo direttore e già direttore dell'Alpenzoo di Innsbruck. La struttura, grazie agli sponsor e all'aumento del costo del biglietto, venne restaurata e ampliata, con la creazione di nuove sezioni come quella della foresta pluviale, del deserto, l'insettario e della fattoria tirolese e l'introduzione di nuove specie come il panda gigante e il koala e si iniziò un programma per la protezione di diverse specie.

In occasione del 250º anniversario delle fondazione dello zoo venne coniata una moneta commemorativa da cinque euro, raffigurante il padiglione centrale circondato da alcuni animali. Nel 2004 venne inaugurata la sezione artica, mentre il 23 agosto 2007 nacque il primo panda in cattività in Europa: l'evento e le prime fasi dello sviluppo del cucciolo vennero seguite dalla rete televisiva ORF e inserite in un programma dal titolo Panda TV; sempre per la stessa rete, lo zoo, venne utilizzato come set per le riprese della serie per bambini Tom Turbo. Nel 2009, 2011, 2013 e 2015 il Tiergarten Schönbrunn è stato votato come miglior zoo d'Europa per l'anno precedente.

Anno: 1752

Informazioni pratiche

Indirizzo
Maxingstraße 13/B
Orari
Apr-Sep 09:00-18:30; Oct 09:00-17:30; Nov-Jan 09:00-16:30; Feb 09:00-17:00; Mar 09:00-17:30
Biglietto
27.00 EUR
Telefono
+43 1 877 92 94-0
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.zoovienna.at

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Prater

Parco · Leopoldstadt

Prater

Il Prater (più propriamente Wiener Prater) è un parco pubblico fra i più grandi e famosi di Vienna, localizzato nel Leopoldstadt, il secondo distretto della capitale austriaca.

== Descrizione ==

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Al suo interno è situato il Wurstelprater (talvolta chiamato anch'esso Prater), celebre parco divertimenti con attrazioni, fra le quali la più nota è la ruota panoramica Riesenrad. Il giardino è delimitato in larghezza dal Danubio e dal Donaukanal, ramo del Danubio stesso, ed è attraversato dalla Hauptallee, largo viale alberato chiuso al traffico e ritrovo di turisti e amanti degli sport all'aperto. Oltre al parco divertimenti, all'interno del Prater si trovano un museo (il Pratermuseum) e un planetario. Sempre al suo interno si trova inoltre la Kugelmugel, una costruzione sferica realizzata dall'artista austriaco Edwin Lipburger e da questi autodichiarata micronazione indipendente nel 1984.

Storia

Dal punto di vista storico, l'area corrispondente al Prater è stata per lungo tempo un parco di caccia, fin da quando l'imperatore Massimiliano II la rese tale nel 1560. Nel 1766 l'imperatore Giuseppe II riaprì il parco al pubblico (in precedenza, per scoraggiare i bracconieri, l'ingresso era negato alla gente comune) e vi permise addirittura la costruzione di caffetterie e sale da tè. Da allora il parco ha iniziato ad assumere l'aspetto odierno, sebbene la caccia abbia continuato ad esservi consentita fino al 1920.

Etimologia

Il nome "prater" deriva dal latino pratum, attraverso lo spagnolo prado, e significa appunto "prato".

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Votivkirche

Chiesa votiva · Alsergrund

Votivkirche

La Votivkirche (in italiano: Chiesa votiva) è uno dei più importanti luoghi di culto cattolici di Vienna.

== Storia ==

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La sua costruzione è legata ad un attentato perpetrato da un indipendentista ungherese ai danni dell'Imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria. Dopo il fallimento dell'attentato, sarebbe stato deciso un ex voto come espressione del ringraziamento di Ferdinando Massimiliano d'Austria per la salvezza del fratello.

Divenne in un certo senso un progetto concorrente a quello, senza dubbio maggiore, del completamento del duomo di Colonia. Non da ultimo aveva una certa importanza come elemento accomunante delle varie etnie, in grande maggioranza cattoliche, dell'ormai pericolante Impero austriaco. Venne inaugurata in occasione delle nozze d'argento di Francesco Giuseppe ed Elisabetta di Baviera.

Descrizione

Costruita in stile neogotico secondo i piani di Heinrich von Ferstel, la chiesa venne eretta tra il 1853 e il 1879.

Contribuì sostanzialmente alla sistemazione e diversificazione stilistica della Ringstraße, la strada su cui è situata e che circonda il centro storico della capitale.

Si presenta come una basilica a tre corte navate ed un corposo transetto. La facciata è sormontata da due snelle torri ottagonali. Nonostante le notevoli dimensioni (99 m di altezza) ed alcuni ritardi nell'edificazione, la relativa rapidità della costruzione si riflette nell'omogeneità stilistica, principale caratteristica di questa chiesa, distinguendola così dalle cattedrali gotiche, a cui la Votivkirche è ispirata: queste ultime, infatti, venivano spesso costruite nel corso di secoli, spesso con interruzioni, ed erano quindi inesorabilmente oggetto di importanti ripensamenti nel progetto. A sua volta, la chiesa viennese fu presa da modello da Albert Olszewski von Herbulis per la realizzazione della cattedrale cattolica di Helena, nel Montana (USA), edificata tra il 1908 e il 1914.

Nella chiesa si trovano due organi a canne. Quello principale è situato sulla cantoria in controfacciata ed è l'opus 306 di Eberhard Friedrich Walcker; costruito nel 1878 e restaurato nel 1995-1996 dalla ditta organaria Klais che ne mantenne intatta la disposizione fonica, è a trasmissione integralmente meccanica con macchina Barker, con 61 registri su tre manuali e pedale, per un totale di 3762 canne. L'organo del coro, invece, fu realizzato da Philpp Eppel nel 1970 e, anch'esso a trasmissione meccanica, ha 20 registri su due manuali e pedale.

Anno: 1853

Informazioni pratiche

Indirizzo
Rooseveltplatz
Orari
Tu-Fr 10:00-16:00; Sa 11:00-19:00; Su 09:00-13:00
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.votivkirche.at

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Palazzo della Secessione

Museo d'arte · Innere Stadt

Palazzo della Secessione

Il Palazzo della Secessione (in tedesco Secessionsgebäude) è un edificio di Vienna, uno degli edifici più famosi dello Jugendstil o Art Nouveau viennese.

== Architettura ==

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Il Palazzo della Secessione fu costruito tra il 1897 e il 1898, ad opera del giovane architetto Joseph Maria Olbrich, esponente del movimento della Secessione viennese e allievo del già famoso Otto Wagner, precursore delle tematiche Secessioniste; fu realizzato come spazio espositivo ufficiale (funzione cui è tuttora adibito), separato da quelli a disposizione dell'arte accademica, nel quale allestire periodiche mostre di artisti secessionisti; divenne ben presto centro di importanti e innovativi avvenimenti artistico-culturali dell'epoca. L'idea di Olbrich deriva da un disegno di Gustav Klimt, che prevedeva una costruzione cubica, sormontata da un frontone simile a quello di un tempio. Olbrich elaborò la pianta partendo da un semplice quadrato sul quale si sviluppa il volume, composto da pareti lisce e quasi disadorne (se si esclude un fregio floreale sotto il cornicione) nelle quali si inseriscono porte e finestre che si aprono con tagli netti e decisi senza cornici o modanature, tipiche dell'architettura eclettica. Nel complesso si arriva alla realizzazione di un edificio estremamente rigoroso, in controtendenza con le architetture eclettiche in voga a quel tempo.

Il disegno di Klimt è mantenuto soprattutto per quanto riguarda l'ingresso, che sembra circondato da un'aura mistica all'interno della quale possono accedere solo gli iniziati. Questa sensazione è provocata dall'aspetto dell'ingresso stesso, composto da blocchi massicci che fiancheggiano l'entrata, spogli e privi di decorazioni (fatta eccezione per dei profili del basamento e del cornicione), che richiamano i piloni monumentali dei templi egizi. L'ingresso è arretrato rispetto ai blocchi e compie la funzione di attrarre lo spettatore verso l'interno, raggiungibile attraverso una scala. È in questa parte che si concentra la maggior parte della decorazione, composta da un fregio di foglie dorate, che incorniciano il portale, sopra il quale dei rilievi di teste femminili simboleggiano la scultura. Sopra di esso, su una sorta di trabeazione, è scritto il motto della secessione: “Ad ogni epoca la sua arte, ad ogni arte la sua libertà” (Der Zeit ihre Kunst / der Kunst ihre Freiheit), suggerita dal critico Ludwig Hevesi e rimossa dai nazisti nel 1938.

Elemento di grande novità decorativa è la cupola traforata, quasi sferica, composta da migliaia di foglie di alloro (che simboleggiano la consacrazione ad Apollo, dio delle arti) in rame ricoperto da lamine d'oro, la cui lucentezza contrasta con le pareti semplicemente intonacate di bianco. La cupola permette un'illuminazione naturale dall'alto sugli spazi espositivi interni, grazie anche a quattro lucernari e al rinforzo dato dalle finestre. Gli spazi espositivi sono giocati anch'essi sul rigore e sulle esigenze pratiche, del tutto privi di decorazione, muri ed elementi strutturali fissi dove l'area veniva modificata a seconda delle esigenze attraverso tramezzi

Esposizioni

La prima mostra venne tenuta nel padiglione della società di giardinaggio e improntata a criteri del tutto nuovi. Le opere vennero appese all'altezza dello sguardo e raggruppate per autore, in contrasto con i modi caotici di disposizione fino ad allora utilizzati. L'evento richiamò 57.000 visitatori e si concluse con un grande successo e la vendita di 218 opere. Successivamente, per curare l'allestimento di tutte le mostre venne chiamato Olbrich, lo stesso architetto che aveva progettato il palazzo dove si svolgevano.

Tra le opere esposte all'interno del Palazzo, la più famosa è il Beethovenfries, opera di Gustav Klimt.

Curiosità

Il Palazzo della Secessione è rappresentato sulla moneta da 50 centesimi di euro coniata dalla Repubblica d'Austria.

Anno: 1897

Informazioni pratiche

Indirizzo
Friedrichstraße 12
Orari
Tu-Su 10:00-18:00
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.secession.at

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Reichsbrücke

Double-decker bridge · Donaustadt

Reichsbrücke

Il Reichsbrücke (in italiano ponte imperiale) è un ponte situato a Vienna, che attraversa il Danubio, collegando i distretti di Leopoldstadt e Donaustadt. Il ponte viene utilizzato da 50 000 veicoli al giorno ed è dotato di sei corsie per il traffico veicolare, i binari della U-Bahn, due percorsi pedonali, due piste ciclabili e due tunnel di servizio.

== Storia ==

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Il ponte è stato ricostruito tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, dopo il crollo del precedente ponte, unico di Vienna ad essersi salvato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, all'alba del 1º agosto 1976.

Anno: 1980

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Museum für angewandte Kunst

Museo d'arte · Innere Stadt

Museum für angewandte Kunst

Il Museo delle arti applicate (in tedesco: Museum für angewandte Kunst, da qui conosciuto anche con l'acronimo "MAK") è uno storico e prestigioso museo situato a Vienna, sulla celebre Ringstraße.

L'edificio fu eretto nel 1871. Dal 2004, il museo è illuminato di sera dall'installazione permanente all'aperto "MAKlite", opera dell'artista internazionale di land art James Turrell.

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Nel 2015 il MAK è stato il primo museo ad acquistare un'opera d'arte (lo screensaver di van den Dorpel "Event listeners") con Bitcoins.

Con oltre 300.000 pezzi accessibili online, il MAK ha la più grande collezione online di tutti i musei federali austriaci.

Durante la visita al museo, l'audioguida può essere utilizzata come app Web su un telefono cellulare.

Storia

Venne fondato nel 1863 come museo per l'arte e l'industria. Successivamente, nel 1867 accanto all'edificio del museo si costituì la Scuola di artigianato (oggi Università di arti applicate, Universität für angewandte Kunst Wien), e la formazione teorica e pratica vennero così unificate. A partire dal 1986 la politica museale si è notevolmente diversificata sotto la direzione di Peter Noever, postando il baricentro sulla collezione di opere dei vari movimenti artistici e architettonici succedutisi negli anni. Nel 1993 il museo è stato restaurato e ampliato, ogni sala è stata modernizzata.

Collezione

Il Museo custodisce mobili e arredi (manufatti in vetro, porcellana, tessuto, legno e metalli preziosi) realizzati dal Medioevo all'epoca contemporanea (non mancano artisti di prestigio quali Donald Judd, James Turrell, Gordon Matta-Clark), oltre che modelli in scala di edifici realizzati da architetti contemporanei.

Seguendo un criterio funzionale, la collezione è suddivisa in differenti parti:

La collezione di esposizione si compone di opere artigianali ordinate cronologicamente e in base alla loro origine. Tra le opere importanti è opportuno menzionare i mobili della Wiener Werkstätte, le sedie delle aziende Thonet e Kohn, i disegni di Gustav Klimt per un fregio musivo per il Palazzo Stoclet a Bruxelles, la stanza in porcellana di Palazzo Dubsky a Brno realizzata da Claudius Innocentius du Paquier, vetri veneziani, porcellane, tappeti e opere di oreficerie.

La collezione di studio invece è costituita da manufatti artigianali categorizzati in base al loro materiale e alla loro funzione. Le opere più importanti sono oggetti di stampa artistica giapponese/Ukiyo-e e la "Frankfurter Küche" ("cucina di Francoforte") della architetta viennese Margarete Schütte-Lihotzky che ha rivoluzionato i principi del funzionalismo.

Nel seminterrato sono esposte le collezioni individuali. Il resto dello spazio espositivo è occupato da mostre temporanee. Al pianterreno sono esposte la maggior parte delle collezioni permanenti, mentre al primo piano sono esposte le opere appartenenti alla Wiener Werkstätte. Il secondo piano, invece, è dedicato all'architettura ed al design contemporanei.

La biblioteca del MAK è dedicata alla letteratura sulle arti applicate dal Cinquecento fino ad oggi, e gestisce una collezione di manoscritti, stampe, foto e acquarelli dal Quattrocento fino ad oggi.

Inoltre il MAK offre al pubblico tramite MAK Sammlung online parzialmente la possibilità di libero accesso alla raccolta.

Le sezioni staccate del MAK

Vienna

MAK-deposito d'arte contemporanea - Torre contraerea all'interno dell'Arenbergpark (chiuso)

Geymüllerschlössel (Palazzo in stile Biedermeier)

Il MAK nello spazio urbano (sculture di artisti contemporanei in piazze pubbliche come "Lemurenköpfe" di Franz West)

Repubblica Ceca

Museo Josef Hoffmann (casa di nascita e esposizione permanente sul architetto), Brtnice.

Stati Uniti

MAK Center for Art and Architecture, Los Angeles.

MAK digitale

L'offerta digitale del MAK è ampia. I dati relativi alle collezioni o le pubblicazioni interne vengono messi a disposizione per le attività di ricerca in modo trasparente e strumenti come MAK Digistories o MAK Blog forniscono informazioni su un'ampia varietà di argomenti. L'audioguida è fornita gratuitamente sotto forma di app.

Collezione Online (oltre 300.000 risultati relativi a oggetti e persone)

MAK Pubblicazioni

Storie

Blog MAK

MAK Digistories

MAK Design LAB

MAK Audioguida

Tour in 3D e storie su Gustav Klimt su Google Arts & Culture

Digital Life Literacy

Giochi

World Wide Wonderland

MIX MAK

Audio

MAK Nachdenkereien

Video, su mak.at.

Anno: 1864

Informazioni pratiche

Indirizzo
Stubenring 5
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.mak.at

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MuseumsQuartier

Museo · Neubau

MuseumsQuartier

Il MuseumsQuartier (Quartiere dei Musei), o MQ, è un complesso museale di Vienna.

Situato nel distretto di Neubau, occupa un'area di 60.000 m² e contiene al suo interno edifici barocchi e di architettura moderna. Costituisce uno dei dieci complessi dedicati all'arte più grandi del mondo.

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Storia

Originariamente era il complesso delle scuderie di corte, destinato ad ospitare fino a 600 cavalli e 200 carrozze. Il progetto dell'edificio venne affidato nel 1713 dall'imperatore Carlo VI all'architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach. Dopo il decesso di quest'ultimo, avvenuto nel 1723, il progetto venne portato alla sua completa esecuzione dal figlio Joseph Emanuel nel 1725.

Tuttavia il progetto originario non venne realizzato appieno. Fischer senior aveva fra l'altro previsto anche una monumentale "piscina" per cavalli e un anfiteatro per esibizioni di caroselli. Ciò nonostante si trattava di una delle più grandi scuderie d'Europa. Nelle sue famose Briefe eines Eipeldauers an seinen Herrn Vetter in Kakran über d'Wienstadt di fine del XVIII secolo, il poeta austriaco Joseph Richter scrive meravigliato che «...nella residenza ove stanno i cavalli dell'imperatore essi sono meglio alloggiati dell'imperatore stesso».

Durante le guerre napoleoniche vi furono numerose distruzioni (i francesi sotto attacco avevano posto qui la sede della loro difesa e venivano bombardati dalla città). In seguito furono elaborati precisi progetti per una ricostruzione delle scuderie, che presero forma concreta nel 1829. Anche durante la rivoluzione del 1848 vi furono numerose devastazioni e conseguenti restauri, finché nel 1850 il capomastro di corte Leopold Mayer costruì il maneggio in stile neobarocco. Già ai tempi della Monarchia asburgica vi erano stati dei ripensamenti sull'opportunità di ridurne le dimensioni e costruirvi accanto un altro edificio monumentale. Tuttavia i progetti di Gottfried Semper, sviluppati in tal senso, non vennero mai concretizzati.

Dopo la fine della prima guerra mondiale e il crollo dell'Impero austro-ungarico le scuderie persero il loro scopo originario e gran parte del fabbricato venne dismessa.

Nel 1921 l'area venne inizialmente destinata ad ospitare fiere e mostre e conseguentemente i fabbricati ristrutturati e rinominati.

Dietro il maneggio invernale fu eretta una grossa sala. Tra il 1940 e il 1945 palazzo della fiera ebbero luogo numero manifestazioni propagandistiche del regime nazista. Nel 1946 riprese la funzione fieristica del complesso.

Negli anni ottanta vi furono svariati dibattiti sulla destinazione migliore per il complesso e dal 1986 prese corpo l'idea di farne sede di musei. Seguirono numerose polemiche a proposito dei progetti proposti per la ristrutturazione, finché nel 1998 ebbero inizio i lavori, che si conclusero nel 2001 e il 29 giugno di quell'anno il complesso museale venne aperto.

Il complesso è per il 75% di proprietà del Governo federale austriaco e per il restante 25% del Comune di Vienna.

Il museo

All'interno del complesso si trovano i seguenti musei:

Architekturzentrum Wien, museo di architettura

Leopold Museum, dove è esposta la collezione Rudolf Leopold

Kunsthalle Wien, galleria d'arte

Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien (MUMOK), museo di arte moderna e contemporanea

ZOOM Kindermuseum, museo per bambini

Il MuseumsQuartier ospita anche il Tanzquartier Wien, dove si svolgono spettacoli di danza e musica.

Galleria d'immagini

Anno: 2001

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.mqw.at

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Colonna della Peste

Plague column · Innere Stadt

Colonna della Peste

La Colonna della Peste, in tedesco Pestsäule, è una monumentale colonna votiva che si erge nel centro del Graben di Vienna, in Austria.

Rappresenta un grande esempio della scultura barocca austriaca.

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Storia

Nel 1679 Vienna venne colpita da una delle ultime grandi epidemie di peste. L'imperatore Leopoldo I d'Asburgo, lasciando la città, fece voto di erigere una colonna di ringraziamento se la peste fosse finita. Nello stesso anno, dunque, venne eretta una prima colonna, lignea, ad opera di Johann Frühwirth. Era una colonna corinzia sormontata da un gruppo della Santissima Trinità con nove angeli scolpiti, a simboleggiare i nove Cori angelici.

Nel 1683 Matthias Rauchmüller venne commissionato di rifare l'opera in marmo, ma morì già nel 1686 lasciando solo qualche scultura di angeli. Numerosi altri artisti si susseguirono, fra cui il grande architetto di corte Johann Bernhard Fischer von Erlach, che disegnò le sculture alla base della colonna. Alla fine il progetto venne assegnato a Paul Strudel che si basò sui concetti teatrali dell'architetto e scenografo italiano Lodovico Burnacini. Domina in alto il gruppo in rame dorato della Trinità, e al di sotto di esso Burnacini previde una piramide vorticosa di nuvole dalle quali escono sculture di angeli, e in primo piano la statua dell'Imperatore in ginocchio che prega davanti alla statua della Fede. Anche gli scultori Tobias Kracker e Johann Bendel contribuirono all'opera.

La colonna, alta ben 21 metri venne, infine, inaugurata nel 1693.

Nonostante il lungo periodo di costruzione, le differenti modifiche apportate al progetto e i numerosi artisti coinvolti, il monumento presenta una notevole unità stilistica. Rappresenta un capolavoro della scultura barocca viennese nella sua fase di transizione verso il Rococò.

Anno: 1687 · Autore: Matthias Rauchmüller

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Mumok

Museo d'arte · Neubau

Mumok

Mumok è l'acronimo di MUseum MOderner Kunst (in italiano: Museo d'arte moderna) Foundation Ludwig Vienna. È situato presso il Museumsquartier a Vienna in Austria.

Il museo ha una collezione di 9000 opere di arte moderna e contemporanea, tra cui opere di Andy Warhol, Pablo Picasso, Joseph Beuys, Nam June Paik, Wolf Vostell, Jasper Johns, Pino Pascali e Roy Lichtenstein. Numerose opere furono donate al museo dall'industriale e mecenate tedesco Peter Ludwig e sua moglie Irene nel 1979.

Leggi tutto su Mumok (87 parole)

Il MUMOK organizza spesso mostre di arte contemporanea e legate al movimento dell'azionismo viennese.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Museumsplatz 1
Orari
Tu-Su 10:00-18:00; Mo off
Telefono
+43 1 52500-0
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.mumok.at

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Augarten

Giardino alla francese · Leopoldstadt

Augarten

Public park and baroque palace in Vienna descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

Orari
Nov-Feb 07:00-17:30; Mar 07:00-19:00; Apr,Aug-Sep 06:30-20:00; May-Jul 06:30-21:00; Oct 06:30-19:00
Come arrivare
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Architekturzentrum Wien

Museo d'arte · Neubau

Architekturzentrum Wien

Museo in Austria

Anno: 1993

Informazioni pratiche

Indirizzo
Museumsplatz 1
Orari
Mo-Su 10:00-19:00
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.azw.at

Abbazia di Nostra Signora degli Scozzesi

Monastero · Innere Stadt

Abbazia di Nostra Signora degli Scozzesi

L'abbazia di Nostra Signora degli Scozzesi (in tedesco Benediktinerabtei unserer Lieben Frau zu den Schotten, o semplicemente Schottenstift, "abbazia degli Scozzesi"), è un'abbazia benedettina fondata a Vienna nel 1155 quando Enrico II invitò dei monaci irlandesi a Vienna. Essi non giunsero direttamente dall'Irlanda, ma provenivano dal monastero di St. Jakob, un'abbazia irlandese di Ratisbona in Germania. Dal 1625 l'abbazia fu membro della Congregazione d'Austria, ora parte dei benedettini.

Dal 1958 è basilica minore.

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Storia

Nell'Alto Medioevo i monaci irlandesi vennero coinvolti attivamente nell'apostolato missionario. L'Irlanda era conosciuta in latino come Scotia Major; quindi, in tedesco i monaci irlandesi erano chiamati Schotten (scozzesi) o Iroschotten. Pertanto i monasteri che andavano fondando venivano chiamati Schlottenkloster. Nei documenti della fondazione della Schottenstift, Enrico II specificava che doveva essere occupata esclusivamente da questi Iroschotten (Solos elegimus Scottos).

Enrico II venne elevato dal rango di marchese (Markgraf) a quello di duca (Herzog) nel 1156 e spostò la sua residenza da Klosterneuburg a Vienna; pertanto richiese un monastero per la sua nuova città. Nel medioevo i monasteri non erano solo luoghi di preghiera, ma anche, e soprattutto, depositari della conoscenza. La fondazione di un monastero dava al preposto autorità per la sua amministrazione (per esempio, le scuole per educare scribi competenti). Ogni monastero era anche fornito di una biblioteca, un ospizio di vecchiaia, architetti, uomini colti, e sacerdoti per condurre le funzioni nella nuova città ducale. Gli Schotten operavano anche in collaborazione con l'Università di Vienna, che venne fondata nel 1365.

Enrico concesse al nuovo monastero ampi privilegi. La costruzione del monastero iniziò nel 1160 e la struttura venne consacrata nel 1200. I monaci costruirono il loro monastero in una zona che a quel tempo era al di fuori delle mura della città di Vienna. Realizzarono anche un ospizio per i pellegrini e i crociati, che spesso passavano attraverso Vienna nel loro cammino verso Gerusalemme.

La prima chiesa era a tre navate con colonne romaniche e una sola abside. Enrico II vi fu sepolto alla sua morte nel 1177.

Nel 1276 un grave incendio distrusse il chiostro e molti altri edifici a Vienna.

Nel 1418 il duca Alberto V requisì il convento durante la riforma Melker, un tentativo di far rivivere gli ideali originali del monachesimo benedettino, e stabilì una comunità di benedettini al loro posto. Questi nuovi residenti, tuttavia, continuarono ad essere conosciuti come Schotten.

A metà del XV secolo l'abbazia fu particolarmente nota per l'attività letteraria dei suoi rettori, Wolfgang Schmeltzl e il suo successore Johannes Rasch.

Il crollo del campanile, colpito da un fulmine nel 1638, fu colto come un'opportunità per ricostruire completamente la chiesa, un progetto intrapreso dagli architetti Andrea D'Allio il Giovane e Silvestro Carlone. Nel nuovo progetto la lunghezza della chiesa venne piuttosto ridotta, con il risultato che la torre campanaria non si trovò più in prossimità della basilica. Joachim von Sandrart dotò la chiesa di una nuova pala d'altare, che si conserva oggi nella sala dei presuli. Dopo l'assedio turco, la chiesa fu restaurata nuovamente. Poiché la torre ovest in stile barocco era appena più alta della stessa facciata, venne discusso il suo innalzamento, ma questi piani non giunsero mai a buon fine.

Intorno al 1700 il grande musicista barocco Johann Joseph Fux fu organista della Schottenstift.

Fra gli anni 1773 e 1774, venne costruito un nuovo priorato con annessa scuola, ad opera di Andreas Zach, sull'area dell'annesso cimitero. Poiché la costruzione assomigliava ad un ufficio, divenne popolarmente nota come la Schubladkastenhaus("la casa cassettiera"). Direttamente accanto sorgeva l'Hotel Römischer Kaiser, in cui si tenne la prima esecuzione pubblica di una canzone di Franz Schubert.

Nel 1807 vi venne fondato, per decreto imperiale, lo Schottengymnasium, un istituto di educazione secondaria.

Intorno al 1830 gli edifici ausiliari dell'abbazia, in particolare quelli fiancheggianti Freyung, vennero restaurati e parzialmente ricostruiti da Joseph Kornhäusel.

Negli anni 1880 la chiesa venne parzialmente restaurata. A questo periodo datano gli affreschi del soffitto, di Julius Schmid, ed il nuovo altare maggiore, costruito su disegni di Heinrich von Ferstel, con un mosaico di Michael Rieser.

Nel cortile vi è una Schwarze Muttergottes ("Madonna nera"), disegnata nel 1825 da Peter Nobile. La fontana, con una statua di Enrico II, è di Sebastian Wagner.

Museo

Il museo è stato reinstallato due volte nella storia recente, nel 1994/95 e nel 2004/5. Esso contiene, tra le altre opere di rilievo, lo Schottenmeisteraltar (altare) risalente a ca. il 1470, che non è solo un lavoro importante di arte tardo gotica, ma anche una eccezionale fonte storica, per le sue vedute della città.

Anno: 1160

Informazioni pratiche

Indirizzo
Freyung 6
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.schotten.wien

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Palazzo Liechtenstein

Palazzo · Innere Stadt

Palazzo Liechtenstein

Il palazzo Liechtenstein (in austriaco Stadtpalais Liechtenstein) è un edificio di Vienna.

== Storia e descrizione ==

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Venne costruito su progetto dell'architetto lucchese Domenico Martinelli, che, giunto a Vienna nel 1690, fu incaricato di progettare la residenza della famiglia Von Liechtenstein.

L'edificio, ispirato al palazzo Chigi-Odescalchi di Gian Lorenzo Bernini, rappresenta una delle migliori realizzazioni dell'architettura barocca austriaca e venne eseguito fra il 1692 e il 1705 con l'ausilio dello svizzero Gabriele de Gabrieli e A. Riva.

Sulla facciata in Bankgasse, Martinelli vi realizzò il primo portale barocco monumentale di Vienna. Il portale, che dà su Minoritenplatz con la relativa scalinata, è da associare a Johann Lucas von Hildebrandt.

Le strutture scultoree dei portali, sull'attico e all'interno si devono al veneziano Giovanni Giuliani; gli stucchi sono di Santino Bussi.

Lo scalone principale venne realizzato in pietra nel 1699 dai maestri viennesi Michael Khöll e Wolfgang Steinböck.

Informazioni pratiche

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Da dove vengono queste informazioni

Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.

Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026